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Mlada (balletto): storia, personaggi, curiosità e trama

Mlada è un balletto affascinante e poco conosciuto che affonda le sue radici nella ricca tradizione musicale e teatrale russa dell’Ottocento. Nato come progetto ambizioso e collettivo, rappresenta uno degli esempi più singolari di collaborazione tra grandi compositori dell’epoca, concepito inizialmente come opera-balletto ma destinato a trasformarsi nel tempo in diverse forme artistiche. La sua storia è segnata da revisioni, incompiutezze e reinterpretazioni, che ne accrescono il fascino e lo rendono un’opera quasi “leggendaria” nel panorama della danza e della musica classica. L’idea originale di Mlada nacque negli anni Settanta dell’Ottocento all’interno del gruppo dei cosiddetti “Cinque” della musica russa, un circolo di compositori desiderosi di creare un linguaggio musicale autenticamente nazionale. Il progetto prevedeva una collaborazione tra più autori, ciascuno responsabile di un atto, con l’intento di fondere elementi di folklore slavo, mitologia pagana e suggestioni soprannaturali. Tuttavia, difficoltà organizzative e divergenze artistiche portarono all’abbandono del progetto iniziale. Nonostante ciò, il materiale musicale non andò perduto: uno dei compositori coinvolti rielaborò gran parte delle idee in una nuova versione, dando vita a una partitura più compatta e coerente, che avrebbe poi contribuito alla fama postuma dell’opera. La vicenda di Mlada si sviluppa in un contesto mitologico e fiabesco, ambientato ...

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IFunamboli – “De Homine”: il corpo come luogo del conflitto

La compagnia IFunamboli presenta la prima parigina di De Homine, creazione coreografica firmata da Fabio Crestale. L’appuntamento è fissato per il 6 maggio 2026 presso MPAA/Saint-Germain, nel cuore di Parigi. Lo spettacolo parte da un’indagine profonda sulle dinamiche di bullismo, omofobia e discriminazione che attraversano la società contemporanea. Attraverso un linguaggio corporeo intenso e diretto, l’opera mette in luce come norme e valori dominanti possano generare gerarchie tra individui, alimentando violenza e marginalizzazione. Al centro della narrazione vi è la testimonianza simbolica di un individuo percepito come “diverso”, la cui vulnerabilità lo rende bersaglio di aggressioni e abusi. I corpi dei danzatori diventano così il luogo in cui si manifestano tensioni, ferite e resistenza, raccontando il progressivo sgretolarsi dell’integrità fisica ed emotiva. La prima sezione si sviluppa attorno a una sequenza di accerchiamento e stigmatizzazione: il corpo “altro”, segnato da una vulnerabilità socialmente costruita, diviene una superficie di proiezione di aggressività collettive. La ripetizione del gesto violento non è mero effetto drammaturgico, ma un principio strutturante che produce un logoramento progressivo, inscrivendo nel corpo una memoria traumatica. La seconda parte dello spettacolo introduce un cambio di prospettiva: lo spazio scenico si trasforma grazie all’utilizzo di tappeti, metafora delle possibilità dell’essere ...

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Onegin all’ABT: una storia senza tempo di amore e rimpianto

Nel cuore pulsante di New York, là dove la scena artistica mondiale trova una delle sue espressioni più alte, il sipario della Metropolitan Opera House si prepara a sollevarsi su un ritorno attesissimo. Dal 23 al 27 giugno 2026, Onegin torna a incantare il pubblico nella stagione estiva dell’American Ballet Theatre, riportando in vita una storia che attraversa il tempo con la delicatezza e la forza delle emozioni più autentiche. Ispirato al celebre romanzo in versi di Aleksandr Puškin e accompagnato dalle musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij, questo balletto non è soltanto una trasposizione narrativa, ma un’esperienza sensoriale e profondamente emotiva. La vicenda di Tatiana e Onegin si dispiega con una grazia struggente, fatta di gesti sospesi, sguardi che parlano più delle parole e scelte che arrivano sempre un istante troppo tardi. È una storia di occasioni perdute, di sentimenti non confessati, di un amore che cresce nell’ombra e si rivela quando ormai il tempo ha già imposto il suo prezzo. La coreografia dà corpo a una tensione interiore che vibra in ogni passo. Tatiana, con la sua sensibilità sognante e la sua evoluzione emotiva, diventa il fulcro di una narrazione che esplora la vulnerabilità e la maturità. Onegin, invece, ...

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Il Petipa Award 25-26 celebra l’eccellenza del balletto mondiale

Nel panorama internazionale della danza classica, segnato oggi da una continua tensione tra conservazione della tradizione e necessità di rinnovamento, l’annuncio dei vincitori del Petipa Award 2025-2026 si impone come uno dei momenti più significativi della stagione. Promosso dalla Petipa Ballet Association, il riconoscimento si conferma non soltanto come un premio di prestigio, ma come una vera e propria dichiarazione di intenti: ribadire la centralità dell’eredità di Marius Petipa nel mondo contemporaneo e valorizzare quegli artisti che ne custodiscono e rinnovano il linguaggio. I laureati di questa edizione rappresentano, per provenienza e percorso artistico, una mappa viva del balletto internazionale. Tra i riconoscimenti alla carriera spicca, in memoriam, Hans van Manen, figura cardine del balletto contemporaneo europeo, celebrato per la sua capacità di ridefinire i confini dell’espressione coreografica mantenendo un dialogo costante con la tradizione. Accanto a lui, Marcia Haydée incarna una delle personalità più carismatiche del Novecento coreutico, interprete e direttrice capace di segnare profondamente la storia del Balletto di Stoccarda e non solo. Un riconoscimento di particolare valore simbolico è stato assegnato a Élisabeth Platel, premiata per il suo ruolo nella trasmissione della tradizione accademica e per l’eccellenza pedagogica sviluppata alla guida della Scuola di Ballo dell’Opéra di ...

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Analisi del personaggio di Aurora: tecnica, interpretazione e storia

Il ruolo di Aurora in La bella addormentata rappresenta uno dei vertici assoluti del repertorio classico, una sintesi esemplare dell’estetica accademica e della poetica del balletto imperiale russo. Analizzare questo personaggio significa confrontarsi con una costruzione coreografica di straordinaria precisione, in cui tecnica, musicalità e interpretazione convergono in un equilibrio quasi ideale. Aurora non è soltanto una principessa fiabesca, ma un modello di perfezione formale e di sviluppo artistico, una figura che incarna il passaggio dall’adolescenza alla maturità attraverso il linguaggio codificato della danza. Dal punto di vista storico, La bella addormentata nasce nel 1890 al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, frutto della collaborazione tra Marius Petipa e Pëtr Il’ič Čajkovskij. Questo balletto rappresenta uno dei massimi esempi dello stile accademico tardo ottocentesco, in cui la struttura coreografica si intreccia con una partitura musicale di grande complessità. Il personaggio di Aurora è concepito come il fulcro dell’intera opera: la sua evoluzione scandisce il tempo narrativo e simbolico del balletto, dalla nascita alla celebrazione finale. Tecnicamente, Aurora è uno dei ruoli più impegnativi per una ballerina classica, richiedendo una padronanza assoluta dell’equilibrio, della precisione e della resistenza. La celebre scena dell’Adagio della Rosa nel primo atto costituisce una prova emblematica: una sequenza di ...

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A.U.B. Accademia Ucraina di Balletto: “La Bella Addormentata”

Sabato 25 e domenica 26 aprile 2026 al TAM Teatro Arcimboldi Milano ritorna La Bella Addormentata nella produzione firmata dall’Accademia Ucraina di Balletto. L’allestimento si configura come un rigoroso omaggio al filone del tardo romanticismo imperiale, proponendo la versione coreografica di riferimento di Marius Petipa, qui minuziosamente ripresa dal corpo docente dell’Accademia, in un perfetto equilibrio tra aderenza filologica e slancio interpretativo. Il balletto sarà accompagnato dalla musica dal vivo di OFI Orchestra Filarmonica Italiana, diretta dal M° Marco Dallara. In scena gli allievi A.U.B. affiancati da due guest star di rilievo internazionale: i Primi Ballerini del Teatro dell’Opera di Helsinki, Michal Krčmář e Yuka Masumoto. La produzione si distingue per una cura meticolosa della cifra stilistica del XVII secolo, riflettendosi nelle scenografie di Andrej Sharaev e nel raffinato design dei costumi di Alice Dardengo, il tutto valorizzato dal disegno luci di Alessandro Cappellini. Attraverso i tre atti del libretto, lo spettatore sarà guidato lungo i capisaldi del repertorio, dall’architettura coreografica dell’Adagio della Rosa, vertice di equilibrio e controllo tecnico, alla brillantezza delle variazioni di carattere dell’Uccello Blu, fino al rigore formale del Grand Pas de Deux finale, celebrando la rinascita e la purezza della linea classica in un’opera che ...

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PROSPETTIVE01 ‒ “È nu fatt’ do nuosto!”: la danza come specchio dell’anima e del vissuto femminile

“Prospettive01” è una rubrica rivolta ad artisti e contesti che rappresentano un mondo di talenti in continua evoluzione. Ideata e curata da Lorena Coppola, la rubrica si propone di dare spazio a iniziative dedicate ai giovani e di raccogliere articoli e interviste mirate a dar voce a tutte le fasce creative del mondo coreutico: realtà in via di sviluppo ed espansione, progetti innovativi o realtà già consolidate e di chiara fama, meritevoli di attenzione. Un luogo di rivelazione e di incontro di nuove prospettive. Il 24 e il 25 aprile 2026 presso il Teatro Pompeo Centanni, a Napoli, la Compagnia Centoatti, presenterà un progetto che scava nelle profondità dell’universo femminile, superando la superficie dell’estetica per farsi racconto di vita: È nu fatt’ do nuosto!, non solo un titolo, ma un’affermazione di appartenenza e comprensione profonda. L’espressione napoletana, che indica tutto ciò che può essere visto o ascoltato dagli altri, ma compreso davvero solo da chi lo ha vissuto sulla propria pelle, diventa qui il fulcro di un’opera che celebra la resilienza e l’autenticità delle donne. Lo spettacolo è scritto e diretto da Anita Cristiano, con coreografie di Michele Cuomo. In scena Anita Cristiano, Valeria Cristiano, Elena Erardi, Fortuna Manferlotti, Adelaide ...

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Clug presenta Stabat Mater e Carmina Burana a Modena

La compagnia porta in scena due coreografie del suo direttore Edward Clug ispirate a capolavori di Pergolesi e Carl Orff: Stabat Mater e Carmina Burana. Prosegue domenica 19 aprile alle 20.30 la stagione di Danza al Teatro Comunale di Modena con il Balletto di Maribor impegnato in due brani di matrice classico-contemporanea firmati da Edward Clug, direttore della compagnia: Stabat Mater, su musica di Giovanni Battista Pergolesi e, in prima italiana, Carmina Burana, titolo della notissima partitura musicale di Carl Orff. Radicato a Maribor da più di trent’anni, il coreografo rumeno Edward Clug è alla guida del Balletto del Teatro Nazionale Sloveno dal 2003. Con lui, la principale compagnia di danza del Paese sta attraversando un momento di grande popolarità, grazie a un vasto repertorio, tra cui compaiono diversi suoi titoli di successo. Autore capace di reinterpretare tanto la tradizione ballettistica ottocentesca e novecentesca (Schiaccianoci, Coppelia, Petrushka) quanto di incrociare la grande letteratura (Faust, Il maestro e Margherita, Peer Gynt), Clug ha sperimentato audaci accostamenti tra passato e presente. È accaduto con il suo brano cult Radio & Juliet, presentato a Modena nel 2014, nel quale la tragica vicenda shakespeariana degli amanti veronesi incontrava la musica rock dei Radiohead. Molti ...

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Chiude il Peninsula Ballet Theatre: storia e tramonto

La notizia della chiusura del Peninsula Ballet Theatre segna la fine di una realtà significativa nel panorama della danza regionale statunitense, e si inserisce in un momento di trasformazione più ampio che sta interessando molte compagnie di medie dimensioni. Fondata nella seconda metà del Novecento nella penisola di San Francisco, la compagnia ha svolto per decenni un ruolo cruciale nella diffusione del balletto classico e contemporaneo in un’area che, pur essendo culturalmente vivace, non sempre ha potuto contare sulla stessa visibilità delle grandi istituzioni metropolitane. Il Peninsula Ballet Theatre nacque con una missione chiara: rendere la danza accessibile a un pubblico ampio e creare un ponte tra formazione e professione per giovani danzatori. Nel corso degli anni, la compagnia si è distinta per una programmazione eclettica, capace di affiancare titoli del repertorio classico a nuove creazioni, spesso firmate da coreografi emergenti. Questo equilibrio tra tradizione e innovazione ha permesso all’ensemble di costruire una propria identità, mantenendo al contempo un forte radicamento nel territorio. Non si trattava solo di una compagnia di spettacolo, ma di un vero e proprio centro culturale, impegnato anche in attività educative e programmi per la comunità. Elemento fondamentale della sua struttura era il legame con la ...

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Annunciato l’addio alle scene di Dorothée Gilbert all’Opéra

  A quarantatré anni, quando l’arte ha ormai raggiunto quella maturità rara in cui tecnica ed espressione si fondono in un linguaggio unico e inconfondibile, Dorothée Gilbert si prepara a lasciare le scene. Non è un addio improvviso né inatteso, ma piuttosto il compimento naturale di un percorso straordinario, costruito con disciplina, grazia e una dedizione assoluta al balletto. La sua uscita di scena, prevista per il prossimo ottobre, segnerà la fine di un’epoca per l’Opéra di Parigi e per tutti coloro che, nel corso degli anni, hanno riconosciuto in lei una delle interpreti più luminose della sua generazione. Entrata alla Scuola di danza dell’Opéra nel 1995, quando era ancora bambina, Gilbert ha incarnato fin dall’inizio quell’ideale di rigore e perfezione che contraddistingue la tradizione francese. In quelle sale cariche di storia, dove ogni gesto è tramandato come un’eredità preziosa, ha forgiato il proprio stile, assimilando una tecnica cristallina e sviluppando al tempo stesso una sensibilità artistica sempre più profonda. Il suo ingresso nel corpo di ballo a soli diciassette anni è stato il primo passo di una carriera rapida e brillante, segnata da una costante ascesa e da riconoscimenti sempre più significativi. Nel corso degli anni, Dorothée Gilbert ha ...

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