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Alla Scala la mostra su “Le Sacre du printemps” di Pina Bausch

Dal 7 al 21 novembre la produzione che suggella la programmazione di Balletto 2025/2026 unisce nel nome di Stravinskij due pietre miliari della danza di tutti i tempi: accanto al ritorno di Apollo di George Balanchine, la serata segna il debutto scaligero di Le Sacre du printemps di Pina Bausch.

Pina Bausch ha legato il suo nome alla Scala solo una volta, nel 1983, con il suo Tanztheater Wuppertal in Kontakthof. Ma quello di quest’anno è il primo momento nella storia in cui il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala si confronta con l’universo artistico e il linguaggio di Pina Bausch, attraverso una delle sue opere più potenti e immortali. Si tratta dunque di un evento memorabile per il Teatro alla Scala, per la sua Compagnia e per il pubblico, per mantenere, trasmettere e assorbire la potenza artistica di una produzione che va vissuta dal vivo e che a cinquant’anni dalla sua creazione avvenuta nel 1975 continua a esercitare una presenza intensa e potente sui palcoscenici di tutto il mondo.

Per dare il massimo risalto a questo evento, una mostra fotografica dedicata a Le Sacre du printemps di Pina Bausch introduce il pubblico nel processo creativo da cui è scaturito questo lavoro. Per questo, lo spazio prescelto per la mostra è il Ridotto dei Palchi, che riceve gli spettatori della Scala in ogni intervallo di balletti, opere, concerti, e tutti i visitatori del Museo che vi transitano in durante le loro visite. La mostra sarà visibile dal 22 ottobre al 22 novembre, coprendo dunque tutto il periodo in cui sarà in scena il dittico di balletti.

Una meravigliosa opportunità per valorizzare ulteriormente la collaborazione tra il Teatro alla Scala e la Fondazione Pina Bausch, che ha curato direttamente la scelta delle foto e la loro sequenza: dai suoi archivi rarissimi e inediti scatti di prova e di spettacolo ritraggono la stessa Bausch e gli artisti del Tanztheater Wuppertal, e, snodandosi su 18 pannelli con circa 16 foto stampate a diverse grandezze, coprono i primi venti anni di vita di questa produzione, dal 1975, anno della creazione, fino al 1995.

Niente didascalie. Poche ma incisive frasi di testimonianza di storiche danzatrici della Compagnia originaria. Si lascia la suggestione alla potenza delle immagini stesse, alla presenza magnetica di Pina Bausch, che si espande dai monitor durante una prova con Kiyomi Ichida per il ruolo dell’eletta e a una rara registrazione del 1978 a cura di ZDF del Tanztheater Wuppertal in Le Sacre du printemps, a soli tre anni dalla prima assoluta.

Consapevole e onorato di entrare a far parte di un processo vivo e in continuo arricchimento, di acquisizione e trasmissione al pubblico di uno dei capolavori della danza di tutti i tempi, il Teatro alla Scala non può che unirsi alla frase di ringraziamento che la Fondazione Pina Bausch ha voluto inserire nel colophon della mostra: “Con gratitudine a tutti i ballerini, passati e presenti, che hanno contribuito a plasmare questo percorso nel corso degli anni.”

PINA BAUSCH – LE SACRE DU PRINTEMPS

Mostra fotografica

Ridotto dei Palchi Arturo Toscanini

dal 22 ottobre al 22 novembre 2026

Le Sacre du printemps (Das Frühlingsopfer) di Pina Bausch fu presentata per la prima volta dal Tanztheater Wuppertal nel dicembre 1975, assieme a Wind von West e Der zweite Frühling nell’ambito di Frühlingsopfer, serata in tre parti dedicata a Stravinskij.

A cinquant’anni dalla sua creazione, quest’opera fondamentale continua a esercitare una presenza intensa e potente sui palcoscenici di tutto il mondo. Le Sacre du printemps approda per la prima volta al Teatro alla Scala affidato ai danzatori del Corpo di Ballo, che hanno intrapreso un percorso di immersione nello stile, nel linguaggio e nel processo creativo di Pina Bausch, avvicinandosi alla materia viva di questa straordinaria creazione.

Attraverso una selezione di fotografie rare provenienti dall’archivio dellaPina Bausch Foundation, la mostra offre uno sguardo intimo sulla nascita dell’opera e accompagna il visitatore verso l’evento scenico: immagini delle prove, gesti, corpi e momenti di lavoro restituiscono le tracce linguaggio coreografico.

Tjitske Broersma, danzatrice che partecipò alla creazione dell’opera nel 1975, ricorda: «La tua forma nello spazio si espande, ti spingi oltre, così da prolungare questa energia. E questo è tipico anche di Pina Bausch: l’energia continua…»

PINA BAUSCH – LE SACRE DU PRINTEMPS

Mostra fotografica

Ridotto dei Palchi Arturo Toscanini

dal 22 ottobre al 22 novembre 2026

Mostra promossa da Fondazione Teatro alla Scala

Mostra organizzata da Museo Teatrale alla Scala

Mostra ideata da Pina Bausch Foundation

A cura di

Ismaël Dia (Director of Collections and Curator)

Stefan Bauer (Image Archives)

Paul Andermann (Digital Image Editing)

Coordinamento Gesa Linnéa Hocke

Fotografie di

Rolf Borzik, Ulli Weiss, Susanne Esche, Guy Delahaye, Oliver Look

Stampa digitale: Colordielle

Un ringrazimento speciale a
Susanne Esche, Guy Delahaye, Oliver Look

Con gratitudine a tutti i ballerini, passati e presenti,
che hanno contribuito a plasmare questo percorso nel corso degli anni


Citazioni tratte dalle interviste di storia orale
raccolte da Ricardo Viviani per la Pina Bausch Foundation

Josephine Ann Endicott
“Pina was very precise. She was very technical. You had to try to achieve: that foot, that line. Don‘t ask me how many times we had to rehearse until it sat, until everything was perfect. You have to work like this in Sacre, because if you don‘t go to the limits, no one is going to believe you.”

“Pina era molto precisa. Era molto attenta alla tecnica. Dovevi cercare di ottenere proprio quel piede, proprio quella linea. Non chiedermi quante volte abbiamo dovuto provare finché tutto non era perfetto. Nel Sacre bisogna lavorare così, perché se non ti spingi al limite, nessuno ti crederà.”

Tjitske Broersma
“Sometimes we stood incredibly close together. A skill that you develop as a dancer: you know exactly where the other person is. You feel them. There is a spatial tension between the two of you. If you simply occupy space and create a shape within it, it remains just a shape. But I can also fill that shape with energy and extend that energy into the surrounding space. That is exactly what is characteristic of Pina Bausch: the energy continues. It is not merely a form in space. The form is there, but the energy keeps flowing.“

“A volte stavamo incredibilmente vicini gli uni agli altri. Quella è una capacità che si sviluppa come danzatori. Sai esattamente dove si trova l‘altra persona, le si sente. Tra voi nasce una tensione nello spazio. Se ti limiti semplicemente a occupare uno spazio, allora rimane soltanto una forma. Ma puoi anche riempire quella forma di energia e lasciare che quell‘energia si espanda nello spazio circostante. È proprio questo ciò che caratterizza Pina Bausch: l‘energia continua. Non è semplicmente una forma nello spazio. La forma è lì, ma l‘energia continua a fluire.”

Marlis Alt
“The cohesion between the women and the men within the Rite of Spring always moved me to tears. You are never alone. The girl in the red dress – the chosen one – is not alone either. That always gave me the strength to dance this role. Looking back on it now, I find it beautiful. That is why the choreography is so powerful. At its heart, this Sacre is filled with love. It is truly beautiful”.

“La coesione tra le donne e gli uomini all‘interno del gruppo de Le Sacre du Printemps mi ha sempre commossa fino alle lacrime. Non si è mai soli. Anche la ragazza in rosso, la Prescelta, non è sola. Questo mi ha sempre dato la forza di interpretare quel ruolo. Oggi, riguardandolo, lo trovo così bello. È questo che rende la coreografia così potente. In fondo, Le Sacre è attraversata da un profondo sentimento d‘amore. Ed è proprio questo a renderla così bella.”

Finola Cronin
“I had never worked like this before. I had never gotten my body into those positions, ever: lifting a shoulder, sitting in the hip, head back… Then I would go home and lie in the bath for most of the afternoon and come back and work, another two hours doing the same movement, and go back and get into the bath and go to bed and get up and repeat the next day. My body was completely tortured. It took me a long time to get used to those movements”.

“Non avevo mai lavorato in quel modo. Non avevo mai messo il mio corpo in quelle posizioni, mai: sollevare una spalla, appoggiarmi sull’anca, la testa all’indietro. Poi tornavo a casa e passavo gran parte del pomeriggio sdraiata nella vasca da bagno, poi tornavo a lavorare, magari due ore a ripetere lo stesso movimento, poi tornavo nella vasca, andavo a letto, mi alzavo e ricominciavo il giorno dopo. Il mio corpo era completamente martoriato. Mi ci è voluto molto tempo per abituarmi a quei movimenti.”


DOCUMENTI VIDEO SUI MONITOR

Le Sacre du printemps

(1978 TV Recording by ZDF/ Registrazione televisiva del 1978 per la ZDF)

Recorded at/ Registrato allo: Studio Hamburg (1978)

© 1978 ZDF, Mainz

With / Con: Tanztheater Wuppertal Pina Bausch

Duration / Durata: 36 minutes

Music / Musica: Igor Stravinsky

Choreography / Coreografia: Pina Bausch

collaboration / collaborazione: Hans Pop

Set and costume design / Scenografia e costumi: Rolf Borzik

The Rite of Spring / Le sacre du printemps (1947 version)

Performed by / Eseguita da: Pierre Boulez (and The Cleveland Orchestra)

℗ 1970 Sony Music Entertainment

Courtesy of/ Per gentile concessione di Sony Music Entertainment Germany GmbH

© Copyright 1912 and 1921 by Hawkes & Son (London) Ltd.

With kind permission of / Utilizzato per gentile concessione di Boosey & Hawkes Bote & Bock GmbH, Berlin


‘Sacre Rehearsal’ – A rehearsal document by Pina Bausch (1987)

Duration / Durata: 45:57 minutes

Durante le riprese del suo film Die Klage der Kaiserin Pina Bausch venne informata che la ballerina protagonista, che interpretava il ruolo della Prescelta in Le Sacre du printemps, si era ammalata. Lo spettacolo era in programma per la sera successiva, così Pina Bausch sospese le riprese e organizzò immediatamente una prova per preparare Kyomi Ichida al ruolo. Anche alcuni membri della troupe cinematografica si recarono nella sala prove. Cogliendo l’occasione, iniziarono a filmare la prova, che era già in corso. Pina Bausch guidò Kyomi Ichida attraverso la coreografia passo dopo passo, movimento dopo movimento, ripercorrendo le diverse fasi di quella che è la scena chiave dell’opera. L’atmosfera di quiete e concentrazione in cui si svolge la prova è ammirevole, e la bellezza e l’originalità delle idee coreografiche che vengono in mente a Pina Bausch sono espresse con straordinaria chiarezza.

With / Con
Pina Bausch
Kyomi Ichida

Lutz Förster
Claudia Irman
Hans Pop

–––––––––––––––––––––––––––––––––––

Camera / Riprese: Detlef Erler

Sound /Suono: Michael Felber

Collaboration / Collaborazione: Jan Minarik

Production secretary / Segretaria di produzione: Angelika Kaczmarek

Editing and production / Montaggio e produzione: Herbert Rach

Production director / Direttore di produzione: Rudolf Rach

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With an excerpt from the piece / Con un estratto dallo spettacolo: Le Sacre du printemps

with / con: Tanztheater Wuppertal Pina Bausch
on 7 January 1987 at the Opernhaus Wuppertal / il 7 gennaio 1987 all’Opernhaus Wuppertal

Performance rights / Diritti di rappresentazione: Pina Bausch Foundation
represented by / rappresentata da: Verlag der Autoren

Music / Musica: Igor Stravinsky

Choreography / Coreografia: Pina Bausch

Collaboration / Collaborazione: Hans Pop

Set and costume design / Scenografia e costumi: Rolf Borzik

The Rite of Spring / Le sacre du printemps (1947 version)
written by / scritta da Igor Fedorovich Stravinsky
performed by / eseguita da Pierre Boulez (
and The Cleveland Orchestra)

℗ 1970 Sony Music Entertainment

Courtesy of / Per gentile concessione di Sony Music Entertainment Germany GmbH
© Copyright 1912, 1921 By Hawkes & Son (London) Ltd.

With kind permission of / Per gentile concessione di Boosey & Hawkes Bote & Bock GmbH, Berlin

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The release of this film was funded by / La realizzazione di questo film è stata finanziata da:

Kunststiftung Nordrhein-Westfalen

Kulturstiftung der Länder

Ministerium für Kultur und Wissenschaft des Landes Nordrhein-Westfalen

Ministry of Culture and Science of the State of North Rhine-Westphalia

Ministero della Cultura e della Scienza del Land Renania Settentrionale-Vestfalia

Beauftragter der Bundesregierung für Kultur und Medien

Federal Government Commissioner for Culture and the Media

Incaricato del Governo federale per la Cultura e i Media

Stadtsparkasse Wuppertal

© L’Arche Editeur, 1992

© Pina Bausch Foundation, 2024


PINA BAUSCH FOUNDATION

La Pina Bausch Foundation plasma il futuro dell’eredità artistica di Pina Bausch. Il figlio di Pina Bausch, Salomon Bausch, ha istituito questa fondazione senza scopo di lucro nel 2009 poco dopo la sua scomparsa.  Grazie alla diffusione e alla messa in scena delle sue opere, il lavoro di Pina Bausch rimane accessibile e può essere apprezzato in tutto il mondo. Parte del vasto archivio della Fondazione, che comprende foto, registrazioni video e materiali relativi alla creazione delle opere, è liberamente accessibile sul sito pinabausch.org.

Michele Olivieri

Foto di Rolf Borzik © Pina Bausch Foundation

www.giornaledelladanza.com

©️ Riproduzione riservata

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