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Balanchine e il balletto americano: una storia narrata in libro

Nel panorama degli studi dedicati alla danza del Novecento, il volume Balanchine Finds His America: A Tale of Love Lost and Ballet Reborn, scritto dalla storica della danza Elizabeth Kendall, rappresenta uno dei contributi più recenti e penetranti alla comprensione della figura di George Balanchine e del momento in cui il balletto, giunto sulle coste degli Stati Uniti come tradizione importata dall’Europa, cominciò a trasformarsi in un’arte autenticamente americana. Il libro non è soltanto una biografia del coreografo, né una semplice cronaca delle sue creazioni: è piuttosto il racconto di un passaggio storico, quello in cui una tradizione artistica profondamente radicata nella cultura europea trova una nuova forma e una nuova vitalità nel contesto culturale degli Stati Uniti. Quando Balanchine arriva in America nel 1933, non è ancora la figura leggendaria che diventerà negli anni successivi. Nato a San Pietroburgo e formato nella rigorosa disciplina della scuola imperiale russa, aveva già vissuto la stagione tumultuosa della rivoluzione e aveva partecipato alle esperienze artistiche più innovative dell’Europa tra le due guerre. Tuttavia il suo arrivo negli Stati Uniti segna un momento di incertezza. L’America che lo accoglie è un Paese nel quale il balletto non possiede ancora una tradizione stabile; il ...

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Orsolina28 accoglie la grande danza internazionale: prova aperta di “Luck” di Aszure Barton

Sabato 28 marzo 2026, il teatro “The Eye” della Orsolina28 Art Foundation ospiterà un evento di rilievo internazionale: la prova aperta di LUCK, creazione della coreografa Aszure Barton, presentata nell’ambito del programma Focus on Creation ‘26. Sul palco, i danzatori della Gauthier Dance//Dance Company Theaterhaus Stuttgart offriranno al pubblico un accesso privilegiato al processo creativo dell’opera. Tra gli interpreti: Rebecca Amoroso, Bruna Andrade, Tuti Cedeño, Andrew Cummings, Karlijn Dedroog, Stefano Gallelli, Garance Goutard-Dekeyser, Barbara Melo Freire, Shai Ottolenghi, Luca Pannacci, Alexandra Policaro, Arnau Redorta Ortiz, Sidney Elizabeth Turtschi, Giovanni Visone, Shawn Wu e Shori Yamamoto. Luck nasce come riflessione intensa e viscerale sul concetto di fortuna. Nelle parole di Aszure Barton, la fortuna non è giusta né morale, ma una forza imprevedibile che “gravita verso il movimento”. Il suo lavoro invita danzatori e pubblico a fidarsi dell’istinto, a creare e a riconoscere nella presenza condivisa una forma di senso: essere vivi, qui e ora, è già un evento straordinario. La coreografa sviluppa la creazione attraverso un processo immersivo e collettivo, costruendo uno slancio in cui ogni corpo amplia lo spazio scenico e moltiplica le possibilità. La fortuna, suggerisce Barton, può “atterrare” solo dove esiste movimento: da qui l’urgenza del gesto, ...

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La Sagra della Primavera: storia, personaggi, curiosità e trama

La Sagra della primavera è uno dei capolavori assoluti del teatro musicale del Novecento, un’opera che ha segnato una frattura radicale nella storia della musica e della danza. Il balletto nacque dalla collaborazione tra il compositore Igor Stravinsky e l’impresario dei Ballets Russes Sergej Diaghilev, che tra il 1911 e il 1913 commissionò la partitura destinata alla sua celebre compagnia. Fin dall’inizio il progetto fu concepito come qualcosa di profondamente nuovo: Stravinsky, affascinato da visioni arcaiche e rituali, immaginò inizialmente di intitolare l’opera Il Grande Sacrificio, mentre Diaghilev preferì per un certo periodo il titolo La Coronazione della Primavera, prima di scegliere definitivamente La Sagra della primavera. Il balletto venne presentato con il sottotitolo Quadri della Russia pagana e racconta un rito primordiale in cui una giovane fanciulla, designata come Eletta, danza fino alla morte per propiziare il ritorno della primavera e garantire prosperità alla comunità. La coreografia fu affidata al leggendario danzatore e coreografo Vaslav Nijinsky. In un primo momento Diaghilev aveva pensato a Michel Fokine, ma quest’ultimo, turbato dalla radicalità della partitura di Stravinsky, rinunciò al progetto; si considerò anche il nome di Aleksandr Gorskij, prima che la scelta definitiva ricadesse su Nijinsky. Il coreografo lavorò alla creazione ...

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Il balletto diventa romanzo: “Toe to Toe” di Falon Ballard

Nel panorama della narrativa contemporanea ambientata nel mondo dello spettacolo, il romanzo Toe to Toe della scrittrice statunitense Falon Ballard, pubblicato nel 2026, rappresenta un esempio interessante di come l’universo della danza possa diventare materia narrativa capace di unire ambizione artistica, tensione emotiva e racconto sentimentale. Il libro si colloca nel genere della romance contemporanea, ma la sua ambientazione nel mondo del balletto professionale conferisce alla storia una dimensione particolare: non si tratta semplicemente di una vicenda sentimentale, bensì di un racconto che esplora il dietro le quinte di una carriera costruita attraverso disciplina, sacrificio e continua competizione. Il romanzo prende forma all’interno di una compagnia di balletto in cui i ballerini si confrontano quotidianamente con le esigenze di un ambiente estremamente competitivo. Audizioni, gerarchie artistiche e aspettative del pubblico costituiscono lo sfondo della vicenda, offrendo al lettore uno sguardo sulla realtà spesso severa del mondo coreutico. Protagonista della storia è Allegra Hart, una ballerina che ha dedicato tutta la propria vita alla danza con un obiettivo ben preciso: conquistare il ruolo di prima ballerina. Quando nella compagnia viene annunciata una nuova produzione con un ruolo principale disponibile, Allegra comprende che potrebbe trovarsi davanti alla grande occasione della sua carriera. ...

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Al Comunale di Modena la “Cenerentola” con il Balletto di Rijeka

Va in scena mercoledì 18 marzo 2026 alle ore 20.30 per la stagione di Danza al Teatro Comunale di Modena Cenerentola in una nuova creazione firmata dal coreografo Leo Mujić per il Balletto del Teatro Nazionale Croato, storica compagnia della città di Rijeka (Fiume). “Ero ansioso di fare un balletto quanto più ‘danzabile’, con una varietà di danze che si insinuassero nel corso della storia, e offrire ampie opportunità ai danzatori di dare spiegamento della loro arte. Scrissi Cenerentola secondo la traduzione dell’antico balletto classico…”. Così scriveva Sergej Prokof’ev a seguito del debutto al Bolshoi di Mosca, il 22 novembre 1945, del balletto Cenerentola, coreografia di Rostislav Zakharov, di cui firmò la partitura originale, tutt’oggi fonte di ispirazione per i coreografi che intendono approcciarsi al titolo. La sua musica ha reso eterna l’antichissima fiaba di Cenerentola che Charles Perrault ci ha restituito nel XVII secolo nella sua forma più moderna. Si affida a un linguaggio coreografico neoclassico il talentuoso coreografo freelance cresciuto artisticamente con Maurice Béjart, Leo Mujić, per il suo secondo confronto con Prokof’ev – dopo un Romeo e Giulietta firmato in Lettonia – per la realizzazione di una nuova versione della fiaba di Cenerentola per i brillanti danzatori ...

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Alla Scala una serata benefica per la Fondazione Ospedale Niguarda

Martedì 31 marzo 2026 alle ore 20 il Teatro alla Scala di Milano ospiterà una serata benefica esclusiva a favore della Fondazione Ospedale Niguarda ETS. Il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala, diretto da Frédéric Olivieri, sarà in scena nel trittico McGregor/Maillot/Naharin, con lavori firmati dai tre celebri coreografi contemporanei. Il ricavato della serata sarà destinato alla Fondazione Ospedale Niguarda ETS che sostiene il Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano nello sviluppo di progetti dedicati alla ricerca clinica, all’innovazione tecnologica e al miglioramento dell’accoglienza e della qualità della cura. Attraverso iniziative come questa, la Fondazione promuove un’idea di sanità che mette al centro la persona, valorizzando non solo l’eccellenza medica ma anche l’attenzione umana e culturale. In scena, Chroma di Wayne McGregor, Dov’è la Luna di Jean-Christophe Maillot e Minus 16 di Ohad Naharin. Tre opere coreografiche, firmate da autori tra i più acclamati e influenti della danza contemporanea, che offrono agli artisti scaligeri una nuova e stimolante sfida stilistica. Un’occasione unica per vivere una serata di grande valore artistico e solidarietà. In Chroma, Wayne McGregor esplora la drammaticità del corpo umano e la sua capacità di esprimere emozioni e pensieri profondi attraverso una coreografia inventiva ed energica. Il ...

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Marguerite and Armand: storia, personaggi, curiosità e trama

Il balletto Marguerite and Armand nasce come omaggio alla drammaticità romantica e all’eleganza del gesto danzato. Frederick Ashton, dopo aver assistito alla rappresentazione teatrale de La Dame aux Camélias interpretata da Vivian Leigh, rimase profondamente colpito dalla forza emotiva della storia e decise di trasporla in forma di balletto, scegliendo come colonna sonora la Sonata in si minore di Franz Liszt – un’opera intensa, pervasa da passaggi lirici e virtuosistici, capace di sottolineare le passioni e i tormenti dei protagonisti. Il pas de deux finale, quando Marguerite muore tra le braccia di Armand, è considerato uno dei momenti più intensi della storia del balletto narrativo. La vicenda si apre con Marguerite Gautier, celebre cortigiana parigina, gravemente malata. Mentre giace morente, ripensa al grande amore della sua vita: Armand Duval. Il ricordo riporta a quando i due si incontrano per la prima volta in un elegante salotto mondano. Tra loro nasce immediatamente una passione profonda e sincera. Marguerite, abituata a una vita fatta di lusso e relazioni superficiali, scopre grazie ad Armand un sentimento autentico. Decide così di abbandonare la sua esistenza mondana per vivere con lui in campagna, lontano dalla società. La loro felicità, tuttavia, è di breve durata. Il ...

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Erik Bruhn: 5 curiosità sulla sua arte e la sua vita

Il principe del balletto maschile: Erik Bruhn è considerato il modello del danzatore classico moderno: linee pure, tecnica impeccabile, eleganza naturale. Ha ridefinito l’idea del ballerino come protagonista, non solo come “partner” della ballerina. Il leggendario Albrecht in Giselle: Il suo Albrecht è entrato nella storia: famoso per la perfezione dei salti, l’equilibrio assoluto e soprattutto per l’intensità drammatica. Molti lo considerano ancora oggi un punto di riferimento insuperato. Una carriera internazionale da giovanissimo: Debuttò come primo ballerino al Royal Danish Ballet a soli 18 anni e divenne rapidamente una star mondiale, danzando con le più grandi compagnie, tra cui American Ballet Theatre e Opéra di Parigi. Difensore della tradizione bournonvilliana: Bruhn fu un custode rigoroso dello stile Bournonville: leggerezza, musicalità, modestia apparente della tecnica. Lo studiò a fondo e lo trasmise come maestro e direttore artistico, soprattutto durante la sua direzione del National Ballet of Canada. Un artista colto e riservato: Amava la letteratura, la filosofia e l’arte visiva. Fu una persona estremamente discreta sulla propria vita privata, ma è noto il suo legame profondo con Rudolf Nureyev, fatto di stima, confronto artistico e sentimento. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com ©️ Riproduzione riservata

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Adieu à l’Opéra di Yonathan Kellerman [RECENSIONE]

In Adieu à l’Opéra, Yonathan Kellerman firma un documentario di rara delicatezza, capace di guardare al mondo del balletto non attraverso l’abbaglio della perfezione scenica, ma dal punto esatto in cui la luce si spegne e resta il silenzio. È un film sull’addio, certo, ma soprattutto sul tempo: quello che modella i corpi, ridefinisce le identità e impone scelte irrevocabili. Il regista costruisce il racconto intrecciando tre traiettorie molto diverse all’interno dell’Opéra di Parigi. Da un lato le Étoiles Alice Renavand e Stéphane Bullion, figure consacrate, corpi che hanno incarnato l’ideale assoluto del balletto classico; dall’altro Aurélia Bellet, ballerina del corpo di ballo, presenza essenziale ma invisibile, che ha vissuto l’arte senza mai godere del riconoscimento pubblico. Kellerman evita ogni gerarchia retorica: la fama e l’anonimato vengono messi sullo stesso piano, accomunati dalla stessa fine obbligata. La forza del documentario risiede nella sua messa in scena sobria e rispettosa. La macchina da presa osserva, attende, non invade. I momenti più intensi non sono le prove o gli applausi, ma le pause: uno sguardo nello specchio della sala danza, un gesto ripetuto per l’ultima volta, il rumore secco delle scarpette sul pavimento. È lì che emerge la verità del film: il ...

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Quattro cignetti, un solo respiro: la danza dell’armonia

Nel cuore del balletto Il Lago dei Cigni, composto da Pëtr Il’ič Čajkovskij nel 1875-76, si trova uno dei momenti più iconici della danza classica: la Danza dei Piccoli Cigni (Pas de Quatre), conosciuta anche come la Danza dei Quattro Cigni. La danza fu creata da Lev Ivanov per la versione classica del balletto nel 1895, nel contesto della coreografia definitiva del Lago dei Cigni al teatro Mariinsky di San Pietroburgo. I piccoli cigni rappresentano una comunità fragile che sopravvive grazie alla collaborazione. In contrasto con i temi più drammatici del balletto, questa danza introduce un momento di leggerezza e candore. La breve (90 secondi circa) ma intensissima coreografia appare nel secondo atto del balletto: elegante, precisa e geometricamente perfetta è diventata uno dei momenti più riconoscibili e amati del balletto classico accademico. L’illusione è quella di una creatura sola composta da più “ali”. È interpretata da quattro ballerine che rappresentano giovani cigni, legate fisicamente — spesso incrociando le braccia o tenendosi per mano — eseguono una serie di passi piccoli, rapidi e sincronizzati, chiamati pas de bourrée. Non c’è spazio per respirare o aggiustare: la musica comanda, il corpo deve seguirla alla perfezione. Il fascino di questo pezzo non ...

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