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La ballerina che fece innamorare Nureyev della danza

C’è un istante preciso in cui un destino smette di attendere e decide di farsi materia, suono, respiro. Per Rudolf, quell’istante portava il nome di Zaytuna. Era un freddo pomeriggio d’inverno a Ufa, un tempo in cui la neve sembrava voler inghiottire ogni colore, riducendo il mondo a una tela monocroma di attese. Ma varcata la soglia del teatro, l’aria cambiava temperamento: profumava di legno lucidato, di velluto stanco e di quell’elettricità sottile che anticipa sempre le rivelazioni. Tra la folla degli spalti, un ragazzino dai tratti affilati e dallo sguardo troppo grande per il suo viso siede in silenzio. Il suo nome non dice ancora nulla al mondo, ma nei suoi occhi abita già una fame sconfinata. Poi, il sipario si solleva. Non fu solo musica ad entrare in scena, fu Zaytuna Nasretdinova. Prima ballerina dell’Opera di Bashkir, Zaytuna non calpestava il palcoscenico: lo sfiorava come una piuma posata sulla superficie di un lago calmo. I suoi movimenti non appartenevano alla terra; erano un’architettura di respiro e seta, una geometria liquida capaci di sospendere il tempo. Ogni suo développé era un verso d’amore scritto nell’aria, ogni pirouette una sfida aggraziata alla gravità. In quel momento preciso, nella penombra di ...

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BallaTorino Social Dance 2026: nove giorni di danza per trasformare la città in una grande pista a cielo aperto

Dal 17 al 25 ottobre torna a Torino BallaTorino Social Dance, alla sua quarta edizione. Un programma diffuso tra piazze, musei, scuole, ospedali, mercati e luoghi di lavoro, dove il ballo diventa strumento di inclusione, benessere e partecipazione. Torino si prepara a danzare. Da sabato 17 a domenica 25 ottobre 2026, torna BallaTorino Social Dance, il progetto che porta il ballo fuori dai suoi spazi tradizionali per trasformarlo in un’esperienza collettiva, capace di attraversare la città e mettere in relazione persone, generazioni e culture differenti. Per nove giorni, strade, piazze, musei, scuole, ospedali, parchi, mercati, ristoranti e luoghi di lavoro diventano scenari di una manifestazione che riconosce nella danza una straordinaria occasione di incontro e condivisione. Giunta alla quarta edizione, la rassegna prosegue il percorso avviato nel 2023, consolidando un progetto che, dopo tre edizioni e oltre 35.000 presenze complessive, ha saputo costruire un dialogo sempre più articolato tra la comunità del ballo e il tessuto urbano. Dal Palazzetto dello Sport Gianni Asti a via Roma, da via Po alla Galleria San Federico, dal Polo del ’900 a Villa della Regina, fino al Parco del Valentino e all’ex Mercato Ittico di Porta Palazzo, Torino si trasforma in una grande pista ...

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Il danzatore professionista Leonardo Baghin “allo specchio”

Qual è il tuo balletto classico preferito? Romeo e Giulietta. Qual è il tuo balletto contemporaneo preferito? Season’s Canon di Crystal Pite, ballato di recente all’Opéra di Parigi e Wings of Wax di Jiří Kylián. Il teatro a cui sei più legato? L’Opéra de Paris è da anni il mio sogno, anche se il Czech National Ballet di Praga rimarrà sempre nel mio cuore. Se potessi trasformare un romanzo in balletto, quale sceglieresti? Il piccolo Principe. Quale film trasformeresti in un balletto? Spaceman con Adam Sandler. Non so se si riuscirebbe a ricavare un balletto intero, ma sicuramente mi piacerebbe tradurre in danza la profondità della solitudine così com’è trattata nel film. Qual è il costume di scena che hai amato di più? Il costume di scena indossato che ho preferito sono stati quelli ideati da Margherita Palli in occasione della prima assoluta de Lo Schiaccianoci di George Balanchine al Teatro alla Scala nella stagione 2018/2019 dove ho interpretato il Giovane Principe Schiaccianoci. Di che colore è la danza? Il colore che associo alla danza è il blu. Che profumo ha la danza? Se devo pensare al profumo che possiede la danza mi viene in mente l’odore delle luci accese ...

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Nel ricordo degli anni ’80 e ’90 a FOG: Kyle Abraham Dance Vanguard

La nostalgia non è solo un sentimento: è un ritmo, un groove, una danza che vibra nel corpo. Intrecciando i suoni pop, R&B e New Wave della propria giovinezza, il coreografo americano Kyle Abraham crea un’opera che rende omaggio alla cultura dei videoclip, alle immagini e alla musica degli anni Ottanta che hanno segnato la sua formazione, dalle canzoni di M/A/R/R/S, Suzanne Vega, Salt–N–Pepa, The B–52’s, LL Cool J e Prince, alle influenze artistiche di Trisha Brown, Bill T. Jones e Kevin Wynn. Cassette Vol.1 dà vita a un linguaggio coreografico ibrido che attraversa le collisioni culturali degli anni Ottanta e Novanta negli Stati Uniti. Tra gioia, allegria e riflessione, uno spettacolo al tempo stesso personale e universale che mostra come la musica pop contribuisca a plasmare l’immaginario collettivo, rendendoci ciò che siamo. Dopo la prima di mercoledì 14 ottobre, a partire dalle ore 21.00 Voce – lo spazio di Triennale Milano dedicato al suono e alla sua sperimentazione – ospita Dance Jam, una serata speciale a cura di Radio Raheem, antenna culturale milanese attiva dal 2017 e partner storica di FOG: un viaggio negli anni Ottanta e Novanta guidato da R.ocks, dj e selezionatrice milanese nota per la sua capacità di ...

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Dance Umbrella Festival: “After After” di Arno Schuitemaker

Il celebre festival internazionale Dance Umbrella presenta l’attesissima prima britannica di After After, l’ipnotico e travolgente lavoro del pluripremiato coreografo olandese Arno Schuitemaker. L’appuntamento è fissato per mercoledì 21 ottobre 2026 sul palco del prestigioso teatro londinese The Place. In After After, sette interpreti danno vita a una performance ad altissimo impatto fisico ed emotivo. L’opera esplora il concetto del “dopo”: un mondo in transizione, che si trasforma in un vero e proprio inno alla ricreazione in ogni suo senso: dalla rigenerazione fisica alla gioia, fino alla reimmaginazione collettiva di nuove realtà possibili. Non si tratta di un “dopo” distopico o pessimista, bensì di uno spazio aperto alla ricreazione intesa in tutte le sue sfumature: dalla rigenerazione fisica ed energetica al piacere corporeo, fino alla gioia condivisa. Nel cast Angelo Petracca, Jim Buskens, Julie Derrien, Ashley Ho, Frederik Kaijser, Orla McCarthy, Paolo Yao. Noto per il suo stile iperfisico, Schuitemaker fonde la danza con le influenze delle arti visive, azzerando i confini tra linguaggi: la coreografia si unisce in un unicum fluido con la musica originale, il disegno luci e lo spazio scenico. Il risultato è un’esperienza immersiva e radicale che interroga i meccanismi nascosti del cambiamento, la percezione del ...

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Il Danseur Étoile Roman Mikhalev “allo specchio”

Qual è il tuo balletto classico preferito? Romeo e Giulietta. Qual è il tuo balletto contemporaneo preferito? Petite Mort di Jiří Kylián. Quale teatro occupa un posto speciale nel tuo cuore? Il Teatro Michajlovskij di San Pietroburgo. Quale romanzo vorresti più di ogni altro vedere adattato per il balletto? L’idiota di Fëdor Dostoevskij. Quale film sarebbe perfetto per essere trasformato in un balletto? Somebody Has Seen My Girl (un film russo). Quale costume di scena ti è piaciuto di più indossare? Il costume del Principe ne La Bella Addormentata. Quale colore associ alla danza? Il blu. Che profumo ha la danza? Come la vaniglia. Qual è il brano musicale più bello mai scritto per il balletto? Senza dubbio, Lo Schiaccianoci. Qual è il film di danza al quale non si può rinunciare? Il sole a mezzanotte (White Nights). Chi sono le tue due leggende della danza del passato? Mikhail Baryshnikov e Galina Mezentseva. Qual è il tuo passo o movimento di danza preferito? Il tour en l’air. Quale personaggio del repertorio classico avresti voluto essere? Vaslav Nijinsky, perché, fortunatamente, ho avuto la possibilità di vedere dal vivo il mio idolo, Mikhail Baryshnikov, esibirsi. Chi è il più grande genio della ...

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“Il Fuoco della Georgia”: la tournée che infiamma i teatri italiani

Il Royal National Ballet of Georgia sta per tornare in Italia dopo gli strepitosi successi delle scorse stagioni con lo show Fire of Georgia, appuntamento lungo tutta la penisola dal 3 al 12 dicembre 2026. La Colchide, terra del mito di Medea e Giasone, oggi conosciuta come Georgia, rivivrà attraverso le straordinarie performance dell’ensemble diretto da Gela Potskhishvili e Maia Kiknadze. Uomini forti e fieri, donne eleganti e leggiadre: Fire of Georgia accosta alla spettacolarità degli strepitosi virtuosismi maschili, fatti di salti acrobatici, giri incredibili e combattimenti con le spade, la grazia dei movimenti femminili. Il talento atletico, la tecnica virtuosa e le prodezze maschili “sulle punte”, con stivali sottili e senza imbottitura, si intrecciano infatti con i passi leggeri e la bellezza eterea delle ragazze che, in raffinati abiti di seta, sembrano fluttuare lievi sul ghiaccio. Fire of Georgia è una straordinaria celebrazione della danza e della cultura georgiana. Lo spettacolo presenta un vibrante mosaico, con ogni passo, movimento e costume che racconta la storia delle diverse regioni della Georgia. Alcune danze hanno ispirazione nell’VIII secolo a.C. e, nonostante l’origine così remota, mantengono un dinamismo ed una modernità tale da ispirare le più note pop-star dei nostri giorni. Alle danze di ...

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Il linguaggio e lo stile della tecnica Cunningham

Il linguaggio della tecnica Cunningham si distingue per una concezione del movimento basata sull’autonomia del corpo rispetto alla narrazione e all’espressione emotiva. In questa visione la danza non ha il compito di raccontare una storia o rappresentare uno stato d’animo specifico, ma diventa un’esplorazione delle infinite possibilità del movimento nello spazio e nel tempo. Ogni gesto possiede un valore in sé, indipendentemente da un significato simbolico, e nasce dall’interazione tra precisione tecnica, coordinazione e consapevolezza del corpo. Lo stile della tecnica Cunningham è caratterizzato da grande chiarezza formale, controllo e complessità. Il busto mantiene generalmente una posizione eretta e stabile, mentre braccia e gambe si muovono con estrema indipendenza, dando vita a sequenze articolate che richiedono equilibrio, rapidità e precisione. Cambi improvvisi di direzione, variazioni ritmiche, salti, rotazioni e spostamenti nello spazio si alternano con continuità, creando un movimento dinamico e imprevedibile. La tecnica valorizza la neutralità espressiva del danzatore, privilegiando la qualità dell’esecuzione piuttosto che l’interpretazione drammatica. Un elemento fondamentale del linguaggio Cunningham è il rapporto con lo spazio. Ogni punto della scena può diventare il centro dell’azione, senza una gerarchia prestabilita tra primo piano e sfondo. I danzatori si muovono in tutte le direzioni, costruendo percorsi complessi che ...

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Ninette de Valois, la donna che inventò il balletto britannico

Nel giorno dell’anniversario della sua nascita, il ricordo di una pioniera che trasformò un sogno in una delle più grandi tradizioni coreutiche del Novecento. Il 6 giugno 1898 nasceva a Baltyboys, nella contea di Wicklow in Irlanda, una bambina destinata a cambiare per sempre la storia della danza. Il suo nome era Edris Stannus, ma il mondo l’avrebbe conosciuta come Ninette de Valois: ballerina, coreografa, pedagoga, visionaria. Una donna che non si limitò a interpretare il balletto, ma ne costruì le fondamenta di una nuova identità nazionale. Quando Ninette iniziò a studiare danza nei primi anni del Novecento, la Gran Bretagna non possedeva una tradizione classica paragonabile a quella francese, russa o italiana. Il balletto era considerato soprattutto un’arte d’importazione. Fu proprio questa assenza a suggerirle una missione che avrebbe occupato tutta la sua vita: creare una scuola inglese, una compagnia inglese e un repertorio inglese. Dopo gli esordi sulle scene londinesi, entrò a far parte dei leggendari Ballets Russes di Serge Diaghilev, la più rivoluzionaria compagnia del secolo. Fu un’esperienza determinante. Lavorando accanto a figure come Léonide Massine e Bronislava Nijinska, comprese che il balletto non era soltanto tecnica, ma anche organizzazione, cultura, educazione e visione artistica. Negli anni ...

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La danza dipinta “viaggio tra i capolavori”: Pierre-Auguste Renoir

Nel celebre Ballo al Moulin de la Galette, realizzato nel 1876 da Pierre-Auguste Renoir, la danza diventa il cuore pulsante di una scena di vita quotidiana, trasformata in un’immagine vibrante e luminosa che cattura lo spirito della Parigi moderna. Ambientato nel quartiere di Montmartre, presso il noto luogo di ritrovo popolare Moulin de la Galette, il dipinto raffigura un pomeriggio festivo all’aperto, in cui uomini e donne si incontrano, conversano e soprattutto danzano sotto la luce filtrata degli alberi. Renoir costruisce la scena con una straordinaria attenzione alla resa della luce e del movimento, elementi fondamentali anche per restituire il senso della danza. Le coppie non sono isolate o poste in primo piano in modo teatrale, ma immerse in una folla viva e dinamica, dove i gesti si intrecciano e si moltiplicano. La danza non è presentata come spettacolo da osservare, bensì come esperienza condivisa, spontanea e collettiva. I movimenti dei ballerini, spesso appena accennati, emergono attraverso tocchi rapidi di colore e pennellate leggere, che suggeriscono più che definire le posture. Ciò che rende il dipinto particolarmente significativo in relazione all’arte della danza è proprio questa capacità di evocare il movimento senza fissarlo rigidamente. Renoir non disegna contorni netti né ...

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