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Catania Contemporanea / FIC Festival 2026, svelato il programma

Un organismo vivo, una visione di rete unica nel suo genere, in cui le eccellenze della città si intrecciano in un progetto condiviso, trasformando il capoluogo etneo in un laboratorio multidisciplinare di arti, relazioni e futuro. Catania Contemporanea / FIC Festival nasce nel 2018, ideato e curato dal Centro di Rilevante Interesse per la Danza Scenario Pubblico, per contribuire allo sviluppo della città attraverso le arti contemporanee. In programma dal 29 aprile al 10 maggio 2026, con 38 eventi e circa 200 artisti italiani e internazionali, il Festival costruisce un’esperienza diffusa e immersiva. Giunto alla sua settima edizione, il Festival inaugura nel 2026 un nuovo corso fondato su una visione condivisa e su un assetto organizzativo rinnovato: la costituzione di un Comitato promotore formato da alcune delle più significative realtà culturali, artistiche e formative del territorio. Un sistema di eccellenze già consolidato in anni di collaborazione – Associazione Musicale Etnea, Conservatorio Vincenzo Bellini, DISUM/Università di Catania, Fondazione OELLE Mediterraneo Antico ETS, Isola Catania, Scenario Pubblico / Compagnia Zappalà Danza, Teatro Stabile di Catania – che, sotto la direzione artistica di Roberto Zappalà, concorre alla costruzione del Festival attraverso un modello di lavoro corale: una visione unitaria e, al tempo stesso, ...

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La danza: un ponte verso la maturità cognitiva e sociale

Essere maturi non significa solo raggiungere una certa età o accumulare esperienze, ma implica saper affrontare le sfide dell’esistenza con forza ed equilibrio. Tutto ciò si ottiene sviluppando consapevolezza e apertura mentale. La danza è maestra anche in questo ambito, è un percorso di trasformazione che plasma individui completi. Il rigore della disciplina e la costanza dell’allenamento permettono al danzatore di conoscere i propri limiti e di affrontarli progressivamente. Questo processo non si riflette solo nella postura, nella tecnica e nelle performance, ma soprattutto nella maturità emotiva: la danza infatti, tra le altre cose, insegna a gestire le emozioni, a esprimerle e a canalizzarle, e ad affrontare i problemi in modo costruttivo. L’arte del movimento trasmette il valore della fatica e della perseveranza: ogni gesto richiede pazienza, dedizione e il superamento di ostacoli che non concedono scorciatoie. La padronanza del corpo, costruita attraverso esercizi mirati e ripetuti, si traduce in sicurezza e autocontrollo, elementi che contribuiscono a rendere il danzatore una persona equilibrata. In un’epoca in cui l’attenzione è rivolta più al proprio riflesso digitale che al dialogo reale, la danza si distingue come pratica di ascolto autentico, interiore e verso l’esterno. L’egocentrismo dominante, le interazioni superficiali e la ricerca ...

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Rai Uno per la Giornata della Danza presenta “Siamo Danza” con la direzione artistica di Eleonora Abbagnato

Rai Cultura in occasione della Giornata Internazionale della Danza (mercoledì 29 aprile alle ore 21.45 su Rai Uno) presenta una serata evento da Palermo con la direzione artistica dell’étoile Eleonora Abbagnato, per celebrare l’arte del movimento come linguaggio universale che unisce epoche, culture e generazioni. Siamo Danza porta in scena un racconto corale che attraversa tradizione classica ed espressioni contemporanee, fra grandi repertori e nuove creazioni. La serata condotta da Giuseppe Fiorello vedrà la partecipazione di Anna Ferzetti, Claudio Baglioni, Fiorella Mannoia, Raf, Giuliano Sangiorgi, Noemi e Dardust. Per la danza saranno presenti i protagonisti dei principali teatri italiani: Teatro alla Scala di Milano, Teatro dell’Opera di Roma, Teatro San Carlo di Napoli, Teatro Massimo di Palermo con numerose stelle della danza nazionale e internazionale del calibro di Alice Mariani (prima ballerina della Scala), Salvatore Manzo (étoile del San Carlo), Michele Satriano (primo ballerino del Teatro dell’Opera di Roma), il Corpo di Ballo del Teatro Massimo di Palermo, il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma, Gareth Haw (étoile dell’English National Ballet di Londra), Paul Marque (étoile dell’Opéra di Parigi),  Madeline Woo (principal del San Francisco Ballet), Giorgi Potskhishvili (principal del Dutch National Ballet di Amsterdam), Friedemann Vogel (étoile dello Stuttgart ...

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XXIII edizione del festival di danza contemporanea Hangartfest: omaggio a Pina Baush

Con la riapertura, dopo la pausa invernale, della Maddalena Centro Arti Performative, Hangartfest inaugura una nuova stagione di attività, racchiusa nel titolo evocativo e programmatico La danza che verrà. Questa progettualità trova una prima concreta declinazione nel contesto delle celebrazioni legate alla Giornata Internazionale della Danza, con due eventi in programma domenica 26 aprile patrocinati dal Comune di Pesaro. Alle 11.30, DANCE! The NELKEN Line, ispirata alla celebre coreografia di Pina Bausch, partirà dalla Palla di Pomodoro (Piazzale della Libertà). La passeggiata danzante dà vita a una festa in movimento aperta alla comunità, pensata per accogliere la primavera attraverso il linguaggio della danza. Ispirata allo spettacolo Nelken (1982), è oggi un rito collettivo diffuso in tutto il mondo come omaggio alla coreografa tedesca, in cui una sequenza semplice e accessibile coinvolge i cittadini, danzatori e curiosi in un cammino condiviso che evoca le quattro stagioni. La partecipazione all’iniziativa, realizzata su gentile concessione della Fondazione Pina Bausch, in collaborazione con AMAT e con la partecipazione di alcuni allievi del Liceo Musicale e Coreutico Marconi, è gratuita e aperta a tutti, con iscrizione e frequenza del laboratorio di preparazione alla Maddalena il 24 aprile alle ore 21.00. Alle 18.00 alla Maddalena Centro ...

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Roberta Ferrara dirige il primo master universitario di Danza Contemporanea in Italia

  Si apre una fase decisiva per la danza contemporanea in Italia: nasce il primo Master Universitario in Contemporary Dance Performance validato dalla Northern School of Contemporary Dance (NSCD) di Leeds, tra le più autorevoli istituzioni di formazione professionale coreutica nel Regno Unito. Si tratta di un progetto pionieristico firmato Equilibrio Dinamico Ensemble, che introduce nel Paese un percorso finora inedito, segnando una svolta nel panorama della formazione nazionale. A rafforzarne ulteriormente il valore è la sua collocazione: il Master avrà sede a Bari, città d’origine della compagnia, che proprio quest’anno celebra i suoi 15 anni di attività. L’iniziativa si inserisce in un contesto internazionale in cui la richiesta di percorsi certificati è sempre più centrale: oggi il possesso di un titolo accademico rappresenta una condizione essenziale per accedere all’insegnamento nelle università e nelle accademie più prestigiose, oltre che uno strumento fondamentale per costruire una carriera stabile e competitiva nel mondo della danza contemporanea. In questo scenario, la scelta della sede del corso contribuisce a rafforzare l’offerta formativa nazionale, ampliando le opportunità di accesso a percorsi coreutici di livello universitario. Non solo un traguardo per il settore della danza, ma anche un passaggio significativo per il sistema culturale e formativo italiano, capace di attrarre figure altamente qualificate ...

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Addio a Jacqueline Rayet, già étoile dell’Opéra di Parigi

La scomparsa di Jacqueline Rayet, avvenuta il 17 aprile 2026 a Parigi, segna la fine di una delle figure più raffinate e discrete del balletto francese del secondo Novecento. Non era soltanto una grande interprete: era una custode silenziosa di una tradizione coreutica che, attraverso il suo stile, ha continuato a vivere ben oltre i riflettori del palcoscenico. Nata in Francia, esattamente a Parigi il 26 giugno 1932, Rate si formò all’interno della rigorosa scuola dell’Opéra di Parigi, una delle istituzioni più antiche e prestigiose al mondo. Qui assimilò quella purezza di linea, quella precisione musicale e quell’eleganza sobria che costituiscono la cifra distintiva della scuola francese. Fin dagli anni della formazione, mostrò una qualità rara: la capacità di coniugare disciplina tecnica e naturalezza espressiva. Entrata nel corpo di ballo dell’Opéra, la sua ascesa fu costante e meritata. Negli anni Cinquanta e Sessanta, periodo di grandi trasformazioni per il balletto europeo, Jacqueline Rayet si impose come una presenza autorevole e al tempo stesso misurata. Non cercava l’effetto, né indulgava in virtuosismi fini a sé stessi; il suo era un stile costruito sull’equilibrio, sulla chiarezza del gesto e su una musicalità quasi interiore. Divenuta étoile, interpretò ruoli centrali del repertorio classico ...

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La Bayadère veneziana di Carlos Acosta a Birmingham (2027)

Il Birmingham Royal Ballet si prepara a segnare una tappa significativa nella propria storia recente con una nuova, ambiziosa produzione di La Bayadère, presentata al Birmingham Hippodrome nel febbraio 2027, uno dei principali poli teatrali del Regno Unito. Questo allestimento, firmato da Carlos Acosta, si distingue sin dalle sue premesse per una scelta di rilettura radicale: l’azione, originariamente ambientata in un’India immaginata secondo i canoni dell’esotismo ottocentesco, viene trasposta nella Venezia rinascimentale, con tutte le implicazioni simboliche, estetiche e drammaturgiche che tale spostamento comporta. Per comprendere la portata di questa operazione, è necessario ricordare che La Bayadère, creata nel 1877 al Teatro Bol’šoj Kamennyj di San Pietroburgo con coreografia di Marius Petipa e musica di Ludwig Minkus, rappresenta uno dei vertici del balletto classico imperiale russo. L’opera, intrisa di un immaginario orientalista tipico del XIX secolo, si fonda su una trama di amore tragico, rivalità e vendetta, culminante nella celebre scena del Regno delle Ombre, uno dei momenti più iconici dell’intero repertorio coreutico. Proprio questa scena, con la sua struttura ipnotica e la purezza geometrica del corpo di ballo, costituisce una sorta di banco di prova per ogni nuova interpretazione. L’intervento di Acosta si inserisce in una più ampia tendenza ...

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Clug presenta Stabat Mater e Carmina Burana a Modena

La compagnia porta in scena due coreografie del suo direttore Edward Clug ispirate a capolavori di Pergolesi e Carl Orff: Stabat Mater e Carmina Burana. Prosegue domenica 19 aprile alle 20.30 la stagione di Danza al Teatro Comunale di Modena con il Balletto di Maribor impegnato in due brani di matrice classico-contemporanea firmati da Edward Clug, direttore della compagnia: Stabat Mater, su musica di Giovanni Battista Pergolesi e, in prima italiana, Carmina Burana, titolo della notissima partitura musicale di Carl Orff. Radicato a Maribor da più di trent’anni, il coreografo rumeno Edward Clug è alla guida del Balletto del Teatro Nazionale Sloveno dal 2003. Con lui, la principale compagnia di danza del Paese sta attraversando un momento di grande popolarità, grazie a un vasto repertorio, tra cui compaiono diversi suoi titoli di successo. Autore capace di reinterpretare tanto la tradizione ballettistica ottocentesca e novecentesca (Schiaccianoci, Coppelia, Petrushka) quanto di incrociare la grande letteratura (Faust, Il maestro e Margherita, Peer Gynt), Clug ha sperimentato audaci accostamenti tra passato e presente. È accaduto con il suo brano cult Radio & Juliet, presentato a Modena nel 2014, nel quale la tragica vicenda shakespeariana degli amanti veronesi incontrava la musica rock dei Radiohead. Molti ...

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Chiude il Peninsula Ballet Theatre: storia e tramonto

La notizia della chiusura del Peninsula Ballet Theatre segna la fine di una realtà significativa nel panorama della danza regionale statunitense, e si inserisce in un momento di trasformazione più ampio che sta interessando molte compagnie di medie dimensioni. Fondata nella seconda metà del Novecento nella penisola di San Francisco, la compagnia ha svolto per decenni un ruolo cruciale nella diffusione del balletto classico e contemporaneo in un’area che, pur essendo culturalmente vivace, non sempre ha potuto contare sulla stessa visibilità delle grandi istituzioni metropolitane. Il Peninsula Ballet Theatre nacque con una missione chiara: rendere la danza accessibile a un pubblico ampio e creare un ponte tra formazione e professione per giovani danzatori. Nel corso degli anni, la compagnia si è distinta per una programmazione eclettica, capace di affiancare titoli del repertorio classico a nuove creazioni, spesso firmate da coreografi emergenti. Questo equilibrio tra tradizione e innovazione ha permesso all’ensemble di costruire una propria identità, mantenendo al contempo un forte radicamento nel territorio. Non si trattava solo di una compagnia di spettacolo, ma di un vero e proprio centro culturale, impegnato anche in attività educative e programmi per la comunità. Elemento fondamentale della sua struttura era il legame con la ...

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Annunciato l’addio alle scene di Dorothée Gilbert all’Opéra

  A quarantatré anni, quando l’arte ha ormai raggiunto quella maturità rara in cui tecnica ed espressione si fondono in un linguaggio unico e inconfondibile, Dorothée Gilbert si prepara a lasciare le scene. Non è un addio improvviso né inatteso, ma piuttosto il compimento naturale di un percorso straordinario, costruito con disciplina, grazia e una dedizione assoluta al balletto. La sua uscita di scena, prevista per il prossimo ottobre, segnerà la fine di un’epoca per l’Opéra di Parigi e per tutti coloro che, nel corso degli anni, hanno riconosciuto in lei una delle interpreti più luminose della sua generazione. Entrata alla Scuola di danza dell’Opéra nel 1995, quando era ancora bambina, Gilbert ha incarnato fin dall’inizio quell’ideale di rigore e perfezione che contraddistingue la tradizione francese. In quelle sale cariche di storia, dove ogni gesto è tramandato come un’eredità preziosa, ha forgiato il proprio stile, assimilando una tecnica cristallina e sviluppando al tempo stesso una sensibilità artistica sempre più profonda. Il suo ingresso nel corpo di ballo a soli diciassette anni è stato il primo passo di una carriera rapida e brillante, segnata da una costante ascesa e da riconoscimenti sempre più significativi. Nel corso degli anni, Dorothée Gilbert ha ...

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