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Tag Archives: tecnica

Il danzatore è un interprete che comunica un’idea e un personaggio

Al centro di ogni spettacolo c’è una storia. Nel caso della danza, coreografi e ballerini raccontano un vissuto. I danzatori interpretano un personaggio, eppure, la maggior parte della formazione tecnica e artistica spesso mette in secondo piano l’importanza dell’interpretazione. Il ballerino deve essere in grado di trascinare lo spettatore nella storia, immergendosi nel personaggio che interpreta, dimensione essenziale alla comunicazione. Danzatori che possiedono una tecnica notevole, ma sono carenti in espressività e capacità di trasmettere emozioni, non arriveranno mai a colpire l’attenzione del pubblico e la loro esibizione risulterà inefficace o limitata. Comunicare infatti è il fine della danza e in quest’ottica è essenziale che il danzatore impari a indagare il vero senso della sua performance. In teatro, la storia è sempre al primo posto. Che un artista scelga di esprimerla attraverso un testo cantato, parlato o danzato, è necessario sviluppare il personaggio, studiarne le caratteristiche ed entrare in lui profondamente. Il danzatore è un interprete che comunica ad altri un concetto, un’idea, un racconto. Coreografi e ballerini quindi dovrebbero porsi alcune domande mentre preparano uno spettacolo: chi è il personaggio? Qual è la sua storia personale? Perché agisce in un determinato modo? La qualità di ogni movimento deve essere ...

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La danza è la forma fisica delle emozioni

  Il vocabolo ‘emozione’ deriva dal latino emovere che significa portare fuori, uscire o smuovere. E la danza è essenzialmente emozione in movimento. In quanto forma d’arte, la danza deve esprimere quell’emotività profonda, intima, che dà senso e significato ai movimenti, deve permettere alle emozioni di manifestarsi e prendere forma attraverso il corpo, e di comunicarle e generarle nel pubblico Ciò che rende i danzatori artisti e non solo atleti, infatti, è la capacità di provare ed esternare le loro emozioni. Le performance più memorabili sono quelle che emozionano di più il pubblico e i ballerini migliori sono quelli che condividono qualcosa della loro anima attraverso la danza. Ovviamente ciò avviene solo dopo che si padroneggia la tecnica e che i passi vengono memorizzati. Solo in quel momento il ballerino potrà ‘lasciarsi andare’ e ballare davvero, trasponendo l’espressività sui movimenti. Spesso, tuttavia, si separa la tecnica dall’espressività e ci si concentra quasi esclusivamente sugli elementi fisici, forza, flessibilità, linee. Invece è necessario insegnare a danzare in modo emotivamente connesso, perché le emozioni sono incarnate nel corpo e sono una parte importante del nostro modo di muoverci. Il nostro umore influisce su come danziamo, se siamo tesi o depressi esprimeremo tale ...

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Il potere della danza: come la danza produce effetti benefici sul cervello e sulle emozioni

La danza è una disciplina basata su precisi principi: controllo, ricerca di perfezione, tecnica ed espressività. Tutto ciò coinvolge e stimola la nostra attività cerebrale. Mentre impariamo i complessi movimenti della danza, è come se anche la nostra mente facesse ginnastica, con notevoli benefici per la salute mentale e psicologica. Danzare infatti migliora lo sviluppo cognitivo, la creatività, l’apprendimento e le competenze, stimola l’apparato vestibolare e la capacità di seguire direttive e istruzioni. Di conseguenza migliorano le capacità decisionali, l’attenzione, il controllo delle emozioni, l’accesso a cognizioni passate, il riconoscimento di potenziali problemi e l’abilità di trovare soluzioni immediate. In breve, mentre si balla, il cervello elabora un multitasking estremo e affina la capacità di problem solving. Danzare stimola anche le emozioni che sono collegate al pensiero e all’apprendimento, guidano l’attenzione, creano significato e percorsi di memoria. Il cervello dunque è molto più attivo e chimicamente stimolato quando sono coinvolte le emozioni. Liberando tensioni e pulsioni represse, la danza permette di raggiungere gli aspetti inconsci della mente e di mobilitare efficacemente le funzioni psichiche bloccate, generando stati di calma interiore. Questi sono solo alcuni dei motivi per cui la danza dovrebbe essere insegnata nelle scuole, per permettere a tutti i ragazzi ...

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Lo studio danza classica è imprescindibile per la formazione artistica completa del danzatore

Danzare richiede disciplina, dedizione e costanza, qualsiasi sia lo stile scelto. Alla base di ogni forma di danza però c’è lei, la danza classica. La danza classica è il frutto di una canonizzazione delle regole della danza di corte rinascimentale, la cui terminologia francese risale al XVIII secolo, quando Pierre Beauchamps, maître de ballet dell’Académie de Musique et de Danse, codificò i passi della tecnica accademica. Lo studio danza classica è propedeutico e imprescindibile per la formazione artistica completa e versatile di un danzatore. Garantisce l’acquisizione di una base solida che permette di scegliere e approfondire un qualunque altro stile, e stimola il senso del ritmo e del tempo musicale. La danza classica è una disciplina ferrea e rigorosa che fornisce le abilità fisiche, tecniche e mentali necessarie per un gran numero di discipline sportive, non solo per gli altri stili. A beneficiare dello studio della danza classica, infatti, sono anche vari sport, come ginnastica artistica, pattinaggio sul ghiaccio e nuoto sincronizzato. Le movenze della danza educano le atlete a un portamento elegante e aggraziato, a una postura pulita che conferisce bellezza, precisione e armonia alle loro performance. L’impostazione fisica, muscolare e posturale, e la consapevolezza del movimento si acquistano ...

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Danzatori si nasce o si diventa?

La danza è universale e atavica. Esiste in tutte le società umane da decine di migliaia di anni. Secondo un recente studio, i ballerini professionisti nascono con almeno due geni speciali che danno loro un vantaggio su tutti gli altri: abilità atletica e talento musicale. Un team di statistici britannici ha analizzato i fattori genetici e sociali di un campione casuale di oltre cento tra i ballerini di maggior successo a livello internazionale, provenienti da discipline diverse: ballo da sala, danza classica, moderna e contemporanea. Attributi fisici come il numero di scarpe, lo stato di famiglia e i segni zodiacali sono stati analizzati per creare modelli statisticamente significativi, successivamente confrontati con la media nazionale. Dallo studio è emerso che i bambini senza fratelli hanno il 69% di probabilità in più di diventare ballerini professionisti rispetto a chi proviene da una famiglia numerosa. I ballerini di entrambi i sessi risultano inoltre avere i piedi più piccoli di due taglie rispetto alla media. I segni zodiacali più diffusi tra i danzatori di successo sono quelli di terra, Toro, Capricorno e Vergine, i quali possiedono una propensione innata a brillare sulla scena. Riguardo all’aspetto fisico, secondo la ricerca, quattro quinti dei ballerini famosi hanno capelli ...

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La danza è equilibrio tra perfezione e libertà creativa

La pratica rende perfetti. Tutti i ballerini di qualsiasi stile o età hanno sentito questo vecchio adagio. Tuttavia, ogni danzatore ha fatto pace con una realtà: la perfezione non esiste. La natura umana non è perfetta, i nostri corpi sono progettati per essere imperfetti, quindi sarebbe più opportuno affermare che la pratica è essenziale per progredire. La perfezione è uno standard irraggiungibile, e genera frustrazione e infelicità in chi la ricerca. ‘Perfetto’ nella danza significa eseguire una sequenza o una routine in modo tecnicamente impeccabile, forme e linee pulite. Danzare di fronte allo specchio aiuta il ballerino a identificare i difetti e i pregi del lavoro che sta svolgendo. E’ una competizione costante e sana, volta a ottenere e valutare i progressi e al miglioramento della propria performance. Il perfezionismo estremo, infatti, inibisce la creatività, genera tensione in chi lo prova, collegata a un timore eccessivo delle critiche e alla concentrazione su di sé, più che sul lavoro che sta svolgendo e sulla sua arte. Il ballerino quindi deve trovare l’equilibrio tra perfezione e libertà creativa. Quest’ultima, presuppone leggerezza nelle aspettative e libertà di pensiero e azione. La creatività per funzionare al meglio ha bisogno di altri elementi: esperienza, allenamento, ...

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La conoscenza della tecnica coreutica è indispensabile alla libertà espressiva del danzatore

Ogni danzatore lo sa: non esiste libertà artistica senza conoscenza della disciplina coreutica. La disciplina è quel complesso di regole necessarie a svolgere l’attività artistica. E’ una competenza acquisita e perfezionata tramite l’esercizio, la pratica regolare e il rispetto dei canoni definiti. Esistono due tipi di disciplina, interna ed esterna. La prima richiede skills di esecuzione dei movimenti così come sono stabiliti dalla tecnica, la seconda richiede la creazione di nuovi movimenti che esprimano un determinato stato d’animo e raccontino la coreografia al pubblico con cui il danzatore si interfaccia. Una volta appresa e sedimentata, la disciplina dunque libera l’artista dal bisogno di concentrarsi esclusivamente sull’esecuzione dei passi e gli permette di esprimere il significato profondo della sua danza. La conoscenza approfondita della tecnica permette l’acquisizione delle competenze necessarie alla libertà espressiva e artistica del danzatore, che potrà spaziare nel range di passi e movimenti con sicurezza e abilità. La conoscenza tecnica non esclude quella teorica, il ballerino deve sapere da dove sono nati i passi che esegue, deve conoscerne i nomi e il motivo per cui vengono spiegati e appresi. La conoscenza quindi è indispensabile alla libertà espressiva di un’artista, senza tecnica non può esistere un danzatore. Il ballerino ...

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Determinazione, estro e amore per la danza: l’identikit del danzatore

Per potersi considerare un danzatore, qualsiasi sia lo stile scelto e il livello tecnico raggiunto, una persona deve possedere le seguenti caratteristiche. Determinazione nel perseguire i propri obiettivi, e capacità di riconoscere i propri punti deboli e di ammettere i propri errori, di cui deve fare tesoro. Temperamento estroso, curioso e desideroso di approfondire la conoscenza della disciplina che ha scelto. Empatia, intesa anche come di abilità di coinvolgere emotivamente il pubblico, investendo la massima energia in quello che fa. Umiltà, coniugata a un buon livello di sicurezza in se stesso e nelle proprie capacità. Generosità nel regalare a estranei il risultato del proprio lavoro, della fatica, delle rinunce che a volte la danza richiede. Sensibilità artistica, originata dalla crescita personale continua derivante dalla capacità di mettersi in discussione, dalla voglia di mettersi alla prova, sperimentare e appassionarsi. A livello fisico, il ballerino deve essere atletico, forte, deve provare piacere nella fatica, di cui sente addirittura il bisogno fisico e psicologico. Chi danza inoltre è intelligente: per raggiungere il proprio scopo, ossia danzare al massimo delle proprie possibilità e avvicinarsi all’eccellenza, identifica strategie nuove e diverse ogni qualvolta quelle adottate fino a quel momento non si dimostrino efficaci. Il ballerino ...

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Stimolare creatività, potenzialità e consapevolezza attraverso l’improvvisazione

Quando viene insegnata in un contesto interdisciplinare, l’improvvisazione può aiutare gli studenti a crescere nella tecnica, nell’abilità artistica e nel benessere generale. Sono, infatti, molteplici i benefici ottenuti nell’incorporare l’improvvisazione nella formazione didattica, indipendentemente dall’età del danzatore o dallo stile che viene insegnato. L’improvvisazione aiuta i ballerini ad applicare i concetti tecnici in maniera originale e innovativa, e a interiorizzare e comprendere più profondamente la tecnica. Li aiuta anche a sviluppare maggiore autoconsapevolezza mentre esplorano il movimento in modi che meglio esprimono le loro potenzialità. L’improvvisazione permette quindi di raggiungere maggiore consapevolezza attraverso la scelta di movimento, sviluppando maggiori livelli di conoscenza del corpo e di fiducia nelle proprie capacità fisiche e mentali. Sperimentando una significativa espressione di sé e un rilascio di tensione emotiva, l’allievo migliora il proprio benessere dentro e fuori la sala. Viene liberato dall’aspettativa di perfezione così diffusa nella formazione nella danza e trova gioia nel ballare e un maggiore senso di sé attraverso il movimento. Nonostante tutti questi benefici, l’improvvisazione può essere ardua per molti studenti. Alcuni provano disagio nel muoversi spontaneamente, specialmente se osservati dall’insegnante o dai compagni. Molti ballerini finiscono per copiare movimenti già visti o per assemblare passi con cui hanno familiarità, ...

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Plagio coreografico e ispirazione: una differenza sottile ma abissale

Plagiare una coreografia, ossia l’attività creativa di qualcun altro, è un concetto assurdo. L’idea che una sequenza di passi di un altro coreografo diverso venga copiata e incollata sembra ridicola, ma sfortunatamente, nell’era di Youtube, il plagio delle coreografie si sta trasformando in un’epidemia mondiale. Il plagio può avvenire in diverse forme: attraverso la riproduzione totale e parziale dell’opera originaria, attraverso una sua rielaborazione non creativa, o camuffata attraverso modifiche puramente accessorie. Non è facile finire cosa definire il plagio nella danza, perché questa disciplina esprime concetti nati dalla sensibilità e dell’estro di un artista. Inoltre, niente nella danza è completamente nuovo. Parti di coreografia possono assomigliarsi perché siamo esseri umani e possediamo all’incirca le stesse gamme di movimento. Eppure la danza è una forma d’arte originale e in continua evoluzione. Rubare idee di altri coreografi degrada tutti gli artisti. Non è sufficiente prendere dei passi da video online per definirsi un coreografo, ma può accadere. Infatti, sebbene sia accettabile utilizzare altri lavori per trarre ispirazione coreografica, se un insegnante di danza o un coreografo ha bisogno di plagiare un’intera routine, significa che non è in grado di creare una coreografia, il che implica gravi carenze tecniche, spesso indolenza e ...

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