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Il Lago dei Cigni della European Classical Ballet in tournée in Italia

La magia del grande balletto classico torna protagonista sui palcoscenici italiani con “Il Lago dei Cigni”, capolavoro sulle immortali musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij, portato in tournée dalla European Classical Ballet. La compagnia, fondata e diretta artisticamente da Andrey Scharaev, sarà in scena il 24 novembre al Teatro Stabile Bobbio di Trieste, il 25 novembre al Teatro Nuovo di Ferrara, il 28 novembre al Teatroteam di Bari, il 30 novembre al Teatro Palapartenope di Napoli, il 2 dicembre al Teatro Orione di Roma e il 4 dicembre al Teatro Sociale di Mantova. A guidare il cast saranno i Principal Dancers Tatiana e Nicolai Nazarchevici, entrambi originari di Chișinău e diplomati presso l’Accademia di Musica, Teatro e Belle Arti. Nicolai Nazarchevici è inoltre insignito del titolo onorifico di “Artista Emerito” della Repubblica Moldava. La European Classical Ballet riunisce 35 professionisti provenienti da tutto il mondo e propone una lettura fedele alla tradizione del balletto classico europeo, caratterizzata da tecnica, eleganza e forte presenza scenica. Tra le figure di riferimento della compagnia anche Elizaveta Savina, insegnante diplomata alla Bolshoi Ballet Academy. Nel cast figurano inoltre solisti di rilievo come Cristi Preda, nel ruolo del Giullare, e Alexander Litvinov, interprete di Rothbart, accanto ...

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Il direttore e coreografo Eric Gauthier “allo specchio”

Qual è il tuo balletto classico preferito? Romeo e Giulietta. Qual è il tuo balletto contemporaneo preferito? Grand Finale di Hofesh Shechter. Quale teatro occupa un posto speciale nel tuo cuore? Theaterhaus Stuttgart. Quale romanzo vorresti più di ogni altro vedere adattato per il balletto? Il signore delle mosche. E quale film pensi che sarebbe perfetto per diventare un balletto? Annie. Quale costume di scena ti è piaciuto di più indossare? Mercuzio nella versione di Cranko. A quale colore associ la danza? A tutti. Che odore ha la danza? Di duro lavoro, di sudore! Qual è il brano musicale più bello mai scritto per un balletto? Romeo e Giulietta (Prokof’ev). Quale film di danza consideri imperdibile? West Side Story. Chi sono le tue due leggende della danza del passato, un uomo e una donna? Marcia Haydée e Mikhail Baryshnikov. Qual è il tuo passo o movimento di danza preferito? Il balancé. Tra i grandi personaggi del repertorio del balletto classico, quale avresti voluto essere nella vita reale? Romeo. Chi consideri il più grande genio coreografico di tutti i tempi? John Cranko e William Forsythe. Se potessi tornare indietro nel tempo e incontrare Tersicore, cosa le diresti? Vuoi ballare? In tre ...

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Il Teatro Grande di Brescia accoglie La Veronal con “Sonoma”

Venerdì 2 ottobre alle ore 20.00 la Sala Grande del Teatro Grande di Brescia ospiterà la compagnia spagnola La Veronal diretta dal pluripremiato coreografo valenciano Marcos Morau. A Brescia, dopo il successo di Firmamento nel 2025, Morau presenta Sonoma, un potente e magistrale lavoro che rende omaggio al regista d’avanguardia del XX secolo Luis Buñuel, da sempre sua fonte d’ispirazione. Sonoma combina il termine greco soma (corpo) e il termine latino sonum (suono) per dare vita a una creazione emersa dalla necessità di tornare all’origine, al corpo, alla carne. E da quella carne e materia organica, ci si può perdere in un viaggio che fluisce tra sogni e finzione, dove l’umano incontra l’incredibile. Il surrealismo di Luis Buñuel, insieme ai richiami a una dimensione quasi medievale, danno vita a un’ambientazione a cavallo tra la fede gesuitica e la libertà surrealista alla base di una coreografia in cui nove danzatrici sono protagoniste assolute: quasi sempre compatte, cambiano abito in base a forme immaginative che rimandano alla cultura spagnola, alle sette religiose e alle comunità rurali. I motivi floreali sono sostituiti dal cupo nero dei penitenti, dei lutti, e dalla candida bianchezza dei lunghi vestiti infantili completati da corone di fiori sulla ...

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Opéra de Paris

Opéra de Paris, il Concours de Promotion: date, posti e variazioni

Il Ballet de l’Opéra national de Paris si prepara a uno degli appuntamenti più attesi della propria stagione interna: il Concours de Promotion 2026, in programma giovedì 29 e venerdì 30 ottobre al Palais Garnier. Un appuntamento che, più di un semplice esame, rappresenta ogni anno un momento importante nella vita della compagnia, perché determina il passaggio dei danzatori alle categorie superiori. Anche quest’anno viene confermata la formula introdotta nella precedente edizione: per ciascun grado i candidati potranno confrontarsi con tre variazioni imposte, differenti per stile e linguaggio. Una scelta che mette in primo piano non soltanto la preparazione accademica, ma anche la capacità dell’artista di adattarsi a repertori molto diversi. La particolarità dell’Opéra di Parigi resta proprio nella natura del concorso. Mentre nelle principali compagnie internazionali la progressione dei danzatori dipende generalmente dalle decisioni della direzione, all’Opéra la promozione è tradizionalmente legata a questa prova pubblica interna. Un sistema che affonda le proprie radici oltre un secolo fa e che, negli ultimi anni, ha attraversato diverse modifiche. Con l’arrivo di José Martinez alla direzione della Danza, il meccanismo era stato inizialmente ridimensionato, prevedendo il concorso soltanto per alcune categorie. Successivamente era rimasto riservato ai Quadrilles, per poi tornare, nella ...

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Coreografia e brano musicale: perché scegliere la musica giusta cambia tutto

Una sequenza di passi smette di essere esercizio di tecnica e si trasforma in arte quando nasce il legame tra il movimento e la musica. Sbagliare la scelta del brano musicale, infatti, è come costruire una casa su fondamenta di sabbia. La musica non è un semplice sottofondo o un metronomo, è l’impalcatura emotiva, ritmica e dinamica della coreografia. Il brano musicale ha un ruolo importante anche nel processo di apprendimento e di esecuzione. Dà peso e qualità al gesto e suggerisce al corpo la giusta intenzione. Aiuta il ballerino a non contare soltanto i tempi, ma a percepire le frasi musicali, trasformandolo da esecutore in interprete. La musica giusta attiva il sistema limbico, stimola l’espressività e aiuta a superare la fatica fisica attraverso la risposta emotiva. Trovare la colonna sonora ideale per un pezzo coreografico quindi richiede sensibilità, conoscenza, cultura musicale e un metodo rigoroso. La metrica del movimento deve essere sostenuta dal tempo musicale perché ogni passo possiede una propria carica di energia dinamica. Un brano con un’orchestrazione troppo complessa, per esempio, rischia di sovraccaricare la mente di un allievo, soprattutto se principiante, che finirà per perdere il filo del movimento. Per chi sta costruendo le basi servono ...

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Al Teatro Massimo “La bella addormentata” di Reginaldo Oliveira

Il Corpo di ballo del Teatro Massimo torna in scena dal 3 ottobre con il capolavoro fiabesco di Pëtr Il’ič Čajkovskij, La bella addormentata, nell’innovativo allestimento del Landestheater di Salisburgo firmato dal coreografo Reginaldo Oliveira. Sul podio il Maestro Filippo Conti. Capolavoro del repertorio romantico del XIX secolo, “La bella addormentata” di Pëtr Il’ič Čajkovskij, basato sulla fiaba di Charles Perrault, segna il ritorno in scena dal 3 al 9 ottobre del Corpo di ballo della Fondazione Teatro Massimo, diretto da Jean-Sébastien Colau. L’allestimento scenico del Landestheater di Salisburgo è firmato dal Reginaldo Oliveira, coreografo dalla brillante carriera internazionale, che con il suo linguaggio coreografico – tra mondi futuristici e risvegli contemporanei – è capace di coniugare il rigore della tecnica classica con una visione drammaturgica moderna e innovativa. Il team artisticio vede Matthias Kronfuss firmare scenografia e disegno luci, Judith Adam i costumi. Sul podio, alla guida dell’Orchestra del Teatro Massimo, sale il Maestro Filippo Conti affermatosi alla guida di importanti complessi nazionali e internazionali, tra cui il Teatro di San Pietroburgo, Bratislava e Minsk. Completano la squadra di produzione Vincenzo Veneruso (assistente alla coreografia), Rosaria Passavia (assistente alle scene) e Vincenzo Traina (ripresa luci). Nei ruoli principali si ...

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Gennaro Chianese del Ballett Theater Magdeburg “allo specchio”

Qual è il tuo balletto classico preferito? Giselle, per la sua narrativa ed estetica senza tempo. Qual è il tuo balletto contemporaneo preferito? Bella Figura di Jiří Kylián. Il teatro a cui sei più legato? Ogni teatro in cui ho danzato ha un posto speciale nel mio cuore, ma la Royal Swedish Opera di Stoccolma, dove ho mosso i primi passi della mia carriera professionale e dove ho scoperto la mia passione per l’opera lirica, occupa un posto particolare. Se potessi trasformare un romanzo in balletto, quale sceglieresti? Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar, essendo uno dei miei romanzi preferiti. Quale film trasformeresti in un balletto? Il Gattopardo, di Luchino Visconti, si presterebbe a una grande reinterpretazione danzata. Qual è il costume di scena che hai amato di più? Quello de Lo Specchio di Biancaneve, nella reinterpretazione coreografica di Jörg Mannes. Il costume di Louise Flanagan prevedeva anche delle applicazioni argentate sul viso e sui capelli. Mi ha particolarmente ispirato e fatto sentire nel personaggio. Di che colore è la danza? La danza è una moltitudine di colori, perché cambia continuamente sfumature con ciò che racconta e con il momento della vita in cui la si attraversa. Che profumo ha ...

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Il linguaggio e lo stile della tecnica Cunningham

Il linguaggio della tecnica Cunningham si distingue per una concezione del movimento basata sull’autonomia del corpo rispetto alla narrazione e all’espressione emotiva. In questa visione la danza non ha il compito di raccontare una storia o rappresentare uno stato d’animo specifico, ma diventa un’esplorazione delle infinite possibilità del movimento nello spazio e nel tempo. Ogni gesto possiede un valore in sé, indipendentemente da un significato simbolico, e nasce dall’interazione tra precisione tecnica, coordinazione e consapevolezza del corpo. Lo stile della tecnica Cunningham è caratterizzato da grande chiarezza formale, controllo e complessità. Il busto mantiene generalmente una posizione eretta e stabile, mentre braccia e gambe si muovono con estrema indipendenza, dando vita a sequenze articolate che richiedono equilibrio, rapidità e precisione. Cambi improvvisi di direzione, variazioni ritmiche, salti, rotazioni e spostamenti nello spazio si alternano con continuità, creando un movimento dinamico e imprevedibile. La tecnica valorizza la neutralità espressiva del danzatore, privilegiando la qualità dell’esecuzione piuttosto che l’interpretazione drammatica. Un elemento fondamentale del linguaggio Cunningham è il rapporto con lo spazio. Ogni punto della scena può diventare il centro dell’azione, senza una gerarchia prestabilita tra primo piano e sfondo. I danzatori si muovono in tutte le direzioni, costruendo percorsi complessi che ...

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Ninette de Valois, la donna che inventò il balletto britannico

Nel giorno dell’anniversario della sua nascita, il ricordo di una pioniera che trasformò un sogno in una delle più grandi tradizioni coreutiche del Novecento. Il 6 giugno 1898 nasceva a Baltyboys, nella contea di Wicklow in Irlanda, una bambina destinata a cambiare per sempre la storia della danza. Il suo nome era Edris Stannus, ma il mondo l’avrebbe conosciuta come Ninette de Valois: ballerina, coreografa, pedagoga, visionaria. Una donna che non si limitò a interpretare il balletto, ma ne costruì le fondamenta di una nuova identità nazionale. Quando Ninette iniziò a studiare danza nei primi anni del Novecento, la Gran Bretagna non possedeva una tradizione classica paragonabile a quella francese, russa o italiana. Il balletto era considerato soprattutto un’arte d’importazione. Fu proprio questa assenza a suggerirle una missione che avrebbe occupato tutta la sua vita: creare una scuola inglese, una compagnia inglese e un repertorio inglese. Dopo gli esordi sulle scene londinesi, entrò a far parte dei leggendari Ballets Russes di Serge Diaghilev, la più rivoluzionaria compagnia del secolo. Fu un’esperienza determinante. Lavorando accanto a figure come Léonide Massine e Bronislava Nijinska, comprese che il balletto non era soltanto tecnica, ma anche organizzazione, cultura, educazione e visione artistica. Negli anni ...

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La danza dipinta “viaggio tra i capolavori”: Pierre-Auguste Renoir

Nel celebre Ballo al Moulin de la Galette, realizzato nel 1876 da Pierre-Auguste Renoir, la danza diventa il cuore pulsante di una scena di vita quotidiana, trasformata in un’immagine vibrante e luminosa che cattura lo spirito della Parigi moderna. Ambientato nel quartiere di Montmartre, presso il noto luogo di ritrovo popolare Moulin de la Galette, il dipinto raffigura un pomeriggio festivo all’aperto, in cui uomini e donne si incontrano, conversano e soprattutto danzano sotto la luce filtrata degli alberi. Renoir costruisce la scena con una straordinaria attenzione alla resa della luce e del movimento, elementi fondamentali anche per restituire il senso della danza. Le coppie non sono isolate o poste in primo piano in modo teatrale, ma immerse in una folla viva e dinamica, dove i gesti si intrecciano e si moltiplicano. La danza non è presentata come spettacolo da osservare, bensì come esperienza condivisa, spontanea e collettiva. I movimenti dei ballerini, spesso appena accennati, emergono attraverso tocchi rapidi di colore e pennellate leggere, che suggeriscono più che definire le posture. Ciò che rende il dipinto particolarmente significativo in relazione all’arte della danza è proprio questa capacità di evocare il movimento senza fissarlo rigidamente. Renoir non disegna contorni netti né ...

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