La danza contemporanea entra nel vivo della programmazione di FESTIL – Festival Estivo del Litorale, con “Dance me to FESTIL”, la rassegna che porta a Udine due appuntamenti dedicati alla ricerca coreografica contemporanea. L’iniziativa, organizzata da Tinaos e diretta da Tommaso Tuzzoli e Federico Bellini, si realizza in collaborazione con Teatro Contatto Estate, proponendo due spettacoli che riflettono sul corpo, sull’identità e sulle trasformazioni del nostro tempo.
Mercoledì 22 luglio, alle ore 21.00, il Teatro San Giorgio ospita “Good vibes only (the great effort)”, ideazione e interpretazione di Francesca Santamaria, con la partecipazione di Juan Claudio Averoff Rico, in arte Ramingo, autore della drammaturgia sonora e del live set.
Lo spettacolo si configura come una potente riflessione sul rapporto tra essere umano e mondo digitale. Il corpo diventa il luogo di una continua tensione tra materia e virtualità, costretto a rincorrere il flusso incessante di informazioni, trend e coreografie virali che caratterizzano la società contemporanea.
Secondo capitolo di una trilogia dedicata ai linguaggi del presente, “Good vibes only (the great effort)” utilizza il gesto dello scrolling come metafora della condizione umana nell’epoca dell’iperconnessione, interrogandosi sulle implicazioni etiche, sociali e politiche generate dagli algoritmi e dalla cultura della performance permanente. Completano la produzione le luci di Fabrizio Cicero e i costumi di Vittorio Gargiulo.
Giovedì 23 luglio, sul palcoscenico del Teatro Palamostre, debutta in prima nazionale “Bailaora_In a room”, in programma alle 19.00 e alle 21.00.
Lo spettacolo nasce dall’incontro tra Giorgia Celli, tra le più autorevoli interpreti italiane del flamenco, e la coreografa Chiara Frigo, che firma ideazione e regia, con la drammaturgia di Riccardo de Torrebruna.
L’opera propone una riflessione profonda sul significato autentico del flamenco, andando oltre gli stereotipi folkloristici per restituirne la forza culturale, sociale e antropologica. In una performance in acustico, Giorgia Celli conduce il pubblico all’interno di un percorso intimo in cui il corpo diventa spazio di memoria, identità e resistenza, offrendo una lettura femminile e contemporanea di una tradizione che affonda le proprie radici nella storia delle comunità marginalizzate.
Dopo aver iniziato la propria carriera nei tablaos di Madrid e aver danzato nei principali teatri di Europa, Asia e America, Celli porta in scena un flamenco lontano da ogni forma di esibizionismo: una danza popolare, civile e profondamente umana, capace di raccontare la dignità degli ultimi e di riaffermare la propria vocazione a vivere anche al di fuori dei palcoscenici istituzionali.
Con Dance me to FESTIL, il festival conferma la propria attenzione verso le nuove forme della creazione coreografica, mettendo a confronto due lavori differenti ma accomunati dalla volontà di interrogare il presente attraverso il linguaggio del corpo. Dalla critica alla società digitale di Francesca Santamaria alla riscoperta delle radici profonde del flamenco proposta da Giorgia Celli e Chiara Frigo, le due serate udinesi offrono al pubblico un’occasione preziosa per confrontarsi con una danza capace di trasformare il gesto scenico in riflessione culturale e politica.
Sara Zuccari
Foto di Michela Grandolfo
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