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Leoni Biennale Danza 2026

I Leoni della Biennale Danza 2026

La Biennale di Venezia annuncia i Leoni della Biennale Danza 2026: il Leone d’oro alla carriera è assegnato a Bangarra Dance Theatre, principale compagnia di danza delle Prime Nazioni australiane e prima formazione interamente composta da danzatori aborigeni a ricevere questo riconoscimento, mentre il Leone d’argento va alla danzatrice, coreografa, regista e attivista sudafricana Mamela Nyamza. Con queste scelte, la Biennale celebra due realtà artistiche che hanno trasformato il linguaggio della danza contemporanea attraversandolo con la forza vitale delle rispettive culture originarie e radicandolo in una relazione profonda con memoria, paesaggio e identità. Sin dall’inizio del mio mandato – afferma il direttore artistico Wayne McGregor – ho cercato di sostenere artisti e compagnie la cui influenza vada oltre il loro specifico lavoro creativo: i Leoni di quest’anno riconoscono protagonisti che hanno determinato un cambiamento epocale nella nostra comprensione della danza e del contesto culturale in cui essa si esprime, superando ostacoli e resistenze con integrità, passione e forza. I premi, approvati dal Consiglio di Amministrazione su proposta di McGregor, saranno consegnati nel corso del 20. Festival Internazionale di Danza Contemporanea, in programma a Venezia dal 17 luglio 2026 all’1 agosto 2026. Con i suoi diciotto straordinari danzatori aborigeni delle isole ...

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1926-2026: un secolo di storia alla Royal Ballet School

Nel 2026 la Royal Ballet School celebra il suo centenario: cento anni di storia intrecciata indissolubilmente con la nascita, l’affermazione e la diffusione del balletto britannico nel mondo. Fondata nel 1926 da Dame Ninette de Valois con il nome di Academy of Choreographic Art, l’istituzione nacque da un progetto culturale preciso e ambizioso: creare in Gran Bretagna una tradizione nazionale del balletto classico, capace di dialogare con le grandi scuole europee e di formare artisti autoctoni di livello internazionale. A distanza di un secolo, la scuola non rappresenta soltanto un centro di formazione, ma un vero laboratorio storico di continuità stilistica, trasmissione pedagogica e rinnovamento artistico. Le origini: Ninette de Valois e l’idea di un balletto inglese Ninette de Valois (1898-2001), nata Edris Stannus in Irlanda, aveva danzato nei Ballets Russes di Sergej Djagilev negli anni Venti. Quell’esperienza, a contatto con la grande tradizione imperiale russa e con l’avanguardia coreografica europea, fu decisiva: comprese che la Gran Bretagna, pur possedendo una ricca cultura teatrale e musicale, non disponeva ancora di una scuola nazionale strutturata di balletto classico. Nel 1926 fondò dunque a Londra l’Academy of Choreographic Art. Il suo metodo si fondava su una rigorosa tecnica accademica, influenzata dal metodo ...

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Trittico McGregor / Maillot / Naharin, al Teatro alla Scala

Terza produzione della nuova Stagione di Balletto da poco inauguratasi, il trittico McGregor / Maillot / Naharin, alla Scala dal 18 al 28 marzo, è ricco di novità e di debutti per il Corpo di Ballo scaligero diretto da Frédéric Olivieri, che per la prima volta interpreterà i tre lavori in cartellone, e per il pubblico nazionale, essendo due delle tre produzioni mai prima d’ora rappresentate nel nostro Paese. Novità ma anche continuità: torna la firma di Wayne McGregor; proprio con Frédéric Olivieri si era inaugurata una collaborazione proseguita poi in maniera costante che si rinnova ora al suo ritorno alla direzione del Ballo, con uno dei pezzi più rappresentativi, Chroma, che arriva per la prima volta su un palcoscenico italiano nel ventennale dalla sua creazione. Entra nei programmi del Ballo scaligero per la prima volta il nome di Jean-Christophe Maillot, la visione artistica di questo coreografo, molto articolata, con un lavoro profondo e delicato, Dov’è la luna, in prima nazionale, con Roberto Bolle in scena nelle recite di apertura. In maniera dirompente chiude il trittico Minus 16 di Ohad Naharin: incorporando tracce musicali che spaziano da Dean Martin al mambo, dalla techno alla musica tradizionale, Minus 16 è un’opera ...

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Intervista esclusiva a Marta Romagna e Alessandro Grillo

Marta Romagna, dopo un inizio nella ginnastica artistica, nel 1985 viene ammessa alla Scuola di ballo dell’Accademia Teatro alla Scala di Milano. Si diploma nel 1993 ed entra subito a far parte del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala. Debutta a soli 19 anni, quando Elisabetta Terabust, direttrice del corpo di ballo della Scala, le affida il ruolo di Giulietta in Romeo e Giulietta, in coppia con Roberto Bolle. In seguito Bolle sarà suo partner in numerosi ruoli. Dal 1997 è invitata regolarmente a Gala e Rassegne internazionali. Nel 2001 viene nominata prima ballerina da Frédéric Olivieri e danza al Piermarini in questa veste per vent’anni, fino al ritiro avvenuto nel dicembre 2021. Marta Romagna interpreta sin dall’inizio della sua carriera ruoli sia classici sia moderni. Tra i più significativi: Capriccio per piano di George Balanchine (ruolo di protagonista, interpretato nel 1995); Three Preludes di Ben Stevenson (1995); Embrace the Tiger and Return to Mountain di Glen Tetley (1995); Romeo e Giulietta di Kenneth MacMillan (ruolo di Giulietta, 1996 e 2000); Les six danses de Chabrier di Roland Petit (ruolo principale, 1996); Giselle di Patrice Bart e Yvette Chauviré (ruolo di Myrtha, 1996 e 1999); Apollon Musagète di George ...

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Il danzatore Vincenzo Petronzi “allo specchio”

Balletto classico preferito? La Bayadère. Balletto contemporaneo preferito? Woolf Works di Wayne McGregor. Teatro del tuo cuore? Il Teatro alla Scala. Un romanzo da trasformare in balletto? Cime tempestose di Emily Brontë, per l’intensità emotiva e la ricchezza dei personaggi, perfettamente traducibili nel linguaggio del balletto. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Il Gattopardo di Luchino Visconti. Il costume di scena indossato che hai preferito? Il costume del primo atto del pas de deux de Lo Schiaccianoci all’Accademia del Teatro alla Scala, perché non mi faceva sentire distante da ciò che sono, anche fuori dal palcoscenico. A quale colore associ la danza? Bianco. Che odore ha la danza? Ambra, perché è un profumo che si costruisce lentamente e resta nel tempo, proprio come la danza. La musica più bella mai scritta per il balletto? Ludwig Minkus, La Bayadère. Un film di danza indimenticabile? Dancer (2016), il documentario su Sergei Polunin, perché racconta il talento assoluto insieme alla fragilità del percorso. Due miti della danza del passato: uomo e donna? Carla Fracci e Vladimir Vasiliev. Il tuo passo di danza preferito? L’arabesque, perché è il passo in cui la danza rinuncia a tutto ciò che è superfluo ...

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GD AWARDS 2025 – L’eccellenza tra memoria, identità e futuro

Dal 2010, anno della loro nascita, i GD Awards di giornaledelladanza.com rappresentano una bussola autorevole per orientarsi nel complesso e affascinante panorama della danza internazionale. In quindici edizioni, il premio ha saputo costruire una vera e propria mappa culturale dell’arte coreutica, capace di tenere insieme la grande tradizione accademica e le più innovative espressioni contemporanee. Anche nel 2025, come da consuetudine a fine anno, i lettori del giornale, l’intera redazione, il direttore Sara Zuccari, il vicedirettore Lorena Coppola e il caporedattore e coordinatore del Premio Michele Olivieri, hanno decretato le eccellenze della danza, riconoscendo artisti, istituzioni e personalità che hanno inciso in modo determinante sul presente e sul futuro di quest’arte. Nel segno delle grandi scuole storiche si collocano i premi assegnati alle Stelle Internazionali, categoria che vede protagonisti Maia Makhateli, prima ballerina del Dutch National Ballet, Julian Mackay, primo ballerino del Bavarian State Ballet, Guillaume Diop, danseur étoile del Ballet de l’Opéra de Paris – teatro fondato nel 1661 da Luigi XIV e matrice stessa del balletto accademico –, Chloe Misseldine, prima ballerina dell’American Ballet Theatre, Giorgi Potskhishvili, primo ballerino del Dutch National Ballet, e Matthew Ball, primo ballerino del Royal Ballet, emblema della tradizione britannica sviluppatasi nel Novecento ...

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Il solista Marco Di Salvo “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Don Quixote. Il balletto contemporaneo prediletto? Obsidian Tear di Wayne McGregor. Il Teatro del cuore? L’Opera di Vienna. Un romanzo da trasformare in balletto? Il conte di Montecristo di Alexandre Dumas. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Il grande Gatsby di Baz Luhrmann. Il costume di scena indossato che hai preferito? Albrecht in Giselle. Quale colore associ alla danza? Rosso. Che profumo ha la danza? Odora di pelle calda e respiro trattenuto, un misto di legno del palcoscenico e attesa, come un ricordo che sta per nascere. La musica più bella scritta per balletto? L’Adagio di Aram Khachaturian per il balletto Spartacus. Il film di danza irrinunciabile? Il sole a mezzanotte di Taylor Hackford. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Michail Baryshnikov e Carla Fracci. Il tuo “passo di danza” preferito? Cabriole. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Basilio Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Marius Petipa. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Le direi che la danza oggi non cerca la perfezione, ma la verità: ognuno porta la propria storia, ed è ...

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La Biennale di Venezia / I nuovi bandi di Biennale College Danza

Sono online da martedì 16 dicembre, sul sito della Biennale di Venezia – www.labiennale.org – i nuovi bandi internazionali destinati a giovani danzatori/trici e coreografi/e per l’edizione di Biennale College Danza 2026. I bandi resteranno on line fino a lunedì 26 gennaio 2026. Saranno 16 i danzatori e le danzatrici, di età compresa fra i 18 e i 28 anni, e 2 i coreografi e le coreografe under 30 che Wayne McGregor, al suo sesto anno di direzione, selezionerà per Biennale College Danza 2026: una residenza intensiva e immersiva di tre mesi a Venezia (13 maggio > 1 agosto) con un programma unico, svolto sotto la guida di grandi maestri internazionali e professionisti del settore per sviluppare abilità artistiche e acquisire nuove conoscenze e competenze nel percorso di carriera da loro scelto. I GIOVANI ARTISTI SELEZIONATI PARTECIPERANNO A: una residenza introduttiva con McGregor e il suo team, focalizzata sull’esplorazione del Physical Thinking attraverso pratiche coreografiche, performative e di intelligenza artificiale. Questo programma intensivo offrirà al gruppo selezionato la possibilità di migliorare le proprie capacità collaborative in vista dell’ideazione di un lavoro comune, condividendo inoltre le tecniche di produzione e composizione coreografica; due nuove creazioni, commissionate dalla Biennale in esclusiva per ...

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Biennale Danza: Andrea Salustri e Oli Mathiesen vincitori dei bandi per due nuove coreografie

L’artista e coreografo italiano Andrea Salustri e il danzatore e coreografo neozelandese Oli Mathiesen sono i vincitori dei bandi – nazionale e internazionale – dedicati a nuove coreografie. Selezionati dal direttore Wayne McGregor in una rosa di 695 candidature, 119 dall’Italia e 576 dall’estero, Andrea Salustri e Oli Mathiesen debutteranno con due nuove coreografie in prima mondiale al 20. Festival Internazionale di Danza Contemporanea, che si svolgerà a Venezia dal 17 luglio all’1 agosto. Romano di formazione berlinese, dopo studi di manipolazione dinamica e manipolazione del fuoco praticate come artista di strada e dopo una laurea in filosofia alla Sapienza di Roma, Andrea Salustri si trasferisce in Germania dove studia danza e coreografia all’Università HZT di Berlino. Una formazione transdisciplinare che mette in circolo nei suoi spettacoli, dove plasma un mondo di oggetti da manipolare, trasformare, assecondare con il corpo rivelandone la segreta vitalità. Come in Materia, un passo a due tra corpo e oggetto che aveva affascinato il pubblico della Biennale Danza 2023: sul palcoscenico solo un uomo, lastre e sfere di polistirolo. “Questo nuovo lavoro, Invisible, – secondo la motivazione – ci invita a soffermarci sull’immateriale che ci circonda in una coreografia invisibile. Cosa significa danzare con elementi invisibili come la luce e l’aria? In un lavoro che mette insieme fumo, ...

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Lo Schiaccianoci dell’Accademia scaligera celebra 15 anni

È un appuntamento che da sempre scandisce le festività natalizie: ritorna in scena al Piccolo Teatro di Milano – Teatro Strehler l’incanto de Lo Schiaccianoci, interpretato da allieve ed allievi della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala, con la coreografia del Direttore, Frédéric Olivieri. La produzione, che debuttò nel 2011, è ormai una tappa essenziale nel percorso formativo della Scuola di Ballo e un pilastro della fortunata collaborazione fra l’Accademia e il Piccolo. In scena dal 9 al 21 dicembre per ben quattordici recite, oltre 100 giovani talenti torneranno a misurarsi con uno dei titoli più celebri e tecnicamente impegnativi del balletto ottocentesco, nel raffinato allestimento scaligero firmato da Roberta Guidi di Bagno. Sulle celeberrime musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij, Frédéric Olivieri ha plasmato una versione dinamica che mantiene intatta l’onirica atmosfera dell’originale di Lev Ivanov, ma ne esalta la freschezza coreografica. L’incontro con questo capolavoro è fondamentale per ogni grande scuola di tradizione e questa produzione, entrata stabilmente nel repertorio della Scuola, chiede ai suoi giovanissimi interpreti non solo eccellenza tecnica, ma anche una notevole maturità espressiva e una padronanza dello spazio scenico, trasformando ogni replica in una vetrina del potenziale artistico dei futuri professionisti. Olivieri ha saputo ...

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