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Les Ballets de Monte-Carlo festeggiano i loro 40 anni

Il loro coreografo-direttore Jean-Christophe Maillot ha immaginato una stagione celebrativa che rispecchia ciò che la compagnia ha saputo offrire in quattro decenni: una danza generosa, diversificata nell’approccio al repertorio e sempre orientata all’eccellenza, qualunque sia lo stile presentato. Il 19 e 20 giugno 2026, alla Salle Garnier dell’Opéra de Monte-Carlo, la cinquantenne Académie Princesse Grace terrà il suo tradizionale Gala di fine anno, momento di coronamento per danzatori molto più giovani di lei, destinati a entrare a breve in compagnie internazionali. Questa stagione speciale porterà con sé numerose sorprese, eccone una di grande rilievo: il 3 e 4 luglio 2026 si terrà al Grimaldi Forum la Serata di Gala che celebrerà i 40 anni dei Ballets de Monte-Carlo. Cosa ci sarà in programma? Il contenuto resta segreto, ma ecco qualche indizio: una sfilata di danzatori, coreografi, musicisti e artisti che hanno contribuito a scrivere la storia della compagnia. Una serata assolutamente da non perdere. L’estate proseguirà con la presenza della Compagnie Humaine, il 10 e 11 luglio 2026, alla Salle Garnier dell’Opéra de Monte-Carlo, nell’ambito del Monaco Dance Forum. Il coreografo Éric Oberdorff presenterà la sua nuova creazione Waku Doki, un’opera che rivoluziona i codici mescolando la virtuosità della danza ...

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“Note e Passi di Speranza” al Teatro Municipale di Casale Monferrato

L’evento Note e Passi di Speranza che si terrà domenica 10 maggio 2026 alle ore 18.30 presso il Teatro Municipale di Casale Monferrato, è un Gala benefico di musica, canto e danza che si inserisce nelle iniziative legate alla Commemorazione delle vittime di amianto. Organizzato e promosso da Associazione AFeVA in collaborazione con la Città di Casale Monferrato e il Teatro Municipale, vuole sensibilizzare l’attenzione della comunità casalese sulla triste realtà che ha interessato e tutt’ora segna tante famiglie trasmettendo, attraverso le arti, un forte messaggio di speranza. L’evento, della durata indicativa di un paio d’ore, sarà coordinato dall’artista di origini monferrine, Elisa Cipriani, ballerina professionista che collabora con la Fondazione Arena di Verona e che da sette anni segue la direzione artistica del Sut la Cupola Festival di Camagna Monferrato. Il 10 maggio, sul palcoscenico, si alterneranno momenti di musica, canto e danza interpretati sia da artisti professionisti sia da studenti che hanno uno stretto legame con la città di Casale e che hanno dimostrato una sincera sensibilità verso questa tragedia che tocca Casale ma che è di rilevanza nazionale ed europea. Tra i nomi più illustri troviamo i primi ballerini del Teatro alla Scala di Milano, i torinesi ...

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Il direttore artistico Joshua Beamish “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Mayerling di Kenneth MacMillan. Il balletto contemporaneo prediletto? Infra di Wayne McGregor Il teatro del cuore? Il mio teatro preferito è la Royal Opera House di Londra (Royal Ballet & Opera). Un romanzo da trasformare in balletto? Atonement di Ian McEwan. Ho creato per la prima volta un balletto in un atto basato su questa storia nel 2010. Un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? The Power of the Dog oppure The Lost Daughter, entrambi in realtà anche libri. Il costume di scena che hai preferito indossare? I miei pantaloni per Restless Creature con Wendy Whelan. Erano perfettamente realizzati da Karen Young. Quale colore associ alla danza? C’è così tanta diversità nella danza. Nessun singolo colore potrebbe definirla. Che profumo ha la danza? Sudore. La musica più bella scritta per balletto? Il lago dei cigni. Il film di danza irrinunciabile? Black Swan. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Wendy Whelan e Vaslav Nijinsky. Il tuo passo di danza preferito? Pirouette. Chi ti sarebbe piaciuto essere, nella vita reale, tra i personaggi del grande repertorio della danza? Apollo. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? George Balanchine, Kenneth MacMillan, William ...

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La danza dipinta “viaggio tra i capolavori”: Jack Vettriano

Nel dipinto The Singing Butler, spesso indicato anche come I ballerini, Jack Vettriano mette in scena una coppia che danza su una spiaggia battuta dal vento, costruendo un’immagine in cui eleganza e teatralità convivono con un’atmosfera malinconica e cinematografica. La scena è apparentemente semplice: un uomo in abito scuro e una donna in un lungo vestito nero si muovono insieme sulla sabbia, accompagnati da due domestici che cercano di proteggere la coppia con un ombrello e di gestire gli effetti del vento. Tuttavia, proprio in questa apparente semplicità si nasconde una riflessione più profonda sul significato della danza. Il movimento dei due protagonisti non è spettacolare né tecnicamente definito, ma suggerisce un ballo lento, probabilmente un tango o un lento elegante, in cui la connessione tra i corpi conta più della complessità dei passi. La danza diventa così un momento di intimità sospeso nel tempo, quasi un’isola emotiva all’interno di un ambiente ostile. Il vento che agita gli abiti e increspa la superficie del mare introduce un elemento di tensione, ma allo stesso tempo amplifica la percezione del movimento, rendendo visibile l’aria stessa che circonda i danzatori. Vettriano costruisce la scena come se fosse un fotogramma di un film: la ...

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Al Comunale di Modena la Martha Graham Dance Company

La Martha Graham Dance Company sarà in scena al Teatro Comunale di Modena martedì 12 maggio 2026 alle ore 20.30 con uno spettacolo che celebra i cento anni di attività. In programma, un excursus nel repertorio della compagnia, con gli storici Errand Into the Maze, Diversion of Angels, Steps in the Street e Immediate Tragedy, firmati dall’iconica coreografa americana, e la novità in prima italiana We the People, di Jamar Roberts. La compagnia era già stata ospite della stagione del Teatro Comunale nel febbraio 2004. Tra le pioniere della modern dance americana agli albori del Novecento, Martha Graham (Pittsburgh 1894 – New York 1991) fu la prima a individuare una tecnica di movimento diversa dal balletto classico, capace di fondere corpo ed emozioni in un linguaggio di danza unico ed eloquente. Aprì la sua prima scuola nel 1926 a New York, dalla quale nacque una compagnia, inizialmente di sole donne chiamata Dance Group, per rappresentare le sue coreografie. La Graham ha costruito la sua poetica intorno a una danza svincolata dall’intrattenimento: voleva stimolare, far conoscere, provocare. Ha anticipato i conflitti della donna prima del femminismo, ha raccontato i problemi delle persone reali e la loro psiche, attraversando la storia a ...

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Tortelli, Preljocaj, Pite con il CCN/Aterballetto a Modena

Torna a Modena il Centro Coreografico Nazionale / Aterballetto, che venerdì 22 maggio alle ore 20.30 danzerà sul palco del Teatro Comunale Luciano Pavarotti per una serata all’insegna della grande danza contemporanea. Il programma presentato è un trittico di grande qualità, con le firme di tre grandi coreografi del panorama internazionale: Diego Tortelli con Glory Hall, Angelin Preljocaj con il duetto Reconciliatio e la canadese Crystal Pite con Solo Echo. Apre lo spettacolo il pezzo corale Glory Hall del bresciano Diego Tortelli, coreografo che collabora con il CCN da molto tempo e al quale è stata recentemente affidata la creazione della cerimonia di chiusura delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026. In uno spazio nero ma mai realmente oscuro, la coreografia si sviluppa come un rito estatico dove sensualità e spiritualità si intrecciano, creando un gioco continuo tra piacere, virtuosismo e la ricerca di una personale versione di gloria. Segue il passo a due della serata, tutto al femminile, Reconciliatio, firmato da Angelin Preljocaj, coreografo di fama internazionale, che propone una suggestione poetica tratta da una lettura attenta, ma non letterale, del testo dell’Apocalisse di San Giovanni, sulle note della Sonata al chiaro di luna di Beethoven. Infine, i danzatori del CCN/Aterballetto ...

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Don Quixote dell’American Ballet Theatre per l’estate 2026

L’annuncio del ritorno di Don Quixote al Metropolitan Opera House di New York segna uno dei momenti più attesi della stagione estiva dell’American Ballet Theatre, una compagnia che da decenni rappresenta uno dei punti di riferimento assoluti per la danza classica a livello internazionale. Dal 29 giugno al 7 luglio, nell’ambito della rassegna #ABTMet26, il celebre balletto ispirato al capolavoro di Miguel de Cervantes tornerà a incantare il pubblico nella prestigiosa cornice del Metropolitan Opera House, confermando il legame profondo tra questa compagnia e uno dei palcoscenici più iconici al mondo. Questa nuova produzione si distingue per una visione artistica che unisce rispetto per la tradizione e sensibilità contemporanea. La messa in scena è firmata dalla direttrice artistica Susan Jaffe, figura di grande esperienza e autorevolezza nel panorama della danza, affiancata dalla regista Susan Jones. Insieme, le due artiste propongono una rilettura capace di valorizzare l’energia, i colori e il ritmo travolgente che hanno reso Don Quixote uno dei balletti più amati dal pubblico, mantenendo intatta la sua anima festosa e virtuosistica. Il balletto, originariamente coreografato su musica di Ludwig Minkus, è noto per il suo carattere brillante e per le sue scene spettacolari, che alternano momenti di grande tecnica ...

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La danza dipinta “viaggio tra i capolavori”: Pierre-Auguste Renoir

Nel celebre Ballo al Moulin de la Galette, realizzato nel 1876 da Pierre-Auguste Renoir, la danza diventa il cuore pulsante di una scena di vita quotidiana, trasformata in un’immagine vibrante e luminosa che cattura lo spirito della Parigi moderna. Ambientato nel quartiere di Montmartre, presso il noto luogo di ritrovo popolare Moulin de la Galette, il dipinto raffigura un pomeriggio festivo all’aperto, in cui uomini e donne si incontrano, conversano e soprattutto danzano sotto la luce filtrata degli alberi. Renoir costruisce la scena con una straordinaria attenzione alla resa della luce e del movimento, elementi fondamentali anche per restituire il senso della danza. Le coppie non sono isolate o poste in primo piano in modo teatrale, ma immerse in una folla viva e dinamica, dove i gesti si intrecciano e si moltiplicano. La danza non è presentata come spettacolo da osservare, bensì come esperienza condivisa, spontanea e collettiva. I movimenti dei ballerini, spesso appena accennati, emergono attraverso tocchi rapidi di colore e pennellate leggere, che suggeriscono più che definire le posture. Ciò che rende il dipinto particolarmente significativo in relazione all’arte della danza è proprio questa capacità di evocare il movimento senza fissarlo rigidamente. Renoir non disegna contorni netti né ...

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Clug presenta Stabat Mater e Carmina Burana a Modena

La compagnia porta in scena due coreografie del suo direttore Edward Clug ispirate a capolavori di Pergolesi e Carl Orff: Stabat Mater e Carmina Burana. Prosegue domenica 19 aprile alle 20.30 la stagione di Danza al Teatro Comunale di Modena con il Balletto di Maribor impegnato in due brani di matrice classico-contemporanea firmati da Edward Clug, direttore della compagnia: Stabat Mater, su musica di Giovanni Battista Pergolesi e, in prima italiana, Carmina Burana, titolo della notissima partitura musicale di Carl Orff. Radicato a Maribor da più di trent’anni, il coreografo rumeno Edward Clug è alla guida del Balletto del Teatro Nazionale Sloveno dal 2003. Con lui, la principale compagnia di danza del Paese sta attraversando un momento di grande popolarità, grazie a un vasto repertorio, tra cui compaiono diversi suoi titoli di successo. Autore capace di reinterpretare tanto la tradizione ballettistica ottocentesca e novecentesca (Schiaccianoci, Coppelia, Petrushka) quanto di incrociare la grande letteratura (Faust, Il maestro e Margherita, Peer Gynt), Clug ha sperimentato audaci accostamenti tra passato e presente. È accaduto con il suo brano cult Radio & Juliet, presentato a Modena nel 2014, nel quale la tragica vicenda shakespeariana degli amanti veronesi incontrava la musica rock dei Radiohead. Molti ...

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Chiude il Peninsula Ballet Theatre: storia e tramonto

La notizia della chiusura del Peninsula Ballet Theatre segna la fine di una realtà significativa nel panorama della danza regionale statunitense, e si inserisce in un momento di trasformazione più ampio che sta interessando molte compagnie di medie dimensioni. Fondata nella seconda metà del Novecento nella penisola di San Francisco, la compagnia ha svolto per decenni un ruolo cruciale nella diffusione del balletto classico e contemporaneo in un’area che, pur essendo culturalmente vivace, non sempre ha potuto contare sulla stessa visibilità delle grandi istituzioni metropolitane. Il Peninsula Ballet Theatre nacque con una missione chiara: rendere la danza accessibile a un pubblico ampio e creare un ponte tra formazione e professione per giovani danzatori. Nel corso degli anni, la compagnia si è distinta per una programmazione eclettica, capace di affiancare titoli del repertorio classico a nuove creazioni, spesso firmate da coreografi emergenti. Questo equilibrio tra tradizione e innovazione ha permesso all’ensemble di costruire una propria identità, mantenendo al contempo un forte radicamento nel territorio. Non si trattava solo di una compagnia di spettacolo, ma di un vero e proprio centro culturale, impegnato anche in attività educative e programmi per la comunità. Elemento fondamentale della sua struttura era il legame con la ...

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