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A Lausanne le nuove stelle della danza del domani [Recensione]

Il “Prix de Lausanne” diretto da Kathryn Bradney (già prima ballerina, insegnante e maestra di ballo per il “Béjart Ballet Lausanne”) segue lo sviluppo dei futuri talenti della danza durante tutto l’anno mediante varie attività che culminano nel concorso di balletto classico più prestigioso. Sul grande palcoscenico svizzero sono sfilati i candidati che in qualche modo sono risultati già tutti vincitori. La prima edizione si svolse nel 1973 e da allora è un appuntamento di rilievo nell’individuare, promuovere e aiutare i migliori giovani talenti della danza in tutto il mondo. Quest’anno, le sessioni giornaliere – quasi sette ore quotidiane in diretta – e le selezioni sono state viste più di 375.000 volte su ARTE Concert, YouTube, Facebook e sul sito web del “Prix”. Per la prima volta le selezioni e le finali sono state trasmesse in streaming anche in Cina e commentate da Zhiyao Zhang (vincitore del Prix de Lausanne nel 2011).

86 degli 88 candidati inizialmente selezionati hanno partecipato alla competizione e 20 di loro hanno raggiunto la finale che si è svolta sabato 3 febbraio davanti al tutto esaurito del Teatro Beaulieu, e ben appunto in diretta streaming. Al termine delle finali la giuria ha selezionato 9 vincitori meritevoli dei premi in palio. Grazie alle borse di studio ricevute, queste stelle del domani avranno l’opportunità di entrare in una delle prestigiose accademie e compagnie partner del “Prix de Lausanne”. La Giuria per la selezione dei video ha visionato e valutato i video di 425 candidati (333 ragazze e 92 ragazzi) provenienti da 43 paesi diversi. Attraverso questo processo sono stati ammessi un totale di 81 ballerini, mentre 7 erano già stati pre-selezionati (3 grazie alla sessione Latinoamericana a Córdoba in Argentina, e 4 durante il Summer Intensive). In totale, ben appunto 88 ballerini (44 ragazze e 44 ragazzi) provenienti da 19 differenti paesi.

A vincere la 52esima edizione è stato il candidato più giovane, lo straordinario quindicenne brasiliano João Pedro Dos Santos Silva, allievo di “Dança Basileu França” in Brasile, decretato dall’autorevole giuria composta da personalità di fama mondiale (a cui tutta la redazione del Giornale della Danza si unisce nelle felicitazioni). A presiedere la commissione Dame Darcey Bussell (Presidente della Royal Academy of Dance e vincitrice del Prix nel 1986), a seguire il vice presidente Federico Bonelli (attuale Direttore Artistico del Northern Ballet, vincitore del Prix nel 1996), Edson Barbosa (coreografo e artista della compagnia The Joffrey Ballet, vincitore del Prix nel 2012), Sarah-Jane Brodbeck (ex solista allo Zürich Ballet e allo Staatsballett Berlin, vincitrice del Prix nel 2003), Tracy Inman (Direttore di The Ailey School Horton Pedagogy e Co-direttore di The Ailey School), Sue Jin Kang (Direttrice artistica del Korean National Ballet, vincitrice del Prix nel 1985), Rainer Krenstetter (Direttore artistico della compagnia “Unblanche” e Direttore artistico associato della “Margot Fonteyn Academy of Ballet”, vincitore del Prix nel 1999), Aki Saito (Professoressa alla Royal Ballet School of Antwerp, vincitrice del Prix nel 1991), Yohan Stegli (Vice Direttore Artistico e Amministratore Delegato del National Youth Ballet of Germany, vincitore del Prix nel 1998).

La competizione si è aperta, come da tradizione, con la presentazione delle variazioni di classico per i venti finalisti. A dare il via alla sfilata la delicata Wongyeom Lee, 16 anni della Corea del Sud con “The Awakening of Flora” su musica di Riccardo Drigo, coreografia di Marius Petipa e Lev Ivanov (allieva di “Sunhwa Arts High School”); a seguire colui che è risultato il vincitore, João Pedro Dos Santos Silva con “Harlequinade” di Petipa/Ivanov; poi è stata la volta della soave Nali Dobrin, 15 anni dalla Romania, con “The Talisman” su musica di Drigo, coreografia di Petipa (allieva di “Floria Capsali”); il sedicenne Léo Weber dalla Francia si è esibito con vigore ne “La fille mal gardée” su musica di Louis Joseph Ferdinand Hérold nella coreografia di Alexander Gorsky (allievo del “Conservatoire National Supérieur de Musique et de Danse de Paris”); dalla Corea del Sud con la variazione di Cupido dal “Don Chisciotte” si è esibita l’elegante Park E-Eun di 16 anni, musica di Léon Minkus, coreografia di Marius Petipa (allieva di “Seoul Arts High School”); a seguire il travolgente Toshida Taichi, 15 anni dal Giappone con “La fille mal gardée” su musica di Louis Joseph Ferdinand Hérold nella coreografia di Alexander Gorsky (allievo di “Architanz Training Program” a Tokyo); dagli Stati Uniti l’effervescente diciassettenne Natalie Steele ha danzato la variazione di Aurora dalla “Bella Addormentata” di Pëtr Il’ič Čajkovskij, coreografia di Marius Petipa (allieva della “Jacqueline Kennedy Onassis School”); per il Portogallo è salito in palcoscenico il favorito Martinho Lima Santos, 17 anni, con “Le Corsaire” su musica di Adolph Adam, coreografia di Joseph Mazilier e Marius Petipa (allievo dell’Académie de Danse Princesse Grace di Montecarlo); ancora dagli Stati Uniti la deliziosa quindicenne Crystal Huang ha presentato la variazione di Gulnara da “Le Corsaire” su musica di Adolph Adam, coreografia di Joseph Mazilier e Marius Petipa (allieva sia alla “Bayer Ballet Academy” in California che al “Rock Center for Dance” di Las Vegas); il diciottenne prestante Takafumi Hori dal Giappone si è esibito nel “Grand Pas Classique” su musica di Daniel François Auber, coreografia di Victor Gsovsky (allievo della “Zurich Dance Academy”); dalla Corea del Sud la svettante diciottenne Yujeong Kang si è esibita nella variazione di Gamzatti da “La Bayadère”, musica di Léon Minkus, coreografia di Marius Petipa (allieva di “Sunhwa Arts High School”); il prestante sedicenne Desihan Zhang dalla Cina ha danzato la variazione di Franz dalla “Coppélia” di Léo Delibes e Arthur Saint-Léon (allievo della “Liaoning Ballet School”); dall’Australia la convincente diciassettenne Ruby Day ha offerto la variazione di Medora da “Le Corsaire” di Adam/Mazilier/Petipa (allieva della “Queensland Ballet Academy”); dalla Francia il raffinato diciottenne Julian Fedele-Malard ha presentato il “Grand Pas Variation” da “Paquita” di Minkus-Petipa (allievo dell’Académie de Danse Princesse Grace a Montecarlo); dalla Corea del Sud l’aggraziata diciassettenne Jioh Kim ha danzato nella variazione da “Coppélia” di Delibes/Saint-Léon (allieva di “Seoul Arts High School”); dall’Italia il carismatico diciasettenne Giuseppe Schillaci ha danzato il ruolo di James ne “La Sylphide” di Lovenskjold-Bournonville (allievo dell’Accademia di danza di Zurigo); dal Giappone Airi Kobayashi, 18 anni, si è esibita con naturalezza in “Raymonda” di Glazunov-Petipa (allieva di “Deparc Ballet School” in Giappone); dall’Australia ha danzato l’energico diciassettenne Jenson Blight con “The Talisman” di Drigo-Petipa (allievo della “Queensland Ballet Academy” in Australia); per l’Argentina si è ammirata l’irresistibile Paloma Vidart Livellara, 18 anni, con “La Bayadère” di Minkus-Petipa (allieva dell’Académie de Danse Princess Grace di Montecarlo); e infine il diciassettenne Carson Willey dagli Stati Uniti ha presentato con temperamento la variazione del principe Désiré dalla “Bella Addormentata” di Čajkovskij-Petipa (allievo di “The Rock School for Dance Education”).

A seguire le variazioni di contemporaneo per cui i candidati hanno potuto scegliere tra una selezione di assoli firmati da Jorma Elo (scelto dal vincitore con “Plan a B” dove una danza gioiosa e intensa ha restituito movimenti concisi, sicuri e taglienti), Christopher Wheeldon e Cathy Marston, senza tralasciare le variazioni coreografate dai vincitori del “Premio Young Creation 2023” del Prix: “Tout va bien?”, di Elena Dombrowski e “Do You Care?” di Aleisha Walker.

Nell’attesa delle votazioni sono andati in scena alcuni momenti preziosi, tra cui la consegna del Premio alla Carriera ad Alessandra Ferri (prossima direttrice del Wiener Staatsballett) già vincitrice del “Prix de Lausanne” nel 1980. La grande artista presente in palcoscenico ha ascoltato le motivazioni dell’assegnazione, ha ringraziato con un breve discorso, e alcune delle sue più ammirate esibizioni firmate dai più grandi coreografi e compagnie di balletto sono state mostrate sul grande schermo a testimonianza della sua abilità artistica, del suo innato talento e della incredibile dedizione. Descritta dal “New York Times” come “una delle più grandi ballerine drammatiche di tutti i tempi”, la milanese Alessandra Ferri si è formata prima alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala e successivamente alla Royal Ballet School, rappresentando l’istituzione britannica e vincendo ben appunto il “Prix de Lausanne”. Successivamente si è unita al Royal Ballet, diventando prima ballerina a diciannove anni. Fin dall’inizio della sua carriera, alla Ferri sono stati affidati i più grandi ruoli del repertorio, che ha interpretato con una forza espressiva presto riconosciuta a livello internazionale. Ha lavorato con numerose figure leggendarie, tra cui Sir Kenneth MacMillan, che ha creato per lei nuovi balletti, e Mikhail Baryshnikov, che le ha offerto la possibilità di unirsi all’American Ballet Theatre come prima ballerina all’età di ventidue anni, e con il quale ha condiviso buona parte della carriera. Tra i suoi partner artistici si ricordano Wayne Eagling, David Wall, Anthony Dowell, Rudolf Nureyev e Julio Bocca. Nel 1989 la Ferri inizia anche una lunga collaborazione artistica con Roland Petit, danzando nei suoi balletti sulla ribalte più prestigiose. Nel 1992 diventa artista ospite stabile del Teatro alla Scala. Il celebre teatro milanese la nominò Prima Ballerina Assoluta con lo storico titolo ideato da Marius Petipa nel 1894. Tra il 2008 e il 2014 la Ferri ha diretto la sezione danza dello “Spoleto Festival”. Più recentemente, Wayne McGregor ha creato per lei il ruolo di Virginia Woolf in “Woolf Works” e Martha Clarke il ruolo di Lea in “Cheri”. Ha inoltre intensificato la sua collaborazione di lunga data con John Neumeier, che ha creato per lei “Duse” nel 2016. Ha inoltre prodotto e ballato le sue produzioni, in particolare “L’Heure Exquise” di Maurice Béjart. Negli ultimi anni si è dedicata con passione anche all’insegnamento dei principal. Nel 2023 è stata nominata prossima direttrice del Wiener Staatsballett. La Ferri è vincitrice di due Laurence Olivier Awards, del Prix Benois de la Danse, ed è stata insignita del titolo di Cavaliere della Repubblica Italiana dal Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi nel 2006.


Gli ospiti d’onore
Madison Young e Julian MacKay hanno danzato nel pas de deux da “Le Parc” di Angelin Preljocaj (coach Laurent Hilaire) celebre e amata coreografia del 1994 nata per la compagnia dell’Opéra di Parigi su musica di Wolfgang Amadeus Mozart. Ambientato nel mondo aristocratico francese, affronta il tema dell’innamoramento e dei codici della seduzione. I due straordinari ballerini si sono contraddistinti da veri fuoriclasse con il bacio più avvolgente della storia della danza contemporanea in un tripudio di bellezza e poesia. A seguire le due star della danza (entrambi Principal Dancer al Bavarian State Ballet) sono ritornati in palcoscenico con il “grand pas de deux” di Kitri e Basilio dal “Don Chisciotte” surriscaldando la platea in una ovazione rivolta agli irresistibili virtuosismi e alla ferrea tecnica accademica.


Prima del risultato finale il Direttore del “Semperoper Ballett”
Kinsun Chan ha messo in scena il suo nuovo pezzo creato per il “Choreographic Project” con venticinque giovani portati in luce dalla suggestiva teatralità della creazione e dal loro potenziale artistico che ha riscosso unanimi consensi e applausi.

Giunti al momento dell’attesissima proclamazione i risultati sono stati i seguenti:


Vincitore del Prix de Lausanne 2024, Premio del Pubblico Web:
João Pedro Dos Santos Silva (numero di gara 201) – Bourse Jeune Espoir


Seconda borsa di studio, Premio Contemporaneo:
Martinho Oliveira de Lima e Santos (numero di gara 415)  Caris Foundation


Terza borsa di studio, Premio personalità artistica, Premio del pubblico:
Paloma Livellara Vidart (numero di gara 317) Bourse Jeune Étoile


Quarta borsa di studio, Premio interpretazione contemporanea:
Crystal Huang (numero di gara 106) OAK Foundation


Quinta borsa di studio:
Airi Kobayashi (numero di gara 315) Fondation Coromandel


Sesta borsa di studio:
Jenson Blight (numero di garea 411) Bourse Astarte


Settima borsa di studio:
Juliann Fedele-Malard (numero di gara 417)  Aud Jebsen Scholarship


Ottava borsa di studio:
Natalie Steele (numero di gara 302)  Fondation Maurice Béjart


Nona borsa di studio:
Taichi Toshida (numero di gara 207)  Fondation Damm-Etienne


Premio Young Hopeful:
Ruby Day (numero di gara 313) Rudolf Nureyev Foundation (Best Young Talent Award)


Premio per il miglior candidato svizzero:
Giuseppe Schillaci (numero di gara 407)


Altri premi elargiti:

Beaulieu Award: Paloma Livellara Vidart

Minerva Kunststiftung Contemporary Dance Award: Martinho Lima Santos

Minerva Kunststiftung Contemporary Dance Award: Crystal Huang

Con il supporto de la Fondazione in favore dell’Arte Coreografica e Arte Concert:
* Premio del pubblico Web: João Pedro Dos Santos Silva
* Premio del pubblico: Paloma Livellara Vidart

Premio BOBST SA: i finalisti che non hanno vinto alcuna borsa di studio hanno comunque ricevuto il presente riconoscimento consistente in una somma di 1.000 franchi svizzeri.

Oggi, dopo 50 edizioni, il “Prix de Lausanne” si è confermato il concorso più completo grazie alla Fondazione che lo sostiene e lo organizza, rivelandosi un fondamentale ente di beneficenza. Il Prix come sempre ha permessoe ai giovani partecipanti di vivere un’esperienza unica che li aiuterà nel corso della formazione e della carriera grazie ad una vasta rete di partner che puntano all’eccellenza coreutica.

L’edizione 2024 ha confermato la consapevolezza della sua missione grazie ad un programma ricco e stimolante, non solo per il futuro delle giovani étoile ma anche in termini di storia e cultura. La competizione è un luogo di tradizioni vive, una eccellenza nelle grandi opportunità creative ed esecutive. Il Prix rivolge costantemente il proprio sguardo al futuro, impegnandosi ad espandere la “missione” in ogni parte del globo, scovando nuovi talenti, supportando i ballerini e rivelando loro nuove opportunità professionali.

 

Congratulazioni vivissime a tutti i partecipanti con i migliori auspici di buona vita e buona danza!

 

Michele Olivieri

Foto di Gregory Batardon

www.giornaledelladanza.com

 

 

 

 

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