
Il balletto classico preferito?
Lago dei cigni.
Il balletto contemporaneo prediletto?
Decadence di Ohad Naharin.
Il Teatro del cuore?
Teatro Massimo di Palermo (non solo perché è il teatro della mia città natale, ma principalmente per le esperienze che mi ha regalato).
Un romanzo da trasformare in balletto?
Il ritratto di Dorian Grey di Oscar Wilde.
Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto?
La città incantata di Hayao Miyazaki.
Il costume di scena indossato che hai preferito?
Il Cinese in Parade disegnato da Pablo Picasso.
Quale colore associ alla danza?
Tutti per le sue infinite sfaccettature.
Che profumo ha la danza?
L’odore del dietro le quinte.
La musica più bella scritta per balletto?
Romeo e Giulietta di Sergej Prokof’ev.
Il film di danza irrinunciabile?
Il sole a mezzanotte (White Nights) di Taylor Hackford, con protagonista Michail Baryšnikov.
Due miti della danza del passato, uomo e donna?
Rudolf Nureyev e Carla Fracci.
Il tuo “passo di danza” preferito?
Tour en l’air.
Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico?
Mercuzio.
Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica?
Pina Baush.
Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti?
Grazie.
Tre parole per descrivere la disciplina della danza?
Passione, determinazione, soddisfazione.
Come ti vedi oggi allo specchio?
La somma delle mie scelte.
Michele Olivieri
Foto di Rosellina Garbo
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