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Nel giorno della sua nascita, il ricordo di Agrippina Vaganova

Quando si pronuncia il nome di Agrippina Vaganova, il pensiero corre immediatamente al celebre metodo che ha formato generazioni di danzatori in tutto il mondo. Eppure, prima di diventare la più influente insegnante di balletto del Novecento, Vaganova fu una ballerina che visse sulla propria pelle le difficoltà, le contraddizioni e le trasformazioni della danza imperiale russa. Comprendere la sua grandezza significa dunque guardare non solo alla pedagogista e alla teorica, ma anche all’artista che calcò il palcoscenico del Mariinskij e che, attraverso l’esperienza diretta della scena, elaborò una nuova visione del corpo danzante. Nata a San Pietroburgo il 26 giugno 1879, Agrippina Jakovlevna Vaganova proveniva da una famiglia modesta: il padre era un sottufficiale dell’esercito russo. Fin da bambina mostrò una forte predisposizione per la danza e fu ammessa all’Accademia Imperiale di Balletto, uno dei più prestigiosi istituti di formazione artistica dell’epoca. Qui studiò con maestri che incarnavano diverse tradizioni europee, assorbendo la rigorosa eleganza della scuola francese e il virtuosismo tecnico portato in Russia dagli insegnanti italiani. Il percorso accademico non fu semplice. Vaganova non apparteneva a quella categoria di allieve considerate predestinate al successo. Non possedeva la brillantezza immediata di alcune compagne e dovette costruire il proprio ...

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Roberto Bolle in Excelsior su Rai 5

Sabato 27 giugno si conclude l’omaggio di Rai Cultura a Roberto Bolle con la messa in onda di Excelsior, prevista alle ore 8.00 su Rai5. Dalla cornice del Teatro degli Arcimboldi di Milano prende vita uno dei più emblematici esempi di grande spettacolo coreografico tardo ottocentesco: il balletto mimico Excelsior, concepito da Luigi Manzotti su musiche di Romualdo Marenco. L’allestimento presentato reca la coreografia di Ugo Dell’Ara e la regia di Filippo Crivelli, mentre sul podio dirige il maestro David Coleman. Protagonisti di questa edizione sono Roberto Bolle, Marta Romagna e Riccardo Massimi, affiancati dalla regia televisiva di Tina Protasoni. Questa raffinata produzione, impreziosita dalle scene e dai costumi di Giulio Coltellacci, riprende uno dei titoli più spettacolari e simbolici della tradizione italiana. Alla sua origine, Excelsior debuttò nel 1881 al Teatro alla Scala, in un momento storico carico di entusiasmo per una nazione da poco unificata e proiettata verso il progresso, alla vigilia dell’Esposizione Nazionale. Definito “azione coreografica, storica, allegorica e fantastica”, il balletto incarnava lo spirito positivista dell’epoca, celebrando la vittoria della luce, della civiltà e del progresso sull’oscurantismo. Il successo fu immediato e travolgente: una macchina scenica imponente, con oltre cinquecento comparse, animali in scena come elefanti, ...

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Notarnicola

Festival Nutida 2026 ‒ Gianni Notarnicola: “NEUTRA”, il corpo prima dell’identità

Cosa rimane di noi quando ci spogliamo delle definizioni imposte dalla società? Come possiamo abitare il corpo in uno stato di libertà radicale, prima che le aspettative di genere e i codici culturali ne cristallizzino la forma? Queste sono le domande fondamentali che animano NEUTRA, il nuovo ambizioso progetto performativo ideato da Gianni Notarnicola. Prodotto da Stazione Utopia/Nutida Festival, con il sostegno del PARC – Performing Arts Research Centre di Firenze, lo spettacolo debutterà in prima nazionale al Festival Nutida 2026, segnando l’inizio di un percorso che punta a portare questa riflessione sul corpo, sulla memoria e sull’identità. Ispirato allo spazio liminale tra infanzia e adolescenza, il lavoro indaga uno stato in cui l’immaginazione precede la definizione sociale. Attraverso un’intensa fisicità, il ritmo e la trasformazione, il performer incarna una creatura ancora fluida, capace di essere tutto e nulla allo stesso tempo. Il progetto attraversa memorie di giochi infantili, immaginazione selvaggia e momenti di soglia, come stare su un trampolino appena prima del salto. NEUTRA mette in discussione il modo in cui si costruisce l’identità e invita il corpo a tornare a uno spazio di possibilità radicale, indagando la fluidità e la molteplicità del sé, celebrando la possibilità di esistere ...

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Cornelia Dance Company: COMBO 2026 – Queer Dance Combination Festival

Napoli si prepara ad accogliere l’edizione 2026 di COMBO – Queer Dance Combination Festival, uno spazio artistico dedicato alla danza contemporanea e alla ricerca performativa, nato nel 2022 dalla compagnia CORNELIA. Il Festival nasce con l’obiettivo di offrire un contesto libero da logiche commerciali, aspettative di risultato e pressioni legate al successo, privilegiando invece la sperimentazione, la condivisione e l’incontro. Ispirato al concetto di “combinazione”, COMBO esplora come l’incontro tra elementi diversi possa generare nuove possibilità espressive e nuovi immaginari coreografici. In questo senso, il festival si configura come uno spazio aperto di ricerca e relazione, in cui la pratica artistica diventa strumento di dialogo e confronto. Più che orientarsi alla performance o alla competizione, COMBO si propone come un ambiente accogliente e non giudicante, pensato per permettere a chi partecipa di sperimentare liberamente, condividere processi e abitare il tempo della creazione senza pressioni esterne. Il progetto, realizzato con il patrocinio morale del Comune di Napoli, in collaborazione con Hss_Hub e il Museo e Real Bosco di Capodimonte, è totalmente gratuito e si articola in diverse attività. Dal 10 al 12 luglio 2026, il festival propone La luce che brucia, un workshop guidato da Aura Calarco e Stefania Menestrina presso ...

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Al via la 29/ma edizione di Inequilibrio Festival 2026

Uno spettacolo che è l’esito di un lungo attraversamento dell’universo di Samuel Beckett: un percorso in cui il confronto con attori e attrici con disabilità e non trasforma radicalmente il senso della pratica scenica. Sarà la prima nazionale di “Beckettiana” – l’ultimo lavoro di Nerval Teatro, laboratorio permanente condotto da Maurizio Lupinelli e Elisa Pol – a inaugurare giovedì 25 giugno ore 18.00 al Teatro Nardini di Rosignano Marittimo (via dei Lavoratori 21a) la 29/ma edizione di Inequilibrio Festival, l’osservatorio sulle nuove scene del teatro, della danza e della performance a cura di Fondazione Armunia con la direzione artistica di Angela Fumarola, che fino al 4 luglio porterà sulla Costa degli Etruschi (Livorno) oltre 100 artiste e artisti e più di 50 azioni performative, col sostegno di Ministero della Cultura, Regione Toscana e Comune di Rosignano Marittimo. “Beckettiana” trae origine da “Sinfonia Beckettiana”, spettacolo presentato da Nerval nel 2018 al Ravenna Festival, qui riallestito con un cast rinnovato e una nuova configurazione scenica e sonora. I testi di riferimento — “Finale di partita”, “Giorni felici”, “Aspettando Godot” — non vengono affrontati come opere da rappresentare, ma come territori da abitare. A tenerli insieme è una costellazione di condizioni: il tempo che si dilata o si arresta, il silenzio come materia viva, l’attesa, la ripetizione, la presenza costante della fine. “Beckettiana” è un atto ...

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La danza che verrà: stagione 26/27 della Fondazione I Teatri

La nuova Stagione di Danza della Fondazione I Teatri di Reggio Emilia raccoglie il testimone del Festival Aperto con nove appuntamenti di registro molto diverso: dalla cultura hip-hop alla danza novecentesca riletta in chiave contemporanea, dalla scrittura più astratta alla musica barocca che incontra l’Africa. Ad aprire la stagione è il Ballet de l’Opéra national du Rhin con un dittico a due firme. Ici, in prima italiana, apre la serata: Léo Lérus porta in scena assoli e quadri d’insieme di rara intimità, dentro le tradizioni coreografiche e musicali della Guadalupa. Risponde The Look di Sharon Eyal, dove le sagome dei danzatori si fondono in un unico organismo sul ritmo ipnotico di un flusso sonoro dai colori tribali e post-industriali. Subito dopo A.I.M by Kyle Abraham. Cassette, Vol. 1 è un omaggio alla musica pop, R&B e new wave degli anni Ottanta e Novanta: Abraham intreccia tecnica accademica e gestualità release in un vocabolario che racconta l’esperienza nera e queer americana. Dalla Francia arriva Saïdo Lehlouh, cresciuto nel break e oggi alla guida del centro coreografico di Rennes, con Témoin. Venti interpreti, portano in scena ciascuno il proprio vocabolario – break, krump, waacking, freestyle, électro. Prosegue la collaborazione con il CCN ...

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Il coraggio di essere visti: la danza fa cadere la maschera dell’insicurezza

Viviamo in un’epoca di schermi protettivi, di risposte ponderate, di immagini ritoccate prima di essere mostrate al mondo. Abbiamo imparato a nasconderci dietro l’architettura delle parole: con la voce possiamo distrarre, mentire, minimizzare o indossare una maschera di assoluta sicurezza. Possiamo controllare la narrazione di chi siamo. Finché restiamo nel territorio del linguaggio, siamo al sicuro. Fin da piccoli ci è stato impartito un diktat sociale: mantenere il controllo, non sembrare strani agli occhi degli altri e fare di tutto per evitare l’imbarazzo. Ci hanno insegnato che l’autocontrollo estremo è sinonimo di adeguatezza e che l’errore è da evitare. Poi si entra in una sala danza e l’impalcatura crolla. Oltre a essere un’arte affascinante e magnetica, la danza è anche una delle discipline più spietate e liberatorie. Costringe l’essere umano a fare ciò che l’educazione impone di temere: essere visti davvero, senza filtri e senza la protezione delle parole. Le parole sono un rifugio in cui ci ripariamo per spiegare, giustificare o difenderci, mentre si danza non hanno più alcun valore. Non si puoi ricorrere a una parola brillante per nascondere la rigidità nelle spalle, per esempio, o usare l’ironia per mascherare la paura di sbagliare. Il corpo non sa ...

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Ninette de Valois, la donna che inventò il balletto britannico

Nel giorno dell’anniversario della sua nascita, il ricordo di una pioniera che trasformò un sogno in una delle più grandi tradizioni coreutiche del Novecento. Il 6 giugno 1898 nasceva a Baltyboys, nella contea di Wicklow in Irlanda, una bambina destinata a cambiare per sempre la storia della danza. Il suo nome era Edris Stannus, ma il mondo l’avrebbe conosciuta come Ninette de Valois: ballerina, coreografa, pedagoga, visionaria. Una donna che non si limitò a interpretare il balletto, ma ne costruì le fondamenta di una nuova identità nazionale. Quando Ninette iniziò a studiare danza nei primi anni del Novecento, la Gran Bretagna non possedeva una tradizione classica paragonabile a quella francese, russa o italiana. Il balletto era considerato soprattutto un’arte d’importazione. Fu proprio questa assenza a suggerirle una missione che avrebbe occupato tutta la sua vita: creare una scuola inglese, una compagnia inglese e un repertorio inglese. Dopo gli esordi sulle scene londinesi, entrò a far parte dei leggendari Ballets Russes di Serge Diaghilev, la più rivoluzionaria compagnia del secolo. Fu un’esperienza determinante. Lavorando accanto a figure come Léonide Massine e Bronislava Nijinska, comprese che il balletto non era soltanto tecnica, ma anche organizzazione, cultura, educazione e visione artistica. Negli anni ...

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La danza dipinta “viaggio tra i capolavori”: Pierre-Auguste Renoir

Nel celebre Ballo al Moulin de la Galette, realizzato nel 1876 da Pierre-Auguste Renoir, la danza diventa il cuore pulsante di una scena di vita quotidiana, trasformata in un’immagine vibrante e luminosa che cattura lo spirito della Parigi moderna. Ambientato nel quartiere di Montmartre, presso il noto luogo di ritrovo popolare Moulin de la Galette, il dipinto raffigura un pomeriggio festivo all’aperto, in cui uomini e donne si incontrano, conversano e soprattutto danzano sotto la luce filtrata degli alberi. Renoir costruisce la scena con una straordinaria attenzione alla resa della luce e del movimento, elementi fondamentali anche per restituire il senso della danza. Le coppie non sono isolate o poste in primo piano in modo teatrale, ma immerse in una folla viva e dinamica, dove i gesti si intrecciano e si moltiplicano. La danza non è presentata come spettacolo da osservare, bensì come esperienza condivisa, spontanea e collettiva. I movimenti dei ballerini, spesso appena accennati, emergono attraverso tocchi rapidi di colore e pennellate leggere, che suggeriscono più che definire le posture. Ciò che rende il dipinto particolarmente significativo in relazione all’arte della danza è proprio questa capacità di evocare il movimento senza fissarlo rigidamente. Renoir non disegna contorni netti né ...

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Clug presenta Stabat Mater e Carmina Burana a Modena

La compagnia porta in scena due coreografie del suo direttore Edward Clug ispirate a capolavori di Pergolesi e Carl Orff: Stabat Mater e Carmina Burana. Prosegue domenica 19 aprile alle 20.30 la stagione di Danza al Teatro Comunale di Modena con il Balletto di Maribor impegnato in due brani di matrice classico-contemporanea firmati da Edward Clug, direttore della compagnia: Stabat Mater, su musica di Giovanni Battista Pergolesi e, in prima italiana, Carmina Burana, titolo della notissima partitura musicale di Carl Orff. Radicato a Maribor da più di trent’anni, il coreografo rumeno Edward Clug è alla guida del Balletto del Teatro Nazionale Sloveno dal 2003. Con lui, la principale compagnia di danza del Paese sta attraversando un momento di grande popolarità, grazie a un vasto repertorio, tra cui compaiono diversi suoi titoli di successo. Autore capace di reinterpretare tanto la tradizione ballettistica ottocentesca e novecentesca (Schiaccianoci, Coppelia, Petrushka) quanto di incrociare la grande letteratura (Faust, Il maestro e Margherita, Peer Gynt), Clug ha sperimentato audaci accostamenti tra passato e presente. È accaduto con il suo brano cult Radio & Juliet, presentato a Modena nel 2014, nel quale la tragica vicenda shakespeariana degli amanti veronesi incontrava la musica rock dei Radiohead. Molti ...

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