
Il 1° settembre arriva in libreria She Came Back Different di Stephanie Willing, un romanzo che porta i lettori nel mondo apparentemente elegante e perfetto di un prestigioso conservatorio di balletto, trasformandolo però in uno scenario inquietante, fatto di segreti, misteri e di una ricerca della perfezione che nasconde qualcosa di molto più oscuro.
Al centro della storia ci sono Gemma e Neve, due ragazze che arrivano allo Stadler Ballet Conservatory per ragioni molto diverse.
Gemma viene mandata nella prestigiosa scuola dalla madre, convinta che quell’ambiente possa aiutarla a diventare una versione migliore di sé stessa, a correggere quei tratti del suo carattere che considera troppo spigolosi e a trovare finalmente il suo posto.
Per Gemma, entrare a Stadler rappresenta anche l’opportunità di avvicinarsi a un mondo che fino a quel momento sembrava quasi irraggiungibile.
Neve, invece, ha un motivo molto più personale per trovarsi lì. Sua sorella maggiore ha frequentato la scuola e, quando è tornata a casa, qualcosa in lei era cambiato.
Non era più la ragazza che Neve conosceva: la sua personalità sembrava scomparsa, sostituita da un atteggiamento docile e da un sorriso quasi inquietante. Neve vuole capire che cosa sia successo e, soprattutto, che cosa si nasconda davvero dietro le porte del conservatorio.
È proprio da questo mistero che prende forma la storia. Stadler appare inizialmente come il luogo ideale per chi sogna di diventare una ballerina: disciplina, eleganza, talento e un’attenzione assoluta per ogni dettaglio.
Ma dietro la promessa di trasformare le proprie allieve in ballerine perfette si nasconde una realtà molto più sinistra. A poco a poco, Gemma e Neve si rendono conto che nella scuola non viene richiesto soltanto di migliorare la propria tecnica: sembra esserci una pressione molto più profonda ad adeguarsi, a eliminare tutto ciò che viene considerato un difetto, una stranezza o una caratteristica indesiderata.
Ed è qui che She Came Back Different trova il suo elemento più interessante. La ricerca della perfezione, che nel balletto è parte naturale della disciplina e dell’allenamento, viene portata alle estreme conseguenze e trasformata in qualcosa di inquietante.
Le posizioni devono essere impeccabili, i movimenti precisi, il corpo allenato e controllato, ma anche il comportamento sembra dover rispettare regole altrettanto rigide.
L’idea stessa di perfezione finisce così per diventare una minaccia: che cosa siamo disposti a perdere pur di corrispondere all’immagine che qualcun altro ha costruito per noi?
La scelta del balletto come sfondo rende questa premessa ancora più efficace. È un universo che nell’immaginario collettivo è legato alla grazia, alla bellezza e alla leggerezza, ma che richiede allo stesso tempo una disciplina estrema, sacrificio e un controllo rigoroso del corpo.
Stephanie Willing conosce bene questo ambiente: oltre a essere autrice e narratrice di audiolibri, ha studiato danza e possiede una lunga esperienza come ballerina.
Il suo percorso personale aggiunge quindi una prospettiva particolarmente interessante a un romanzo che utilizza proprio il mondo della danza per esplorare il confine sottile tra disciplina e ossessione.
La storia viene raccontata attraverso i punti di vista di Gemma e Neve, permettendo di seguire il mistero da due prospettive differenti.
Da una parte c’è una ragazza che sta cercando di capire sé stessa e di trovare il proprio posto in un ambiente che pretende di cambiarla; dall’altra c’è una ragazza determinata a scoprire perché sua sorella sia tornata a casa così diversa.
Le loro strade finiscono per incontrarsi e l’amicizia diventa uno degli strumenti fondamentali per affrontare ciò che si nasconde a Stadler.
Il titolo stesso, She Came Back Different, racchiude del resto la domanda che accompagna l’intera vicenda: che cosa significa tornare diversi da un luogo che avrebbe dovuto renderci migliori?
E quanto può essere pericoloso permettere agli altri di decidere quali parti di noi meritino di essere conservate e quali, invece, debbano essere eliminate?
Pur rivolgendosi soprattutto alla fascia di lettori dagli 8 ai 12 anni, il romanzo in lingua inglese presenta una premessa capace di incuriosire anche un pubblico più ampio, soprattutto chi è attratto dalle storie ambientate nelle scuole di danza e dai racconti in cui ambientazioni affascinanti nascondono un lato oscuro.
Il balletto non è infatti soltanto lo sfondo della vicenda, ma diventa parte integrante dell’atmosfera e del mistero, creando un contrasto suggestivo fra la bellezza delle sale da danza e la sensazione che qualcosa, dietro gli specchi e le regole perfette del conservatorio, non sia affatto come dovrebbe essere.
She Came Back Different si presenta così come una storia capace di unire mistero, atmosfere inquietanti e temi molto vicini all’esperienza dei giovani lettori, a partire dal bisogno di essere accettati e dalla difficoltà di sentirsi all’altezza delle aspettative degli altri. La perfezione, in questo caso, non è più un obiettivo da raggiungere, ma qualcosa da cui imparare a diffidare.
L’appuntamento è quindi per il 1° settembre, quando le porte dello Stadler Ballet Conservatory si apriranno ai lettori. E la domanda con cui entrare potrebbe essere una sola: se una scuola promettesse di trasformarti nella persona perfetta, quanto di te saresti disposto a lasciare indietro per riuscirci?
Michele Olivieri
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