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Il maestro internazionale Raymond Lukens “allo specchio”

Qual è il tuo balletto classico preferito? Les Sylphides, nella versione originale di Michel Fokine, preservata da Dimitri Romanoff. Non la versione resa celebre dal film con Mikhail Baryshnikov: quella oggi in repertorio è stata riportata in scena da Kirk Peterson su richiesta di Kevin McKenzie. Qual è il tuo balletto contemporaneo preferito? Rodeo. Quale teatro occupa un posto speciale nel tuo cuore? Il Metropolitan Opera House di New York. Quale romanzo ti piacerebbe maggiormente vedere adattato in un balletto? Una banda di idioti (A Confederacy of Dunces) di John Kennedy Toole. E quale film pensi potrebbe diventare un ottimo balletto? Frida. Quale costume di scena ti è piaciuto di più indossare? Quello di The Four Temperaments. Quale colore associ alla danza? Il bianco. Perché contiene tutti i colori, come la danza contiene tutte le emozioni. È il colore della luce, dell’eleganza e di quella pagina ancora vuota sulla quale il corpo comincia a scrivere. Di che profumo sa la danza? Sa di palcoscenico: di legno, di resina, di sudore e di fiori. Ma soprattutto sa di passione. È un profumo che non si può comprare e che, una volta respirato, rimane per sempre. Qual è il brano musicale più ...

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Don Chisciotte del TAM Ballet tra memoria e apogeo [RECENSIONE]

Quando il sipario si leva sul palcoscenico del Teatro Arcimboldi di Milano per inaugurare la stagione coreutica, l’impatto con il Don Chisciotte firmato da TAM Ballet impone una riflessione che supera la contingenza della singola rappresentazione. Genesi e metamorfosi di questo titolo affondano le radici in un capitolo fondante della storia della danza: ideato originariamente da Marius Petipa su musica di Ludwig Minkus e presentato al Teatro Bolshoi nel 1869, il balletto ha attraversato i decenni mutando pelle, arricchendosi delle varianti successive (celebre quella di Aleksandr Gorskij nel 1900) senza mai perdere il proprio asse portante. Minkus, spesso ingiustamente liquidato da una storiografia superficiale come mero fornitore di orecchiabili marcette, costruisce in realtà una partitura che è un congegno ritmico perfetto, pensato su misura per sostenere la pirotecnica inventiva tecnica del balletto imperiale russo. In questa produzione, la partitura musicale è stata fruita tramite base registrata: una scelta legata alla natura d’eccezione dell’evento, poiché per una sola recita i costi e la complessa gestione di un’orchestra dal vivo avrebbero purtroppo reso l’operazione proibitiva, pur senza compromettere la tenuta ritmica del palcoscenico. L’operazione condotta dal TAM Ballet e dalla sua compagnia residente diretta da Caterina Calvino Prina rifugge tanto la museificazione ...

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La coreografa Annabel Guérédrat alle residenze del Teatro Il Lavatoio

Con l’autunno il Teatro Il Lavatoio di Santarcangelo torna a ospitare in residenza compagnie italiane e internazionali, per supportare ricerche in fase di creazione che connettano artiste e artisti al territorio, proiettandolo ancor più sulla dimensione internazionale. Dalla Martinica, la coreografa, danzatrice e performer Annabel Gueredrat è la prima artista ospite, insieme al musicista Raphaël Gautier e all’interno delle azioni del network R.O.M. Residencies on the Move supportato da Creative Europe. La prova aperta di J’ai respiré par la peau du ventre è in programma venerdì 2 ottobre alle ore 19:00, ad ingresso gratuito. Tutto inizia da un’offerta reciproca e da uno scambio di pratiche. Lavorando in stretta collaborazione, Annabel Guérédrat e Raphaël Gautier danno vita a un duo di musica e danza costruito per stratificazioni: un percorso al tempo stesso intenso e leggero, attraversato da attriti, rotture e convergenze. In apparenza tutto li distingue; eppure, abitando la scena – sospinti dall’energia della danza, dal ritmo, dal ti-bwa, dalla chitarra elettrica e da testi insieme profondamente intimi e aperti al mondo – trovano un terreno comune nello spirito del danmyé, arte marziale tradizionale originaria della Martinica. Sintonizzati sulla stessa frequenza, a metà strada tra il rock e il primal, celebrano la ...

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Dancing Days, a Romaeuropa Festival la nuova coreografia europea tra corpi, identità e nuovi linguaggi

Torna anche quest’anno, nell’ambito della 41ª edizione del Romaeuropa Festival, Dancing Days, la rassegna curata da Francesca Manica dedicata ai nuovi linguaggi della scena coreografica europea. Un percorso che mette al centro le identità di una nuova generazione di coreografi, danzatori e performer e che rinnova il dialogo con Aerowaves, la piattaforma europea dedicata alla danza cofinanziata dal programma dell’Unione Europea Europa Creativa. Un viaggio attraverso poetiche differenti, accomunate dalla volontà di interrogare il presente attraverso il corpo, il movimento e la relazione con lo spazio e con il pubblico. Dancing Days si conferma così uno degli appuntamenti più interessanti del Romaeuropa Festival per osservare da vicino le trasformazioni della danza contemporanea e le nuove direzioni della ricerca coreografica. Il programma prende il via giovedì 8 ottobre alle ore 19.00 con la coreografa e performer greca Chara Kotsali, già ospite del Festival nel 2024 con l’assolo to be possessed. L’artista torna a Roma con la prima nazionale di IT’S THE END OF THE AMUSEMENT PHASE, una maratona coreografica che intreccia dimensione personale e memoria collettiva. Kotsali mette in discussione l’idea di progresso, osservando le conseguenze di quella rivoluzione tecnologica e sociale che ha promesso un futuro radicalmente nuovo e che, ...

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Grazia Deledda, in scena la rivoluzione silenziosa delle donne del coreografo Mvula Sungani

Nel centenario dell’assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura a Grazia Deledda, unica scrittrice italiana a ricevere il prestigioso riconoscimento, nel 1926, arriva in scena una nuova opera multidisciplinare firmata dal regista e coreografo italo-africano Mvula Sungani. Un progetto che intreccia danza, musica e parola per restituire al pubblico il ritratto di una donna capace di trasformare la cultura italiana con discrezione, determinazione e una straordinaria forza interiore. L’appuntamento è per sabato 17 ottobre 2026 all’Auditorium della Conciliazione di Roma. Protagonista dello spettacolo sarà l’étoile Emanuela Bianchini, che firma anche la struttura coreografica definitiva dell’opera, insieme al primo ballerino Damiano Grifoni e ai solisti della Mvula Sungani Physical Dance. La parola sarà affidata alla grande attrice sarda Lia Careddu. La musica dal vivo vedrà protagoniste le voci di Flo e Serena Pisa, accompagnate da Ernesto Nobili alla chitarra, autore anche della direzione musicale, da Erasmo Petringa al violoncello e al basso, autore degli arrangiamenti per archi, dal polistrumentista Francesco Di Cristofaro al pianoforte, fisarmonica e flauti e da Marco Caligiuri alla batteria, percussioni ed elettronica, con la partecipazione dell’orchestra d’archi Europa InCanto. L’opera nasce da un’idea di Mvula Sungani, concepita durante la pandemia in occasione del 150° anniversario della nascita ...

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A Bologna tra pittura e danza con Roberto Bolle in Caravaggio

S’ispira al grande pittore Michelangelo Merisi, alla sua arte rivoluzionaria che ha saputo plasmare i corpi e giocare magistralmente con luci e ombre, oltre che alla sua storia biografica, il balletto Caravaggio: un tributo alla drammaticità e teatralità dell’artista milanese, per la prima volta in scena a Bologna per la Stagione di Danza del Teatro Comunale. Protagonista delle quattro rappresentazioni in programma al Teatro EuropAuditorium – giovedì 8 ottobre e venerdì 9 ottobre alle ore 20:30, sabato 10 ottobre alle ore 16 e alle 20:30 – l’étoile scaligera Roberto Bolle, che l’anno prossimo avrà una stella sulla Walk of Fame di Hollywood: ulteriore riconoscimento a consacrare la sua carriera internazionale e un legame con gli Stati Uniti che gli è valso l’appellativo di “étoile dei due mondi”. Nato nel 2008 per lo Staatsballett Berlin, lo spettacolo è firmato dal coreografo Mauro Bigonzetti, nome di spicco nel panorama della danza contemporanea che è stato Direttore Artistico dell’Aterballetto e Direttore del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala, oltre ad aver collaborato – tra gli altri – con l’English National Ballet, il New York City Ballet e il Balletto del Bolshoi. Insieme a Carlo Cerri, curatore delle scenografie e del disegno luci, ...

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Dance Umbrella Festival 2026: Mamela Nyamza inaugura con “The Herd/Less”

Il prestigioso Dance Umbrella Festival, uno dei festival di danza internazionale più importanti di Londra, si prepara a inaugurare l’edizione 2026 con un evento di altissimo profilo artistico. Dall’8 al 10 ottobre 2026, il palcoscenico del Sadler’s Wells East ospiterà la prima britannica di The Herd/Less, la nuova e potente creazione della celebre artista sudafricana Mamela Nyamza. La scelta di affidare l’apertura del festival a Nyamza conferma il ruolo di primo piano della coreografa nel panorama performativo contemporaneo. Già acclamata a Londra per il successo di Hatched Ensemble (spettacolo d’apertura del Dance Umbrella 2024) e fresca del prestigioso Leone d’Argento alla Biennale di Venezia 2026, l’artista torna nella capitale britannica con un’opera tagliente e profondamente evocativa. Il titolo dell’opera gioca sul duplice significato del termine inglese herd (branco/gregge): da un lato evoca l’immagine di una collettività che si muove in perfetta armonia; dall’altro richiama un gruppo diretto, modellato e sottomesso da rigide forze culturali e fisiche. Attraverso la ripetizione e il rituale, Nyamza esplora la sottomissione silenziosa dell’individuo al gruppo. L’uso di oggetti tradizionali dell’Africa meridionale, storicamente associati all’autorità maschile, si trasforma sul palco sia in un simbolo di status sia in un vero e proprio strumento di controllo. L’utilizzo ...

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Il linguaggio e lo stile della tecnica Cunningham

Il linguaggio della tecnica Cunningham si distingue per una concezione del movimento basata sull’autonomia del corpo rispetto alla narrazione e all’espressione emotiva. In questa visione la danza non ha il compito di raccontare una storia o rappresentare uno stato d’animo specifico, ma diventa un’esplorazione delle infinite possibilità del movimento nello spazio e nel tempo. Ogni gesto possiede un valore in sé, indipendentemente da un significato simbolico, e nasce dall’interazione tra precisione tecnica, coordinazione e consapevolezza del corpo. Lo stile della tecnica Cunningham è caratterizzato da grande chiarezza formale, controllo e complessità. Il busto mantiene generalmente una posizione eretta e stabile, mentre braccia e gambe si muovono con estrema indipendenza, dando vita a sequenze articolate che richiedono equilibrio, rapidità e precisione. Cambi improvvisi di direzione, variazioni ritmiche, salti, rotazioni e spostamenti nello spazio si alternano con continuità, creando un movimento dinamico e imprevedibile. La tecnica valorizza la neutralità espressiva del danzatore, privilegiando la qualità dell’esecuzione piuttosto che l’interpretazione drammatica. Un elemento fondamentale del linguaggio Cunningham è il rapporto con lo spazio. Ogni punto della scena può diventare il centro dell’azione, senza una gerarchia prestabilita tra primo piano e sfondo. I danzatori si muovono in tutte le direzioni, costruendo percorsi complessi che ...

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Ninette de Valois, la donna che inventò il balletto britannico

Nel giorno dell’anniversario della sua nascita, il ricordo di una pioniera che trasformò un sogno in una delle più grandi tradizioni coreutiche del Novecento. Il 6 giugno 1898 nasceva a Baltyboys, nella contea di Wicklow in Irlanda, una bambina destinata a cambiare per sempre la storia della danza. Il suo nome era Edris Stannus, ma il mondo l’avrebbe conosciuta come Ninette de Valois: ballerina, coreografa, pedagoga, visionaria. Una donna che non si limitò a interpretare il balletto, ma ne costruì le fondamenta di una nuova identità nazionale. Quando Ninette iniziò a studiare danza nei primi anni del Novecento, la Gran Bretagna non possedeva una tradizione classica paragonabile a quella francese, russa o italiana. Il balletto era considerato soprattutto un’arte d’importazione. Fu proprio questa assenza a suggerirle una missione che avrebbe occupato tutta la sua vita: creare una scuola inglese, una compagnia inglese e un repertorio inglese. Dopo gli esordi sulle scene londinesi, entrò a far parte dei leggendari Ballets Russes di Serge Diaghilev, la più rivoluzionaria compagnia del secolo. Fu un’esperienza determinante. Lavorando accanto a figure come Léonide Massine e Bronislava Nijinska, comprese che il balletto non era soltanto tecnica, ma anche organizzazione, cultura, educazione e visione artistica. Negli anni ...

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La danza dipinta “viaggio tra i capolavori”: Pierre-Auguste Renoir

Nel celebre Ballo al Moulin de la Galette, realizzato nel 1876 da Pierre-Auguste Renoir, la danza diventa il cuore pulsante di una scena di vita quotidiana, trasformata in un’immagine vibrante e luminosa che cattura lo spirito della Parigi moderna. Ambientato nel quartiere di Montmartre, presso il noto luogo di ritrovo popolare Moulin de la Galette, il dipinto raffigura un pomeriggio festivo all’aperto, in cui uomini e donne si incontrano, conversano e soprattutto danzano sotto la luce filtrata degli alberi. Renoir costruisce la scena con una straordinaria attenzione alla resa della luce e del movimento, elementi fondamentali anche per restituire il senso della danza. Le coppie non sono isolate o poste in primo piano in modo teatrale, ma immerse in una folla viva e dinamica, dove i gesti si intrecciano e si moltiplicano. La danza non è presentata come spettacolo da osservare, bensì come esperienza condivisa, spontanea e collettiva. I movimenti dei ballerini, spesso appena accennati, emergono attraverso tocchi rapidi di colore e pennellate leggere, che suggeriscono più che definire le posture. Ciò che rende il dipinto particolarmente significativo in relazione all’arte della danza è proprio questa capacità di evocare il movimento senza fissarlo rigidamente. Renoir non disegna contorni netti né ...

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