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Corpi in guerra: la danza tra trauma, memoria e trasformazione

Danza e trauma storico Le due guerre mondiali segnano una discontinuità radicale nella storia della danza europea, incidendo non solo sui suoi assetti istituzionali ma anche sulle sue funzioni simboliche. La pratica coreutica, lungi dal rimanere confinata in una dimensione estetica autonoma, viene investita dalla crisi generale delle forme culturali e si riconfigura come dispositivo sensibile di elaborazione del trauma storico. Il corpo danzante, da emblema di ordine e misura, si trasforma in superficie instabile, attraversata da tensioni che riflettono il disfacimento dell’orizzonte europeo. Prima guerra mondiale: rottura e avanguardie La Prima guerra mondiale accelera la crisi dei modelli ottocenteschi e favorisce l’emergere di linguaggi radicalmente nuovi. Il rigore formale del balletto accademico viene messo in discussione a favore di pratiche che privilegiano l’espressività individuale e la dimensione interiore del movimento. In questo contesto si afferma la danza espressionista tedesca, che rifiuta l’ideale di bellezza codificata per esplorare le possibilità di un corpo carico di intensità emotiva. Il gesto si fa frammentario, talvolta convulso, e assume una funzione quasi testimoniale, traducendo in forma coreografica le inquietudini di un’epoca segnata dalla guerra. Periodo tra le due guerre: sperimentazione e politicizzazione Il periodo interbellico è caratterizzato da una straordinaria fioritura di esperienze, ...

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Merce Cunningham, il movimento della libertà

Nell’anniversario della nascita di Merce Cunningham, torna naturale interrogarsi su quanto il suo pensiero continui a riverberare nel modo in cui guardiamo e costruiamo la danza contemporanea. Non si tratta soltanto di celebrare un coreografo che ha segnato un’epoca, ma di riconoscere una trasformazione radicale: Cunningham ha scardinato gerarchie, smontato convenzioni, ridefinito il rapporto tra movimento, musica e spazio con una lucidità che ancora oggi appare sorprendentemente attuale. Nato il 16 aprile 1919 nello stato di Washington, Cunningham si formò inizialmente nel solco della danza moderna americana, ma ben presto mostrò un’inquietudine creativa che lo portò oltre i confini tracciati dai suoi predecessori. La svolta più decisiva arrivò con l’incontro con il compositore John Cage, compagno di vita e di ricerca, con cui condivise un’idea rivoluzionaria: danza e musica potevano coesistere senza subordinarsi l’una all’altra. Non più coreografie costruite sulla partitura, ma elementi indipendenti destinati a incontrarsi solo nello spazio della performance. Questa scelta, apparentemente semplice, ha aperto un orizzonte completamente nuovo, in cui il caso, l’imprevisto e l’autonomia dei linguaggi diventano strumenti creativi. Cunningham introdusse il concetto di “chance operations”, procedure aleatorie che affidavano parte delle decisioni coreografiche al caso. L’ordine delle sequenze, la disposizione dei danzatori, persino la ...

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Al Teatro Arcimboldi ‘La Bella Addormentata’ a cura di A.U.B.

Ritorna al TAM Teatro Arcimboldi Milano sabato 25 e domenica 26 aprile 2026 La Bella Addormentata, balletto portato in scena dagli allievi dell’Accademia Ucraina di Balletto di Milano. E anche questa volta, il balletto sarà accompagnato dalla musica dal vivo di OFI Orchestra Filarmonica Italiana, diretta dal M° Marco Dallara. La Bella Addormentata sarà presentata nella sua versione più famosa nel rispetto della tradizione del repertorio classico. I tre atti, ricchi di virtuosismi solistici e di ampie scene d’insieme affidate al corpo di ballo, condurranno il pubblico nel mondo incantato di una favola senza tempo, familiare a tutti noi. Scenografie di alto livello, ricchi costumi e qualità tecnica saranno al centro di un grande lavoro di precisione sia a livello esecutivo che a livello espressivo. Anche questa volta, guest star internazionali ad arricchire lo spettacolo: accanto agli allievi, danzeranno come protagonisti Michal Krčmář e Yuka Masumoto, primi Ballerini del Teatro dell’Opera di Helsinki. Il balletto è una celebrazione del trionfo del Bene sul Male attraverso l’amore puro e la rinascita. Rappresenta il culmine del romanticismo, simboleggiando la speranza, la crescita interiore (il risveglio) e la perfezione tecnica del balletto classico. La Bella Addormentata è spesso considerata il balletto dei balletti ...

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La danza è cibo per la mente

La danza non è soltanto movimento, è un autentico esercizio mentale. La disciplina che richiede, fatta di costanza, precisione e attenzione, agisce come un vero e proprio nutrimento per il nostro cervello. Seguire la struttura di una lezione di danza, con regole e obiettivi da raggiungere, insegna a gestire la frustrazione e a mantenere la motivazione anche di fronte alle difficoltà. Queste competenze cognitive, allenate giorno dopo giorno, contribuiscono a plasmare una mente più elastica, pronta ad adattarsi ai cambiamenti e a superare gli ostacoli. Nel balletto, l’apprendimento di passi codificati, la memorizzazione di sequenze e la continua ricerca della perfezione richiedono una concentrazione intensa e una costante attività cognitiva. Questo processo rafforza le capacità mnemoniche, la sicurezza e la disciplina mentale. La danza classica insegna inoltre a gestire la pressione del palcoscenico, incentiva l’attenzione al dettaglio e la capacità di autocorrezione che portano il danzatore a raggiungere un equilibrio emotivo e psicologico. Attraverso la ricerca di nuovi movimenti, la libertà di interpretazione e l’apertura all’espressione personale, la danza moderna stimola la creatività e invita a pensare fuori dagli schemi. Sollecita il pensiero critico e incoraggia la capacità di adattamento, elementi fondamentali per cogliere le sfide della contemporaneità. Allo stesso ...

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Giornata Internazionale della Danza 2026: il messaggio di Crystal Pite

La Giornata Internazionale della Danza è stata creata dal Comitato della Danza dell’International Theatre Institute, il principale partner dell’UNESCO per le arti performative. Dalla sua creazione nel 1982, l’International Dance Committee e l’International Theatre Institute selezionano un’importante personalità della danza per scrivere ogni anno un messaggio per la Giornata Internazionale della Danza.In questo giorno si celebra il valore e l’importanza della forma d’arte della danza, anche per sensibilizzare le istituzioni che non hanno ancora riconosciuto il suo valore per le comunità e per l’individuo. Quest’anno è stata scelta la coreografa canadese Crystal Pite (di seguito il messaggio 2026)   Gli esseri umani si muovono: le nostre braccia si allungano, le ginocchia cedono, la testa annuisce, il petto si inarca, la schiena si incurva, saltiamo, alziamo le spalle, stringiamo i pugni, ci solleviamo e ci respingiamo a vicenda. Tutto questo è sia linguaggio che azione. È ciò che il corpo ha da dire rispetto al bisogno, alla sconfitta, al coraggio, alla disperazione, al desiderio, alla gioia, all’ambivalenza, alla frustrazione, all’amore. Queste immagini appaiono vivide e cariche di significato nella nostra mente perché abbiamo sentito queste cose in maniera così pura nel corpo: ci siamo emozionati. Siamo danzatori, tutti noi lo siamo. La vita ci muove; la vita ci danza. ...

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Al Filodrammatici di Piacenza in scena Marigia Maggipinto

Un’esperienza intima, una composizione artistica in tempo reale, una narrazione orale, animata da un corpo che parla e danza allo stesso tempo: Miss Lala al Circo Fernando / In a room, ideazione e regia di Chiara Frigo, che vede in scena Marigia Maggipinto storica interprete del Tanztheater di Wuppertal di Pina Bausch. Lo spettacolo è in programma al Teatro Filodrammatici di Piacenza venerdì 17 aprile con tre rappresentazioni alle ore 20, alle 21 e alle 22 (si tratta infatti di una creazione site-specific a pubblico limitato), a chiusura del cartellone DANZA curato da Emma Chiara Perotti e inserito nella Stagione di Prosa 2025/2026 organizzata da Teatro Gioco Vita, direzione artistica di Diego Maj e Jacopo Maj, con Fondazione Teatri e Comune di Piacenza e il sostegno di Fondazione di Piacenza e Vigevano e Iren. Come agli albori del Circo, gli spettatori si avventurano in uno spazio intimo per vedere da vicino “il diverso”, “il fenomeno”. Lo chapiteau di Miss Lala è una dimora calda, accogliente, in cui gli ospiti sono seduti attorno a un tavolo imbandito di foto e di scritti: un archivio dal quale le persone del pubblico possono attingere. Frammenti, memorie, aneddoti e altre suggestioni. In base alla ...

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blOOm: sostegno a Gaetano Palermo e Michele Petrosino

blOOm, network dedicato alla creazione one-on-one nato nel 2025 da un desiderio condiviso da Fondazione Armunia, IRA Institute, Santarcangelo dei Teatri, Sardegna Teatro e Triennale Milano Teatro, torna per la sua seconda annualità di azione, in un calendario di residenze e presentazioni pubbliche ospitato nella programmazione delle cinque istituzioni partner. Dopo l’invito a Muna Mussie, il network ha scelto quest’anno di sostenere il lavoro di ricerca del duo artistico composto da Gaetano Palermo e Michele Petrosino. blOOm invita a un’esperienza intima e personale – in una fruizione pensata per uno spettatore alla volta – privilegiando lo scambio diretto tra compagnie e pubblico. Il percorso si sviluppa proponendo un cambio di prospettiva nella creazione artistica: non per produzioni su larga scala, ma una dimensione intima, che destruttura le dinamiche tradizionali di visione e partecipazione. Vicinanza, approfondimento e dedizione: sono tre parole-chiave nello sviluppo del percorso, che ogni anno prevede il supporto a una compagnia italiana verso creazioni fuori formato. L’unica regola: una persona alla volta. IL PROGETTO: STANZA Stanza è una performance one-on-one di natura durational e installativa. Il titolo fa riferimento allo spazio che, ogni giorno per diverse ore, il performer abita in uno stato di volontario abbandono a occhi chiusi, ...

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Una Noche con Sergio Bernal: nuova tournée italiana

Ritorna Sergio Bernal per una notte, anzi quattro. Con la sua Sergio Bernal Dance Company, il danzatore madrileno dallo sguardo ceruleo torna a incantare il pubblico italiano con una mini tournée, prodotta da Daniele Cipriani Entertainment, del suo sensazionale Una Noche con Sergio Bernal. Queste le tappe: Teatro Alfieri, Torino, 15 aprile 2026 (ore 21:00); Teatro Valentino Garavani, Voghera, 16 aprile 2026 (ore 20:30); Teatro Comunale, Carpi, 17 aprile 2026 (ore 21:00); Teatro Comunale, Ferrara, 18 aprile 2026 (ore 20:30). Quattro imperdibili occasioni per i suoi tanti fan di vedere lo spettacolo, firmato dal danzatore stesso insieme a Ricardo Cue (co-direttore artistico della compagnia), che ha già spopolato in altre città italiane; e un pretesto per Bernal di ritornare in Italia che è ormai la sua seconda patria: «Danzo spesso in Italia, mi sento a casa mia da voi», è solito ripetere. Considerato erede di Antonio Gades e Joaquín Cortés, oltre a essere popolarissimo in patria, Sergio Bernal è una stella mondiale, acclamato anche oltreoceano (da New York a Los Angeles) e in Francia dove pochi mesi fa, il pubblico parigino lo ha accolto con adorazione. Gli spettacoli della Sergio Bernal Dance Company, visionari racconti per quadri – vertiginosi assolo, ...

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Torinodanza accoglie la nuova opera di Silvia Gribaudi

Martedì 5 maggio 2026 alle ore 20.45, alle Fonderie Limone di Moncalieri, debutta in prima assoluta per Torinodanza Extra – il percorso dedicato alla danza e al teatro performativo inserito nel cartellone del Teatro Stabile di Torino – lo spettacolo Amazzoni, con concept, regia e coreografia di Silvia Gribaudi, che vede in scena le performer Marta Olivieri, Martina La Ragione, Sara Sguotti, Susannah Iheme, Vittoria Caneva. Le musiche sono di Matteo Franceschini, il disegno luci di Luca Serafini, lo styling di Ettore Lombardi. Lo spettacolo, coprodotto da Associazione Culturale Zebra, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale e da Le Gymnase CDCN – Roubaix, resterà in scena fino a giovedì 7 maggio e, per il 2026, sarà in tournée in Italia e all’estero fino al 10 ottobre. Silvia Gribaudi, artista associata del TST, è un’autentica pioniera nell’esplorare l’impatto sociale del corpo nelle arti performative. La sua nuova creazione rilegge l’antico mito greco delle donne guerriere come spazio di riflessione sul presente, attivandolo come archetipo contemporaneo capace di attraversare sacro, profano e umano. Le Amazzoni non sono figure da rappresentare, ma donne che esercitano la propria forza non rinunciando a complessità e autenticità. Sprigionano una carica vitale che non si lascia ...

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Chiude il Peninsula Ballet Theatre: storia e tramonto

La notizia della chiusura del Peninsula Ballet Theatre segna la fine di una realtà significativa nel panorama della danza regionale statunitense, e si inserisce in un momento di trasformazione più ampio che sta interessando molte compagnie di medie dimensioni. Fondata nella seconda metà del Novecento nella penisola di San Francisco, la compagnia ha svolto per decenni un ruolo cruciale nella diffusione del balletto classico e contemporaneo in un’area che, pur essendo culturalmente vivace, non sempre ha potuto contare sulla stessa visibilità delle grandi istituzioni metropolitane. Il Peninsula Ballet Theatre nacque con una missione chiara: rendere la danza accessibile a un pubblico ampio e creare un ponte tra formazione e professione per giovani danzatori. Nel corso degli anni, la compagnia si è distinta per una programmazione eclettica, capace di affiancare titoli del repertorio classico a nuove creazioni, spesso firmate da coreografi emergenti. Questo equilibrio tra tradizione e innovazione ha permesso all’ensemble di costruire una propria identità, mantenendo al contempo un forte radicamento nel territorio. Non si trattava solo di una compagnia di spettacolo, ma di un vero e proprio centro culturale, impegnato anche in attività educative e programmi per la comunità. Elemento fondamentale della sua struttura era il legame con la ...

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