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Il dono inestimabile della danza

C’è un istante in cui il ballerino si guarda allo specchio e scopre una verità inaspettata. Attraverso la danza non ha semplicemente imparato a muoversi a tempo, è diventato una persona, un essere umano forte, centrato e completo. La danza infatti gli ha insegnato ad andare avanti quando le cose si facevano difficili, quando i muscoli bruciavano e quando arrendersi sembrava la scelta più logica. Lo ha addestrato ad accettare una correzione con umiltà, usandola per migliorarsi. Gli ha mostrato che si può salire su un palco abbattendo l’ansia del giudizio, perché gli ha chiarito che spesso i primi a giudicarsi siamo proprio noi stessi. E sul quel palco il ballerino si è esibito dando il suo massimo, nonostante tutto. Nella sala danza, ha appreso a sbagliare con dignità e a primeggiare con umiltà. Ha imparato cosa significa lavorare sodo e, soprattutto, a credere in se stesso. Arriva un giorno inevitabile, in cui i costumi vengono riposti negli armadi, le esibizioni diventano ricordi, i premi vinti finiscono su una mensola. Ma la sicurezza, la disciplina, la grazia, la capacità di rialzarsi dopo ogni caduta e il rispetto per gli altri  costruiti a lezione non svaniranno mai. Il danzatore è diventato ...

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Marge Champion, la ballerina dietro i movimenti di Biancaneve

Il 2 settembre 1919 nasceva a Los Angeles, in California, Marjorie Celeste Champion, conosciuta come Marge Champion, destinata a diventare una delle figure più versatili e longeve dello spettacolo americano del Novecento. Ballerina, attrice, coreografa e insegnante, attraversò quasi un secolo di storia della danza, del cinema, della televisione e del teatro musicale, lasciando un’impronta particolarmente significativa anche nell’evoluzione dell’animazione cinematografica. Figlia del ballerino e insegnante Ernestine Stodel e di Ernest Champion, Marge crebbe in un ambiente profondamente legato alla danza e iniziò a studiare fin da bambina nella scuola del padre. La sua formazione classica e la naturale eleganza dei movimenti attirarono presto l’attenzione degli ambienti cinematografici di Hollywood. Nel 1936, quando aveva appena sedici anni, venne scelta dagli allora Walt Disney Studios come modello dal vivo per la realizzazione di Biancaneve nel primo lungometraggio animato della Disney, Snow White and the Seven Dwarfs, distribuito nel 1937 e conosciuto in Italia come Biancaneve e i sette nani. Il suo contributo fu particolarmente innovativo per l’epoca. Champion non si limitò infatti a posare per i disegnatori: interpretava fisicamente le scene, eseguendo passi, gesti, movimenti e atteggiamenti che gli animatori potevano osservare e utilizzare come riferimento. Attraverso questa tecnica, destinata a ...

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Il monumento a Vladimir Shklyarov celebra il suo ultimo volo

A San Pietroburgo, nel silenzio del Cimitero Smolensk, Vladimir Shklyarov è tornato a danzare. Non su un palcoscenico, non accompagnato dall’orchestra e dagli applausi del pubblico, ma attraverso il bronzo di un monumento che sembra aver catturato per sempre l’attimo più autentico della sua arte: quello del volo. Il 27 luglio 2026 è stata inaugurata la scultura dedicata al grande primo ballerino del Teatro Mariinskij, scomparso tragicamente nel novembre del 2024, a soli 39 anni. L’opera, realizzata dallo scultore Andrey Korobtsov e concepita con il coinvolgimento del ballerino e coreografo Yuri Smekalov, della famiglia di Shklyarov e del Teatro Mariinskij, restituisce alla città una delle figure più amate e rappresentative della danza russa contemporanea. Il titolo dell’opera, Il volo dell’anima, racchiude già in sé il significato più profondo dell’intero progetto. Shklyarov è raffigurato nel momento di un grande salto, sospeso nello spazio, con il corpo proiettato verso l’alto. Non è una posa statica, celebrativa o semplicemente commemorativa: è un’immagine viva, dinamica, quasi impossibile da separare dalla sua identità artistica. Per un ballerino, il salto rappresenta uno dei momenti più affascinanti e complessi della danza, perché è proprio lì che il corpo sembra liberarsi, anche solo per una frazione di secondo, ...

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LaScalaTV visibile gratuitamente dal 1° settembre

Da martedì 1° settembre tutti i contenuti della piattaforma LaScalaTv saranno visibili gratuitamente previa registrazione: la Scala mette così a disposizione di tutti una porzione significativa della sua storia e della sua produzione attuale. LaScalaTv nasce nel 2023, sin dal suo avvio sostenuta dallo straordinario contributo dello Sponsor Principale Intesa Sanpaolo, con l’installazione nella sala del Piermarini di 9 telecamere attivate da remoto che permettono di riprendere in diretta opere, balletti e concerti che possono poi restare in catalogo. In tre anni la piattaforma ha creato un archivio di 31 titoli d’opera recenti, 13 titoli storici, 8 balletti, 26 concerti e una serie di approfondimenti e contenuti educativi, arricchendo il patrimonio audiovisivo della Fondazione e aggiungendosi alla fondamentale collaborazione che da 50 anni lega la Scala alla Rai. E proprio dall’archivio della Rai provengono alcuni dei titoli storici più significativi. Oggi la Fondazione Teatro alla Scala mette questi contenuti a disposizione di tutti all’interno di una strategia di valorizzazione e condivisione del suo patrimonio e di moltiplicazione delle occasioni di accesso e di scoperta che vedrà la piattaforma evolvere, semplificando la fruizione e diversificando i contenuti in un sempre maggiore dialogo con le altre iniziative di divulgazione. LaScalaTv diviene un ...

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Yoko Morishita, la ballerina che danza da 75 anni e sfida il tempo

A tre anni indossò le sue prime scarpette da danza perché i medici avevano consigliato ai genitori di farle praticare un’attività fisica: era una bambina gracile, nata a Hiroshima nel 1948, appena tre anni dopo la bomba atomica. Nessuno avrebbe potuto immaginare che quella scelta, fatta quasi per caso, avrebbe dato inizio a una delle carriere più straordinarie della storia del balletto. Oggi Yoko Morishita, che compirà 78 anni a dicembre, continua a esibirsi da protagonista ed è considerata la ballerina classica più anziana al mondo ancora impegnata in ruoli di primo piano. La sua infanzia è stata segnata dal clima della ricostruzione del Giappone. La nonna sopravvisse all’esplosione atomica riportando gravi ferite e Morishita ha spesso raccontato che la forza d’animo delle persone cresciute tra le macerie di Hiroshima è stata la lezione più importante della sua vita. Da loro ha imparato il valore della gratitudine e della perseveranza, qualità che ancora oggi considera il vero motore della sua longevità artistica. Dopo gli studi a Hiroshima e poi a Tokyo, entrò nella Matsuyama Ballet Company nel 1971, la compagnia fondata nel dopoguerra da Mikiko Matsuyama, destinata a diventare una delle istituzioni più prestigiose del balletto giapponese. La svolta internazionale ...

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Chora

Romaeuropa Festival 2026 – Sofia Nappi/KOMOCO: “DODI” e “CHORA – Il vuoto all’origine”

Saranno Sofia Nappi e la Compagnia KOMOCO ad inaugurare la 41ª edizione del Romaeuropa Festival. Martedì 8 settembre 2026, alle ore 21:00, il palcoscenico dell’Auditorium Conciliazione di Roma accoglierà la prima nazionale di CHORA – Il vuoto all’origine, nuova produzione di KOMOCO, preceduta da DODI, una delle prime creazioni coreografiche firmate da Sofia Nappi. La serata si aprirà con DODI, che indaga il tema della relazione e la complessità dell’incontro con l’altro. Attraverso un dialogo fisico intenso e poetico, Sofia Nappi esplora la tensione emotiva del legame umano, sospeso tra vicinanza e distanza, conflitto e armonia. Interpretata da Adriano Popolo Rubbio e Paolo Piancastelli, la coreografia ha ricevuto importanti riconoscimenti internazionali, tra cui il Partner Award Introdans alla Rotterdam International Duet Choreography Competition 2021 e il primo premio con premio della critica all’International Choreography Competition Hannover 2021. CHORA – Il vuoto all’origine sviluppa una riflessione sul vuoto non come mancanza, ma come spazio generativo: un luogo di possibilità da cui possono nascere gesti, relazioni e nuove forme espressive. Attraverso il respiro, l’ascolto, la gravità e le dinamiche collettive, i danzatori attraversano una dimensione primordiale del corpo, in cui il movimento emerge gradualmente e si trasforma in ritmo, tensione e presenza. ...

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Il “Dutch National Ballet” compie 65 anni

Sessantacinque anni fa prendeva forma una delle realtà più importanti della danza nei Paesi Bassi: il Dutch National Ballet. Era il 31 agosto 1961 quando la fusione tra il Nederlands Ballet e l’Amsterdams Ballet diede vita a una nuova compagnia destinata a lasciare un segno profondo nella scena coreutica olandese e internazionale. Il nuovo ensemble debuttò con una struttura già significativa per l’epoca: 89 danzatori e una guida artistica affidata a Sonia Gaskell, figura centrale nello sviluppo della danza nei Paesi Bassi. Al suo fianco, nel ruolo di coreografi residenti, furono chiamati Rudi van Dantzig e Robert Kaesen, protagonisti di una stagione che avrebbe contribuito a definire l’identità artistica della compagnia. La nascita del Dutch National Ballet rappresentò molto più di una semplice unione organizzativa. L’obiettivo era creare una formazione capace di riunire esperienze e sensibilità differenti, rafforzando il ruolo della danza olandese e costruendo un progetto artistico di respiro nazionale. Da quel momento, la compagnia avrebbe attraversato decenni di trasformazioni, nuove produzioni e collaborazioni, consolidando progressivamente la propria presenza nel panorama internazionale della danza. Oggi, 31 agosto 2026, il Dutch National Ballet celebra dunque un anniversario speciale: 65 anni dalla sua fondazione. Un traguardo che non guarda soltanto al ...

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Il linguaggio e lo stile della tecnica Cunningham

Il linguaggio della tecnica Cunningham si distingue per una concezione del movimento basata sull’autonomia del corpo rispetto alla narrazione e all’espressione emotiva. In questa visione la danza non ha il compito di raccontare una storia o rappresentare uno stato d’animo specifico, ma diventa un’esplorazione delle infinite possibilità del movimento nello spazio e nel tempo. Ogni gesto possiede un valore in sé, indipendentemente da un significato simbolico, e nasce dall’interazione tra precisione tecnica, coordinazione e consapevolezza del corpo. Lo stile della tecnica Cunningham è caratterizzato da grande chiarezza formale, controllo e complessità. Il busto mantiene generalmente una posizione eretta e stabile, mentre braccia e gambe si muovono con estrema indipendenza, dando vita a sequenze articolate che richiedono equilibrio, rapidità e precisione. Cambi improvvisi di direzione, variazioni ritmiche, salti, rotazioni e spostamenti nello spazio si alternano con continuità, creando un movimento dinamico e imprevedibile. La tecnica valorizza la neutralità espressiva del danzatore, privilegiando la qualità dell’esecuzione piuttosto che l’interpretazione drammatica. Un elemento fondamentale del linguaggio Cunningham è il rapporto con lo spazio. Ogni punto della scena può diventare il centro dell’azione, senza una gerarchia prestabilita tra primo piano e sfondo. I danzatori si muovono in tutte le direzioni, costruendo percorsi complessi che ...

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Ninette de Valois, la donna che inventò il balletto britannico

Nel giorno dell’anniversario della sua nascita, il ricordo di una pioniera che trasformò un sogno in una delle più grandi tradizioni coreutiche del Novecento. Il 6 giugno 1898 nasceva a Baltyboys, nella contea di Wicklow in Irlanda, una bambina destinata a cambiare per sempre la storia della danza. Il suo nome era Edris Stannus, ma il mondo l’avrebbe conosciuta come Ninette de Valois: ballerina, coreografa, pedagoga, visionaria. Una donna che non si limitò a interpretare il balletto, ma ne costruì le fondamenta di una nuova identità nazionale. Quando Ninette iniziò a studiare danza nei primi anni del Novecento, la Gran Bretagna non possedeva una tradizione classica paragonabile a quella francese, russa o italiana. Il balletto era considerato soprattutto un’arte d’importazione. Fu proprio questa assenza a suggerirle una missione che avrebbe occupato tutta la sua vita: creare una scuola inglese, una compagnia inglese e un repertorio inglese. Dopo gli esordi sulle scene londinesi, entrò a far parte dei leggendari Ballets Russes di Serge Diaghilev, la più rivoluzionaria compagnia del secolo. Fu un’esperienza determinante. Lavorando accanto a figure come Léonide Massine e Bronislava Nijinska, comprese che il balletto non era soltanto tecnica, ma anche organizzazione, cultura, educazione e visione artistica. Negli anni ...

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La danza dipinta “viaggio tra i capolavori”: Pierre-Auguste Renoir

Nel celebre Ballo al Moulin de la Galette, realizzato nel 1876 da Pierre-Auguste Renoir, la danza diventa il cuore pulsante di una scena di vita quotidiana, trasformata in un’immagine vibrante e luminosa che cattura lo spirito della Parigi moderna. Ambientato nel quartiere di Montmartre, presso il noto luogo di ritrovo popolare Moulin de la Galette, il dipinto raffigura un pomeriggio festivo all’aperto, in cui uomini e donne si incontrano, conversano e soprattutto danzano sotto la luce filtrata degli alberi. Renoir costruisce la scena con una straordinaria attenzione alla resa della luce e del movimento, elementi fondamentali anche per restituire il senso della danza. Le coppie non sono isolate o poste in primo piano in modo teatrale, ma immerse in una folla viva e dinamica, dove i gesti si intrecciano e si moltiplicano. La danza non è presentata come spettacolo da osservare, bensì come esperienza condivisa, spontanea e collettiva. I movimenti dei ballerini, spesso appena accennati, emergono attraverso tocchi rapidi di colore e pennellate leggere, che suggeriscono più che definire le posture. Ciò che rende il dipinto particolarmente significativo in relazione all’arte della danza è proprio questa capacità di evocare il movimento senza fissarlo rigidamente. Renoir non disegna contorni netti né ...

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