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La danza che muove, ad Arezzo sei spettacoli per raccontare il corpo e le emozioni

Dal 15 novembre all’11 aprile, al Teatro Mecenate torna la rassegna curata da Sosta Palmizi. In programma sei appuntamenti di danza contemporanea, affiancati da masterclass gratuite, incontri con gli artisti e laboratori dedicati a tutte le generazioni.

La danza come strumento di conoscenza, relazione e scoperta, capace di dare voce alle emozioni, attraversare le differenze e aprire nuovi sguardi sul mondo. È questa la visione che anima La danza che muove, la rassegna di danza contemporanea che torna al Teatro Mecenate di Arezzo da novembre ad aprile, con sei spettacoli in programma la domenica alle ore 17. Un percorso pensato per accompagnare spettatori di tutte le età, dall’infanzia all’età adulta, attraverso linguaggi coreografici differenti, in cui il corpo diventa veicolo di storie, riflessioni e possibilità espressive.

Curata da Sosta Palmizi, la manifestazione rinnova la propria attenzione verso le nuove generazioni e la formazione del pubblico, affiancando agli appuntamenti teatrali un articolato programma di attività collaterali: masterclass gratuite, laboratori, letture per l’infanzia e incontri con artiste e artisti. Un progetto che invita a vivere la danza non soltanto come spettacolo, ma come esperienza condivisa, capace di generare dialogo dentro e fuori dal teatro.

Ad aprire la rassegna, domenica 15 novembre, sarà Valentina Dal Mas con Ho un pezzettino in gola, spettacolo rivolto a bambine e bambini dai sei anni. Attraverso il movimento e la voce, l’autrice e interprete racconta la storia di Rosalinda e del suo percorso di crescita, tra emozioni difficili da esprimere e il desiderio di trovare un equilibrio tra il mondo interiore e ciò che si mostra agli altri. Quel «pezzettino in gola» diventa così l’immagine di tutto ciò che rimane sospeso, inespresso, lungo il cammino verso la consapevolezza di sé. Un lavoro delicato, capace di parlare ai più piccoli senza rinunciare a coinvolgere il pubblico adulto. Sono previste repliche mattutine per le scuole primarie lunedì 16 novembre.

Il 13 dicembre sarà la volta di HIT, creazione del collettivo Parini Secondo, in collaborazione con il musicista Bienoise, alias Alberto Ricca. Al centro della performance c’è il salto della corda, pratica quotidiana di allenamento che si trasforma in dispositivo coreografico e musicale. Le quattro autrici e interpreti Sissj Bassani, Camilla Neri, Martina Piazzi e Francesca Pizzagalli esplorano le possibilità ritmiche e timbriche della corda, costruendo una partitura fisica di precisione e resistenza. Il gesto atletico si emancipa dalla sua funzione originaria per diventare azione performativa, in un crescendo sonoro e visivo che assume anche il significato di una ribellione contro tutto ciò che vorrebbe immobilizzare il corpo.

Il 24 gennaio tornerà ad Arezzo Zaches Teatro, compagnia toscana riconosciuta anche in ambito internazionale, con Cappuccetto Rosso, spettacolo consigliato dai cinque anni. La celebre fiaba viene riletta attraverso la combinazione di danza, teatro di figura e musica originale composta da Stefano Ciardi. Il bosco si trasforma in uno spazio enigmatico, luogo di scoperta e trasgressione, dove la paura diventa parte integrante del processo di crescita. Una narrazione che supera i confini del pubblico infantile per interrogare spettatori di diverse generazioni sul coraggio di affrontare ciò che non si conosce. Anche in questo caso sono previste repliche mattutine per le scuole.

Il 21 febbraio la scena sarà affidata a Cristina Kristal Rizzo e Diana Anselmo, artista visivo e performer sordo, con Monumentum DA. La performance pone al centro la Lingua dei Segni Italiana (LIS), mettendo in discussione una concezione della comunicazione tradizionalmente fondata sulla centralità della parola parlata. Il corpo diventa spazio di articolazione di una lingua visiva e gestuale, capace di ampliare le possibilità espressive e di ridefinire le modalità dell’incontro. Il lavoro nasce con una particolare attenzione all’accessibilità, offrendo anche al pubblico sordo la possibilità di fruire pienamente dell’esperienza scenica. La diversità si afferma così non come limite, ma come risorsa per immaginare nuove forme di relazione.

Il 14 marzo Alessandro Marzotto Levy presenterà TONY, assolo sostenuto da Sosta Palmizi e rivolto a un pubblico dai tredici anni. Attraverso la danza e la parola, l’artista costruisce un racconto di formazione che affronta questioni urgenti del presente: il diritto di esprimere la propria identità, la marginalizzazione di chi viene percepito come diverso e la necessità di prendersi cura di un pianeta ferito. Con uno sguardo che alterna intimità e ironia, lo spettacolo dà spazio alle storie che faticano a essere ascoltate, trasformando l’esperienza individuale in una possibile voce collettiva.

A chiudere il programma, l’11 aprile, sarà TUBI di Gaia Gonnelli, autrice e coreografa italiana residente nei Paesi Bassi, dove dirige la compagnia Dadodans. Il lavoro, trasposizione dello spettacolo olandese Kokers, nasce dalla collaborazione artistica con Giorgio Rossi ed è dedicato ai bambini dai tre anni. In scena, le danzatrici Chiara Casiraghi, Alessandra Rossi ed Elisa Spina esplorano le possibilità creative di semplici tubi di cartone, costruendo e trasformando continuamente mondi immaginari. Tra equilibri, forme e giochi di composizione, gli oggetti diventano strumenti di scoperta e invenzione, in una performance che mette al centro la curiosità e la forza creativa del movimento. Sono previste repliche mattutine per le scuole dell’infanzia il 12 aprile.

Accanto agli spettacoli, La danza che muove conferma la propria vocazione partecipativa attraverso un programma di iniziative che coinvolge pubblici, scuole e realtà culturali del territorio. Al termine di ogni rappresentazione, il dialogo con le artiste e gli artisti offrirà l’occasione di approfondire i processi creativi e le poetiche dei lavori presentati. Il sabato precedente gli appuntamenti teatrali, sei masterclass gratuite, ospitate negli spazi di La Piccola Étoile, Semillita Atelier e Spazio Seme, permetteranno alla cittadinanza di avvicinarsi alla danza attraverso laboratori rivolti a bambini, adulti e gruppi intergenerazionali.

Prosegue inoltre la collaborazione con La Casa sull’Albero, con letture per l’infanzia che metteranno in relazione letteratura e movimento, mentre le scuole saranno coinvolte sia attraverso le matinée sia con percorsi formativi destinati all’Istituto Comprensivo Severi, nell’ambito del progetto Quello che ci muove, e al Liceo Piero della Francesca.

Realizzata con il contributo del Ministero della Cultura, della Regione Toscana, del Comune di Arezzo, della Fondazione CR Firenze e della Fondazione Guido d’Arezzo, con il sostegno di Unicoop Firenze, la rassegna si conferma un progetto che intreccia produzione artistica, educazione e partecipazione. Sei spettacoli, sei prospettive sul corpo e sulle sue possibilità, per ribadire il valore della danza come linguaggio capace di avvicinare le persone, dare forma a ciò che spesso resta inespresso e costruire nuove occasioni di ascolto.

 

Sara Zuccari 

Foto di Lorenza Daverio

www.giornaledelladanza.com

© Riproduzione riservata

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