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Magici Intrecci: il libro che fa danzare le storie classiche

Magici Intrecci di Claudia Roldan è un libro per ragazzi che riesce in un’impresa tutt’altro che semplice: avvicinare i giovani lettori al mondo del balletto classico trasformandolo in una storia coinvolgente, accessibile e profondamente attuale. Con uno stile chiaro e scorrevole, l’autrice costruisce un racconto capace di intrecciare tradizione e fantasia, rendendo vivi e vicini personaggi e atmosfere che spesso possono apparire lontani o difficili per chi non conosce questo universo. La trama si sviluppa attorno a quattro giovani protagoniste, ognuna con la propria personalità, i propri dubbi e le proprie aspirazioni. Queste ragazze si trovano legate da un destino comune che richiama e rielabora i grandi balletti classici: Il lago dei cigni, Lo Schiaccianoci, Giselle e Coppélia. Tuttavia, non si tratta di una semplice riproposizione delle storie originali: Roldan riesce a fonderle in un unico racconto armonioso, creando un mondo nuovo in cui elementi familiari si trasformano e si combinano in modi inaspettati. Uno degli aspetti più riusciti del libro è proprio questo intreccio narrativo. Le vicende dei celebri balletti diventano fili di una trama più ampia, che parla di crescita, amicizia e scoperta di sé. Le protagoniste non sono semplici eroine, ma ragazze in evoluzione, che imparano a ...

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Mandala Dance Company avvia le audizioni per il 2026

Mandala Dance Company, compagnia di danza contemporanea diretta dalla coreografa Paola Sorressa, apre ufficialmente le selezioni su invito per la stagione artistica 2026. La compagnia è alla ricerca di danzatori e danzatrici con solida formazione nella danza contemporanea e con comprovata esperienza professionale, da inserire nel proprio organico per i progetti della nuova stagione. Per candidarsi è necessario inviare entro il 15 aprile 2026 il proprio materiale artistico all’indirizzo email info@mandaladancecompany.com, allegando: – curriculum artistico completo di dati anagrafici; – indicazione di altezza, peso e taglie; – fotografia in primo piano; – showreel che includa sia repertorio di scena sia materiali di improvvisazione. I danzatori e le danzatrici selezionati saranno invitati a partecipare all’audizione in presenza, in programma martedì 28 aprile 2026, dalle ore 11.00 alle ore 19.00, presso la sede della Mandala Dance Company in Via Nevada 5 – Ladispoli (RM). Tra i requisiti richiesti: almeno tre anni di esperienza professionale documentabile nella danza contemporanea, una forte componente tecnica e competenze nel floorwork e acrofloor, nel contact e nell’improvvisazione. È preferibile la residenza o il domicilio a Roma o provincia. Per ulteriori informazioni: info@mandaladancecompany.com www.mandaladancecompany.com La Redazione www.giornaledelladanza.com ©️ Riproduzione riservata

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Marah Haj Hussein, “Language: no broblem” alla Triennale Milano

“C’è un proverbio che dice: Se vuoi distruggere una nazione, distruggi la sua lingua”. Parte da qui il racconto di Marah Haj Hussein, originaria di Kofor Yassif, nella Palestina occupata, e attualmente residente ad Anversa. In un percorso tra geografie, voci e immaginari, Language: no broblem esplora il multilinguismo come condizione di identità e resistenza. Tra danza e drammaturgia, Hussein interseca il racconto di un viaggio in treno in Belgio, in cui la protagonista vive incontri intriganti, alle storie della sua famiglia in Palestina, che vivono in uno stato occupato. La relazione tra l’arabo palestinese, la lingua madre dei suoi familiari, e l’ebraico, idioma ufficiale dello Stato, rivela uno degli aspetti spesso messi a tacere del colonialismo: i meccanismi attivi ma sottili che, progressivamente e lentamente, attraverso le generazioni, assicurano che la lingua dei coloni prevalga su quella dei nativi. Ad emergere sono allora le forme stratificate di pressione, violenza e dominio che una lingua può esercitare su un’altra, causandone la continua trasformazione e alterazione. Il teatro diventa così un palcoscenico in cui realtà antagoniste, confuse e intrecciate, vengono messe in frizione. Con umorismo, rabbia e amore e assurdità, lo spettacolo abbraccia innanzitutto i limiti della traducibilità di una lingua, ...

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Suite en blanc: storia, personaggi, curiosità e trama

Tra i capolavori del Novecento coreografico, Suite en blanc di Serge Lifar occupa un posto singolare: un balletto senza trama, eppure densissimo di significati, che incarna con rara purezza l’estetica del neoclassicismo francese. Creato nel 1943 per il Balletto dell’Opéra di Parigi su musiche di Édouard Lalo, il lavoro nasce in un momento storico drammatico e sembra rispondere, con la sua limpida astrazione, al bisogno di ordine, armonia e misura. Non vi è racconto, non vi è azione: ciò che si dispiega sulla scena è la danza nella sua essenza più cristallina, una celebrazione della tecnica accademica elevata a linguaggio assoluto. La “storia” di Suite en blanc, se così si può chiamare, coincide dunque con la sua stessa genesi artistica: Lifar, allora maître de ballet dell’Opéra, intendeva riaffermare la centralità della scuola francese, depurando il balletto da ogni elemento narrativo per restituirlo alla sua architettura formale. Il titolo allude proprio a questa idea di purezza: il bianco è quello dei tutù, della luce, ma anche di una pagina astratta su cui la danza si scrive senza vincoli drammaturgici. In assenza di veri e propri personaggi, la coreografia è costruita come una successione di variazioni e quadri che mettono in risalto ...

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Carmen

Acosta Danza presenta Carmen: una rilettura audace e innovativa del capolavoro di Bizet

Dopo il trionfale debutto nel Regno Unito nel luglio 2024, la Carmen di Carlos Acosta inizia un nuovo tour che celebra un’importante ricorrenza: i 180 anni dalla pubblicazione del celebre romanzo di Prosper Mérimée, che ha dato vita alla storia di questo capolavoro. La produzione ‒ che sarà presentata in anteprima stampa giovedì 9 aprile 2026, al Richmond Theatre ‒ si distingue per la sua reinterpretazione audace e innovativa della trama originale. Carlos Acosta non solo attinge dalla tradizione della danza classica, ma fonde elementi contemporanei per esplorare in profondità le emozioni dei protagonisti. Il personaggio di Don José è ritratto non solo come un uomo consumato dalla passione, ma anche come simbolo di una lotta interiore che si manifesta attraverso il corpo. La sua gelosia crescente e la perdita di controllo sono espresse attraverso una coreografia che incorpora movimenti asimmetrici e drammatici, facendo risuonare il conflitto emotivo con forza e immediatezza. Carmen viene presentata come una figura di potere e libertà, non una semplice vittima della passione di Don José, ma una donna che sfida il sistema, rompendo le convenzioni del suo tempo. La danza, quindi, diventa non solo un mezzo di espressione, ma anche un atto di ribellione, ...

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Don Quichotte al Teatro Massimo di Palermo nel nuovo allestimento di José Martínez

Una serata di festa per la danza e per il Corpo di ballo del Teatro Massimo di Palermo diretto da Jean-Sébastien Colau che ha debuttato ieri sera con il nuovo allestimento di Don Quichotte firmato da José Martínez, direttore del Ballet de l’Opéra di Parigi. Il pubblico ha salutato con ripetuti applausi a scena aperta una produzione capace di coniugare il rigore del grande classico con una narrazione coinvolgente. La scrittura coreografica di Martínez, pur restando fedele alla struttura originale di Marius Petipa, ha saputo infondere una sfumatura poetica inedita alla figura dell’hidalgo. Applauditissimi i due solisti Martina Pasinotti e Michele Morelli, che hanno dato prova di grandi qualità tecniche e interpretative. Insieme a loro, tutto il Corpo di ballo della Fondazione, diretto da Jean-Sébastien Colau, ha mostrato grande compattezza e rigore, restituendo pienamente l’atmosfera festosa e solare della Spagna sognata da Cervantes. Sul podio, la direttrice Mojca Lavrenčič, recente vincitrice del concorso La Maestra ha guidato l’Orchestra del Teatro Massimo con una lettura della partitura di Minkus incalzante e ricca di colori. L’allestimento, realizzato in coproduzione internazionale con l’Opéra National de Bordeaux, si avvale delle scene di Antonella Conte, i costumi di Mario Celentano e le luci di Bruno Ciulli. Assistente alla coreografia Anael Martin. Il successo della prima dà il via alla settimana di programmazione che vedrà Don Quichotte in scena fino a sabato 4 aprile e poi ripreso a Bordeaux ...

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Il libro che celebra la Royal Ballet School: Strength and Grace

Nel mondo del balletto, pochi nomi suscitano lo stesso rispetto e ammirazione della Royal Ballet School di Londra. Con oltre un secolo di storia, la scuola ha formato generazioni di ballerini che hanno lasciato un’impronta indelebile sul palcoscenico internazionale. Per celebrare il suo centenario, nasce Strength and Grace: Portraits of The Royal Ballet School, un libro che non è solo una raccolta di fotografie, ma un vero e proprio ritratto dell’anima della scuola e dei suoi alunni. Il libro propone una serie di ritratti scattati dai fotografi Rick Guest e Olivia Pomp, che catturano la forza, la grazia e la dedizione dei ballerini formati dalla scuola. Ma non si tratta solo di immagini: ogni ex studente è accompagnato da un’intervista a cura di Sarah Crompton, giornalista e critica di danza, che racconta il percorso personale e professionale di ciascuno, dalle prime punte sul parquet fino ai teatri più prestigiosi del mondo. Queste storie rivelano non solo l’eccellenza tecnica dei ballerini, ma anche il coraggio, la resilienza e la creatività che caratterizzano chi ha frequentato la Royal Ballet School. Il libro diventa così una celebrazione del talento e della diversità: i protagonisti provengono da contesti differenti e hanno trovato modi unici ...

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“Danza in Corsia” l’iniziativa del Balletto di Siena di Marco Batti

“Danza in Corsia”: a Siena la danza entra nei reparti dell’ospedale Santa Maria alle Scotte come progetto di welfare culturale per l’umanizzazione delle cure. Portare la bellezza della danza nei luoghi dell’assistenza e offrire ai pazienti e agli operatori sanitari un momento di sollievo ed emozione. È questo l’obiettivo di “Danza in Corsia”, il progetto promosso dall’Azienda ospedaliero-universitaria Senese in collaborazione con la Compagnia Balletto di Siena per “curare anche con la cultura”. L’iniziativa, ideata dal Direttore Artistico del Balletto di Siena, dottor Marco Batti è stato accolto con entusiasmo dal Direttore generale dell’Aou Senese, professor Antonio Barretta, ed è curato dalla dottoressa Ines Ricciato, direttrice UOC Comunicazione, Informazione e Accoglienza. L’iniziativa nasce nella stagione estiva 2025 come esperienza sperimentale, con l’idea di portare l’arte direttamente negli spazi ospedalieri attraverso brevi performance coreutiche dedicate ai pazienti in terapia. Il primo appuntamento si è svolto nel day hospital dell’Oncologia medica, dove i primi ballerini del Balletto di Siena Chiara Gagliardo e Giuseppe Giacalone si sono esibiti sulle note de Il Lago dei cigni di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Una performance accolta con grande partecipazione da pazienti e operatori sanitari, che ha segnato il primo ingresso della danza all’interno dell’ospedale senese. In occasione ...

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Balanchine e il balletto americano: una storia narrata in libro

Nel panorama degli studi dedicati alla danza del Novecento, il volume Balanchine Finds His America: A Tale of Love Lost and Ballet Reborn, scritto dalla storica della danza Elizabeth Kendall, rappresenta uno dei contributi più recenti e penetranti alla comprensione della figura di George Balanchine e del momento in cui il balletto, giunto sulle coste degli Stati Uniti come tradizione importata dall’Europa, cominciò a trasformarsi in un’arte autenticamente americana. Il libro non è soltanto una biografia del coreografo, né una semplice cronaca delle sue creazioni: è piuttosto il racconto di un passaggio storico, quello in cui una tradizione artistica profondamente radicata nella cultura europea trova una nuova forma e una nuova vitalità nel contesto culturale degli Stati Uniti. Quando Balanchine arriva in America nel 1933, non è ancora la figura leggendaria che diventerà negli anni successivi. Nato a San Pietroburgo e formato nella rigorosa disciplina della scuola imperiale russa, aveva già vissuto la stagione tumultuosa della rivoluzione e aveva partecipato alle esperienze artistiche più innovative dell’Europa tra le due guerre. Tuttavia il suo arrivo negli Stati Uniti segna un momento di incertezza. L’America che lo accoglie è un Paese nel quale il balletto non possiede ancora una tradizione stabile; il ...

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Erik Bruhn: 5 curiosità sulla sua arte e la sua vita

Il principe del balletto maschile: Erik Bruhn è considerato il modello del danzatore classico moderno: linee pure, tecnica impeccabile, eleganza naturale. Ha ridefinito l’idea del ballerino come protagonista, non solo come “partner” della ballerina. Il leggendario Albrecht in Giselle: Il suo Albrecht è entrato nella storia: famoso per la perfezione dei salti, l’equilibrio assoluto e soprattutto per l’intensità drammatica. Molti lo considerano ancora oggi un punto di riferimento insuperato. Una carriera internazionale da giovanissimo: Debuttò come primo ballerino al Royal Danish Ballet a soli 18 anni e divenne rapidamente una star mondiale, danzando con le più grandi compagnie, tra cui American Ballet Theatre e Opéra di Parigi. Difensore della tradizione bournonvilliana: Bruhn fu un custode rigoroso dello stile Bournonville: leggerezza, musicalità, modestia apparente della tecnica. Lo studiò a fondo e lo trasmise come maestro e direttore artistico, soprattutto durante la sua direzione del National Ballet of Canada. Un artista colto e riservato: Amava la letteratura, la filosofia e l’arte visiva. Fu una persona estremamente discreta sulla propria vita privata, ma è noto il suo legame profondo con Rudolf Nureyev, fatto di stima, confronto artistico e sentimento. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com ©️ Riproduzione riservata

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