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Dietro le quinte: riconoscere, comprendere e superare il ‘burnout’ del danzatore

Nel mondo della danza esiste una soglia oltre la quale la dedizione cessa di essere virtù e si trasforma in logoramento. La cultura coreutica ha esaltato il sacrificio incondizionato e la sopportazione del dolore. E questo è un bene, una lezione di vita. Tuttavia, a volte, si scatena una realtà clinica e psicologica: il burnout. Non si tratta di semplice stanchezza, ma di uno stato di esaurimento psicofisico che colpisce l’individuo nella sua totalità, minando la passione, la salute e, specialmente in campo professionale, anche la prestazione. Il burnout è l’esito di un processo prolungato guidato da fattori strutturali, culturali e relazionali, in primis il mito della perfezione. La correzione costante, se non gestita in maniera sana, spinge l’allievo verso un perfezionismo patologico, in cui il valore personale viene calcolato unicamente in base all’assenza di errori. Come avviene già in molti altri campi dell’esistenza e qui la danza deve invece differenziarsi. Se si riconoscono in tempo i segnali d’allarme, la situazione si può arginare e si può prevenire l’abbandono della disciplina. Il burnout infatti si manifesta attraverso sintomi precisi che toccano la sfera fisica, emotiva e comportamentale. L’occhio dell’insegnante è la prima linea di difesa. Gli allievi tendono spesso a ...

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Teatro di San Carlo, la Danza chiude la Stagione 2025/2026

Termina con la Danza la Stagione 2025/2026 del Teatro di San Carlo. Un’unica soirée con tre musiche, tre coreografi e altrettanti modi di raccontare il Novecento: Renato Zanella con l’energia ritmica de La sagra della primavera di Stravinskij, Ben Stevenson con il lirismo dei Three Preludes di Rachmaninov, e Maurice Béjart con il crescendo ipnotico del Boléro di Ravel. Prima rappresentazione giovedì 5 novembre 2026 (ore 20:00), per un totale di cinque recite fino a martedì 10 novembre. Protagonisti Étoiles, Solisti e Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo. Sul podio, impegnato a dirigere l’Orchestra del Lirico di Napoli, è Jonathan Darlington. Il Direttore del Balletto e della Scuola di Ballo Renato Zanella apre il programma con la propria interpretazione de La sagra della primavera, sulla celebre partitura di Igor’ Stravinskij. Assistenti alla coreografia sono Alessandra Pasquali e Ugo Ranieri. Presentato per la prima volta a Parigi nel 1913 dai Ballets Russes, con la coreografia di Vaslav Nijinskij, questo capolavoro ha rivoluzionato il linguaggio musicale e coreografico del Novecento. Il rito, il rapporto tra individuo e comunità e il sacrificio costituiscono il nucleo di un’opera che continua a sollecitare nuove letture, mettendo alla prova la forza espressiva e l’energia ...

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World Ballet Day su YouTube: la Scala prova “Sacre du printemps”

World Ballet Day: al lavoro per Le Sacre du printemps di Pina Bausch Il 29 ottobre sulla pagina YouTube del Teatro alla Scala in occasione della nuova edizione del World Ballet Day sarà trasmessa una prova in sala ballo di Le Sacre du printemps di Pina Bausch L’edizione 2026 del World Ballet Day si incentra su questo tema: How Stories Are Made. Un tema quanto mai collegato al lavoro in sala ballo della Compagnia scaligera diretta da Frédéric Olivieri, che per la prima volta nella sua storia si confronta con l’universo artistico e il linguaggio di Pina Bausch, attraverso una delle sue opere più potenti e immortali, Le Sacre du printemps. All’interno del dittico Balanchine Bausch/ Stravinskij, la produzione andrà in scena dal 7 al 21 novembre: un evento memorabile per il Teatro alla Scala, per la sua Compagnia e per il pubblico, per mantenere, trasmettere e assorbire la potenza artistica di una produzione che va vissuta dal vivo e che a cinquant’anni dalla sua creazione avvenuta nel 1975 continua a esercitare una presenza intensa e potente sui palcoscenici di tutto il mondo. Per arrivare alla scena, il lavoro in sala ballo si sviluppa attraverso l’incontro con un linguaggio e uno ...

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La danza che muove, ad Arezzo sei spettacoli per raccontare il corpo e le emozioni

Dal 15 novembre all’11 aprile, al Teatro Mecenate torna la rassegna curata da Sosta Palmizi. In programma sei appuntamenti di danza contemporanea, affiancati da masterclass gratuite, incontri con gli artisti e laboratori dedicati a tutte le generazioni. La danza come strumento di conoscenza, relazione e scoperta, capace di dare voce alle emozioni, attraversare le differenze e aprire nuovi sguardi sul mondo. È questa la visione che anima La danza che muove, la rassegna di danza contemporanea che torna al Teatro Mecenate di Arezzo da novembre ad aprile, con sei spettacoli in programma la domenica alle ore 17. Un percorso pensato per accompagnare spettatori di tutte le età, dall’infanzia all’età adulta, attraverso linguaggi coreografici differenti, in cui il corpo diventa veicolo di storie, riflessioni e possibilità espressive. Curata da Sosta Palmizi, la manifestazione rinnova la propria attenzione verso le nuove generazioni e la formazione del pubblico, affiancando agli appuntamenti teatrali un articolato programma di attività collaterali: masterclass gratuite, laboratori, letture per l’infanzia e incontri con artiste e artisti. Un progetto che invita a vivere la danza non soltanto come spettacolo, ma come esperienza condivisa, capace di generare dialogo dentro e fuori dal teatro. Ad aprire la rassegna, domenica 15 novembre, sarà ...

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Alla Scala “Stelle di oggi e di domani”: serata di danza e solidarietà

L’eccellenza della danza incontra la solidarietà in una serata straordinaria al Teatro alla Scala, per accendere i riflettori sul diritto alla salute dei bambini più vulnerabili. Si intitola Stelle di oggi e di domani l’evento in programma il 2 novembre al Teatro alla Scala, a favore della Fondazione Francesca Rava che da ventisei aiuta concretamente l’infanzia e l’adolescenza in condizioni di disagio, le mamme e le donne fragili in Italia, in Haiti e nel mondo. La Serata Straordinaria è stata presentata nel corso della conferenza stampa al Ridotto dei Palchi del Teatro alla Scala, con la partecipazione di Michelangelo Cambiaso Erizzo, vice-presidente della Fondazione Francesca Rava, Frédéric Olivieri, direttore del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala e della Scuola di Ballo dell’Accademia scaligera, e Nicoletta Manni, étoile del Teatro alla Scala. L’incontro è stato moderato da Paolo Besana, direttore della Comunicazione del Teatro alla Scala. La serata del 2 novembre unirà il talento delle stelle della danza all’impegno per la cura e la salvezza dei bambini di Haiti. Il ricavato andrà a sostegno dell’Ospedale pediatrico NPH Saint Damien di Haiti, struttura sanitaria gratuita realizzata e sostenuta dalla Fondazione Francesca Rava dove, ogni anno, viene salvata la vita a 80.000 ...

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“Danza in Levare” nei quartieri di edilizia popolare di Roma

Le più rappresentative compagnie di danza verticale, circo contemporaneo e acrobatica aerea animano Corviale, Casal de’ Pazzi e Spinaceto. Spettacoli e laboratori gratuiti per rovesciare le prospettive nei quartieri di edilizia popolare. La periferia diventa centro: un luogo da cui capovolgere la prospettiva e imparare a guardare verso l’alto. È Danza in Levare, un progetto dedicato alle discipline aeree avviato il 17 novembre che entrerà nel vivo del programma dal 30 ottobre al 5 dicembre nei quartieri di edilizia popolare di Roma. Ideato e  diretto da Giuseppe Casa, in collaborazione con Francesca Ciaralli e il coordinamento tecnico e artistico di Anton De Guglielmo, l’iniziativa è nata nell’ambito della Biennale MArteLive Plus, come uno dei principali progetti speciali di questa edizione.  Casal de’ Pazzi, Corviale e Spinaceto diventano palcoscenico per alcune delle compagnie più rappresentative di danza verticale e circo contemporaneo: Uscite di Emergenza, Il Posto, Materiaviva, Lodi Circus e Collettivo Flaan. Saranno loro a ribaltare lo sguardo sulla città, portando la danza a staccarsi dal terreno per abitare l’aria. Un viaggio sospeso in cui i corpi dialogano con le architetture, convertendo facciate e pareti in terrazze aeree e superfici drammaturgiche. Palcoscenici orizzontali che diventano verticali: il patrimonio abitativo pubblico smette così ...

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“KOMOREBI. Una rassegna d’Autunno”: i linguaggi del corpo e della danza

Komorebi – parola giapponese che indica la luce del sole che danza fra le foglie degli alberi – è un progetto di Stazione Utopia per Autunno Fiorentino 2026 del Comune di Firenze. Una rassegna diffusa nei cinque quartieri della città che intreccia danza, relazioni e innovazione sociale, facendo dell’arte un’occasione di incontro e condivisione. Attraverso spettacoli e laboratori ospitati in luoghi inconsueti – dalle ville medicee ai mercati, dagli spazi sociali ai club, dai centri di ricerca performativa alle piazze – il progetto avvicina lo spettacolo dal vivo a contesti differenti, ampliando le possibilità di fruizione della cultura e mettendo in dialogo espressioni artistiche e realtà del territorio. Komorebi promuove partecipazione attiva, inclusività e accessibilità, valorizzando i processi creativi di artisti che esplorano i linguaggi del corpo e della danza e sperimentano nuove pratiche di interazione sociale che favoriscono il coinvolgimento di pubblici diversi. Il programma, che si avvia il 28 ottobre e prosegue sino al 28 novembre, si articola in tre percorsi: AZIONI PERFORMATIVE, con spettacoli di coreografe e coreografi, artiste e artisti; DANZA SOCIALE, un’esperienza collettiva che nasce dall’incontro fra corpi e spazi; LABORATORI DI COMUNITÀ, con pratiche di esplorazione del movimento per cittadine e cittadini. «KOMOREBI nasce ...

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Vittoria Ottolenghi e la rivoluzione della sua Maratona d’Estate

Per oltre un quarantennio, l’esegesi della danza in Italia ha riconosciuto nella figura di Vittoria Ottolenghi la sua declinazione più alta, nitida e feconda. Figura d’intellettuale di rara statura, la saggista e critica romana non si è limitata a interpretare con acume e rigore le morfologie del gesto e le metamorfosi della scena coreutica: ne ha riscritto il destino sociale, restituendo all’arte del movimento la sua statura di linguaggio universale e pensiero incarnato. Il suo capolavoro d’ingegneria culturale, la celeberrima Maratona d’Estate — palinsesto ed evento corale entusiasmante diffuso dal servizio radiotelevisivo pubblico —, ha rappresentato una frattura epistemologica di portata storica. In un’epoca in cui la grande coreografia restava gelosamente custodita nei templi chiusi e talvolta aristocratici delle fondazioni liriche, Ottolenghi ha compiuto un gesto di autentica e visionaria audacia: scardinare la distanza elitaria per insediare il balletto e la danza contemporanea nel cuore vivo e pulsante del pubblico immaginario, trasformando il piccolo schermo in una grande agorà della bellezza.   Una visione oltre il tempo: la televisione come spazio sacro e popolare La Maratona d’Estate non fu un mero contenitore d’intrattenimento, bensì un manifesto di politica culturale e poetica della visione. Vittoria Ottolenghi comprese prima d’altri la potenza ...

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Il linguaggio e lo stile della tecnica Cunningham

Il linguaggio della tecnica Cunningham si distingue per una concezione del movimento basata sull’autonomia del corpo rispetto alla narrazione e all’espressione emotiva. In questa visione la danza non ha il compito di raccontare una storia o rappresentare uno stato d’animo specifico, ma diventa un’esplorazione delle infinite possibilità del movimento nello spazio e nel tempo. Ogni gesto possiede un valore in sé, indipendentemente da un significato simbolico, e nasce dall’interazione tra precisione tecnica, coordinazione e consapevolezza del corpo. Lo stile della tecnica Cunningham è caratterizzato da grande chiarezza formale, controllo e complessità. Il busto mantiene generalmente una posizione eretta e stabile, mentre braccia e gambe si muovono con estrema indipendenza, dando vita a sequenze articolate che richiedono equilibrio, rapidità e precisione. Cambi improvvisi di direzione, variazioni ritmiche, salti, rotazioni e spostamenti nello spazio si alternano con continuità, creando un movimento dinamico e imprevedibile. La tecnica valorizza la neutralità espressiva del danzatore, privilegiando la qualità dell’esecuzione piuttosto che l’interpretazione drammatica. Un elemento fondamentale del linguaggio Cunningham è il rapporto con lo spazio. Ogni punto della scena può diventare il centro dell’azione, senza una gerarchia prestabilita tra primo piano e sfondo. I danzatori si muovono in tutte le direzioni, costruendo percorsi complessi che ...

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Ninette de Valois, la donna che inventò il balletto britannico

Nel giorno dell’anniversario della sua nascita, il ricordo di una pioniera che trasformò un sogno in una delle più grandi tradizioni coreutiche del Novecento. Il 6 giugno 1898 nasceva a Baltyboys, nella contea di Wicklow in Irlanda, una bambina destinata a cambiare per sempre la storia della danza. Il suo nome era Edris Stannus, ma il mondo l’avrebbe conosciuta come Ninette de Valois: ballerina, coreografa, pedagoga, visionaria. Una donna che non si limitò a interpretare il balletto, ma ne costruì le fondamenta di una nuova identità nazionale. Quando Ninette iniziò a studiare danza nei primi anni del Novecento, la Gran Bretagna non possedeva una tradizione classica paragonabile a quella francese, russa o italiana. Il balletto era considerato soprattutto un’arte d’importazione. Fu proprio questa assenza a suggerirle una missione che avrebbe occupato tutta la sua vita: creare una scuola inglese, una compagnia inglese e un repertorio inglese. Dopo gli esordi sulle scene londinesi, entrò a far parte dei leggendari Ballets Russes di Serge Diaghilev, la più rivoluzionaria compagnia del secolo. Fu un’esperienza determinante. Lavorando accanto a figure come Léonide Massine e Bronislava Nijinska, comprese che il balletto non era soltanto tecnica, ma anche organizzazione, cultura, educazione e visione artistica. Negli anni ...

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