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Il musical “La Cage aux Folles” a La Seine Musicale di Parigi

Nell’autunno del 2026 uno dei musical più iconici della storia del teatro tornerà sulle scene francesi in una cornice spettacolare: La Cage aux Folles sarà rappresentato a La Seine Musicale, uno dei poli culturali più moderni dell’area parigina. L’evento promette di unire la grande tradizione del teatro musicale con una produzione contemporanea, riportando alla ribalta una storia che ha segnato profondamente la cultura popolare europea e americana. La storia di La Cage aux Folles affonda le sue radici nella Francia degli anni Settanta. L’opera originale fu scritta dal drammaturgo Jean Poiret e debuttò a teatro nel 1973, ottenendo immediatamente un enorme successo. La trama ruota attorno alla vita di Georges, proprietario di un locale di cabaret sulla Costa Azzurra, e del suo compagno Albin, star dello spettacolo drag del locale. La commedia giocava con ironia e umanità sui temi dell’identità, della famiglia e della tolleranza, elementi che negli anni Settanta erano ancora relativamente nuovi per il grande pubblico teatrale. Il successo della pièce portò presto a un adattamento cinematografico: il film La Cage aux Folles, diretto da Édouard Molinaro con interpreti Michel Serrault e Ugo Tognazzi, uscì nel 1978 e divenne un fenomeno internazionale, vincendo anche il Golden Globe come miglior film straniero ...

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Al Teatro Morlacchi di Perugia in scena redrum di gruppo nanou

La Stagione 25/26 del Teatro Morlacchi di Perugia prosegue con il quarto appuntamento della Rassegna di danza “Perché non ballate?”: sabato 21 marzo alle ore 18 e domenica 22 marzo alle ore 17 in scena redrum di gruppo nanou; coreografie di Marco Valerio Amico e Rhuena Bracci e con gli interpreti Carolina Amoretti, Marina Bertoni, Rhuena Bracci, Andrea Dionisi, Agnese Gabrielli e Marco Maretti. Vincitore del Premio Ubu 2024 ex-aequo nella categoria “miglior spettacolo di danza”. redrum è il primo capitolo del nuovo progetto pluriennale Overlook Hotel di gruppo nanou, formazione nata nel 2004 come spazio di confronto delle visioni artistiche di Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci e Roberto Rettura, diventando luogo dove corpo, suono e immagine trovano un linguaggio comune nella coreografia, dando vita a un’opera organica. Il titolo dello spettacolo omaggia Shining, sia il romanzo di Stephen King che la interpretazione filmica che ne ha dato Stanley Kubrick, evocando l’idea di uno spazio inesistente ma familiare, capace di scatenare un immaginario conturbante popolato da fantasmi e da ricordi in cui si perde il confine tra realtà, sogno e desiderio. redrum è una installazione coreografica per cinque danzatori e un performer in cui vengono riscritte le regole del rito ...

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DAP Pietrasanta: il festival di danza compie dieci anni e festeggia con un omaggio all’arte di Igor Mitoraj

Pietrasanta si prepara ad accogliere la decima edizione di DAP Festival – Danza in Arte a Pietrasanta, in programma dal 27 giugno all’11 luglio 2026, confermandosi come uno dei principali appuntamenti italiani dedicati alla danza contemporanea in dialogo con le arti visive e lo spazio urbano. Con la direzione artistica di Adria Ferrali e la direzione esecutiva di Sara Tartaglia, il festival è patrocinato da Ministero della Cultura, Assemblea parlamentare del Mediterraneo, Regione Toscana e Comune di Pietrasanta, supportato da Centro per le Arti Visive e Fondazione La Versiliana. Il 2026 segna un traguardo simbolico per il festival, che celebra dieci anni di attività rafforzando la propria vocazione internazionale e la capacità di mettere in relazione grandi protagonisti della danza internazionale e nuove generazioni di artisti. Il programma propone un cartellone di 14 spettacoli coinvolgendo compagnie e interpreti provenienti da Europa, Stati Uniti e Africa. Fiore all’occhiello dell’edizione 2026 la collaborazione con il Museo Mitoraj che dà vita – grazie ad una co-produzione tra DAP Festival × Compagnia Bellanda – alla performance di apertura, un’esperienza immersiva che unisce visita al museo e danza, un lavoro che intreccia arte, corpo e memoria ispirato alla scultura “Bocca di Rocca Bianca” del maestro polacco. Tra i protagonisti di questa edizione figurano alcune delle personalità più autorevoli della danza contemporanea internazionale. Oltre a Compagnia Bellanda, ...

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Sergej Diaghilev: il potere di vedere prima degli altri

      Sergej Diaghilev non fu semplicemente un impresario: fu un catalizzatore, una mente che trasformò l’arte in un organismo vivo capace di attraversare confini, discipline e sensibilità. La sua figura si muove tra contraddizioni affascinanti: aristocratico senza fortuna, visionario senza tecnica specifica, organizzatore senza compromessi. Eppure proprio da queste tensioni nacque una delle rivoluzioni culturali più decisive del primo Novecento. Nato nella Russia imperiale, Diaghilev crebbe in un ambiente in cui la cultura era segno di distinzione sociale ma anche spazio di sperimentazione. Sin da giovane mostrò una predisposizione non tanto per la creazione artistica diretta, quanto per il riconoscimento del talento altrui. Questa capacità, apparentemente secondaria, si rivelò invece il fulcro della sua grandezza: vedere prima degli altri, comprendere ciò che ancora non era stato pienamente espresso, e metterlo nelle condizioni di esistere. Il suo primo campo d’azione fu quello delle arti visive e della critica. Ma ben presto intuì che il vero salto non stava nel perfezionare un linguaggio, bensì nel metterli tutti in relazione. Fu qui che nacque la sua idea più radicale: l’arte totale non come semplice somma di elementi, ma come collisione fertile tra forme diverse. La danza, la musica, la pittura, la ...

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Opera Locos debutta al Teatro Municipale Valli di Reggio Emilia

Un musical fuori dagli schemi, dove l’opera lirica incontra la comicità travolgente del teatro fisico. Arriva per la prima volta a Reggio Emilia Opera Locos, lo spettacolo della compagnia spagnola Yllana che ha conquistato i palcoscenici internazionali con una formula originale e irresistibile. Lo spettacolo sarà in scena al Teatro Municipale Valli di Reggio Emilia venerdì 20 e sabato 21 marzo alle ore 20.30 e domenica 22 marzo alle ore 15.30, con la regia dei direttori artistici David Ottone e Joe O’Curneen, la direzione musicale di Marc Álvarez e Manuel Coves e le coreografie di Carlos Chamorro. Lontano dai musical tradizionali, Opera Locos propone un incontro sorprendente tra lirica, teatro gestuale e comicità. Sul palco cinque cantanti lirici di grande tecnica vocale si muovono tra virtuosismi musicali e situazioni esilaranti, dando vita a uno spettacolo che alterna momenti di grande qualità musicale a gag irresistibili. Debuttato a Madrid nel maggio 2018, Opera Locos ha rapidamente conquistato il pubblico internazionale ed è stato rappresentato in numerosi paesi, tra cui Spagna, Francia, Regno Unito, Stati Uniti, Corea del Sud e Cina. Ha ottenuto particolare successo all’Edinburgh Fringe Festival e al Sadler’s Wells di Londra, mentre in Francia la produzione è arrivata alla ...

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Tchaikovsky Pas de Deux: storia, personaggi, curiosità e trama

Il Tchaikovsky Pas de Deux occupa un posto particolare nella storia del balletto: pur essendo oggi uno dei passi a due più celebri del repertorio classico, nasce in realtà da un episodio singolare legato alla fortuna e alle trasformazioni di un’altra opera monumentale, Il lago dei cigni. La musica fu composta da Pëtr Il’ič Čajkovskij negli anni Settanta dell’Ottocento per la partitura del Lago dei cigni, destinata al Teatro Bol’šoj di Mosca, ma per ragioni che la storia non ha mai chiarito completamente questo brano non entrò nella versione definitiva del balletto rappresentata nel 1877. Per lungo tempo si ritenne addirittura che la musica fosse andata perduta. La vicenda riemerse molti decenni dopo, quando nel corso del Novecento vennero ritrovate negli archivi del Teatro Mariinskij alcune parti orchestrali appartenenti proprio a quella sezione musicale dimenticata. Il ritrovamento restituì alla danza una pagina brillante e virtuosistica, tipica dello stile di Čajkovskij, caratterizzata da un’ouverture scintillante, da un adagio lirico e da due variazioni di grande difficoltà tecnica, prima di una coda conclusiva costruita su un crescendo di energia e precisione musicale. La coreografia che oggi conosciamo come Tchaikovsky Pas de Deux fu creata nel 1960 da George Balanchine per il New ...

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La danza è un viaggio verso la felicità e la completezza

La felicità è un concetto sfuggente e spesso difficile da definire. Cambia forma a seconda di chi la vive: per alcuni coincide con momenti di gioia intensa, per altri con una costante serenità. La felicità quindi è più una questione di percezione e di stato d’animo che di circostanze oggettive. Ma c’è un campo in cui essa trova indiscutibilmente terreno fertile per germogliare e manifestarsi: la danza. La connessione tra salute fisica e felicità è universalmente riconosciuta: un corpo allenato, libero da tensioni, permette di vivere meglio e di comprendere ed esprimere le emozioni in modo più autentico e intenso. La danza diventa così uno strumento per valorizzare la felicità: la sensazione di benessere fisico si riflette sullo stato mentale, generando una profonda sensazione di completezza. La ricerca dell’eccellenza tecnica infatti si intreccia con la creatività e con la soddisfazione personale: ogni movimento appreso e ben eseguito diventa un traguardo raggiunto, una piccola vittoria che alimenta la gioia. Quando si crea o si fruisce arte, infatti, ci si immerge in un’esperienza che trascende la quotidianità, libera dallo stress e favorisce la connessione con se stessi e con gli altri. La danza non offre solo momenti di euforia, ma crea una ...

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“Danza in Corsia” l’iniziativa del Balletto di Siena di Marco Batti

“Danza in Corsia”: a Siena la danza entra nei reparti dell’ospedale Santa Maria alle Scotte come progetto di welfare culturale per l’umanizzazione delle cure. Portare la bellezza della danza nei luoghi dell’assistenza e offrire ai pazienti e agli operatori sanitari un momento di sollievo ed emozione. È questo l’obiettivo di “Danza in Corsia”, il progetto promosso dall’Azienda ospedaliero-universitaria Senese in collaborazione con la Compagnia Balletto di Siena per “curare anche con la cultura”. L’iniziativa, ideata dal Direttore Artistico del Balletto di Siena, dottor Marco Batti è stato accolto con entusiasmo dal Direttore generale dell’Aou Senese, professor Antonio Barretta, ed è curato dalla dottoressa Ines Ricciato, direttrice UOC Comunicazione, Informazione e Accoglienza. L’iniziativa nasce nella stagione estiva 2025 come esperienza sperimentale, con l’idea di portare l’arte direttamente negli spazi ospedalieri attraverso brevi performance coreutiche dedicate ai pazienti in terapia. Il primo appuntamento si è svolto nel day hospital dell’Oncologia medica, dove i primi ballerini del Balletto di Siena Chiara Gagliardo e Giuseppe Giacalone si sono esibiti sulle note de Il Lago dei cigni di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Una performance accolta con grande partecipazione da pazienti e operatori sanitari, che ha segnato il primo ingresso della danza all’interno dell’ospedale senese. In occasione ...

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Balanchine e il balletto americano: una storia narrata in libro

Nel panorama degli studi dedicati alla danza del Novecento, il volume Balanchine Finds His America: A Tale of Love Lost and Ballet Reborn, scritto dalla storica della danza Elizabeth Kendall, rappresenta uno dei contributi più recenti e penetranti alla comprensione della figura di George Balanchine e del momento in cui il balletto, giunto sulle coste degli Stati Uniti come tradizione importata dall’Europa, cominciò a trasformarsi in un’arte autenticamente americana. Il libro non è soltanto una biografia del coreografo, né una semplice cronaca delle sue creazioni: è piuttosto il racconto di un passaggio storico, quello in cui una tradizione artistica profondamente radicata nella cultura europea trova una nuova forma e una nuova vitalità nel contesto culturale degli Stati Uniti. Quando Balanchine arriva in America nel 1933, non è ancora la figura leggendaria che diventerà negli anni successivi. Nato a San Pietroburgo e formato nella rigorosa disciplina della scuola imperiale russa, aveva già vissuto la stagione tumultuosa della rivoluzione e aveva partecipato alle esperienze artistiche più innovative dell’Europa tra le due guerre. Tuttavia il suo arrivo negli Stati Uniti segna un momento di incertezza. L’America che lo accoglie è un Paese nel quale il balletto non possiede ancora una tradizione stabile; il ...

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Erik Bruhn: 5 curiosità sulla sua arte e la sua vita

Il principe del balletto maschile: Erik Bruhn è considerato il modello del danzatore classico moderno: linee pure, tecnica impeccabile, eleganza naturale. Ha ridefinito l’idea del ballerino come protagonista, non solo come “partner” della ballerina. Il leggendario Albrecht in Giselle: Il suo Albrecht è entrato nella storia: famoso per la perfezione dei salti, l’equilibrio assoluto e soprattutto per l’intensità drammatica. Molti lo considerano ancora oggi un punto di riferimento insuperato. Una carriera internazionale da giovanissimo: Debuttò come primo ballerino al Royal Danish Ballet a soli 18 anni e divenne rapidamente una star mondiale, danzando con le più grandi compagnie, tra cui American Ballet Theatre e Opéra di Parigi. Difensore della tradizione bournonvilliana: Bruhn fu un custode rigoroso dello stile Bournonville: leggerezza, musicalità, modestia apparente della tecnica. Lo studiò a fondo e lo trasmise come maestro e direttore artistico, soprattutto durante la sua direzione del National Ballet of Canada. Un artista colto e riservato: Amava la letteratura, la filosofia e l’arte visiva. Fu una persona estremamente discreta sulla propria vita privata, ma è noto il suo legame profondo con Rudolf Nureyev, fatto di stima, confronto artistico e sentimento. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com ©️ Riproduzione riservata

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