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“Zorba il Greco” torna a incantare il Teatro Romano di Verona

Ultimo titolo a debuttare del Festival 2026, il balletto Zorba il greco approda al Teatro Romano di Verona il 25 e 26 agosto, forte di ben sette sold-out nelle ultime edizioni del Festival. Ultima occasione per vedere il capolavoro di Mikis Theodorakis, coreografato da Lorca Massine, con due diversi cast di stelle internazionali della danza. L’anno prossimo, infatti, il balletto tornerà in Arena con quattro date di Romeo e Giulietta, capolavoro di Prokof’ev, in una nuova produzione di Fondazione Arena. Già oltre 10.000 spettatori in sette repliche sold-out, di cui una aggiunta a grande richiesta: è quanto ha raccolto finora il balletto Zorba il greco di Fondazione Arena, in scena per due ultime serate nel programma del Festival 2026. Dopo la singola data sold-out del 2023, la doppia ripresa del 2024 e le quattro repliche del 2025, il 25 e 26 agosto 2026 torna uno dei balletti più amati di sempre, grazie alla collaborazione con il Comune di Verona. Dalla prima mondiale nel 1988, creato appositamente per l’Arena, il capolavoro di Mikis Theodorakis (1925-2021) è stato visto da milioni di persone in almeno 35 paesi diversi, infiammando prima l’Anfiteatro e poi tutto il mondo con le sue danze e il ...

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Gene Kelly: anniversario della nascita di una leggenda

Il 23 agosto del 1912 nasceva a Pittsburgh, in Pennsylvania, Eugene Curran Kelly, destinato a diventare semplicemente Gene Kelly: danzatore, attore, coreografo, regista e produttore, ma soprattutto un innovatore che avrebbe cambiato per sempre il modo in cui il cinema si muove. Nel celebrare il suo anniversario, non rendiamo omaggio solo a un artista del passato, ma a una figura che ha rivoluzionato l’immaginario collettivo della danza sullo schermo, trasformandola in qualcosa di più che un momento di spettacolo: in un linguaggio narrativo, in pura emozione visiva. Quando si parla di Gene Kelly, l’immagine che viene immediata alla mente è quella del suo iconico numero sotto la pioggia, cappello e ombrello in mano, in Singin’ in the Rain. Gene Kelly ha portato nel cinema un tipo di danza maschile nuova: atletica, virile, popolare. Non l’eleganza aristocratica di Fred Astaire, ma un’energia muscolare, terra-terra, capace di parlare anche alla classe operaia da cui proveniva. Le sue coreografie erano dinamiche, spesso fuse con lo spazio urbano – scale, marciapiedi, palazzi – e anticipavano una concezione moderna e cinematografica della danza. Dietro l’apparente leggerezza dei suoi movimenti si nascondeva un rigore tecnico quasi scientifico. Kelly era perfezionista, pignolo fino all’ossessione. Ma era anche ...

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Natalia Osipova debutta nel West End con The Standard of Living

Il 2026 segna una nuova e importante tappa nella carriera di Natalia Osipova, Principal del Royal Ballet. La celebre ballerina farà infatti il suo debutto nel West End londinese come protagonista di The Standard of Living, una nuova pièce teatrale scritta dal pluripremiato drammaturgo britannico James Graham. Lo spettacolo, diretto da Nicholas Hytner, sarà in scena al Theatre Royal Haymarket dal 21 settembre al 12 dicembre 2026. Accanto a Osipova reciterà l’attore Rory Kinnear, nei panni dell’economista britannico John Maynard Keynes. Osipova interpreterà Lydia Lopokova, celebre ballerina russa dei Ballets Russes e moglie di Keynes. Si tratta di un ruolo particolarmente significativo per l’artista, poiché Lopokova fu una figura importante nella storia della danza britannica del Novecento. La pièce racconta il rapporto tra Keynes e Lopokova, intrecciando economia, politica, arte, amore e danza, e affrontando una domanda centrale: che cosa significa realmente condurre una vita di valore? Per Osipova, questo debutto rappresenta un’importante svolta professionale. Dopo una carriera internazionale costruita principalmente sui grandi ruoli del balletto classico e contemporaneo, la danzatrice si confronta per la prima volta con il teatro di prosa del West End, mettendo alla prova le proprie capacità interpretative anche al di fuori della danza. Con The ...

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I grandi coreografi nella storia della danza: José Limón

Nella storia della danza del Novecento, poche figure hanno saputo trasformare il movimento in un linguaggio così profondamente umano come José Limón. La sua arte non cercava l’effetto spettacolare né la pura astrazione formale; al contrario, nasceva dall’urgenza di raccontare la condizione dell’uomo attraverso il corpo, facendo della danza un luogo di riflessione, memoria ed emozione. L’universo coreografico di Limón si fonda su una concezione del movimento che sembra respirare insieme alla vita stessa. Nei suoi lavori il corpo non è mai un semplice strumento tecnico, ma una presenza viva, capace di esprimere tensione e abbandono, forza e fragilità. Il celebre principio del fall and recovery, ereditato dalla modern dance americana e rielaborato con straordinaria sensibilità, diventa nelle sue creazioni una metafora dell’esistenza: la caduta non rappresenta una sconfitta, ma un passaggio necessario verso una nuova possibilità di equilibrio. Osservare una coreografia di Limón significa assistere a una continua alternanza tra gravità e slancio. I danzatori sembrano dialogare con il peso del proprio corpo, accettandolo e trasformandolo in energia espressiva. Ogni gesto appare inevitabile, come se nascesse da una necessità interiore più che da una costruzione estetica. È proprio questa autenticità a conferire alle sue opere una straordinaria forza comunicativa. ...

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Giselle: il capolavoro romantico torna alla Scala

Il Balletto del Teatro alla Scala diretto da Frédéric Olivieri inaugura il ritorno in palcoscenico dopo la pausa estiva con uno dei massimi capolavori della storia della danza: Giselle, titolo imprescindibile del repertorio romantico che dall’1 al 23 ottobre torna a vivere sul palcoscenico scaligero in una delle produzioni più rappresentative della tradizione classica internazionale. L’allestimento, che sarà inoltre oggetto di una registrazione realizzata da Rai Cultura, consentirà di documentare e diffondere una delle pagine più significative del patrimonio coreutico custodito dal Teatro alla Scala, contribuendo alla valorizzazione di un’opera che da oltre un secolo e mezzo continua a rappresentare il paradigma del balletto romantico. Assente dalla programmazione milanese dal 2022, ma accolta con grande entusiasmo dal pubblico internazionale durante la tournée del Corpo di Ballo a Shanghai nel 2024, Giselle ritorna nella storica coreografia di Jean Coralli e Jules Perrot, proposta nella celebre ripresa di Yvette Chauviré, interprete leggendaria e custode della più autentica tradizione dell’École française. La sua versione rappresenta uno dei più autorevoli punti di riferimento nella trasmissione dello stile romantico, capace di preservarne la purezza formale, l’equilibrio drammatico e quella particolare qualità poetica che continua a renderla un modello interpretativo per generazioni di ballerini. Presentato all’Opéra ...

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I grandi coreografi nella storia della danza: Auguste Bournonville

Auguste Bournonville rappresenta una delle figure più alte e originali della storia della danza europea dell’Ottocento. La sua eredità non appartiene soltanto al teatro di danza danese, ma si inserisce in quella più ampia vicenda culturale che, nel corso del XIX secolo, trasformò il balletto da spettacolo di corte a forma d’arte capace di esprimere caratteri, sentimenti, conflitti sociali e aspirazioni individuali. Coreografo, maestro di ballo, danzatore e direttore artistico, Bournonville seppe costruire un linguaggio personale, immediatamente riconoscibile, nel quale la raffinatezza della tecnica accademica conviveva con una sorprendente naturalezza espressiva. La sua opera divenne il fondamento della grande tradizione del balletto danese e, ancora oggi, costituisce uno dei patrimoni più preziosi della cultura coreutica europea. Nato a Copenaghen il 21 agosto 1805, August Bournonville proveniva da un ambiente profondamente legato al teatro e alla danza. Suo padre, Antoine Bournonville, era un celebre danzatore e pedagogo di origine francese, stabilitosi in Danimarca dopo una carriera che lo aveva portato a lavorare nei principali ambienti teatrali europei. Il giovane Auguste crebbe dunque in un mondo nel quale la danza non era un semplice mestiere, ma una disciplina rigorosa, una forma di educazione del corpo e, soprattutto, un linguaggio artistico. Fin dagli ...

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Dancing City Summer Edition presenta tre coreografi internazionali

Il 26, 27 e 28 agosto Milano Dancing City Summer Edition porta in città tre coreografi internazionali per altrettanti spettacoli a ingresso gratuito nel Municipio 3. Enzo Cosimi con V.V.A. – Venere incontra Adone, Fernando Suels Mendoza del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch con Scintilla tra le ombre per ARB Dance Company, Andrea Costanzo Martini con Francesca Foscarini in Pas de Cheval. Si chiude il 13 settembre a BASE con il laboratorio performativo che permetterà di prendere parte all’ultimo spettacolo della Compagnia Lost Movement. Si inizia mercoledì 26 agosto alle 21.00 all’Auditorium Stefano Cerri / Casa di Quartiere Valvassori-Peroni con la performance site-specific interpretata da Alice Raffaelli e Leonardo Rosadini V.V.A. – Venere incontra Adone della Compagnia Enzo Cosimi in cui il coreografo prosegue la sua ricerca sul poema shakespeariano Venus and Adonis rileggendolo in chiave contemporanea, scomponendo l’azione scenica e isolando i dettagli fino a generare un nuovo paesaggio drammaturgico a metà tra installazione e azione performativa. Giovedì 27 agosto alle 21.00 alla Casa di Quartiere Feltre è la volta di Scintilla tra le ombre, creato da Fernando Suels Mendoza, storico danzatore del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch, per il danzatore Marco Munno di ARB Dance Company; ispirandosi liberamente a Il ...

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Il linguaggio e lo stile della tecnica Cunningham

Il linguaggio della tecnica Cunningham si distingue per una concezione del movimento basata sull’autonomia del corpo rispetto alla narrazione e all’espressione emotiva. In questa visione la danza non ha il compito di raccontare una storia o rappresentare uno stato d’animo specifico, ma diventa un’esplorazione delle infinite possibilità del movimento nello spazio e nel tempo. Ogni gesto possiede un valore in sé, indipendentemente da un significato simbolico, e nasce dall’interazione tra precisione tecnica, coordinazione e consapevolezza del corpo. Lo stile della tecnica Cunningham è caratterizzato da grande chiarezza formale, controllo e complessità. Il busto mantiene generalmente una posizione eretta e stabile, mentre braccia e gambe si muovono con estrema indipendenza, dando vita a sequenze articolate che richiedono equilibrio, rapidità e precisione. Cambi improvvisi di direzione, variazioni ritmiche, salti, rotazioni e spostamenti nello spazio si alternano con continuità, creando un movimento dinamico e imprevedibile. La tecnica valorizza la neutralità espressiva del danzatore, privilegiando la qualità dell’esecuzione piuttosto che l’interpretazione drammatica. Un elemento fondamentale del linguaggio Cunningham è il rapporto con lo spazio. Ogni punto della scena può diventare il centro dell’azione, senza una gerarchia prestabilita tra primo piano e sfondo. I danzatori si muovono in tutte le direzioni, costruendo percorsi complessi che ...

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Ninette de Valois, la donna che inventò il balletto britannico

Nel giorno dell’anniversario della sua nascita, il ricordo di una pioniera che trasformò un sogno in una delle più grandi tradizioni coreutiche del Novecento. Il 6 giugno 1898 nasceva a Baltyboys, nella contea di Wicklow in Irlanda, una bambina destinata a cambiare per sempre la storia della danza. Il suo nome era Edris Stannus, ma il mondo l’avrebbe conosciuta come Ninette de Valois: ballerina, coreografa, pedagoga, visionaria. Una donna che non si limitò a interpretare il balletto, ma ne costruì le fondamenta di una nuova identità nazionale. Quando Ninette iniziò a studiare danza nei primi anni del Novecento, la Gran Bretagna non possedeva una tradizione classica paragonabile a quella francese, russa o italiana. Il balletto era considerato soprattutto un’arte d’importazione. Fu proprio questa assenza a suggerirle una missione che avrebbe occupato tutta la sua vita: creare una scuola inglese, una compagnia inglese e un repertorio inglese. Dopo gli esordi sulle scene londinesi, entrò a far parte dei leggendari Ballets Russes di Serge Diaghilev, la più rivoluzionaria compagnia del secolo. Fu un’esperienza determinante. Lavorando accanto a figure come Léonide Massine e Bronislava Nijinska, comprese che il balletto non era soltanto tecnica, ma anche organizzazione, cultura, educazione e visione artistica. Negli anni ...

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La danza dipinta “viaggio tra i capolavori”: Pierre-Auguste Renoir

Nel celebre Ballo al Moulin de la Galette, realizzato nel 1876 da Pierre-Auguste Renoir, la danza diventa il cuore pulsante di una scena di vita quotidiana, trasformata in un’immagine vibrante e luminosa che cattura lo spirito della Parigi moderna. Ambientato nel quartiere di Montmartre, presso il noto luogo di ritrovo popolare Moulin de la Galette, il dipinto raffigura un pomeriggio festivo all’aperto, in cui uomini e donne si incontrano, conversano e soprattutto danzano sotto la luce filtrata degli alberi. Renoir costruisce la scena con una straordinaria attenzione alla resa della luce e del movimento, elementi fondamentali anche per restituire il senso della danza. Le coppie non sono isolate o poste in primo piano in modo teatrale, ma immerse in una folla viva e dinamica, dove i gesti si intrecciano e si moltiplicano. La danza non è presentata come spettacolo da osservare, bensì come esperienza condivisa, spontanea e collettiva. I movimenti dei ballerini, spesso appena accennati, emergono attraverso tocchi rapidi di colore e pennellate leggere, che suggeriscono più che definire le posture. Ciò che rende il dipinto particolarmente significativo in relazione all’arte della danza è proprio questa capacità di evocare il movimento senza fissarlo rigidamente. Renoir non disegna contorni netti né ...

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