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Akira Uchida: nuova voce della danza contemporanea internazionale

Ci sono artisti che appartengono a una disciplina e altri che sembrano aver bisogno di attraversarle tutte. Akira Uchida appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Danzatore, coreografo, movement director e creative director, originario di Ottawa e oggi residente a New York, Uchida sta costruendo un percorso nel quale la danza non appare mai come un linguaggio isolato. Il movimento è il suo strumento principale, ma intorno a quel movimento ruotano musica, cinema, fotografia, animazione, moda, cultura dei club e arti visive. Il suo lavoro nasce proprio nello spazio in cui queste forme si incontrano, in quella zona intermedia che lui stesso considera particolarmente fertile. Forse è questo il primo elemento da comprendere per avvicinarsi alla sua arte: Akira Uchida non sembra interessato a scegliere un territorio e a difenderne i confini. Al contrario, sembra volerli attraversare. E il corpo diventa il luogo nel quale questi attraversamenti avvengono. La sua storia artistica comincia molto presto. Cresciuto a Ottawa con entrambi i genitori impegnati professionalmente nel fitness, durante il periodo di grande diffusione dell’aerobica negli anni Novanta, è entrato fin dall’infanzia in contatto con la musica ad alta energia e con una fisicità fortemente legata al ritmo. La danza sarebbe diventata progressivamente ...

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Il direttore artistico Alexei Kremnev “allo specchio”

Qual è il tuo balletto classico preferito? Da danzare: Giselle. Qual è il tuo balletto contemporaneo preferito? Da danzare: La Dama delle Camelie. Da vedere: Mayerling, Apartment e Sygnes. Quale teatro occupa un posto speciale nel tuo cuore? Il Bol’šoj e l’Opéra di Parigi. Quale romanzo ti piacerebbe maggiormente vedere adattato in un balletto? Qualcosa che possa parlare al pubblico più giovane… E quale film pensi potrebbe diventare un ottimo balletto? Vi presento Joe Black (Meet Joe Black). Quale costume di scena ti è piaciuto di più indossare? Praticamente tutti. Mi sono piaciuti tutti i ruoli che ho interpretato; proprio per questo, per sentirmi autentico in ciascun personaggio, dovevo riuscire a sentirmi a mio agio e naturale in ogni costume. Quale colore associ alla danza? Ogni opera è diversa, quindi in ciascuna c’è una grande varietà di colori. Di che profumo sa la danza? Per me, il profumo più bello è quello delle quinte del Bol’šoj e dell’Opéra di Parigi (prima della ristrutturazione). Qual è il brano musicale più bello mai scritto per un balletto? Ce ne sono così tanti che sarebbe davvero ingiusto sceglierne uno solo. Quale film di danza consideri imprescindibile? Purtroppo non ce ne sono molti, ma ...

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Albe e Tramonti, quando il paesaggio diventa palcoscenico: il 17 settembre la danza protagonista al Parco degli Acquedotti

Trasformare il paesaggio in un palcoscenico e mettere in dialogo musica, danza, natura e luoghi della memoria. È questa l’idea al centro di “Albe e Tramonti. Arti in movimento nel Parco dell’Appia Antica”, il progetto di spettacolo dal vivo promosso da Europa InCanto, che fino a dicembre attraverserà alcuni dei luoghi più suggestivi del territorio laziale, da Roma a Ciampino e Marino, fino a Segni. Un percorso artistico diffuso che nasce con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio naturale, archeologico e paesaggistico del Lazio attraverso il linguaggio dello spettacolo dal vivo, creando un ponte tra territori, comunità e differenti forme artistiche. Dopo il debutto dell’8 settembre a Marino e l’appuntamento del 9 settembre a Ciampino, la rassegna prosegue con un evento particolarmente atteso a Roma. Giovedì 17 settembre, alle ore 19, il Parco degli Acquedotti ospiterà “L’Ora della Danza”, nel Giardino della Chiesa di San Policarpo: un appuntamento nel quale musica e danza condivideranno lo stesso spazio scenico, trasformando il paesaggio al tramonto in parte integrante della performance. Protagonista musicale sarà l’Orchestra Europa InCanto, diretta dal M° Germano Neri, insieme al corpo di ballo CRDL LAB, con l’étoile Emanuela Bianchini, e alla partecipazione di Urban Dance Academy (UDA). Non un semplice ...

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Francesca da Rimini (balletto): storia, personaggi, curiosità e trama

Tra i balletti ispirati alla letteratura, Francesca da Rimini occupa un posto particolare. A differenza di capolavori come Il lago dei cigni, Giselle o La bella addormentata, non esiste una sola versione considerata definitiva: nel corso del tempo numerosi coreografi hanno reinterpretato la tragica vicenda di Paolo e Francesca, offrendo letture differenti di uno dei più celebri episodi della Divina Commedia. La forza della storia, fatta di amore proibito, passione e destino, continua ancora oggi a ispirare il mondo della danza, trasformando il racconto di Dante in uno spettacolo di intensa emotività. Le origini della vicenda affondano nella storia del XIII secolo. Francesca da Polenta era figlia di Guido da Polenta, signore di Ravenna, e fu data in sposa a Gianciotto Malatesta per consolidare l’alleanza politica tra due potenti famiglie romagnole. Secondo la tradizione, durante il matrimonio si innamorò di Paolo Malatesta, fratello del marito. Quando Gianciotto scoprì la relazione, uccise entrambi gli amanti. I documenti storici raccontano ben poco dell’accaduto, ma Dante Alighieri trasformò questa vicenda in uno dei momenti più celebri della sua opera. Nel V canto dell’Inferno, Paolo e Francesca sono collocati tra i lussuriosi, trascinati per l’eternità da una violenta tempesta. Tuttavia, Dante non li presenta come ...

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Torinodanza 2026

Torinodanza 2026: “Secondo quarto di luna”, di e con Viola Scaglione

Nell’ambito di Torinodanza 2026, alle Fonderie Limone di Moncalieri, il 17, il 18 e il 19 settembre 2026, il Balletto Teatro di Torino presenterà, in prima nazionale, SECONDO QUARTO DI LUNA di e con Viola Scaglione, lavoro che nasce da una necessità personale e artistica: dare corpo e voce a uno spazio che per anni è rimasto in penombra, evitato, come se frequentarlo significasse infrangere un equilibrio. Lo spettacolo ‒ realizzato con il sostegno di MIC-Ministero della Cultura e Regione Piemonte nell’ambito del progetto Residenze coreografiche Lavanderia a Vapore ‒ rappresenta un attraversamento, una soglia tra ciò che si mostra e ciò che ancora resta nell’ombra. Come la fase crescente del ciclo lunare, lo spettacolo abita una zona di confine tra luce e oscurità, dove la fragilità e la forza si incontrano e la malinconia si fa motore di possibilità. Uno spazio che ora si apre, reclamato non con prepotenza ma con delicata determinazione, come un ritorno a sé, un atto di fiducia, una dichiarazione di esistenza. In quel luogo interiore, dove un tempo c’era il timore di disturbare, ora nasce la volontà di essere visibile, autentica, presente. Un atto vitale, politico, poetico: radicarsi nel proprio presente, mostrarsi intera anche ...

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Orsolina28 Art Foundation – Paris Opera Junior Ballet: “Glimpses of Dance”

La nuova generazione del Paris Opera Junior Ballet dà il via alla stagione 2026/2027 presso Orsolina28 Art Foundation con una residenza di tre settimane, durante la quale i ballerini si concentrano su tre opere: due brani di repertorio di Julian Nicosia e William Forsythe e una nuova creazione di Anna Hop. Eternal Rift, creato nel 2025 da Julian Nicosia, esplora ciò che il coreografo descrive come “una silenziosa frattura che attraversa il tempo e la pelle, invisibile ma sempre percepibile”. L’opera si svolge in quello spazio sospeso tra il contatto e il distacco, tra il trattenere e il lasciar andare. Da questa tensione emerge un nuovo respiro, un battito condiviso in cui i corpi cercano di separarsi ma rimangono legati da un filo invisibile. Attraverso un linguaggio coreografico al tempo stesso fisico e astratto, l’opera esamina il legame, il distacco e l’impermanenza del movimento. Accompagnata dalla colonna sonora organica ed elettronica di Janiv Oron e Michael Anklin, Eternal Rift diventa un paesaggio di emozioni allo stato puro, dove l’intensità collettiva incontra la fragilità dell’espressione individuale. Creato nel 1996 da William Forsythe, The Vertiginous Thrill of Exactitude costituisce la conclusione di uno studio in sei parti sulla danza classica, intitolato Six ...

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Le coppie leggendarie della danza classica: incontri d’arte

Nel corso della storia del balletto classico, alcune partnership artistiche hanno raggiunto una tale perfezione da diventare leggendarie. Più che semplici collaborazioni tra un ballerino e una ballerina, queste coppie hanno rappresentato un incontro irripetibile di talento, sensibilità, tecnica e carisma scenico, contribuendo a ridefinire gli ideali interpretativi di intere generazioni. Sul palcoscenico sembravano parlare un linguaggio segreto, fatto di sguardi, respiri, equilibri perfetti e movimenti che trasformavano la danza in una forma di poesia. Ancora oggi i loro nomi evocano alcuni dei momenti più alti della storia del balletto. Tra le partnership più celebri figura quella composta da Margot Fonteyn e Rudolf Nureyev, probabilmente la coppia più iconica del Novecento. Quando si incontrarono nel 1961, nessuno avrebbe immaginato che la differenza di quasi vent’anni d’età sarebbe diventata irrilevante davanti all’eccezionale intesa artistica che nacque tra loro. Fonteyn era già una stella assoluta del Royal Ballet di Londra, simbolo dell’eleganza e della purezza della scuola inglese, mentre Nureyev era il giovane talento sovietico appena fuggito in Occidente, dotato di un temperamento impetuoso e di una tecnica rivoluzionaria. Insieme interpretarono capolavori come Giselle, Il lago dei cigni, La bella addormentata, Raymonda e Romeo e Giulietta, dando vita a spettacoli entrati nella ...

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Il linguaggio e lo stile della tecnica Cunningham

Il linguaggio della tecnica Cunningham si distingue per una concezione del movimento basata sull’autonomia del corpo rispetto alla narrazione e all’espressione emotiva. In questa visione la danza non ha il compito di raccontare una storia o rappresentare uno stato d’animo specifico, ma diventa un’esplorazione delle infinite possibilità del movimento nello spazio e nel tempo. Ogni gesto possiede un valore in sé, indipendentemente da un significato simbolico, e nasce dall’interazione tra precisione tecnica, coordinazione e consapevolezza del corpo. Lo stile della tecnica Cunningham è caratterizzato da grande chiarezza formale, controllo e complessità. Il busto mantiene generalmente una posizione eretta e stabile, mentre braccia e gambe si muovono con estrema indipendenza, dando vita a sequenze articolate che richiedono equilibrio, rapidità e precisione. Cambi improvvisi di direzione, variazioni ritmiche, salti, rotazioni e spostamenti nello spazio si alternano con continuità, creando un movimento dinamico e imprevedibile. La tecnica valorizza la neutralità espressiva del danzatore, privilegiando la qualità dell’esecuzione piuttosto che l’interpretazione drammatica. Un elemento fondamentale del linguaggio Cunningham è il rapporto con lo spazio. Ogni punto della scena può diventare il centro dell’azione, senza una gerarchia prestabilita tra primo piano e sfondo. I danzatori si muovono in tutte le direzioni, costruendo percorsi complessi che ...

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Ninette de Valois, la donna che inventò il balletto britannico

Nel giorno dell’anniversario della sua nascita, il ricordo di una pioniera che trasformò un sogno in una delle più grandi tradizioni coreutiche del Novecento. Il 6 giugno 1898 nasceva a Baltyboys, nella contea di Wicklow in Irlanda, una bambina destinata a cambiare per sempre la storia della danza. Il suo nome era Edris Stannus, ma il mondo l’avrebbe conosciuta come Ninette de Valois: ballerina, coreografa, pedagoga, visionaria. Una donna che non si limitò a interpretare il balletto, ma ne costruì le fondamenta di una nuova identità nazionale. Quando Ninette iniziò a studiare danza nei primi anni del Novecento, la Gran Bretagna non possedeva una tradizione classica paragonabile a quella francese, russa o italiana. Il balletto era considerato soprattutto un’arte d’importazione. Fu proprio questa assenza a suggerirle una missione che avrebbe occupato tutta la sua vita: creare una scuola inglese, una compagnia inglese e un repertorio inglese. Dopo gli esordi sulle scene londinesi, entrò a far parte dei leggendari Ballets Russes di Serge Diaghilev, la più rivoluzionaria compagnia del secolo. Fu un’esperienza determinante. Lavorando accanto a figure come Léonide Massine e Bronislava Nijinska, comprese che il balletto non era soltanto tecnica, ma anche organizzazione, cultura, educazione e visione artistica. Negli anni ...

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La danza dipinta “viaggio tra i capolavori”: Pierre-Auguste Renoir

Nel celebre Ballo al Moulin de la Galette, realizzato nel 1876 da Pierre-Auguste Renoir, la danza diventa il cuore pulsante di una scena di vita quotidiana, trasformata in un’immagine vibrante e luminosa che cattura lo spirito della Parigi moderna. Ambientato nel quartiere di Montmartre, presso il noto luogo di ritrovo popolare Moulin de la Galette, il dipinto raffigura un pomeriggio festivo all’aperto, in cui uomini e donne si incontrano, conversano e soprattutto danzano sotto la luce filtrata degli alberi. Renoir costruisce la scena con una straordinaria attenzione alla resa della luce e del movimento, elementi fondamentali anche per restituire il senso della danza. Le coppie non sono isolate o poste in primo piano in modo teatrale, ma immerse in una folla viva e dinamica, dove i gesti si intrecciano e si moltiplicano. La danza non è presentata come spettacolo da osservare, bensì come esperienza condivisa, spontanea e collettiva. I movimenti dei ballerini, spesso appena accennati, emergono attraverso tocchi rapidi di colore e pennellate leggere, che suggeriscono più che definire le posture. Ciò che rende il dipinto particolarmente significativo in relazione all’arte della danza è proprio questa capacità di evocare il movimento senza fissarlo rigidamente. Renoir non disegna contorni netti né ...

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