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La Biennale di Venezia: 19. Festival Internazionale di Danza Contemporanea

Biennale-Danza

Guarda lontano per immaginare il futuro attraverso la potenza generativa dell’arte Myth Makers/Creatori di miti, tema del 19. Festival Internazionale di Danza Contemporanea che si svolgerà a Venezia dal 17 luglio al 2 agosto 2025 sotto la direzione del coreografo britannico Sir Wayne McGregor. I miti hanno svolto un ruolo cruciale nel corso della storia – scrive McGregor introducendo il tema – fornendo un quadro di riferimento per comprendere l’esistenza, la moralità e il cosmo.

Ci aiutano a esprimere le nostre paure, le nostre aspirazioni e i misteri della vita. Man mano che le società si evolvono, si evolvono anche i loro miti. In tempi di disordini o di transizione, quando le convinzioni e le strutture tradizionali iniziano a crollare, l’umanità spesso cerca nuove narrazioni per far fronte all’incertezza e ispirare speranza. Questi nuovi miti possono emergere da varie fonti: scienza, filosofia, esperienze collettive condivise tra le comunità e, soprattutto, dal vibrante campo dell’arte.

Attraverso la loro inspiegabile ricerca creativa – prosegue McGregor – gli artisti sono sempre stati i creatori di miti del proprio tempo, ed è attraverso la loro eredità che ci addentriamo nelle profondità del loro/nostro io interiore, articolando verità universali che risuonano attraverso i tempi e le culture. Il 19. Festival Internazionale di Danza Contemporanea nelle sue diverse articolazioni – spettacoli dal vivo, arte e tecnologia, installazioni, Biennale College, workshop e conversazioni – presenterà tutte novità: 8 prime mondiali, 7 europee, 5 italiane. Oltre 160 gli artisti coinvolti per 75 aperture al pubblico nell’arco di 17 giorni.

In questi anni, soprattutto, sotto la direzione di Wayne McGregor, la Biennale Danza ha sviluppato e consolidato una rete che investe sulla creatività del futuro con le sue voci più innovative attraverso bandi, residenze, co-commissioni, coproduzioni. 361 sono le proposte di nuove coreografie arrivate per i due bandi nazionale e internazionale lanciati lo scorso anno; mentre sono 393 le candidature giunte da oltre 40 Paesi del mondo per partecipare alla residenza di Biennale College Danzatori e Coreografi 2025.

Quest’anno i due vincitori dei bandi nazionale e internazionale per nuove coreografie che debutteranno sul palcoscenico del Festival in prima assoluta sono Bullyache, il duo composto da Courtney Garratt e Jacob Samuel, con A Good Man is Hard to Find, e il Nuovo Balletto di Toscana con Sisifo felice del neo direttore artistico Philippe Kratz, che lo firma insieme al coreografo Pablo Girolami.

I 16 danzatori e i 2 coreografi che a breve saranno selezionati per il programma intensivo teorico-pratico di Biennale College – frequentando corsi, workshop e, soprattutto, creando nuove opere – saranno impegnati nei mesi di maggio, giugno, luglio in due focus che vedranno il loro esito finale all’interno del Festival. Il primo focus è un progetto site specific senza precedenti, The Herds, che verrà presentato in anteprima di festival (17 giugno).

I danzatori e i coreografi del College collaboreranno a The Herds, un atto di arte pubblica e di azione per il clima su vasta scala per sollevare l’attenzione del mondo intero. Da aprile ad agosto 2025, mandrie di animali a grandezza naturale invaderanno i centri urbani – da Kinshasa fino all’estremo lembo della Norvegia – lungo un percorso di 20.000 km, a simboleggiare la loro fuga dal disastro climatico che ha distrutto il loro habitat. Biennale College Danza incontrerà The Herds a Venezia, e, per l’occasione, la star dell’hip-hop Anthony Matsena creerà un inedito intervento coreografico.

Il secondo focus ha al centro Sasha Waltz, autrice dal personalissimo immaginario coreografico, capace, con la sua danza, di illuminare la struttura della musica rendendola sotto una nuova luce. I giovani artisti del College lavoreranno con Sasha Waltz e il suo team allo studio e al riallestimento di In C di Terry Riley. Inoltre, l’esperienza dei giovani artisti selezionati si intreccerà e alimenterà attorno alla realizzazione dei due progetti coreografici inediti vincitori di Biennale College, interpretati dai danzatori stessi.

Anche quest’anno, la Biennale Danza co-commissiona, coproduce e presenta i nuovi lavori dei coreografi premiati con il Leone d’argento nelle edizioni precedenti. Per il 2025 è la volta di Tao Ye e Duan Ni che presenteranno in prima europea la danza pura di 16 e 17, due nuovi lavori che continuano la Serie numerica, il loro codice espressivo e anche un sigillo.

Alcuni fra i nomi di punta della coreografia internazionale saranno a Venezia con nuove creazioni in co-commissione e coproduzione con la Biennale e altri importanti enti e festival.  Marcos Morau con il suo collettivo pluridisciplinare fondato vent’anni fa, La Veronal, presenterà in prima assoluta La Mort i la Primavera, ispirato al mito universale della morte e della rinascita e all’opera postuma di Mercè Rodoreda.

Tânia Carvalho, fra le nuove voci della danza portoghese affermate a livello internazionale, riserverà alla Biennale Danza un assolo in prima assoluta, Ventre do Vulcão. Un lavoro che fonde la precisione classica della sua formazione con il movimento espressivo e caotico, rispecchiando l’imprevedibilità della vita. Del collettivo Kor’sia, fondato a Madrid dai danzatori e coreografi Antonio de Rosa e Mattia Russo – entrambi diplomati al Teatro La Scala di Milano, la Biennale Danza presenta in prima italiana Simulacro, subito dopo il debutto a Madrid. Attraverso una combinazione di linguaggi artistici e tecnologie avanzate, la performance offre un’esperienza immersiva e interdisciplinare che amplifica l’interazione tra realtà e virtualità.

Sarà in prima per l’Italia anche Friends of Forsythe, che vede William Forsythe in collaborazione con Rauf “RubberLegz” Yasit, Lex Ishimoto, Riley Watts, Brigel Gjoka, and the JA Collective (Aidan Carberry & Jordan Johnson). Friends of Forsythe celebra la diversità delle culture della danza, il potere trasformativo di questa disciplina capace di unire le persone a un livello profondo.

Il Festival presenterà, poi, proposte interculturali, anche di ascendenza storica, con caratteristiche peculiari, tutte novità per l’Italia. Un viaggio nella spiritualità sufi, nel fluire ritmico e denso dei versi islamici, veicolati dalla forma raffinatissima della tradizione kathak con la Akash Odedra Company e il suo Songs of the bulbul. Akasha Odedra, formato agli stili della danza classica indiana kathak e bharatanatyam, è diretto dalla coreografa Rani Khanam, che al kathak ha impresso il suo stile personalissimo infuso della sapienza dei testi sufi, e accompagnato dalle musiche di Rushil Ranjan, che riformula la rapinosità delle sonorità sufi con ricche partiture orchestrali.

Yoann Bourgeois, coreografo e artista che ha fatto dell’arte della caduta un elemento coreografico, fondendo danza e acrobatica, presenta il suo nuovo lavoro nato in tandem col cantautore canadese Patrick Watson. La bellezza aerea dei movimenti e dei giochi di luce è accompagnata dalla fragilità e dalle sfumature della musica popolare canadese. Virginie Brunelle, violinista e poi coreografa, presenta Fables, tre tableaux incarnati dai dieci danzatori della sua compagnia insieme al pianista Laurier Rajotte. Ispirato al Monte Verità, che a inizio ‘900 divenne culla di una famosa comunità di artisti, utopisti, rivoluzionari, teosofi, Fables punta i riflettori sui prodromi della liberazione delle donne che rappresentò quella straordinaria esperienza.

Il Festival sarà ancora una volta palcoscenico delle esperienze più sperimentali tra danza, arte e tecnologia.  On the Other Earth che debutta in prima assoluta e resterà visibile per tutta la durata del Festival, è una coproduzione della Biennale di Venezia con Studio Wayne McGregor, Hong Kong Ballet e Future Cinema Systems e vede lo stesso Wayne McGregor al fianco dell’artista Jeffrey Shaw, del film-maker Ravi Deepres e dell’artista delle luci Theresa Baumgartner.

Danza, coreografia, immagini digitali, rilevamento multimodale, intelligenza artificiale e suono spazializzato convergono in questa installazione immersiva e interattiva che avvolge il pubblico nella nuova installazione nVis, il primo schermo cinematografico al mondo con tecnologia sensoriale a 360 gradi. Un modo inaspettato e unico di esperire la danza.

Anche Chunky Move, compagnia australiana diretta da Antony Hamilton, ha fatto conoscere la magia degli algoritmi con spettacoli in perfetta alchimia tra performance, arte visiva, sound elettronico, installazione. A Venezia presenta in prima europea U>N>I>T>E>D, ambientato in un’era digitale post industriale, con sei straordinari danzatori-cyborg, armati di esoscheletri robotizzati – una “muscolatura artificiale” che ne moltiplica forza, agilità, velocità, grazie all’animatronica più evoluta dei leader globali Creature Technology Co. Un universo fantascientifico e allo stesso tempo barbarico.

La leggendaria coreografa e danzatrice americana Twyla Tharp è il Leone d’oro alla carriera del Festival e inaugura il Festival con l’energia magnetica delle sue coreografie: Slacktide, novità assoluta, presentata accanto alla celebre coreografia del 1998, Diabelli. Un dittico per celebrare i sessant’anni di attività con la sua compagnia, la Twyla Tharp Dance nel Diamond Jubilee Tour. Partita il 26 gennaio da Minneapolis, la tournée sta percorrendo gli Stati Uniti da costa a costa prima di giungere alla Biennale in prima europea.

Esponente di punta della scena sperimentale sudamericana, Carolina Bianchi, destinataria del Leone d’argento, si inserisce nel solco della performance art femminile nelle sue esperienze più estreme e con forti risvolti politici e sociali. Una corrente che da Gina Pane va a Marina Abramovic, Regina José Galindo, Tania Bruguera, Ana Mendieta, e a cui la Bianchi schiude nuove frontiere. Al Festival, Carolina Bianchi presenterà in prima italiana il secondo capitolo della trilogia Cadela Força: The Brotherhood, un lavoro incentrato sulla mascolinità e lo sguardo maschile.

Come ogni anno il festival sarà accompagnato da laboratori per specialisti ma anche aperti a tutti con molte delle compagnie e dei coreografi ospiti. Incontri e conversazioni permetteranno di avvicinare il pubblico agli spettacoli in programma. Infine, una mostra e un libro documenteranno le attività e i protagonisti della Biennale Danza che Indigo Lewis ha catturato in quattro anni di residenza al Festival con scatti intimi e inaspettati, raccogliendo uno straordinario archivio fotografico.

 INFO

www.labiennale.org

Lorena Coppola

Photo Credits: Bernadette-Fink – Studio Aura

www.giornaledelladanza.com

© Riproduzione riservata

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