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Dorothée Gilbert all’Opéra tra applausi, rose e commozione

Giovedì 15 ottobre il Palais Garnier ha vissuto una delle sue serate più significative: quella dell’addio ufficiale di Dorothée Gilbert, Danseuse Étoile dell’Opéra national de Paris, al palcoscenico che ha accompagnato gran parte della sua vita artistica. Per il suo ultimo spettacolo, l’artista ha scelto L’Histoire de Manon, il balletto di Kenneth MacMillan ispirato alla vicenda di Manon Lescaut e del cavaliere Des Grieux. Una scelta carica di significato, perché proprio in questo titolo Gilbert aveva cominciato, nel 2015, a danzare al fianco di Hugo Marchand, suo partner storico. Con lui ha voluto chiudere un capitolo importante della propria carriera, come a completare idealmente un percorso condiviso lungo oltre dieci anni. La rappresentazione, con la direzione musicale di Martin Yates e un cast che comprendeva Thomas Docquir nel ruolo di Lescaut, Bianca Scudamore in quello della sua amante e Matthieu Botto come Monsieur de G. M., è stata trasmessa in diretta sulla piattaforma Paris Opera Play, permettendo anche a chi non era presente in sala di partecipare a questo appuntamento. Per questa occasione Gilbert aveva scelto anche un cambiamento personale: si era tagliata i capelli corti, un gesto che ha accompagnato simbolicamente il passaggio verso una nuova fase della sua ...

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La stagione 26/27 del Junior Ballet de l’Opéra national de Paris

La nuova stagione del Junior Ballet dell’Opéra di Parigi si preannuncia come un capitolo entusiasmante di crescita, talento e grande danza, pronto a conquistare i palcoscenici più prestigiosi così come i nuovi spazi digitali. Giunta al suo terzo anno di attività, questa giovane compagnia accoglie per la programmazione 2026/2027 ben ventiquattro tra ballerine e ballerini, di cui quindici al loro primo ingaggio, confermandosi una vera e propria fucina di eccellenza. Il percorso dei giovani artisti è concepito per affinare la loro maestria sia nel repertorio classico che in quello contemporaneo, alternando sapientemente periodi di intensa formazione ad ampie tournée che li vedranno protagonisti sui palchi dell’Opéra di Parigi e in numerose tappe internazionali. Il viaggio di questa nuova promozione è iniziato ufficialmente con un’intensa residenza artistica, svolta alla fine dell’estate presso la celebre Orsolina28 Art Foundation, immersa nel suggestivo scenario del Piemonte. Questa immersione nel centro d’eccellenza italiano ha permesso ai danzatori di prepararsi al meglio in un contesto ideale per la creazione, la trasmissione del sapere e il rigore tecnico. Subito dopo, il Junior Ballet ha fatto il suo ingresso trionfale al Palais Garnier partecipe, nelle date di ottobre, dello storico Défilé del Balletto dell’Opéra di Parigi, sfilando a ...

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Il Virginia National Ballet celebra gli Aerosmith a passo di danza

Il mondo della danza continua a sperimentare nuovi linguaggi e questa volta a incontrare il balletto sarà il rock degli Aerosmith. Il Virginia National Ballet ha infatti annunciato la realizzazione di Aerosmith: A Contemporary Ballet, una produzione inedita che debutterà il 2 maggio 2027 all’Hylton Performing Arts Center di Manassas, in Virginia. Lo spettacolo nasce con l’obiettivo di fondere la tecnica e l’eleganza della danza classica con l’energia dei più grandi successi della celebre band americana, dando vita a una narrazione coreografica capace di raccontare emozioni, passioni e dinamismo attraverso alcuni dei brani che hanno segnato la storia del rock. L’iniziativa si inserisce nel percorso artistico del Virginia National Ballet, compagnia che negli ultimi anni ha costruito una propria identità proponendo produzioni ispirate a grandi icone della musica contemporanea. Dopo aver portato in scena spettacoli dedicati a Led Zeppelin, Queen, Beatles ed Eagles, la scelta è ora ricaduta sugli Aerosmith, gruppo simbolo del rock internazionale e autore di un repertorio che attraversa oltre cinque decenni di carriera. Pur mantenendo il linguaggio del balletto, la nuova produzione promette di offrire una lettura moderna e coinvolgente della musica della band, trasformando i suoi brani più celebri in movimento e racconto scenico. L’intento ...

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Alberto Testa, il professore della danza: una vita tra memoria, critica e visione

Storico, critico, danzatore, coreografo e docente, Alberto Testa ha attraversato quasi un secolo di storia coreutica, contribuendo a costruire gli strumenti culturali attraverso cui la danza è stata studiata, raccontata e riconosciuta come patrimonio artistico. Dall’Accademia Nazionale di Danza al Premio Positano Léonide Massine, dai grandi teatri al cinema, il suo percorso restituisce il ritratto di una personalità che ha saputo unire l’esperienza diretta della scena al rigore della ricerca. Ci sono figure che appartengono alla storia della danza non soltanto per ciò che hanno realizzato, ma per il modo in cui hanno contribuito a renderla comprensibile, documentabile e trasmissibile. Alberto Testa è stato una di queste. Nato a Torino il 23 dicembre 1922 e scomparso nella sua città il 4 ottobre 2019, a quasi novantasette anni, è stato una delle personalità più autorevoli della cultura coreutica italiana, un protagonista capace di attraversare linguaggi, generazioni e istituzioni mantenendo al centro un principio fondamentale: la danza è un’arte che vive nel presente, ma che non può esistere senza la consapevolezza della propria storia. Il soprannome con cui era conosciuto, il «professore», non restituiva soltanto il suo ruolo accademico. Raccontava un’attitudine, un modo di stare nel mondo della danza e di abitarne ...

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L’Aplomb: non si tratta solo di “stare in equilibrio”

L’equilibrio, comunemente indicato nel gergo accademico della danza con il termine aplomb, rappresenta la capacità di controllare il movimento e la posizione del corpo nello spazio. Si tratta di un’abilità fondamentale per qualsiasi danzatore, poiché consente di mantenere una corretta organizzazione posturale e di eseguire i movimenti con precisione, controllo e sicurezza. Nella danza, e in modo particolare nella tecnica classica, l’equilibrio costituisce una delle competenze di base più importanti. La tecnica accademica si fonda infatti sull’esecuzione di posizioni e movimenti che richiedono un costante controllo del corpo e una precisa distribuzione del peso. Ogni gesto, anche apparentemente semplice, necessita di una relazione equilibrata tra le diverse parti del corpo affinché il movimento possa risultare armonioso, stabile ed efficace. L’aplomb non deve essere inteso esclusivamente come la capacità di rimanere immobili su un punto di appoggio. Al contrario, esso implica un controllo dinamico che permette al danzatore di conservare la stabilità anche durante i trasferimenti di peso, i cambi di direzione, i salti, le rotazioni e i movimenti eseguiti su una sola gamba. L’equilibrio, quindi, non è assenza di movimento, ma capacità di governarlo attraverso una continua regolazione del corpo nello spazio. Un ruolo fondamentale è svolto dall’allineamento posturale. La ...

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Amélie Il Musical al Teatro Brancaccio con Giulia Ottonello

I produttori di Sherlock Holmes Il Musical annunciano la messa in scena di Amélie – Il Musical per la stagione teatrale 2026-2027. Lo spettacolo sarà in scena al Teatro Brancaccio di Roma dal 22 al 25 ottobre. Tratto dall’omonimo film campione d’incassi amato in tutto il mondo, Amélie – Il Musical porta in scena la magia e la poesia della celebre storia ambientata nel cuore di una Parigi senza tempo. Tra i tavolini del Café des 2 Moulins sogni, ricordi e incontri imprevisti si intrecciano dando vita a una favola moderna fatta di piccole coincidenze e grandi emozioni. Al centro del racconto c’è una ragazza capace di trasformare i gesti più semplici in frammenti di meraviglia. Il ruolo della protagonista, Amélie Poulain, è affidato a Giulia Ottonello. L’attrice e cantante italiana ha consolidato la sua carriera nel teatro musicale interpretando numerosi ruoli da protagonista in diverse produzioni teatrali nazionali. L’opera, basata sul lungometraggio cinematografico Il favoloso mondo di Amélie, scritto da Jean-Pierre Jeunet e Guillaume Laurant, giunge in Italia dopo un articolato percorso internazionale. Nato a New York nel 2017 con il debutto a Broadway (che vedeva nel ruolo principale la candidata al Tony Award Phillipa Soo), il musical è ...

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“Il Grande Gatsby – The Show” al Teatro Lirico Giorgio Gaber di Milano

Dal 21 al 25 ottobre 2026 arriva per la prima volta in Italia Il Grande Gatsby – The Show, al Teatro Lirico Giorgio Gaber di Milano. L’emozione di potersi esibire su questo celebre palco si amplifica, per molti, nell’emozione di un vero ritorno a casa. Tra i talenti internazionali del cast figurano infatti numerosi artisti italiani e che hanno svolto in Italia gran parte della loro formazione. A firmare lo spettacolo è Enrique Gasa Valga, coreografo e regista alla guida dell’omonima compagnia internazionale, che fonde danza, jazz e musica dal vivo in un racconto fedele alla modernità del romanzo di Fitzgerald. Credo che la storia di Gatsby si colleghi perfettamente ai nostri tempi, afferma Gasa Valga, anch’essi segnati da incertezze e dalla ricerca di un aiuto, sia monetario che affettivo. Sotto la sua direzione il cast intreccia voci internazionali e talenti italiani, cresciuti in alcune delle scuole di danza e musica più prestigiose del Paese. IL CAST Locke Venturato, Jay Gatsby Sotto la guida di Enrique Gasa Valga, questo talento australiano dà corpo e voce al tormentato protagonista del romanzo di Fitzgerald. Interpretare Jay Gatsby è un’emozione unica. Ogni sera porto in scena un personaggio affascinante, tra adrenalina, entusiasmo e ...

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Vittoria Ottolenghi e la rivoluzione della sua Maratona d’Estate

Per oltre un quarantennio, l’esegesi della danza in Italia ha riconosciuto nella figura di Vittoria Ottolenghi la sua declinazione più alta, nitida e feconda. Figura d’intellettuale di rara statura, la saggista e critica romana non si è limitata a interpretare con acume e rigore le morfologie del gesto e le metamorfosi della scena coreutica: ne ha riscritto il destino sociale, restituendo all’arte del movimento la sua statura di linguaggio universale e pensiero incarnato. Il suo capolavoro d’ingegneria culturale, la celeberrima Maratona d’Estate — palinsesto ed evento corale entusiasmante diffuso dal servizio radiotelevisivo pubblico —, ha rappresentato una frattura epistemologica di portata storica. In un’epoca in cui la grande coreografia restava gelosamente custodita nei templi chiusi e talvolta aristocratici delle fondazioni liriche, Ottolenghi ha compiuto un gesto di autentica e visionaria audacia: scardinare la distanza elitaria per insediare il balletto e la danza contemporanea nel cuore vivo e pulsante del pubblico immaginario, trasformando il piccolo schermo in una grande agorà della bellezza.   Una visione oltre il tempo: la televisione come spazio sacro e popolare La Maratona d’Estate non fu un mero contenitore d’intrattenimento, bensì un manifesto di politica culturale e poetica della visione. Vittoria Ottolenghi comprese prima d’altri la potenza ...

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Il linguaggio e lo stile della tecnica Cunningham

Il linguaggio della tecnica Cunningham si distingue per una concezione del movimento basata sull’autonomia del corpo rispetto alla narrazione e all’espressione emotiva. In questa visione la danza non ha il compito di raccontare una storia o rappresentare uno stato d’animo specifico, ma diventa un’esplorazione delle infinite possibilità del movimento nello spazio e nel tempo. Ogni gesto possiede un valore in sé, indipendentemente da un significato simbolico, e nasce dall’interazione tra precisione tecnica, coordinazione e consapevolezza del corpo. Lo stile della tecnica Cunningham è caratterizzato da grande chiarezza formale, controllo e complessità. Il busto mantiene generalmente una posizione eretta e stabile, mentre braccia e gambe si muovono con estrema indipendenza, dando vita a sequenze articolate che richiedono equilibrio, rapidità e precisione. Cambi improvvisi di direzione, variazioni ritmiche, salti, rotazioni e spostamenti nello spazio si alternano con continuità, creando un movimento dinamico e imprevedibile. La tecnica valorizza la neutralità espressiva del danzatore, privilegiando la qualità dell’esecuzione piuttosto che l’interpretazione drammatica. Un elemento fondamentale del linguaggio Cunningham è il rapporto con lo spazio. Ogni punto della scena può diventare il centro dell’azione, senza una gerarchia prestabilita tra primo piano e sfondo. I danzatori si muovono in tutte le direzioni, costruendo percorsi complessi che ...

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Ninette de Valois, la donna che inventò il balletto britannico

Nel giorno dell’anniversario della sua nascita, il ricordo di una pioniera che trasformò un sogno in una delle più grandi tradizioni coreutiche del Novecento. Il 6 giugno 1898 nasceva a Baltyboys, nella contea di Wicklow in Irlanda, una bambina destinata a cambiare per sempre la storia della danza. Il suo nome era Edris Stannus, ma il mondo l’avrebbe conosciuta come Ninette de Valois: ballerina, coreografa, pedagoga, visionaria. Una donna che non si limitò a interpretare il balletto, ma ne costruì le fondamenta di una nuova identità nazionale. Quando Ninette iniziò a studiare danza nei primi anni del Novecento, la Gran Bretagna non possedeva una tradizione classica paragonabile a quella francese, russa o italiana. Il balletto era considerato soprattutto un’arte d’importazione. Fu proprio questa assenza a suggerirle una missione che avrebbe occupato tutta la sua vita: creare una scuola inglese, una compagnia inglese e un repertorio inglese. Dopo gli esordi sulle scene londinesi, entrò a far parte dei leggendari Ballets Russes di Serge Diaghilev, la più rivoluzionaria compagnia del secolo. Fu un’esperienza determinante. Lavorando accanto a figure come Léonide Massine e Bronislava Nijinska, comprese che il balletto non era soltanto tecnica, ma anche organizzazione, cultura, educazione e visione artistica. Negli anni ...

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