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“Don Quichotte” di José Martínez al Teatro Massimo

A distanza di secoli dalla sua creazione, la figura di Don Chisciotte continua a imporsi come fonte inesauribile di suggestioni, un archetipo che continua a ispirare artisti, coreografi e registi. Il cavaliere di Cervantes, sospeso tra la nobiltà del sogno e la durezza della realtà, abita ancora oggi l’immaginario collettivo come simbolo di libertà creativa e lotta contro la grettezza. In questo solco di vitalità la Fondazione Teatro Massimo di Palermo presenta il debutto del nuovo allestimento del balletto Don Quichotte, in programma da domenica 29 marzo (ore 20:00) al 4 aprile, frutto di una coproduzione internazionale con l’Opéra National de Bordeaux, dove lo spettacolo sarà presentato dal 30 giugno al 10 luglio, un progetto che consolida la vocazione europea della Fondazione. A firmare la coreografia è José Martínez, attuale direttore del Ballet de l’Opéra di Parigi, che propone una rilettura fedele ma dinamica del classico di Marius Petipa sulle musiche di Aloisius Ludwig Minkus. Sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo torna a dirigere Mojca Lavrenčič, reduce dalla recente vittoria del prestigioso concorso parigino “La Maestra”. L’allestimento si avvale delle scene di Antonella Conte, luci di Bruno Ciulli e costumi di Mario Celentano, pensati per trasportare il pubblico in una ...

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Auguri a Roberto Bolle: un compleanno in danza

Roberto Bolle compie gli anni e, come spesso accade quando si parla di figure che hanno segnato un’epoca, l’occasione diventa un invito a guardare oltre il presente, intrecciando memoria, storia e biografia. Non è soltanto un anniversario personale: è un momento che permette di riflettere sul percorso di uno dei danzatori più influenti della scena contemporanea, capace di ridefinire il rapporto tra balletto classico e pubblico globale. Nato a Casale Monferrato il 26 marzo 1975, Bolle si forma giovanissimo alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala di Milano, un’istituzione che porta con sé secoli di tradizione e che ha contribuito a plasmare generazioni di artisti. In questo ambiente rigoroso, dove disciplina e dedizione sono imprescindibili, il talento del giovane Roberto emerge con chiarezza precoce. A soli quindici anni viene notato da Rudolf Nureyev, figura leggendaria della danza del Novecento, che lo vorrebbe per il ruolo di Tadzio in Morte a Venezia. L’autorizzazione non arriva, ma quell’episodio resta una sorta di presagio: il riconoscimento di un talento destinato a travalicare i confini nazionali. La carriera di Bolle si sviluppa lungo una traiettoria internazionale che riflette l’evoluzione stessa del balletto tra fine Novecento e inizio Duemila. Diventa étoile del Teatro alla ...

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Call per danzatori senior al Festival dei Due Mondi Spoleto

Il Festival dei Due Mondi di Spoleto lancia una call rivolta a danzatori professionisti uomini over 65 per una nuova produzione. I candidati dovranno essere disponibili dal 24 maggio al 29 giugno 2026 e partecipare a un’audizione in presenza a Roma, prevista per martedì 31 marzo dalle ore 12:00 alle ore 15:00. Gli interessati possono inviare, entro lunedì 30 marzo, il proprio curriculum, insieme a foto (ritratto e figura intera) e link a video non protetti da password, all’indirizzo ufficiodiproduzione@festivaldispoleto.com. I selezionati riceveranno tutte le informazioni necessarie per partecipare all’audizione. Questa iniziativa rappresenta un’opportunità unica per i danzatori senior di prendere parte a uno dei festival più prestigiosi del panorama internazionale. www.giornaledelladanza.com

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HIKIKOMORI: Vito Alfarano e AlphaZTL a Roma

Arriva a Roma il 25 marzo alle ore 20:00, allo Spazio Rossellini, HIKIKOMORI, performance di danza contemporanea della AlphaZTL Compagnia d’Arte Dinamica, con regia e coreografia di Vito Alfarano. Lo spettacolo è inserito nel programma della rassegna Le Ali della Libertà, dedicata alle pratiche artistiche che lavorano sull’inclusione sociale come atto politico e culturale, ideata da Giovanni Anversa – Presidente ATCL e Isabella Di Cola – Direttrice Artistica ATCL, promossa da ATCL, in programma dal 23 al 27 marzo alle ore 20.00 presso lo Spazio Rossellini di Roma. La rassegna, articolata in cinque giornate, propone un percorso tra teatro e danza in cui la diversità diventa linguaggio espressivo e occasione di dialogo. Ispirata al celebre titolo cinematografico, Le Ali della Libertà accoglie esperienze artistiche che attraversano i temi della disabilità, della migrazione e della reclusione, invitando il pubblico a confrontarsi con le fragilità del presente. In questo contesto si inserisce HIKIKOMORI, una creazione che affronta uno dei fenomeni più complessi e diffusi tra i giovani: l’isolamento sociale volontario. Il termine giapponese indica la condizione di chi sceglie di ritirarsi dalla realtà, chiudendosi nella propria stanza e interrompendo ogni relazione con il mondo esterno. Attraverso un linguaggio coreografico intenso ed evocativo, ...

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Il Balletto di Roma in “Otello” al Ponchielli di Cremona

Una delle produzioni di maggior successo del Balletto di Roma a firma di uno dei migliori autori italiani di danza contemporanea, va in scena Otello, giovedì 26 marzo (ore 20.30) al Teatro Ponchielli di Cremona, nella versione originale della compagnia romana con la coreografia di Fabrizio Monteverde. In questa versione su musiche di Antonin Dvořák, il coreografo rivisita il testo shakespeariano lavorando sugli snodi psicologici che determinano la dinamica dell’ambiguo e complesso intreccio tra i protagonisti Otello, Desdemona e Cassio. Otello ben si presta alla lettura provocatoria ed eccessiva elaborata da Monteverde, in cui anche certe forzature enfatiche di Dvořák trovano una loro pertinente e salutare collocazione fungendo spesso da sottile contrappunto ironico all’azione dei personaggi. Dopo il suo debutto al festival di Civitanova danza nel 2009 e la ripresa per il Corpo di Ballo del Teatro San Carlo di Napoli nel 2015 e nel 2016, Fabrizio Monteverde torna a riallestire per il Balletto di Roma Otello su musiche di Antonin Dvořák, una delle sue più applaudite produzioni shakespeariane che, insieme a Giulietta e Romeo, ne hanno decretato il successo come coreografo e regista in tutta la sua lunga carriera. Nella versione 2025, Monteverde continua a rielaborare il testo shakespeariano ...

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Il Teatro San Babila di Milano ospita “Lupin – Il Musical”

Dal 27 al 29 marzo 2026 il Teatro San Babila di Milano ospita Lupin – Il Musical, la Compagnia della Corona in co-produzione con Teatro Fanin ed in collaborazione con Orchestra Senzaspine è lieta di presentare la prima grande opera di teatro musicale dedicata al ladro più famoso di tutti i tempi. La musica di Paola Magnanini strizza l’occhio al jazz e ci immerge nell’affascinante Parigi degli anni ‘30, mentre il libretto ci racconta una storia fatta di sogni, speranze, ma anche passione, vendetta… cioccolato e tulipani. Una storia che sa divertire, ma anche toccare il cuore. Il sipario si apre su un treno lanciato nella notte: il leggendario Orient Express, diretto da Parigi a Istanbul. Il ladro più temuto e affascinante del mondo è tornato, e con lui un nuovo, audace colpo: il Tulipano di Ahmed III, un gioiello di valore inestimabile, è svanito dalla sua cassaforte. Il furto, questa volta, non sembra un semplice gioco di abilità. Tutto indica che sia legato alla giovane Isabelle – Angelica Cinquantini -, un’orfana parigina per la quale Lupin – Flavio Gismondi – prova un sentimento raro e sincero, conquistata giorno dopo giorno da un gesto lieve e poetico: un tulipano donato ...

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Trittico alla Scala: forma, ombra, energia [RECENSIONE]

Al Teatro alla Scala, il trittico firmato da Wayne McGregor, Jean-Christophe Maillot e Ohad Naharin si articola in tre momenti distinti, che per resa complessiva possono essere letti anche secondo una gerarchia estetica e percettiva: il primo, Chroma, emerge come il più compiuto sul piano formale, esteticamente impeccabile e stilisticamente coerente, che al tempo del debutto (2006) introdusse elementi realmente nuovi nella ricerca di McGregor, la cui cifra stilistica, negli anni a venire, è rimasta sostanzialmente invariata, fedele a sé stessa; il secondo, Dov’è la luna, affascina per la sua qualità poetica ma risulta penalizzato da un impianto visivo troppo scuro e da un linguaggio a tratti monocorde; il terzo, Minus 16, si impone invece come la vera sorpresa della serata, una deflagrazione di energia capace di ribaltare la relazione tra scena e pubblico. L’apertura con Chroma non lascia spazio a un ingresso graduale: l’impatto è immediato, quasi fisico. La scena concepita da John Pawson si impone per la sua apparente neutralità: uno spazio bianco, rarefatto, che elimina ogni distrazione visiva per concentrare lo sguardo esclusivamente sul corpo. Ma è proprio questa sottrazione a generare una tensione percettiva fortissima: ogni gesto, ogni deviazione della linea, ogni contrazione muscolare acquista un ...

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“Danza in Corsia” l’iniziativa del Balletto di Siena di Marco Batti

“Danza in Corsia”: a Siena la danza entra nei reparti dell’ospedale Santa Maria alle Scotte come progetto di welfare culturale per l’umanizzazione delle cure. Portare la bellezza della danza nei luoghi dell’assistenza e offrire ai pazienti e agli operatori sanitari un momento di sollievo ed emozione. È questo l’obiettivo di “Danza in Corsia”, il progetto promosso dall’Azienda ospedaliero-universitaria Senese in collaborazione con la Compagnia Balletto di Siena per “curare anche con la cultura”. L’iniziativa, ideata dal Direttore Artistico del Balletto di Siena, dottor Marco Batti è stato accolto con entusiasmo dal Direttore generale dell’Aou Senese, professor Antonio Barretta, ed è curato dalla dottoressa Ines Ricciato, direttrice UOC Comunicazione, Informazione e Accoglienza. L’iniziativa nasce nella stagione estiva 2025 come esperienza sperimentale, con l’idea di portare l’arte direttamente negli spazi ospedalieri attraverso brevi performance coreutiche dedicate ai pazienti in terapia. Il primo appuntamento si è svolto nel day hospital dell’Oncologia medica, dove i primi ballerini del Balletto di Siena Chiara Gagliardo e Giuseppe Giacalone si sono esibiti sulle note de Il Lago dei cigni di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Una performance accolta con grande partecipazione da pazienti e operatori sanitari, che ha segnato il primo ingresso della danza all’interno dell’ospedale senese. In occasione ...

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Balanchine e il balletto americano: una storia narrata in libro

Nel panorama degli studi dedicati alla danza del Novecento, il volume Balanchine Finds His America: A Tale of Love Lost and Ballet Reborn, scritto dalla storica della danza Elizabeth Kendall, rappresenta uno dei contributi più recenti e penetranti alla comprensione della figura di George Balanchine e del momento in cui il balletto, giunto sulle coste degli Stati Uniti come tradizione importata dall’Europa, cominciò a trasformarsi in un’arte autenticamente americana. Il libro non è soltanto una biografia del coreografo, né una semplice cronaca delle sue creazioni: è piuttosto il racconto di un passaggio storico, quello in cui una tradizione artistica profondamente radicata nella cultura europea trova una nuova forma e una nuova vitalità nel contesto culturale degli Stati Uniti. Quando Balanchine arriva in America nel 1933, non è ancora la figura leggendaria che diventerà negli anni successivi. Nato a San Pietroburgo e formato nella rigorosa disciplina della scuola imperiale russa, aveva già vissuto la stagione tumultuosa della rivoluzione e aveva partecipato alle esperienze artistiche più innovative dell’Europa tra le due guerre. Tuttavia il suo arrivo negli Stati Uniti segna un momento di incertezza. L’America che lo accoglie è un Paese nel quale il balletto non possiede ancora una tradizione stabile; il ...

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Erik Bruhn: 5 curiosità sulla sua arte e la sua vita

Il principe del balletto maschile: Erik Bruhn è considerato il modello del danzatore classico moderno: linee pure, tecnica impeccabile, eleganza naturale. Ha ridefinito l’idea del ballerino come protagonista, non solo come “partner” della ballerina. Il leggendario Albrecht in Giselle: Il suo Albrecht è entrato nella storia: famoso per la perfezione dei salti, l’equilibrio assoluto e soprattutto per l’intensità drammatica. Molti lo considerano ancora oggi un punto di riferimento insuperato. Una carriera internazionale da giovanissimo: Debuttò come primo ballerino al Royal Danish Ballet a soli 18 anni e divenne rapidamente una star mondiale, danzando con le più grandi compagnie, tra cui American Ballet Theatre e Opéra di Parigi. Difensore della tradizione bournonvilliana: Bruhn fu un custode rigoroso dello stile Bournonville: leggerezza, musicalità, modestia apparente della tecnica. Lo studiò a fondo e lo trasmise come maestro e direttore artistico, soprattutto durante la sua direzione del National Ballet of Canada. Un artista colto e riservato: Amava la letteratura, la filosofia e l’arte visiva. Fu una persona estremamente discreta sulla propria vita privata, ma è noto il suo legame profondo con Rudolf Nureyev, fatto di stima, confronto artistico e sentimento. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com ©️ Riproduzione riservata

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