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Aristide Rontini

Aristide Rontini a Introdans per la nuova produzione “Skins In Between”

Dal 10 al 28 agosto 2026 il danzatore e coreografo Aristide Rontini sarà in residenza creativa presso Introdans, ad Arnhem, nei Paesi Bassi, per la realizzazione di Skins In Between, nuova produzione commissionata dalla prestigiosa compagnia olandese, da oltre cinquant’anni punto di riferimento della danza contemporanea europea. La residenza rappresenta una fase decisiva del processo creativo dell’opera. Nel corso delle tre settimane di lavoro, Rontini svilupperà la ricerca coreografica direttamente in sala prove, confrontandosi con i danzatori di Introdans e costruendo il linguaggio scenico della nuova creazione attraverso un dialogo costante tra movimento, interpretazione e sperimentazione. Un percorso che consentirà di dare forma a una coreografia pensata appositamente per gli interpreti della compagnia, valorizzandone le qualità tecniche ed espressive. Skins In Between nasce come un’indagine sul corpo e sulle relazioni, esplorando gli spazi di confine tra identità individuale e collettiva, tra ciò che si mostra e ciò che rimane nascosto. Il titolo richiama l’idea di “pelli” e di superfici che separano ma, allo stesso tempo, mettono in contatto, suggerendo una riflessione sulla trasformazione, sulla vulnerabilità e sulla continua negoziazione dell’essere con l’altro. La ricerca coreografica si sviluppa così attraverso un linguaggio fisico intenso, in cui gesto, contatto e dinamica diventano ...

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Orsolina28 Art Foundation: Maurice Béjart | Danae & Dionysios

Sabato 8 agosto 2026 l’Open Air Stage di Orsolina28 Art Foundation ospiterà una serata dedicata alla danza contemporanea, in cui la ricerca coreografica internazionale dialogherà con l’eredità di uno dei più grandi maestri del Novecento, Maurice Béjart. Ad aprire la serata saranno i giovani danzatori del programma Intensive dedicato a Maurice Béjart. La performance rappresenta la restituzione pubblica del percorso di studio svolto durante la settimana di formazione a Orsolina28, offrendo al pubblico l’opportunità di assistere al lavoro sviluppato dagli allievi sul repertorio del grande coreografo. Sul palco si esibiranno gli studenti del corso intensivo sotto la guida di Julien Favreau, Direttore Artistico del Béjart Ballet Lausanne, affiancato da Elisabet Ros e Juichi Kobayashi. Un’occasione per osservare da vicino la trasmissione viva del repertorio, della tecnica e della visione artistica di Maurice Béjart alle nuove generazioni di interpreti. A seguire, protagonista della serata sarà la compagnia Small Axe AMKE, fondata nel 2015 dai coreografi Danae & Dionysos, duo artistico che opera tra Grecia e Filippine. Durante la residenza artistica ospitata da Orsolina28 dal 19 luglio al 9 agosto 2026, i due artisti stanno sviluppando Δράκος – Hymn of Decay, una nuova creazione che esplora la dimensione più autentica dell’essere umano ...

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Il bandeaux: l’acconciatura simbolo del balletto ottocentesco

L’acconciatura a bandeaux rappresentò uno degli elementi più distintivi dell’estetica delle ballerine dell’Ottocento, contribuendo a definire un’immagine di grazia, disciplina e armonia che andava ben oltre il semplice aspetto decorativo. Il termine francese bandeaux indica le ciocche di capelli accuratamente lisciate ai lati del volto, separate da una scriminatura centrale e fatte aderire alle tempie con estrema precisione. Dietro la nuca, i capelli venivano raccolti in uno chignon compatto, spesso fissato con forcine, nastri o sottili retine. Questa pettinatura rispondeva sia a esigenze pratiche sia a precisi canoni estetici. Durante gli spettacoli era fondamentale mantenere il volto completamente libero, evitando che i capelli interferissero con i movimenti o alterassero la pulizia delle linee del corpo. Allo stesso tempo, il bandeaux conferiva al viso un senso di equilibrio e di compostezza, enfatizzando l’espressività dello sguardo e la purezza del profilo, qualità particolarmente apprezzate nel balletto romantico. L’affermazione di questa acconciatura coincise con il periodo d’oro del balletto romantico, quando figure come le celebri étoile dei principali teatri europei contribuirono a diffondere un ideale femminile etereo e raffinato. Le immagini conservate nei dipinti, nelle incisioni e nelle prime fotografie testimoniano come il bandeaux fosse ormai parte integrante dell’identità visiva della ballerina, insieme ...

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“Deledda e Duse – La rivoluzione silenziosa”: la danza racconta il coraggio di due donne che hanno cambiato la storia

La danza diventa memoria, la musica si trasforma in racconto e il teatro restituisce voce a due protagoniste assolute della cultura italiana. È questo il cuore di “Deledda e Duse – La rivoluzione silenziosa”, la nuova produzione firmata da Mvula Sungani ed Emanuela Bianchini, che debutta in prima nazionale il 5 agosto a San Giovanni di Sinis, nell’ambito della rassegna I Giganti dell’Arte 2026 – Penisola del Sinis, promossa dalla Fondazione Mont’e Prama. Lo spettacolo rappresenta l’evento centrale delle celebrazioni dedicate al centenario del Premio Nobel per la Letteratura conferito a Grazia Deledda nel 1926, un anniversario che assume oggi un significato ancora più profondo. La scrittrice sarda non viene infatti celebrata soltanto come prima donna italiana insignita del Nobel, ma come figura straordinariamente moderna, capace di anticipare, con la propria esistenza e la propria opera, temi che appartengono pienamente al nostro presente: l’emancipazione femminile, la libertà individuale e il valore della cultura come strumento di trasformazione sociale. L’originalità del progetto risiede proprio nella scelta di mettere in relazione la figura di Grazia Deledda con quella di Eleonora Duse, due artiste apparentemente lontane ma accomunate da una rivoluzione silenziosa. La prima attraverso la scrittura, la seconda attraverso una recitazione che ...

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L’Idolo d’Oro: la divinità splendente del balletto classico

L’Idolo d’Oro è un personaggio solista del terzo atto de La Bayadère, inserito nella scena del divertissement che segue il matrimonio di Solor con Gamzatti. Affidato generalmente a un danzatore uomo di spicco della compagnia, è un ruolo di grande virtuosismo che rappresenta una divinità dorata: una statua sacra che prende vita sul palcoscenico. Privo di un vero sviluppo narrativo, come quello dei protagonisti Solor, Nikiya e Gamzatti, l’Idolo d’Oro è soprattutto un momento di pura esaltazione tecnica e simbolica. La sua variazione, breve ma spettacolare, trasforma il corpo del danzatore in un’immagine di forza, perfezione e magnificenza, incarnando lo splendore della divinità attraverso una danza brillante e imponente. La coreografia condensa molti elementi dello stile del balletto classico ottocentesco: virtuosismo maschile, eleganza, teatralità e gusto per il meraviglioso. Salti, batterie, giri e pose scultoree richiedono grande preparazione tecnica, oltre a una presenza scenica capace di comunicare regalità e potenza. Difficoltà tecniche principali: Salti e batterie: richiedono elevazione, rapidità dei piedi e precisione ritmica, mantenendo leggerezza e brillantezza nell’esecuzione. Giri: necessitano di un forte controllo del centro, stabilità dell’asse e capacità di mantenere una linea pulita anche nelle combinazioni più rapide. Forza e resistenza: nonostante la durata contenuta, la variazione è ...

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Pesaro, la danza torna protagonista al Teatro Rossini: una stagione tra grandi compagnie, nuovi linguaggi e repertorio

Il Teatro Rossini di Pesaro riapre le sue porte alla danza con una stagione che conferma la centralità della città marchigiana nel panorama coreutico italiano. La Stagione Danza 2026/2027, promossa dal Comune di Pesaro e da AMAT con il contributo della Regione Marche e del Ministero della Cultura, propone un cartellone ricco e articolato che, da novembre 2026 a maggio 2027, attraversa il repertorio classico, la creazione contemporanea e la formazione d’eccellenza, offrendo al pubblico sette appuntamenti di alto profilo, di cui cinque in abbonamento e due fuori abbonamento. La nuova stagione si distingue per una programmazione capace di mettere in dialogo compagnie internazionali, grandi coreografi, interpreti affermati e giovani talenti, confermando il Teatro Rossini come uno dei luoghi privilegiati per la diffusione della cultura della danza in Italia. Un percorso che alterna ricerca e tradizione, sperimentazione e repertorio, con particolare attenzione alla qualità artistica e alla pluralità dei linguaggi espressivi. Ad aprire il cartellone, il 6 novembre, sarà ResExtensa Dance Company con Dittico delle Radici, progetto ideato e diretto da Elisa Barucchieri. Lo spettacolo riunisce due creazioni, Mors ed Wolf Spider, firmate rispettivamente da Elisa Barucchieri e dal collettivo composto da Moreno Guadalupi, Mattia Russo e Antonio De Rosa, ...

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I grandi coreografi nella storia della danza: Heinz Spoerli

Nel panorama della danza contemporanea Heinz Spoerli occupa un posto singolare, quello di un artista capace di unire la purezza della forma classica alla libertà espressiva del movimento moderno. La sua arte nasce da un profondo rispetto per la tradizione, ma non si limita mai alla conservazione: ogni gesto, ogni linea del corpo, ogni relazione nello spazio diventa per lui un’occasione per rivelare una nuova sensibilità. La danza, nelle sue creazioni, non è soltanto tecnica o virtuosismo, ma un linguaggio poetico in cui disciplina e immaginazione convivono con straordinaria armonia. Il tratto distintivo della coreografia di Spoerli risiede nella capacità di trasformare la precisione accademica in emozione pura. Il corpo del danzatore, educato attraverso un rigoroso controllo, non appare mai prigioniero della forma, ma al contrario sembra trovare nella regola una possibilità di libertà. Le sue composizioni sono caratterizzate da una musicalità raffinata, da un’attenzione quasi architettonica alle geometrie del movimento e da una continua ricerca dell’equilibrio tra individuo e insieme. Nei suoi lavori il balletto diventa un tessuto vivo, dove ogni interprete contribuisce alla costruzione di un’immagine collettiva senza perdere la propria identità. La grandezza di Spoerli emerge anche nel modo in cui ha saputo guardare ai capolavori della ...

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Ninette de Valois, la donna che inventò il balletto britannico

Nel giorno dell’anniversario della sua nascita, il ricordo di una pioniera che trasformò un sogno in una delle più grandi tradizioni coreutiche del Novecento. Il 6 giugno 1898 nasceva a Baltyboys, nella contea di Wicklow in Irlanda, una bambina destinata a cambiare per sempre la storia della danza. Il suo nome era Edris Stannus, ma il mondo l’avrebbe conosciuta come Ninette de Valois: ballerina, coreografa, pedagoga, visionaria. Una donna che non si limitò a interpretare il balletto, ma ne costruì le fondamenta di una nuova identità nazionale. Quando Ninette iniziò a studiare danza nei primi anni del Novecento, la Gran Bretagna non possedeva una tradizione classica paragonabile a quella francese, russa o italiana. Il balletto era considerato soprattutto un’arte d’importazione. Fu proprio questa assenza a suggerirle una missione che avrebbe occupato tutta la sua vita: creare una scuola inglese, una compagnia inglese e un repertorio inglese. Dopo gli esordi sulle scene londinesi, entrò a far parte dei leggendari Ballets Russes di Serge Diaghilev, la più rivoluzionaria compagnia del secolo. Fu un’esperienza determinante. Lavorando accanto a figure come Léonide Massine e Bronislava Nijinska, comprese che il balletto non era soltanto tecnica, ma anche organizzazione, cultura, educazione e visione artistica. Negli anni ...

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La danza dipinta “viaggio tra i capolavori”: Pierre-Auguste Renoir

Nel celebre Ballo al Moulin de la Galette, realizzato nel 1876 da Pierre-Auguste Renoir, la danza diventa il cuore pulsante di una scena di vita quotidiana, trasformata in un’immagine vibrante e luminosa che cattura lo spirito della Parigi moderna. Ambientato nel quartiere di Montmartre, presso il noto luogo di ritrovo popolare Moulin de la Galette, il dipinto raffigura un pomeriggio festivo all’aperto, in cui uomini e donne si incontrano, conversano e soprattutto danzano sotto la luce filtrata degli alberi. Renoir costruisce la scena con una straordinaria attenzione alla resa della luce e del movimento, elementi fondamentali anche per restituire il senso della danza. Le coppie non sono isolate o poste in primo piano in modo teatrale, ma immerse in una folla viva e dinamica, dove i gesti si intrecciano e si moltiplicano. La danza non è presentata come spettacolo da osservare, bensì come esperienza condivisa, spontanea e collettiva. I movimenti dei ballerini, spesso appena accennati, emergono attraverso tocchi rapidi di colore e pennellate leggere, che suggeriscono più che definire le posture. Ciò che rende il dipinto particolarmente significativo in relazione all’arte della danza è proprio questa capacità di evocare il movimento senza fissarlo rigidamente. Renoir non disegna contorni netti né ...

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Clug presenta Stabat Mater e Carmina Burana a Modena

La compagnia porta in scena due coreografie del suo direttore Edward Clug ispirate a capolavori di Pergolesi e Carl Orff: Stabat Mater e Carmina Burana. Prosegue domenica 19 aprile alle 20.30 la stagione di Danza al Teatro Comunale di Modena con il Balletto di Maribor impegnato in due brani di matrice classico-contemporanea firmati da Edward Clug, direttore della compagnia: Stabat Mater, su musica di Giovanni Battista Pergolesi e, in prima italiana, Carmina Burana, titolo della notissima partitura musicale di Carl Orff. Radicato a Maribor da più di trent’anni, il coreografo rumeno Edward Clug è alla guida del Balletto del Teatro Nazionale Sloveno dal 2003. Con lui, la principale compagnia di danza del Paese sta attraversando un momento di grande popolarità, grazie a un vasto repertorio, tra cui compaiono diversi suoi titoli di successo. Autore capace di reinterpretare tanto la tradizione ballettistica ottocentesca e novecentesca (Schiaccianoci, Coppelia, Petrushka) quanto di incrociare la grande letteratura (Faust, Il maestro e Margherita, Peer Gynt), Clug ha sperimentato audaci accostamenti tra passato e presente. È accaduto con il suo brano cult Radio & Juliet, presentato a Modena nel 2014, nel quale la tragica vicenda shakespeariana degli amanti veronesi incontrava la musica rock dei Radiohead. Molti ...

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