
C’è un momento, nella storia della danza, in cui il corpo diventa memoria e il movimento si fa linguaggio universale.
È il XIX secolo, epoca fondatrice del balletto classico, quando le grandi scene europee hanno dato forma a un ideale di bellezza destinato a superare i secoli.
Tornare oggi a quelle coreografie significa riaprire un dialogo con le origini, restituendo al presente un patrimonio fatto di eleganza, rigore e sogno.
Venerdì 30 gennaio 2026, alle ore 19.30, la Seine Musicale di Boulogne-Billancourt a Parigi ospiterà Les Beautés de la danse, una serata concepita come un vero e proprio viaggio nel cuore dell’Ottocento coreografico. Un omaggio alla giovinezza eterna del balletto ottocentesco.
In programma, una selezione raffinata di estratti celebri e rarità preziose che riportano in vita le opere di Auguste Bournonville, Marius Petipa, Arthur Saint-Léon, Marie Taglioni e Joseph Mazilier, figure fondamentali nella costruzione del linguaggio classico.
Particolarmente significativo è il lavoro di ricostruzione affidato a Pierre Lacotte per le coreografie di Taglioni e Mazilier: un gesto di profonda responsabilità storica che consente a questo repertorio fragile e prezioso di tornare a respirare sulla scena, non come semplice testimonianza museale, ma come materia viva.
A incarnare questo patrimonio sono giovani solisti provenienti dalle più prestigiose compagnie europee, scelti per la loro eccellenza tecnica e per la capacità di restituire lo stile e lo spirito di un’epoca.
Dall’Opéra di Parigi arrivano Ines McIntosh, Hohyun Kang, Clara Mousseigne, Francesco Mura, Lorenzo Lelli e Shale Wagman.
Il Royal Ballet di Londra è rappresentato da Viola Pantuso e Marco Masciari, mentre dal Teatro alla Scala di Milano giungono Agnese Di Clemente, Linda Giubelli, Navrin Turnbull ed Edward Cooper.
In questo incontro tra giovinezza e tradizione, la danza rivela la sua natura più profonda: un’arte che attraversa il tempo senza mai perdere la propria forza.
Ogni passo, ogni equilibrio, ogni slancio racconta come il balletto classico, pur fondato su codici rigorosi, resti un linguaggio vivo, capace di rinnovarsi attraverso i corpi che lo interpretano.
Lo spettacolo si rivolge agli appassionati più attenti, a coloro che riconoscono nel dettaglio tecnico la traccia di una storia secolare, ma anche alle famiglie e ai più giovani, per i quali questa serata può diventare una prima, indimenticabile scoperta.
Perché la danza, quando nasce dalla tradizione e guarda al futuro, non è mai un ricordo: è una promessa che continua a compiersi sul palcoscenico.
Michele Olivieri
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