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Non solo vacanze: la danza classica continua anche d’estate

L’estate è da sempre sinonimo di libertà, sole, viaggi e momenti di relax. Dopo mesi di studio e lavoro intenso, il desiderio di rallentare i ritmi diventa naturale. Tuttavia, per chi vive la danza classica non solo come passione ma come disciplina quotidiana, la pausa estiva rappresenta anche una sfida: come conciliare il meritato riposo con la necessità di mantenere il proprio livello tecnico? La danza classica è un’arte che richiede costanza, precisione e dedizione. Il corpo del danzatore è il suo strumento, e come ogni strumento ha bisogno di essere accordato ogni giorno. Interrompere completamente l’allenamento, anche solo per qualche settimana, può significare perdere elasticità, forza muscolare e controllo tecnico. Questo non significa rinunciare alle vacanze, ma piuttosto imparare a viverle in modo intelligente. Bastano pochi accorgimenti per trasformare anche una giornata al mare o in montagna in un’occasione di allenamento. Una breve sessione quotidiana di esercizi alla sbarra — anche improvvisata — oppure esercizi di stretching e potenziamento possono fare la differenza. La sabbia, ad esempio, può diventare un ottimo alleato per il rafforzamento dei piedi e delle caviglie, mentre la natura offre spazi ideali per lavorare sull’equilibrio e sulla consapevolezza del corpo. Inoltre, l’estate può essere il ...

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FOG Triennale Milano 2026: uno sguardo sul mondo tra danza, teatro e performance

Interdisciplinarità e vocazione internazionale sono le coordinate che guidano la programmazione autunnale della nona edizione di FOG Triennale Milano Performing Arts, in programma dal 19 settembre al 15 novembre 2026. Con il titolo Lo sguardo sul mondo, il festival diretto da Umberto Angelini conferma la propria identità di osservatorio privilegiato sulle arti performative contemporanee, ospitando artisti provenienti da Italia, Francia, Lituania, Iran, Corea del Sud e Stati Uniti. La manifestazione abiterà gli spazi della Triennale Milano e alcune sedi limitrofe, proponendo un cartellone che intreccia danza, teatro, musica, arti visive e performance. Al centro del progetto vi è la volontà di superare confini geografici, culturali e disciplinari, favorendo l’incontro tra artisti affermati e nuove generazioni creative, oltre a creare occasioni di dialogo e partecipazione con il pubblico. L’inaugurazione del 19 settembre è affidata all’artista lituana Lina Lapelytė, Leone d’Oro alla Biennale Arte di Venezia 2019 per Sun & Sea (Marina). Per la sua prima volta a Milano presenterà nel Giardino della Triennale una performance della durata di cinque ore che unisce canto, azione scultorea e partecipazione collettiva, realizzata nell’ambito del progetto europeo PIT – Perform Transform Inform. La danza attraversa l’intera programmazione autunnale. Il 3 e 4 ottobre torna la ...

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Il danzatore di OKC Ballet Federico Ginetti “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Romeo e Giulietta in tutte le sue versioni. Simboleggia una storia di amore, unione e amicizia. Nonostante il finale tragico, può benissimo rappresentare una scena quotidiana ancora attuale. Il balletto contemporaneo prediletto? In the middle, somewhat elevated di William Forsythe. Dove porta la tecnica e la figura del ballerino ad esplorare oltre i canoni di dinamicità, fisicità e virtuosità. Il Teatro del cuore? Da Milanese cresciuto e formato a Milano, non posso che dire il Teatro alla Scala. È sempre magico tornarci. Un romanzo da trasformare in balletto? Essendo un amante di libri gialli, sarebbe interessante poterne rappresentare uno sotto forma di balletto. Magari un bel romanzo di Agatha Christie. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? La vita è bella di Roberto Benigni. Un film che ci ricorda quanto siano potenti l’amore e l’ironia nel proteggerci dalle difficoltà della vita. Il costume di scena indossato che hai preferito? Il costume di Hans quando si trasforma in un principe nello Schiaccianoci. Prezioso ed elegante. Quale colore associ alla danza? Il bianco è il colore simbolo di eleganza e purezza in questa disciplina. Rappresenta anche l’unione di tutti i colori dello spettro, a simboleggiare ...

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Thomas Docquir nominato Danseur Étoile dell’Opéra national de Paris

Di nazionalità belga, Thomas Docquir nasce nel 1998 e si avvicina alla danza all’età di otto anni presso l’Académie di Godinne, sezione del Conservatorio Adolphe Sax di Dinant. Nel 2010 viene ammesso all’École de Danse dell’Opéra di Parigi. Cinque anni più tardi entra a far parte del Corpo di Ballo, avviando una rapida e brillante ascesa: nel 2017 è nominato Coryphée, nel 2020 ottiene il grado di Sujet e nel 2021 riceve il prestigioso Prix AROP de la Danse. Il 12 luglio 2024, su proposta di José Martinez, Direttore della Danza, viene nominato Premier Danseur dal Direttore generale Alexander Neef. Nel 2025 gli viene inoltre conferito il Prix Bologne-Lemaire, riconoscimento assegnato al “Vallone dell’anno”. Il suo repertorio comprende ruoli di primo piano nei grandi balletti classici e nel repertorio neoclassico e contemporaneo. Tra questi si annoverano Rothbart ne Il lago dei cigni, Espada e Basilio in Don Chisciotte, Béranger in Raymonda, l’Idolo Dorato in La Bayadère, Drosselmeyer/Il Principe ne Lo Schiaccianoci, il Principe Désiré ne La bella addormentata, e Romeo in Romeo e Giulietta nella versione di Rudolf Nureyev. Interpreta inoltre ruoli significativi come il pas de deux dei contadini in Giselle, il solista maschile in Sogno di una notte ...

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Festival Nutida 2026 ‒ Girolami/Leonarduzzi/Piscopo: anatomie del movimento

Nell’ambito del Festival Nutida Nuovə Danzatrici/ori, il prossimo 22 giugno 2026, al Pomario del Castello dell’Acciaiolo di Scandicci, la scena contemporanea si interroga sulla natura delle connessioni, proponendo una serata che articola il discorso coreografico attraverso polarità distinte. Attraverso tre diverse sensibilità autoriali ‒ Pablo Girolami, Giovanni Leonarduzzi e Nyko Piscopo ‒ il palco si trasformerà in uno spazio di indagine in cui l’interconnessione organica, la fenomenologia del desiderio e la variazione strutturale dialogano per definire i contorni della ricerca contemporanea attuale. Un appuntamento che non si limita alla pura messa in scena, ma interroga il pubblico sulle urgenze e sulle mutazioni della danza di oggi. La serata si aprirà con la replica di Mycelium di Pablo Girolami, una coproduzione House of IVONA/Stazione Utopia, che conferma la sua capacità di tradurre istanze ecologiche in partiture fisiche complesse. L’opera si distanzia dalla narrazione antropocentrica per abbracciare una logica rizomatica: il corpo della danzatrice Misia Sarti diviene terminale di un segnale diffuso, una rete che si espande e si contrae seguendo leggi bio-meccaniche proprie del micelio. Girolami lavora su una qualità di movimento che fonde fluidità e contrazione, cercando nell’interazione dei corpi quella stessa intelligenza collettiva che regola le strutture fungine. È un esercizio ...

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Il Giornale della Danza: sedici anni al servizio dell’arte della Danza

Nella foto il lancio del Giornale della Danza – 21 giugno  2010 Il 21 giugno 2026 rappresenta una data importante per il mondo della danza italiana: il Giornale della Danza festeggia infatti sedici anni di attività, confermandosi una delle realtà editoriali più autorevoli e longeve dedicate esclusivamente all’informazione coreutica. Nato nel giugno del 2010 da un’idea della giornalista e critica di danza Sara Zuccari, il Giornale della Danza è stato il primo quotidiano online italiano interamente dedicato al settore, un progetto innovativo che ha saputo anticipare i tempi e rispondere all’esigenza di una comunicazione specializzata, costante e capillare sul mondo della danza. In questi sedici anni la testata ha raccontato quotidianamente la vita artistica di teatri, compagnie, accademie, festival e protagonisti della scena nazionale e internazionale. Migliaia di articoli, interviste esclusive, recensioni, approfondimenti culturali e rubriche specializzate hanno contribuito a documentare l’evoluzione della danza, offrendo uno spazio di confronto e riflessione per professionisti, studenti, appassionati e operatori del settore. Il Giornale della Danza ha saputo attraversare profondi cambiamenti nel panorama dell’informazione e della comunicazione digitale, mantenendo sempre intatta la propria missione: dare voce alla danza in tutte le sue forme, valorizzandone la storia, i protagonisti e le nuove generazioni di ...

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La Scuola di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma chiude l’anno accademico con un grande spettacolo al Costanzi

La Scuola di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma, diretta da Eleonora Abbagnato, conclude l’anno accademico 2025/2026 con il tradizionale spettacolo di fine anno, in programma il 15 e 16 luglio al Teatro Costanzi. Un appuntamento particolarmente atteso che rappresenta il momento culminante del percorso formativo degli allievi e l’occasione per mostrare al pubblico il lavoro svolto durante l’intero anno di studio. La serata offrirà un programma ricco e articolato, capace di valorizzare le diverse competenze artistiche e tecniche degli studenti. In scena tre coreografie firmate da importanti protagonisti della danza internazionale: Scaramouche di José Carlos Martínez, su musica di Darius Milhaud; Pulse di Goyo Montero, su musica di Owen Belton; e Ricercare a nove movimenti di Amedeo Amodio, sulle note di Antonio Vivaldi. Lo spettacolo conferma l’attenzione della direzione di Eleonora Abbagnato verso una formazione completa, che affianca allo studio del repertorio classico l’incontro con linguaggi contemporanei e con alcuni dei più autorevoli coreografi del panorama internazionale. Una visione didattica che negli ultimi anni ha contribuito a rafforzare il prestigio della storica scuola romana, fondata nel 1928 e considerata una delle più importanti istituzioni formative italiane nel campo della danza. Per gli allievi, il saggio-spettacolo rappresenta molto più di ...

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Ninette de Valois, la donna che inventò il balletto britannico

Nel giorno dell’anniversario della sua nascita, il ricordo di una pioniera che trasformò un sogno in una delle più grandi tradizioni coreutiche del Novecento. Il 6 giugno 1898 nasceva a Baltyboys, nella contea di Wicklow in Irlanda, una bambina destinata a cambiare per sempre la storia della danza. Il suo nome era Edris Stannus, ma il mondo l’avrebbe conosciuta come Ninette de Valois: ballerina, coreografa, pedagoga, visionaria. Una donna che non si limitò a interpretare il balletto, ma ne costruì le fondamenta di una nuova identità nazionale. Quando Ninette iniziò a studiare danza nei primi anni del Novecento, la Gran Bretagna non possedeva una tradizione classica paragonabile a quella francese, russa o italiana. Il balletto era considerato soprattutto un’arte d’importazione. Fu proprio questa assenza a suggerirle una missione che avrebbe occupato tutta la sua vita: creare una scuola inglese, una compagnia inglese e un repertorio inglese. Dopo gli esordi sulle scene londinesi, entrò a far parte dei leggendari Ballets Russes di Serge Diaghilev, la più rivoluzionaria compagnia del secolo. Fu un’esperienza determinante. Lavorando accanto a figure come Léonide Massine e Bronislava Nijinska, comprese che il balletto non era soltanto tecnica, ma anche organizzazione, cultura, educazione e visione artistica. Negli anni ...

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La danza dipinta “viaggio tra i capolavori”: Pierre-Auguste Renoir

Nel celebre Ballo al Moulin de la Galette, realizzato nel 1876 da Pierre-Auguste Renoir, la danza diventa il cuore pulsante di una scena di vita quotidiana, trasformata in un’immagine vibrante e luminosa che cattura lo spirito della Parigi moderna. Ambientato nel quartiere di Montmartre, presso il noto luogo di ritrovo popolare Moulin de la Galette, il dipinto raffigura un pomeriggio festivo all’aperto, in cui uomini e donne si incontrano, conversano e soprattutto danzano sotto la luce filtrata degli alberi. Renoir costruisce la scena con una straordinaria attenzione alla resa della luce e del movimento, elementi fondamentali anche per restituire il senso della danza. Le coppie non sono isolate o poste in primo piano in modo teatrale, ma immerse in una folla viva e dinamica, dove i gesti si intrecciano e si moltiplicano. La danza non è presentata come spettacolo da osservare, bensì come esperienza condivisa, spontanea e collettiva. I movimenti dei ballerini, spesso appena accennati, emergono attraverso tocchi rapidi di colore e pennellate leggere, che suggeriscono più che definire le posture. Ciò che rende il dipinto particolarmente significativo in relazione all’arte della danza è proprio questa capacità di evocare il movimento senza fissarlo rigidamente. Renoir non disegna contorni netti né ...

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Clug presenta Stabat Mater e Carmina Burana a Modena

La compagnia porta in scena due coreografie del suo direttore Edward Clug ispirate a capolavori di Pergolesi e Carl Orff: Stabat Mater e Carmina Burana. Prosegue domenica 19 aprile alle 20.30 la stagione di Danza al Teatro Comunale di Modena con il Balletto di Maribor impegnato in due brani di matrice classico-contemporanea firmati da Edward Clug, direttore della compagnia: Stabat Mater, su musica di Giovanni Battista Pergolesi e, in prima italiana, Carmina Burana, titolo della notissima partitura musicale di Carl Orff. Radicato a Maribor da più di trent’anni, il coreografo rumeno Edward Clug è alla guida del Balletto del Teatro Nazionale Sloveno dal 2003. Con lui, la principale compagnia di danza del Paese sta attraversando un momento di grande popolarità, grazie a un vasto repertorio, tra cui compaiono diversi suoi titoli di successo. Autore capace di reinterpretare tanto la tradizione ballettistica ottocentesca e novecentesca (Schiaccianoci, Coppelia, Petrushka) quanto di incrociare la grande letteratura (Faust, Il maestro e Margherita, Peer Gynt), Clug ha sperimentato audaci accostamenti tra passato e presente. È accaduto con il suo brano cult Radio & Juliet, presentato a Modena nel 2014, nel quale la tragica vicenda shakespeariana degli amanti veronesi incontrava la musica rock dei Radiohead. Molti ...

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