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Colau firma il suo lago in chiave siciliana [RECENSIONE]

Nella cornice monumentale del Teatro Massimo di Palermo, la cui storia affonda le radici nel fervore culturale della fine dell’Ottocento e che, inaugurato nel 1897 come il più grande teatro lirico d’Italia e tra i più imponenti d’Europa, continua a rappresentare un simbolo identitario della città, il nuovo allestimento de Il lago dei cigni andato in scena a gennaio nella Sala Grande si è imposto come un evento di rara intensità artistica e di forte impatto evocativo. Non si trattava soltanto della riproposizione di un caposaldo del repertorio classico sulle musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij, ma di una sua rifondazione poetica, resa possibile dalla visione coreografica di Jean-Sébastien Colau, qui anche direttore del Corpo di ballo, che ha saputo imprimere alla tradizione una nuova stratificazione semantica. Colau sceglie infatti di trasporre l’immaginario fiabesco del lago in una Sicilia intrisa di memorie letterarie e suggestioni visive riconducibili al mondo de Il Gattopardo, evocando così un universo aristocratico sospeso tra decadenza e splendore. Questa operazione, lungi dall’essere un mero esercizio estetico, si traduce in una riscrittura drammaturgica coerente, in cui il destino di Odette e Siegfried sembra inscriversi in una dimensione storica più concreta, quasi crepuscolare, dove il tema della trasformazione – ...

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Don Quichotte al Teatro Massimo di Palermo nel nuovo allestimento di José Martínez

Una serata di festa per la danza e per il Corpo di ballo del Teatro Massimo di Palermo diretto da Jean-Sébastien Colau che ha debuttato ieri sera con il nuovo allestimento di Don Quichotte firmato da José Martínez, direttore del Ballet de l’Opéra di Parigi. Il pubblico ha salutato con ripetuti applausi a scena aperta una produzione capace di coniugare il rigore del grande classico con una narrazione coinvolgente. La scrittura coreografica di Martínez, pur restando fedele alla struttura originale di Marius Petipa, ha saputo infondere una sfumatura poetica inedita alla figura dell’hidalgo. Applauditissimi i due solisti Martina Pasinotti e Michele Morelli, che hanno dato prova di grandi qualità tecniche e interpretative. Insieme a loro, tutto il Corpo di ballo della Fondazione, diretto da Jean-Sébastien Colau, ha mostrato grande compattezza e rigore, restituendo pienamente l’atmosfera festosa e solare della Spagna sognata da Cervantes. Sul podio, la direttrice Mojca Lavrenčič, recente vincitrice del concorso La Maestra ha guidato l’Orchestra del Teatro Massimo con una lettura della partitura di Minkus incalzante e ricca di colori. L’allestimento, realizzato in coproduzione internazionale con l’Opéra National de Bordeaux, si avvale delle scene di Antonella Conte, i costumi di Mario Celentano e le luci di Bruno Ciulli. Assistente alla coreografia Anael Martin. Il successo della prima dà il via alla settimana di programmazione che vedrà Don Quichotte in scena fino a sabato 4 aprile e poi ripreso a Bordeaux ...

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Diego Tortelli è il nuovo direttore associato di “Nutida Festival”

Il coreografo bresciano, scelto come Head of Choreography per la Cerimonia di Chiusura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 presentata all’Arena di Verona il 22 febbraio, connoterà il festival con una visione fortemente contemporanea che coniugherà qualità coreografica, apertura ai linguaggi emergenti e dialogo con le grandi istituzioni della danza europea. Nutida Festival, ideato da Saverio Cona e Cristina Bozzolini sette anni fa e prodotto da Stazione Utopia, continuerà a trovare spazio nei suggestivi luoghi del settecentesco Castello dell’Acciaiolo di Scandicci dal 18 giugno al 20 luglio, ma il 2026 vedrà una fase di rinnovamento e consolidamento, con la conclusione della co-direzione artistica di Cristina Bozzolini e la nomina per questa settima edizione di Diego Tortelli a direttore artistico associato al fondatore Saverio Cona. Il coreografo bresciano, di riconosciuto rilievo internazionale e tra i più innovativi del panorama coreutico, segnerà la manifestazione con una visione artistica fortemente contemporanea, in grado di coniugare qualità coreografica, apertura ai linguaggi emergenti e dialogo con le grandi istituzioni della danza europea. Tre le novità in programma che recano la sua firma: Lu baciu santu, produzione per quattro danzatori di ResExtensa Dance Company – Porta d’Oriente. Nella tradizione salentina il tarantismo nasce come ...

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Pia Russo pubblica un Saggio di pedagogia del balletto classico

Nel sua affettuosa presentazione a La danza che forma. Il corpo pensante del preadolescente, la grande ballerina classica Liliana Cosi spiega che il suo auspicio sarebbe stato che tutti i ragazzi, almeno fino alle medie, studiassero un po’ di danza classica “perché mi son sempre resa conto di quanto aiuti allo sviluppo di tutta la persona (non certo solo il fisico, ma soprattutto mente, carattere, psiche) che questa disciplina infonde”. Da una simile convinzione nasce questo piccolo volume di Pia Russo, che non a caso si è formata come danzatrice proprio alla scuola di Liliana Cosi e Marinel Stefanescu a Reggio Emilia. Oggi, forte di un’esperienza quarantennale, Pia Russo è tra i docenti di danza e maître de ballet più apprezzati a livello internazionale, non solo nelle compagnie dei grandi enti lirici italiani, ma anche in Europa, Stati Uniti, Asia e Sudafrica, Giappone e Cina. In preadolescenza il corpo cambia in fretta e l’identità cerca nuovi appigli; chiedendosi se la tecnica classico-accademica possa essere non solo “palestra” fisica, ma piuttosto uno strumento educativo profondo per i ragazzi dagli 11 ai 14 anni, Pia Russo capisce che la sala di danza classica, con la sua disciplina quotidiana, può realmente diventare un ...

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Ovazioni per ‘Il lago dei cigni’ di J.-S. Colau al Teatro Massimo

Un’ovazione interminabile ha salutato il debutto al Teatro Massimo di Palermo de Il lago dei cigni. In una Sala Grande gremita in ogni ordine di posto, la nuova versione coreografica firmata da Jean-Sébastien Colau ha appassionato il pubblico, trasportando il capolavoro di Čajkovskij nelle atmosfere della Sicilia del Gattopardo. Applausi a scena aperta al termine di quasi ogni quadro hanno scandito la serata, trasformatasi in un vero e proprio tributo all’eccellenza del Corpo di ballo che, sotto la guida di Colau, ha mostrato una solida coesione e maturità. Un’autentica ovazione è stata riservata alla coppia di protagonisti: la straordinaria Maia Makhateli, stella del Dutch National Ballet, ha offerto un’interpretazione di Odette/Odile tecnicamente impeccabile e commovente. Accanto a lei, il beniamino di casa Andrea Sarri, palermitano e premier danseur dell’Opéra di Parigi, ha letteralmente infiammato la platea, con una prova di grande vigore e sensibilità interpretativa, confermando il legame speciale che lo unisce alla sua città. A dare respiro e corpo alla rappresentazione ha contribuito l’Orchestra del Teatro Massimo, diretta dal Maestro Nicola Giuliani, che ha restituito alla partitura di Čajkovskij tutto il suo splendore romantico, in una perfetta simbiosi tra buca e palcoscenico. L’allestimento, impreziosito dalle scenografie di Francesco Zito ...

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Il maître de ballet Marco Bellone “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Lago dei cigni. Il balletto contemporaneo prediletto? Decadence di Ohad Naharin. Il Teatro del cuore? Teatro Massimo di Palermo (non solo perché è il teatro della mia città natale, ma principalmente per le esperienze che mi ha regalato). Un romanzo da trasformare in balletto? Il ritratto di Dorian Grey di Oscar Wilde. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? La città incantata di Hayao Miyazaki. Il costume di scena indossato che hai preferito? Il Cinese in Parade disegnato da Pablo Picasso. Quale colore associ alla danza? Tutti per le sue infinite sfaccettature. Che profumo ha la danza? L’odore del dietro le quinte. La musica più bella scritta per balletto? Romeo e Giulietta di Sergej Prokof’ev. Il film di danza irrinunciabile? Il sole a mezzanotte (White Nights) di Taylor Hackford, con protagonista Michail Baryšnikov. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Rudolf Nureyev e Carla Fracci. Il tuo “passo di danza” preferito? Tour en l’air. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Mercuzio. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Pina Baush. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Grazie. ...

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GD AWARDS 2025 – L’eccellenza tra memoria, identità e futuro

Dal 2010, anno della loro nascita, i GD Awards di giornaledelladanza.com rappresentano una bussola autorevole per orientarsi nel complesso e affascinante panorama della danza internazionale. In quindici edizioni, il premio ha saputo costruire una vera e propria mappa culturale dell’arte coreutica, capace di tenere insieme la grande tradizione accademica e le più innovative espressioni contemporanee. Anche nel 2025, come da consuetudine a fine anno, i lettori del giornale, l’intera redazione, il direttore Sara Zuccari, il vicedirettore Lorena Coppola e il caporedattore e coordinatore del Premio Michele Olivieri, hanno decretato le eccellenze della danza, riconoscendo artisti, istituzioni e personalità che hanno inciso in modo determinante sul presente e sul futuro di quest’arte. Nel segno delle grandi scuole storiche si collocano i premi assegnati alle Stelle Internazionali, categoria che vede protagonisti Maia Makhateli, prima ballerina del Dutch National Ballet, Julian Mackay, primo ballerino del Bavarian State Ballet, Guillaume Diop, danseur étoile del Ballet de l’Opéra de Paris – teatro fondato nel 1661 da Luigi XIV e matrice stessa del balletto accademico –, Chloe Misseldine, prima ballerina dell’American Ballet Theatre, Giorgi Potskhishvili, primo ballerino del Dutch National Ballet, e Matthew Ball, primo ballerino del Royal Ballet, emblema della tradizione britannica sviluppatasi nel Novecento ...

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La magia di un classico senza tempo al Brancaccio di Roma

Un capolavoro immortale torna a nuova vita nella Città Eterna. Lo Schiaccianoci approda a Roma in una versione inedita e visionaria firmata da Alessia Gatta e Manuel Paruccini: un’audace rilettura che intreccia linguaggi contemporanei e neoclassici, arricchita dal passo a due finale realizzato seguendo la coreografia originale classica. In una città come Roma, da sempre crocevia tra passato e futuro, danza contemporanea e neoclassica si fondono in uno spettacolo dal forte impatto visivo ed emotivo, dove la tradizione si rinnova e la modernità affonda le proprie radici nella memoria collettiva. Nella loro interpretazione, Gatta e Paruccini trasformano Lo Schiaccianoci in una figura nuova e potente: un aviatore, simbolo di libertà e slancio, l’immagine che accompagnerà Clara nel suo viaggio e la porterà, metaforicamente, in giro per il mondo. Accanto a lui, il personaggio di Drosselmeyer assume un valore profondo: non più solo il misterioso artefice dell’incanto, ma emblema della casa e della famiglia, del luogo affettivo da cui tutto parte e a cui tutto inevitabilmente ritorna. La notte di Natale, Clara e la sua famiglia si recano in un luna park abbandonato. Per un prodigio inatteso, il parco riprende vita, riaccendendo luci, attrazioni e desideri sopiti. Ha così inizio un ...

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Teatro Massimo di Palermo in scena “Cenerentola” di Thierry Malandain

Apprezzato per lo stile, il virtuosismo e la sensualità dei suoi balletti, il coreografo francese Thierry Malandain, firma la “Cenerentola” con le musiche di Prokof’ev che il Corpo di ballo del Teatro Massimo, diretto da Jean-Sébastien Colau, e l’Orchestra del Teatro Massimo, diretta da Mojca Lavrenčič, portano in scena da sabato 16 marzo alle ore 20:00 in Sala Grande. Sedotto dalla magia della fiaba di Charles Perrault e dalle musiche composte nel 1945 da Sergej Prokofiev per il Teatro Bolshoi di Mosca, Malandain, direttore artistico del Ballet Biarritz, ha creato una coreografia di grandissimo successo che gira il mondo dal 2013 e che affronta con un approccio originale il tema del riscatto della fanciulla sola e sfortunata. «Attraverso l’umanità della storia di Cenerentola, attraverso le sue sofferenze, le sue emozioni, le sue speranze si scrive qualcosa di universale – dice Malandain – È per dimenticare l’umanità che sanguina, l’ignoranza e la stupidità umana, insomma per tentare di sublimare l’ordinario, che ho coreografato Cenerentola. Abbandonate le vesti grigie di cenere, la nuova Cenerentola si trasformerà in una moderna étoile della danza, dopo avere affrontato un percorso pieno di paure, dubbi, ed emarginazione che alla fine le regalerà amore, gioia e rivincita. La mia cultura – prosegue – è quella del balletto classico e senza complessi. Pur riconoscendo che i suoi codici artistici ...

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Teatro Massimo di Palermo sulle note di Rachmaninoff in scena “Biancaneve” di Jean-Sébastien Colau e Vincenzo Veneruso 

Al Teatro Massimo di Palermo  in scena “Biancaneve”, la nuova creazione per il Corpo di ballo della Fondazione firmata dal direttore Jean-Sébastien Colau e da Vincenzo Veneruso che rinnovano il loro sodalizio artistico dopo il grande successo dello Schiaccianoci dell’anno scorso. Un balletto-concerto in stile classico, narrativo, che ripercorre e in parte riscrive la fiaba dei Fratelli Grimm, con un lieto fine riservato a Biancaneve e al più umano Cacciatore, che prende il posto del Principe azzurro. La coreografia è danzata sulle note del celebre Concerto per pianoforte n. 2, della Rapsodia su un tema di Paganini e della Sinfonia n.2 di Sergei Rachmaninoff, rendendo così omaggio al grande compositore in occasione dei 150 anni dalla nascita. Sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo dirige Danila Grassi, mentre al pianoforte si alternano nelle recite i due giovani solisti Alberto Ferro (15, 17, 20, 22) e Davide Ranaldi (16, 19, 21, 23). Le scenografie e i fondali dipinti, creati nei laboratori scenografici del Teatro Massimo guidati da Christian Lanni e Stefano Canzoneri, sono di Apolonia Polona Loborec; i costumi di Cécile Flamand, le luci di Maureen Sizun Vom Dorp. Assistente alla coreografia è Guido Sarno. In scena si alternano tre cast che impegnano 45 ballerini nel corso delle otto recite, in programma fino al 23 dicembre. L’antefatto vede la principessa Biancaneve rimanere orfana prima di madre e poi anche del padre, ...

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