Il cervello di un ballerino non si limita a reagire alla musica e ai passi, ma agisce come un simulatore quantistico: calcola simultaneamente svariati scenari futuri e identifica la probabilità di ottenere i risultati migliori. La danza infatti allena la mente ad anticipare il futuro. Non si tratta solo di memoria fisica, è un ‘viaggio nel tempo’ cognitivo, una capacità cerebrale che permette di vivere il movimento pochi istanti prima che accada realmente. Grazie a una corteccia premotoria iper-sviluppata, il danzatore non esegue semplicemente un passo, ma lo simula nella mente nel futuro immediato. Il suo corpo agisce nel presente, mentre il suo cervello anticipa ciò che sta per succedere. Questa abilità permette di dilatare la percezione del tempo. Se per uno spettatore un secondo è un brevissimo attimo, per il ballerino è una finestra temporale sufficiente e necessaria a prevedere il passo, correggere traiettorie di movimento e prevenire eventuali imprevisti. Ogni frase coreografica richiede un piccolo anticipo mentale. Il cervello del ballerino costruisce un modello interno del ritmo e lo confronta in tempo reale con ciò che sente. Se la musica accelera anche di poco, l’aggiustamento avviene prima che l’orecchio lo trasformi in pensiero consapevole. Il danzatore inoltre ...
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