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Tag Archives: William Forsythe

La danzatrice del San Carlo, Vittoria Bruno “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Il lago dei cigni. Il balletto contemporaneo prediletto? Sagra della primavera di Pina Bausch. Il Teatro del cuore? Il Teatro alla Scala e la mia casa di oggi, il Teatro San Carlo. Un romanzo da trasformare in balletto? Cime tempestose di Emily Brontë. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? La favorita (The Favourite) di Yorgos Lanthimos. Il costume di scena indossato che hai preferito? Direi in assoluto quello di Kitri in Don Quixote. Quale colore associ alla danza? Il bianco, un colore puro ed etereo. Che profumo ha la danza? Il profumo del palcoscenico… di libertà, avvolgente ed intenso. La musica più bella scritta per balletto? Il IV atto del Lago dei cigni di Tchaikovsky, carica di tensione emotiva e senso del destino, è incredibile. Il film di danza irrinunciabile? Il film della mia infanzia: Il ritmo del successo (Center Stage) di Nicholas Hytner. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Rudolf Nureyev e Sylvie Guillem. Il tuo “passo di danza” preferito? Gran jeté. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Nessuno in particolare. I personaggi del grande repertorio portano ...

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Il danzatore del Bayerisches Andrea Cipolla “allo specchio”

Il balletto classico preferito? La Bella Addormentata. Il balletto contemporaneo prediletto? Le Table Verte di Kurt Jooss. Il Teatro del cuore? Teatro alla Scala e Bayerisches Staastsoper. Un romanzo da trasformare in balletto? Non è esattamente un romanzo, ma la biografia di Edith Piaf. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Sabrina del 1954 di Billy Wilder. Il costume di scena indossato che hai preferito? Red scottish nella Sylphide, versione di Pierre Lacotte. Il primo costume in cui mi sono sentito un ballerino professionista. Spero in futuro di indossare quello di James. Quale colore associ alla danza? Vermiglio. Che profumo ha la danza? Legnoso. La musica più bella scritta per balletto? Ce ne sono tante. Ma il Grand pas de deux dal secondo atto de Lo Schiaccianoci credo sia il maggiore capolavoro di Tchaikovsky. Il film di danza irrinunciabile? Carla di Emanuele Imbucci. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Fernando Bujones e Natalia Makarova. Il tuo “passo di danza” preferito? Entrelacé. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Onegin. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Sicuramente Marius Petipa. Negli ultimi anni ...

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Il solista scaligero Gioacchino Starace “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Il lago dei cigni. Il balletto contemporaneo prediletto? Senza dubbio il Boléro di Maurice Béjart. Il Teatro del cuore? Ogni teatro mi ha lasciato qualcosa, ma il Teatro alla Scala è diventato la mia casa da circa dieci anni. Un romanzo da trasformare in balletto? Io non ho paura di Niccolò Ammaniti. Infanzia, paura, coraggio. Movimento istintivo, fisico, vero. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? The Shape of Water di Guillermo del Toro. È già una favola danzata, dove il corpo è il vero protagonista. Trasformarlo in balletto significherebbe togliere le parole per lasciare parlare il movimento: esattamente ciò che la danza sa fare meglio. Il costume di scena indossato che hai preferito? Ogni costume ha la sua storia, il suo peso, il suo incanto. Forse però, quello che mi viene in mente su due piedi è lo Schiavo ne La Bayadère di Rudolf Nureyev. Quale colore associ alla danza? Ogni giorno la danza ha un colore diverso: a volte bianco, altre uno dei mille colori dell’arcobaleno, a seconda dei sentimenti che porto sul palco. Che profumo ha la danza? Il profumo del palcoscenico, del legno, del linoleum, della lacca per capelli. ...

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Il direttore e maître de ballet Lienz Chang “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Spartacus di Grigorovich. Il balletto contemporaneo prediletto? Il mio balletto contemporaneo preferito è Softly di Sol Leon e Paul Lightfoot. Il Teatro del cuore? Il Gran Teatro de La Habana Alicia Alonso. Un romanzo da trasformare in balletto? Trasformare una storia d’amore in un romanzo è un processo delizioso, simile a coreografare un intero spettacolo partendo da un solo passo a due. È un lavoro di espansione e approfondimento, in cui l’intimità iniziale prende corpo fino a diventare una narrazione completa, dotata di anima e respiro. Il primo passo consiste nell’individuare il “motore” emotivo della storia: si tratta di un amore impossibile, di una riunione tanto attesa, di una passione proibita o di una relazione capace di guarire vecchie ferite? Questo nucleo emotivo guiderà ogni scelta narrativa. Un processo analogo avviene quando una storia d’amore viene trasformata in un balletto, uno degli esercizi più affascinanti della drammaturgia coreografica. In questo caso, l’obiettivo è distillare l’essenza narrativa ed emotiva dell’opera e tradurla in azione fisica, musica e atmosfera. Poiché nel balletto la trama deve essere comprensibile senza l’uso delle parole, gli elementi fondamentali devono emergere in modo chiaro e immediato. Ogni scena può diventare un passo a ...

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Intervista esclusiva a Marta Romagna e Alessandro Grillo

Marta Romagna, dopo un inizio nella ginnastica artistica, nel 1985 viene ammessa alla Scuola di ballo dell’Accademia Teatro alla Scala di Milano. Si diploma nel 1993 ed entra subito a far parte del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala. Debutta a soli 19 anni, quando Elisabetta Terabust, direttrice del corpo di ballo della Scala, le affida il ruolo di Giulietta in Romeo e Giulietta, in coppia con Roberto Bolle. In seguito Bolle sarà suo partner in numerosi ruoli. Dal 1997 è invitata regolarmente a Gala e Rassegne internazionali. Nel 2001 viene nominata prima ballerina da Frédéric Olivieri e danza al Piermarini in questa veste per vent’anni, fino al ritiro avvenuto nel dicembre 2021. Marta Romagna interpreta sin dall’inizio della sua carriera ruoli sia classici sia moderni. Tra i più significativi: Capriccio per piano di George Balanchine (ruolo di protagonista, interpretato nel 1995); Three Preludes di Ben Stevenson (1995); Embrace the Tiger and Return to Mountain di Glen Tetley (1995); Romeo e Giulietta di Kenneth MacMillan (ruolo di Giulietta, 1996 e 2000); Les six danses de Chabrier di Roland Petit (ruolo principale, 1996); Giselle di Patrice Bart e Yvette Chauviré (ruolo di Myrtha, 1996 e 1999); Apollon Musagète di George ...

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La danza contemporanea: una costellazione di linguaggi

La danza contemporanea nasce non come una tecnica unica, ma come un territorio aperto. A differenza della modern dance, da cui in parte discende, non si fonda su un solo sistema codificato: è una costellazione di linguaggi, poetiche e approcci che riflettono il mondo complesso e frammentato del secondo Novecento e oltre. Ogni maestro ha contribuito a ridefinire il corpo, lo spazio e il senso stesso del danzare, trasformando la danza in un laboratorio permanente di ricerca. I nomi da citare sarebbero numerosi, noi ci focalizziamo sui seguenti: Merce Cunningham: autonomia e neutralità del movimento Merce Cunningham è una figura di passaggio fondamentale tra modern e contemporaneo, ma il suo pensiero segna l’inizio della danza contemporanea vera e propria. Il suo stile si basa sull’autonomia della danza rispetto alla musica e alla narrazione. Movimento, suono e spazio coesistono senza gerarchie. Il corpo è esplorato nella sua complessità anatomica, con una tecnica rigorosa ma priva di intenzione espressiva obbligata. Cunningham introduce il caso come metodo compositivo, aprendo la strada a una danza non narrativa, non emotiva, ma profondamente presente. Trisha Brown e la Postmodern Dance: il quotidiano come danza Con Trisha Brown e la Judson Dance Theater, la danza contemporanea compie ...

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Il direttore artistico e coreografo Francesco Annarumma “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Paquita. Il balletto contemporaneo prediletto? One flat thing, reproduced is a ballet by William Forsythe. Il Teatro del cuore? Gärtnerplatz theatre. Un romanzo da trasformare in balletto? Romeo e Giulietta di William Shakespeare. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? The Pianist… Meraviglioso film! Il costume di scena indossato che hai preferito? Nel principe della Bella Addormentata (versione di Karl Alfred Schreiner). Quale colore associ alla danza? Nero. Che profumo ha la danza? Il legno del palcoscenico. La musica più bella scritta per balletto? La Bella Addormentata di Čajkovskij. È per me l’equilibrio perfetto tra eleganza classica, raffinatezza musicale e magia teatrale. Il film di danza irrinunciabile? Billy Elliot. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Michail Baryšnikov e Natalija Makarova. Il tuo “passo di danza” preferito? Adagio. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Principe Siegfried nel Lago dei Cigni. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Pina Bausch. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Grazie! Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Rigore. Dedizione. Bellezza. Come ti vedi oggi allo specchio? Maturo. Michele Olivieri ...

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Nuove promozioni all’Australian Ballet diretto da David Hallberg

L’Australian Ballet è lieto di annunciare la promozione di sei artisti eccezionali, riconoscendo la loro eccellenza artistica, l’incarnazione dei valori della Compagnia e la gioia e l’ispirazione che portano al pubblico in tutta l’Australia e nel resto del mondo. Le promozioni mettono in luce lo straordinario talento che sta emergendo all’interno della Compagnia. Amy Ronnfeldt passa dal corps de ballet al grado di coryphée, distinguendosi per le sue interpretazioni di rilievo in Blake Works V (The Barre Project) di William Forsythe e per il suo debutto in La bella addormentata di David McAllister. Cameron Holmes viene promosso da solista a senior artist, celebrato per i suoi intensi debutti nel ruolo del Principe in La bella addormentata e di Lescaut in Manon di Kenneth MacMillan. Grace Carroll viene elevata da coryphée a solista, dopo debutti di grande impatto come Romola in Nijinsky di John Neumeier e nel ruolo del titolo di Manon di MacMillan. Isobelle Dashwood passa da solista a senior artist, apprezzata per il suo luminoso debutto come Aurora e per la sua elegante interpretazione della Fata dei Lillà in La bella addormentata. Maxim Zenin avanza da solista a senior artist, premiato per la sua potente interpretazione di Djagilev in Nijinsky ...

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La Compagnia della Scala diretta da Frédéric Olivieri in Cina

A vent’anni esatti dalla prima tournée in assoluto della Scala in Cina, avvenuta proprio con il Corpo di Ballo, e a due anni dalla più recente trasferta in Cina, la Compagnia torna al National Centre for the Performing Arts (NCPA) di Pechino, dove dal 21 al 25 gennaio si esibirà sul palcoscenico dell’Opera House, dalla capienza di oltre 2200 posti, con due balletti mai portati prima nella Capitale cinese: Don Chisciotte e Serata William Forsythe – The Blake Works. Cinque le rappresentazioni, due le produzioni in scena, per questa che è la settima tournée del Balletto della Scala in Cina, dopo il 2006, Anno dell’Italia in Cina, con 11 recite a Hong Kong, Tianjin, Pechino e Shanghai, il 2014 a Hong Kong, il 2016 a Tianjin, Shanghai e Canton, il 2018, con due produzioni, un mese di tour e un totale di 15 rappresentazioni in due piazze ormai consolidate, Shanghai e Tianjin e due nuove città, Xi’an e Macao, nel 2019 a Pechino e nel 2024 a Hong Kong e Shanghai. Invitato nuovamente da Wu Promotion, l’organizzatore di alcune delle più recenti trasferte in Cina, questa nuova tournée segna il terzo ritorno a Pechino, nei 20 anni dalla prima visita ...

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La maestra accademica Giulia Rossitto “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Onegin di John Cranko. Il balletto contemporaneo prediletto? L’ultimo che ho visto The Barre Project di William Forsythe. Il Teatro del cuore? Il Teatro alla Scala dal 1998 quando vi ho messo piede per la prima volta. Avevo undici anni. Non dimenticherò mai quell’incredibile sensazione di immensità e bellezza. Magico! Un romanzo da trasformare in balletto? Piccole donne di Louisa May Alcott. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Il film della Pixar Inside Out. Il costume di scena indossato che hai preferito? Tutti quelli stile impero, leggero, dalle linee morbide. Quale colore associ alla danza? Il rosa cipria. Che profumo ha la danza? Ha il profumo di pulito. La musica più bella scritta per balletto? Quella di Pëtr Il’ič Čajkovskij per Lo Schiaccianoci. Il film di danza irrinunciabile? Ce ne sono troppo pochi… Due vite una svolta insuperabile e intramontabile. Consiglio ai giovani di oggi anche Center stage diretto da Nicholas Hytner (in italiano Il ritmo del successo) offre dei buoni spunti ed è sempre attuale. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Mikhail Baryshnikov e Carla Fracci (regina del nostro teatro, ha portato la danza a tutti). Il tuo “passo ...

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