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Interviste

Nutida 2026 ‒ Marianna Basso: il corpo come spazio di verità e vulnerabilità [INTERVISTA ESCLUSIVA]

Il Festival Nutida si conferma anche quest’anno uno spazio d’elezione per la danza contemporanea d’autore, accogliendo tra i suoi protagonistin Mariana Basso, coreografa, danzatrice e ricercatrice del movimento, capace di trasformare il movimento in un’indagine cruda e profondamente umana. Il lavoro dell’artista si muove sul filo sottile che separa il vissuto dal performativo. Che si tratti di esplorare le turbolenze inebrianti dell’adolescenza, la violenza rivelatoria dell’amore o l’alienazione dello sguardo “diverso”, la sua ricerca coreografica non cerca mai la rassicurazione. Al contrario, ogni sua creazione agisce come uno specchio: costringe il pubblico ad affrontare le proprie contraddizioni, le paure e quella fragilità che, spesso, si cerca di nascondere dietro le maschere della quotidianità. Marianna Basso si distingue nel panorama contemporaneo per una cifra stilistica che fonde introspezione psicologica e vigore fisico. La sua poetica è un invito costante a spogliarsi di ogni orpello, sociale, culturale o emotivo, per arrivare all’essenza del gesto. In questa intervista esclusiva abbiamo approfondito con lei le tematiche e la genesi dei  tre titoli presentati al Festival Nutida 2026: Youth, The King Is Love e Dive Reloaded, lavori che, pur nella loro diversità, condividono la stessa tensione verso un’indagine profonda dell’identità, dell’appartenenza e della condizione umana. ...

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Emma Zani: “Solo sognar ci terrà svegli”, la grammatica onirica di YoY Performing Arts [INTERVISTA ESCLUSIVA]

Nel panorama artistico nazionale, il Festival Nutida si conferma ancora una volta un catalizzatore di visioni audaci e linguaggi performativi contemporanei. In questo contesto di ricerca e sperimentazione ha trovato spazio Solo sognar ci terrà svegli, l’ultima creazione firmata YoY Performing Arts, portata in scena dai danzatori e autori Emma Zani e Roberto Doveri. Lo spettacolo si è inserito nel cartellone del Festival come un’indagine sul confine labile tra onirico e realtà, costruendo un’esperienza immersiva in cui movimento, parola poetica e suggestioni sonore si sono intrecciati in una tessitura unica. Il corpo, al centro della composizione scenica, si è imposto non come mero strumento interpretativo, ma come materia viva, attraversata e trasformata da uno stato di sogno condiviso. In questa intervista esclusiva, Emma Zani ripercorre le traiettorie di questo lavoro, restituendo una lettura interna delle sue geometrie, delle sue tensioni e delle sue risonanze emerse nel dialogo con il pubblico. “Solo sognar ci terrà svegli” è un ossimoro che incrina una logica oppositiva: nel vostro lavoro il sogno è una forma di fuga o un dispositivo di maggiore lucidità percettiva sulla realtà? Per noi il sogno non è una fuga dalla realtà, ma un modo per attraversarla con uno sguardo ...

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Cristina Roggerini e Gaia Mondini – “Contare le lacrime”: la vulnerabilità come gesto creativo

Nell’ambito dell’edizione 2026 del Festival Nutida, Cristina Roggerini e Gaia Mondini presentano Contare le Lacrime, una produzione Stazione Utopia. Lo spettacolo, in scena il 30 giugno 2026, indaga il pianto come esperienza universale, intima e profondamente umana. Storicamente le donne sono state incarnazione di compassione, amore e dolore. A loro è stato affidato il compito di piangere i morti, curare i malati, abitare il silenzio delle lacrime. Un pianto solo apparentemente fragile che, attraversando storia, religione e letteratura, ha inciso profondamente la memoria collettiva. Nel Vangelo le figure femminili sono spesso rappresentate nel pianto: Maria nello Stabat Mater, icona assoluta del dolore materno, e Maddalena, che piange fino a consumarsi. Lacrime sacre, dorate, mai segno di debolezza ma forma preziosa di amore. Attraverso il linguaggio della danza contemporanea, le due artiste trasformano un gesto spesso relegato alla sfera privata in un terreno di ricerca poetica e fisica, interrogandosi sul significato delle emozioni, sulla vulnerabilità e sulla possibilità di condividere ciò che, per sua natura, sfugge a ogni misura. In questa intervista raccontano la genesi del progetto, il dialogo creativo che ha dato forma allo spettacolo e il ruolo che il corpo può assumere nel dare voce a ciò che le ...

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Mateo Mirdita

Festival Nutida 2026 – Mateo Mirdita – “DaDaLove”: Il mantra dell’amore [INTERVISTA ESCLUSIVA]

Tra le voci più interessanti della nuova scena coreografica europea che animano la settima edizione del Festival Nutida si distingue il nome di Mateo Mirdita, giovane autore proveniente dal Ballet Staatstheater Augsburg, la cui ricerca coreografica, attraverso un approccio fisico ed esplosivo, indaga con intelligenza critica le contraddizioni del nostro tempo, mescolando rigore accademico e un lucida, irriverente, originalità. Nel contesto del Giardino del Pomario del Castello dell’Acciaiolo, che fa della ricerca e del sostegno ai talenti emergenti il proprio fulcro, il 1 luglio 2026, Mirdita porterà in scena DaDa Love, un lavoro che invita alla riflessione e alla scoperta.  DaDa Love è un duetto tra due donne che si immerge nell’universo radicale e provocatorio del dadaismo, per interrogare l’amore, il corpo e il linguaggio. Le performer attraversano lo spazio come creature in esplorazione, cigni inquieti e luminosi, che avanzano con curiosità e delicatezza, mappando il palco centimetro per centimetro. Si osservano, si sfiorano, si perdono e si ritrovano, in un rituale fatto di gesti minimi, pudore, attrazione e stupore. Come in una segreta danza di corteggiamento, il movimento si fa via via più intimo, ironico, poetico, e splendidamente privo di logica. Il linguaggio si restringe a un unico suono, ...

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Nutida 2026 ‒ VII edizione: la visione della direttrice artistica junior Jennifer Lavinia Rosati [INTERVISTA ESCLUSIVA]

Il Festival Nutida giunge nel 2026 alla sua settima edizione, trasformando ancora una volta il Giardino del Pomario del Castello dell’Acciaiolo di Scandicci in un crocevia internazionale per la danza contemporanea. Sotto la guida del direttore artistico Saverio Cona, affiancato dal direttore associato Diego Tortelli e dalla direttrice artistica junior Jennifer Lavinia Rosati, il Festival si conferma uno spazio di sperimentazione e ricerca, con un focus privilegiato sui talenti under 25 e under 35. Attraverso un fitto programma di performance immersive, prime nazionali e progetti site-specific, questa edizione intende interrogare il presente riflettendo su temi come identità, memoria e desiderio di connessione. In questa intervista esclusiva Jennifer Lavinia Rosati ci illustra la visione artistica che anima questo progetto e il suo impegno nel sostenere le nuove generazioni di danzatori. Come si articola concretamente il suo lavoro di direttrice artistica junior del Festival Nutida  Nuovə Danzatrici/ori all’interno di un team che vede figure come Saverio Cona e Diego Tortelli? Il mio ruolo si sviluppa all’interno di un dialogo costante con la direzione artistica del Festival e, in particolare, con Saverio Cona, che rappresenta il fulcro di un processo curatoriale costruito nel tempo attraverso una profonda conoscenza del settore e del territorio. ...

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Roberto Lori

Roberto Lori ‒ D.OFF 2026 ‒ Geografie in movimento [INTERVISTA ESCLUSIVA]

Giunto alla sua tredicesima edizione, il Festival “D.OFF – Incontro tra la danza e la città”, promosso dall’Associazione Art Hub, si conferma tra le esperienze più vitali e innovative della scena della danza contemporanea diffusa. Inaugurata il 17 giugno, nell’ambito dell’Estate Fiorentina 2026, e in programma fino al 24 settembre, l’edizione 2026 si articola in un ampio percorso che attraversa cinque regioni italiane, raggiungendo otto comuni italiani e consolidando una progettualità sempre più radicata nei territori e aperta al confronto tra comunità, paesaggi e pratiche artistiche. In un percorso che si snoda da Firenze, nuova e significativa tappa inaugurale, fino a Marche, Friuli-Venezia Giulia, Puglia e Calabria, il Festival amplia ulteriormente una rete culturale che negli anni ha saputo intrecciare geografie, linguaggi e contesti differenti.  Un’espansione che non risponde a una semplice logica di diffusione territoriale, ma a una precisa visione artistica: portare la danza fuori dai suoi spazi convenzionali per attivare nuove letture dei luoghi e delle relazioni che li attraversano. Lo spazio urbano non si configura come semplice sfondo dell’evento performativo, ma come attivatore di relazioni, attraversamenti e trasformazioni, capace di ridefinire le modalità di incontro tra artisti, opere e pubblico. La città diviene così un campo di ...

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Festival Nutida 2026: la direzione e la visione di Diego Tortelli [INTERVISTA ESCLUSIVA]

Dal 18 giugno al 20 luglio 2026, il Pomario del Castello dell’Acciaiolo a Scandicci torna ad accogliere il Festival Nutida Nuovə Danzatrici/ori. Questa edizione segna l’inizio di un capitolo condiviso per la manifestazione: al fianco di Saverio Cona debutta infatti Diego Tortelli, nel ruolo di direttore associato, raccogliendo l’eredità artistica di Cristina Bozzolini. In questa intervista esclusiva, Tortelli delinea una visione curatoriale nata per affiancarsi alla storia del festival, trasformandolo in uno spazio di comunità e autentica relazione. Attraverso un dialogo tra eccellenze italiane e aperture internazionali, la programmazione rimette al centro il corpo, colto nella sua fragilità e nel suo virtuosismo,  e sperimenta nuove geografie performative: dalle performance site-specific all’aperto, fino alle contaminazioni tra rito antropologico e culture del clubbing. Un invito a riscoprire la danza contemporanea come rito necessario di ascolto e presenza.   Quest’anno Lei debutta come direttore associato del Festival “Nutida Nuovə Danzatrici/ori” al fianco di Saverio Cona, raccogliendo l’eredità di una figura storica come Cristina Bozzolini. Qual è l’impronta e la nuova visione curatoriale che ha voluto dare a questa edizione? Prima di tutto credo sia importante riconoscere il lavoro straordinario che Cristina Bozzolini, insieme a Saverio Cona, hanno compiuto nel corso degli anni. Il loro ...

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Intervista esclusiva a Vasily Medvedev e Stanislav Fečo

Il Petipa Award 2025-2026 si è affermato come uno dei riconoscimenti più autorevoli nel panorama internazionale del balletto classico: quale visione ha guidato la sua creazione da parte della Petipa Ballet Association? Vasily Medvedev: La “Petipa Ballet Association” svolge un ruolo importante nella conservazione e nella promozione dell’eredità di Marius Petipa, uno dei più grandi coreografi della storia del balletto. Il nostro obiettivo è proteggere la ricchezza del balletto classico mantenendolo vivo per il pubblico e gli artisti di oggi. Attraverso spettacoli, progetti educativi, collaborazioni con compagnie di balletto ed eventi internazionali, cerchiamo di creare una comprensione più profonda dell’opera di Petipa e della sua influenza sul balletto contemporaneo. Allo stesso tempo, vogliamo ispirare ballerini e coreografi a continuare a sviluppare questa tradizione in modo significativo. Il “Petipa Award” è stato creato non solo per onorare artisti importanti, ma anche per costruire un ponte tra passato e presente — tra patrimonio storico e futuro del balletto. In qualità di fondatori, come definite oggi il concetto di “tradizione vivente” nel linguaggio coreografico contemporaneo? Stanislav Fečo: Una “tradizione vivente” è qualcosa che continua a crescere ed evolversi. Da questa prospettiva, da molti anni teniamo conferenze e masterclass sull’eredità di Marius Petipa, basate ...

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Intervista a Roberta Ferrara: master universitario di Danza Contemporanea

Si apre una fase decisiva per la danza contemporanea in Italia con la nascita del primo Master Universitario in Contemporary Dance Performance validato dalla Northern School of Contemporary Dance. Ideato da Equilibrio Dinamico Ensemble e con sede a Bari, il programma introduce un percorso accademico inedito nel panorama nazionale, coniugando formazione tecnica, residenze internazionali e tournée. Diretto da Roberta Ferrara, il Master si inserisce in un contesto globale in cui la certificazione accademica è sempre più centrale, rafforzando l’offerta formativa italiana e posizionando il Paese come polo attrattivo per giovani danzatori da tutto il mondo. La nascita di questo Master rappresenta una svolta per la danza contemporanea in Italia: qual è stata l’urgenza che ha reso necessario creare un percorso di questo tipo? L’urgenza nasce da un vuoto reale: un percorso universitario professionalizzante dedicato alla Contemporary Dance Performance, capace di unire titolo accademico, pratica quotidiana, creazione e tournée. Tuttavia, non si tratta semplicemente della creazione di un nuovo progetto, ma del consolidamento di un modo chiaro di credere nella didattica, costruito in quindici anni di lavoro sul campo. Questo percorso trova oggi una formalizzazione ufficiale grazie al riconoscimento dell’università britannica, che ne valida e rafforza la struttura con la sua ...

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Intervista a Gianluca Petrucci: “Il Pianista del Balletto” [ESCLUSIVA]

Gianluca Petrucci è un pianista e maestro collaboratore, con oltre trent’anni di esperienza nei più prestigiosi teatri internazionali, tra cui il Teatro alla Scala, l’Arena di Verona e l’Opera di Roma. Riconosciuto come punto di riferimento nell’accompagnamento musicale per il balletto, ha avuto il privilegio di collaborare con artisti di fama mondiale, tra cui Eleonora Abbagnato e Lorca Massine. La sua ricerca artistica ha trovato espressione nella trilogia editoriale Il Pianista del Balletto, un’opera che esplora e codifica il profondo legame tra musica e movimento. Questo lavoro non solo arricchisce la pratica quotidiana in sala, ma rappresenta anche un importante contributo metodologico alla cultura coreutica contemporanea. La Sua carriera nel balletto è iniziata per puro caso nel 1993, quando ha sostituito un collega durante una sessione di esami di danza classica promossa dalla società ISTD. Cosa ha provato in quel primo impatto con la danza e quando ha capito che sarebbe diventata una parte fondamentale della sua identità pianistica? Arrivavo dal concertismo e per me era un’esperienza completamente nuova. Per l’occasione suonavo seguendo gli spartiti specifici della società ISTD, concentrato sulla tecnica e sulla precisione, senza ancora capire quanto la musica dovesse dialogare con il movimento dei danzatori. Solo col ...

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