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Annunciata la Stagione di Danza 26/27 dell’Opéra national de Paris

La stagione di balletto 2026/2027 dell’Opéra national de Paris si articola attorno a un importante rinnovamento del repertorio, con quattro creazioni e cinque nuovi ingressi nel repertorio principale, a cui si aggiungono una creazione e due ingressi nel repertorio del Junior Ballet. Tra le novità spicca la prima mondiale di Rings of Saturn di Juliano Nunes, presentata in occasione del Gala di apertura della danza al Palais Garnier il 10 ottobre 2026. Nello stesso contesto entrano in repertorio Vers un pays sage di Jean-Christophe Maillot e Busk di Aszure Barton, successivamente riproposti nel programma Paysages Intérieurs. Il programma Rituels all’Opéra Bastille accoglie Boléro X di Shahar Binyamini, mentre Pulsations al Palais Garnier presenta una nuova creazione di Lucinda Childs e l’ingresso in repertorio di Schmetterling di Sol León e Paul Lightfoot. Il Junior Ballet, protagonista del programma Éclats de danse nel gennaio 2027, presenta una creazione di Anna Hop e accoglie in repertorio Yu di Altea Nuñez e On Then and Now di Simon Valastro. Nel programma Correspondances nocturnes figurano inoltre Nocturnes di Thierry Malandain e una nuova creazione di Cathy Marston, mentre la stagione si conclude con una nuova Giselle firmata da Johan Inger. Il Gala di apertura riunisce ...

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Al Piermarini la Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala

Giovedì 2 aprile 2026, alle ore 20, la Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala, diretta da Frédéric Olivieri, torna sul palcoscenico del Teatro alla Scala per l’atteso spettacolo istituzionale. Il programma, pensato per esaltare la versatilità e la maturità interpretativa di allieve ed allievi, spazia dal virtuosismo ottocentesco di Paquita alle visioni contemporanee di Mauro Bigonzetti e Shahar Binyamini. Ad accompagnare i danzatori sarà l’Orchestra dell’Accademia sotto la bacchetta di Maria Seletskaja, Direttrice Musicale dell’English National Ballet, la cui esperienza come ballerina solista nelle massime compagnie europee conferisce alla sua direzione una rara intesa con il respiro del palcoscenico. L’apertura della serata è affidata alla Presentazione ideata da Frédéric Olivieri sugli Études di Carl Czerny. Vera e propria “mappa visiva” della didattica scaligera, il pezzo vede schierata tutta la Scuola, dal 1° all’8° corso. In una progressione che evidenzia l’evoluzione che si compie nell’arco del programma di studi, in una sequenza di passi e movimenti sempre più complessi, la coreografia permette di osservare il nesso fecondo tra formazione tecnica e pratica di palcoscenico, cifra distintiva del Dipartimento Danza dell’Accademia guidato da Olivieri. Segue la Suite dal Divertissement di Paquita, balletto classico fra i più noti del repertorio, rimontato dai ...

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Le Spectre de la Rose: storia, personaggi, curiosità e trama

Il balletto Le Spectre de la Rose è una delle creazioni più suggestive e poetiche del primo Novecento, capace di condensare in pochi minuti un intero universo fatto di sogno, desiderio e memoria. Nato nel 1911 per i Ballets Russes, rappresenta perfettamente quello spirito innovativo che trasformò profondamente il linguaggio della danza, allontanandolo dalla rigidità accademica per avvicinarlo a una dimensione più espressiva e simbolica. Alla base del balletto c’è una poesia di Théophile Gautier, mentre la coreografia porta la firma di Michel Fokine e la musica è tratta da un brano di Carl Maria von Weber, orchestrato da Hector Berlioz. Questo intreccio di arti diverse contribuisce a creare un’atmosfera sospesa tra realtà e immaginazione. La scena si apre su una giovane ragazza appena rientrata dal suo primo ballo. Ancora avvolta nell’emozione della serata, tiene tra le mani una rosa, simbolo di quell’esperienza nuova e intensa. Si muove nello spazio con un misto di timidezza e nostalgia, come se volesse trattenere il ricordo di ciò che ha appena vissuto. Lentamente, la stanchezza prende il sopravvento e si addormenta su una poltrona, lasciandosi scivolare in una dimensione onirica. È a questo punto che il balletto si trasforma: dalla finestra entra lo ...

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Némo Flouret, “900 Satellites” (prima assoluta alla Triennale Milano)

900 Satellites è un’estensione performativa dell’opera collettiva 900 Something Days Spent in the XXth Century di Némo Flouret, coreografo francese attivo su spazi ibridi e parte del progetto europeo PIT Perform Inform Transform: Participatory Performance in Art Museums, di cui Triennale Milano Teatro è partner. Concepita come una “deviazione” site-specific del progetto iniziale, questa versione permette a frammenti coreografici di evolversi e rinnovarsi in relazione agli spazi che li ospitano. Per l’occasione i danzatori occupano gli ambienti di Triennale Milano, dando vita a una partitura essenziale e spontanea affidata esclusivamente al movimento: idee in evoluzione perpetua si trasformano in un’esplosione coreografica sorprendente, in risonanza con l’architettura e il tempo dell’azione. In occasione della performance e nell’ambito del Public Program di Triennale Milano, sabato 28 marzo alle ore 17.30, presso il nuovo spazio Gioco di Triennale, (piano Parco), FOG e l’Institut français Milano invitano il pubblico a un incontro speciale dedicato al lavoro di Némo Flouret. L’evento si apre con un cortometraggio di Evi Cats, che offre uno sguardo sulla metodologia e sullo sviluppo del progetto 900 Satellites: attraverso le immagini della presentazione al Bozar di Bruxelles nell’ambito del progetto europeo PIT, il film esplora come il lavoro si adatti a ...

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Ballet Stories for Kids: quando i balletti diventano storie da leggere

  Tra le pubblicazioni più recenti dedicate alla divulgazione del balletto per i più giovani si colloca Ballet Stories for Kids, una raccolta firmata da Rosa Voland che propone un incontro diretto e immaginativo con alcune delle storie più celebri della tradizione coreutica. Il volume nasce con un obiettivo chiaro: trasformare i grandi balletti del repertorio internazionale in racconti brevi e accessibili, capaci di avvicinare i bambini — e spesso anche i loro genitori — ad un universo artistico che molti conoscono solo superficialmente o che hanno visto raramente in teatro. La scelta di raccontare il balletto attraverso la forma della fiaba non è casuale. Gran parte delle opere che compongono il repertorio classico nasce infatti da racconti fantastici, leggende popolari o opere letterarie ricche di magia e avventura. Prima di diventare coreografie e spettacoli scenici, queste storie esistevano già come narrazioni piene di incantesimi, trasformazioni e personaggi memorabili. Il libro recupera proprio questa dimensione narrativa originaria, riportando al centro il piacere del racconto e permettendo al lettore di entrare nei mondi immaginari del balletto con naturalezza e curiosità. All’interno del volume compaiono alcune delle trame più iconiche della storia della danza teatrale. Tra queste troviamo Swan Lake, il celebre ...

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Trittico Pite/Preljocaj/Tortelli: al Teatro Bellini di Napoli: architetture del gesto, tra poesia ed evocazione

Ha debuttato il 26 marzo 2026, al Teatro Bellini di Napoli, Pite/Preljocaj/Tortelli, trittico d’autore di grande spessore che unisce tre grandi nomi della danza contemporanea internazionale: Crystal Pite, Angelin Preljocaj e Diego Tortelli, una produzione Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto, coproduzione Fondazione Teatro Comunale di Bologna. Lo spettacolo ‒ in scena al Bellini fino al 29 marzo 2026 ‒ racchiude tre coreografie che attraversano paesaggi interiori ed emotivi, in un percorso multidimensionale che esplora tre diverse modalità di intendere la scrittura coreografica contemporanea: Glory Hall/Reconciliatio/Solo Echo. In apertura, la potenza emotivamente dirompente di Glory Hall, creazione per 16 danzatori su musiche di Goldspeed You! Black Emperor e Oneohtrix Point Never, in cui Diego Tortelli, attraverso una stratificazione di codici, costruisce un paesaggio coreografico che genera un flusso continuo, in cui il corpo non si limita a occupare lo spazio, ma lo struttura e lo mette in tensione, oscillando tra attrazione e resistenza. L’uso della musica non è illustrativo, ma architettonico: definisce spazi di attraversamento più che atmosfere. È qui che Aterballetto mostra la sua piena capacità di sostenere una fisicità estrema senza mai perdere la nitidezza del segno. Ogni gesto assume una duplice densità: è al contempo segno e intensità, traccia e ...

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Pablo Girolami debutta in Fonderia con T.R.I.P.O.F.O.B.I.A – The End

Pablo Girolami debutta in Fonderia, danzando nei vuoti della paura con T.R.I.P.O.F.O.B.I.A – The End. Con una prova aperta al pubblico lunedì 30 marzo alle ore 18.00 e con il debutto di martedì 31 marzo alle ore 21.00, Pablo Girolami porta a Reggio Emilia un lavoro che tratta della paura dei buchi, o meglio, di tutte quelle piccole figure geometriche che, messe insieme, creano ammassi di piccole cavità. Un gioco di immagini basato su accostamenti che si ripetono tridimensionalmente e che provoca un senso di disgusto e repulsione; l’allarme viene attivato grazie a un codice intrinseco, sviluppato nel corso dei secoli dai nostri antenati, che protegge il fobico dal pericolo di essere infettato da forme parassitarie o di essere ferito da animali velenosi. Ansia, angoscia, paura, centinaia di nomi per una singola dimensione esistenziale: la paura di perdere il controllo sul mondo, sul nostro corpo, sull’altro. Il mezzo con cui si forma uno scheletro tripofobico è la geometria, che però, grazie al contributo immaginativo della mente umana, diventa una porta attiva per la paura; riflettendo le insicurezze e le paranoie dell’uomo. Pablo Girolami è un coreografo di origine italo-spagnola formatosi artisticamente alla Tanz Akademie Zürich, dove si è diplomato nel ...

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“Danza in Corsia” l’iniziativa del Balletto di Siena di Marco Batti

“Danza in Corsia”: a Siena la danza entra nei reparti dell’ospedale Santa Maria alle Scotte come progetto di welfare culturale per l’umanizzazione delle cure. Portare la bellezza della danza nei luoghi dell’assistenza e offrire ai pazienti e agli operatori sanitari un momento di sollievo ed emozione. È questo l’obiettivo di “Danza in Corsia”, il progetto promosso dall’Azienda ospedaliero-universitaria Senese in collaborazione con la Compagnia Balletto di Siena per “curare anche con la cultura”. L’iniziativa, ideata dal Direttore Artistico del Balletto di Siena, dottor Marco Batti è stato accolto con entusiasmo dal Direttore generale dell’Aou Senese, professor Antonio Barretta, ed è curato dalla dottoressa Ines Ricciato, direttrice UOC Comunicazione, Informazione e Accoglienza. L’iniziativa nasce nella stagione estiva 2025 come esperienza sperimentale, con l’idea di portare l’arte direttamente negli spazi ospedalieri attraverso brevi performance coreutiche dedicate ai pazienti in terapia. Il primo appuntamento si è svolto nel day hospital dell’Oncologia medica, dove i primi ballerini del Balletto di Siena Chiara Gagliardo e Giuseppe Giacalone si sono esibiti sulle note de Il Lago dei cigni di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Una performance accolta con grande partecipazione da pazienti e operatori sanitari, che ha segnato il primo ingresso della danza all’interno dell’ospedale senese. In occasione ...

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Balanchine e il balletto americano: una storia narrata in libro

Nel panorama degli studi dedicati alla danza del Novecento, il volume Balanchine Finds His America: A Tale of Love Lost and Ballet Reborn, scritto dalla storica della danza Elizabeth Kendall, rappresenta uno dei contributi più recenti e penetranti alla comprensione della figura di George Balanchine e del momento in cui il balletto, giunto sulle coste degli Stati Uniti come tradizione importata dall’Europa, cominciò a trasformarsi in un’arte autenticamente americana. Il libro non è soltanto una biografia del coreografo, né una semplice cronaca delle sue creazioni: è piuttosto il racconto di un passaggio storico, quello in cui una tradizione artistica profondamente radicata nella cultura europea trova una nuova forma e una nuova vitalità nel contesto culturale degli Stati Uniti. Quando Balanchine arriva in America nel 1933, non è ancora la figura leggendaria che diventerà negli anni successivi. Nato a San Pietroburgo e formato nella rigorosa disciplina della scuola imperiale russa, aveva già vissuto la stagione tumultuosa della rivoluzione e aveva partecipato alle esperienze artistiche più innovative dell’Europa tra le due guerre. Tuttavia il suo arrivo negli Stati Uniti segna un momento di incertezza. L’America che lo accoglie è un Paese nel quale il balletto non possiede ancora una tradizione stabile; il ...

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Erik Bruhn: 5 curiosità sulla sua arte e la sua vita

Il principe del balletto maschile: Erik Bruhn è considerato il modello del danzatore classico moderno: linee pure, tecnica impeccabile, eleganza naturale. Ha ridefinito l’idea del ballerino come protagonista, non solo come “partner” della ballerina. Il leggendario Albrecht in Giselle: Il suo Albrecht è entrato nella storia: famoso per la perfezione dei salti, l’equilibrio assoluto e soprattutto per l’intensità drammatica. Molti lo considerano ancora oggi un punto di riferimento insuperato. Una carriera internazionale da giovanissimo: Debuttò come primo ballerino al Royal Danish Ballet a soli 18 anni e divenne rapidamente una star mondiale, danzando con le più grandi compagnie, tra cui American Ballet Theatre e Opéra di Parigi. Difensore della tradizione bournonvilliana: Bruhn fu un custode rigoroso dello stile Bournonville: leggerezza, musicalità, modestia apparente della tecnica. Lo studiò a fondo e lo trasmise come maestro e direttore artistico, soprattutto durante la sua direzione del National Ballet of Canada. Un artista colto e riservato: Amava la letteratura, la filosofia e l’arte visiva. Fu una persona estremamente discreta sulla propria vita privata, ma è noto il suo legame profondo con Rudolf Nureyev, fatto di stima, confronto artistico e sentimento. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com ©️ Riproduzione riservata

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