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“Jiddu” del coreografo Marco Berrettini: a Milano la prima nazionale

Il coreografo italo-tedesco Marco Berrettini con i suoi lavori, presentati nei più importanti festival e teatri internazionali, ha saputo ridefinire i codici della danza. La sua ultima creazione racconta la storia di una compagnia di danza popolare bavarese che, in mancanza di successo, decide di diversificare e diventare “globale”. A poco a poco, inizia così a prendere in prestito passi di danza da paesi e culture diverse. Ma questo cambiamento artistico non è ben vissuto da tutti i ballerini. Sul palco, danze cecene, indonesiane, italiane, greche e anglosassoni si mescolano in un vortice di contaminazioni sempre più contraddittorio e carico di tensione, fino all’interruzione del ballo. A partire dalla rappresentazione del cerchio, figura universale che – dal gioco alla danza, fino al rituale – sembra poter cancellare differenze economiche e identitarie, Jiddu esplora il senso profondo della collettività e della comunità. Danzatore e coreografo, Marco Berrettini è nato nel 1963 ad Aschaffenburg, in Germania. Il suo interesse per la danza è iniziato in una discoteca: nel 1978 vinse il campionato tedesco di disco dance, e da questa esperienza inizia a frequentare lezioni di danza jazz, moderna e classica. A 17 anni comincia la sua formazione professionale come ballerino, prima alla ...

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Omaggio a Michel Fokine al Teatro Mariinsky di San Pietroburgo

Il 29 marzo 2026 il Mariinsky Theatre di San Pietroburgo offrirà al suo pubblico un’esperienza rara e preziosa: un recital dedicato ai balletti di Michel Fokine. Si tratta di una serata che non si limita alla semplice esecuzione di coreografie, ma che intende restituire la visione e l’anima di uno dei coreografi più rivoluzionari del XX secolo, il cui lavoro ha profondamente trasformato il linguaggio del balletto classico. La scelta di ospitare un programma così composito in forma di recital è significativa: permette di attraversare diverse sfumature della sua arte, dai pezzi più lirici e poetici a quelli di marcata teatralità, ripercorrendo l’evoluzione di un pensiero coreografico che ha cercato di liberare il corpo dai vincoli della pura tecnica accademica per restituirgli una voce espressiva completa. Michel Fokine, nato a San Pietroburgo nel 1880, si formò all’interno dell’Accademia Imperiale di Danza, dove il rigore tecnico era assoluto e le regole coreografiche codificate. Tuttavia, già in giovane età, il suo spirito critico lo portò a interrogarsi sulla rigidità di quel sistema, convinto che il balletto potesse essere molto più di una sequenza di movimenti eleganti. La sua visione prevedeva un’armonia totale tra danza, musica, scenografia e costumi, concependo ogni spettacolo come ...

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Nuova creazione per il Ballet de Lorraine: Concerto Danzante

Il Ballet de Lorraine si prepara a inaugurare una nuova pagina del proprio percorso artistico con una creazione contemporanea dal titolo Concerto Danzante, in programma per la fine di aprile 2026 a Nancy. L’annuncio segna un momento significativo per la compagnia, che continua a distinguersi nel panorama della danza europea per la sua capacità di coniugare rigore, sperimentazione e apertura verso nuovi linguaggi coreografici. Questa nuova produzione si inserisce in una tradizione ormai consolidata del Ballet de Lorraine, noto per la sua attenzione alla ricerca e alla valorizzazione di un repertorio che dialoga costantemente con la contemporaneità. Concerto Danzante si presenta come un progetto che esplora il rapporto tra musica e movimento in una dimensione dinamica e immersiva, dove il corpo dei danzatori diventa strumento espressivo in grado di tradurre in gesto le strutture, le tensioni e le armonie del linguaggio musicale. Il titolo stesso suggerisce una fusione tra due mondi artistici, evocando l’idea di una partitura coreografica che si sviluppa con la precisione e la complessità di un concerto, pur mantenendo la libertà interpretativa propria della danza. La scelta di presentare questa creazione a Nancy non è casuale. La città, sede storica della compagnia, rappresenta un punto di riferimento ...

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Il CCN/Aterballetto danza al Teatro Bellini di Napoli

I danzatori del CCN/Aterballetto sono i protagonisti di una produzione firmata dalla pluripremiata Crystal Pite, coreografa canadese ormai nell’Olimpo della danza. Solo Echo si ispira a due sonate per violoncello e pianoforte di Johannes Brahms e alla poesia Lines for Winter di Mark Strand. Come nella poesia di Strand, Solo Echo invoca l’inverno, la musica e il corpo in movimento per esprimere qualcosa di essenziale sull’accettazione e la perdita. Reconciliatio è un delicato passo a due femminile ispirato alla lettura dell’Apocalisse, firmato da uno dei più importanti coreografi a livello internazionale Angelin Preljocaj. L’ultima coreografia Glory Hall è la nuova produzione firmata da Diego Tortelli, che regala alla compagnia e al pubblico un affresco di sensualità e travolgente vitalità. Solo Echo Coreografia Crystal Pite Musiche Johannes Brahms (Sonata for Cello and Piano in E Minor, Op. 38: I. Allegro non troppo; Sonata for Cello and Piano in F Major, Op. 99: II. Adagio Affettuoso) Produzione e riallestimento Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto Coproduzione Teatro Comunale di Bologna Reconciliatio Coreografia Angelin Preljocaj Musica Ludwig van Beethoven, Sonata al Chiaro di Luna Produzione Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto Glory Hall Coreografia Diego Tortelli Musica Godspeed You! Black Emperor Produzione Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto Coproduzione ...

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Alice’s Adventures in Wonderland: storia, personaggi, curiosità e trama

La storia di Alice’s Adventures in Wonderland, pubblicata nel 1865 da Lewis Carroll, appartiene a quelle opere letterarie che sembrano naturalmente predisposte alla trasformazione scenica. Il viaggio della giovane protagonista attraverso un universo capovolto, popolato da creature eccentriche e da paradossi logici, ha stimolato per oltre un secolo registi, illustratori, musicisti e coreografi. Nel balletto questo materiale narrativo ha trovato un terreno particolarmente fertile, perché il carattere visionario della storia si presta a essere tradotto in immagini, ritmo e movimento. Le prime esperienze coreografiche ispirate ad Alice risalgono già ai primi decenni del Novecento, quando il racconto di Carroll cominciò a circolare nei teatri europei in forma di spettacolo coreutico o pantomimico destinato a un pubblico familiare. Tuttavia la consacrazione più significativa di questo soggetto nel repertorio ballettistico è relativamente recente. Nel 2011 il coreografo britannico Christopher Wheeldon ha creato il balletto Alice’s Adventures in Wonderland per il The Royal Ballet, presentato in prima assoluta alla Royal Opera House di Londra con musica originale del compositore Joby Talbot. Questa produzione ha segnato un momento importante nella danza narrativa contemporanea, dimostrando come una storia ottocentesca potesse essere reinterpretata con strumenti scenici e coreografici moderni senza perdere la sua forza immaginativa. Il balletto ...

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In tournée Ballet Black: 25 anni di rivoluzione nella danza britannica

Nel 2026 la compagnia londinese Ballet Black celebra il traguardo dei venticinque anni di attività, un anniversario che non rappresenta soltanto una ricorrenza cronologica ma anche la conferma di un progetto artistico e culturale che ha profondamente segnato il panorama della danza britannica contemporanea. Fondata nel 2001 dalla coreografa e produttrice Cassa Pancho, la compagnia nacque con un obiettivo preciso: ampliare la rappresentazione dei danzatori di colore nel balletto classico, un ambito che per decenni nel Regno Unito e in Europa era rimasto sostanzialmente omogeneo dal punto di vista etnico e culturale. All’inizio degli anni Duemila il tema della diversità nel balletto era ancora poco discusso. I grandi teatri britannici presentavano ensemble di altissimo livello tecnico, ma raramente riflettevano la pluralità culturale della società contemporanea. In questo contesto si inserì l’iniziativa di Pancho, che immaginò una compagnia capace non soltanto di offrire opportunità professionali a giovani danzatori di origine africana, caraibica o asiatica, ma anche di sviluppare un repertorio nuovo, aperto a linguaggi coreografici e temi narrativi più ampi. Nei primi anni l’impresa non fu semplice. Ballet Black iniziò con risorse limitate, piccoli teatri e tournée nelle comunità locali, costruendo lentamente una propria identità artistica. Tuttavia il progetto attirò presto ...

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Il libro che celebra i ricordi della danza: “Enchanted by Ballet”

Nel vasto panorama dell’editoria dedicata alla danza, accanto ai saggi storici, ai manuali tecnici e alle biografie dei grandi coreografi, esiste una tipologia di libro meno accademica ma profondamente legata alla vita quotidiana dei danzatori: il libro-ricordo, pensato per custodire le tappe di un percorso artistico personale. In questo ambito si colloca Enchanted by Ballet: A Beautiful Keepsake Book for Ballet Dancers, Recitals, and Dance Memories, un volume edito in lingua inglese concepito come uno spazio di memoria dedicato a chi vive la danza non soltanto come spettacolo ma come esperienza formativa. Il progetto del libro nasce dall’idea che il balletto, soprattutto durante gli anni della formazione, non sia soltanto un esercizio tecnico o un insieme di coreografie da apprendere, ma un viaggio fatto di emozioni, scoperte e momenti condivisi. La vita in una scuola di danza è scandita da rituali che si ripetono stagione dopo stagione: le prime lezioni alla sbarra, la preparazione di un saggio, la scelta dei costumi, le prove generali prima di uno spettacolo. Episodi apparentemente quotidiani che, col passare del tempo, assumono il valore di ricordi fondamentali per chi cresce all’interno di questo mondo. Enchanted by Ballet si propone dunque come un oggetto editoriale capace di ...

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“Danza in Corsia” l’iniziativa del Balletto di Siena di Marco Batti

“Danza in Corsia”: a Siena la danza entra nei reparti dell’ospedale Santa Maria alle Scotte come progetto di welfare culturale per l’umanizzazione delle cure. Portare la bellezza della danza nei luoghi dell’assistenza e offrire ai pazienti e agli operatori sanitari un momento di sollievo ed emozione. È questo l’obiettivo di “Danza in Corsia”, il progetto promosso dall’Azienda ospedaliero-universitaria Senese in collaborazione con la Compagnia Balletto di Siena per “curare anche con la cultura”. L’iniziativa, ideata dal Direttore Artistico del Balletto di Siena, dottor Marco Batti è stato accolto con entusiasmo dal Direttore generale dell’Aou Senese, professor Antonio Barretta, ed è curato dalla dottoressa Ines Ricciato, direttrice UOC Comunicazione, Informazione e Accoglienza. L’iniziativa nasce nella stagione estiva 2025 come esperienza sperimentale, con l’idea di portare l’arte direttamente negli spazi ospedalieri attraverso brevi performance coreutiche dedicate ai pazienti in terapia. Il primo appuntamento si è svolto nel day hospital dell’Oncologia medica, dove i primi ballerini del Balletto di Siena Chiara Gagliardo e Giuseppe Giacalone si sono esibiti sulle note de Il Lago dei cigni di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Una performance accolta con grande partecipazione da pazienti e operatori sanitari, che ha segnato il primo ingresso della danza all’interno dell’ospedale senese. In occasione ...

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Balanchine e il balletto americano: una storia narrata in libro

Nel panorama degli studi dedicati alla danza del Novecento, il volume Balanchine Finds His America: A Tale of Love Lost and Ballet Reborn, scritto dalla storica della danza Elizabeth Kendall, rappresenta uno dei contributi più recenti e penetranti alla comprensione della figura di George Balanchine e del momento in cui il balletto, giunto sulle coste degli Stati Uniti come tradizione importata dall’Europa, cominciò a trasformarsi in un’arte autenticamente americana. Il libro non è soltanto una biografia del coreografo, né una semplice cronaca delle sue creazioni: è piuttosto il racconto di un passaggio storico, quello in cui una tradizione artistica profondamente radicata nella cultura europea trova una nuova forma e una nuova vitalità nel contesto culturale degli Stati Uniti. Quando Balanchine arriva in America nel 1933, non è ancora la figura leggendaria che diventerà negli anni successivi. Nato a San Pietroburgo e formato nella rigorosa disciplina della scuola imperiale russa, aveva già vissuto la stagione tumultuosa della rivoluzione e aveva partecipato alle esperienze artistiche più innovative dell’Europa tra le due guerre. Tuttavia il suo arrivo negli Stati Uniti segna un momento di incertezza. L’America che lo accoglie è un Paese nel quale il balletto non possiede ancora una tradizione stabile; il ...

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Erik Bruhn: 5 curiosità sulla sua arte e la sua vita

Il principe del balletto maschile: Erik Bruhn è considerato il modello del danzatore classico moderno: linee pure, tecnica impeccabile, eleganza naturale. Ha ridefinito l’idea del ballerino come protagonista, non solo come “partner” della ballerina. Il leggendario Albrecht in Giselle: Il suo Albrecht è entrato nella storia: famoso per la perfezione dei salti, l’equilibrio assoluto e soprattutto per l’intensità drammatica. Molti lo considerano ancora oggi un punto di riferimento insuperato. Una carriera internazionale da giovanissimo: Debuttò come primo ballerino al Royal Danish Ballet a soli 18 anni e divenne rapidamente una star mondiale, danzando con le più grandi compagnie, tra cui American Ballet Theatre e Opéra di Parigi. Difensore della tradizione bournonvilliana: Bruhn fu un custode rigoroso dello stile Bournonville: leggerezza, musicalità, modestia apparente della tecnica. Lo studiò a fondo e lo trasmise come maestro e direttore artistico, soprattutto durante la sua direzione del National Ballet of Canada. Un artista colto e riservato: Amava la letteratura, la filosofia e l’arte visiva. Fu una persona estremamente discreta sulla propria vita privata, ma è noto il suo legame profondo con Rudolf Nureyev, fatto di stima, confronto artistico e sentimento. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com ©️ Riproduzione riservata

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