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Serata di gala in omaggio a Yuri Grigorovich

Il 19 maggio, alle ore 19, la Grande Sala del Teatro dell’Opera e del Balletto della Baschiria ospiterà un gala commemorativo dedicato a una delle figure più influenti della danza del XX secolo: il coreografo Yuri Grigorovich, ad un anno dalla sua scomparsa. L’evento non sarà soltanto un omaggio celebrativo, ma anche un vero e proprio percorso storico attraverso l’eredità estetica e drammaturgica di un artista che ha profondamente segnato l’identità del balletto sovietico e internazionale, soprattutto durante l’epoca d’oro del Teatro Bol’šoj di Mosca. In quel contesto, Grigorovič contribuì a ridefinire il linguaggio coreografico del balletto classico, fondendo monumentalità scenica, disciplina drammatica e una forte tensione narrativa, elementi che ancora oggi caratterizzano le sue produzioni. Le sue creazioni non furono semplici reinterpretazioni del repertorio tradizionale, ma vere e proprie riscritture sceniche. Balletti come Spartacus, Il lago dei cigni o Lo Schiaccianoci non solo consolidarono la sua fama, ma divennero modelli interpretativi esportati nei principali teatri del mondo, influenzando generazioni di coreografi e danzatori. Il gala della Baschiria si inserisce in questa eredità viva: il Teatro dell’Opera e del Balletto della Baschiria è infatti una delle istituzioni che ha mantenuto in repertorio ben otto sue produzioni, tra cui Don Chisciotte, ...

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Divi senza voce: il trionfo dei pantomimi nell’antica Roma

Nel mondo antico, ben prima che il balletto classico codificasse i suoi passi e le sue gerarchie, esisteva una figura artistica capace di affascinare folle immense e di sedurre le élite più raffinate: il danzatore pantomimo. Non si trattava semplicemente di un interprete del movimento, ma di un vero e proprio narratore del corpo, un artista totale che, attraverso gesti, espressioni e posture, riusciva a dar vita a storie complesse senza pronunciare una sola parola. In un’epoca in cui il teatro e la danza si intrecciavano profondamente con la vita sociale e politica, il pantomimo occupava un ruolo sorprendentemente centrale, tanto da essere accolto nelle corti imperiali e venerato dal pubblico con un’intensità che oggi riserviamo alle più grandi star della danza. La pantomima, sviluppatasi soprattutto nell’antica Roma a partire dall’età augustea, era una forma spettacolare raffinata e altamente codificata. Il danzatore si esibiva spesso da solo, accompagnato da musicisti e da un coro che narrava la vicenda, mentre lui, con il volto coperto da una maschera e il corpo allenato all’estremo, interpretava tutti i personaggi della storia. Era un’arte di trasformazione continua: in pochi istanti, il performer poteva diventare eroe, amante, divinità o vittima, grazie a una tecnica gestuale ...

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A Bologna la storica Carmen con la coreografia di Amedeo Amodio

È una rilettura in chiave classica e metateatrale del celebre racconto di Prosper Mérimée sulle musiche dell’omonima opéra-comique di Georges Bizet (1875) il secondo titolo della Stagione Danza 2026 del Teatro Comunale di Bologna: Carmen, balletto in due atti proposto nella versione storica ma ancora incredibilmente attuale firmata dal coreografo Amedeo Amodio. Tra i maggiori esponenti italiani dell’arte coreutica del nostro tempo, – e per questo premiato nel 2025 con la Medaglia della Camera dei Deputati – Amodio è protagonista di una lunga collaborazione, fin dagli anni Settanta, con la Fondazione lirico-sinfonica felsinea. Ideato nel 1995 per Aterballetto – compagine emiliana plasmata alla nascita dallo stesso coreografo –, lo spettacolo è proposto sabato 23 maggio alle ore 20.30 e domenica 24 maggio alle ore 16 al Comunale Nouveau di Bologna nella versione recuperata nel 2017 da Daniele Cipriani Entertainment, che riporta in vita anche i costumi e le scene di Luisa Spinatelli, complice del coreografo nella costruzione di uno spazio scenico essenziale e simbolico, mentre il disegno luci è di Alessandro Caso. Protagonisti il Corpo di ballo del Teatro Nazionale dell’Opera e del Balletto di Tirana e l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna diretta da Paolo Paroni, impegnata nell’esecuzione dal ...

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Teatro dell’Opera di Roma, aperte le selezioni straordinarie per il Corso Preparatorio Professionale di danza

Nuova opportunità per i giovani talenti della danza: la Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma, diretta da Eleonora Abbagnato ha ufficialmente indetto una selezione straordinaria per l’ammissione al Corso Preparatorio Professionale relativo all’anno scolastico 2026/2027. L’iniziativa è rivolta ad aspiranti danzatori e danzatrici di età compresa tra i 17 e i 23 anni e rappresenta un’importante occasione di formazione all’interno di una delle istituzioni coreutiche più prestigiose del panorama nazionale. La prova di ammissione si svolgerà lunedì 22 giugno 2026 alle ore 10:00 presso la storica sede della Scuola di Danza, in via Ozieri 8 a Roma. I candidati saranno valutati attraverso una lezione di danza classica, pensata per verificare preparazione tecnica, attitudine e potenzialità artistiche. Per partecipare alla selezione sarà necessario inviare la propria candidatura entro il 6 giugno 2026 all’indirizzo email scuola.ballo@operaroma.it, specificando i dati anagrafici completi e un recapito telefonico di riferimento. L’iscrizione sarà considerata valida soltanto dopo la conferma ufficiale da parte della segreteria didattica. I partecipanti dovranno presentarsi almeno trenta minuti prima dell’inizio della prova. I candidati maggiorenni dovranno esibire un documento di identità valido, mentre i minorenni non accompagnati saranno tenuti a consegnare un’autorizzazione scritta firmata da entrambi i genitori. Per ulteriori ...

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Il lago dei cigni a Tbilisi: nuova visione coreografica

Nella storia del balletto classico pochi titoli possiedono il fascino immortale de Il lago dei cigni, opera che continua a incarnare l’idea stessa del romanticismo sulle punte. Quando Pyotr Ilyich Tchaikovsky compose la partitura tra il 1875 e il 1876, il balletto russo viveva una fase di trasformazione: l’orchestra stava assumendo un ruolo drammaturgico sempre più centrale e la musica, per la prima volta, non era più semplice accompagnamento coreografico ma autentico motore narrativo. La prima assoluta del balletto avvenne il 20 febbraio 1877 al Teatro Bol’šoj di Mosca, ma fu accolta tiepidamente. La critica dell’epoca giudicò la partitura troppo sinfonica per il pubblico abituato ai convenzionali balletti ottocenteschi. Solo anni dopo, grazie alla rilettura coreografica di Marius Petipa e Lev Ivanov, il lavoro sarebbe diventato uno dei vertici assoluti della danza mondiale. La nuova produzione presentata al Teatro Statale dell’Opera e del Balletto Zakaria Paliashvili di Tbilisi si inserisce in questa lunga tradizione reinterpretativa e restituisce all’opera un respiro poetico di grande intensità. A firmare il progetto (in debutto a Tbilisi il 21 maggio 2026) è Nina Ananiashvili, figura simbolo della danza georgiana contemporanea ed étoile internazionale, celebre per aver unito il rigore della scuola sovietica alla sensibilità teatrale ...

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Il direttore artistico e coreografo Alexei Kremnev “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Don Chisciotte. Il balletto contemporaneo prediletto? La Dame aux camélias. Il teatro del cuore? Bol’šoj, Opéra di Parigi Un romanzo da trasformare in balletto? Coco and Igor (e l’ho già realizzato). Un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Vi presento Joe Black. Il costume di scena che hai preferito indossare? Albrecht, II atto. Quale colore associ alla danza? A tutti. Che profumo ha la danza? Quello del backstage e delle quinte. La musica più bella scritta per balletto? Il lago dei cigni e Spartacus. Il film di danza irrinunciabile? White Nights – Il sole a mezzanotte (per via di Michail Baryshnikov). Due miti della danza del passato, uomo e donna? Ekaterina Maksimova e Michail Baryshnikov. Il tuo passo di danza preferito? L’inchino. Chi ti sarebbe piaciuto essere, nella vita reale, tra i personaggi del grande repertorio della danza? Lucien. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Marius Petipa, George Balanchine, Jiří Kylián, Mats Ek. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Grazie per aver condiviso la tua ispirazione. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Passione, apprendimento continuo, impegno. Come ti vedi oggi allo specchio? Uguale a prima, con un ...

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La Stagione d’Opera e di Balletto 26/27 al Regio di Torino

Quindici titoli, nove nuovi allestimenti, tre appuntamenti di danza e un prezioso capolavoro barocco Quindici titoli, nove nuovi allestimenti, tre appuntamenti di danza e un capolavoro barocco compongono la Stagione 2026/2027 del Teatro Regio di Torino. Fatale è il titolo e il tema di questo nuovo percorso nel segno dell’ineluttabilità del destino e delle passioni più estreme, dove la tensione tra amore e pericolo, eros e thanatos, rivela come proprio nell’incontro con l’inevitabile si misuri la libertà più profonda dell’essere umano. L’inaugurazione, il 15 ottobre, è affidata a un inedito progetto Verismo, che trasforma tutto il Regio in un vibrante laboratorio creativo per riscoprire le radici di un’estetica che appartiene anche al nostro tempo. Il celebre dittico Cavalleria rusticana e Pagliacci apre la strada a due titoli di rara esecuzione: La bohème di Ruggero Leoncavallo e Iris di Pietro Mascagni. Il Direttore musicale Andrea Battistoni guida l’intero progetto — 22 recite in poco più di un mese — e torna a febbraio per La traviata, confermandosi figura cardine del percorso artistico del Teatro. Ampio spazio alla danza, che esplora il corpo e il mito attraverso le eccellenze del gala Roberto Bolle and Friends, il viaggio stilistico del Tokyo Ballet — ...

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La danza dipinta “viaggio tra i capolavori”: Pierre-Auguste Renoir

Nel celebre Ballo al Moulin de la Galette, realizzato nel 1876 da Pierre-Auguste Renoir, la danza diventa il cuore pulsante di una scena di vita quotidiana, trasformata in un’immagine vibrante e luminosa che cattura lo spirito della Parigi moderna. Ambientato nel quartiere di Montmartre, presso il noto luogo di ritrovo popolare Moulin de la Galette, il dipinto raffigura un pomeriggio festivo all’aperto, in cui uomini e donne si incontrano, conversano e soprattutto danzano sotto la luce filtrata degli alberi. Renoir costruisce la scena con una straordinaria attenzione alla resa della luce e del movimento, elementi fondamentali anche per restituire il senso della danza. Le coppie non sono isolate o poste in primo piano in modo teatrale, ma immerse in una folla viva e dinamica, dove i gesti si intrecciano e si moltiplicano. La danza non è presentata come spettacolo da osservare, bensì come esperienza condivisa, spontanea e collettiva. I movimenti dei ballerini, spesso appena accennati, emergono attraverso tocchi rapidi di colore e pennellate leggere, che suggeriscono più che definire le posture. Ciò che rende il dipinto particolarmente significativo in relazione all’arte della danza è proprio questa capacità di evocare il movimento senza fissarlo rigidamente. Renoir non disegna contorni netti né ...

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Clug presenta Stabat Mater e Carmina Burana a Modena

La compagnia porta in scena due coreografie del suo direttore Edward Clug ispirate a capolavori di Pergolesi e Carl Orff: Stabat Mater e Carmina Burana. Prosegue domenica 19 aprile alle 20.30 la stagione di Danza al Teatro Comunale di Modena con il Balletto di Maribor impegnato in due brani di matrice classico-contemporanea firmati da Edward Clug, direttore della compagnia: Stabat Mater, su musica di Giovanni Battista Pergolesi e, in prima italiana, Carmina Burana, titolo della notissima partitura musicale di Carl Orff. Radicato a Maribor da più di trent’anni, il coreografo rumeno Edward Clug è alla guida del Balletto del Teatro Nazionale Sloveno dal 2003. Con lui, la principale compagnia di danza del Paese sta attraversando un momento di grande popolarità, grazie a un vasto repertorio, tra cui compaiono diversi suoi titoli di successo. Autore capace di reinterpretare tanto la tradizione ballettistica ottocentesca e novecentesca (Schiaccianoci, Coppelia, Petrushka) quanto di incrociare la grande letteratura (Faust, Il maestro e Margherita, Peer Gynt), Clug ha sperimentato audaci accostamenti tra passato e presente. È accaduto con il suo brano cult Radio & Juliet, presentato a Modena nel 2014, nel quale la tragica vicenda shakespeariana degli amanti veronesi incontrava la musica rock dei Radiohead. Molti ...

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Chiude il Peninsula Ballet Theatre: storia e tramonto

La notizia della chiusura del Peninsula Ballet Theatre segna la fine di una realtà significativa nel panorama della danza regionale statunitense, e si inserisce in un momento di trasformazione più ampio che sta interessando molte compagnie di medie dimensioni. Fondata nella seconda metà del Novecento nella penisola di San Francisco, la compagnia ha svolto per decenni un ruolo cruciale nella diffusione del balletto classico e contemporaneo in un’area che, pur essendo culturalmente vivace, non sempre ha potuto contare sulla stessa visibilità delle grandi istituzioni metropolitane. Il Peninsula Ballet Theatre nacque con una missione chiara: rendere la danza accessibile a un pubblico ampio e creare un ponte tra formazione e professione per giovani danzatori. Nel corso degli anni, la compagnia si è distinta per una programmazione eclettica, capace di affiancare titoli del repertorio classico a nuove creazioni, spesso firmate da coreografi emergenti. Questo equilibrio tra tradizione e innovazione ha permesso all’ensemble di costruire una propria identità, mantenendo al contempo un forte radicamento nel territorio. Non si trattava solo di una compagnia di spettacolo, ma di un vero e proprio centro culturale, impegnato anche in attività educative e programmi per la comunità. Elemento fondamentale della sua struttura era il legame con la ...

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