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Roberto Lori

Roberto Lori ‒ D.OFF 2026 ‒ Geografie in movimento [INTERVISTA ESCLUSIVA]

Giunto alla sua tredicesima edizione, il Festival “D.OFF – Incontro tra la danza e la città”, promosso dall’Associazione Art Hub, si conferma tra le esperienze più vitali e innovative della scena della danza contemporanea diffusa. Inaugurata il 17 giugno, nell’ambito dell’Estate Fiorentina 2026, e in programma fino al 24 settembre, l’edizione 2026 si articola in un ampio percorso che attraversa cinque regioni italiane, raggiungendo otto comuni italiani e consolidando una progettualità sempre più radicata nei territori e aperta al confronto tra comunità, paesaggi e pratiche artistiche. In un percorso che si snoda da Firenze, nuova e significativa tappa inaugurale, fino a Marche, Friuli-Venezia Giulia, Puglia e Calabria, il Festival amplia ulteriormente una rete culturale che negli anni ha saputo intrecciare geografie, linguaggi e contesti differenti.  Un’espansione che non risponde a una semplice logica di diffusione territoriale, ma a una precisa visione artistica: portare la danza fuori dai suoi spazi convenzionali per attivare nuove letture dei luoghi e delle relazioni che li attraversano. Lo spazio urbano non si configura come semplice sfondo dell’evento performativo, ma come attivatore di relazioni, attraversamenti e trasformazioni, capace di ridefinire le modalità di incontro tra artisti, opere e pubblico. La città diviene così un campo di ...

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Trani capitale del tango: al via la XIII edizione dell’International Trani Tango

Trani si prepara ancora una volta a trasformarsi nella capitale italiana del tango. Fino al 12 luglio torna infatti l’International Trani Tango, giunto alla sua XIII edizione, un appuntamento che negli anni è diventato uno dei più importanti festival dedicati al tango in Italia e in Europa. L’edizione 2026 si presenta come la più ricca e lunga di sempre, confermando il forte legame della città pugliese con la figura di Astor Piazzolla, il grande innovatore del tango contemporaneo le cui radici familiari affondano proprio a Trani. La manifestazione, inserita tra i Grandi Eventi della Regione Puglia, richiama centinaia di appassionati provenienti da tutto il mondo, dagli Stati Uniti alla Cina, dal Brasile a numerosi Paesi europei. Ad aprire il festival è la mostra Dalle radici al mito, allestita in via Zanardelli, un percorso espositivo dedicato alla vita e all’opera di Astor Piazzolla attraverso fotografie, documenti e immagini che raccontano il viaggio artistico e umano del musicista argentino. Per quasi un mese la città sarà animata da milonghe, spettacoli, concerti, incontri e attività culturali che coinvolgeranno alcuni dei luoghi più suggestivi di Trani: da Piazza Duomo al Castello Svevo, da Piazza Gradenigo al Molo Sant’Antuono, fino a Via Zanardelli e Largo ...

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Festival Nutida 2026: “Skylarking” e “Piano-Forte”: l’intersezione tra partitura sonora e gesto coreutico

Nell’ambito del Festival Nutida 2026, la programmazione di giovedì 25 giugno 2026 si configura come un momento di analisi profonda sulla dialettica tra l’esecuzione musicale dal vivo e la scrittura coreografica contemporanea. La serata presenta un dittico di lavori che esplorano le risonanze tra suono, corpo e spazio scenico, riflettendo la cifra curatoriale del festival, da sempre attento alle ibridazioni performative. Il debutto nazionale di Skylarking, produzione a cura di Stazione Utopia, segna un punto di convergenza tra l’estetica sonora dei Dombre e l’apporto performativo di Ginevra Gioli e Rita Carrara. L’opera si propone di indagare il concetto di spazio aereo e acustico, dove la musica non funge da semplice accompagnamento, ma diviene elemento architettonico attorno al quale si articola la presenza delle due performer. È un lavoro di sottrazione e rilancio, in cui il live music design diventa il cardine attorno al quale ruota l’intera narrazione estetica. La seconda parte della serata sposta l’attenzione sulla fisicità pura attraverso il linguaggio della Compagnia Opus Ballet. Piano-Forte, coreografia di Roberto Tedesco, si presenta come uno studio rigoroso sul dialogo tra corpo e vibrazione. Tedesco affida ai danzatori Matheus Alves De Oliveira e Ginevra Gioli una partitura coreografica che risponde, in tempo ...

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Buon compleanno a Dominique Khalfouni: l’arte della grazia

Nel calendario silenzioso della danza, vi sono date che non appartengono soltanto al tempo, ma alla memoria viva dell’arte. Il 23 giugno – giorno della nascita di Dominique Khalfouni – è una di queste: un’occasione per celebrare non solo una figura eminente del balletto del Novecento, ma una concezione stessa della danza come vocazione assoluta, come destino inscritto nel gesto. Nata nel 1951 a Charenton-le-Pont, alle porte di Parigi, Khalfouni appartiene a quella generazione che ha incarnato l’ultima stagione aurea del grande balletto classico europeo, sospesa tra tradizione accademica e rinnovamento coreografico. La sua formazione all’École de danse dell’Opéra di Parigi – iniziata all’età di nove anni – si inscrive in quella linea severa e luminosa che, da Carlotta Zambelli a Yvette Chauviré, ha plasmato il canone della scuola francese. Vi è, nella sua ascesa, qualcosa di quasi mitologico: entrata nel corpo di ballo giovanissima, Khalfouni giunge al titolo di danseuse étoile nel 1976, in circostanze che la leggenda della danza ama ricordare come eccezionali. Non già attraverso i consueti gradi gerarchici, ma per una consacrazione immediata, quasi inevitabile, che riconosceva in lei una qualità rara: la capacità di unire purezza tecnica e intensità drammatica in un equilibrio perfetto. Il ...

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Non solo vacanze: la danza classica continua anche d’estate

L’estate è da sempre sinonimo di libertà, sole, viaggi e momenti di relax. Dopo mesi di studio e lavoro intenso, il desiderio di rallentare i ritmi diventa naturale. Tuttavia, per chi vive la danza classica non solo come passione ma come disciplina quotidiana, la pausa estiva rappresenta anche una sfida: come conciliare il meritato riposo con la necessità di mantenere il proprio livello tecnico? La danza classica è un’arte che richiede costanza, precisione e dedizione. Il corpo del danzatore è il suo strumento, e come ogni strumento ha bisogno di essere accordato ogni giorno. Interrompere completamente l’allenamento, anche solo per qualche settimana, può significare perdere elasticità, forza muscolare e controllo tecnico. Questo non significa rinunciare alle vacanze, ma piuttosto imparare a viverle in modo intelligente. Bastano pochi accorgimenti per trasformare anche una giornata al mare o in montagna in un’occasione di allenamento. Una breve sessione quotidiana di esercizi alla sbarra — anche improvvisata — oppure esercizi di stretching e potenziamento possono fare la differenza. La sabbia, ad esempio, può diventare un ottimo alleato per il rafforzamento dei piedi e delle caviglie, mentre la natura offre spazi ideali per lavorare sull’equilibrio e sulla consapevolezza del corpo. Inoltre, l’estate può essere il ...

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FOG Triennale Milano 2026: uno sguardo sul mondo tra danza, teatro e performance

Interdisciplinarità e vocazione internazionale sono le coordinate che guidano la programmazione autunnale della nona edizione di FOG Triennale Milano Performing Arts, in programma dal 19 settembre al 15 novembre 2026. Con il titolo Lo sguardo sul mondo, il festival diretto da Umberto Angelini conferma la propria identità di osservatorio privilegiato sulle arti performative contemporanee, ospitando artisti provenienti da Italia, Francia, Lituania, Iran, Corea del Sud e Stati Uniti. La manifestazione abiterà gli spazi della Triennale Milano e alcune sedi limitrofe, proponendo un cartellone che intreccia danza, teatro, musica, arti visive e performance. Al centro del progetto vi è la volontà di superare confini geografici, culturali e disciplinari, favorendo l’incontro tra artisti affermati e nuove generazioni creative, oltre a creare occasioni di dialogo e partecipazione con il pubblico. L’inaugurazione del 19 settembre è affidata all’artista lituana Lina Lapelytė, Leone d’Oro alla Biennale Arte di Venezia 2019 per Sun & Sea (Marina). Per la sua prima volta a Milano presenterà nel Giardino della Triennale una performance della durata di cinque ore che unisce canto, azione scultorea e partecipazione collettiva, realizzata nell’ambito del progetto europeo PIT – Perform Transform Inform. La danza attraversa l’intera programmazione autunnale. Il 3 e 4 ottobre torna la ...

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Il danzatore di OKC Ballet Federico Ginetti “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Romeo e Giulietta in tutte le sue versioni. Simboleggia una storia di amore, unione e amicizia. Nonostante il finale tragico, può benissimo rappresentare una scena quotidiana ancora attuale. Il balletto contemporaneo prediletto? In the middle, somewhat elevated di William Forsythe. Dove porta la tecnica e la figura del ballerino ad esplorare oltre i canoni di dinamicità, fisicità e virtuosità. Il Teatro del cuore? Da Milanese cresciuto e formato a Milano, non posso che dire il Teatro alla Scala. È sempre magico tornarci. Un romanzo da trasformare in balletto? Essendo un amante di libri gialli, sarebbe interessante poterne rappresentare uno sotto forma di balletto. Magari un bel romanzo di Agatha Christie. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? La vita è bella di Roberto Benigni. Un film che ci ricorda quanto siano potenti l’amore e l’ironia nel proteggerci dalle difficoltà della vita. Il costume di scena indossato che hai preferito? Il costume di Hans quando si trasforma in un principe nello Schiaccianoci. Prezioso ed elegante. Quale colore associ alla danza? Il bianco è il colore simbolo di eleganza e purezza in questa disciplina. Rappresenta anche l’unione di tutti i colori dello spettro, a simboleggiare ...

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Ninette de Valois, la donna che inventò il balletto britannico

Nel giorno dell’anniversario della sua nascita, il ricordo di una pioniera che trasformò un sogno in una delle più grandi tradizioni coreutiche del Novecento. Il 6 giugno 1898 nasceva a Baltyboys, nella contea di Wicklow in Irlanda, una bambina destinata a cambiare per sempre la storia della danza. Il suo nome era Edris Stannus, ma il mondo l’avrebbe conosciuta come Ninette de Valois: ballerina, coreografa, pedagoga, visionaria. Una donna che non si limitò a interpretare il balletto, ma ne costruì le fondamenta di una nuova identità nazionale. Quando Ninette iniziò a studiare danza nei primi anni del Novecento, la Gran Bretagna non possedeva una tradizione classica paragonabile a quella francese, russa o italiana. Il balletto era considerato soprattutto un’arte d’importazione. Fu proprio questa assenza a suggerirle una missione che avrebbe occupato tutta la sua vita: creare una scuola inglese, una compagnia inglese e un repertorio inglese. Dopo gli esordi sulle scene londinesi, entrò a far parte dei leggendari Ballets Russes di Serge Diaghilev, la più rivoluzionaria compagnia del secolo. Fu un’esperienza determinante. Lavorando accanto a figure come Léonide Massine e Bronislava Nijinska, comprese che il balletto non era soltanto tecnica, ma anche organizzazione, cultura, educazione e visione artistica. Negli anni ...

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La danza dipinta “viaggio tra i capolavori”: Pierre-Auguste Renoir

Nel celebre Ballo al Moulin de la Galette, realizzato nel 1876 da Pierre-Auguste Renoir, la danza diventa il cuore pulsante di una scena di vita quotidiana, trasformata in un’immagine vibrante e luminosa che cattura lo spirito della Parigi moderna. Ambientato nel quartiere di Montmartre, presso il noto luogo di ritrovo popolare Moulin de la Galette, il dipinto raffigura un pomeriggio festivo all’aperto, in cui uomini e donne si incontrano, conversano e soprattutto danzano sotto la luce filtrata degli alberi. Renoir costruisce la scena con una straordinaria attenzione alla resa della luce e del movimento, elementi fondamentali anche per restituire il senso della danza. Le coppie non sono isolate o poste in primo piano in modo teatrale, ma immerse in una folla viva e dinamica, dove i gesti si intrecciano e si moltiplicano. La danza non è presentata come spettacolo da osservare, bensì come esperienza condivisa, spontanea e collettiva. I movimenti dei ballerini, spesso appena accennati, emergono attraverso tocchi rapidi di colore e pennellate leggere, che suggeriscono più che definire le posture. Ciò che rende il dipinto particolarmente significativo in relazione all’arte della danza è proprio questa capacità di evocare il movimento senza fissarlo rigidamente. Renoir non disegna contorni netti né ...

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Clug presenta Stabat Mater e Carmina Burana a Modena

La compagnia porta in scena due coreografie del suo direttore Edward Clug ispirate a capolavori di Pergolesi e Carl Orff: Stabat Mater e Carmina Burana. Prosegue domenica 19 aprile alle 20.30 la stagione di Danza al Teatro Comunale di Modena con il Balletto di Maribor impegnato in due brani di matrice classico-contemporanea firmati da Edward Clug, direttore della compagnia: Stabat Mater, su musica di Giovanni Battista Pergolesi e, in prima italiana, Carmina Burana, titolo della notissima partitura musicale di Carl Orff. Radicato a Maribor da più di trent’anni, il coreografo rumeno Edward Clug è alla guida del Balletto del Teatro Nazionale Sloveno dal 2003. Con lui, la principale compagnia di danza del Paese sta attraversando un momento di grande popolarità, grazie a un vasto repertorio, tra cui compaiono diversi suoi titoli di successo. Autore capace di reinterpretare tanto la tradizione ballettistica ottocentesca e novecentesca (Schiaccianoci, Coppelia, Petrushka) quanto di incrociare la grande letteratura (Faust, Il maestro e Margherita, Peer Gynt), Clug ha sperimentato audaci accostamenti tra passato e presente. È accaduto con il suo brano cult Radio & Juliet, presentato a Modena nel 2014, nel quale la tragica vicenda shakespeariana degli amanti veronesi incontrava la musica rock dei Radiohead. Molti ...

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