Negli ultimi anni, il confine tra ciò che è esibizionismo e ciò che è artistico è diventato incredibilmente sottile. Spesso si confonde la performance con l’arte, l’acrobazia con l’espressione, l’individualismo con l’autonomia e la consapevolezza. Ma la danza, quella vera, è tutta un’altra faccenda. Vi proponiamo un viaggio in quattordici punti per esplorare l’universo coreutico per come è davvero. Sette cose che non sono danza. L’esibizionismo vuoto Muovere il corpo allo scopo di catturare l’attenzione altrui, cercando l’approvazione, non è danza. È spettacolarizzazione di sé. Il movimento serve a dire ‘guardami’ e l’arte svanisce. Il culto dell’Ego Pensare di essere il centro della coreografia, superiori ai compagni o immuni alle correzioni. L’ego smisurato irrigidisce il corpo e chiude la mente, trasforma il palcoscenico in un piedistallo sterile. Virtuosismi senza anima Eseguire dieci pirouette o sollevare la gamba a 180 gradi dimostra un’eccellente dote atletica, ma se dietro il gesto non c’è un’intenzione, un sentimento o una storia, resta un esercizio ginnico. Come abbiamo già dichiarato, la tecnica è il mezzo, non il fine. Il confronto tossico Criticare i compagni per sentirsi migliori. La sala danza non è un’arena; chi vive il confronto in modo distruttivo non sta danzando, sta gareggiando. ...
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