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La principal dancer Kateryna Chebykina “allo specchio”

Qual è il tuo balletto classico preferito? La Bayadère è il mio balletto classico preferito. La coreografia, la musica e l’elemento drammatico sono incredibili. Non è soltanto affascinante da vedere, ma anche da danzare. Considero il Regno delle Ombre un capolavoro della coreografia classica. Qual è il tuo balletto contemporaneo preferito? È molto difficile individuarne uno in particolare. Direi che apprezzo molto il lavoro di Paul Lightfoot e Sol León. Anche Marcos Morau ha realizzato alcune opere molto interessanti. Quale teatro occupa un posto speciale nel tuo cuore? Il Teatro Mariinskij. Lì ho avuto l’opportunità di interpretare ruoli da protagonista in quasi tutti i capolavori della coreografia classica e neoclassica. Sarò sempre grato ai miei insegnanti. Mi hanno aiutato a crescere non soltanto come artista, ma anche come persona. Quale romanzo vorresti più di ogni altro vedere adattato per il balletto? La vita in prestito di Erich Maria Remarque. Una storia di grande intensità, perfetta per il balletto. È un romanzo sull’amore che nasce quando il tempo sta per esaurirsi. Quale film pensi che sarebbe perfetto per diventare un balletto? Il film Il favoloso mondo di Amélie è ideale per il balletto grazie alla sua vivace fluidità, alla pantomima espressiva ...

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BalletBoyz: in arrivo la prima mondiale di “Six Lethargies” al Sadler’s Wells di Londra per i 25 anni della compagnia

Venticinque anni di barriere abbattute, di ricerca incessante e di felici contaminazioni tra i linguaggi dell’arte. Per celebrare un quarto di secolo di successi all’insegna dell’innovazione, i BalletBoyz si preparano a scrivere un capitolo fondamentale della propria storia artistica con il debutto di Six Lethargies, coreografie di Iván Pérez e Seirian Griffiths, in programma dal 18 al 21 novembre 2026 sul prestigioso palcoscenico del Sadler’s Wells Theatre di Londra. Fondata da Michael Nunn e William Trevitt dopo l’addio al Royal Ballet, la compagnia britannica ha rivoluzionato, in questi venticinque anni, la fruizione e la percezione della danza contemporanea, portandola dai grandi teatri agli schermi televisivi con uno stile unico, capace di raccogliere premi internazionali e di conquistare un pubblico trasversale. Questo nuovo e monumentale progetto affonda le sue radici nella potente composizione per orchestra d’archi, firmata nel 2019 da Keaton Henson, musicista, compositore e artista visivo, con cui la compagnia vanta una lunga e fruttuosa collaborazione. L’opera nasce per interrogarsi sulla fisiologia del trauma emotivo e sulla possibilità di trovare una risoluzione attraverso il corpo, muovendosi a partire dalla domanda cardine posta dallo stesso Henson: “Se scrivo come mi fa sentire, lo sentirai anche tu?” La messa, con costumi di ...

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World Ballet Day, 29 ottobre giornata per celebrare l’arte del balletto: quando si sfesteggia e perché

Ogni passo racconta una storia, ogni gesto custodisce una ricerca, ogni movimento nasce da ore di studio, disciplina e dedizione. Il World Ballet Day è la giornata internazionale che celebra il balletto e ne svela l’anima più autentica, accompagnando il pubblico dietro le quinte dei grandi teatri e dentro le sale prove delle compagnie più prestigiose del mondo. Un’occasione per avvicinarsi a un’arte senza tempo, capace di attraversare generazioni, culture e confini, parlando un linguaggio universale fatto di musica, corpo ed emozione. L’appuntamento torna giovedì 29 ottobre 2026, coinvolgendo compagnie e istituzioni coreutiche internazionali in una grande celebrazione condivisa, accessibile gratuitamente attraverso le piattaforme digitali. Non soltanto uno spettacolo da guardare, ma un invito a scoprire il lavoro quotidiano che rende possibile la magia della scena. Le origini: quando il mondo della danza si è unito Il World Ballet Day nasce nel 2014 da un progetto di collaborazione internazionale che ha riunito alcune delle più importanti realtà del balletto mondiale: The Australian Ballet, il Bolshoi Ballet, The Royal Ballet di Londra, il National Ballet of Canada e il San Francisco Ballet. L’idea era tanto semplice quanto rivoluzionaria: aprire virtualmente le porte degli studi e dei teatri, permettendo a spettatori, appassionati, ...

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Candidatura per dAS Festival 2027 – Coreografie Animali

Candidatura per dAS FESTIVAL 2027 COREOGRAFIE ANIMALI 17-19 settembre 2027, Piacenza Questa quinta edizione, inserita nel centro storico medievale della città, riguarda il mondo animale e la natura e si ispira al genere del bestiario. L’animale diventa simbolo di movimento, tra libertà e cattività, ma anche di forza primaria in tutte le sue sfaccettature. Cerchiamo opere coreografiche pensate per spazi non convenzionali, anche all’aperto, adattabili in site-specific. NOTA: Priorità ai lavori di autori/autrici emergenti under 35. Solo i/le selezionat* saranno ricontattat*. Manda la tua candidatura entro le ore 23:59 del 31 DICEMBRE 2026 Bando e domande al link: https://www.deartesaltandi.com/opencall I dati personali acquisiti tramite questo modulo saranno trattati nel rispetto della normativa sul trattamento dei dati personali vigente: Regolamento UE 2016/679 (GDPR). Application for dAS FESTIVAL 2027 COREOGRAFIE ANIMALI (Animal Choreographies) 17-19 settembre 2027, Piacenza Set in the Medieval city centre of Piacenza, this fifth edition is exploring the animal kingdom and nature, and is inspired by the bestiarium. The animal becomes a symbol of movement – between freedom and captivity – but also of primal force in all its possible interpretations. We are looking for dance works devised for unconventional spaces, either indoors or outdoors, site-specific adaptations of previous ...

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World Ballet Day 2026: la Maratona Globale della Danza

Il 29 ottobre 2026 torna puntuale il World Ballet Day, l’appuntamento globale che ormai da oltre un decennio abbate i confini geografici e le pareti dei più prestigiosi teatri per spalancare le porte del mondo tersicoreo a milioni di appassionati. La giornata celebrativa offre uno sguardo privileged e autentico sulla quotidianità dei più grandi complessi di balletto del pianeta, svelando la costante ricerca di perfezione formale, il rigore della tecnica e l’intenso lavoro di rifinitura che precede il levarsi del sipario. Attraverso dirette streaming e contributi video sui canali digitali e sulla piattaforma YouTube, il pubblico internazionale ha l’opportunità unica di seguire passo dopo passo la vita della sala prove: dalla fondamentale lezione mattutina, in cui il corpo si riscalda e ritrova l’allineamento dell’asse corporeo attraverso la sequenza accademica alla sbarra e al centro, fino alle sessioni di ripresa del repertorio classico e alle sperimentazioni della coreografia contemporanea. La maratona tersicorea prende il via con il consueto passaggio di testimone da un continente all’altro, seguendo la linea del fuso orario. Ad aprire le danze sono le grandi compagnie dell’area Asia-Pacifico: The Australian Ballet da Melbourne, insieme al Queensland Ballet e al West Australian Ballet, accendono i rifrettori sulle prime ore ...

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Dietro le quinte: riconoscere, comprendere e superare il ‘burnout’ del danzatore

Nel mondo della danza esiste una soglia oltre la quale la dedizione cessa di essere virtù e si trasforma in logoramento. La cultura coreutica ha esaltato il sacrificio incondizionato e la sopportazione del dolore. E questo è un bene, una lezione di vita. Tuttavia, a volte, si scatena una realtà clinica e psicologica: il burnout. Non si tratta di semplice stanchezza, ma di uno stato di esaurimento psicofisico che colpisce l’individuo nella sua totalità, minando la passione, la salute e, specialmente in campo professionale, anche la prestazione. Il burnout è l’esito di un processo prolungato guidato da fattori strutturali, culturali e relazionali, in primis il mito della perfezione. La correzione costante, se non gestita in maniera sana, spinge l’allievo verso un perfezionismo patologico, in cui il valore personale viene calcolato unicamente in base all’assenza di errori. Come avviene già in molti altri campi dell’esistenza e qui la danza deve invece differenziarsi. Se si riconoscono in tempo i segnali d’allarme, la situazione si può arginare e si può prevenire l’abbandono della disciplina. Il burnout infatti si manifesta attraverso sintomi precisi che toccano la sfera fisica, emotiva e comportamentale. L’occhio dell’insegnante è la prima linea di difesa. Gli allievi tendono spesso a ...

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Teatro di San Carlo, la Danza chiude la Stagione 2025/2026

Termina con la Danza la Stagione 2025/2026 del Teatro di San Carlo. Un’unica soirée con tre musiche, tre coreografi e altrettanti modi di raccontare il Novecento: Renato Zanella con l’energia ritmica de La sagra della primavera di Stravinskij, Ben Stevenson con il lirismo dei Three Preludes di Rachmaninov, e Maurice Béjart con il crescendo ipnotico del Boléro di Ravel. Prima rappresentazione giovedì 5 novembre 2026 (ore 20:00), per un totale di cinque recite fino a martedì 10 novembre. Protagonisti Étoiles, Solisti e Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo. Sul podio, impegnato a dirigere l’Orchestra del Lirico di Napoli, è Jonathan Darlington. Il Direttore del Balletto e della Scuola di Ballo Renato Zanella apre il programma con la propria interpretazione de La sagra della primavera, sulla celebre partitura di Igor’ Stravinskij. Assistenti alla coreografia sono Alessandra Pasquali e Ugo Ranieri. Presentato per la prima volta a Parigi nel 1913 dai Ballets Russes, con la coreografia di Vaslav Nijinskij, questo capolavoro ha rivoluzionato il linguaggio musicale e coreografico del Novecento. Il rito, il rapporto tra individuo e comunità e il sacrificio costituiscono il nucleo di un’opera che continua a sollecitare nuove letture, mettendo alla prova la forza espressiva e l’energia ...

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Vittoria Ottolenghi e la rivoluzione della sua Maratona d’Estate

Per oltre un quarantennio, l’esegesi della danza in Italia ha riconosciuto nella figura di Vittoria Ottolenghi la sua declinazione più alta, nitida e feconda. Figura d’intellettuale di rara statura, la saggista e critica romana non si è limitata a interpretare con acume e rigore le morfologie del gesto e le metamorfosi della scena coreutica: ne ha riscritto il destino sociale, restituendo all’arte del movimento la sua statura di linguaggio universale e pensiero incarnato. Il suo capolavoro d’ingegneria culturale, la celeberrima Maratona d’Estate — palinsesto ed evento corale entusiasmante diffuso dal servizio radiotelevisivo pubblico —, ha rappresentato una frattura epistemologica di portata storica. In un’epoca in cui la grande coreografia restava gelosamente custodita nei templi chiusi e talvolta aristocratici delle fondazioni liriche, Ottolenghi ha compiuto un gesto di autentica e visionaria audacia: scardinare la distanza elitaria per insediare il balletto e la danza contemporanea nel cuore vivo e pulsante del pubblico immaginario, trasformando il piccolo schermo in una grande agorà della bellezza.   Una visione oltre il tempo: la televisione come spazio sacro e popolare La Maratona d’Estate non fu un mero contenitore d’intrattenimento, bensì un manifesto di politica culturale e poetica della visione. Vittoria Ottolenghi comprese prima d’altri la potenza ...

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Il linguaggio e lo stile della tecnica Cunningham

Il linguaggio della tecnica Cunningham si distingue per una concezione del movimento basata sull’autonomia del corpo rispetto alla narrazione e all’espressione emotiva. In questa visione la danza non ha il compito di raccontare una storia o rappresentare uno stato d’animo specifico, ma diventa un’esplorazione delle infinite possibilità del movimento nello spazio e nel tempo. Ogni gesto possiede un valore in sé, indipendentemente da un significato simbolico, e nasce dall’interazione tra precisione tecnica, coordinazione e consapevolezza del corpo. Lo stile della tecnica Cunningham è caratterizzato da grande chiarezza formale, controllo e complessità. Il busto mantiene generalmente una posizione eretta e stabile, mentre braccia e gambe si muovono con estrema indipendenza, dando vita a sequenze articolate che richiedono equilibrio, rapidità e precisione. Cambi improvvisi di direzione, variazioni ritmiche, salti, rotazioni e spostamenti nello spazio si alternano con continuità, creando un movimento dinamico e imprevedibile. La tecnica valorizza la neutralità espressiva del danzatore, privilegiando la qualità dell’esecuzione piuttosto che l’interpretazione drammatica. Un elemento fondamentale del linguaggio Cunningham è il rapporto con lo spazio. Ogni punto della scena può diventare il centro dell’azione, senza una gerarchia prestabilita tra primo piano e sfondo. I danzatori si muovono in tutte le direzioni, costruendo percorsi complessi che ...

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Ninette de Valois, la donna che inventò il balletto britannico

Nel giorno dell’anniversario della sua nascita, il ricordo di una pioniera che trasformò un sogno in una delle più grandi tradizioni coreutiche del Novecento. Il 6 giugno 1898 nasceva a Baltyboys, nella contea di Wicklow in Irlanda, una bambina destinata a cambiare per sempre la storia della danza. Il suo nome era Edris Stannus, ma il mondo l’avrebbe conosciuta come Ninette de Valois: ballerina, coreografa, pedagoga, visionaria. Una donna che non si limitò a interpretare il balletto, ma ne costruì le fondamenta di una nuova identità nazionale. Quando Ninette iniziò a studiare danza nei primi anni del Novecento, la Gran Bretagna non possedeva una tradizione classica paragonabile a quella francese, russa o italiana. Il balletto era considerato soprattutto un’arte d’importazione. Fu proprio questa assenza a suggerirle una missione che avrebbe occupato tutta la sua vita: creare una scuola inglese, una compagnia inglese e un repertorio inglese. Dopo gli esordi sulle scene londinesi, entrò a far parte dei leggendari Ballets Russes di Serge Diaghilev, la più rivoluzionaria compagnia del secolo. Fu un’esperienza determinante. Lavorando accanto a figure come Léonide Massine e Bronislava Nijinska, comprese che il balletto non era soltanto tecnica, ma anche organizzazione, cultura, educazione e visione artistica. Negli anni ...

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