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In scena a Venezia dal 17 luglio all’1 agosto, il 20. Festival Internazionale di Danza Contemporanea diretto da Wayne McGregor

In scena a Venezia dal 17 luglio all’1 agosto, il 20. Festival Internazionale di Danza Contemporanea diretto da Wayne McGregor si intitola Il tempo non esiste: pensando al fluire dei corpi nel tempo e alla danza come a una disciplina che, per sua natura, possa indagarne la complessità secondo le più moderne teorie espresse dal fisico Carlo Rovelli.  “Questa profonda esplorazione del tempo, – scrive McGregor – o meglio di un tempo che non esiste, alla Biennale Danza 2026 scandaglia i temi della memoria, dell’identità e dell’esistenza, incoraggiandoci a riflettere e a percepire il nostro legame con la vita – un invito a cambiare il modo di relazionarsi e di essere”. 140 artisti per più di 60 appuntamenti lungo l’arco di due settimane (17 luglio > 1 agosto) e un programma di tutte novità: 9 prime assolute, 3 prime europee, 8 prime italiane. Novità che esprimono l’evolversi dei linguaggi della danza sotto la spinta delle urgenze del nostro tempo, linguaggi rigenerati dall’energia vitale delle culture di provenienza dei molti artisti presenti, in connessione profonda con ritmi, paesaggi e storie di tradizioni altre il cui veicolo è il corpo. Importante è la fitta rete di produzioni e coproduzioni avviate negli anni ...

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Woman’s Art Now a L’Aquila: 4 opere coreografiche al femminile

L’Aquila si prepara ad accogliere due appuntamenti dedicati alla creatività femminile nella danza contemporanea: il 9 e 10 luglio 2026, alle ore 19.00, il Teatro San Filippo ospiterà Woman’s Art Now, ideato e curato da Francesca La Cava nell’ambito del Festival I Cantieri dell’Immaginario. Uno spazio di osservazione e riflessione dedicato ad alcune tra le più significative protagoniste della scena coreografica in Italia. Un progetto che nasce dalla volontà di valorizzare il contributo delle artiste che, negli ultimi decenni, hanno ampliato e ridefinito i confini della danza, sviluppando nuove estetiche e nuove modalità di relazione tra corpo e immaginario collettivo. Le due serate riuniscono quattro opere firmate da coreografe accomunate da una profonda tensione poetica e dalla capacità di interrogare il presente attraverso il linguaggio coreutico: tempo, memoria, identità, amore, resistenza, trasformazione e libertà diventano i temi di una programmazione che racconta il corpo come luogo di esperienza e strumento di conoscenza del mondo. Ad aprire la rassegna, il 9 luglio, sarà Tapirulan, creazione di Sara Lourenço, con drammaturgia di Anouscka Brodacz e interpretazione di Francesca La Cava. Al centro della performance emerge l’immagine del tapis roulant, dispositivo simbolico che si trasforma in metafora dell’esistenza umana. Il nastro in costante ...

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Le Ali della Danza, alla Versiliana una serata di stelle internazionali firmata Alice Mariani

Il 21 luglio il teatro della Versiliana di Marina di Pietrasanta ospiterà Le Ali della Danza, un gala che celebra l’incontro tra il grande repertorio classico e la creazione contemporanea, riunendo sullo stesso palcoscenico alcuni tra i più interessanti interpreti della scena internazionale. Alla guida del progetto c’è Alice Mariani, prima ballerina del Teatro alla Scala di Milano, che firma la direzione artistica di una serata nata dal desiderio di riportare nella sua Toscana l’esperienza maturata nei più importanti teatri del mondo. “Dopo tanti anni trascorsi tra Dresda, Milano e i teatri internazionali – racconta Mariani – ho sentito il desiderio di riportare nel mio territorio una parte di questa esperienza, creando un progetto capace di unire eccellenza artistica, valorizzazione culturale e legame con le mie radici”. Un’idea che prende forma dopo il successo del primo gala organizzato al Teatro Guglielmi e che ora trova una nuova, prestigiosa cornice nella Versiliana. Protagonista anche in scena, Alice Mariani interpreterà quattro differenti creazioni che testimoniano la sua versatilità artistica. Accanto a Gareth Haw danzerà In the Middle, Somewhat Elevated, capolavoro del repertorio contemporaneo firmato da William Forsythe, e On the Nature of Daylight di David Dawson. Con Agnese Di Clemente sarà invece ...

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Verdensballetten: il grande balletto incanta i paesaggi della Danimarca

Prosegue fino al 6 agosto 2026 la nuova edizione di Verdensballetten, la rassegna estiva che ogni anno porta il grande balletto internazionale in alcune delle più affascinanti location all’aperto della Danimarca. Il festival si distingue per una formula originale che unisce l’eccellenza della danza a scenari naturali e architettonici di straordinaria bellezza, trasformando castelli, giardini storici, dimore sul mare e paesaggi costieri in suggestivi palcoscenici sotto il cielo estivo. Nato con l’obiettivo di avvicinare il pubblico alla grande danza al di fuori dei tradizionali teatri, Verdensballetten riunisce ballerini ospiti provenienti da alcune delle più prestigiose compagnie internazionali. Gli artisti, spesso primi ballerini e solisti di fama mondiale, condividono il palcoscenico in un programma che alterna celebri passi a due del repertorio classico, creazioni contemporanee e coreografie originali realizzate appositamente per il festival. Ogni appuntamento propone una combinazione di stili e linguaggi coreografici, offrendo agli spettatori un viaggio attraverso l’evoluzione della danza. Dai grandi classici del balletto alle opere contemporanee, gli interpreti mettono in mostra tecnica, musicalità e capacità espressiva in un contesto che valorizza il dialogo tra arte e natura. Uno degli elementi distintivi della manifestazione è proprio il rapporto con il paesaggio. Le esibizioni si svolgono al tramonto o ...

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Un giorno, tre debutti entrati nella storia del balletto

Il 25 giugno emerge nella storia della danza come una data che, a distanza di decenni, sembra richiamare a sé trasformazioni decisive del linguaggio coreutico. Nel 1910, a Parigi, i Ballets Russes di Sergej Diaghilev presentano L’Oiseau de feu, su musica di Igor Stravinskij, allora giovane compositore destinato a ridefinire il Novecento musicale. La coreografia è di Michel Fokine, che guida una rivoluzione estetica fondata sull’unità tra gesto, musica e immagine. Le scene e i costumi, firmati da Aleksandr Golovin e Léon Bakst, contribuiscono a creare un universo visivo ardente e fiabesco. Tra gli interpreti principali spicca Tamara Karsavina nel ruolo dell’Uccello di Fuoco, figura leggera e luminosa che incarna la nuova poetica del balletto moderno. Nello stesso contesto debutta anche Les Orientales, ancora legato alla stessa stagione dei Ballets Russes e alla sensibilità coreografica di Fokine con alcuni segmenti di Marius Petipa, dove l’Oriente non è rappresentazione realistica ma costruzione immaginaria, filtrata attraverso il gusto europeo per l’esotico. Anche qui la compagnia riunisce alcuni dei suoi danzatori più rappresentativi, in un mosaico di quadri scenici che privilegiano atmosfera e suggestione più che narrazione. Tra gli interpreti si trovano leggendari artisti: Vaslav Nijinsky (Danse Siamoise e Kobold), Tamara Karsavina (Danza ...

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La Nuit des Étoiles: Eleonora Abbagnato protagonista della terza edizione del gala di Olbia

La magia della grande danza internazionale torna a illuminare l’estate della Sardegna. Sabato 18 luglio, alle 21.30, l’Arena Teatrale Molo Brin di Olbia ospiterà la terza edizione di La Nuit des Étoiles, il gala che in pochi anni è diventato uno degli appuntamenti più attesi del panorama tersicoreo estivo italiano. Dopo il successo di pubblico e di critica delle prime due edizioni, la manifestazione ideata e diretta artisticamente da Mavi Careddu conferma la propria vocazione internazionale, portando sul palcoscenico alcune delle più prestigiose stelle del balletto mondiale. Ospite d’onore dell’edizione 2026 sarà Eleonora Abbagnato, già étoile del Balletto dell’Opera di Parigi e oggi direttrice del Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma, artista capace di coniugare una brillante carriera internazionale con una forte popolarità televisiva. Accanto ad Abbagnato tornerà a Olbia anche Paul Marque, étoile dell’Opera di Parigi, già protagonista della prima edizione del gala, mentre la conduzione della serata sarà affidata ancora una volta ad Ambeta Toromani, ballerina molto amata dal pubblico italiano e ormai presenza fissa della manifestazione. L’intero cast sarà annunciato nei prossimi giorni e promette nuove sorprese, mantenendo quell’elevato livello artistico che ha caratterizzato fin dalla nascita La Nuit des Étoiles. «L’entusiasmo del pubblico nelle ...

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I grandi coreografi nella storia della danza: Igor Moiseev

Nella danza di Igor Moiseev si manifesta una vitalità che non conosce rigidità, una energia che attraversa il corpo collettivo e lo trasforma in un organismo pulsante, capace di raccontare senza bisogno di parole. Il suo linguaggio nasce da una radice profonda, popolare, ma si eleva attraverso una costruzione rigorosa, in cui ogni dettaglio è pensato con precisione quasi coreografica nel senso più architettonico del termine. Il movimento si espande nello spazio con una chiarezza immediata, ma non per questo semplice. Dietro l’apparente spontaneità si nasconde una struttura complessa, una sapienza del ritmo che organizza l’insieme come una partitura vivente. I gruppi si formano e si dissolvono con fluidità, creando immagini che mutano continuamente, senza mai perdere coerenza. È una danza che respira all’unisono, in cui l’individualità non scompare, ma si integra in un disegno più ampio. C’è una gioia evidente, quasi luminosa, ma mai ingenua. È una gioia consapevole, costruita, capace di contenere al suo interno anche una disciplina severa. I passi si articolano con precisione, le dinamiche si alternano con un senso del contrasto che mantiene viva l’attenzione, evitando ogni forma di monotonia. L’energia non è mai dispersa: viene guidata, modellata, resa leggibile. Nel suo modo di concepire ...

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Ninette de Valois, la donna che inventò il balletto britannico

Nel giorno dell’anniversario della sua nascita, il ricordo di una pioniera che trasformò un sogno in una delle più grandi tradizioni coreutiche del Novecento. Il 6 giugno 1898 nasceva a Baltyboys, nella contea di Wicklow in Irlanda, una bambina destinata a cambiare per sempre la storia della danza. Il suo nome era Edris Stannus, ma il mondo l’avrebbe conosciuta come Ninette de Valois: ballerina, coreografa, pedagoga, visionaria. Una donna che non si limitò a interpretare il balletto, ma ne costruì le fondamenta di una nuova identità nazionale. Quando Ninette iniziò a studiare danza nei primi anni del Novecento, la Gran Bretagna non possedeva una tradizione classica paragonabile a quella francese, russa o italiana. Il balletto era considerato soprattutto un’arte d’importazione. Fu proprio questa assenza a suggerirle una missione che avrebbe occupato tutta la sua vita: creare una scuola inglese, una compagnia inglese e un repertorio inglese. Dopo gli esordi sulle scene londinesi, entrò a far parte dei leggendari Ballets Russes di Serge Diaghilev, la più rivoluzionaria compagnia del secolo. Fu un’esperienza determinante. Lavorando accanto a figure come Léonide Massine e Bronislava Nijinska, comprese che il balletto non era soltanto tecnica, ma anche organizzazione, cultura, educazione e visione artistica. Negli anni ...

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La danza dipinta “viaggio tra i capolavori”: Pierre-Auguste Renoir

Nel celebre Ballo al Moulin de la Galette, realizzato nel 1876 da Pierre-Auguste Renoir, la danza diventa il cuore pulsante di una scena di vita quotidiana, trasformata in un’immagine vibrante e luminosa che cattura lo spirito della Parigi moderna. Ambientato nel quartiere di Montmartre, presso il noto luogo di ritrovo popolare Moulin de la Galette, il dipinto raffigura un pomeriggio festivo all’aperto, in cui uomini e donne si incontrano, conversano e soprattutto danzano sotto la luce filtrata degli alberi. Renoir costruisce la scena con una straordinaria attenzione alla resa della luce e del movimento, elementi fondamentali anche per restituire il senso della danza. Le coppie non sono isolate o poste in primo piano in modo teatrale, ma immerse in una folla viva e dinamica, dove i gesti si intrecciano e si moltiplicano. La danza non è presentata come spettacolo da osservare, bensì come esperienza condivisa, spontanea e collettiva. I movimenti dei ballerini, spesso appena accennati, emergono attraverso tocchi rapidi di colore e pennellate leggere, che suggeriscono più che definire le posture. Ciò che rende il dipinto particolarmente significativo in relazione all’arte della danza è proprio questa capacità di evocare il movimento senza fissarlo rigidamente. Renoir non disegna contorni netti né ...

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Clug presenta Stabat Mater e Carmina Burana a Modena

La compagnia porta in scena due coreografie del suo direttore Edward Clug ispirate a capolavori di Pergolesi e Carl Orff: Stabat Mater e Carmina Burana. Prosegue domenica 19 aprile alle 20.30 la stagione di Danza al Teatro Comunale di Modena con il Balletto di Maribor impegnato in due brani di matrice classico-contemporanea firmati da Edward Clug, direttore della compagnia: Stabat Mater, su musica di Giovanni Battista Pergolesi e, in prima italiana, Carmina Burana, titolo della notissima partitura musicale di Carl Orff. Radicato a Maribor da più di trent’anni, il coreografo rumeno Edward Clug è alla guida del Balletto del Teatro Nazionale Sloveno dal 2003. Con lui, la principale compagnia di danza del Paese sta attraversando un momento di grande popolarità, grazie a un vasto repertorio, tra cui compaiono diversi suoi titoli di successo. Autore capace di reinterpretare tanto la tradizione ballettistica ottocentesca e novecentesca (Schiaccianoci, Coppelia, Petrushka) quanto di incrociare la grande letteratura (Faust, Il maestro e Margherita, Peer Gynt), Clug ha sperimentato audaci accostamenti tra passato e presente. È accaduto con il suo brano cult Radio & Juliet, presentato a Modena nel 2014, nel quale la tragica vicenda shakespeariana degli amanti veronesi incontrava la musica rock dei Radiohead. Molti ...

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