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Crystal Pite nel progetto site specific per Collezione Maramotti

La coreografa canadese Crystal Pite è una voce celebre della danza contemporanea da oltre 35 anni. È apprezzata a livello internazionale per creazioni che affrontano con coraggio temi quali il trauma, la dipendenza, il conflitto, la coscienza e la mortalità; la sua visione audace e originale le ha valso un riconoscimento internazionale e ha ispirato un’intera generazione di artisti della danza. Il suo nuovo progetto – parte del programma di Festival Aperto 2026 – è una collaborazione tra Fondazione I Teatri / Festival Aperto, Collezione Maramotti, la sua compagnia di danza Kidd Pivot e la prestigiosa compagnia di danza contemporanea Nederlands Dans Theater (NDT), dove è Coreografa Associata dal 2008. In questo progetto si incrociano percorsi che hanno già cambiato la danza contemporanea: la creazione prenderà forma in dialogo con l’architettura della Collezione Maramotti e con le sue opere e sarà interpretata da danzatori di NDT 1 e Kidd Pivot, proseguendo la collaborazione avviata nel 2009 tra Fondazione I Teatri, Collezione Maramotti e Max Mara con l’obiettivo di creare un dialogo tra coreografia e arti visive. La danza come forza che abita un corpo umano Per Crystal Pite, l’arte del fare è il canale che conduce verso l’arte. Partendo dalla ...

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La Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala torna allo Strehler

Dal 7 al 10 maggio 2026, la Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala, diretta da Frédéric Olivieri, torna per cinque rappresentazioni sul palcoscenico del Teatro Strehler di Milano con l’atteso spettacolo istituzionale. Il programma, pensato per esaltare la padronanza tecnica e la maturità interpretativa di allieve e allievi accosta il virtuosismo ottocentesco di Paquita alle poetiche contemporanee di Mauro Bigonzetti e Shahar Binyamini, in un equilibrato dialogo tra tradizione e ricerca. L’apertura è affidata alla Presentazione, ideata dal Direttore Olivieri sugli Études di Carl Czerny. Vera e propria mappa visiva della didattica scaligera, la coreografia si sviluppa in una progressione di passi e movimenti sempre più complessi, restituendo con immediatezza l’evoluzione del percorso formativo, articolato nell’arco di 8 anni, e mettendo in luce lo stretto legame tra studio della tecnica e pratica scenica, cifra distintiva del Dipartimento Danza dell’Accademia Teatro alla Scala. Si prosegue con la Suite dal Divertissement di Paquita, balletto classico tra i più noti del repertorio, rimontato dai maestri Tatiana Nikonova e Leonid Nikonov sulla versione creata da Marius Petipa nel 1881 con le musiche di Ludwig Minkus. Questa versione, in cui spicca il celebre Grand Pas Classique, che nella prassi esecutiva compare spesso come pezzo a ...

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Al Municipale Valli di Reggio la danza come forza della natura

Dopo il debutto al Festival Aperto 2024, torna a Reggio Emilia una delle compagnie di danza più affascinanti della scena internazionale: TAO Dance Theater, fondata a Pechino nel 2008 da Tao Ye, Duan Ni e Wang Hao, Leone d’Argento alla Biennale Danza 2023. Lo scorso ottobre il Festival Aperto aveva presentato 13 e 14 al Teatro Ariosto: ora la Fondazione I Teatri invita il pubblico a ritrovare quella stessa forza visionaria con due nuovi lavori, 16 e 17, mercoledì 15 aprile ore 20.30 al Teatro Municipale Valli. Invitata sui maggiori palcoscenici del mondo, dal Lincoln Center di New York al Sadler’s Wells di Londra, passando per la Sydney Opera House e il Théâtre de la Ville di Parigi, La Biennale di Venezia, TAO Dance Theater ha conquistato critica e pubblico internazionali. Il Financial Times ha scritto che la loro danza si muove come una forza della natura, mentre l’Evening Standard li ha definiti intensi, seriamente ipnotici e capaci di catturare l’attenzione, confermando Tao Ye come una voce eccezionale nella danza internazionale. Alla Biennale di Venezia 2023, il direttore Wayne McGregor ha motivato il Leone d’Argento sottolineando come, abbandonando narrativa, messaggio e scenografia, i due coreografi abbiano creato un genere di ...

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Alessandra Ferri e la stagione 26/27 del Wiener Staatsballett

Nel contesto di una stagione 2026/2027 della Wiener Staatsoper particolarmente ampia e ambiziosa, in cui l’offerta operistica raggiunge un numero considerevole di titoli, il percorso delineato per il Wiener Staatsballett si distingue per una coerenza interna e una visione artistica che porta con sé un respiro quasi narrativo. È in questo quadro che si inserisce con forza la direzione di Alessandra Ferri, giunta alla sua seconda stagione viennese, e già capace di imprimere una linea riconoscibile, colta e profondamente radicata nella storia della danza, ma al tempo stesso aperta alle urgenze del presente. La costruzione del cartellone, articolata in undici titoli, non appare come una semplice giustapposizione di produzioni, bensì come un tessuto connettivo in cui epoche, linguaggi e poetiche differenti dialogano tra loro. In filigrana si coglie una sensibilità che affonda le proprie radici nella grande tradizione europea del balletto, quella che da Marius Petipa in avanti ha definito i codici del classico, ma che nel corso del Novecento ha saputo reinventarsi attraverso figure decisive come George Balanchine e Jerome Robbins. La direttrice Ferri sembra raccogliere questa eredità e rileggerla con uno sguardo personale, evitando ogni forma di museificazione e restituendo invece al repertorio una vitalità autentica. Le nuove ...

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Tre coreografie per “Visionary Dances” al Wiener Staatsballett

Il progetto Visionary Dances nasce come un incontro tra visioni coreografiche profondamente diverse, ma sorprendentemente capaci di dialogare tra loro in un unico spazio scenico. Sul palcoscenico della Wiener Staatsoper, questo trittico riunisce tre figure centrali della danza contemporanea — Justin Peck, Wayne McGregor e Twyla Tharp — offrendo non solo una panoramica delle tendenze attuali del balletto, ma anche una riflessione su ciò che la danza può ancora diventare. Ciò che rende questo progetto particolarmente interessante non è soltanto la presenza di tre firme così autorevoli, ma il modo in cui ciascuna di esse porta in scena un’idea distinta di corpo, spazio e movimento. Justin Peck con Heatscape costruisce architetture coreografiche che sembrano nascere da un impulso musicale immediato, dove il gruppo si muove come un organismo fluido e dinamico. Wayne McGregor con Yugen, al contrario, esplora i limiti del corpo umano con una fisicità quasi futuristica, spingendo i danzatori verso una gestualità estrema e frammentata. Twyla Tharp con In the Upper Room, infine, intreccia tradizione e libertà, fondendo tecnica classica e influenze moderne in uno stile che sfugge a ogni definizione rigida. A sostenere questo dialogo coreografico è una scelta musicale altrettanto ricca e stratificata. Le partiture di ...

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Biennale Danza 2026: Il corpo come archivio tra memoria e a-temporalità

Il panorama delle arti performative contemporanee si prepara a uno degli appuntamenti più attesi, con il 20. Festival Internazionale di Danza Contemporanea della Biennale di Venezia, dal 17 luglio al 1 agosto 2026. Sotto la direzione di Sir Wayne McGregor, la manifestazione si propone quest’anno come un’indagine ontologica attraverso il tema Time Does Not Exist – Il Tempo non esiste. Ispirandosi alle teorie fisiche di Carlo Rovelli, McGregor invita la comunità coreutica a riflettere sulla danza non come una successione cronologica, ma come un “archivio vivente”, capace di scardinare la percezione lineare della realtà. La programmazione 2026, che vanta 140 artisti e un ventaglio di novità che include 9 prime assolute, 3 prime europee e 8 prime italiane, si distingue per una forte impronta etica e decoloniale. Il Leone d’oro alla carriera è stato assegnato al Bangarra Dance Theatre, la prima formazione australiana interamente composta da danzatori aborigeni, che debutterà con la prima europea di Terrain (coreografia di Frances Rings), un’opera che evoca la forza del corpo ispirata alla bellezza del lago salato Kati Thanda-Lake Eyre. Parallelamente, il Leone d’argento a Mamela Nyamza sottolinea l’importanza della danza come strumento di attivismo; con la prima europea di The Herd/Less, la coreografa ...

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Trittico alla Scala: forma, ombra, energia [RECENSIONE]

Al Teatro alla Scala, il trittico firmato da Wayne McGregor, Jean-Christophe Maillot e Ohad Naharin si articola in tre momenti distinti, che per resa complessiva possono essere letti anche secondo una gerarchia estetica e percettiva: il primo, Chroma, emerge come il più compiuto sul piano formale, esteticamente impeccabile e stilisticamente coerente, che al tempo del debutto (2006) introdusse elementi realmente nuovi nella ricerca di McGregor, la cui cifra stilistica, negli anni a venire, è rimasta sostanzialmente invariata, fedele a sé stessa; il secondo, Dov’è la luna, affascina per la sua qualità poetica ma risulta penalizzato da un impianto visivo troppo scuro e da un linguaggio a tratti monocorde; il terzo, Minus 16, si impone invece come la vera sorpresa della serata, una deflagrazione di energia capace di ribaltare la relazione tra scena e pubblico. L’apertura con Chroma non lascia spazio a un ingresso graduale: l’impatto è immediato, quasi fisico. La scena concepita da John Pawson si impone per la sua apparente neutralità: uno spazio bianco, rarefatto, che elimina ogni distrazione visiva per concentrare lo sguardo esclusivamente sul corpo. Ma è proprio questa sottrazione a generare una tensione percettiva fortissima: ogni gesto, ogni deviazione della linea, ogni contrazione muscolare acquista un ...

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Buon compleanno a Marianela Núñez

La grande artista Marianela Núñez (Buenos Aires, 23 marzo 1982), tra le migliori danzatrici in assoluto della sua generazione, dal 2002 è prima ballerina del “Royal Ballet a Londra” ed è acclamata e ammirata in tutto il mondo per lo splendore delle sue linee, la purezza del suo stile accademico, l’assoluta musicalità e le straordinarie doti tecniche ed espressive. Marianela Núñez ha iniziato a danzare all’età di tre anni e ad otto è stata ammessa all’Istituto Superior de Arte al Teatro Colón di Buenos Aires, dove studiò fino ad unirsi al corpo di ballo della compagnia del teatro all’età di quattordici anni. Ancora adolescente fu scelta per una tournée argentina del “Ballet Clasico de La Habana” come solista. Nel 1997 Maximiliano Guerra la scelse come partner sulle scene nella sua tournée in Uruguay, Spagna, Italia e Giappone. Sempre nel 1997 si unì alla “Royal Ballet School” e dopo un anno di perfezionamento si unì al corpo di ballo del “Royal Ballet” nel 1998; nel 2001 fu promossa a prima solista e nel 2002, all’età di vent’anni, divenne prima ballerina della compagnia. Ha danzato di frequente con Thiago Soares, Vadim Muntagirov, Roberto Bolle, Carlos Acosta e Federico Bonelli. Nel corso della ...

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Alla Scala una serata benefica per la Fondazione Ospedale Niguarda

Martedì 31 marzo 2026 alle ore 20 il Teatro alla Scala di Milano ospiterà una serata benefica esclusiva a favore della Fondazione Ospedale Niguarda ETS. Il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala, diretto da Frédéric Olivieri, sarà in scena nel trittico McGregor/Maillot/Naharin, con lavori firmati dai tre celebri coreografi contemporanei. Il ricavato della serata sarà destinato alla Fondazione Ospedale Niguarda ETS che sostiene il Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano nello sviluppo di progetti dedicati alla ricerca clinica, all’innovazione tecnologica e al miglioramento dell’accoglienza e della qualità della cura. Attraverso iniziative come questa, la Fondazione promuove un’idea di sanità che mette al centro la persona, valorizzando non solo l’eccellenza medica ma anche l’attenzione umana e culturale. In scena, Chroma di Wayne McGregor, Dov’è la Luna di Jean-Christophe Maillot e Minus 16 di Ohad Naharin. Tre opere coreografiche, firmate da autori tra i più acclamati e influenti della danza contemporanea, che offrono agli artisti scaligeri una nuova e stimolante sfida stilistica. Un’occasione unica per vivere una serata di grande valore artistico e solidarietà. In Chroma, Wayne McGregor esplora la drammaticità del corpo umano e la sua capacità di esprimere emozioni e pensieri profondi attraverso una coreografia inventiva ed energica. Il ...

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Annunciati i cast del nuovo trittico di balletto alla Scala

Terza produzione della nuova Stagione di Balletto, l’attesissimo trittico McGregor / Maillot / Naharin, arriva alla Scala dal 18 al 28 marzo, più una serata benefica il 31 marzo riservata alla Fondazione Ospedale Niguarda. Ricco di novità, sarà un debutto per il Corpo di Ballo scaligero, che per la prima volta interpreterà i tre lavori in cartellone, e per il pubblico nazionale, essendo due delle tre produzioni mai prima d’ora rappresentate nel nostro Paese. Novità ma anche continuità: torna la firma di Wayne McGregor, con cui Frédéric Olivieri aveva inaugurato nelle sue precedenti direzioni una collaborazione proseguita in maniera costante, che si rinnova ora con uno dei pezzi più rappresentativi, Chroma, per la prima volta su un palcoscenico italiano, nel ventennale dalla sua creazione. Entra nei programmi del Ballo scaligero per la prima volta il nome di Jean-Christophe Maillot, la sua visione artistica molto articolata, con un lavoro profondo e delicato, Dov’è la luna, in prima nazionale, a cui prende parte anche Roberto Bolle nelle recite di apertura. In maniera dirompente chiude il trittico Minus 16, uno dei più illustri manifesti dell’originalità di Ohad Naharin e del suo linguaggio di movimento innovativo. Irrompe per la prima volta alla Scala portando ...

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