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Tra eredità e novità: la stagione 26/27 dell’Hamburg Ballet

La stagione 2026/2027 dell’Hamburg Ballet si configura come un momento di svolta particolarmente significativo, in cui la compagnia amburghese consolida la propria eredità storica e, allo stesso tempo, apre con decisione a nuove prospettive artistiche. Dopo decenni profondamente segnati dalla visione di John Neumeier, la nuova programmazione riflette una fase di progressiva trasformazione, in cui il repertorio storico continua a dialogare con la creazione contemporanea, dando forma a un equilibrio complesso e fertile tra continuità e rinnovamento.

Uno degli elementi centrali della stagione è rappresentato dalle nuove produzioni, che segnano un chiaro investimento verso il futuro della compagnia. I titoli Neue Welten (o New Worlds) che non è un’unica coreografia ma un programma doppio che comprende una creazione originale di Edvin Revazov (alla sua prima grande firma interna) affiancata alla prima europea di Copland Dance Episodes firmata da Justin Peck, e la serata intera denominata Mittsu che riunisce tre firme coreografiche internazionali: Neshama Nashman, Yuka Oishi, Kristina Paulin. Questi due allestimenti emergono come il cuore innovativo del cartellone, indicativi di una volontà precisa di ampliare il linguaggio coreografico e di accogliere nuove firme e sensibilità. Tali creazioni non si limitano a rinnovare il repertorio, ma contribuiscono a ridefinire l’identità stessa dell’Hamburg Ballet, sempre meno legata a un’unica poetica e sempre più aperta a una pluralità di visioni.

Accanto a queste novità, la stagione mantiene un legame forte con il patrimonio costruito da Neumeier, riproponendo alcuni dei suoi lavori più emblematici. Tra questi spiccano A Cinderella Story e Sogno di una notte di mezza estate, opere che incarnano pienamente la sua cifra stilistica, fatta di intensità narrativa, attenzione alla psicologia dei personaggi e profondo dialogo con la musica. La loro ripresa non ha un carattere celebrativo o museale, ma si inserisce in una logica di continuità viva, in cui questi balletti continuano a essere reinterpretati e riattivati attraverso nuovi interpreti e nuovi contesti scenici.

Particolarmente significativo è proprio il caso di Sogno di una notte di mezza estate, che nella stagione 2026/2027 sarà presentato anche in una versione adattata in uno spazio non convenzionale, la Kuppel Hamburg, un tendone temporaneo che ospiterà parte delle attività durante i lavori alla Staatsoper. Questo spostamento non rappresenta soltanto una soluzione pratica, ma diventa parte integrante dell’esperienza artistica, modificando la relazione tra pubblico e scena e conferendo alla danza una dimensione più immediata e immersiva.

Così la nuova stagione si distingue anche per la varietà dei contesti performativi e per una riflessione implicita sullo spazio teatrale. Il temporaneo trasferimento in una struttura alternativa introduce nuove modalità di fruizione e suggerisce una concezione della danza meno vincolata alle forme tradizionali del teatro d’opera. In questo modo, l’Hamburg Ballet sembra interrogarsi non solo su cosa portare in scena, ma anche su come e dove farlo, aprendo a esperienze più flessibili e contemporanee.

Tra i momenti salienti del repertorio della stagione troviamo anche La signora delle camelie di John Neumeier, Il gabbiano, La sirenetta e La passione secondo Matteo, così come Lo Schiaccianoci. Andranno inoltre in scena le serate Romantic Evolution/s con opere coreografiche di August Bournonville e Aleix Martínez e Fast Forward con opere coreografiche di George Balanchine, Marcos Morau, Angelin Preljocaj e Xie Xin.

Rimane fondamentale, come tratto distintivo della compagnia, il rapporto con la musica, che continua a costituire il cuore della creazione coreografica. Che si tratti delle grandi partiture utilizzate nei lavori di Neumeier o delle nuove composizioni associate alle creazioni contemporanee, la danza si sviluppa sempre in stretta connessione con il tessuto sonoro, dando vita a spettacoli in cui movimento e musica si fondono in un’unica struttura espressiva.

Nel complesso, la stagione 2026/2027 restituisce l’immagine di una compagnia in piena evoluzione, consapevole della propria storia ma determinata a non restarne prigioniera. L’alternanza tra nuove creazioni come Neue Welten e Mittsu (in cui il titolo stesso “Mittsu”, che in giapponese richiama il numero tre, riflette la struttura del progetto: tre sguardi diversi, tre poetiche, probabilmente tre brevi lavori accostati nella stessa serata), grandi riprese, e titoli ormai consolidati costruisce un percorso articolato e coerente, capace di parlare a pubblici diversi e di riflettere la complessità della danza contemporanea. In questo equilibrio tra memoria e innovazione, l’Hamburg Ballet conferma il proprio ruolo come una delle realtà più vitali e influenti del panorama coreutico europeo.

Michele Olivieri

Foto di Kiran West

www.giornaledelladanza.com

©️ Riproduzione riservata

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