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Dancing Days, a Romaeuropa Festival la nuova coreografia europea tra corpi, identità e nuovi linguaggi

Torna anche quest’anno, nell’ambito della 41ª edizione del Romaeuropa Festival, Dancing Days, la rassegna curata da Francesca Manica dedicata ai nuovi linguaggi della scena coreografica europea. Un percorso che mette al centro le identità di una nuova generazione di coreografi, danzatori e performer e che rinnova il dialogo con Aerowaves, la piattaforma europea dedicata alla danza cofinanziata dal programma dell’Unione Europea Europa Creativa. Un viaggio attraverso poetiche differenti, accomunate dalla volontà di interrogare il presente attraverso il corpo, il movimento e la relazione con lo spazio e con il pubblico. Dancing Days si conferma così uno degli appuntamenti più interessanti del Romaeuropa Festival per osservare da vicino le trasformazioni della danza contemporanea e le nuove direzioni della ricerca coreografica. Il programma prende il via giovedì 8 ottobre alle ore 19.00 con la coreografa e performer greca Chara Kotsali, già ospite del Festival nel 2024 con l’assolo to be possessed. L’artista torna a Roma con la prima nazionale di IT’S THE END OF THE AMUSEMENT PHASE, una maratona coreografica che intreccia dimensione personale e memoria collettiva. Kotsali mette in discussione l’idea di progresso, osservando le conseguenze di quella rivoluzione tecnologica e sociale che ha promesso un futuro radicalmente nuovo e che, ...

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Grazia Deledda, in scena la rivoluzione silenziosa delle donne del coreografo Mvula Sungani

Nel centenario dell’assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura a Grazia Deledda, unica scrittrice italiana a ricevere il prestigioso riconoscimento, nel 1926, arriva in scena una nuova opera multidisciplinare firmata dal regista e coreografo italo-africano Mvula Sungani. Un progetto che intreccia danza, musica e parola per restituire al pubblico il ritratto di una donna capace di trasformare la cultura italiana con discrezione, determinazione e una straordinaria forza interiore. L’appuntamento è per sabato 17 ottobre 2026 all’Auditorium della Conciliazione di Roma. Protagonista dello spettacolo sarà l’étoile Emanuela Bianchini, che firma anche la struttura coreografica definitiva dell’opera, insieme al primo ballerino Damiano Grifoni e ai solisti della Mvula Sungani Physical Dance. La parola sarà affidata alla grande attrice sarda Lia Careddu. La musica dal vivo vedrà protagoniste le voci di Flo e Serena Pisa, accompagnate da Ernesto Nobili alla chitarra, autore anche della direzione musicale, da Erasmo Petringa al violoncello e al basso, autore degli arrangiamenti per archi, dal polistrumentista Francesco Di Cristofaro al pianoforte, fisarmonica e flauti e da Marco Caligiuri alla batteria, percussioni ed elettronica, con la partecipazione dell’orchestra d’archi Europa InCanto. L’opera nasce da un’idea di Mvula Sungani, concepita durante la pandemia in occasione del 150° anniversario della nascita ...

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A Bologna tra pittura e danza con Roberto Bolle in Caravaggio

S’ispira al grande pittore Michelangelo Merisi, alla sua arte rivoluzionaria che ha saputo plasmare i corpi e giocare magistralmente con luci e ombre, oltre che alla sua storia biografica, il balletto Caravaggio: un tributo alla drammaticità e teatralità dell’artista milanese, per la prima volta in scena a Bologna per la Stagione di Danza del Teatro Comunale. Protagonista delle quattro rappresentazioni in programma al Teatro EuropAuditorium – giovedì 8 ottobre e venerdì 9 ottobre alle ore 20:30, sabato 10 ottobre alle ore 16 e alle 20:30 – l’étoile scaligera Roberto Bolle, che l’anno prossimo avrà una stella sulla Walk of Fame di Hollywood: ulteriore riconoscimento a consacrare la sua carriera internazionale e un legame con gli Stati Uniti che gli è valso l’appellativo di “étoile dei due mondi”. Nato nel 2008 per lo Staatsballett Berlin, lo spettacolo è firmato dal coreografo Mauro Bigonzetti, nome di spicco nel panorama della danza contemporanea che è stato Direttore Artistico dell’Aterballetto e Direttore del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala, oltre ad aver collaborato – tra gli altri – con l’English National Ballet, il New York City Ballet e il Balletto del Bolshoi. Insieme a Carlo Cerri, curatore delle scenografie e del disegno luci, ...

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Dance Umbrella Festival 2026: Mamela Nyamza inaugura con “The Herd/Less”

Il prestigioso Dance Umbrella Festival, uno dei festival di danza internazionale più importanti di Londra, si prepara a inaugurare l’edizione 2026 con un evento di altissimo profilo artistico. Dall’8 al 10 ottobre 2026, il palcoscenico del Sadler’s Wells East ospiterà la prima britannica di The Herd/Less, la nuova e potente creazione della celebre artista sudafricana Mamela Nyamza. La scelta di affidare l’apertura del festival a Nyamza conferma il ruolo di primo piano della coreografa nel panorama performativo contemporaneo. Già acclamata a Londra per il successo di Hatched Ensemble (spettacolo d’apertura del Dance Umbrella 2024) e fresca del prestigioso Leone d’Argento alla Biennale di Venezia 2026, l’artista torna nella capitale britannica con un’opera tagliente e profondamente evocativa. Il titolo dell’opera gioca sul duplice significato del termine inglese herd (branco/gregge): da un lato evoca l’immagine di una collettività che si muove in perfetta armonia; dall’altro richiama un gruppo diretto, modellato e sottomesso da rigide forze culturali e fisiche. Attraverso la ripetizione e il rituale, Nyamza esplora la sottomissione silenziosa dell’individuo al gruppo. L’uso di oggetti tradizionali dell’Africa meridionale, storicamente associati all’autorità maschile, si trasforma sul palco sia in un simbolo di status sia in un vero e proprio strumento di controllo. L’utilizzo ...

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Nouveaux Ballets Russes: a Firenze rinasce lo spirito dei Ballets Russes

150 anni dopo la prima rappresentazione del Lago dei cigni, andata in scena al Teatro Bol’šoj di Mosca il 4 marzo 1877. La coincidenza delle date è più di un anniversario. È una dichiarazione d’intenti. Perché scegliere proprio Il lago dei cigni per inaugurare una compagnia significa misurarsi con uno dei grandi archetipi del balletto classico e, nello stesso tempo, accettare la responsabilità di non trattarlo come un reperto da museo. Xander Parish, che sarà direttore artistico e cofondatore dei Nouveaux Ballets Russes, ne firma infatti la nuova coreografia, mentre sul podio dell’Orchestra del Maggio ci sarà James Conlon. La regia sarà di Jean-Romain Vesperini, le scene di Bruno de Lavenère, il video design di Étienne Guiol e i costumi di Alain Blanchot. È difficile non pensare, davanti al nome della nuova compagnia, a Sergej Djagilev. I Ballets Russes cambiarono la storia non soltanto perché portarono il balletto in nuovi teatri e in nuove città, ma perché compresero che la danza poteva diventare il punto d’incontro di linguaggi differenti. Pittori, compositori, coreografi, costumisti, scrittori e scenografi entrarono in una stessa avventura creativa. Diaghilev non si limitò a produrre balletti: costruì un’idea moderna dello spettacolo. È proprio quello spirito internazionale e ...

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Giselle alla Scala, la precisione della tradizione [RECENSIONE]

Ci sono balletti che il tempo non consuma, ma ai quali il tempo chiede continuamente nuove ragioni per essere rappresentati. Giselle è uno di questi. La sua apparente semplicità — una giovane contadina, un amore ingannevole, un tradimento, la follia e infine la redenzione — nasconde una delle architetture più raffinate del repertorio romantico, dove tecnica accademica, pantomima e musicalità devono trovare un equilibrio preciso. Alla Scala, il ritorno della storica versione di Coralli-Perrot nella ripresa di Yvette Chauviré, con l’allestimento di Aleksandr Benois, riporta in scena proprio questa idea di equilibrio, affidandola al Corpo di Ballo diretto dal maestro Frédéric Olivieri. Nel primo atto la coreografia vive della contrapposizione fra la freschezza della festa contadina e la progressiva oscurità della vicenda. Nicoletta Manni affronta Giselle con una qualità interpretativa che privilegia la chiarezza del gesto e la musicalità, senza ricorrere a effetti superflui. La sua Giselle cresce gradualmente: dalla vivacità iniziale alla scena della follia, dove il controllo tecnico deve lasciare spazio alla fragilità del personaggio, fino alla trasformazione del secondo atto, nel quale il movimento diventa più rarefatto e sospeso. Al suo fianco Timofej Andrijashenko costruisce un Albrecht nobile nella linea e misurato nel fraseggio. Il ruolo richiede ...

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Crystal Pite – NDT 1 & Kidd Pivot al Festival Aperto di Reggio Emilia

ALCHIMIA Un progetto site specific per Collezione Maramotti Commissionato e coprodotto da Festival Aperto/Fondazione I Teatri – Reggio Emilia in collaborazione con Collezione Maramotti e Max Mara 1 – 4 ottobre 2026 Collezione Maramotti, Reggio Emilia La coreografa canadese Crystal Pite è una voce celebre della danza contemporanea da oltre 35 anni. È apprezzata a livello internazionale per creazioni che affrontano con coraggio temi quali il trauma, la dipendenza, il conflitto, la coscienza e la mortalità; la sua visione audace e originale le ha valso un riconoscimento internazionale e ha ispirato un’intera generazione di artisti della danza. Il suo nuovo progetto – parte del programma di Festival Aperto 2026 – è una collaborazione tra Fondazione I Teatri / Festival Aperto, Collezione Maramotti, la sua compagnia di danza Kidd Pivot e la prestigiosa compagnia di danza contemporanea Nederlands Dans Theater (NDT), dove è Coreografa Associata dal 2008. In questo progetto si incrociano percorsi che hanno già cambiato la danza contemporanea: la creazione prenderà forma in dialogo con l’architettura della Collezione Maramotti e con le sue opere e sarà interpretata da danzatori di NDT 1 e Kidd Pivot, proseguendo la collaborazione avviata nel 2009 tra Fondazione I Teatri, Collezione Maramotti e Max ...

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Il linguaggio e lo stile della tecnica Cunningham

Il linguaggio della tecnica Cunningham si distingue per una concezione del movimento basata sull’autonomia del corpo rispetto alla narrazione e all’espressione emotiva. In questa visione la danza non ha il compito di raccontare una storia o rappresentare uno stato d’animo specifico, ma diventa un’esplorazione delle infinite possibilità del movimento nello spazio e nel tempo. Ogni gesto possiede un valore in sé, indipendentemente da un significato simbolico, e nasce dall’interazione tra precisione tecnica, coordinazione e consapevolezza del corpo. Lo stile della tecnica Cunningham è caratterizzato da grande chiarezza formale, controllo e complessità. Il busto mantiene generalmente una posizione eretta e stabile, mentre braccia e gambe si muovono con estrema indipendenza, dando vita a sequenze articolate che richiedono equilibrio, rapidità e precisione. Cambi improvvisi di direzione, variazioni ritmiche, salti, rotazioni e spostamenti nello spazio si alternano con continuità, creando un movimento dinamico e imprevedibile. La tecnica valorizza la neutralità espressiva del danzatore, privilegiando la qualità dell’esecuzione piuttosto che l’interpretazione drammatica. Un elemento fondamentale del linguaggio Cunningham è il rapporto con lo spazio. Ogni punto della scena può diventare il centro dell’azione, senza una gerarchia prestabilita tra primo piano e sfondo. I danzatori si muovono in tutte le direzioni, costruendo percorsi complessi che ...

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Ninette de Valois, la donna che inventò il balletto britannico

Nel giorno dell’anniversario della sua nascita, il ricordo di una pioniera che trasformò un sogno in una delle più grandi tradizioni coreutiche del Novecento. Il 6 giugno 1898 nasceva a Baltyboys, nella contea di Wicklow in Irlanda, una bambina destinata a cambiare per sempre la storia della danza. Il suo nome era Edris Stannus, ma il mondo l’avrebbe conosciuta come Ninette de Valois: ballerina, coreografa, pedagoga, visionaria. Una donna che non si limitò a interpretare il balletto, ma ne costruì le fondamenta di una nuova identità nazionale. Quando Ninette iniziò a studiare danza nei primi anni del Novecento, la Gran Bretagna non possedeva una tradizione classica paragonabile a quella francese, russa o italiana. Il balletto era considerato soprattutto un’arte d’importazione. Fu proprio questa assenza a suggerirle una missione che avrebbe occupato tutta la sua vita: creare una scuola inglese, una compagnia inglese e un repertorio inglese. Dopo gli esordi sulle scene londinesi, entrò a far parte dei leggendari Ballets Russes di Serge Diaghilev, la più rivoluzionaria compagnia del secolo. Fu un’esperienza determinante. Lavorando accanto a figure come Léonide Massine e Bronislava Nijinska, comprese che il balletto non era soltanto tecnica, ma anche organizzazione, cultura, educazione e visione artistica. Negli anni ...

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La danza dipinta “viaggio tra i capolavori”: Pierre-Auguste Renoir

Nel celebre Ballo al Moulin de la Galette, realizzato nel 1876 da Pierre-Auguste Renoir, la danza diventa il cuore pulsante di una scena di vita quotidiana, trasformata in un’immagine vibrante e luminosa che cattura lo spirito della Parigi moderna. Ambientato nel quartiere di Montmartre, presso il noto luogo di ritrovo popolare Moulin de la Galette, il dipinto raffigura un pomeriggio festivo all’aperto, in cui uomini e donne si incontrano, conversano e soprattutto danzano sotto la luce filtrata degli alberi. Renoir costruisce la scena con una straordinaria attenzione alla resa della luce e del movimento, elementi fondamentali anche per restituire il senso della danza. Le coppie non sono isolate o poste in primo piano in modo teatrale, ma immerse in una folla viva e dinamica, dove i gesti si intrecciano e si moltiplicano. La danza non è presentata come spettacolo da osservare, bensì come esperienza condivisa, spontanea e collettiva. I movimenti dei ballerini, spesso appena accennati, emergono attraverso tocchi rapidi di colore e pennellate leggere, che suggeriscono più che definire le posture. Ciò che rende il dipinto particolarmente significativo in relazione all’arte della danza è proprio questa capacità di evocare il movimento senza fissarlo rigidamente. Renoir non disegna contorni netti né ...

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