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“La Dame aux camélias” di John Neumeier al Palais Garnier

Opera emblematica della letteratura francese del XIX secolo, La Dame aux camélias di Alexandre Dumas figlio continua ancora oggi a esercitare un fascino profondo sugli artisti di ogni disciplina. La sua capacità di attraversare i linguaggi — dal teatro all’opera, fino alla danza — testimonia la forza universale di una storia che, pur radicata in un preciso contesto storico e sociale, parla in modo diretto alle emozioni più intime e universali dell’essere umano. Al centro del racconto si trova la tragica relazione tra Marguerite Gautier e Armand Duval, un amore intenso e impossibile, segnato da ostacoli morali, differenze sociali e da un destino che sembra ineluttabile. La figura di Marguerite, cortigiana parigina dal passato controverso ma dalla profonda sensibilità, incarna un ideale romantico intriso di contraddizioni: fragile e al tempo stesso forte, consapevole del proprio destino ma capace di un amore assoluto. Armand, dal canto suo, rappresenta l’impeto giovanile e la passione sincera, ma anche la rigidità di una società che fatica ad accettare il loro legame. È proprio questo scontro tra sentimento individuale e convenzioni sociali a rendere l’opera di Dumas figlio ancora così attuale: un dramma che interroga il lettore e lo spettatore sul prezzo del sacrificio e ...

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Danzando con “Future Moves” ai Musei Civici di Vicenza

Future Moves, progetto che introduce gruppi di giovani alla danza negli spazi dei Musei di Vicenza, invitandoli a danzare in dialogo con le opere e con gli immaginari del patrimonio artistico, celebra la Giornata mondiale della danza il 29 aprile con una giornata di attività aperte a tutti, dal titolo Il Museo in Movimento – giornata internazionale della danza a Palazzo Chiericati. Nato per sostenere il benessere degli adolescenti, in particolare coloro che vivono situazioni di fragilità psicologica, Future Moves valorizza la dimensione generativa e trasformativa della danza, attivando soft skills individuali e collettive, migliorando la salute psicofisica e offrendo strumenti per affrontare le complessità della crescita, trasformando l’approccio dei giovani al museo e ampliando le definizioni di bellezza ed eccellenza. Racconta l’Assessore alla Cultura, Ilaria Fantin: “La pratica della danza ha un impatto significativo sulla capacità dei giovani di affrontare le difficoltà legate alla crescita e offrire a ragazze e ragazzi uno spazio di espressione e sollievo all’interno del patrimonio museale rappresenta un’opportunità unica. Future Moves ha già realizzato 30 classi di danza, coinvolgendo adolescenti provenienti da Vicenza, Altavilla Vicentina, Altissimo, Arzignano, Bassano del Grappa e tante altre realtà vicine. Un percorso strutturato e ben articolato che, grazie al ...

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Virgilio Sieni celebra i 100 anni della Stamperia Braille

Resistere alla separazione, abitare il tremore. Virgilio Sieni e il Centro Nazionale di Produzione della Danza Cango/Firenze celebrano, il 28 e 29 marzo, i 100 anni della Stamperia Braille della Regione Toscana, prima e unica stamperia braille in Italia gestita da un’istituzione pubblica con sede all’Ex Istituto dei Ciechi Vittorio Emanuele II di Firenze con il progetto Braille. La Stamperia Braille nasce nel 1926 dopo lo scioglimento dell’Istituto per Ciechi Vittorio Emanuele II al quale era annessa, dal 1979 diventa parte della Regione Toscana. La Stamperia opera a favore dei diritti della persona con disabilità visiva e collabora con varie associazioni, in particolare con l’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti per la soluzione dei problemi legati all’accessibilità e all’integrazione. Produce e diffonde testi in braille, illustrazioni in rilievo e mappe tattili per le persone non vedenti e ipovedenti; offre consulenza in materia di braille e partecipa a progetti per l’accessibilità con soggetti pubblici e privati, quali Enti locali, Università, Fondazioni e musei; promuove la conoscenza e l’utilizzo del codice braille; favorisce l’informazione e l’attenzione diffusa alle tematiche della disabilità visiva, anche attraverso la presenza a manifestazioni, mostre ed eventi legati. Per il suo centenario è previsto un ampliamento delle funzioni della ...

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Tre coreografie per “Visionary Dances” al Wiener Staatsballett

Il progetto Visionary Dances nasce come un incontro tra visioni coreografiche profondamente diverse, ma sorprendentemente capaci di dialogare tra loro in un unico spazio scenico. Sul palcoscenico della Wiener Staatsoper, questo trittico riunisce tre figure centrali della danza contemporanea — Justin Peck, Wayne McGregor e Twyla Tharp — offrendo non solo una panoramica delle tendenze attuali del balletto, ma anche una riflessione su ciò che la danza può ancora diventare. Ciò che rende questo progetto particolarmente interessante non è soltanto la presenza di tre firme così autorevoli, ma il modo in cui ciascuna di esse porta in scena un’idea distinta di corpo, spazio e movimento. Justin Peck con Heatscape costruisce architetture coreografiche che sembrano nascere da un impulso musicale immediato, dove il gruppo si muove come un organismo fluido e dinamico. Wayne McGregor con Yugen, al contrario, esplora i limiti del corpo umano con una fisicità quasi futuristica, spingendo i danzatori verso una gestualità estrema e frammentata. Twyla Tharp con In the Upper Room, infine, intreccia tradizione e libertà, fondendo tecnica classica e influenze moderne in uno stile che sfugge a ogni definizione rigida. A sostenere questo dialogo coreografico è una scelta musicale altrettanto ricca e stratificata. Le partiture di ...

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Biennale Danza 2026: Il corpo come archivio tra memoria e a-temporalità

Il panorama delle arti performative contemporanee si prepara a uno degli appuntamenti più attesi, con il 20. Festival Internazionale di Danza Contemporanea della Biennale di Venezia, dal 17 luglio al 1 agosto 2026. Sotto la direzione di Sir Wayne McGregor, la manifestazione si propone quest’anno come un’indagine ontologica attraverso il tema Time Does Not Exist – Il Tempo non esiste. Ispirandosi alle teorie fisiche di Carlo Rovelli, McGregor invita la comunità coreutica a riflettere sulla danza non come una successione cronologica, ma come un “archivio vivente”, capace di scardinare la percezione lineare della realtà. La programmazione 2026, che vanta 140 artisti e un ventaglio di novità che include 9 prime assolute, 3 prime europee e 8 prime italiane, si distingue per una forte impronta etica e decoloniale. Il Leone d’oro alla carriera è stato assegnato al Bangarra Dance Theatre, la prima formazione australiana interamente composta da danzatori aborigeni, che debutterà con la prima europea di Terrain (coreografia di Frances Rings), un’opera che evoca la forza del corpo ispirata alla bellezza del lago salato Kati Thanda-Lake Eyre. Parallelamente, il Leone d’argento a Mamela Nyamza sottolinea l’importanza della danza come strumento di attivismo; con la prima europea di The Herd/Less, la coreografa ...

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La danza: l’arte del coraggio e della crescita

La danza non è solo una strada verso l’eccellenza tecnica, ma soprattutto un potente insegnamento di coraggio. In sala prove, l’errore viene normalizzato e accolto come parte integrante del percorso. Diventa l’occasione per imparare qualcosa di nuovo su se stessi e sulle propria capacità. Il danzatore interiorizza un concetto essenziale anche nella vita: il vero fallimento è arrendersi al rischio di sbagliare e non tentare nemmeno. Abituarsi all’errore, infatti, significa smettere di temerlo e considerarlo un alleato. La danza insegna che il progresso nasce proprio dall’affrontare le proprie insicurezze e dal superare il timore del giudizio, personale e altrui. Solo accettando la possibilità di sbagliare si può davvero crescere, diventando artisti completi e persone più forti. La disciplina dunque non è sinonimo di rigidità, ma di apertura mentale e capacità di rialzarsi. È la volontà di mettersi in gioco, di affrontare quel rischio che trasforma il danzatore in un individuo pronto ad affrontare ogni sfida, dentro e fuori la sala. Inoltre, la disciplina della danza favorisce lo sviluppo della crescita emotiva: ogni sfida diventa un’occasione per allenare la capacità di gestire la frustrazione. Attraverso la ripetizione e il confronto con i propri limiti e con le potenzialità altrui, il ballerino ...

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Le coreografe Katerina Andreou e Mélissa Guex a Santarcangelo

Il Lavatoio accoglie le coreografe Katerina Andreou, dalla Grecia, e Mélissa Guex, dalla Svizzera, in residenza a Santarcangelo con SHOUT TWICE: un grido collettivo, crudo e vibrante; uno spazio dove l’eccesso diventa forza e il movimento diventa musica. Giovedì 26 marzo alle ore 19:00 al Teatro Il Lavatoio la condivisione pubblica della loro ricerca, per un confronto con la comunità di Santarcangelo ad ingresso gratuito. Già ospiti di Santarcangelo Festival e nella programmazione riminese di Supernova nel 2023, con progetti solisti, Katerina Andreou e Mélissa Guex uniscono ora le loro voci e i loro corpi in una performance vibrante in cui l’urlo diventa atto di trasformazione. SHOUT TWICE esplora la forza bruta delle emozioni, la risonanza collettiva e la fusione tra movimento, suono e spazio. Ispirato alla struttura di un concerto, il lavoro costruisce una drammaturgia frammentata, in cui ogni momento è un crescendo di intensità, un battito condiviso con il pubblico. Non si tratta di una narrazione lineare, ma di un’esperienza sensoriale in cui l’urlo, lontano dall’essere un semplice sfogo, diventa forza motrice di gioia, giocosità e resilienza. Mélissa Guex è danzatrice, performer e coreografa. Ha iniziato la sua carriera artistica a Bruxelles, dove ha studiato arti performative, prima ...

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“Danza in Corsia” l’iniziativa del Balletto di Siena di Marco Batti

“Danza in Corsia”: a Siena la danza entra nei reparti dell’ospedale Santa Maria alle Scotte come progetto di welfare culturale per l’umanizzazione delle cure. Portare la bellezza della danza nei luoghi dell’assistenza e offrire ai pazienti e agli operatori sanitari un momento di sollievo ed emozione. È questo l’obiettivo di “Danza in Corsia”, il progetto promosso dall’Azienda ospedaliero-universitaria Senese in collaborazione con la Compagnia Balletto di Siena per “curare anche con la cultura”. L’iniziativa, ideata dal Direttore Artistico del Balletto di Siena, dottor Marco Batti è stato accolto con entusiasmo dal Direttore generale dell’Aou Senese, professor Antonio Barretta, ed è curato dalla dottoressa Ines Ricciato, direttrice UOC Comunicazione, Informazione e Accoglienza. L’iniziativa nasce nella stagione estiva 2025 come esperienza sperimentale, con l’idea di portare l’arte direttamente negli spazi ospedalieri attraverso brevi performance coreutiche dedicate ai pazienti in terapia. Il primo appuntamento si è svolto nel day hospital dell’Oncologia medica, dove i primi ballerini del Balletto di Siena Chiara Gagliardo e Giuseppe Giacalone si sono esibiti sulle note de Il Lago dei cigni di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Una performance accolta con grande partecipazione da pazienti e operatori sanitari, che ha segnato il primo ingresso della danza all’interno dell’ospedale senese. In occasione ...

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Balanchine e il balletto americano: una storia narrata in libro

Nel panorama degli studi dedicati alla danza del Novecento, il volume Balanchine Finds His America: A Tale of Love Lost and Ballet Reborn, scritto dalla storica della danza Elizabeth Kendall, rappresenta uno dei contributi più recenti e penetranti alla comprensione della figura di George Balanchine e del momento in cui il balletto, giunto sulle coste degli Stati Uniti come tradizione importata dall’Europa, cominciò a trasformarsi in un’arte autenticamente americana. Il libro non è soltanto una biografia del coreografo, né una semplice cronaca delle sue creazioni: è piuttosto il racconto di un passaggio storico, quello in cui una tradizione artistica profondamente radicata nella cultura europea trova una nuova forma e una nuova vitalità nel contesto culturale degli Stati Uniti. Quando Balanchine arriva in America nel 1933, non è ancora la figura leggendaria che diventerà negli anni successivi. Nato a San Pietroburgo e formato nella rigorosa disciplina della scuola imperiale russa, aveva già vissuto la stagione tumultuosa della rivoluzione e aveva partecipato alle esperienze artistiche più innovative dell’Europa tra le due guerre. Tuttavia il suo arrivo negli Stati Uniti segna un momento di incertezza. L’America che lo accoglie è un Paese nel quale il balletto non possiede ancora una tradizione stabile; il ...

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Erik Bruhn: 5 curiosità sulla sua arte e la sua vita

Il principe del balletto maschile: Erik Bruhn è considerato il modello del danzatore classico moderno: linee pure, tecnica impeccabile, eleganza naturale. Ha ridefinito l’idea del ballerino come protagonista, non solo come “partner” della ballerina. Il leggendario Albrecht in Giselle: Il suo Albrecht è entrato nella storia: famoso per la perfezione dei salti, l’equilibrio assoluto e soprattutto per l’intensità drammatica. Molti lo considerano ancora oggi un punto di riferimento insuperato. Una carriera internazionale da giovanissimo: Debuttò come primo ballerino al Royal Danish Ballet a soli 18 anni e divenne rapidamente una star mondiale, danzando con le più grandi compagnie, tra cui American Ballet Theatre e Opéra di Parigi. Difensore della tradizione bournonvilliana: Bruhn fu un custode rigoroso dello stile Bournonville: leggerezza, musicalità, modestia apparente della tecnica. Lo studiò a fondo e lo trasmise come maestro e direttore artistico, soprattutto durante la sua direzione del National Ballet of Canada. Un artista colto e riservato: Amava la letteratura, la filosofia e l’arte visiva. Fu una persona estremamente discreta sulla propria vita privata, ma è noto il suo legame profondo con Rudolf Nureyev, fatto di stima, confronto artistico e sentimento. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com ©️ Riproduzione riservata

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