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Dance Umbrella Festival 2026: Mamela Nyamza inaugura con “The Herd/Less”

Il prestigioso Dance Umbrella Festival, uno dei festival di danza internazionale più importanti di Londra, si prepara a inaugurare l’edizione 2026 con un evento di altissimo profilo artistico. Dall’8 al 10 ottobre 2026, il palcoscenico del Sadler’s Wells East ospiterà la prima britannica di The Herd/Less, la nuova e potente creazione della celebre artista sudafricana Mamela Nyamza. La scelta di affidare l’apertura del festival a Nyamza conferma il ruolo di primo piano della coreografa nel panorama performativo contemporaneo. Già acclamata a Londra per il successo di Hatched Ensemble (spettacolo d’apertura del Dance Umbrella 2024) e fresca del prestigioso Leone d’Argento alla Biennale di Venezia 2026, l’artista torna nella capitale britannica con un’opera tagliente e profondamente evocativa. Il titolo dell’opera gioca sul duplice significato del termine inglese herd (branco/gregge): da un lato evoca l’immagine di una collettività che si muove in perfetta armonia; dall’altro richiama un gruppo diretto, modellato e sottomesso da rigide forze culturali e fisiche. Attraverso la ripetizione e il rituale, Nyamza esplora la sottomissione silenziosa dell’individuo al gruppo. L’uso di oggetti tradizionali dell’Africa meridionale, storicamente associati all’autorità maschile, si trasforma sul palco sia in un simbolo di status sia in un vero e proprio strumento di controllo. L’utilizzo ...

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Nouveaux Ballets Russes: a Firenze rinasce lo spirito dei Ballets Russes

150 anni dopo la prima rappresentazione del Lago dei cigni, andata in scena al Teatro Bol’šoj di Mosca il 4 marzo 1877. La coincidenza delle date è più di un anniversario. È una dichiarazione d’intenti. Perché scegliere proprio Il lago dei cigni per inaugurare una compagnia significa misurarsi con uno dei grandi archetipi del balletto classico e, nello stesso tempo, accettare la responsabilità di non trattarlo come un reperto da museo. Xander Parish, che sarà direttore artistico e cofondatore dei Nouveaux Ballets Russes, ne firma infatti la nuova coreografia, mentre sul podio dell’Orchestra del Maggio ci sarà James Conlon. La regia sarà di Jean-Romain Vesperini, le scene di Bruno de Lavenère, il video design di Étienne Guiol e i costumi di Alain Blanchot. È difficile non pensare, davanti al nome della nuova compagnia, a Sergej Djagilev. I Ballets Russes cambiarono la storia non soltanto perché portarono il balletto in nuovi teatri e in nuove città, ma perché compresero che la danza poteva diventare il punto d’incontro di linguaggi differenti. Pittori, compositori, coreografi, costumisti, scrittori e scenografi entrarono in una stessa avventura creativa. Diaghilev non si limitò a produrre balletti: costruì un’idea moderna dello spettacolo. È proprio quello spirito internazionale e ...

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Giselle alla Scala, la precisione della tradizione [RECENSIONE]

Ci sono balletti che il tempo non consuma, ma ai quali il tempo chiede continuamente nuove ragioni per essere rappresentati. Giselle è uno di questi. La sua apparente semplicità — una giovane contadina, un amore ingannevole, un tradimento, la follia e infine la redenzione — nasconde una delle architetture più raffinate del repertorio romantico, dove tecnica accademica, pantomima e musicalità devono trovare un equilibrio preciso. Alla Scala, il ritorno della storica versione di Coralli-Perrot nella ripresa di Yvette Chauviré, con l’allestimento di Aleksandr Benois, riporta in scena proprio questa idea di equilibrio, affidandola al Corpo di Ballo diretto dal maestro Frédéric Olivieri. Nel primo atto la coreografia vive della contrapposizione fra la freschezza della festa contadina e la progressiva oscurità della vicenda. Nicoletta Manni affronta Giselle con una qualità interpretativa che privilegia la chiarezza del gesto e la musicalità, senza ricorrere a effetti superflui. La sua Giselle cresce gradualmente: dalla vivacità iniziale alla scena della follia, dove il controllo tecnico deve lasciare spazio alla fragilità del personaggio, fino alla trasformazione del secondo atto, nel quale il movimento diventa più rarefatto e sospeso. Al suo fianco Timofej Andrijashenko costruisce un Albrecht nobile nella linea e misurato nel fraseggio. Il ruolo richiede ...

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Crystal Pite – NDT 1 & Kidd Pivot al Festival Aperto di Reggio Emilia

ALCHIMIA Un progetto site specific per Collezione Maramotti Commissionato e coprodotto da Festival Aperto/Fondazione I Teatri – Reggio Emilia in collaborazione con Collezione Maramotti e Max Mara 1 – 4 ottobre 2026 Collezione Maramotti, Reggio Emilia La coreografa canadese Crystal Pite è una voce celebre della danza contemporanea da oltre 35 anni. È apprezzata a livello internazionale per creazioni che affrontano con coraggio temi quali il trauma, la dipendenza, il conflitto, la coscienza e la mortalità; la sua visione audace e originale le ha valso un riconoscimento internazionale e ha ispirato un’intera generazione di artisti della danza. Il suo nuovo progetto – parte del programma di Festival Aperto 2026 – è una collaborazione tra Fondazione I Teatri / Festival Aperto, Collezione Maramotti, la sua compagnia di danza Kidd Pivot e la prestigiosa compagnia di danza contemporanea Nederlands Dans Theater (NDT), dove è Coreografa Associata dal 2008. In questo progetto si incrociano percorsi che hanno già cambiato la danza contemporanea: la creazione prenderà forma in dialogo con l’architettura della Collezione Maramotti e con le sue opere e sarà interpretata da danzatori di NDT 1 e Kidd Pivot, proseguendo la collaborazione avviata nel 2009 tra Fondazione I Teatri, Collezione Maramotti e Max ...

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Cantiere Nuova Scena 2026: aperta la Call for Artists per la giovane creazione teatrale e coreografica

Si apre l’edizione 2026 di Cantiere Nuova Scena, la Call for Artists inserita nel programma del Festival Danza I Cento Passi, con la direzione artistica di Loredana Errico e Amalia Salzano e la consulenza artistica di Sara Zuccari, direttrice del Giornale della Danza e critica di danza per L’Espresso. Il progetto nasce come spazio dedicato alla giovane creazione teatrale e coreografica professionale e semiprofessionale, con l’obiettivo di mettere in relazione formazione, pratica scenica e riflessione critica. La restituzione pubblica dei lavori viene intesa non necessariamente come risultato definitivo, ma come una tappa del processo creativo, un momento di confronto e di verifica per gli artisti. La Call 2026 si articola in due sezioni: Teatro – Nuove drammaturgie, in programma il 25 ottobre 2026, e Danza – Corpo d’Archivio / Corpo Presente, prevista il 7 novembre 2026. Per la sezione Teatro saranno selezionati fino a sei progetti, della durata massima di 15 minuti. Sono ammesse scritture originali, ricerche sul reale e sulla memoria sociale e proposte nelle quali la drammaturgia nasca dall’incontro tra parola, corpo, spazio, ritmo, suono e immagine. Sono esclusi i monologhi: ogni lavoro dovrà prevedere almeno due performer. La sezione Danza accoglierà invece fino a nove progetti, della ...

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Il Lago dei Cigni della European Classical Ballet in tournée in Italia

La magia del grande balletto classico torna protagonista sui palcoscenici italiani con “Il Lago dei Cigni”, capolavoro sulle immortali musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij, portato in tournée dalla European Classical Ballet. La compagnia, fondata e diretta artisticamente da Andrey Scharaev, sarà in scena il 24 novembre al Teatro Stabile Bobbio di Trieste, il 25 novembre al Teatro Nuovo di Ferrara, il 28 novembre al Teatroteam di Bari, il 30 novembre al Teatro Palapartenope di Napoli, il 2 dicembre al Teatro Orione di Roma e il 4 dicembre al Teatro Sociale di Mantova. A guidare il cast saranno i Principal Dancers Tatiana e Nicolai Nazarchevici, entrambi originari di Chișinău e diplomati presso l’Accademia di Musica, Teatro e Belle Arti. Nicolai Nazarchevici è inoltre insignito del titolo onorifico di “Artista Emerito” della Repubblica Moldava. La European Classical Ballet riunisce 35 professionisti provenienti da tutto il mondo e propone una lettura fedele alla tradizione del balletto classico europeo, caratterizzata da tecnica, eleganza e forte presenza scenica. Tra le figure di riferimento della compagnia anche Elizaveta Savina, insegnante diplomata alla Bolshoi Ballet Academy. Nel cast figurano inoltre solisti di rilievo come Cristi Preda, nel ruolo del Giullare, e Alexander Litvinov, interprete di Rothbart, accanto ...

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Il direttore e coreografo Eric Gauthier “allo specchio”

Qual è il tuo balletto classico preferito? Romeo e Giulietta. Qual è il tuo balletto contemporaneo preferito? Grand Finale di Hofesh Shechter. Quale teatro occupa un posto speciale nel tuo cuore? Theaterhaus Stuttgart. Quale romanzo vorresti più di ogni altro vedere adattato per il balletto? Il signore delle mosche. E quale film pensi che sarebbe perfetto per diventare un balletto? Annie. Quale costume di scena ti è piaciuto di più indossare? Mercuzio nella versione di Cranko. A quale colore associ la danza? A tutti. Che odore ha la danza? Di duro lavoro, di sudore! Qual è il brano musicale più bello mai scritto per un balletto? Romeo e Giulietta (Prokof’ev). Quale film di danza consideri imperdibile? West Side Story. Chi sono le tue due leggende della danza del passato, un uomo e una donna? Marcia Haydée e Mikhail Baryshnikov. Qual è il tuo passo o movimento di danza preferito? Il balancé. Tra i grandi personaggi del repertorio del balletto classico, quale avresti voluto essere nella vita reale? Romeo. Chi consideri il più grande genio coreografico di tutti i tempi? John Cranko e William Forsythe. Se potessi tornare indietro nel tempo e incontrare Tersicore, cosa le diresti? Vuoi ballare? In tre ...

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Il linguaggio e lo stile della tecnica Cunningham

Il linguaggio della tecnica Cunningham si distingue per una concezione del movimento basata sull’autonomia del corpo rispetto alla narrazione e all’espressione emotiva. In questa visione la danza non ha il compito di raccontare una storia o rappresentare uno stato d’animo specifico, ma diventa un’esplorazione delle infinite possibilità del movimento nello spazio e nel tempo. Ogni gesto possiede un valore in sé, indipendentemente da un significato simbolico, e nasce dall’interazione tra precisione tecnica, coordinazione e consapevolezza del corpo. Lo stile della tecnica Cunningham è caratterizzato da grande chiarezza formale, controllo e complessità. Il busto mantiene generalmente una posizione eretta e stabile, mentre braccia e gambe si muovono con estrema indipendenza, dando vita a sequenze articolate che richiedono equilibrio, rapidità e precisione. Cambi improvvisi di direzione, variazioni ritmiche, salti, rotazioni e spostamenti nello spazio si alternano con continuità, creando un movimento dinamico e imprevedibile. La tecnica valorizza la neutralità espressiva del danzatore, privilegiando la qualità dell’esecuzione piuttosto che l’interpretazione drammatica. Un elemento fondamentale del linguaggio Cunningham è il rapporto con lo spazio. Ogni punto della scena può diventare il centro dell’azione, senza una gerarchia prestabilita tra primo piano e sfondo. I danzatori si muovono in tutte le direzioni, costruendo percorsi complessi che ...

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Ninette de Valois, la donna che inventò il balletto britannico

Nel giorno dell’anniversario della sua nascita, il ricordo di una pioniera che trasformò un sogno in una delle più grandi tradizioni coreutiche del Novecento. Il 6 giugno 1898 nasceva a Baltyboys, nella contea di Wicklow in Irlanda, una bambina destinata a cambiare per sempre la storia della danza. Il suo nome era Edris Stannus, ma il mondo l’avrebbe conosciuta come Ninette de Valois: ballerina, coreografa, pedagoga, visionaria. Una donna che non si limitò a interpretare il balletto, ma ne costruì le fondamenta di una nuova identità nazionale. Quando Ninette iniziò a studiare danza nei primi anni del Novecento, la Gran Bretagna non possedeva una tradizione classica paragonabile a quella francese, russa o italiana. Il balletto era considerato soprattutto un’arte d’importazione. Fu proprio questa assenza a suggerirle una missione che avrebbe occupato tutta la sua vita: creare una scuola inglese, una compagnia inglese e un repertorio inglese. Dopo gli esordi sulle scene londinesi, entrò a far parte dei leggendari Ballets Russes di Serge Diaghilev, la più rivoluzionaria compagnia del secolo. Fu un’esperienza determinante. Lavorando accanto a figure come Léonide Massine e Bronislava Nijinska, comprese che il balletto non era soltanto tecnica, ma anche organizzazione, cultura, educazione e visione artistica. Negli anni ...

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La danza dipinta “viaggio tra i capolavori”: Pierre-Auguste Renoir

Nel celebre Ballo al Moulin de la Galette, realizzato nel 1876 da Pierre-Auguste Renoir, la danza diventa il cuore pulsante di una scena di vita quotidiana, trasformata in un’immagine vibrante e luminosa che cattura lo spirito della Parigi moderna. Ambientato nel quartiere di Montmartre, presso il noto luogo di ritrovo popolare Moulin de la Galette, il dipinto raffigura un pomeriggio festivo all’aperto, in cui uomini e donne si incontrano, conversano e soprattutto danzano sotto la luce filtrata degli alberi. Renoir costruisce la scena con una straordinaria attenzione alla resa della luce e del movimento, elementi fondamentali anche per restituire il senso della danza. Le coppie non sono isolate o poste in primo piano in modo teatrale, ma immerse in una folla viva e dinamica, dove i gesti si intrecciano e si moltiplicano. La danza non è presentata come spettacolo da osservare, bensì come esperienza condivisa, spontanea e collettiva. I movimenti dei ballerini, spesso appena accennati, emergono attraverso tocchi rapidi di colore e pennellate leggere, che suggeriscono più che definire le posture. Ciò che rende il dipinto particolarmente significativo in relazione all’arte della danza è proprio questa capacità di evocare il movimento senza fissarlo rigidamente. Renoir non disegna contorni netti né ...

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