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Teatro Massimo di Palermo “Le relazioni pericolose” di Davide Bombana

Torna in scena al Teatro Massimo di Palermo dal 26 giugno “Le relazioni pericolose”, il nuovo allestimento della coreografia di Davide Bombana con il Corpo di ballo, l’Orchestra e il Coro del Teatro. Ètoile ospite Ana Sophia Scheller, sul podio il maestro Ignazio Schifani.

Torna in scena da domenica 26 giugno alle 20:00 il nuovo allestimento de “Le relazioni pericolose”, la coreografia di Davide Bombana su musiche di Jean-Philippe Rameau e Walter Fähndrich, con il Corpo di ballo, l’Orchestra e il Coro del Teatro Massimo ispirata al romanzo epistolare Les liaisons dangeureuses di Pierre Choderlos de Laclos. Le repliche dello spettacolo, sospese nel mese di aprile scorso a causa della positività al Covid di alcuni componenti del Corpo di Ballo, sono state riprogrammate il 26 giugno (turno D), il 28 giugno (turno C) e il 29 giugno (turno B), sempre alle 20:00. L’Orchestra e il Coro della Fondazione sono diretti da Ignazio Schifani, direttore e clavicembalista di grande esperienza, tra gli interpreti più interessanti e apprezzati nel panorama della musica antica. Maestro del Coro è Ciro Visco. Soprano Gabriella Barresi (26, 29) e Valentina Vitti (28), tenore Pietro Luppina (26, 29) e Marco Antonio Pastorelli (28). Al cembalo Francesco Rossi. Scene e costumi Dorin Gal. Luci di Carlo Cerri. Video Enrico Mazzi. Assistenti alla coreografia Cristiano Colangelo e Jean-Sébastien Colau.

Con il Corpo di ballo del Teatro Massimo danza l’étoile ospite Ana Sophia Scheller, prima ballerina del Balletto Nazionale Ucraino di Kiev, nei panni della Marchesa de Merteuil (26 e 28) e nel cast alternativo, Linda Messina (29 giugno). Ad affiancarle, Michele Morelli (26, 28) e Andrea Mocciardini (29) nel ruolo di Valmont; Yuriko Nishihara (26, 28) e Francesca Bellone (29) nei panni di Madame de Tourvel; Alessandro Cascioli (26, 28) e Alessandro Casà (29) interpretano Danceny; Giorgia Leonardi (26, 28) e Jessica Tranchina (29) sono Cécile Volanges, Romina Leone (26, 28) e Daniela Filangeri Madame de Volanges, Riccardo Riccio (26, 28) e Gaetano La Mantia (29) Gercourt. La coreografia “Le relazioni pericolose” è ispirata al romanzo del 1782 di Chaderlos de Laclose, ilLes liaisons dangeureuses. Una storia di seduzione, intrighi e vendette che attraverso continuo scambio di lettere segrete tesse una trama di menzogne e calunnie che porterà la protagonista, la Marchesa de Merteuil, alla rovina e con lei tutti gli altri personaggi del romanzo, noto in Italia soprattutto per il film omonimo di Stephen Frears con Glenn Close e John Malkovich. La trasposizione coreografica di Davide Bombana adotta uno stile prettamente neoclassico con pas de deux di diversa atmosfera e spessore drammatico che esprimono le diverse sfaccettature della relazione amorosa. A cominciare dal passo a due a piedi nudi sul letto, da cui la coreografia prende le mosse. Così come le scelte musicali che alternano brani orchestrali e per clavicembalo di Rameau alla musica elettronica contemporanea di Walter Fähndrich per esprimere i diversi piani di realtà e subconscio dei personaggi.

“Il romanzo di Laclos mi affascina per la profondità, la penetrazione psicologica e la modernità con la quale vengono esaminate le relazioni umane e amorose – dice Davide Bombana, direttore del Corpo di ballo del Teatro e autore della coreografia – Menzogne, tradimenti, desideri carnali, crudeltà, sono presentati da Laclos, scrittore del XVIII secolo, con una chiarezza di esposizione quasi contemporanea. La sua critica sociale contro un’umanità corrotta, ricorda la società in cui viviamo, come nelle opere di Mozart e Da Ponte che evocano miserie umane con leggerezza e spensieratezza. Alla fine, e contro ogni previsione, il romanzo diventa un inno all’amore che,
considerato di primo acchito un sentimento secondario e manipolabile, alla fine scardinerà tutti i piani e gli intrighi creati dei personaggi. La tecnica veloce e complessa delle diverse scene di gruppo e solistiche, è a mio avviso un ottimo veicolo per mostrare la versatilità, sia tecnica che interpretativa della Compagnia del Teatro Massimo di Palermo”.

Redazione

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