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Coppélia con il Ballet de l’Opéra National du Capitole a Brescia

La Stagione Opera e Balletto 2026 del Teatro Grande di Brescia prosegue nel mese di novembre con il tanto atteso titolo di balletto classico, Coppélia di Léo Delibes che, a 16 anni dalla sua ultima rappresentazione, tornerà sulle tavole del Massimo bresciano in un nuovo allestimento in prima italiana nei giorni sabato 7 novembre alle ore 20.00 e domenica 8 novembre alle ore 15.30. Ad interpretare la storia di un amore impossibile tra il giovane Franz e la bambola-figlia del Dottor Coppélius in un remoto villaggio della Galizia, sarà il Ballet de l’Opéra national du Capitole, compagnia residente del Teatro d’Opera di Tolosa che vanta una storia di oltre due secoli: nata in seno alle produzioni liriche del Théâtre du Capitole de Toulouse, nel 1949 si consolida come compagnia autonoma e dà avvio a creazioni di alto profilo, a cavallo fra il grande repertorio classico e le principali espressioni del linguaggio contemporaneo. Guidato dal 2023 dalla coreografa e direttrice artistica Beate Vollack, il Ballet de l’Opéra national du Capitole ha ricevuto nel tempo numerosi riconoscimenti, fra cui il premio come Migliore Compagnia Coreografica della Stagione 2024-2025 dal Syndicat national de la Critique. Lo spettacolo che andrà in scena al Teatro Grande ...

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“Pinocchio” di Fondazione Arena per i 200 anni di Collodi

«C’era una volta… un pezzo di legno». Comincia così una delle storie più amate di sempre: Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, il capolavoro di Carlo Collodi tradotto in tutto il mondo e diventato un classico senza tempo. Una favola che, a Verona, prende vita sulle punte. Fondazione Arena di Verona, nell’anno del bicentenario della nascita dello scrittore fiorentino (1826-1890), rende omaggio a questo straordinario patrimonio della letteratura con una nuova produzione firmata Arena Young: un balletto che trasforma la celebre fiaba in un racconto danzato, tra narrazione, arte coreutica e suggestioni visive, sulle musiche di Nicola Piovani composte per il film Pinocchio del 2002 diretto da Roberto Benigni. L’appuntamento è sabato 7 novembre alle ore 15.30, in Sala Filarmonica, per la rassegna Musica in Famiglia. Pochissimi i posti ancora disponibili. In 70 minuti, la magia del burattino che sogna di diventare un bambino vero lascia le pagine del libro e prende forma attraverso il linguaggio universale della danza. Un viaggio tra personaggi indimenticabili, incontri sorprendenti e avventure rocambolesche, in cui il movimento, la musica e le immagini accompagnano il pubblico alla scoperta di una storia capace di parlare a generazioni diverse. Lo spettacolo è ideato da Elisabetta ...

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“Manon” di Kenneth MacMillan torna al Royal Ballet

Dal 6 al 25 novembre 2026, Manon, il celebre capolavoro di Kenneth MacMillan, torna in scena al Royal Ballet. Ambientato nella Parigi del Settecento, il balletto racconta una storia di passione, ambizione e autodistruzione, in cui l’amore si misura con il potere seduttivo della ricchezza che finisce per compromettere ogni possibilità di felicità. Creato nel 1974 e ispirato al romanzo Histoire du Chevalier des Grieux et de Manon Lescaut, pubblicato nel 1731 dall’abate Antoine François Prévost, il balletto si sviluppa su una partitura che attinge alle musiche di Jules Massenet. Fine moduloAl centro della vicenda una giovane donna divisa tra due possibilità: una vita semplice, ma ricca dell’amore sincero dello studente Des Grieux, e un’esistenza di privilegi e ricchezza, rappresentata dall’ambiente aristocratico e dal potere economico. Manon, è una figura complessa e profondamente umana. Non è semplicemente una donna sedotta dal lusso, né soltanto una vittima di una società spietata, è un personaggio attraversato da desideri contrastanti, incapace di rinunciare completamente tanto all’amore quanto alla promessa di una vita agiata. Con Manon, Kenneth MacMillan dimostra ancora una volta la sua straordinaria capacità di utilizzare il balletto per raccontare la complessità delle relazioni umane. La sua coreografia si allontana dall’immagine idealizzata ...

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Su Rai 5 “Notre-Dame de Paris” dalla Scala con Bolle-Osipova

Sabato 7 novembre, alle ore 08.15 su Rai 5, Rai Cultura propone il balletto in due atti Notre-Dame de Paris andato in scena con successo nel 2013 al Teatro alla Scala di Milano con le coreografie di Roland Petit, e due stelle della danza internazionale nelle vesti di protagonisti: Roberto Bolle nel ruolo di Quasimodo e Natal’ja Osipova in quello di Esmeralda, con la supervisione coreografica di Luigi Bonino. A dirigere l’Orchestra della Scala il maestro Paul Connelly (regia televisiva di Patrizia Carmine). Notre Dame de Paris è ispirato all’omonimo romanzo di Victor Hugo con le musiche di Maurice Jarre, le scene di René Allio e i costumi firmati da Yves Saint-Laurent. Nel balletto, danza, scene, costumi, musica, teatralità si integrano e completano fino a dare vita all’idea di spettacolo di Roland Petit. Notre–Dame de Paris fu una creazione fondamentale per il grande coreografo francese in quanto primo dei balletti ideati per l’Opéra di Parigi, con in scena lo stesso Roland Petit, Claire Motte, Cyril Atanassof e Jean-Pierre Bonnefoux. Nella registrazione di Rai Cultura dal Teatro alla Scala, sul palcoscenico insieme a Roberto Bolle e Natal’ja Osipova, spiccano i già primi ballerini Mick Zeni, nel ruolo di Frollo, ed Eris ...

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Anghingò, il gioco diventa danza al Teatro Villa Lazzaroni di Roma

Il lavoro di Patrizia Cavola e Ivan Truol recupera giochi di strada, conte e filastrocche dell’infanzia per interrogare le trasformazioni delle relazioni tra le nuove generazioni nell’era dei dispositivi digitali. Che cosa resta del gioco quando viene meno l’incontro con l’altro? In un’infanzia sempre più segnata dalla presenza dei dispositivi digitali, Anghingò riporta al centro il corpo, la voce e la dimensione collettiva del giocare. La creazione di Patrizia Cavola e Ivan Truol, direttori artistici di Compagnia Atacama, debutta il 7 e 8 novembre 2026 al Teatro Villa Lazzaroni di Roma. Ispirato al libro Amblimblè – Rime e riti dei giochi di strada di Piero Dorfles, lo spettacolo trasforma giochi di strada, conte e filastrocche in una partitura coreografica che riflette sui cambiamenti nelle modalità di relazione e condivisione tra le nuove generazioni. Il progetto guarda a un tempo in cui la strada era uno spazio di incontro e il gioco un’esperienza condivisa, fatta di regole da concordare, rispettare e talvolta mettere alla prova. Le conte scandivano l’inizio delle partite, le filastrocche accompagnavano i movimenti e il gruppo diventava il luogo in cui imparare a confrontarsi con gli altri. È questo patrimonio di gesti, suoni e consuetudini a diventare materia ...

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MEMORARE ‘26 – “La danza del Creato” alla Basilica di San Petronio in Bologna

A Bologna la Basilica di San Petronio torna a proporre MEMORARE ‘26. Danza e canto per il Creato, l’8 e il 9 novembre: «una meditazione per ricordare ciò che è importante per la nostra umanità, attraverso il sublime linguaggio artistico della danza, che racchiude in sé il dono unico dell’armonia e della bellezza» nelle parole del Cardinale Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna, presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Memorare ’26 beneficia del sostegno del Comune di Bologna, la produzione è di Bologna Festival in collaborazione con il Teatro Comunale di Bologna e la partecipazione di ERT Emilia Romagna Teatro/Teatro Nazionale e Fondazione Accademia Internazionale di Imola “Incontri col Maestro”. Dopo una prima edizione nel 2022 dedicata all’esercizio della meditazione, e una seconda nel 2024 auspicante la pace, la Basilica ospiterà di nuovo la danza, offrendo a tutti coloro che vorranno farsene toccare il proprio linguaggio religioso, reso sonoro dalla sua storica Cappella musicale. «Il tema scelto, per l’8° centenario della morte di San Francesco, è il suo Cantico delle Creature: vogliamo ricordare l’impegno di custodire insieme la Casa Comune, ovvero la Creazione. Spesso ci sfugge, mentre era ben chiaro al santo di Assisi, che la terra non è nostra, ma ...

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Marie Antoinette di Thierry Malandain torna alla Volksoper

Sullo sfondo sfarzoso e tragico della corte di Versailles prende forma una delle figure più affascinanti, controverse e mitizzate della storia europea: Maria Antonietta. A partire dal 28 novembre, il celebre balletto Marie Antoinette, firmato dal rinomato coreografo francese Thierry Malandain, fa il suo atteso ritorno sul prestigioso palcoscenico della Volksoper di Vienna con il Wiener Staatsballett. Non si tratta di una semplice ripresa, ma di un vero e proprio omaggio teatrale a un’icona la cui esistenza rimane indissolubilmente legata sia alla capitale austriaca, dove nacque come arciduchessa d’Austria nel 1755, sia alla Francia, teatro del suo trionfo estetico e del suo tragico epilogo. Creato originariamente nel 2019 su invito della Royale Opéra di Versailles, lo spettacolo di Malandain poggia su solida ricerca storica e su una spiccata sensibilità teatrale. Per dar voce e movimento alla vita della sovrana, il coreografo sceglie le raffinate architetture musicali di Joseph Haydn e Christoph Willibald Gluck, compositori intimi al contesto storico dell’epoca ed entrambi legati alla vita della regina: Gluck fu infatti il suo maestro di musica a Vienna e trovò in lei una fervida mecenate una volta giunta a Parigi. Attraverso le loro composizioni, la danza ritrae con precisione quasi cinematografica la ...

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I grandi coreografi nella storia della danza: Michel Fokine

Michel Fokine fu uno dei più importanti coreografi del balletto del Novecento e una figura centrale nella profonda trasformazione della danza classica. Nato a San Pietroburgo nel 1880, si formò presso il Teatro Imperiale, dove iniziò il proprio percorso artistico come danzatore, per affermarsi successivamente come coreografo innovatore. La sua notorietà internazionale crebbe soprattutto grazie alla collaborazione con i Ballets Russes di Sergej Djagilev, esperienza che gli permise di portare la propria concezione della danza sui più importanti palcoscenici europei. Fokine contribuì in maniera decisiva al rinnovamento del linguaggio coreografico, sostenendo la necessità di superare le convenzioni del balletto accademico tradizionale. Secondo la sua visione, tecnica, musica, scenografia e interpretazione non dovevano essere elementi separati, ma parti di un’unica creazione artistica. La danza, quindi, non doveva ridursi a una successione di passi spettacolari o a una dimostrazione di abilità fisica: il movimento doveva nascere dalla musica, dall’atmosfera e dal significato dell’opera, diventando uno strumento autentico di espressione. Questa concezione innovativa diede origine ad alcune delle opere più celebri della storia del balletto, tra cui L’uccello di fuoco, Petrushka e Les Sylphides. In particolare, quest’ultima rappresenta uno degli esempi più significativi della sua idea di danza. Attraverso Les Sylphides, Fokine volle ...

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Vittoria Ottolenghi e la rivoluzione della sua Maratona d’Estate

Per oltre un quarantennio, l’esegesi della danza in Italia ha riconosciuto nella figura di Vittoria Ottolenghi la sua declinazione più alta, nitida e feconda. Figura d’intellettuale di rara statura, la saggista e critica romana non si è limitata a interpretare con acume e rigore le morfologie del gesto e le metamorfosi della scena coreutica: ne ha riscritto il destino sociale, restituendo all’arte del movimento la sua statura di linguaggio universale e pensiero incarnato. Il suo capolavoro d’ingegneria culturale, la celeberrima Maratona d’Estate — palinsesto ed evento corale entusiasmante diffuso dal servizio radiotelevisivo pubblico —, ha rappresentato una frattura epistemologica di portata storica. In un’epoca in cui la grande coreografia restava gelosamente custodita nei templi chiusi e talvolta aristocratici delle fondazioni liriche, Ottolenghi ha compiuto un gesto di autentica e visionaria audacia: scardinare la distanza elitaria per insediare il balletto e la danza contemporanea nel cuore vivo e pulsante del pubblico immaginario, trasformando il piccolo schermo in una grande agorà della bellezza.   Una visione oltre il tempo: la televisione come spazio sacro e popolare La Maratona d’Estate non fu un mero contenitore d’intrattenimento, bensì un manifesto di politica culturale e poetica della visione. Vittoria Ottolenghi comprese prima d’altri la potenza ...

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Il linguaggio e lo stile della tecnica Cunningham

Il linguaggio della tecnica Cunningham si distingue per una concezione del movimento basata sull’autonomia del corpo rispetto alla narrazione e all’espressione emotiva. In questa visione la danza non ha il compito di raccontare una storia o rappresentare uno stato d’animo specifico, ma diventa un’esplorazione delle infinite possibilità del movimento nello spazio e nel tempo. Ogni gesto possiede un valore in sé, indipendentemente da un significato simbolico, e nasce dall’interazione tra precisione tecnica, coordinazione e consapevolezza del corpo. Lo stile della tecnica Cunningham è caratterizzato da grande chiarezza formale, controllo e complessità. Il busto mantiene generalmente una posizione eretta e stabile, mentre braccia e gambe si muovono con estrema indipendenza, dando vita a sequenze articolate che richiedono equilibrio, rapidità e precisione. Cambi improvvisi di direzione, variazioni ritmiche, salti, rotazioni e spostamenti nello spazio si alternano con continuità, creando un movimento dinamico e imprevedibile. La tecnica valorizza la neutralità espressiva del danzatore, privilegiando la qualità dell’esecuzione piuttosto che l’interpretazione drammatica. Un elemento fondamentale del linguaggio Cunningham è il rapporto con lo spazio. Ogni punto della scena può diventare il centro dell’azione, senza una gerarchia prestabilita tra primo piano e sfondo. I danzatori si muovono in tutte le direzioni, costruendo percorsi complessi che ...

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