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Festival Aperto celebra la sua XVIII edizione a Reggio Emilia

Oltre 30 spettacoli, più di 60 repliche, 15 tra produzioni e coproduzioni, prime assolute e prime italiane. Musica e danza contemporanea, performance, jazz, circo contemporaneo. Tra Teatro Municipale Valli, Teatro Ariosto, Teatro Cavallerizza, Sala Verdi, Collezione Maramotti, Reggiane Parco Innovazione, Teatro Piccolo Orologio, Palestra della Scuola Aosta e altri luoghi della città. “Benvenuti in tempi interessanti” è il titolo di un libro di Slavoj Žižek, che riprende quella che viene spesso citata come un’antica maledizione cinese: possa tu vivere in tempi interessanti.  Eppure, in quella formula, convivono minaccia e promessa. Augurio e maledizione, interessante e inquietante, sono come il sorriso e il ghigno: lo scarto è minimo, ma grande è la differenza che esso innesca, quella fra una chiusura e un’apertura di prospettiva. L’arte, il pensiero, il teatro, scorgono e abitano quel piccolo spostamento d’asse fecondo di conseguenze, visioni, immaginazione: il destino non è scritto, l’impossibile accade. Il programma è costruito tra musica, danza, arti performative, una fitta rete di partner italiani ed europei, e una schiera di artisti — italiani e internazionali — che attraversano le frontiere dei linguaggi e delle geografie. Le Reggiane, dentro la città Aperto esce dai teatri. Quest’anno con più decisione che mai. Il Parco Innovazione ...

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Biennale Danza 2026, Wayne McGregor presenta la compagnia over 40 WINN con Scirocco di John Neumeier

Alla Biennale Danza 2026 di Venezia il tempo diventa materia coreografica, memoria del corpo e possibilità di immaginare nuove forme di esistenza. È questo il cuore di “Time Does Not Exist”, il titolo scelto da Wayne McGregor per la ventesima edizione del Festival Internazionale di Danza Contemporanea della Biennale, in programma dal 17 luglio al 1° agosto 2026. Tra gli appuntamenti più attesi del festival spicca la prima mondiale di “When, If Not Now?”, progetto della nuova WINN Dance Company, compagnia nata con l’obiettivo di riunire artisti internazionali over 40 e ridefinire il concetto di età nella danza contemporanea. Il nome stesso della compagnia – acronimo di When If Not Now – è una dichiarazione d’intenti: dimostrare che arte, tecnica, esperienza e presenza scenica non hanno una data di scadenza. Sul palco saliranno alcune delle figure più importanti della danza mondiale, tra cui l’étoile Diana Vishneva e la principal dancer dell’Opera di Amburgo Silvia Azzoni, insieme a Mara Galeazzi, Igone de Jongh, Marijn Rademaker, Oleksandr Ryabko e Gil Roman. Un ensemble che riunisce interpreti dalla straordinaria esperienza artistica e provenienti da alcune delle più prestigiose compagnie internazionali. Per questa produzione, la Biennale ha coinvolto uno dei più grandi maestri della ...

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Biennale di Venezia 2026: il programma per la danza

  Dal 17 luglio al 1 agosto il 20. Festival Internazionale di Danza Contemporanea diretto da Wayne McGregor porta a Venezia tutte novità con compagnie che evolvono e rigenerano i linguaggi della danza in connessione profonda con ritmi, paesaggi e storie di tradizioni altre, il cui veicolo è il corpo. Bangarra Dance Theatre dall’Australia, prima formazione interamente composta da danzatori aborigeni a ricevere il Leone d’oro alla carriera; Mamela Nyamza, coreografa e attivista sudafricana, Leone d’argento del Festival; Elle Sofe Sara, regista e coreografa dell’estremo nord scandinavo, dove affonda le radici la cultura Sámi, insieme alla coreografa islandese Hlín Diego Hjálmarsdóttir; Soa Ratsifandrihana, danzatrice e coreografa franco-malgascia insieme ad esponenti della diaspora africana provenienti dalle tradizioni caraibiche; Omar Rajeh, figura centrale per la diffusione e lo sviluppo della danza contemporanea in Libano e nel mondo arabo; Eiko Otake, formata in Giappone dai maestri del butoh Kazuo Ohno e Tatsumi Hijikata, attiva a New York dal 1976 e Wen Hui, carismatica pioniera della danza moderna in Cina; l’illusionista e artista visivo finlandese Kalle Nio e il coreografo brasiliano Fernando Melo; il giovane coreografo neozelandese di origini maori Oli Mathiesen. Tornano alla Biennale Danza Emanuel Gat, fra i massimi coreografi israeliani, a ...

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Tanti auguri di buon compleanno ad Alessandra Ferri

Tanti auguri di buon compleanno alla stella del balletto internazionale, Alessandra Ferri (Milano, 6 maggio 1963). L’unica ballerina italiana del Novecento ad essere stata invitata come star dall’esclusiva compagnia di balletto dell’Opéra di Parigi (nel 1992 per Carmen e nel 1996 per Notre-Dame de Paris, entrambi di Roland Petit) e al Teatro Marijnskij di San Pietroburgo con il Balletto Kirov (nel 2000 per Manon). È stata prima ballerina del Royal Ballet (1983-1985) e dell’American Ballet Theatre (1985-2007) e prima ballerina assoluta del Teatro alla Scala. Nel corso della sua lunga carriera ha vinto due Premi Laurence Olivier, un Prix Benois de la Danse, ha ballato come ospite con molte delle maggiori compagnie al mondo e ha danzato accanto ad alcuni dei maggiori ballerini dell’epoca, tra cui Rudolf Nureyev, Michail Baryšnikov, Anthony Dowell, Patrick Dupond, Manuel Legris, Julio Bocca, Herman Cornejo, Laurent Hilaire, Carlos Acosta, Maximiliano Guerra, Edward Watson, Roberto Bolle, Massimo Murru, Yonah Acosta, Denys Cherevychko e Federico Bonelli. Incomincia a studiare danza al Collegio Bianconi di Monza, poi a Milano alla Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala. All’età di quindici anni vince una borsa di studio assegnata dal British Council, prima volta per una danzatrice, e grazie a ...

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Su Rai 5 “We Humans Are Movement” di Wayne McGregor  

Mercoledì 6 maggio alle ore 19.14 su Rai 5 va in onda un appuntamento dedicato alla danza contemporanea che porta sullo schermo una delle produzioni più interessanti della scena internazionale recente: We Humans Are Movement – Biennale College Danza 2024. Si tratta della prima mondiale della creazione firmata dal coreografo britannico Wayne McGregor, artista noto per il suo linguaggio coreografico altamente fisico, sperimentale e spesso in dialogo con la tecnologia e le scienze cognitive. In questo lavoro, McGregor esplora ancora una volta il corpo umano come materia viva, instabile e in continua trasformazione, facendo della danza non solo un’arte performativa ma una forma di pensiero in movimento. La produzione è stata pensata per la Sala Grande del Palazzo del Cinema al Lido di Venezia e nasce all’interno del progetto Biennale College Danza 2024, che mette in relazione giovani danzatori e danzatrici con coreografi di livello internazionale. In questo caso, la creazione è il risultato di una collaborazione diretta tra i partecipanti del College e i performer della Wayne McGregor Company, in un processo di lavoro condiviso che ha dato forma a un ensemble eterogeneo, unito però da una stessa energia fisica e creativa. Il titolo, We Humans Are Movement, suggerisce ...

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Crystal Pite nel progetto site specific per Collezione Maramotti

La coreografa canadese Crystal Pite è una voce celebre della danza contemporanea da oltre 35 anni. È apprezzata a livello internazionale per creazioni che affrontano con coraggio temi quali il trauma, la dipendenza, il conflitto, la coscienza e la mortalità; la sua visione audace e originale le ha valso un riconoscimento internazionale e ha ispirato un’intera generazione di artisti della danza. Il suo nuovo progetto – parte del programma di Festival Aperto 2026 – è una collaborazione tra Fondazione I Teatri / Festival Aperto, Collezione Maramotti, la sua compagnia di danza Kidd Pivot e la prestigiosa compagnia di danza contemporanea Nederlands Dans Theater (NDT), dove è Coreografa Associata dal 2008. In questo progetto si incrociano percorsi che hanno già cambiato la danza contemporanea: la creazione prenderà forma in dialogo con l’architettura della Collezione Maramotti e con le sue opere e sarà interpretata da danzatori di NDT 1 e Kidd Pivot, proseguendo la collaborazione avviata nel 2009 tra Fondazione I Teatri, Collezione Maramotti e Max Mara con l’obiettivo di creare un dialogo tra coreografia e arti visive. La danza come forza che abita un corpo umano Per Crystal Pite, l’arte del fare è il canale che conduce verso l’arte. Partendo dalla ...

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La Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala torna allo Strehler

Dal 7 al 10 maggio 2026, la Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala, diretta da Frédéric Olivieri, torna per cinque rappresentazioni sul palcoscenico del Teatro Strehler di Milano con l’atteso spettacolo istituzionale. Il programma, pensato per esaltare la padronanza tecnica e la maturità interpretativa di allieve e allievi accosta il virtuosismo ottocentesco di Paquita alle poetiche contemporanee di Mauro Bigonzetti e Shahar Binyamini, in un equilibrato dialogo tra tradizione e ricerca. L’apertura è affidata alla Presentazione, ideata dal Direttore Olivieri sugli Études di Carl Czerny. Vera e propria mappa visiva della didattica scaligera, la coreografia si sviluppa in una progressione di passi e movimenti sempre più complessi, restituendo con immediatezza l’evoluzione del percorso formativo, articolato nell’arco di 8 anni, e mettendo in luce lo stretto legame tra studio della tecnica e pratica scenica, cifra distintiva del Dipartimento Danza dell’Accademia Teatro alla Scala. Si prosegue con la Suite dal Divertissement di Paquita, balletto classico tra i più noti del repertorio, rimontato dai maestri Tatiana Nikonova e Leonid Nikonov sulla versione creata da Marius Petipa nel 1881 con le musiche di Ludwig Minkus. Questa versione, in cui spicca il celebre Grand Pas Classique, che nella prassi esecutiva compare spesso come pezzo a ...

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Al Municipale Valli di Reggio la danza come forza della natura

Dopo il debutto al Festival Aperto 2024, torna a Reggio Emilia una delle compagnie di danza più affascinanti della scena internazionale: TAO Dance Theater, fondata a Pechino nel 2008 da Tao Ye, Duan Ni e Wang Hao, Leone d’Argento alla Biennale Danza 2023. Lo scorso ottobre il Festival Aperto aveva presentato 13 e 14 al Teatro Ariosto: ora la Fondazione I Teatri invita il pubblico a ritrovare quella stessa forza visionaria con due nuovi lavori, 16 e 17, mercoledì 15 aprile ore 20.30 al Teatro Municipale Valli. Invitata sui maggiori palcoscenici del mondo, dal Lincoln Center di New York al Sadler’s Wells di Londra, passando per la Sydney Opera House e il Théâtre de la Ville di Parigi, La Biennale di Venezia, TAO Dance Theater ha conquistato critica e pubblico internazionali. Il Financial Times ha scritto che la loro danza si muove come una forza della natura, mentre l’Evening Standard li ha definiti intensi, seriamente ipnotici e capaci di catturare l’attenzione, confermando Tao Ye come una voce eccezionale nella danza internazionale. Alla Biennale di Venezia 2023, il direttore Wayne McGregor ha motivato il Leone d’Argento sottolineando come, abbandonando narrativa, messaggio e scenografia, i due coreografi abbiano creato un genere di ...

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Alessandra Ferri e la stagione 26/27 del Wiener Staatsballett

Nel contesto di una stagione 2026/2027 della Wiener Staatsoper particolarmente ampia e ambiziosa, in cui l’offerta operistica raggiunge un numero considerevole di titoli, il percorso delineato per il Wiener Staatsballett si distingue per una coerenza interna e una visione artistica che porta con sé un respiro quasi narrativo. È in questo quadro che si inserisce con forza la direzione di Alessandra Ferri, giunta alla sua seconda stagione viennese, e già capace di imprimere una linea riconoscibile, colta e profondamente radicata nella storia della danza, ma al tempo stesso aperta alle urgenze del presente. La costruzione del cartellone, articolata in undici titoli, non appare come una semplice giustapposizione di produzioni, bensì come un tessuto connettivo in cui epoche, linguaggi e poetiche differenti dialogano tra loro. In filigrana si coglie una sensibilità che affonda le proprie radici nella grande tradizione europea del balletto, quella che da Marius Petipa in avanti ha definito i codici del classico, ma che nel corso del Novecento ha saputo reinventarsi attraverso figure decisive come George Balanchine e Jerome Robbins. La direttrice Ferri sembra raccogliere questa eredità e rileggerla con uno sguardo personale, evitando ogni forma di museificazione e restituendo invece al repertorio una vitalità autentica. Le nuove ...

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Tre coreografie per “Visionary Dances” al Wiener Staatsballett

Il progetto Visionary Dances nasce come un incontro tra visioni coreografiche profondamente diverse, ma sorprendentemente capaci di dialogare tra loro in un unico spazio scenico. Sul palcoscenico della Wiener Staatsoper, questo trittico riunisce tre figure centrali della danza contemporanea — Justin Peck, Wayne McGregor e Twyla Tharp — offrendo non solo una panoramica delle tendenze attuali del balletto, ma anche una riflessione su ciò che la danza può ancora diventare. Ciò che rende questo progetto particolarmente interessante non è soltanto la presenza di tre firme così autorevoli, ma il modo in cui ciascuna di esse porta in scena un’idea distinta di corpo, spazio e movimento. Justin Peck con Heatscape costruisce architetture coreografiche che sembrano nascere da un impulso musicale immediato, dove il gruppo si muove come un organismo fluido e dinamico. Wayne McGregor con Yugen, al contrario, esplora i limiti del corpo umano con una fisicità quasi futuristica, spingendo i danzatori verso una gestualità estrema e frammentata. Twyla Tharp con In the Upper Room, infine, intreccia tradizione e libertà, fondendo tecnica classica e influenze moderne in uno stile che sfugge a ogni definizione rigida. A sostenere questo dialogo coreografico è una scelta musicale altrettanto ricca e stratificata. Le partiture di ...

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