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Dalla geometria dei corpi alle leggi della fisica: dietro un balletto c’è un laboratorio scientifico perfetto

Per secoli la danza è stata descritta come l’espressione più completa dell’arte, un’attività che suscita emozioni negli spettatori. Il sipario del teatro si alza, la musica parte, i performer danzano con una grazia e una leggerezza che appaiono prive di sforzo e peso. Ma quello che il pubblico ammira invece è scienza in movimento. Dietro una coreografia infatti si nasconde un incastro perfetto di matematica, geometria e neurobiologia. Guardando una coreografia dall’alto, ci si accorge immediatamente di come la geometria sia il principio cardine della danza. Essa è costituita da linee, angoli, simmetrie e asimmetrie. I movimenti di gruppo disegnano cerchi, diagonali e figure che si compongono e scompongono. Tutto ciò per creare quell’armonia visiva che il cervello percepisce istintivamente come bellezza. Se la geometria definisce lo spazio della danza, la matematica invece ne governa il tempo e le forze. Non si tratta solo di contare ‘fino a otto”. La danza sfida costantemente le leggi della fisica. Basti pensare ai salti di Mikhail Barysnikov che creava l’illusione ottica di fermarsi a mezz’aria nel punto più alto della parabola, il ballon, sfidando la gravità. Oppure ai 32 leggendari fouettés consecutivi eseguiti sulle punte da Pierina Legnani nel 1893 a San Pietroburgo nell’interpretazione della ‘Cenerentola’. ...

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Vendita eccezionale di costumi di scena all’Opéra di Parigi

L’Opéra national de Paris si prepara ad aprire al pubblico le porte del proprio immenso patrimonio sartoriale con un’iniziativa di rara suggestione, destinata ad affascinare collezionisti, appassionati di teatro, cultori della danza e semplici amanti della bellezza. Dal 29 al 31 maggio 2026, infatti, l’Opéra Bastille ospiterà una vendita straordinaria di oltre cinquemila costumi di scena provenienti da storiche produzioni liriche e coreutiche che hanno segnato gli ultimi decenni della grande istituzione francese. Si tratta di un evento eccezionale non soltanto per l’ampiezza della selezione proposta, ma soprattutto per il valore simbolico e artistico degli abiti messi in vendita: creazioni nate per vivere sotto le luci del palcoscenico e per incarnare personaggi, epoche e universi poetici che hanno emozionato il pubblico internazionale. Tra i titoli operistici coinvolti figurano produzioni di grande prestigio come Eugène Onéguine nella regia di Willy Decker, Les Capulet et les Montaigu firmato da Robert Carsen, Eliogabalo di Thomas Jolly, Les Indes galantes di Andrei Serban, La Veuve joyeuse di Jorge Lavelli e Samson et Dalila nell’allestimento di Damiano Michieletto. A queste si affiancano celebri produzioni di balletto quali AIR di Saburo Teshigawara, Coppélia di Pierre Lacotte, Psyché di Alexei Ratmansky e Siddharta di Angelin Preljocaj. Ogni costume custodisce il riflesso di una drammaturgia, la memoria di ...

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Il direttore artistico José Manuel Ghiso “allo specchio”

Il balletto classico preferito? La Bayadère. Il balletto contemporaneo prediletto? Minus 16. Il teatro del cuore? Municipal Theatre of Chile. Un romanzo da trasformare in balletto? Manon Lescaut. Un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Onegin. Il costume di scena che hai preferito indossare? Costume di Bayadère. Quale colore associ alla danza? Il colore carne. Che profumo ha la danza? Il sudore del lavoro. La musica più bella scritta per balletto? La Dame aux camélias. Il film di danza irrinunciabile? Il Sole di mezzanotte. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Marcia Haydée e Mikhail Baryshnikov. Il tuo passo di danza preferito? Doppio tour en l’air. Chi ti sarebbe piaciuto essere, nella vita reale, tra i personaggi del grande repertorio della danza? Sigfrido ne Il lago dei cigni. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? John Cranko e Kenneth MacMillan. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Grazie per l’arte della danza. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Passione, impegno, soddisfazione. Come ti vedi oggi allo specchio? Mi vedo come un artista realizzato e felice che ha raggiunto il suo sogno. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com © Riproduzione riservata

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New York celebra Martha Graham con una mostra-evento

C’è qualcosa di profondamente contemporaneo nel ritorno di Martha Graham al centro della scena culturale newyorkese. A oltre trent’anni dalla sua scomparsa, la figura che ha rivoluzionato la danza del Novecento continua infatti a parlare al presente con una forza rara, quasi inquieta, come se il suo linguaggio corporeo non appartenesse al passato ma a una dimensione ancora irrisolta dell’animo umano. È proprio da questa tensione emotiva che nasce Martha Graham: The Mother of Psychological Dance, la nuova mostra inaugurata il 20 maggio presso la New York Public Library for the Performing Arts, un progetto curatoriale firmato da Jack Ferver che non si limita a celebrare un mito della danza moderna, ma prova a raccontare come Martha Graham abbia cambiato per sempre il modo di concepire il corpo sulla scena. L’esposizione si sviluppa come un viaggio dentro la mente creativa della coreografa americana, evitando la retorica museale della commemorazione per privilegiare invece un dialogo intimo con il suo universo artistico. Non è la semplice cronologia di una carriera straordinaria, ma il ritratto di una donna che trasformò la danza in una forma di autobiografia emotiva. Graham non cercava la grazia nel senso classico del termine; ciò che la interessava era ...

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La danza dipinta “viaggio tra i capolavori”: Keith Haring

Nel lavoro Senza titolo (danza) di Keith Haring la rappresentazione del movimento si riduce all’essenziale, ma proprio per questo acquista una forza immediata e universale. Le figure stilizzate che popolano la superficie dell’opera, tracciate con linee nere spesse e continue, sono colte in pose dinamiche, con arti aperti e piegati che suggeriscono un’energia in costante espansione. Non ci sono dettagli anatomici, né profondità prospettica: il corpo è trasformato in segno, e la danza diventa un linguaggio visivo diretto, accessibile a chiunque. Ciò che distingue questa visione della danza è la sua dimensione collettiva. Le figure di Haring non danzano isolate, ma spesso in relazione tra loro, creando una sorta di ritmo condiviso che attraversa l’intera composizione. I corpi sembrano rispondere a una stessa pulsazione, come se fossero mossi da una musica invisibile. Le linee radianti che circondano le figure, elemento tipico del suo stile, amplificano questa sensazione, rendendo visibile l’energia del movimento e trasformando ogni gesto in una vibrazione che si propaga nello spazio. In questo contesto, la danza non è rappresentata come disciplina codificata o tecnica raffinata, ma come espressione primaria e spontanea. I movimenti sono semplici, quasi infantili nella loro immediatezza, ma proprio per questo carichi di vitalità. ...

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Roberto-Bolle

“Roberto Bolle and Friends” al TAM Teatro Arcimboldi

C’è una città in cui la danza riesce ogni volta a sentirsi a casa e a esprimere la sua forza universale: Milano.  Il capoluogo lombardo rinnova il suo appuntamento con la grande danza accogliendo ancora una volta “Roberto Bolle and Friends” il 21, 22, 23 e 24 maggio 2026, al TAM Teatro Arcimboldi, divenuto negli anni uno dei luoghi simbolo del rapporto speciale tra l’étoile e il pubblico milanese. Un Gala che continua a evolversi, fedele alla propria identità ma sempre capace di sorprendere attraverso nuovi interpreti, accostamenti inediti e un dialogo costante tra repertorio classico e creazione contemporanea. Il programma di quest’anno costruisce un percorso ricco di contrasti e suggestioni: virtuosismo accademico, ricerca coreografica, intensità teatrale e sperimentazione visiva convivono in una serata che riunisce alcune tra le personalità più interessanti della scena internazionale. Accanto a Roberto Bolle si alternano artisti provenienti dall’Opéra National de Paris, dallo Staatsballett Berlin, dall’Astana Ballet e da importanti realtà internazionali, interpreti di linguaggi differenti ma accomunati da una straordinaria qualità tecnica ed espressiva. Roberto Bolle attraversa il Gala in molteplici forme artistiche, ritagliandosi in particolare ben sei pezzi. Ad aprire la serata è “SENTieri” di Philippe Kratz, una creazione intensa e poetica su ...

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La danza internazionale al “Deauville Sur Pointes”

Deauville Sur Pointes, in programma dal 7 al 9 agosto 2026, si prepara a trasformare Deauville in uno dei principali palcoscenici europei dedicati alla danza internazionale. Per tre giorni la celebre località normanna vivrà al ritmo del movimento, accogliendo gala prestigiosi, concorsi, masterclass, incontri e performance diffuse nei luoghi più iconici della città. Dopo il successo della prima edizione, il festival torna con un programma ancora più ricco e ambizioso, capace di unire eleganza, formazione artistica e spettacolo contemporaneo. Cuore dell’evento saranno i grandi gala ospitati al Centre International de Deauville, dove étoiles e solisti provenienti da importanti compagnie internazionali interpreteranno estratti del repertorio classico e creazioni contemporanee. La programmazione riflette infatti la volontà di costruire un dialogo tra tradizione accademica e nuove scritture coreografiche, valorizzando tanto la purezza tecnica del balletto quanto la libertà espressiva della danza contemporanea. Accanto agli spettacoli serali, Deauville Sur Pointes offrirà anche masterclass e corsi aperti ai giovani danzatori, prove pubbliche, incontri con artisti e momenti di approfondimento dedicati al mondo della coreografia internazionale. Grande attenzione sarà riservata ai talenti emergenti attraverso concorsi e appuntamenti dedicati alla formazione, confermando la vocazione del festival come luogo di trasmissione artistica e scoperta. Uno degli aspetti più ...

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La danza dipinta “viaggio tra i capolavori”: Pierre-Auguste Renoir

Nel celebre Ballo al Moulin de la Galette, realizzato nel 1876 da Pierre-Auguste Renoir, la danza diventa il cuore pulsante di una scena di vita quotidiana, trasformata in un’immagine vibrante e luminosa che cattura lo spirito della Parigi moderna. Ambientato nel quartiere di Montmartre, presso il noto luogo di ritrovo popolare Moulin de la Galette, il dipinto raffigura un pomeriggio festivo all’aperto, in cui uomini e donne si incontrano, conversano e soprattutto danzano sotto la luce filtrata degli alberi. Renoir costruisce la scena con una straordinaria attenzione alla resa della luce e del movimento, elementi fondamentali anche per restituire il senso della danza. Le coppie non sono isolate o poste in primo piano in modo teatrale, ma immerse in una folla viva e dinamica, dove i gesti si intrecciano e si moltiplicano. La danza non è presentata come spettacolo da osservare, bensì come esperienza condivisa, spontanea e collettiva. I movimenti dei ballerini, spesso appena accennati, emergono attraverso tocchi rapidi di colore e pennellate leggere, che suggeriscono più che definire le posture. Ciò che rende il dipinto particolarmente significativo in relazione all’arte della danza è proprio questa capacità di evocare il movimento senza fissarlo rigidamente. Renoir non disegna contorni netti né ...

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Clug presenta Stabat Mater e Carmina Burana a Modena

La compagnia porta in scena due coreografie del suo direttore Edward Clug ispirate a capolavori di Pergolesi e Carl Orff: Stabat Mater e Carmina Burana. Prosegue domenica 19 aprile alle 20.30 la stagione di Danza al Teatro Comunale di Modena con il Balletto di Maribor impegnato in due brani di matrice classico-contemporanea firmati da Edward Clug, direttore della compagnia: Stabat Mater, su musica di Giovanni Battista Pergolesi e, in prima italiana, Carmina Burana, titolo della notissima partitura musicale di Carl Orff. Radicato a Maribor da più di trent’anni, il coreografo rumeno Edward Clug è alla guida del Balletto del Teatro Nazionale Sloveno dal 2003. Con lui, la principale compagnia di danza del Paese sta attraversando un momento di grande popolarità, grazie a un vasto repertorio, tra cui compaiono diversi suoi titoli di successo. Autore capace di reinterpretare tanto la tradizione ballettistica ottocentesca e novecentesca (Schiaccianoci, Coppelia, Petrushka) quanto di incrociare la grande letteratura (Faust, Il maestro e Margherita, Peer Gynt), Clug ha sperimentato audaci accostamenti tra passato e presente. È accaduto con il suo brano cult Radio & Juliet, presentato a Modena nel 2014, nel quale la tragica vicenda shakespeariana degli amanti veronesi incontrava la musica rock dei Radiohead. Molti ...

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Chiude il Peninsula Ballet Theatre: storia e tramonto

La notizia della chiusura del Peninsula Ballet Theatre segna la fine di una realtà significativa nel panorama della danza regionale statunitense, e si inserisce in un momento di trasformazione più ampio che sta interessando molte compagnie di medie dimensioni. Fondata nella seconda metà del Novecento nella penisola di San Francisco, la compagnia ha svolto per decenni un ruolo cruciale nella diffusione del balletto classico e contemporaneo in un’area che, pur essendo culturalmente vivace, non sempre ha potuto contare sulla stessa visibilità delle grandi istituzioni metropolitane. Il Peninsula Ballet Theatre nacque con una missione chiara: rendere la danza accessibile a un pubblico ampio e creare un ponte tra formazione e professione per giovani danzatori. Nel corso degli anni, la compagnia si è distinta per una programmazione eclettica, capace di affiancare titoli del repertorio classico a nuove creazioni, spesso firmate da coreografi emergenti. Questo equilibrio tra tradizione e innovazione ha permesso all’ensemble di costruire una propria identità, mantenendo al contempo un forte radicamento nel territorio. Non si trattava solo di una compagnia di spettacolo, ma di un vero e proprio centro culturale, impegnato anche in attività educative e programmi per la comunità. Elemento fondamentale della sua struttura era il legame con la ...

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