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Roberto Bolle conquista la stella sulla Hollywood Walk of Fame: «Un sogno diventato realtà»

Un nuovo, straordinario traguardo consacra la carriera internazionale di Roberto Bolle. L’étoile italiana entrerà ufficialmente nella Hollywood Walk of Fame come membro della Classe 2027, ricevendo una delle ambite stelle che celebrano le personalità più influenti dello spettacolo mondiale. La decisione è stata annunciata dalla Camera di Commercio di Los Angeles, che ha inserito Bolle tra i 32 premiati dell’edizione 2027 nella categoria Live Theatre/Live Performance. Si tratta di un riconoscimento di enorme prestigio che consacra definitivamente il ballerino italiano nell’Olimpo dello spettacolo internazionale. Per Bolle, ambasciatore della danza nel mondo da oltre trent’anni, la stella rappresenta non solo il coronamento di una carriera costruita con talento, disciplina e dedizione, ma anche un importante riconoscimento per l’intera arte coreutica italiana. Profondamente emozionato, Roberto Bolle ha affidato ai social il proprio ringraziamento, condividendo parole che raccontano il significato di questo momento: «Ci sono traguardi che sembrano appartenere ai sogni. Fino al giorno in cui diventano realtà. Entrare a far parte della Hollywood Walk of Fame Classe 2027 è uno di quei momenti. Un riconoscimento che mi emoziona profondamente e che considero tra i più importanti della mia vita e della mia carriera. In un percorso come il mio nulla si costruisce ...

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Medhi Walerski

Medhi Walerski: dalla memoria fisica all’identità [INTERVISTA ESCLUSIVA]

Nello scenario suggestivo di Orsolina28, sospeso tra la quiete delle colline del Monferrato e l’energia della grande danza internazionale, l’estate coreografica del 2026 trova uno dei suoi momenti più alti nella presenza di Medhi Walerski. Celebrato come una delle voci più influenti e innovative della scena contemporanea, Walerski incarna quest’anno una duplice e affascinante veste: quella di custode e mentore nel programma Intensive, in cui guida giovani talenti nell’esplorazione profonda del suo repertorio, e quella di puro creatore per Stelle di Domani, il prestigioso progetto del Balletto di Venezia dedicato alle future promesse delle più grandi accademie del mondo. In questa intervista esclusiva, Walerski ci racconta come il dialogo tra pedagogia e creazione, tra memoria fisica e slancio verso il futuro, si traduca in un’urgenza di movimento capace di ridefinire i confini della danza di oggi. Quest’anno a Orsolina28 Lei ha un doppio ruolo, di mentore e creatore, nel contesto dei programmi Intensive e Stelle di domani. In che modo queste due dimensioni si alimentano a vicenda? Questi due ruoli sono in qualche modo collegati. Essere un mentore ed essere un creatore provengono dallo stesso luogo: il desiderio di condividere, di ascoltare e di continuare a imparare attraverso gli altri. ...

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Divi & Divine: Anna Pavlova, il cigno immortale della danza

Ci sono artisti che segnano un’epoca e altri che riescono a trasformare per sempre la percezione di un’arte. Anna Pavlova appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Considerata una delle più grandi ballerine di tutti i tempi, fu molto più di una straordinaria interprete: contribuì a diffondere il balletto classico nei cinque continenti, trasformandolo da spettacolo riservato alle grandi capitali europee a patrimonio culturale universale. Ancora oggi il suo nome è sinonimo di grazia, poesia e dedizione assoluta alla danza. Nata a San Pietroburgo il 12 febbraio 1881, Anna Matveevna Pavlova proveniva da una famiglia molto modesta. Cresciuta dalla madre Ljubov, una lavandaia, trascorse un’infanzia segnata da sacrifici e difficoltà economiche. Il momento destinato a cambiare la sua vita arrivò quando, all’età di otto anni, assistette con la madre a una rappresentazione de La bella addormentata al Teatro Mariinskij. Fu un’autentica rivelazione. Anni dopo avrebbe ricordato quel momento raccontando: «Ho sempre desiderato danzare; fin dalla mia più tenera infanzia costruivo castelli d’aria con le mie speranze e i miei sogni.» Due anni dopo riuscì a entrare nella prestigiosa Scuola Imperiale di Balletto di San Pietroburgo, dove studiò sotto la guida di grandi maestri come Pavel Gerdt ed Ekaterina Vazem. Non possedeva ...

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Quando la danza diventa educazione alla vita

La danza è spesso associata all’arte, allo spettacolo e all’espressione del corpo. Tuttavia, il suo valore va ben oltre il palcoscenico. Per molti bambini, ragazzi e adulti, la danza rappresenta una vera e propria scuola di vita, capace di trasmettere insegnamenti che accompagnano la crescita personale e sociale ben oltre la sala prove. Fin dai primi passi, chi pratica danza impara il significato dell’impegno. Ogni movimento richiede concentrazione, costanza e pazienza. Non esistono risultati immediati: la tecnica si costruisce giorno dopo giorno, attraverso errori, correzioni e continui miglioramenti. Questo processo educa alla perseveranza e insegna che il successo è spesso il frutto di un lavoro silenzioso e continuo. La danza è anche una palestra di disciplina. Rispettare gli orari, ascoltare gli insegnanti, seguire le regole del gruppo e affrontare le sfide con serietà sono aspetti che contribuiscono a formare persone più responsabili e consapevoli. In un’epoca caratterizzata dalla ricerca della gratificazione immediata, la danza offre un prezioso allenamento alla capacità di attendere e di costruire i propri traguardi con determinazione. Un altro importante insegnamento riguarda la gestione delle emozioni. Attraverso il movimento, i danzatori imparano a esprimere gioia, paura, tristezza, entusiasmo e sensibilità. Il corpo diventa uno strumento di comunicazione ...

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“Gemina Lux” di Emanuela Tagliavia debutta al Fisiko Festival

Debutta il 23 luglio al Fisiko Festival “Gemina Lux”, il nuovo duetto firmato da Emanuela Tagliavia, una creazione al femminile ispirata al mito dei gemelli Apollo e Artemide, divinità della luce nate da Zeus e Leto, simboli di due nature complementari e contrapposte. La coreografia indaga il rapporto tra due figure che, da una condizione originaria di unità e simbiosi, intraprendono un percorso di progressiva differenziazione. Da un unico organismo, una creatura bicorporea le cui parti si intrecciano, si sostengono e si completano, emergono gradualmente due identità distinte: da un lato la dimensione apollinea, legata all’ordine, alla misura e alla chiarezza; dall’altro l’energia istintiva e selvaggia di Artemide, emblema di libertà, impulso e profonda connessione con la natura. In scena le danzatrici Caterina Bianchi e Letizia Masini, interpreti di una ricerca coreografica che si sviluppa tra tensione e armonia, equilibrio e contrasto, restituendo una riflessione poetica sul rapporto tra gli opposti e sulla possibilità di trovare una nuova unità nella coesistenza delle differenze. La partitura musicale originale è firmata da Giampaolo Testoni, che ha composto le musiche appositamente per la creazione, mentre i costumi sono di Pierre-Louis Mascia, realizzati grazie alla collaborazione con Galax Sarzana. Sara Zuccari Foto Vito Lorusso ...

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Le Gala des Excellences – Prix Danse Côte d’Azur 2026

  Sabato 25 luglio 2026, alle ore 21:30, il suggestivo Théâtre de Verdure della Citadelle di Villefranche-sur-Mer ospiterà la seconda edizione del Le Gala des Excellences – Prix Danse Côte d’Azur, un appuntamento che si conferma tra gli eventi culturali più prestigiosi dell’estate sulla Costa Azzurra. Dopo il grande successo della prima edizione, il gala torna con un programma ancora più ricco, proponendosi come una celebrazione dell’eccellenza artistica, della creatività e del valore universale della danza. Inserito nel cartellone delle Nuits Musicales de la Citadelle, l’evento offrirà al pubblico una serata all’insegna dell’arte, dell’emozione e della condivisione. Il Gala des Excellences nasce con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio coreutico contemporaneo e classico, offrendo uno spazio di prestigio a ballerini professionisti, coreografi e artisti provenienti da differenti percorsi e tradizioni artistiche. La serata vedrà alternarsi sul palco: performance di danza classica; creazioni coreografiche contemporanee; interpretazioni artistiche di elevato livello tecnico ed espressivo; momenti dedicati alla valorizzazione del talento e della ricerca coreografica. L’evento rappresenta un’importante occasione d’incontro tra artisti, istituzioni culturali e pubblico, contribuendo alla diffusione della cultura della danza in un contesto internazionale. Cuore della manifestazione sarà la consegna del Prix Danse Côte d’Azur, riconoscimento attribuito a personalità che, attraverso ...

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Lo studio della danza classica è la vera rivoluzione pedagogica del nostro tempo: allena i bambini contro la cultura della violenza

Lo sviluppo psicologico dei bambini è condizionato dall’isolamento degli schermi dei computer o dei telefonini e da una controcultura divisiva. In questo scenario, la danza, in particolare quella classica, emerge come avamposto pedagogico rivoluzionario che offre ai bambini un alfabeto emotivo unico. Andando oltre i cliché che vorrebbero il balletto come un’attività femminile, questa disciplina si rivela uno dei più potenti strumenti di crescita per l’infanzia. Il pregiudizio che associa la danza classica esclusivamente al mondo femminile è un paradosso storico e culturale, oltre che un enorme abbaglio neuro-motorio. L’idea della danza classica come disciplina ‘da ragazze’ è un’invenzione relativamente recente, risalente all’Ottocento Romantico, l’epoca del tutù e delle scarpette di raso. Prima di allora, la storia racconta il contrario. Fino all’epoca del Re Sole, danzare era un dovere riservato quasi esclusivamente agli uomini nobili che si sfidavano a colpi di passi di danza per dimostrare vigore, destrezza e lo status politico. Ballare era considerato un esercizio di potere e virilità. Successivamente il balletto è stato associato alla grazia, alla bellezza e alla leggiadria femminili. Nella realtà, la danza classica non ha nulla di lezioso. Richiede una preparazione atletica di altissimo livello, sviluppa forza, controllo e resistenza, nei bambini quanto ...

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Ninette de Valois, la donna che inventò il balletto britannico

Nel giorno dell’anniversario della sua nascita, il ricordo di una pioniera che trasformò un sogno in una delle più grandi tradizioni coreutiche del Novecento. Il 6 giugno 1898 nasceva a Baltyboys, nella contea di Wicklow in Irlanda, una bambina destinata a cambiare per sempre la storia della danza. Il suo nome era Edris Stannus, ma il mondo l’avrebbe conosciuta come Ninette de Valois: ballerina, coreografa, pedagoga, visionaria. Una donna che non si limitò a interpretare il balletto, ma ne costruì le fondamenta di una nuova identità nazionale. Quando Ninette iniziò a studiare danza nei primi anni del Novecento, la Gran Bretagna non possedeva una tradizione classica paragonabile a quella francese, russa o italiana. Il balletto era considerato soprattutto un’arte d’importazione. Fu proprio questa assenza a suggerirle una missione che avrebbe occupato tutta la sua vita: creare una scuola inglese, una compagnia inglese e un repertorio inglese. Dopo gli esordi sulle scene londinesi, entrò a far parte dei leggendari Ballets Russes di Serge Diaghilev, la più rivoluzionaria compagnia del secolo. Fu un’esperienza determinante. Lavorando accanto a figure come Léonide Massine e Bronislava Nijinska, comprese che il balletto non era soltanto tecnica, ma anche organizzazione, cultura, educazione e visione artistica. Negli anni ...

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La danza dipinta “viaggio tra i capolavori”: Pierre-Auguste Renoir

Nel celebre Ballo al Moulin de la Galette, realizzato nel 1876 da Pierre-Auguste Renoir, la danza diventa il cuore pulsante di una scena di vita quotidiana, trasformata in un’immagine vibrante e luminosa che cattura lo spirito della Parigi moderna. Ambientato nel quartiere di Montmartre, presso il noto luogo di ritrovo popolare Moulin de la Galette, il dipinto raffigura un pomeriggio festivo all’aperto, in cui uomini e donne si incontrano, conversano e soprattutto danzano sotto la luce filtrata degli alberi. Renoir costruisce la scena con una straordinaria attenzione alla resa della luce e del movimento, elementi fondamentali anche per restituire il senso della danza. Le coppie non sono isolate o poste in primo piano in modo teatrale, ma immerse in una folla viva e dinamica, dove i gesti si intrecciano e si moltiplicano. La danza non è presentata come spettacolo da osservare, bensì come esperienza condivisa, spontanea e collettiva. I movimenti dei ballerini, spesso appena accennati, emergono attraverso tocchi rapidi di colore e pennellate leggere, che suggeriscono più che definire le posture. Ciò che rende il dipinto particolarmente significativo in relazione all’arte della danza è proprio questa capacità di evocare il movimento senza fissarlo rigidamente. Renoir non disegna contorni netti né ...

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Clug presenta Stabat Mater e Carmina Burana a Modena

La compagnia porta in scena due coreografie del suo direttore Edward Clug ispirate a capolavori di Pergolesi e Carl Orff: Stabat Mater e Carmina Burana. Prosegue domenica 19 aprile alle 20.30 la stagione di Danza al Teatro Comunale di Modena con il Balletto di Maribor impegnato in due brani di matrice classico-contemporanea firmati da Edward Clug, direttore della compagnia: Stabat Mater, su musica di Giovanni Battista Pergolesi e, in prima italiana, Carmina Burana, titolo della notissima partitura musicale di Carl Orff. Radicato a Maribor da più di trent’anni, il coreografo rumeno Edward Clug è alla guida del Balletto del Teatro Nazionale Sloveno dal 2003. Con lui, la principale compagnia di danza del Paese sta attraversando un momento di grande popolarità, grazie a un vasto repertorio, tra cui compaiono diversi suoi titoli di successo. Autore capace di reinterpretare tanto la tradizione ballettistica ottocentesca e novecentesca (Schiaccianoci, Coppelia, Petrushka) quanto di incrociare la grande letteratura (Faust, Il maestro e Margherita, Peer Gynt), Clug ha sperimentato audaci accostamenti tra passato e presente. È accaduto con il suo brano cult Radio & Juliet, presentato a Modena nel 2014, nel quale la tragica vicenda shakespeariana degli amanti veronesi incontrava la musica rock dei Radiohead. Molti ...

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