Find the latest bookmaker offers available across all uk gambling sites www.bets.zone Read the reviews and compare sites to quickly discover the perfect account for you.
Home / Notizie

Notizie

Tchaikovsky Pas de Deux: storia, personaggi, curiosità e trama

Il Tchaikovsky Pas de Deux occupa un posto particolare nella storia del balletto: pur essendo oggi uno dei passi a due più celebri del repertorio classico, nasce in realtà da un episodio singolare legato alla fortuna e alle trasformazioni di un’altra opera monumentale, Il lago dei cigni. La musica fu composta da Pëtr Il’ič Čajkovskij negli anni Settanta dell’Ottocento per la partitura del Lago dei cigni, destinata al Teatro Bol’šoj di Mosca, ma per ragioni che la storia non ha mai chiarito completamente questo brano non entrò nella versione definitiva del balletto rappresentata nel 1877. Per lungo tempo si ritenne addirittura che la musica fosse andata perduta. La vicenda riemerse molti decenni dopo, quando nel corso del Novecento vennero ritrovate negli archivi del Teatro Mariinskij alcune parti orchestrali appartenenti proprio a quella sezione musicale dimenticata. Il ritrovamento restituì alla danza una pagina brillante e virtuosistica, tipica dello stile di Čajkovskij, caratterizzata da un’ouverture scintillante, da un adagio lirico e da due variazioni di grande difficoltà tecnica, prima di una coda conclusiva costruita su un crescendo di energia e precisione musicale. La coreografia che oggi conosciamo come Tchaikovsky Pas de Deux fu creata nel 1960 da George Balanchine per il New ...

Read More »

La danza è un viaggio verso la felicità e la completezza

La felicità è un concetto sfuggente e spesso difficile da definire. Cambia forma a seconda di chi la vive: per alcuni coincide con momenti di gioia intensa, per altri con una costante serenità. La felicità quindi è più una questione di percezione e di stato d’animo che di circostanze oggettive. Ma c’è un campo in cui essa trova indiscutibilmente terreno fertile per germogliare e manifestarsi: la danza. La connessione tra salute fisica e felicità è universalmente riconosciuta: un corpo allenato, libero da tensioni, permette di vivere meglio e di comprendere ed esprimere le emozioni in modo più autentico e intenso. La danza diventa così uno strumento per valorizzare la felicità: la sensazione di benessere fisico si riflette sullo stato mentale, generando una profonda sensazione di completezza. La ricerca dell’eccellenza tecnica infatti si intreccia con la creatività e con la soddisfazione personale: ogni movimento appreso e ben eseguito diventa un traguardo raggiunto, una piccola vittoria che alimenta la gioia. Quando si crea o si fruisce arte, infatti, ci si immerge in un’esperienza che trascende la quotidianità, libera dallo stress e favorisce la connessione con se stessi e con gli altri. La danza non offre solo momenti di euforia, ma crea una ...

Read More »

Torta Pavlova: una coreografia di frutta e soffice meringa

C’è un dolce che danza sul palato con la leggerezza di una piuma sospinta dal vento: la Pavlova. La sua crosta esterna, fragile e croccante, cela un cuore morbido e dolce, quasi etereo, che sembra sfidare la gravità, proprio come la ballerina a cui deve il suo nome. Ogni morso è un piccolo arabesco di gusto, un volteggio tra dolcezza e acidità, tra la sofficità della meringa e la freschezza della frutta che la adorna, come un costume scintillante sotto i riflettori di un palcoscenico. La nascita della Pavlova è avvolta in una leggenda che attraversa oceani e cucine: si racconta che negli anni ’20, in Australia o in Nuova Zelanda — la paternità è contesa — un pasticcere volle rendere omaggio alla grande ballerina russa Anna Pavlova, in tournée nel Sud Pacifico. Affascinato dalla sua leggerezza e dalla grazia dei suoi movimenti, creò un dolce che potesse incarnare la stessa eterea eleganza: meringa montata a neve ferma, croccante fuori e morbida dentro, ricoperta di panna fresca e decorata con frutti succosi, un vero balletto di sapori e consistenze. In un colpo di genio culinario, il dolce diventò un tributo non solo alla danza, ma alla capacità di librarsi oltre ...

Read More »

“Danza in Corsia” l’iniziativa del Balletto di Siena di Marco Batti

“Danza in Corsia”: a Siena la danza entra nei reparti dell’ospedale Santa Maria alle Scotte come progetto di welfare culturale per l’umanizzazione delle cure. Portare la bellezza della danza nei luoghi dell’assistenza e offrire ai pazienti e agli operatori sanitari un momento di sollievo ed emozione. È questo l’obiettivo di “Danza in Corsia”, il progetto promosso dall’Azienda ospedaliero-universitaria Senese in collaborazione con la Compagnia Balletto di Siena per “curare anche con la cultura”. L’iniziativa, ideata dal Direttore Artistico del Balletto di Siena, dottor Marco Batti è stato accolto con entusiasmo dal Direttore generale dell’Aou Senese, professor Antonio Barretta, ed è curato dalla dottoressa Ines Ricciato, direttrice UOC Comunicazione, Informazione e Accoglienza. L’iniziativa nasce nella stagione estiva 2025 come esperienza sperimentale, con l’idea di portare l’arte direttamente negli spazi ospedalieri attraverso brevi performance coreutiche dedicate ai pazienti in terapia. Il primo appuntamento si è svolto nel day hospital dell’Oncologia medica, dove i primi ballerini del Balletto di Siena Chiara Gagliardo e Giuseppe Giacalone si sono esibiti sulle note de Il Lago dei cigni di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Una performance accolta con grande partecipazione da pazienti e operatori sanitari, che ha segnato il primo ingresso della danza all’interno dell’ospedale senese. In occasione ...

Read More »

Il principal dancer Jacopo Bellussi “allo specchio”

Il balletto classico preferito? La Dame aux camélias e Romeo e Giulietta. Il balletto contemporaneo prediletto? Gods and dogs di Jiří Kylián. Il teatro del cuore? L’Opera di Amburgo… la mia casa per 14 anni! Un romanzo da trasformare in balletto? Il nome della rosa di Umberto Eco. Un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? La voce della luna di Federico Fellini. Il costume di scena che hai preferito indossare? Bernstein Dances di John Neumeier, avevamo degli stupendi abiti da sera di Armani. Quale colore associ alla danza? Tutti i colori, a seconda di che tipo di danza e di come mi sento in quel preciso istante. Che profumo ha la danza? Muschio Bianco. La musica più bella scritta per balletto? Nocturnes di Chopin e Quinta sinfonia di Mahler. Il film di danza irrinunciabile? The Company di Robert Altman. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Rudolf Nureyev e Carla Fracci. Il tuo passo di danza preferito? Grand jeté. Chi ti sarebbe piaciuto essere, nella vita reale, tra i personaggi del grande repertorio della danza? Onestamente cerco semplicemente di essere Jacopo ogni volta che salgo in scena e non penso mai all’interpretare un personaggio, non importa ...

Read More »

Le Réveil de Flore (balletto): storia, personaggi, curiosità e trama

Le Réveil de Flore appartiene a quella stagione straordinaria del balletto imperiale russo di fine Ottocento in cui la corte degli zar trasformò la danza in una forma di celebrazione politica, culturale e mondana. Il balletto in un atto fu creato nel 1894 con coreografia di Marius Petipa, musica di Riccardo Drigo e libretto firmato dallo stesso Petipa insieme a Lev Ivanov. La prima rappresentazione non avvenne in un teatro cittadino, ma in un contesto di grande solennità dinastica: la residenza imperiale di Palazzo di Peterhof, la spettacolare reggia affacciata sul Golfo di Finlandia voluta nel XVIII secolo da Pietro il Grande come simbolo della potenza russa e spesso definita la Versailles del Nord. La creazione del balletto fu commissionata per celebrare un evento di grande rilevanza nella vita della famiglia imperiale: le nozze tra la granduchessa Ksenija Aleksandrovna Romanova, figlia dello zar Alessandro III di Russia, e il granduca Aleksandr Michajlovič Romanov. La rappresentazione, concepita come raffinato divertissement mitologico, si inseriva nella tradizione delle feste di corte che univano spettacolo, allegoria e propaganda simbolica. Non era raro che in occasioni simili la danza assumesse una funzione celebrativa: le figure della mitologia classica diventavano metafore di prosperità, fertilità e armonia ...

Read More »

Novità editoriale: “Infinite Steps” di Gavin Larsen e Gene Schiavone

Il libro Infinite Steps: Thirty-Three Dancers and Their Lives in Ballet, è un’opera che si colloca a metà strada tra saggio, ritratto umano e racconto poetico del mondo del balletto. Fresco di stampa (marzo 2026) pubblicato dalla University Press of Florida, il volume raccoglie le storie di trentatré danzatori provenienti da diverse generazioni e contesti culturali, offrendo uno sguardo intimo e profondo su ciò che significa dedicare la propria vita alla danza. Il balletto è un’arte fragile e fugace: vive nel momento in cui accade e scompare appena il sipario si chiude. Infinite Steps nasce proprio dal desiderio di preservare qualcosa di quella esperienza effimera, raccontando le vite di coloro che dedicano il proprio corpo e la propria esistenza alla danza. Attraverso parole e immagini, il libro apre al lettore una finestra su un universo fatto di disciplina, sacrificio, passione e silenziosa resilienza. L’autrice, che per diciotto anni è stata ballerina professionista e principal all’Oregon Ballet Theatre, costruisce una serie di ritratti narrativi che vanno oltre la semplice biografia artistica. Ogni capitolo è un incontro: un dialogo con un danzatore che racconta il proprio percorso, dalle prime lezioni di danza fino ai momenti cruciali della carriera o alla vita dopo ...

Read More »

Balanchine e il balletto americano: una storia narrata in libro

Nel panorama degli studi dedicati alla danza del Novecento, il volume Balanchine Finds His America: A Tale of Love Lost and Ballet Reborn, scritto dalla storica della danza Elizabeth Kendall, rappresenta uno dei contributi più recenti e penetranti alla comprensione della figura di George Balanchine e del momento in cui il balletto, giunto sulle coste degli Stati Uniti come tradizione importata dall’Europa, cominciò a trasformarsi in un’arte autenticamente americana. Il libro non è soltanto una biografia del coreografo, né una semplice cronaca delle sue creazioni: è piuttosto il racconto di un passaggio storico, quello in cui una tradizione artistica profondamente radicata nella cultura europea trova una nuova forma e una nuova vitalità nel contesto culturale degli Stati Uniti. Quando Balanchine arriva in America nel 1933, non è ancora la figura leggendaria che diventerà negli anni successivi. Nato a San Pietroburgo e formato nella rigorosa disciplina della scuola imperiale russa, aveva già vissuto la stagione tumultuosa della rivoluzione e aveva partecipato alle esperienze artistiche più innovative dell’Europa tra le due guerre. Tuttavia il suo arrivo negli Stati Uniti segna un momento di incertezza. L’America che lo accoglie è un Paese nel quale il balletto non possiede ancora una tradizione stabile; il ...

Read More »

Erik Bruhn: 5 curiosità sulla sua arte e la sua vita

Il principe del balletto maschile: Erik Bruhn è considerato il modello del danzatore classico moderno: linee pure, tecnica impeccabile, eleganza naturale. Ha ridefinito l’idea del ballerino come protagonista, non solo come “partner” della ballerina. Il leggendario Albrecht in Giselle: Il suo Albrecht è entrato nella storia: famoso per la perfezione dei salti, l’equilibrio assoluto e soprattutto per l’intensità drammatica. Molti lo considerano ancora oggi un punto di riferimento insuperato. Una carriera internazionale da giovanissimo: Debuttò come primo ballerino al Royal Danish Ballet a soli 18 anni e divenne rapidamente una star mondiale, danzando con le più grandi compagnie, tra cui American Ballet Theatre e Opéra di Parigi. Difensore della tradizione bournonvilliana: Bruhn fu un custode rigoroso dello stile Bournonville: leggerezza, musicalità, modestia apparente della tecnica. Lo studiò a fondo e lo trasmise come maestro e direttore artistico, soprattutto durante la sua direzione del National Ballet of Canada. Un artista colto e riservato: Amava la letteratura, la filosofia e l’arte visiva. Fu una persona estremamente discreta sulla propria vita privata, ma è noto il suo legame profondo con Rudolf Nureyev, fatto di stima, confronto artistico e sentimento. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com ©️ Riproduzione riservata

Read More »

Adieu à l’Opéra di Yonathan Kellerman [RECENSIONE]

In Adieu à l’Opéra, Yonathan Kellerman firma un documentario di rara delicatezza, capace di guardare al mondo del balletto non attraverso l’abbaglio della perfezione scenica, ma dal punto esatto in cui la luce si spegne e resta il silenzio. È un film sull’addio, certo, ma soprattutto sul tempo: quello che modella i corpi, ridefinisce le identità e impone scelte irrevocabili. Il regista costruisce il racconto intrecciando tre traiettorie molto diverse all’interno dell’Opéra di Parigi. Da un lato le Étoiles Alice Renavand e Stéphane Bullion, figure consacrate, corpi che hanno incarnato l’ideale assoluto del balletto classico; dall’altro Aurélia Bellet, ballerina del corpo di ballo, presenza essenziale ma invisibile, che ha vissuto l’arte senza mai godere del riconoscimento pubblico. Kellerman evita ogni gerarchia retorica: la fama e l’anonimato vengono messi sullo stesso piano, accomunati dalla stessa fine obbligata. La forza del documentario risiede nella sua messa in scena sobria e rispettosa. La macchina da presa osserva, attende, non invade. I momenti più intensi non sono le prove o gli applausi, ma le pause: uno sguardo nello specchio della sala danza, un gesto ripetuto per l’ultima volta, il rumore secco delle scarpette sul pavimento. È lì che emerge la verità del film: il ...

Read More »

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. E maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi