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Dichiarazioni

Ministro Spadafora: risorse alle ASD e SSD che stanno soffrendo e rischiano di chiudere, forse per sempre

Da Facebook  Ministro Vincenzo Spadafora – mercoledì 24 novembre 2020     Mi vergogno da Ministro per come funzioni la burocrazia nel nostro Paese e per lo stesso fatto di doverlo ammettere. Il decreto Ristori è stato approvato il 29 ottobre e ad oggi le risorse non sono ancora nella disponibilità del Dipartimento per lo Sport affinché possa erogarle alle ASD e SSD che stanno soffrendo e rischiano di chiudere, forse per sempre.   Sollecitiamo ogni giorno burocrati, che evidentemente non avvertono la drammaticità del momento e non sentono il peso delle loro (non) azioni, ad essere celeri negli adempimenti amministrativi che li competono.   Ovviamente non bisogna generalizzare e la critica non è indistintamente per tutti ma di sicuro questi continui ritardi nell’erogazione di misure “emergenziali” sono un pessimo esempio e un pessimo servizio al Paese.   Redazione www.giornaledelladanza.com

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Ancora un duro colpo per le scuole di danza: “No riaperture delle palestre nel prossimo Dpcm”

Vincenzo Spadafora, ministro dello Sport, ha parlato della mancata riapertura delle palestre. Il ministro per le politiche giovanili e lo Sport, Vincenzo Spadafora ospite della puntata di questa sera di “Porta a Porta” su Rai Uno. «Non esistono purtroppo le condizioni sanitarie in questo momento per poter prevedere nel nuovo Decreto del presidente del consiglio dei ministri, quello che entrerà in vigore dopo il 4 dicembre, queste aperture. Capisco che sarà una sofferenza ulteriore per tutto questo mondo, però oggi non esistono le condizioni quindi è bene anche prepararsi. Quasi certamente, direi certamente, al fatto che ci sarà una proroga di queste chiusure. Ovviamente questo vorrà dire che aiuteremo questi settori anche per tutto il tempo ulteriore in cui resteranno chiusi». “Capisco che sarà una sofferenza per tutto questo mondo. Ma è bene anche prepararsi, direi certamente, al fatto che ci sarà una proroga di queste chiusure. Naturalmente questo vorrà dire che aiuteremo questi settori anche per tutto il tempo ulteriore in cui resteranno chiusi. Aiuti anche per i collaboratori sportivi. Abbiamo già dato a queste figure le garanzie che meritano, un bonus per marzo, aprile e maggio di 600 euro al mese e lo stesso abbiamo fatto per il mese ...

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Conte al mondo dello spettacolo: chiusura che ci pesa, speriamo in riaperture a breve

“Tra le scelte più dolorose delle nuove restrizioni per abbassare i contagi da Coronavirus c’è quella relativa al settore dello spettacolo”. così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel corso della sua informativa alla Camera sul nuovo Dpcm. “I protagonisti del mondo dello spettacolo, artisti, musicisti, tecnici, lavoratori, stanno affrontando da molti mesi enormi difficoltà che aggravano una condizione di criticità strutturale. Purtroppo gli stessi protocolli di sicurezza, seppur hanno offerto garanzie, hanno limitato la presenza del pubblico contribuendo a un generale depauperamento del settore”, ha continuato il premier. “Questa scelta ci pesa anche per il significato che la chiusura di questi luoghi implica, per il loro valore sociale e culturale e non solo economico”, ha aggiunto sottolineando poi la tempestività con cui il governo si è attivato con il ‘Decreto Ristori’. Un nuovo decreto da almeno 25 miliardi, la necessità che l’Ue agisca subito, il tributo alle vittime e a chi è in prima linea a combattere, la promessa che «uniti, ne usciremo preso». Nel suo primo intervento alla Camera nell’emergenza coronavirus il premier Giuseppe Conte ribadisce l’opportunità delle misure messe in campo dal governo, avverte l’Europa su un coordinamento indispensabile sul piano economico e sanitario e, replicando agli attacchi delle opposizioni di questi giorni, assicura di ritenere ...

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Luciano Cannito: i teatri non sono luogo di contagio, ma luogo di guarigione [ESCLUSIVA]

I teatri non sono luogo di contagio, ma luogo di guarigione. Guarigione dell’anima e dello spirito, fondamentali quanto il corpo. Praticamente zero casi di contagio da maggio a settembre nei teatri. Tutte le misure di contenimento, sanificazione, messa in sicurezza e distanziamento sociale sono state ottemperate. Nonostante ciò, il teatro, il cinema, la danza, gli spettacoli dal vivo sono stati chiusi, dichiarate “attività non essenziali”. Come è possibile che la vita di qualcuno sia considerata “non essenziale?” Così come le scuole di danza, neppure nominate nell’ultimo DCPM, eppure chiuse, impedendo ai giovani il diritto allo studio, impedendo loro di scegliere cosa fare da grandi. Perché la danza è una disciplina che si studia solo da giovani se si vuole farla diventare la carriera della propria vita. Scuole sanificate, procedure di sicurezza seguite alla lettera, distanziamento rigoroso e disciplinato, termoscanner all’ingresso e monitoraggio personale di tutti gli allievi, sono procedure che neppure la scuola dell’obbligo sta attuando. Nessuno comprende il senso di questa chiusura senza motivazioni e dati scientifici, che sta comportando come unico risultato lasciare che i ragazzi non possono più studiare danza in un luogo sicuro e controllato, e si ritrovino fuori, in giro chissà dove. Luciano Cannito www.giornaledelladanza.com

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Eleonora Abbagnato: Noi non siamo tempo libero. Siamo lavoro e molto di più!

Eleonora Abbagnato: Noi non siamo tempo libero. Siamo lavoro e molto di più! Inizia così l’appello lancianto, dall’étoile e direttore del corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma,  Eleonora Abbagnato su Instagram personale. Parole forti e precise che arrivano al cuore e che dovrebbero arrivare al Governo, perché la situazione è insostenibile, il mondo della danza, del teatro e della cultura sono in ginocchio. Parole che fanno riflettere, tanto e che racchiudono rabbia e dolore, parole  “sacre” per sostenere il diritto di ogni cittadino quello di lavorare. Redazione www.giornaledelladanza.com  

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Carla Fracci e Beppe Menegatti: “Ben vengano regole per danza, ma servono competenze”

“Ben vengano le regole, in tempo di coronavirus, anche per la danza. Ma leggendo le ‘linee guida’ del Governo sembrano scritte da persone che ignorano completamente questo mondo”. E spiegano ancora come riporta il sito Adnkronos “Forse sarebbe servito semplicemente chiedere consigli, suggerimenti a coloro che in questo settore vivono e lavorano. Non nascondiamolo la situazione è complicata, difficile, a volte sembra senza via d’uscita. Ma non possiamo continuare a paragonare i danzatori agli atleti, le classi quotidiane agli allenamenti. Dobbiamo, però, difenderci dal virus, magari come hanno già fatto in molti. Misurando la temperatura agli allievi prima di entrare a lezione, igienizzando i locali, se necessario fornendo certificati medici”. Redazione www.giornaledelladanza.com

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Mario Marozzi: intervento massivo ed immediato da parte dello Stato

Riguardo la situazione drammatica in cui versa tutto il comparto della cultura in generale e della danza in particolare, non posso che unirmi al coro di quanti hanno levato un grido di disperazione e di allarme per le ingenti ripercussioni negative che l’emergenza Covid sta comportando. Difficile riuscire a compenetrare esigenze sanitarie di tutela della salute ed esigenze artistiche e di sopravvivenza economica di tutti gli operatori culturali. La riapertura dei teatri è soggetta a misure di contenimento talmente stringenti da complicare estremamente la loro implementazione. L’incremento dei costi per la sanificazione ed il mancato guadagno conseguente alla riduzione dei posti accessibili in platea rende proibitiva una effettiva ripresa per molte realtà. Io auspico un intervento massivo ed immediato da parte dello Stato, attraverso un sistema di ammortizzatori sociali che possa traghettare tutti coloro che operano nel settore artistico, finora abbandonato a se stesso (artisti, scuole di danza, musica, recitazione, tecnici, coreografi ecc ecc) verso una situazione di pseudo normalità, che ci si augura sopraggiunga al più presto possibile, con strumenti atti ad evitare che un immenso patrimonio, rappresentativo della nostra identità, possa disperdersi e andare in frantumi. Questo è il rischio a cui siamo esposti. Mario Marozzi www.giornaledelladanza.com

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Alessio Rezza: un periodo duro per tutti che scriverà la storia

Un periodo duro per tutti che scriverà la storia. Un momento di grande riflessione che ci porta ad apprezzare maggiormente ciò che a volte abbiamo dato per scontato. Un momento delicato anche per il nostro piccolo grande mondo che è la danza e che mette in difficoltà soprattutto le scuole di danza, completamente autofinanziate. Noi danzatori nel nostro piccolo non vediamo l’ora di tornare a danzare per donare quel senso di spensieratezza unico che il teatro può dare. Dei piccoli momenti di libertà che questa pandemia ci ha privato. Alessio Rezza www.giornaledelladanza.com

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“E’ impossibile danzare con la mascherina!”, la netta posizione di Carla Fracci

Carla Fracci dice no. La Signora della Danza Italiana non ci sta a dover sottostare ai rigidi protocolli di sicurezza attuati al fine di prevenire il Covid-19. Tra questi c’è la possibilità per i danzatori di doversi esibire con la mascherina. Il distanziamento sociale e i dispositivi di protezione individuale, necessari per non diffondere il coronavirus, sono parte della realtà della fase 2 italiana. A commentare la situazione nel contesto della danza è proprio la grande etoile Carla Fracci, che ad Adnkronos ha spiegato le difficoltà di un momento delicato come quello che stiamo vivendo.“ Le parole di Carla Fracci “Impossibile danzare con le mascherine. Impossibile danzare ‘a distanza’. Non sono assolutamente d’accordo. Per il momento, a mio avviso, dobbiamo solo aspettare. Troppi morti, troppi contagi, troppa imprudenza soprattutto da parte di alcuni giovani. È quello che vedo quotidianamente a Milano, la mia città. Bisogna avere molta, molta pazienza. Siamo stati colpiti da un virus pericolosissimo. Ed in Cina è ritornato”. La posizione di Beppe Menegatti, marito di Carla Fracci Dal canto suo il marito della Signora Fracci, il regista Beppe Menegatti, ha tenuto a precisare che si potrebbero utilizzare le mascherine forse a teatro, nella lirica, situazioni in cui si possa andare in ...

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Matteo Levaggi: dobbiamo ripartire per riconquistare la nostra nuova libertà

Il corpo del danzatore è abituato a delle regole precise che gli permettono la libertà di movimento. Oggi un’orribile pandemia ci impone regole altre, che dobbiamo imparare e dalle quali dobbiamo ripartire per riconquistare la nostra nuova libertà, auspicando una ripresa collettiva, sentita, forte e più cosciente di ciò che siamo. Matteo Levaggi  www.giornaledelladanza.com

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