
Ritorna dal 16 al 31 luglio 2026 Bolzano Danza, l’appuntamento che dal 1985 trasforma il capoluogo altoatesino in una delle capitali europee della danza contemporanea. Diretto per il secondo anno da Anouk Aspisi e Olivier Dubois, il Festival – organizzato e promosso dalla Fondazione Haydn di Bolzano e Trento – rilancia con una 42ª edizione da non perdere, che coinvolge in un palinsesto diffuso la città e il suo territorio lungo sedici giorni e sedici notti di intensa programmazione: 7 prime italiane, 2 prime assolute, 1 anteprima nazionale, oltre alla seconda edizione della giornata-evento ExtraDanza, per un totale di più di 40 appuntamenti che prenderanno vita in 17 differenti location.
Anne Teresa De Keersmaeker/Rosas, Peeping Tom, Ayelen Parolin, Compagnie Olivier Dubois, laGeste/Stereo48, Louise Lecavalier, Compagnia Abbondanza/Bertoni, Ginevra Panzetti e Enrico Ticconi, Michele Di Stefano & Lorenzo Bianchi Hoesch, CCN/Aterballetto, Mohamed Toukabri, Chiara Bersani, Leïla Ka, Anna Basti, Bruno Benne/Compagnie Beaux-Champs, Alexander Vantournhout, Cult of Magic, Margherita Landi, Daniele Ninarello, Camilla Parini, Simon Le Borgne e Ulysse Zangs, Antonella Bertoni, Francesca Lattuada, Diego Tortelli, Philippe Kratz, Fabio Cherstich, Industria Indipendente, Francesca Ziviani, Davide Tagliavini, Jacopo Jenna, Yurena Molina Torres, ABC – Allegra Brigata Cinematica sono i 36 artisti e compagnie protagonisti di un progetto che conferma tra le principali manifestazioni internazionali dedicate alla sesta arte.
Dopo l’avvio nel 2025 del percorso triennale intitolato Trilogia della Passione – con la prima tappa, Insurrezione – nel 2026 Anouk Aspisi e Olivier Dubois scelgono di prendere come riferimento l’Orizzonte, inteso come spazio di tensione e apertura, luogo simbolico in cui memoria, trasformazione e possibilità convivono. In questa prospettiva l’Orizzonte diventa una chiave importante per interrogare la storia della danza contemporanea non come repertorio statico, ma come materia viva, da attraversare, trasmettere e rinegoziare alla luce del presente. La programmazione del Festival riflette questa visione attraverso un intreccio di lavori storici e nuove creazioni, delineando un dialogo costante tra memoria e innovazione, tra eredità e rinnovamento.
Al centro di questa quarantaduesima edizione di Bolzano Danza c’è innanzitutto il tema dello sguardo, che unisce il concetto di visione – irriducibilmente soggettiva – a quello del superamento delle barriere che relegano lo spettatore al ruolo di osservatore passivo. Il pubblico non viene semplicemente coinvolto nella realizzazione degli spettacoli, ma sceglie di mettersi al centro dell’esperienza: è il caso di ExtraDanza, la grande festa della danza aperta a tutti, ma anche della lunga serie di progetti partecipativi e di lavori fuori formato, che segnano un ribaltamento delle comuni gerarchie della visione.
Al superamento della separazione tra spettatore e fatto artistico lavora anche la natura di dispositivo urbano del festival, manifestazione diffusa che intende uscire dagli spazi consacrati per portare la danza alle persone e coinvolgere il territorio attraverso la danza: per questo tra le location dell’edizione 2026 figurano un castello del XII secolo, un bunker sotterraneo della II guerra mondiale, un chiostro duecentesco, un polo di ricerca scientifica all’avanguardia, un Museo di arte moderna e contemporanea, una Fondazione incastonata nelle pareti rocciose che circondano il nucleo urbano, un’area verde affacciata direttamente sulle sponde del fiume Talvera e un parco pubblico, ricco di testimonianze storiche e archeologiche, nell’estrema periferia ovest della città.
Nel tema dell’Orizzonte si inscrive poi un racconto collettivo, dove la memoria viva della danza contemporanea diventa attenzione alle pratiche di trasmissione e al contesto storico, una forma di nuovo accesso al tesoro di esperienza accumulata con il tempo che pone l’opera d’arte in un confronto fecondo con il presente: basti pensare al remix dell’acclamato Badke – realizzato per laGeste dalla compagnia di danzatori palestinesi Stereo48 –, alla presenza dell’icona della danza canadese Louise Lecavalier con il suo danses vagabondes, ma soprattutto al re-enactement in prima italiana del capolavoro Rosas danst Rosas, firmato da Anne Teresa de Keersmaeker, pièce che ha segnato indelebilmente nel 1983 la storia dello spettacolo dal vivo.
Come sempre impegnato nel sostegno e promozione della coreografia emergente italiana e internazionale (Daniele Ninarello, Cult of Magic, Industria Indipendente | Annamaria Ajmone, Davide Tagliavini, Jacopo Jenna), Bolzano Danza pone anche quest’anno un particolare focus sugli artisti che lavorano su corpi politici e nuove identità, dove il corpo diviene spazio di tensione e di riflessione al di là degli aspetti normativi e del comune senso estetico (Chiara Bersani, Mohamed Toukabri, Studio48), senza dimenticare l’indagine all’incrocio dei linguaggi tra arte e scienza (con il secondo anno del progetto Landi’s Cube di Margherita Landi e NOI Techpark) e l’attenzione all’infanzia e alle famiglie (ABC – Allegra Brigata Cinematica).
Un Festival che invita per due settimane artisti e pubblico alla condivisione, riconoscendo nella danza uno strumento privilegiato per immaginare nuove forme di relazione tra corpo, spazio e comunità: attraverso una programmazione diffusa e formati eterogenei, Bolzano Danza vuole rafforzare ancora di più il proprio ruolo di piattaforma culturale capace di attivare partecipazione, prossimità e dialogo legando le pratiche artistiche al contesto urbano e naturale.
Bolzano Danza – afferma Paul Gasser, Presidente della Fondazione Haydn – è un gioiello che appartiene alla città. Un festival internazionale che da oltre quarant’anni arricchisce la vita culturale di Bolzano, portando in piazze, teatri e luoghi insoliti il meglio della danza contemporanea.
La Fondazione Haydn ne cura la programmazione artistica da ormai undici anni – aggiunge Monica Loss, Direttrice Generale della Fondazione Haydn – con l’ambizione di mantenerne il respiro internazionale e l’eccellenza qualitativa, al servizio della comunità e del pubblico. Ogni edizione è una scommessa sulla capacità della danza di creare incontri autentici tra artisti e spettatori: uno spazio vivo in cui celebrare insieme questo straordinario linguaggio in tutte le sue forme.
L’Orizzonte – nelle parole dei due direttori artistici Anouk Aspisi e Olivier Dubois – non è una destinazione da raggiungere, ma una linea che invita a guardare in modo diverso. È uno spazio aperto, in cui ci si può perdere per un momento per poi ritrovarsi, tra ciò che si conosce e ciò che si immagina ancora possibile. Poco a poco lo sguardo cambia: non si resta più a distanza, ma ci si lascia toccare, spostare, trasformare. Il festival diventa così più di un luogo di spettacolo: un punto di osservazione sensibile, uno spazio in cui qualcosa appare, si condivide e ci mette in relazione.
IL PROGRAMMA
La 42ª edizione di Bolzano Danza Festival prende il via giovedì 16 luglio nella suggestiva cornice di Castel Mareccio, storica residenza signorile a ridosso del centro cittadino, con un intervento site-specific firmato dal Centro Coreografico Nazionale Aterballetto: doppia replica (ore 17:30 e ore 19:00) per lo speciale double bill che unisce MicroDanze, trilogia di pezzi brevi firmata da Antonella Bertoni, Francesca Lattuada e Diego Tortelli (prima assoluta), e Il combattimento di Tancredi e Clorinda, con la coreografia di Philippe Kratz e la regia di Fabio Cherstich, che vede la partecipazione straordinaria di Nicolò Balducci e dei solisti dell’Orchestra Haydn.
A seguire, alle ore 20:30 al Teatro Studio del Teatro Comunale appuntamento con l’icona della danza canadese Louise Lecavalier e il suo ultimo spettacolo danses vagabondes, ispirato ai celebri Écrits Vagabonds del fisico italiano Carlo Rovelli: un viaggio profondo attraverso il movimento, il tempo e la memoria, dove il corpo diventa un archivio vivente di esperienze, emozioni e tensioni.
Venerdì 17 luglio alle ore 10.00 la centralissima Piazza Walther è il palcoscenico della performance partecipativa Le classique c’est chic! della coreografa Anna Basti, sorprendente lezione di danza classica “en plein air” che rifugge i codici accademici del balletto per restituire al corpo la libertà e riprendere gioiosamente possesso dello spazio pubblico, sottolineando il valore inestimabile della diversità. Replica alle ore 18:00 al Parco Berloffa, all’ingresso del vicino centro commerciale WaltherPark.
In serata, primo appuntamento nella Sala Grande delle Teatro Comunale alle ore 20:30 con uno dei protagonisti più acclamati della scena contemporanea, la pluripremiata compagnia belga Peeping Tom, diretta da Gabriela Carrizo e Franck Chartier, che presenta in Diptych la rielaborazione di due opere brevi create nel 2016, The Missing Door e The Lost Room. La tournée italiana dello spettacolo è realizzata in collaborazione con Verona Estate.
Sabato 18 luglio dalle 17 alle 21 i Prati del Talvera e le aree circostanti ospitano la seconda edizione di ExtraDanza, la grande festa della danza nel cuore della città ideata da Anouk Aspisi e Olivier Dubois. Dopo il successo del 2025, con 200 artiste e artisti e più di mille spettatori coinvolti, il format ritorna per il secondo anno in collaborazione con il SKI -Südtiroler Kulturinstitut, che coordina la sezione Workshop del Festival e ne gestisce i corsi. Protagonisti della giornata 8 gruppi e Associazioni scelte dal territorio, 8 gruppi dei Workshop, Jacopo Jenna (con lo spettacolo Manifestus) e Davide Tagliavini (con That’s All). Il programma si conclude dalle 20:00 con la performance Danceworks “Pop repertory” curata da Yurena Molina Torres, seguita da una battle che coinvolge alcuni degli artisti e dal dj set a cura di Dj Peeps. Il programma completo dell’evento sarà online a breve sul sito bolzanodanza.it
Domenica 19 luglio alle 20.30 al Teatro Studio del Teatro Comunale va in scena l’ultimo spettacolo di Chiara Bersani, che in Michel – The Animals I am si ispira a Michel Petrucciani, pianista jazz portatore della medesima condizione genetica dell’artista (l’osteogenesi imperfetta), per dare vita a una pièce corale di grande intensità emotiva, che dissolve il concetto di unicità sfidando i paradigmi stessi della danza e dell’arte performativa. Il lavoro è sostenuto da Bolzano Danza all’interno del progetto di rete RING con Festival Aperto (Reggio Emilia), FOG Triennale Milano Performing Arts e Torinodanza Festival. Lo spettacolo è accompagnato dall’audiodescrizione poetica dedicata a un pubblico cieco e ipovedente, curata da Camilla Guarino e Giuseppe Comuniello e coprodotta nell’ambito della rete RING. Lo spettacolo è promosso in collaborazione con Unione Ciechi e Ipovedenti di Bolzano e AbilNova Cooperativa Sociale.
Doppio appuntamento lunedì 20 luglio con la danza d’oltralpe: alle 19.00 il Chiostro dei Domenicani, adiacente all’omonima piazza, è la suggestiva cornice di Ad Libitum di Simon Le Borgne, un’esperienza vibrante e istintiva che invita gli spettatori a sentire l’intensità del cambiamento realizzata dal coreografo francese in collaborazione con il performer e musicista Ulysse Zangs. Alle ore 20:30, nella Sala Grande del Teatro Comunale è la volta di Leïla Ka – autentica rivelazione della scena europea, autrice delle coreografie per artisti del calibro di Beyoncé e Zaho de Sagazan – che in Maldonne dà vita insieme a cinque eccezionali interpreti (e oltre quaranta abiti differenti) a un’ode colorata e senza tempo all’amicizia al femminile.
Martedì 21 luglio alle ore 17:30 l’innovativo parco tecnologico NOI Techpark ospita il talk Landi’s Cube: Inside the code, che presenta i recenti sviluppi della ricerca condotta dalla coreografa Margherita Landi all’interno dell’OpenLab triennale lanciato nel 2025, dedicato allo sviluppo di un’applicazione in MR (Mixed Reality) che permette di dirigere in tempo reale i danzatori nel corso di una performance. Per l’occasione, al pubblico viene offerto in uno showcase dedicato la possibilità di sperimentare in prima persona i visori VR e il metodo del Landi’s Cube, che si ispira al Cubo di Laban e a quello di Rubik per arrivare a fondere danza e realtà virtuale in un linguaggio visivo tridimensionale. Segue un momento finale di Q&A con i partecipanti all’appuntamento.
Il palinsesto spettacolare del Festival ritorna mercoledì 22 luglio con uno degli appuntamenti più attesi di questa quarantaduesima edizione: alle ore 20:30 la sala teatrale della Waltherhaus, la grande Casa della Cultura nel centro città, apre le porte a Bolzano Danza per la prima italiana del capolavoro di Anne Teresa de Keersmaeker, Rosas danst Rosas, autentica pietra miliare della danza contemporanea, che ritorna a 43 anni dal debutto con un cast completamente rinnovato.
Giovedì 23 luglio alle ore 18:00 (con replica alle ore 19:30) il collettivo milanese Cult of Magic – tra i più apprezzati della scena emergente italiana – invita il pubblico nei suggestivi spazi del Bunker H, struttura militare sotterranea risalente al 1943, per presentare l’anteprima del suo nuovo lavoro FEAR OF THE DARK, che partendo da suggestioni legate a esoterismo e psicoanalisi dà vita a un paesaggio inconscio in cui è il linguaggio dei sogni a dettare le regole. Alle ore 20:30 al Teatro Studio del Teatro Comunale va in scena la prima italiana di Through the Grapevine Live di Alexander Vantournhout, versione inedita dell’elettrizzante performance realizzata dal coreografo belga con Axel Guérin nel 2020 – che ha imposto all’attenzione internazionale il lavoro di Vantournhout –, qui in una nuova versione che si avvale della colonna sonora dal vivo composta in tempo reale dall’eclettico compositore e musicista italiano Andrea Belfi.
Venerdì 24 luglio alle ore 20:30 nella Sala Grande del Teatro Comunale un’altra prima italiana, e un altro momento clou di questa edizione 2026: ideato e diretto da Compagnie Olivier Dubois, Les Mémoires d’une seigneure è la versione al femminile della performance-evento Les Mémoires d’un seigneur, realizzata dal coreografo francese nel 2015, che ha scelto di riunire per l’occasione intorno a Marie-Laure Caradec, interprete storica di alcune tra le più importanti opere della compagnia, un coro di 50 donne non professioniste selezionate tramite open call sul territorio bolzanino e italiano.
Il valore universale della danza è al centro sabato 25 luglio dei due appuntamenti in programma nel pomeriggio: alle ore 16:00 nella Sala Prove del Teatro Comunale arriva infatti PlayJam, originale performance interattiva tra danza e musica per bambini da 0 a 3 anni realizzata dalla compagnia bergamasca ABC – Allegra Brigata Cinematica (replica ore 18:00 e domenica 26 luglio alle ore 10:00), mentre alle ore 17:30 (con replica alle 19:00) Piazza Alto Adige è il palcoscenico di VIFS + Baroc’Bal, due lavori in prima italiana diretti dal coreografo francese Bruno Benne, che con la sua compagnia Beaux-Champs dal 2013 fa propri i codici della Belle Danse del XVIII secolo per trasporli in chiave contemporanea, portando la danza barocca fuori dagli spazi ad essa tradizionalmente consacrati.
Alle ore 20:30 al Teatro Studio del Teatro Comunale, un altro momento attesissimo con la prima assoluta di REPLICA, il nuovo lavoro prodotto da Compagnia Abbondanza/Bertoni – da oltre trent’anni protagonista della ricerca italiana – che vede lo storico duo eccezionalmente diretto da Ginevra Panzetti e Enrico Ticconi, tra gli autori-rivelazione della scena internazionale contemporanea.
La seconda settimana di Festival si apre lunedì 27 luglio con un’altra prima italiana da non perdere. Alle ore 20:30 nella Sala Grande del Teatro Comunale arriva infatti l’ultima opera della coreografa argentina Ayelen Parolin: accolta da un unanime successo di pubblico e critica in occasione del debutto a Bruxelles ad aprile, Irresistible Revolution reinterpreta alcuni generi musicali tipici del Sudamerica (come la murga e la cumbia) per immaginare un vortice di movimenti selvaggi, un’utopia in forma di spettacolo in cui l’eccesso collettivo e la gioia tracciano i contorni di un’altra possibilità. In collaborazione con OperaEstate Festival (Bassano del Grappa).
La nuova danza italiana è protagonista assoluta del programma di martedì 28 luglio, che vede in scena alle 18:30 nello scenario fiabesco della Fondazione Antonio Dalle Nogare – anche quest’anno tra i partner del Festival – il collettivo romano di arti performative e visive Industria Indipendente, al Lavoro in Quixote_A rose is not a rose su un’inedita partitura tra movimento, suono e testo immaginata in tandem con Annamaria Ajmone, oggi tra le principali interpreti della disciplina. A precedere e a seguire la performance, la proiezione di Dammi i brividi ma non per la paura (2025) opera video che ha rappresentato l’avvio della collezione di scritture, oggetti e performance sul personaggio letterario di Quixote (Don Chisciotte) iniziata da Industria Indipendente nel 2024.
Si ritorna al Teatro Studio del Comunale alle ore 20:30 per RISE di Daniele Ninarello, opera collettiva che prende forma a partire da una riflessione profonda sulla crisi che deriva dalla disconnessione tra l’individuo e la collettività (altra coproduzione realizzata dal Festival nell’ambito del progetto RING con Festival Aperto Reggio Emilia, FOG Triennale Milano Performing Arts e Torinodanza Festival).
Mercoledì 29 luglio dalle ore 10:00 alle ore 19:15 l’Atelier di Museion ospita la performance per un massimo di due persone alla volta Je suisse (or not), firmata da Camilla Parini, co-fondatrice del pluripremiato collettivo elvetico Treppenwitz: un’esperienza intima e coinvolgente, fondata sull’azzeramento delle distanze, che attinge alla storia personale dell’autrice per indagare temi universali quali famiglia, identità e memoria.
Alle ore 20:30 ultimo appuntamento al Teatro Studio per questa 42ª edizione con il lavoro del danzatore e performer belga-tunisino Mohamed Toukabri, tra i coreografi emergenti della danza europea: presentato in anteprima all’ultimo Festival di Avignone, Every-Body-Knows-What-Tomorrow-Brings-And-We-All-Know-What-Happened-Yesterday trae ispirazione dal pensiero decoloniale per esplorare le connessioni tra danza, migrazione e trasmissione del sapere, fondendo hip-hop, storia personale e patrimonio collettivo per creare un potente viaggio poetico e politico.
Giovedì 30 luglio la terrazza della Biblioteca Civica Cesare Battisti è il fulcro della prima giornata di Veduta_Atlante Mediterraneo, progetto realizzato dalla compagnia mk del Leone d’Argento Michele Di Stefano in collaborazione con Lorenzo Bianchi Hoesch e i danzatori dello Spellbound Contemporary Ballet, dell’omonimo Centro Nazionale di Produzione della Danza di Roma: un’indagine immersiva sul paesaggio urbano, tra i format più originali legati alla danza nati in Italia negli ultimi anni, che torna a Bolzano a distanza di otto anni in una veste completamente rinnovata dopo aver toccato con grande successo diverse città italiane (tre le repliche in programma, alle ore 17:00, 18:00 e 19:00).
Ancora una location open-air per la coreografa italiana Francesca Ziviani, da anni attiva sulla scena francese, che presenta lo stesso giorno alle 20:30 in prima nazionale il suo ultimo lavoro État Sauvage, performance per due danzatrici e una batterista che interroga la funzione originaria della danza come spazio di relazione. L’appuntamento è nella storica cornice del Parco delle Semirurali, da anni palcoscenico privilegiato di Bolzano Danza con la collaborazione della Stagione Estiva Don Bosco, che anima l’omonimo quartiere della periferia ovest della città.
Per l’ultima giornata di programmazione, venerdì 31 luglio il Festival si spinge fuori dal territorio cittadino: alle ore 17:00 (replica alle ore 18:00) sui prati di Piccolino, frazione di San Martino in Badia, è infatti in programma il secondo episodio di Veduta_Atlante Mediterraneo di mk e Lorenzo Bianchi Hoesch, ambientato eccezionalmente in un contesto ibrido tra natura e dimensione urbana.
Alle ore 20:30 si torna a Bolzano per l’attesissimo spettacolo di chiusura di questa edizione 2026: la Sala Grande del Teatro Comunale ospita infatti Badke(remix), re-enactement dello spettacolo creato per la compagnia les ballets C de la B di Alain Platel e prodotto dai belgi di laGeste insieme a dieci danzatori palestinesi, che ha girato il mondo con enorme successo di pubblico e critica tra il 2013 e il 2016. Oggi il lavoro, originariamente diretto da Koen Augustijnen, Rosalba Torres e Hildegard De Vuyst, è passato interamente nelle mani della compagnia palestinese Studio48 grazie alla regia di Amir Sabra e Ata Khatab. Al termine dello spettacolo, il dj set partecipato di chiusura della manifestazione: a partire dalle ore 22.30, un dance floor condiviso con il pubblico e gli artisti del Festival per celebrare ancora una volta lo straordinario potere di coesione della danza. Protagonista, sul palco del Comunale, la curatrice, architetta e DJ palestinese ADAN, di base a Londra, che presenterà un set che fonde minimal house ed electro con influenze sonore mediorientali e palestinesi, attingendo a ritmi dabke e pattern percussivi, tra groove ricchi di bassi e texture elettroniche, collegando le strutture tradizionali con il sound club contemporaneo.
Parte del progetto artistico voluto da Anouk Aspisi e Olvier Dubois, ritorna anche nel 2026 il BoDA, l’innovativo centro del Festival per la città situato presso il Parco dei Cappuccini. Cuore pulsante, spazio aperto e d’incontro per tutti, BoDA rappresenta un luogo di condivisione, di scambi per parlare degli eventi e degli spettacoli, un’occasione di confronto per persone di tutte le età, turisti, artisti, team del Festival, studenti con un fitto succedersi di talk e incontri con gli artisti, che correrà parallelo al palinsesto di spettacoli (programma completo sul sito bolzanodanza.it). Con un’offerta food&drink dedicata, BoDA sarà anche simbolo del coinvolgimento sociale e solidale, grazie anche a una rete di volontari, che fanno parte dell’organizzazione del team del Festival e ne incarnano perfettamente lo spirito di solidarietà comunitaria e la capacità inclusiva.
COOPERAZIONI MULTIDISCIPLINARI SUL TERRITORIO
La programmazione del Festival si sviluppa attraverso una rete di collaborazioni con realtà del territorio, coinvolgendo istituzioni attive nel campo delle arti visive come Fondazione Antonio Dalle Nogare, SMACH e Museion, della ricerca scientifica come NOI Techpark ed EURAC Research, ma anche luoghi simbolo del patrimonio storico culturale come la Fondazione Castelli di Bolzano. Laboratorio di sperimentazione e dialogo tra arti e territorio, il Festival promuove un’offerta sostenibile e innovativa, trasformando luoghi non convenzionalmente dedicati alla cultura in nuovi scenari performativi, come Bunker H, che diventa spazio per la danza e la ricerca artistica.
La 42ª edizione di Bolzano Danza è organizzata e promossa dalla Fondazione Haydn di Bolzano e Trento con il contributo del Comune di Bolzano, della Provincia autonoma di Bolzano, della Regione autonoma Trentino-Alto Adige e del Ministero della Cultura.
Con il sostegno di: Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano, Alperia. Con il supporto di: Fondazione Nuovi Mecenati – Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea. Si ringraziano inoltre tutti i partner per la collaborazione: : Südtiroler Kulturinstitut, Fondazione Teatro Comunale e Auditorium, NOI Techpark, EURAC Research, Fondazione Antonio Dalle Nogare, Museion Cooperativa 19, Stagione Estiva Don Bosco, SMACH, Biblioteca Civica, Conservatorio Claudio Monteverdi di Bolzano, Fondazione Castelli di Bolzano, Bunker H, Azienda di Soggiorno di Bolzano, WaltherPark, Four Points by Sheraton Bolzano, Parkhotel Laurin, Deutsche Bahn, Marlene, Loacker, Cantina di Terlano, Cineplexx, STA – Strutture Trasporto Alto Adige, Young Inside, Unione Ciechi e Ipovedenti di Bolzano, AbilNova Cooperativa Sociale, Savera, Fedora Platform, Opera Europa, RESEO, Rai Cultura, Rai Radio 3, Mouvement, Artribune, Salto.
I biglietti e gli abbonamenti della 42ª edizione di Bolzano Danza Festival sono in vendita su bolzanodanza.it. Il programma sarà presentato al pubblico della città dai Direttori artistici Anouk Aspisi e Olivier Dubois in uno speciale evento di Kick Off il prossimo venerdì 15 maggio alle ore 18.00 presso la sede di Eurac a Bolzano (Viale Druso / Drususallee, 1): ingresso libero fino a esaurimento posti previa registrazione su eventbrite.it. Sul sito e sui canali social del Festival tutte le informazioni aggiornate in tempo reale.
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Michele Olivieri
Foto di André Cornellier
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