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Liam Francis Dance Company – “Alchemy”: tra identità, comunità e trasformazione

Il debutto della Liam Francis Dance Company al Festival Breakin’ Convention, a Cambridge, il 4 marzo 2026, segna un momento importante nel panorama della danza contemporanea, con Alchemy, un intenso double bill che intreccia esperienza personale e visione collettiva. In scena due lavori distinti ma profondamente connessi: Lyre Liar e A Body of Rumours, accomunati da una riflessione profonda sull’identità, l’appartenenza e il potere trasformativo del movimento. In Lyre Liar, Liam Francis ‒ ex danzatore della Rambert Dance Company e candidato come Dancer of the Year da Dance Europe ‒ conduce il pubblico attraverso il proprio percorso artistico e umano. Il solo si compone di estratti ispirati a opere di Merce Cunningham, Sidi Larbi Cherkaoui e Kate Prince, diventando una sorta di autobiografia danzata. Con vulnerabilità e ironia, Francis affronta la complessità delle identità in mutamento, il prezzo emotivo che comportano e le domande irrisolte che lasciano dietro di sé. Il risultato è una performance intima e sincera, capace di rendere universali esperienze profondamente personali. Il secondo lavoro, A Body of Rumours, amplia lo sguardo dal singolo al gruppo. Questo quartetto dinamico e coinvolgente è una celebrazione della fratellanza, del ritmo e della fiducia. Tre giovani uomini neri, legati da ...

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Ana Laguna: un’arte viva che continua a ispirare

Nel vasto panorama della danza contemporanea e del balletto del XX secolo, il nome di Ana Laguna brilla con una luce particolare. Non solo per il suo talento straordinario, ma per la sua capacità unica di fondere emozione, tecnica e umanità in ogni movimento. Nata a Zaragoza, in Spagna, nel 1954, Laguna è diventata una delle ballerine più influenti del suo tempo, lasciando un’impronta indelebile nella storia della danza, in particolare in Svezia, dove ha trascorso la maggior parte della sua carriera. Ana Laguna iniziò la sua formazione di danza a Madrid, dove mostrò fin da giovanissima una naturale predisposizione per il movimento e l’espressione corporea. Tuttavia, fu il trasferimento in Svezia a cambiare il corso della sua vita e della sua carriera. Entrò a far parte del Cullberg Ballet, una compagnia allora diretta dalla pioniera della danza moderna Birgit Cullberg, che riconobbe subito in Laguna una presenza scenica eccezionale e una versatilità rara. Il momento di svolta nella carriera di Ana Laguna arrivò con l’incontro con il coreografo Mats Ek, figlio di Birgit Cullberg. Ek, noto per il suo stile innovativo, drammatico e profondamente teatrale, trovò in Laguna l’interprete ideale per le sue creazioni più audaci. La loro collaborazione ...

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“Acosta Danza” porta la magia cubana nel Regno Unito

Il mondo del balletto internazionale si prepara a un evento unico: la celebre compagnia Acosta Danza, guidata dal leggendario Carlos Acosta, sbarca nel Regno Unito con una tournée che promette di incantare pubblico e critica. Ad accompagnare la compagnia ci saranno due stelle del balletto cubano: Anette Delgado e Dani Hernández, prima ballerina e primo ballerino del Ballet Nacional de Cuba, pronti a portare tutta la loro eleganza e tecnica impeccabile sul palcoscenico britannico. Lo spettacolo in programma è Nutcracker in Havana una versione originale e coinvolgente de Lo Schiaccianoci, che attraverserà sette città tra gennaio e febbraio 2026: da Sheffield a Aberdeen, passando per Inverness, Chester, York, Edimburgo e Norwich. Ogni rappresentazione promette di trasformare i teatri in un luogo dove il classico e il contemporaneo si incontrano in un gioco di movimenti, colori e ritmo. La magia dello spettacolo nasce dall’incontro tra la precisione della danza classica e la vitalità della cultura cubana: passi eleganti si mescolano a esplosioni di energia, creando una narrazione visiva che cattura lo spettatore dall’inizio alla fine. La musica originale, reinterpretata con influenze cubane, accompagna le coreografie, conferendo a ogni scena un fascino unico e inconfondibile. Delgado e Hernández, interpreti di caratura internazionale, ...

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Al Maggiore di Verbania “Callas Callas Callas” in danza

Il Maggiore di Verbania (Venerdì 16 gennaio alle ore 21) all’interno della Stagione 2025/2026 del MAGGIORE_DANZA a cura della Fondazione Egri – Centro di Rilevante Interesse per la Danza, in collaborazione con Il Maggiore all’interno de IPUNTIDANZA network diffuso di programmazione e produzione, accoglie il 2026 con Callas Callas Callas per rivivere la Divina nel centenario della nascita. Tra omaggi già celebrati e altri in corso, quello della COB Compagnia Opus Ballet diretta da Rosanna Brocanello, ha una particolare valenza anche per l’originalità che l’ha ispirato: affidare a tre giovani e affermati coreografi, pièce che riflettono la loro personale visione della leggendaria artista. Tre sguardi differenti che invitano lo spettatore, a scoprire o ritrovare la propria Callas. O magari un’altra, inedita, che la danza può suggerire, evocare, imprimere nell’atmosfera e nella memoria. Di sicuro riconosceremo, contaminate o appena palesate, tre celebri arie da Tosca, Norma, Carmen. STANDPOINTS Roberto Tedesco amalgama le note di Vissi d’arte sulla partitura musicale elettronica composta da Giuseppe Villarosa dentro la quale mixa anche brani d’interviste e interferenze di voci. Nelle parole della celebre aria, estrapolate da Tosca, il coreografo calabrese identifica il momento in cui Callas è in punto di morte, e vuol ribadire a ...

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Il primo ballerino e maître de ballet Antonino Sutera “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Lo Schiaccianoci è un balletto molto importante per me perché è stato il primo al quale ho partecipato quando ero ancora allievo della Scuola di Ballo, inizialmente nella “danzetta”. Nel corso degli anni, all’epoca, veniva rappresentato ogni Natale e ho interpretato diversi ruoli: il tamburino, il soldatino, il topo, praticamente quasi tutti, soprattutto quando sono cresciuto e sono entrato in compagnia. La coreografia di Nureyev, per me, è la più difficile e al tempo stesso la più bella che esista; per questo Lo Schiaccianoci rappresenta l’emblema stesso del balletto classico. L’altro balletto è Romeo e Giulietta di Kenneth MacMillan: con questo titolo sono stato nominato primo ballerino alla Scala ed è quindi il balletto del mio cuore. Inoltre racchiude due ruoli per me fondamentali, Romeo e soprattutto Mercuzio che è stato il mio vero cavallo di battaglia. Il balletto contemporaneo prediletto? Ripensandoci, quello che mi ha segnato in modo particolare è stato Romeo e Giulietta di Sasha Waltz, perché da lì è iniziata una bellissima collaborazione con la sua compagnia, Sasha Waltz & Guests. Sono stato ospite in diversi spettacoli che abbiamo portato in tournée in tutta Europa: è stato un momento molto importante sia per ...

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GD AWARDS 2025 – L’eccellenza tra memoria, identità e futuro

Dal 2010, anno della loro nascita, i GD Awards di giornaledelladanza.com rappresentano una bussola autorevole per orientarsi nel complesso e affascinante panorama della danza internazionale. In quindici edizioni, il premio ha saputo costruire una vera e propria mappa culturale dell’arte coreutica, capace di tenere insieme la grande tradizione accademica e le più innovative espressioni contemporanee. Anche nel 2025, come da consuetudine a fine anno, i lettori del giornale, l’intera redazione, il direttore Sara Zuccari, il vicedirettore Lorena Coppola e il caporedattore e coordinatore del Premio Michele Olivieri, hanno decretato le eccellenze della danza, riconoscendo artisti, istituzioni e personalità che hanno inciso in modo determinante sul presente e sul futuro di quest’arte. Nel segno delle grandi scuole storiche si collocano i premi assegnati alle Stelle Internazionali, categoria che vede protagonisti Maia Makhateli, prima ballerina del Dutch National Ballet, Julian Mackay, primo ballerino del Bavarian State Ballet, Guillaume Diop, danseur étoile del Ballet de l’Opéra de Paris – teatro fondato nel 1661 da Luigi XIV e matrice stessa del balletto accademico –, Chloe Misseldine, prima ballerina dell’American Ballet Theatre, Giorgi Potskhishvili, primo ballerino del Dutch National Ballet, e Matthew Ball, primo ballerino del Royal Ballet, emblema della tradizione britannica sviluppatasi nel Novecento ...

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New York City Ballet 2026: bellezza e innovazione

Nel cuore del Lincoln Center, il David H. Koch Theater si trasforma nel 2026 in un laboratorio di bellezza e innovazione coreografica, dove il classico convive con la sperimentazione contemporanea. Ogni spettacolo offre un’esperienza unica, fatta di precisione tecnica, poesia visiva e pura emozione. La stagione invernale apre le sue danze il 20 gennaio con un omaggio alle radici neoclassiche della compagnia. Il repertorio alterna le opere iconiche di Balanchine, come Serenade e Prodigal Son, con la moderna eleganza di Paquita di Alexei Ratmansky. Il pubblico si immerge nella musica e nella narrazione del movimento, vivendo un perfetto equilibrio tra passato e presente. Tra i momenti più attesi ci sono le prime mondiali: il 29 gennaio Justin Peck presenta una nuova creazione, mentre il 5 febbraio Alexei Ratmansky porta la sua visione innovativa, rinnovando continuamente il linguaggio del balletto. L’inverno vede anche il trionfo dei grandi classici: The Sleeping Beauty domina il palcoscenico con quattordici repliche, un caleidoscopio di virtuosismo e sontuosità scenica. Con l’arrivo della primavera, il palcoscenico si veste di luce e novità. Il 21 aprile l’inaugurazione è affidata a Symphonie Concertante di Balanchine, una coreografia rara e raffinata. Il Gala del 7 maggio offre al pubblico la ...

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Quattro cignetti, un solo respiro: la danza dell’armonia

Nel cuore del balletto Il Lago dei Cigni, composto da Pëtr Il’ič Čajkovskij nel 1875-76, si trova uno dei momenti più iconici della danza classica: la Danza dei Piccoli Cigni (Pas de Quatre), conosciuta anche come la Danza dei Quattro Cigni. La danza fu creata da Lev Ivanov per la versione classica del balletto nel 1895, nel contesto della coreografia definitiva del Lago dei Cigni al teatro Mariinsky di San Pietroburgo. I piccoli cigni rappresentano una comunità fragile che sopravvive grazie alla collaborazione. In contrasto con i temi più drammatici del balletto, questa danza introduce un momento di leggerezza e candore. La breve (90 secondi circa) ma intensissima coreografia appare nel secondo atto del balletto: elegante, precisa e geometricamente perfetta è diventata uno dei momenti più riconoscibili e amati del balletto classico accademico. L’illusione è quella di una creatura sola composta da più “ali”. È interpretata da quattro ballerine che rappresentano giovani cigni, legate fisicamente — spesso incrociando le braccia o tenendosi per mano — eseguono una serie di passi piccoli, rapidi e sincronizzati, chiamati pas de bourrée. Non c’è spazio per respirare o aggiustare: la musica comanda, il corpo deve seguirla alla perfezione. Il fascino di questo pezzo non ...

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Al via a Napoli la XXVIII edizione di Second Hand

Second Hand torna a Napoli per la sua ventottesima edizione, dall’11 al 14 dicembre 2025 presso la Sala Assoli. Diretta da Gabriella Stazio e parte del progetto Dance Ecosystem – Supporting Artists Under 35 2025–2027, la rassegna conferma la sua vocazione: giovane coreografia d’autore, dialogo tra artisti nazionali e internazionali, scambio intergenerazionale tra artisti junior e senior, sperimentazione sui temi della contemporaneità. Un laboratorio che prende il titolo provocatorio scelto da Merce Cunningham nel 1970, dove frammenti già esistenti venivano ricombinati in creazioni originali. La serata inaugurale dell’11 dicembre alle 20:30 propone tre lavori distinti per poetiche e linguaggi: Oscure Luminiscenze di Lucas Monteiro Delfino, Flavia Dule, Angela Valeria Russo esplora gli angoli più remoti dell’interiorità umana, con drammaturgia e regia di Senio Giovanni Barbaro Dattena, interpretata da Flavia Dule e Manolo Perazzi, prodotta da Asmed – Balletto di Sardegna e co-prodotta da Danzeventi. Segue Dilatazione di un Attimo (Noemi De Rosa e Pierfrancesco Vicinanza), vincitore del Bando MUD C.Re.A.Re. Campania, un’indagine sul tempo e sull’ecosistema che unisce gesto, spazio e quarta dimensione, interpretato da Noemi De Rosa, con luci di Classico Light e produzione Compagnia Borderlinedanza 2024. Chiude la serata Desdemona (Monica Casadei), un duetto ispirato a Shakespeare e Verdi, con Alfonso Donnarumma e Christian Pellino, elaborazioni musicali di Luca Vianini e Fabio Fiandrini, prodotto da Compagnia Artemis Danza. Il ...

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L’incanto degli atti bianchi nel balletto accademico

Nel mondo della danza classica, pochi momenti riescono a evocare un senso di incanto e mistero quanto gli atti bianchi. Queste sezioni del balletto, in cui i danzatori si vestono di bianco e si muovono in un’atmosfera rarefatta, rappresentano un’esperienza unica di sospensione e trasfigurazione, capace di incantare chiunque si trovi a osservarle. L’atto bianco è caratterizzato da un’estetica dominata dal colore bianco, che si traduce in costumi leggeri e vaporosi, spesso tutù lunghi, capaci di trasformare i danzatori in creature quasi evanescenti. Questo momento coreografico viene solitamente collocato nel cuore del balletto, spesso nel secondo atto, e si distingue per la sua atmosfera fiabesca e quasi irreale. Questa scelta stilistica non è casuale: il bianco, simbolo di purezza e spiritualità, suggerisce un passaggio dal mondo tangibile ad uno spazio onirico, popolato da spiriti, fate o presenze ultraterrene. L’atto bianco nasce con il Romanticismo, un’epoca in cui la danza si fa veicolo di emozioni profonde e di mondi fantastici. Il balletto Giselle è l’esempio più celebre: nel suo secondo atto, le Wilis – fantasmi di giovani donne tradite – appaiono vestite di bianco, creando un’atmosfera di mistero e malinconia. Da allora, questo momento si è trasformato in una tradizione iconica: ...

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