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Dalla Scala a Rai 5: “Il giardino degli amanti” con Bolle e Manni

Per tutto il mese di giugno, Rai 5 dedica il tradizionale spazio del sabato mattina a una rassegna esclusiva che ripercorre produzioni, spettacoli e progetti che hanno contribuito a rendere Roberto Bolle una delle figure più riconosciute del panorama internazionale. La programmazione, in onda ogni sabato alle ore 8.00, offrirà al pubblico l’opportunità di riscoprire alcune delle interpretazioni più prestigiose dell’étoile, tra grandi classici del repertorio, produzioni innovative e iniziative volte alla diffusione della cultura della danza. Ad aprire il ciclo, sabato 6 giugno 2026, sarà Il giardino degli amanti, raffinata produzione realizzata per il Teatro alla Scala. Lo spettacolo, ideato e coreografato da Massimiliano Volpini sulle immortali musiche di Wolfgang Amadeus Mozart, fonde linguaggi teatrali e coreografici in una narrazione poetica e suggestiva. Sul palcoscenico, Roberto Bolle è affiancato da Nicoletta Manni, in una performance che esalta la bellezza del gesto e la forza evocativa della musica mozartiana. L’ispirazione di Volpini parte dalle opere di Mozart, in primis la trilogia scritta con Lorenzo Da Ponte. Il balletto è ambientato nel giardino di una villa dove un’orchestra da camera suona i quartetti e quintetti di Mozart, con echi e rimandi al mondo del compositore. Come per illusione, dai chiaroscuri del ...

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Teatro Brancaccio, presentata la stagione 2026/2027: grandi musical, debutti nazionali e ritorni attesissimi

Il Teatro Brancaccio di Roma ha svelato oggi la nuova stagione teatrale 2026/2027, presentata nel corso di una conferenza stampa che ha visto la partecipazione di artisti, registi e protagonisti dei numerosi spettacoli in cartellone. Una programmazione ricca e variegata che alterna nuove produzioni, grandi successi del repertorio musicale e importanti debutti, confermando il ruolo del Brancaccio come uno dei principali punti di riferimento per il teatro musicale italiano. Tra i titoli di punta figurano diverse produzioni firmate da Viola Produzioni. Grande attenzione per “Raffaella – Il Musical”, il nuovo spettacolo dedicato a Raffaella Carrà, scritto e diretto da Luciano Cannito.  Dopo l’annuncio delle audizioni per la ricerca della protagonista, le selezioni si svolgeranno il 12 e il 16 giugno, segnando un ulteriore passo verso uno dei progetti più attesi della prossima stagione. Spazio anche a “Assassinio sull’Orient Express”, adattamento teatrale del celebre romanzo di Agatha Christie, che vedrà Claudio Gregori, in arte Greg, nel ruolo principale. Si conferma inoltre in cartellone “Aggiungi un Posto a Tavola”, tra i musical più amati e longevi della storia del teatro italiano. Lo spettacolo vedrà nuovamente Giovanni Scifoni nei panni di Don Silvestro, affiancato da Lorella Cuccarini, con la regia di Marco Simeoli, ...

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Il Demi Solista Federico D’Ortenzi “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Il mio balletto preferito è Le Jeune Homme et la Mort di Roland Petit. Penso sia un balletto bellissimo e molto intenso, probabilmente uno dei sogni di tanti ballerini da interpretare. È davvero spettacolare, sia artisticamente che emotivamente, e spero un giorno di avere l’opportunità di danzarlo. Il balletto contemporaneo prediletto? Il mio balletto contemporaneo preferito è Petite Mort di Jiří Kylián. Anche se forse viene considerato più neoclassico che contemporaneo, è un balletto che amo davvero tantissimo. Penso abbia una combinazione incredibile di musicalità, eleganza ed emozione. Il Teatro del cuore? Come teatro del cuore, penso che per me rimarrà sempre il Palais Garnier. Non è soltanto uno dei teatri più belli al mondo, ma è anche un luogo pieno di storia, dove hanno danzato alcuni dei più grandi ballerini della danza classica. Ho avuto anche l’opportunità indimenticabile di esibirmi lì durante il periodo del Covid, ed è qualcosa che porterò sempre con me. Per me rimane davvero un teatro speciale e bellissimo. Un romanzo da trasformare in balletto? È una domanda molto interessante. La prima cosa che mi viene in mente è I Promessi Sposi, anche se probabilmente finirebbe per avere un’atmosfera simile a ...

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Covent Garden celebra la Royal Ballet School a cielo aperto

Quest’estate Covent Garden a Londra si trasformerà in un palcoscenico a cielo aperto per celebrare il centenario della Royal Ballet School, una delle istituzioni più prestigiose al mondo nella formazione dei danzatori classici. Per sei giorni, dal 22 giugno, il cuore del West End londinese ospiterà un ricco programma di eventi che porterà il balletto fuori dai teatri e direttamente tra il pubblico. La storica Piazza accoglierà proiezioni, performance, attività interattive e momenti di partecipazione collettiva pensati per avvicinare visitatori e appassionati al mondo della danza. Tra le iniziative più attese figurano le trasmissioni gratuite delle lezioni della Royal Ballet School sul grande schermo di Covent Garden, un’opportunità senza precedenti per osservare da vicino il lavoro quotidiano degli studenti e il percorso che conduce alla carriera professionale. Fondata nel 1926 da Ninette de Valois, la Royal Ballet School rappresenta da un secolo un punto di riferimento internazionale per la formazione di ballerini d’eccellenza. La sua presenza a Covent Garden, dove si trova la sede dell’Upper School accanto alla Royal Opera House, ha contribuito in modo significativo alla vita culturale del quartiere e al suo prestigio artistico. Accanto agli eventi dal vivo, il pubblico potrà assistere a una rassegna cinematografica dedicata ...

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Shéhérazade (balletto): storia, personaggi, curiosità e trama

Pochi balletti nella storia della danza hanno saputo incarnare il fascino dell’Oriente immaginato dall’Europa del primo Novecento quanto Shéhérazade. Sensuale, lussureggiante, provocatorio e rivoluzionario, questo capolavoro nato per i Ballets Russes di Sergej Djagilev rappresenta ancora oggi una delle pietre miliari del teatro coreografico moderno. A più di un secolo dalla sua creazione, il suo nome continua a evocare immagini di palazzi favolosi, sete preziose, passioni travolgenti e una libertà espressiva che cambiò profondamente il modo di concepire il balletto. Presentato per la prima volta il 4 giugno 1910 all’Opéra di Parigi, Shéhérazade nacque dall’incontro di alcune delle più straordinarie personalità artistiche dell’epoca. La musica era quella dell’omonima suite sinfonica composta nel 1888 da Nikolaj Rimskij-Korsakov, mentre la coreografia venne affidata a Michail Fokine. A rendere l’opera un evento destinato a entrare nella leggenda furono soprattutto le scenografie e i costumi di Léon Bakst, il cui immaginario cromatico trasformò il palcoscenico in un’esplosione di colori, tessuti e suggestioni orientali mai viste prima. L’ispirazione deriva liberamente dalle celebri raccolte delle Mille e una notte, ma il balletto non racconta la storia della narratrice Shéhérazade. Al contrario, sviluppa una vicenda autonoma ambientata in un harem persiano, dove desiderio, tradimento e vendetta si ...

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La danza è un diritto biologico e appartiene a tutti

Per vivere la danza non è necessario essere ballerini professionisti. L’idea che un’arte appartenga solo a chi la domina tecnicamente è un grande equivoco. La danza infatti è una funzione biologica ed esistenziale dell’essere umano. Un bambino piccolo, non appena sente la musica, inizia a muoversi a ritmo. Non ha preso lezioni, non conosce la tecnica, eppure balla. Il nostro primo contatto con il mondo è ritmico, il battito cardiaco materno nei mesi di gestazione. Siamo programmati per rispondere al ritmo che è insito nel DNA umano. La danza quindi è un diritto di nascita che va poi incanalato nella struttura e nella disciplina per poterlo sviluppare appieno. Senza studio, il movimento rischia di rimanere una reazione istintiva e ripetitiva. Le lezioni sono una sorta di laboratorio protetto. Costringono a esplorare percorsi motori inediti, direzioni nello spazio, consentono di scoprire e allenare muscoli che non si sapeva di avere. Sviluppano coordinazione e concentrazione, arricchendo l’alfabeto corporeo: più movimenti il corpo impara, più sfumature emotive sarà in grado di provare, comprendere ed esprimere. La tecnica è il mezzo, non il fine. Tuttavia, la consapevolezza corporea è la chiave per accedere all’essenza della danza e comprenderne la bellezza e l’importanza. Lo studio ...

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Umbria Danza Festival 2026: il tempo dei corpi che tornano ad abitare la città

Corpi, spazio pubblico, relazione e tempo. Sono queste alcune delle direttrici che attraversano Umbria Danza Festival 2026, in programma a Perugia dall’11 al 21 giugno. Giunto alla sua quinta edizione nella forma di festival diffuso, il progetto promosso da Dance Gallery conferma la propria vocazione a mettere in dialogo danza contemporanea, città e comunità attraverso un articolato programma di spettacoli, performance urbane, creazioni site-specific e percorsi partecipativi. Per undici giorni il capoluogo umbro si trasforma in un grande laboratorio a cielo aperto, animato da artisti italiani e internazionali che esplorano linguaggi e formati differenti: dalla scrittura coreografica alla performance nello spazio pubblico, fino alle pratiche interdisciplinari che intrecciano movimento, arti visive e ricerca sociale. Il tema scelto per l’edizione 2026 è “TIME. TAKE YOUR TIME BACK”, un invito a ripensare il rapporto con il tempo non soltanto all’interno della scena, ma anche nelle relazioni umane, nell’ascolto e nella possibilità di vivere lo spazio urbano in modo condiviso. Il festival propone così una riflessione sul ruolo dei corpi nel presente, immaginando la danza come strumento capace di interpretare la realtà e generare nuove forme di incontro. Come sottolinea la direttrice artistica Valentina Romito, «è tempo di agire, con i corpi, di ...

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La danza dipinta “viaggio tra i capolavori”: Pierre-Auguste Renoir

Nel celebre Ballo al Moulin de la Galette, realizzato nel 1876 da Pierre-Auguste Renoir, la danza diventa il cuore pulsante di una scena di vita quotidiana, trasformata in un’immagine vibrante e luminosa che cattura lo spirito della Parigi moderna. Ambientato nel quartiere di Montmartre, presso il noto luogo di ritrovo popolare Moulin de la Galette, il dipinto raffigura un pomeriggio festivo all’aperto, in cui uomini e donne si incontrano, conversano e soprattutto danzano sotto la luce filtrata degli alberi. Renoir costruisce la scena con una straordinaria attenzione alla resa della luce e del movimento, elementi fondamentali anche per restituire il senso della danza. Le coppie non sono isolate o poste in primo piano in modo teatrale, ma immerse in una folla viva e dinamica, dove i gesti si intrecciano e si moltiplicano. La danza non è presentata come spettacolo da osservare, bensì come esperienza condivisa, spontanea e collettiva. I movimenti dei ballerini, spesso appena accennati, emergono attraverso tocchi rapidi di colore e pennellate leggere, che suggeriscono più che definire le posture. Ciò che rende il dipinto particolarmente significativo in relazione all’arte della danza è proprio questa capacità di evocare il movimento senza fissarlo rigidamente. Renoir non disegna contorni netti né ...

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Clug presenta Stabat Mater e Carmina Burana a Modena

La compagnia porta in scena due coreografie del suo direttore Edward Clug ispirate a capolavori di Pergolesi e Carl Orff: Stabat Mater e Carmina Burana. Prosegue domenica 19 aprile alle 20.30 la stagione di Danza al Teatro Comunale di Modena con il Balletto di Maribor impegnato in due brani di matrice classico-contemporanea firmati da Edward Clug, direttore della compagnia: Stabat Mater, su musica di Giovanni Battista Pergolesi e, in prima italiana, Carmina Burana, titolo della notissima partitura musicale di Carl Orff. Radicato a Maribor da più di trent’anni, il coreografo rumeno Edward Clug è alla guida del Balletto del Teatro Nazionale Sloveno dal 2003. Con lui, la principale compagnia di danza del Paese sta attraversando un momento di grande popolarità, grazie a un vasto repertorio, tra cui compaiono diversi suoi titoli di successo. Autore capace di reinterpretare tanto la tradizione ballettistica ottocentesca e novecentesca (Schiaccianoci, Coppelia, Petrushka) quanto di incrociare la grande letteratura (Faust, Il maestro e Margherita, Peer Gynt), Clug ha sperimentato audaci accostamenti tra passato e presente. È accaduto con il suo brano cult Radio & Juliet, presentato a Modena nel 2014, nel quale la tragica vicenda shakespeariana degli amanti veronesi incontrava la musica rock dei Radiohead. Molti ...

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Chiude il Peninsula Ballet Theatre: storia e tramonto

La notizia della chiusura del Peninsula Ballet Theatre segna la fine di una realtà significativa nel panorama della danza regionale statunitense, e si inserisce in un momento di trasformazione più ampio che sta interessando molte compagnie di medie dimensioni. Fondata nella seconda metà del Novecento nella penisola di San Francisco, la compagnia ha svolto per decenni un ruolo cruciale nella diffusione del balletto classico e contemporaneo in un’area che, pur essendo culturalmente vivace, non sempre ha potuto contare sulla stessa visibilità delle grandi istituzioni metropolitane. Il Peninsula Ballet Theatre nacque con una missione chiara: rendere la danza accessibile a un pubblico ampio e creare un ponte tra formazione e professione per giovani danzatori. Nel corso degli anni, la compagnia si è distinta per una programmazione eclettica, capace di affiancare titoli del repertorio classico a nuove creazioni, spesso firmate da coreografi emergenti. Questo equilibrio tra tradizione e innovazione ha permesso all’ensemble di costruire una propria identità, mantenendo al contempo un forte radicamento nel territorio. Non si trattava solo di una compagnia di spettacolo, ma di un vero e proprio centro culturale, impegnato anche in attività educative e programmi per la comunità. Elemento fondamentale della sua struttura era il legame con la ...

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