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L’album fotografico della ballerina-attrice Natalia Strozzi

A vent’anni dalla prima pubblicazione, esce per Polistampa la quarta edizione del libro di Natalia Strozzi, in lingua inglese: Easy to remember. Album of Memories of an Artist (240 pp., 20 euro). Il volume ripercorre la brillante carriera della Strozzi come ballerina classica, attraverso gli scatti che hanno immortalato la sua vita sui palcoscenici internazionali. Rampolla di due delle più antiche dinastie fiorentine, i Guicciardini e gli Strozzi (produttori della storica Vernaccia di San Gimignano dal 1200), oltre che discendente di Lisa Gherardini del Giocondo – la Monna Lisa di Leonardo – Natalia è nata a Firenze il 5 febbraio 1977 ed è cresciuta parlando cinque lingue. L’amore per la danza arriva quando la portano a vedere Petruschka di Stravinsky e La Bella Addormentata. A cinque anni comincia a studiare danza, parallelamente coltiva lo studio del pianoforte che la vede esibirsi in concerti pubblici e televisivi. Il suo talento è stato notato da vari personaggi del mondo dell’arte e dello spettacolo, in particolare da Rudolf Nureyev (che l’ha sempre seguita), Plissetskaja, Makarova, Baryshnikov e Gregory Peck. A tredici anni decide di andare a perfezionarsi alla prestigiosa Accademia Vaganova di San Pietroburgo e in seguito diventa solista al teatro Kirov-Marinskij. Ha ...

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Due sessioni della coreografa Chiara Frigo per Future Moves

Future Moves, progetto che invita gruppi di giovani a danzare in dialogo con le opere e con gli immaginari del patrimonio artistico nei Musei di Vicenza, abiterà la mostra Guido Harari. Incontri di Guido Harari, in Basilica Palladiana, con un evento a cura della coreografa Chiara Frigo insieme a un gruppo di partecipanti alle classi Future Moves, il 23 maggio dalle 15 alle 18, e il 24 maggio dalle 10 alle 13, accessibile attraverso l’acquisto del biglietto della mostra (e con prenotazione consigliata all’indirizzo futuremoves@e20danza.art). Nato per sostenere il benessere degli adolescenti, in particolare coloro che vivono situazioni di fragilità psicologica, Future Moves valorizza la dimensione generativa e trasformativa della danza, migliorando la salute psicofisica e trasformando l’approccio dei giovani al museo. Attivo da ormai un anno in alcuni edifici storici comunali, ha collezionato oltre 50 sessioni di danza, e numerosi eventi speciali nei musei di Vicenza e a Castel Sant’Angelo a Roma. In questa occasione danzano nelle sale di Guido Harari. Incontri la mostra che celebra cinquant’anni di carriera del celebre fotografo. Un fotografo che ha trasformato la fotografia in strumento di relazione, costruendo un archivio di incontri attraverso musica, cultura, scienza e umanità. E proprio alla presenza di ...

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Il principal dancer Lloyd Knight “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Romeo e Giulietta, adoro il dramma! Il balletto contemporaneo prediletto? Direi In The Middle Somewhat Elevated. Il teatro del cuore? Il Garnier. Un romanzo da trasformare in balletto? La Tempesta di Shakespeare. Un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Roots. Il costume di scena che hai preferito indossare? Adoro i costumi che Halston ha creato per Martha Graham. Quale colore associ alla danza? Oro. Che profumo ha la danza? Come un bouquet di rose. La musica più bella scritta per balletto? Pelléas et Mélisande op.80: Sicilienne, allegretto molto. Il film di danza irrinunciabile? Scarpette rosse. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Arthur Mitchell e Martha Graham. Il tuo passo di danza preferito? Pas de chat. Chi ti sarebbe piaciuto essere, nella vita reale, tra i personaggi del grande repertorio della danza? Il cigno. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Pina Bausch. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? La ringrazierei per la sua arte e le chiederei quale sia la sua danza preferita. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Appagante, impegnativa, spirituale. Come ti vedi oggi allo specchio? Come un artista grato, ma ancora affamato ...

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La danza dipinta “viaggio tra i capolavori”: Edvard Munch

Nel dipinto La danza della vita di Edvard Munch, la danza assume un significato che va ben oltre il semplice movimento del corpo, diventando metafora dell’esistenza umana e delle sue fasi emotive. L’opera, una delle più note dell’artista, si colloca all’interno della sua riflessione simbolista sul ciclo della vita, dell’amore e della morte, e utilizza la scena di un ballo per rappresentare in modo visivo e profondamente evocativo il passaggio del tempo e delle esperienze. Al centro della composizione si trova una coppia che danza sulla riva del mare, immersa in una luce crepuscolare che conferisce all’intera scena un’atmosfera sospesa e malinconica. L’uomo, vestito di scuro, stringe a sé una donna in abito rosso, il cui colore acceso cattura immediatamente lo sguardo e suggerisce passione, vitalità e desiderio. Attorno a loro, altre figure partecipano o assistono al ballo, creando una dimensione corale che però non è mai davvero gioiosa: ogni personaggio sembra chiuso in una propria interiorità. Ciò che rende questo dipinto particolarmente significativo in relazione alla danza è il modo in cui Munch utilizza il movimento per esprimere stati psicologici. La danza non è qui leggerezza o divertimento, ma un gesto carico di tensione emotiva. I corpi non sembrano ...

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Milano Contemporary Ballet: “Anemone” e “Mesos”

Il 23 maggio 2026 Milano Contemporary Ballet torna in scena con una nuova serata dedicata alla danza contemporanea presso Spazio Fattoria Vittadini, a Milano, proponendo un doppio programma coreografico che mette al centro il corpo come luogo di relazione, trasformazione e ascolto. La serata prevede due repliche, alle 18:30 e alle 20:30, e presenta due creazioni originali firmate da Roberto Altamura e Matteo Zamperin: Anemone e Mesos. Due lavori distinti per poetica e linguaggio, ma uniti da una comune indagine sulla sensibilità del corpo e sulle sue possibilità espressive nello spazio scenico.  ANEMONE è una performance che esplora la sensibilità come forza e trasformazione. I corpi si muovono come organismi marini, attraversati da correnti invisibili che li spingono ad aprirsi, chiudersi, incontrarsi e mutare. Ispirata alla delicatezza e alla resilienza dell’anemone, la performance richiama anche la figura femminile: intuitiva, mutevole, vulnerabile e potente allo stesso tempo. Come un fiore sommerso che reagisce al movimento dell’acqua, il corpo femminile diventa simbolo di ascolto, adattamento e rinascita. Tra fluidità e tensione, vulnerabilità e connessione, la scena si trasforma in un ecosistema vivo dove ogni gesto nasce dall’ascolto dell’altro e dello spazio. Come gli anemoni nel mare, anche le danzatrici reagiscono agli stimoli ...

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Parata di stelle a Milano con Roberto Bolle al TAM

Dal 21 al 24 maggio 2026 l’Ėtoile scaligera tornerà al TAM Teatro Arcimboldi di Milano con il suo iconico gala Roberto Bolle and Friends. Un’occasione sempre imperdibile per ammirare quanto di meglio si muove in ambito tersicorea a livello internazionale e per applaudire uno dei simboli più amati dell’eccellenza italiana nel mondo, Roberto Bolle. Lo spettacolo è una produzione ARTEDANZA srl. C’è una città in cui la danza riesce ogni volta a sentirsi a casa e a esprimere la sua forza universale: Milano. Il capoluogo lombardo rinnova il suo appuntamento con la grande danza accogliendo ancora una volta Roberto Bolle and Friends al Teatro degli Arcimboldi, divenuto negli anni uno dei luoghi simbolo del rapporto speciale tra l’Étoile e il pubblico milanese. Un Gala che continua a evolversi, fedele alla propria identità ma sempre capace di sorprendere attraverso nuovi interpreti, accostamenti inediti e un dialogo costante tra repertorio classico e creazione contemporanea. Il programma di quest’anno costruisce un percorso ricco di contrasti e suggestioni: virtuosismo accademico, ricerca coreografica, intensità teatrale e sperimentazione visiva convivono in una serata che riunisce alcune tra le personalità più interessanti della scena internazionale. Accanto a Roberto Bolle si alternano artisti provenienti dall’Opéra National de Paris, ...

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Il primo ballerino scaligero Claudio Coviello “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Giselle. Il balletto contemporaneo prediletto? Non saprei sceglierne uno, mi piacciono tanti stili diversi. Il Teatro del cuore? Per forza di cose, Teatro alla Scala. Un romanzo da trasformare in balletto? Una vita come tante di Hanya Yanaghiara. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? La vita è bella. Il costume di scena indossato che hai preferito? Romeo di Kenneth McMillan perché era il mio sogno fin da bambino. Quale colore associ alla danza? Non si può associare un solo colore, la danza è un’arte piena di diverse sfumature, associarle un solo colore sarebbe riduttivo. Che profumo ha la danza? Il profumo del palcoscenico, inconfondibile! La musica più bella scritta per balletto? Onegin di Tchaikovsky. Il film di danza irrinunciabile? Billy Elliot, oggi più che mai perché è un potente inno alla libertà, al coraggio di inseguire i propri sogni ed è una rottura degli stereotipi di genere. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Sono troppi i miti del passato, non riuscirei ad essere categorico. Da ogni artista ho imparato e bisogna imparare qualcosa. Il tuo “passo di danza” preferito? Non ho un passo di danza preferito. La danza non ...

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Aterballetto a Modena con tre coreografie di levatura internazionale

Si terrà venerdì 22 maggio 2026 alle ore 20.30 per la stagione di Danza al Teatro Comunale di Modena uno spettacolo del Centro Coreografico Nazionale/Aterballetto con tre diverse coreografie firmate da coreografi eccellenti del panorama internazionale. Sedici danzatori della compagnia reggiana si faranno interpreti di tre differenti cifre stilistiche e mondi artistici, incontrando la foga profana di Diego Tortelli (Glory Hall), la rarefazione delle linee del francese Angelin Preljocaj (Reconciliatio) e l’organicità degli insiemi di Crystal Pite (Solo Echo). Un viaggio oscillante tra una profana sensualità, il lirismo di un incontro angelico e un nuovo umanesimo derivante da solide catene umane immaginate dall’artista canadese. Caratterizzato da una gestualità volutamente ‘bulimica’, come il desiderio sessuale che sottende il titolo, Glory Hall mette in luce la bravura dell’intero organico prima di cedere il passo, nel momento centrale della serata, alle due interpreti femminili di Reconciliatio. Estratto da un lavoro da serata intera dal titolo Suivront mille ans de calme, ispirato alla lettura dell’Apocalisse, il duetto di Preljocaj vede Estelle Bovay e Arianna Kob incarnare due candide figure in body alato, danzanti il mistero della simbiosi sulla Sonata al chiaro di luna di Ludwig van Beethoven. L’ispirazione di Solo Echo arriva a Crystal ...

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La danza dipinta “viaggio tra i capolavori”: Pierre-Auguste Renoir

Nel celebre Ballo al Moulin de la Galette, realizzato nel 1876 da Pierre-Auguste Renoir, la danza diventa il cuore pulsante di una scena di vita quotidiana, trasformata in un’immagine vibrante e luminosa che cattura lo spirito della Parigi moderna. Ambientato nel quartiere di Montmartre, presso il noto luogo di ritrovo popolare Moulin de la Galette, il dipinto raffigura un pomeriggio festivo all’aperto, in cui uomini e donne si incontrano, conversano e soprattutto danzano sotto la luce filtrata degli alberi. Renoir costruisce la scena con una straordinaria attenzione alla resa della luce e del movimento, elementi fondamentali anche per restituire il senso della danza. Le coppie non sono isolate o poste in primo piano in modo teatrale, ma immerse in una folla viva e dinamica, dove i gesti si intrecciano e si moltiplicano. La danza non è presentata come spettacolo da osservare, bensì come esperienza condivisa, spontanea e collettiva. I movimenti dei ballerini, spesso appena accennati, emergono attraverso tocchi rapidi di colore e pennellate leggere, che suggeriscono più che definire le posture. Ciò che rende il dipinto particolarmente significativo in relazione all’arte della danza è proprio questa capacità di evocare il movimento senza fissarlo rigidamente. Renoir non disegna contorni netti né ...

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Clug presenta Stabat Mater e Carmina Burana a Modena

La compagnia porta in scena due coreografie del suo direttore Edward Clug ispirate a capolavori di Pergolesi e Carl Orff: Stabat Mater e Carmina Burana. Prosegue domenica 19 aprile alle 20.30 la stagione di Danza al Teatro Comunale di Modena con il Balletto di Maribor impegnato in due brani di matrice classico-contemporanea firmati da Edward Clug, direttore della compagnia: Stabat Mater, su musica di Giovanni Battista Pergolesi e, in prima italiana, Carmina Burana, titolo della notissima partitura musicale di Carl Orff. Radicato a Maribor da più di trent’anni, il coreografo rumeno Edward Clug è alla guida del Balletto del Teatro Nazionale Sloveno dal 2003. Con lui, la principale compagnia di danza del Paese sta attraversando un momento di grande popolarità, grazie a un vasto repertorio, tra cui compaiono diversi suoi titoli di successo. Autore capace di reinterpretare tanto la tradizione ballettistica ottocentesca e novecentesca (Schiaccianoci, Coppelia, Petrushka) quanto di incrociare la grande letteratura (Faust, Il maestro e Margherita, Peer Gynt), Clug ha sperimentato audaci accostamenti tra passato e presente. È accaduto con il suo brano cult Radio & Juliet, presentato a Modena nel 2014, nel quale la tragica vicenda shakespeariana degli amanti veronesi incontrava la musica rock dei Radiohead. Molti ...

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