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Biennale Danza: Molissa Fenley, Cassandra Trenary, Adam Linder

Nomi di primo piano che hanno fatto e fanno tuttora la storia della danza sono in scena giovedì 30 luglio al 20. Festival Internazionale di Danza Contemporanea diretto da Wayne McGregor. Molissa Fenley, danzatrice e coreografa americana, pioniera del post modern e autrice di assoli diventati di culto e Cassandra Trenary, già principal dancer dell’America Ballet Theater e dallo scorso anno dello Staatsballett di Vienna saranno alle Tese dei Soppalchi dell’Arsenale (ore 18.00) con State of Darkness e Bardo; mentre il coreografo e artista australiano Adam Linder, presente con le sue opere in contesti teatrali e anche espositivi come il MoMA di New York, presenta al Teatro alle Tese (ore 21.00) Drip Tekhne con il Dansk Danseteater di Copenhagen. Un singolo danzatore in dialogo con un’intera orchestra sulle note della Sagra stravinskiana. È State of Darkness, intensa esecuzione solista creata nell’88 da Molissa Fenley e diventata banco di prova per resistenza e tecnica di tanti danzatori. Come Cassandra Trenary, già prima ballerina dell’American Ballet Theatre, poi della Wiener Staatsoper diretta da Alessandra Ferri, più volte interprete del celebre assolo sotto la guida della stessa Fenley. “Si tratta di uno scambio molto diretto tra la partitura e la coreografia. Al culmine ...

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“D.OFF ‒ INCONTRO TRA LA DANZA E LA CITTÀ”: gli appuntamenti di settembre

Prende il via domenica 13 settembre 2026 il calendario di settembre di “D.OFF – Incontro tra la danza e la città”, il festival di danza contemporanea diretto da Roberto Lori e organizzato dall’associazione culturale Art Hub nell’ambito dell’Estate Fiorentina 2026. Il primo appuntamento in programma è al Parco di Villa Vogel, a Firenze, con A sbagliare le storie, produzione di Ersilia Danza ideata, coreografata e interpretata da Alberto Munarin ed Elena Governo. Ispirato all’immaginario di Gianni Rodari e alle atmosfere di Favole al telefono, lo spettacolo esplora il tema dell’alfabetizzazione emotiva attraverso il linguaggio della danza, indagando le dinamiche della crescita e della relazione. In un intreccio di movimento, gioco e immaginazione, la creazione costruisce un universo scenico delicato ed evocativo, in cui il corpo diventa strumento di narrazione e di scoperta, restituendo uno sguardo poetico sul mondo dell’infanzia e sulle emozioni che lo attraversano. La drammaturgia prende forma nella cameretta immaginaria di Giovannino Perdigiorno e Alice Cascherina, due figure emblematiche dell’universo rodariano. Qui gli oggetti della quotidianità – sedie, libri, bastoni, felpe – vengono continuamente reinventati, trasformandosi in dispositivi scenici capaci di generare nuove narrazioni e moltiplicare le possibilità del racconto. In questo paesaggio domestico emerge, in controluce, anche ...

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Biennale Danza 2026: i giovani talenti del College portano in scena il tempo, la memoria e l’identità

La formazione incontra la creazione, il talento si misura con il palcoscenico e il futuro della danza contemporanea prende forma alla Biennale Danza 2026. Mercoledì 29 luglio, alle ore 21.00 al Teatro alle Tese dell’Arsenale, il Biennale College Danzatori e il Biennale College Coreografi presenteranno il risultato di un intenso percorso di ricerca e sperimentazione all’interno del 20° Festival Internazionale di Danza Contemporanea, diretto da Wayne McGregor. L’appuntamento rappresenta uno dei momenti più significativi del festival, dedicato quest’anno al tema “Time Does Not Exist”, poiché porta in scena non solo due nuove creazioni coreografiche, ma anche l’esito di un processo pedagogico e creativo che ha coinvolto alcuni tra i più promettenti artisti emergenti della scena internazionale. Selezionati attraverso un bando internazionale che ha raccolto 358 candidature provenienti da tutto il mondo, danzatori e coreografi hanno iniziato il loro percorso lo scorso maggio, vivendo un’esperienza immersiva fatta di studio, laboratori, ricerca teorica, mentoring e pratica quotidiana. Guidati da Wayne McGregor e dal suo team artistico, hanno condiviso un intenso laboratorio di formazione che costituisce ormai uno dei progetti più prestigiosi della Biennale di Venezia dedicati alle nuove generazioni. Il pubblico avrà l’occasione di assistere a due prime assolute firmate da giovani ...

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Divi & Divine: Maya Plisetskaya, la diva ribelle che ha cambiato il volto del balletto

«Non basta possedere una buona tecnica. Bisogna danzare con il cuore, con l’anima, con tutta la propria vita.» Poche frasi raccontano meglio l’essenza artistica di Maya Plisetskaya, una donna che ha attraversato il Novecento trasformando il balletto in un linguaggio universale. Prima ballerina assoluta del Teatro Bol’šoj, artista anticonformista, interprete visionaria e simbolo della cultura russa, Plisetskaya è stata molto più di una straordinaria danzatrice: è stata un’icona capace di rivoluzionare il modo di intendere la danza classica, fondendo virtuosismo tecnico, forza teatrale e una modernità che ancora oggi appare sorprendente. Nata a Mosca il 20 novembre 1925, Maya Michajlovna Plisetskaya crebbe in una famiglia profondamente legata all’arte. Il padre, Mikhail Plisetskij, era un ingegnere e dirigente industriale, mentre la madre, Rakhil Messerer, era un’attrice del cinema muto. La sua infanzia, tuttavia, fu spezzata dalla tragedia delle purghe staliniane. Nel 1937 il padre venne arrestato con accuse di tradimento e fucilato pochi mesi dopo; la madre fu deportata in un gulag in Kazakistan insieme al figlio più piccolo. Maya, appena dodicenne, venne affidata alla zia Sulamith Messerer, una delle più importanti ballerine del Bol’šoj, che la accolse come una figlia e la introdusse nel mondo della danza. Quel dolore, mai ...

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I grandi coreografi nella storia della danza: Ben Stevenson

Esistono coreografi che rivoluzionano il linguaggio della danza attraverso la sperimentazione e altri che riescono a rinnovare la tradizione senza tradirne l’essenza. Ben Stevenson appartiene a questa seconda, preziosa categoria. La sua arte è la dimostrazione che il balletto classico può continuare a parlare al presente quando viene attraversato da una sensibilità autentica, capace di coniugare rigore tecnico, intensità narrativa ed emozione. Nelle sue creazioni la danza non si limita a essere una successione di passi perfettamente eseguiti, ma diventa una forma di racconto in cui il movimento sostituisce le parole e ogni gesto acquista il valore di un pensiero. Stevenson ha costruito un linguaggio raffinato, fondato sulla purezza della linea classica, senza mai rinunciare alla profondità psicologica dei personaggi. La tecnica è sempre al servizio dell’espressione, e l’equilibrio tra virtuosismo e sentimento rappresenta una delle cifre più riconoscibili della sua poetica. Il suo teatro è permeato da una sensibilità lirica che restituisce centralità all’essere umano. Le grandi storie del repertorio diventano così occasioni per esplorare emozioni universali: l’amore, la perdita, il sacrificio, la speranza. Ogni balletto è costruito con una straordinaria attenzione al ritmo drammatico, dove la musica e la coreografia si fondono in un dialogo continuo, capace di ...

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Žarko Prebil, il Maestro che ha cambiato la scuola italiana di danza. L’omaggio dell’Accademia Nazionale di Danza a dieci anni dalla scomparsa

A dieci anni dalla sua scomparsa, il nome di Žarko Prebil continua a rappresentare uno dei punti di riferimento imprescindibili della pedagogia coreutica europea. Non soltanto un maître di straordinario rigore tecnico, ma un autentico costruttore di generazioni di artisti, capace di trasmettere una concezione della danza fondata sul rispetto della tradizione accademica, sull’eleganza dello stile e sulla profonda conoscenza del repertorio classico. Per questo motivo, il 16 luglio 2026, il Teatro Grande dell’Accademia Nazionale di Danza di Roma ha ospitato una intensa serata commemorativa organizzata dall’Accademia per ricordare il Maestro nel decennale della sua scomparsa. Un appuntamento che ha riunito allievi, docenti, artisti e personalità della danza italiana e internazionale, confermando quanto il suo insegnamento sia ancora vivo nella memoria della comunità coreutica. Dalla Croazia ai grandi teatri europei Nato a Zagabria nel 1939, Žarko Prebil si forma secondo la rigorosa tradizione della scuola russa, assorbendone i principi tecnici ed estetici che avrebbero caratterizzato tutta la sua attività artistica e didattica. Dopo gli studi diventa primo ballerino del Teatro Nazionale Croato, affrontando il grande repertorio classico e romantico. La sua carriera si sviluppa rapidamente anche come maître de ballet e pedagogo, qualità che lo porteranno a essere chiamato in ...

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Divinamente Diva, Tamara Karsavina

Vi sono artiste che attraversano la scena come un lampo, lasciando dietro di sé una scia di stupore, e altre che, con passo più lieve, insinuano la loro presenza nella memoria fino a diventarne parte silenziosa e persistente. Tamara Karsavina apparteneva a questa seconda, rarissima specie: non conquistava, ma avvolgeva; non abbagliava, ma illuminava. La sua danza non era mai un’esibizione, bensì una rivelazione. In lei, ogni gesto si compiva con una naturalezza tanto perfetta da sembrare inevitabile, come se il movimento non fosse stato scelto, ma semplicemente accaduto. Era un’arte priva di attrito, dove la tecnica — pur rigorosa e impeccabile — si dissolverà in una grazia che appariva spontanea, quasi inconsapevole. Non vi era nulla di forzato nel suo modo di abitare la scena: ella non imponeva una presenza, ma la lasciava emergere, con una delicatezza che aveva qualcosa di profondamente aristocratico. Il suo corpo parlava una lingua fatta di sfumature, di pause eloquenti, di silenzi che avevano il peso di un’intera frase. E proprio in quelle sospensioni si percepiva il segreto della sua arte: la capacità di suggerire più di quanto mostrasse. A differenza di chi cerca il culmine nell’apice del virtuosismo, Tamara Karsavina sembrava trovare la ...

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Ninette de Valois, la donna che inventò il balletto britannico

Nel giorno dell’anniversario della sua nascita, il ricordo di una pioniera che trasformò un sogno in una delle più grandi tradizioni coreutiche del Novecento. Il 6 giugno 1898 nasceva a Baltyboys, nella contea di Wicklow in Irlanda, una bambina destinata a cambiare per sempre la storia della danza. Il suo nome era Edris Stannus, ma il mondo l’avrebbe conosciuta come Ninette de Valois: ballerina, coreografa, pedagoga, visionaria. Una donna che non si limitò a interpretare il balletto, ma ne costruì le fondamenta di una nuova identità nazionale. Quando Ninette iniziò a studiare danza nei primi anni del Novecento, la Gran Bretagna non possedeva una tradizione classica paragonabile a quella francese, russa o italiana. Il balletto era considerato soprattutto un’arte d’importazione. Fu proprio questa assenza a suggerirle una missione che avrebbe occupato tutta la sua vita: creare una scuola inglese, una compagnia inglese e un repertorio inglese. Dopo gli esordi sulle scene londinesi, entrò a far parte dei leggendari Ballets Russes di Serge Diaghilev, la più rivoluzionaria compagnia del secolo. Fu un’esperienza determinante. Lavorando accanto a figure come Léonide Massine e Bronislava Nijinska, comprese che il balletto non era soltanto tecnica, ma anche organizzazione, cultura, educazione e visione artistica. Negli anni ...

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La danza dipinta “viaggio tra i capolavori”: Pierre-Auguste Renoir

Nel celebre Ballo al Moulin de la Galette, realizzato nel 1876 da Pierre-Auguste Renoir, la danza diventa il cuore pulsante di una scena di vita quotidiana, trasformata in un’immagine vibrante e luminosa che cattura lo spirito della Parigi moderna. Ambientato nel quartiere di Montmartre, presso il noto luogo di ritrovo popolare Moulin de la Galette, il dipinto raffigura un pomeriggio festivo all’aperto, in cui uomini e donne si incontrano, conversano e soprattutto danzano sotto la luce filtrata degli alberi. Renoir costruisce la scena con una straordinaria attenzione alla resa della luce e del movimento, elementi fondamentali anche per restituire il senso della danza. Le coppie non sono isolate o poste in primo piano in modo teatrale, ma immerse in una folla viva e dinamica, dove i gesti si intrecciano e si moltiplicano. La danza non è presentata come spettacolo da osservare, bensì come esperienza condivisa, spontanea e collettiva. I movimenti dei ballerini, spesso appena accennati, emergono attraverso tocchi rapidi di colore e pennellate leggere, che suggeriscono più che definire le posture. Ciò che rende il dipinto particolarmente significativo in relazione all’arte della danza è proprio questa capacità di evocare il movimento senza fissarlo rigidamente. Renoir non disegna contorni netti né ...

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Clug presenta Stabat Mater e Carmina Burana a Modena

La compagnia porta in scena due coreografie del suo direttore Edward Clug ispirate a capolavori di Pergolesi e Carl Orff: Stabat Mater e Carmina Burana. Prosegue domenica 19 aprile alle 20.30 la stagione di Danza al Teatro Comunale di Modena con il Balletto di Maribor impegnato in due brani di matrice classico-contemporanea firmati da Edward Clug, direttore della compagnia: Stabat Mater, su musica di Giovanni Battista Pergolesi e, in prima italiana, Carmina Burana, titolo della notissima partitura musicale di Carl Orff. Radicato a Maribor da più di trent’anni, il coreografo rumeno Edward Clug è alla guida del Balletto del Teatro Nazionale Sloveno dal 2003. Con lui, la principale compagnia di danza del Paese sta attraversando un momento di grande popolarità, grazie a un vasto repertorio, tra cui compaiono diversi suoi titoli di successo. Autore capace di reinterpretare tanto la tradizione ballettistica ottocentesca e novecentesca (Schiaccianoci, Coppelia, Petrushka) quanto di incrociare la grande letteratura (Faust, Il maestro e Margherita, Peer Gynt), Clug ha sperimentato audaci accostamenti tra passato e presente. È accaduto con il suo brano cult Radio & Juliet, presentato a Modena nel 2014, nel quale la tragica vicenda shakespeariana degli amanti veronesi incontrava la musica rock dei Radiohead. Molti ...

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