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Storia della danza sul palco del Festival di Sanremo

La danza ha avuto un ruolo meno evidente rispetto alla musica, ma tutt’altro che marginale, nella storia del Festival della Canzone Italiana di Sanremo.

Fin dalle prime edizioni al Teatrino del Casinò di Sanremo, a partire dal 1951, il festival era pensato come una serata elegante, più vicina al mondo della radio che a quello dello spettacolo televisivo: orchestra dal vivo, cantanti immobili al microfono, pubblico in abito da sera. In quel contesto, la danza era quasi assente, relegata a momenti di intrattenimento collaterale.

Con il passaggio alla televisione e soprattutto con l’approdo al Teatro Ariston nel 1977, il Festival cambia pelle.

La regia televisiva diventa più dinamica, la scenografia si amplia, e la danza inizia a trovare spazio come elemento spettacolare.

Negli anni Ottanta e Novanta, con l’evoluzione del linguaggio televisivo e l’influenza dei varietà del sabato sera, i corpi di ballo diventano parte integrante delle serate, accompagnando ospiti italiani e internazionali.

Momenti iconici hanno contribuito a consolidare questo legame tra musica e movimento. Le coreografie che hanno accompagnato artisti pop, le esibizioni di grandi étoile invitate come ospiti speciali, o le performance spettacolari di star internazionali hanno mostrato come il palco dell’Ariston potesse trasformarsi in uno spazio performativo completo.

La presenza di conduttrici e showgirl provenienti dal mondo della danza ha inoltre rafforzato questa dimensione, portando sul palco uno stile coreografico riconoscibile e spesso legato ai linguaggi televisivi contemporanei.

Negli anni Duemila, la danza si è evoluta ulteriormente, integrandosi nelle esibizioni dei cantanti stessi.

Sempre più artisti hanno scelto di costruire performance coreografate, rompendo la tradizione dell’interprete statico. L’influenza dei talent show e della cultura pop internazionale ha reso naturale vedere sul palco coreografie complesse, giochi di luci e movimenti scenici studiati nei minimi dettagli.

Anche nelle serate dedicate agli ospiti o ai duetti, la danza ha assunto un ruolo narrativo: non solo abbellimento, ma strumento per raccontare il brano, amplificarne l’emozione o creare un contrasto visivo.

In alcune edizioni, il Festival ha ospitato compagnie di danza contemporanea e momenti di forte impatto simbolico, dimostrando apertura verso linguaggi più sperimentali.

Oggi la danza a Sanremo non è più un semplice contorno, ma parte integrante della grammatica dello spettacolo.

Pur restando un festival canoro, l’evento ha progressivamente incorporato i codici del grande show televisivo, dove musica, corpo e immagine convivono. La storia della danza a Sanremo racconta così l’evoluzione stessa del Festival: da salotto elegante della canzone italiana a palcoscenico multidisciplinare capace di parlare a pubblici diversi, attraverso suoni e movimenti.

Michele Olivieri

www.giornaledelladanza.com

©️ Riproduzione riservata

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