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Tre compleanni, tre giganti della danza: Vasiliev, Ek e Haydée

Il 18 aprile riunisce, in una singolare coincidenza del calendario, tre personalità che hanno segnato in modo profondo e divergente la storia della danza del secondo Novecento: Vladimir Vasiliev, Mats Ek e Marcia Haydée. Tre percorsi artistici distinti, talvolta quasi opposti per estetica e formazione, ma accomunati da una centralità assoluta nella ridefinizione del linguaggio coreografico contemporaneo e del ruolo stesso dell’interprete nel teatro di danza. Considerati insieme, essi offrono una sorta di mappa ideale delle trasformazioni del balletto tra tradizione accademica, modernismo europeo e sperimentazione drammaturgica del corpo. Nel caso di Vladimir Vasiliev (18 aprile 1940), la storia della danza classica del XX secolo trova una delle sue incarnazioni più emblematiche. Formatosi alla Scuola del Bolshoi, Vasiliev si impose come uno dei più straordinari interpreti maschili del repertorio sovietico, incarnando una nuova idea di danzatore virile, non più semplice supporto della ballerina ma protagonista drammatico a pieno titolo. La sua interpretazione in Spartacus di Yuri Grigorovich rappresenta uno dei punti più alti di questa evoluzione: il corpo non è più soltanto strumento di virtuosismo, ma veicolo di una narrazione epica, quasi cinematografica, in cui forza fisica e tensione emotiva si fondono in una sintesi di grande impatto scenico. Parallelamente ...

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Bolzano Danza: la 42ª edizione dal 16 al 31 luglio 2026

Da giovedì 16 a venerdì 31 luglio ritorna Bolzano Danza Festival: l’appuntamento internazionale con la danza nel capoluogo altoatesino, organizzato e promosso dalla Fondazione Haydn di Bolzano e Trento, chiama a raccolta i più importanti protagonisti della coreografia contemporanea e gli appassionati di tutta Italia per dare vita a una manifestazione diffusa, capace di coinvolgere la città e il suo territorio in due settimane di intensa programmazione tra spettacoli partecipativi, performances open-air, incontri e appuntamenti festivi. La 42ª edizione del festival è la seconda diretta da Anouk Aspisi e Olivier Dubois. Dopo l’avvio nel 2025 del percorso tematico triennale intitolato Trilogia della Passione – con una prima tappa, Insurrezione – nel 2026, l’Orizzonte si apre come uno spazio senza limiti in cui lo sguardo si perde e si ritrova: non una destinazione precisa, ma una frontiera sottile tra l’ignoto e la speranza, dove non si contempla più a distanza, ma si accetta di essere spostati, attraversati, trasformati. Tra le prime nazionali da non perdere in questa nuova edizione del festival il nuovo lavoro della coreografa franco-argentina Ayelen Parolin, stella della nuova danza europea, Irresistible Révolution (lunedì 27 luglio), il re-enactement dello storico Rosas danst Rosas, pièce iconica della danza contemporanea ...

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Shortlist della Vetrina della giovane danza d’autore eXtra

È stata individuata dalla commissione valutatrice, composta dai 36 partner del Network Anticorpi XL, tra le 106 candidature pervenute tramite call nazionale, la rosa dei 30 progetti coreografici che hanno accesso alla fase finale di selezione per l’edizione 2026 della Vetrina della giovane danza d’autoreeXtra. Tra questi progetti – di seguito elencati in ordine alfabetico – saranno selezionate nelle prossime settimane le creazioni che verranno presentate a Ravenna, dal 10 al 12 settembre 2026, durante la tre giorni della Vetrina della giovane danza d’autore: ➤ Simone Lorenzo Benini e Miriam Budzakova, Sandpit ➤ Giulia Cannas, No caption needed ➤ Matilde Casini e Paula Sanchez Salanueva, ATTRACTIO ➤ Margherita Celestino, Columba domestica ➤ Alessio Damiani, When we collide ➤ Arianna Delle Gemme, Senza Coda ➤ Giacomo De Luca, ((MO!)) – Il Corpo Futuristico. versione short ➤ Francesco Ferrari, Hide and Reveal ➤ Glenda Gheller, LOVE PARADE ➤ Alessandro Giaquinto, Wolken ➤ Teodora Grano, GRINDHOUSE ➤ Camilla Guarino e Giulia Campolmi, Paso Doble ➤ Riccardo Iellen, الأسكندرية (Alexandria) ➤ Claudio Larena, \”Stiamo lavorando per voi\” (versione spazio pubblico) ➤ Marta Magini, Swinging is like saying no no no ➤ Marcello Malchiodi, PROMETHEUS ➤ Lorenzo Dino Marchionni, Quando l’acqua diventa ghiaccio ➤ Alessandra ...

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Leïla Ka al Teatro Fraschini di Pavia con “Maldonne”

Chiude la rassegna Danza del Teatro Fraschini di Pavia, il 18 aprile, Leïla Ka, che firma Maldonne che rappresenta il femminile che si muove, si ribella, ride e si contraddice. Leïla Ka è una delle artiste più sorprendenti della nuova generazione. Formata con Maguy Marin, vincitrice di numerosi premi internazionali, Ka porta al Fraschini Maldonne, la sua prima creazione corale per cinque danzatrici. Una danza che abita il quotidiano e lo sovverte. La scena è popolata da abiti di ogni tipo, da sposa, da sera, da festa, da tutti i giorni, che diventano estensioni dell’identità, strumenti di gioco, corazze simboliche. Le cinque interpreti danzano una femminilità complessa: fragile, euforica, ironica, sensuale, furiosa. Ka intreccia lirismo e varietà, musica classica (Shostakovich) ed elettronica, momenti comici e lampi di dramma. Il risultato è un teatro fisico intenso, che non si limita a rappresentare il femminile, ma lo incarna: come corpo sociale, come luogo di conflitti, come territorio di scoperta. Un’energia che investe il pubblico, Maldonne è un rito liberatorio: una serata tra ragazze che si fa racconto universale. Ogni danza è una confessione; ogni caduta, una ripartenza; ogni risata, una rivendicazione di vita. La coreografia mette al centro il corpo che attraversa ...

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Corpi in guerra: la danza tra trauma, memoria e trasformazione

Danza e trauma storico Le due guerre mondiali segnano una discontinuità radicale nella storia della danza europea, incidendo non solo sui suoi assetti istituzionali ma anche sulle sue funzioni simboliche. La pratica coreutica, lungi dal rimanere confinata in una dimensione estetica autonoma, viene investita dalla crisi generale delle forme culturali e si riconfigura come dispositivo sensibile di elaborazione del trauma storico. Il corpo danzante, da emblema di ordine e misura, si trasforma in superficie instabile, attraversata da tensioni che riflettono il disfacimento dell’orizzonte europeo. Prima guerra mondiale: rottura e avanguardie La Prima guerra mondiale accelera la crisi dei modelli ottocenteschi e favorisce l’emergere di linguaggi radicalmente nuovi. Il rigore formale del balletto accademico viene messo in discussione a favore di pratiche che privilegiano l’espressività individuale e la dimensione interiore del movimento. In questo contesto si afferma la danza espressionista tedesca, che rifiuta l’ideale di bellezza codificata per esplorare le possibilità di un corpo carico di intensità emotiva. Il gesto si fa frammentario, talvolta convulso, e assume una funzione quasi testimoniale, traducendo in forma coreografica le inquietudini di un’epoca segnata dalla guerra. Periodo tra le due guerre: sperimentazione e politicizzazione Il periodo interbellico è caratterizzato da una straordinaria fioritura di esperienze, ...

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Merce Cunningham, il movimento della libertà

Nell’anniversario della nascita di Merce Cunningham, torna naturale interrogarsi su quanto il suo pensiero continui a riverberare nel modo in cui guardiamo e costruiamo la danza contemporanea. Non si tratta soltanto di celebrare un coreografo che ha segnato un’epoca, ma di riconoscere una trasformazione radicale: Cunningham ha scardinato gerarchie, smontato convenzioni, ridefinito il rapporto tra movimento, musica e spazio con una lucidità che ancora oggi appare sorprendentemente attuale. Nato il 16 aprile 1919 nello stato di Washington, Cunningham si formò inizialmente nel solco della danza moderna americana, ma ben presto mostrò un’inquietudine creativa che lo portò oltre i confini tracciati dai suoi predecessori. La svolta più decisiva arrivò con l’incontro con il compositore John Cage, compagno di vita e di ricerca, con cui condivise un’idea rivoluzionaria: danza e musica potevano coesistere senza subordinarsi l’una all’altra. Non più coreografie costruite sulla partitura, ma elementi indipendenti destinati a incontrarsi solo nello spazio della performance. Questa scelta, apparentemente semplice, ha aperto un orizzonte completamente nuovo, in cui il caso, l’imprevisto e l’autonomia dei linguaggi diventano strumenti creativi. Cunningham introdusse il concetto di “chance operations”, procedure aleatorie che affidavano parte delle decisioni coreografiche al caso. L’ordine delle sequenze, la disposizione dei danzatori, persino la ...

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Stelle della danza a Oslo per esibirsi con il Balletto Nazionale

Quando il sipario si alzerà su La Bayadère all’Opera di Oslo venerdì 17 aprile, il Balletto Nazionale avrà rafforzato il cast con due dei ballerini più celebri e richiesti al mondo. È un piccolo scoop quello realizzato dalla direttrice del balletto Ingrid Lorentzen, riuscendo a portare l’argentina Marianela Nuñez e il cubano Patricio Revé a danzare in due rappresentazioni di La Bayadère sul palcoscenico principale dell’Opera. «Si tratta di due tra i migliori ballerini al mondo. È un grande onore averli sul nostro palcoscenico e sarà un’esperienza davvero unica per il pubblico. Allo stesso tempo, questo dice molto sul livello dei nostri stessi danzatori e sul riconoscimento internazionale del Balletto Nazionale, che siamo in grado di attirare artisti di questo calibro», afferma la direttrice del balletto Ingrid Lorentzen. Marianela Nuñez è una delle ballerine più conosciute e rispettate al mondo; da molti anni è Principal Dancer al Royal Ballet di Londra ed è considerata una delle figure più rilevanti della sua generazione. Il suo partner, Patricio Revé, è tra i migliori ballerini uomini attualmente in attività. Dopo essere stato Principal Dancer presso il Balletto Nazionale di Cuba e il Queensland Ballet australiano, entrerà nella prossima stagione come Principal Dancer al Royal ...

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Chiude il Peninsula Ballet Theatre: storia e tramonto

La notizia della chiusura del Peninsula Ballet Theatre segna la fine di una realtà significativa nel panorama della danza regionale statunitense, e si inserisce in un momento di trasformazione più ampio che sta interessando molte compagnie di medie dimensioni. Fondata nella seconda metà del Novecento nella penisola di San Francisco, la compagnia ha svolto per decenni un ruolo cruciale nella diffusione del balletto classico e contemporaneo in un’area che, pur essendo culturalmente vivace, non sempre ha potuto contare sulla stessa visibilità delle grandi istituzioni metropolitane. Il Peninsula Ballet Theatre nacque con una missione chiara: rendere la danza accessibile a un pubblico ampio e creare un ponte tra formazione e professione per giovani danzatori. Nel corso degli anni, la compagnia si è distinta per una programmazione eclettica, capace di affiancare titoli del repertorio classico a nuove creazioni, spesso firmate da coreografi emergenti. Questo equilibrio tra tradizione e innovazione ha permesso all’ensemble di costruire una propria identità, mantenendo al contempo un forte radicamento nel territorio. Non si trattava solo di una compagnia di spettacolo, ma di un vero e proprio centro culturale, impegnato anche in attività educative e programmi per la comunità. Elemento fondamentale della sua struttura era il legame con la ...

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Annunciato l’addio alle scene di Dorothée Gilbert all’Opéra

  A quarantatré anni, quando l’arte ha ormai raggiunto quella maturità rara in cui tecnica ed espressione si fondono in un linguaggio unico e inconfondibile, Dorothée Gilbert si prepara a lasciare le scene. Non è un addio improvviso né inatteso, ma piuttosto il compimento naturale di un percorso straordinario, costruito con disciplina, grazia e una dedizione assoluta al balletto. La sua uscita di scena, prevista per il prossimo ottobre, segnerà la fine di un’epoca per l’Opéra di Parigi e per tutti coloro che, nel corso degli anni, hanno riconosciuto in lei una delle interpreti più luminose della sua generazione. Entrata alla Scuola di danza dell’Opéra nel 1995, quando era ancora bambina, Gilbert ha incarnato fin dall’inizio quell’ideale di rigore e perfezione che contraddistingue la tradizione francese. In quelle sale cariche di storia, dove ogni gesto è tramandato come un’eredità preziosa, ha forgiato il proprio stile, assimilando una tecnica cristallina e sviluppando al tempo stesso una sensibilità artistica sempre più profonda. Il suo ingresso nel corpo di ballo a soli diciassette anni è stato il primo passo di una carriera rapida e brillante, segnata da una costante ascesa e da riconoscimenti sempre più significativi. Nel corso degli anni, Dorothée Gilbert ha ...

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“Danza in Corsia” l’iniziativa del Balletto di Siena di Marco Batti

“Danza in Corsia”: a Siena la danza entra nei reparti dell’ospedale Santa Maria alle Scotte come progetto di welfare culturale per l’umanizzazione delle cure. Portare la bellezza della danza nei luoghi dell’assistenza e offrire ai pazienti e agli operatori sanitari un momento di sollievo ed emozione. È questo l’obiettivo di “Danza in Corsia”, il progetto promosso dall’Azienda ospedaliero-universitaria Senese in collaborazione con la Compagnia Balletto di Siena per “curare anche con la cultura”. L’iniziativa, ideata dal Direttore Artistico del Balletto di Siena, dottor Marco Batti è stato accolto con entusiasmo dal Direttore generale dell’Aou Senese, professor Antonio Barretta, ed è curato dalla dottoressa Ines Ricciato, direttrice UOC Comunicazione, Informazione e Accoglienza. L’iniziativa nasce nella stagione estiva 2025 come esperienza sperimentale, con l’idea di portare l’arte direttamente negli spazi ospedalieri attraverso brevi performance coreutiche dedicate ai pazienti in terapia. Il primo appuntamento si è svolto nel day hospital dell’Oncologia medica, dove i primi ballerini del Balletto di Siena Chiara Gagliardo e Giuseppe Giacalone si sono esibiti sulle note de Il Lago dei cigni di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Una performance accolta con grande partecipazione da pazienti e operatori sanitari, che ha segnato il primo ingresso della danza all’interno dell’ospedale senese. In occasione ...

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