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Tra eredità e novità: la stagione 26/27 dell’Hamburg Ballet

La stagione 2026/2027 dell’Hamburg Ballet si configura come un momento di svolta particolarmente significativo, in cui la compagnia amburghese consolida la propria eredità storica e, allo stesso tempo, apre con decisione a nuove prospettive artistiche. Dopo decenni profondamente segnati dalla visione di John Neumeier, la nuova programmazione riflette una fase di progressiva trasformazione, in cui il repertorio storico continua a dialogare con la creazione contemporanea, dando forma a un equilibrio complesso e fertile tra continuità e rinnovamento. Uno degli elementi centrali della stagione è rappresentato dalle nuove produzioni, che segnano un chiaro investimento verso il futuro della compagnia. I titoli Neue Welten (o New Worlds) che non è un’unica coreografia ma un programma doppio che comprende una creazione originale di Edvin Revazov (alla sua prima grande firma interna) affiancata alla prima europea di Copland Dance Episodes firmata da Justin Peck, e la serata intera denominata Mittsu che riunisce tre firme coreografiche internazionali: Neshama Nashman, Yuka Oishi, Kristina Paulin. Questi due allestimenti emergono come il cuore innovativo del cartellone, indicativi di una volontà precisa di ampliare il linguaggio coreografico e di accogliere nuove firme e sensibilità. Tali creazioni non si limitano a rinnovare il repertorio, ma contribuiscono a ridefinire l’identità stessa ...

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Al Teatro della Tosse “A Dance Tribute to The Art of Football”

Quando il coreografo norvegese Jo Strømgren decide di dedicare uno spettacolo allo sport più seguito e praticato al mondo, non può non chiedersi cosa accomuni il calcio, lo sport della working class, alla danza, a lungo privilegio delle classi sociali più abbienti. Ma cos’è una partita di calcio, se non uno spettacolo in cui giocatori e pubblico vivono novanta minuti di collettiva esaltazione? A dance tribute to the art of football rende omaggio e indaga una pratica sportiva che non ha uguali, portando in scena agonismo, rabbia, gioia, frustrazione e…sudore. Sin dal suo debutto, nel 1998, lo spettacolo ha dimostrato di essere un unico nel suo genere. Per questo motivo, dopo una pausa, il titolo va in scena ininterrottamente dal 2009. Durata: 55 minuti La JO STRØMGREN KOMPANI è considerata una delle più importanti compagnie indipendenti della Scandinavia. Fondata in Norvegia nel 1998 da Jo Strømgren, coreografo residente presso la Norwegian Opera House di Oslo, la compagnia ha al suo attivo una media di 150 performance l’anno e si è fatta conoscere in tutto il mondo raggiungendo, con le sue tournée, ben 60 paesi. Il suo stile nasce dall’originale unione fra danza e teatro, ed è contraddistinto da una comicità molto fisica, spesso velata di significati politici. ...

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Chiude il Peninsula Ballet Theatre: storia e tramonto

La notizia della chiusura del Peninsula Ballet Theatre segna la fine di una realtà significativa nel panorama della danza regionale statunitense, e si inserisce in un momento di trasformazione più ampio che sta interessando molte compagnie di medie dimensioni. Fondata nella seconda metà del Novecento nella penisola di San Francisco, la compagnia ha svolto per decenni un ruolo cruciale nella diffusione del balletto classico e contemporaneo in un’area che, pur essendo culturalmente vivace, non sempre ha potuto contare sulla stessa visibilità delle grandi istituzioni metropolitane. Il Peninsula Ballet Theatre nacque con una missione chiara: rendere la danza accessibile a un pubblico ampio e creare un ponte tra formazione e professione per giovani danzatori. Nel corso degli anni, la compagnia si è distinta per una programmazione eclettica, capace di affiancare titoli del repertorio classico a nuove creazioni, spesso firmate da coreografi emergenti. Questo equilibrio tra tradizione e innovazione ha permesso all’ensemble di costruire una propria identità, mantenendo al contempo un forte radicamento nel territorio. Non si trattava solo di una compagnia di spettacolo, ma di un vero e proprio centro culturale, impegnato anche in attività educative e programmi per la comunità. Elemento fondamentale della sua struttura era il legame con la ...

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Akram Khan firma ‘Lady Macbeth’ per il Royal Danish Ballet

Il 24 aprile 2026, il Royal Danish Ballet celebra un traguardo di grande rilievo accogliendo per la prima volta una creazione originale del celebre coreografo Akram Khan, presentata in prima mondiale al Royal Danish Opera House di Copenaghen. Con Lady Macbeth, Khan firma un balletto a serata intera che segna un incontro significativo tra la tradizione accademica danese e una delle voci più innovative della scena coreutica internazionale. Coreografo britannico di origine bengalese, Akram Khan occupa da anni una posizione singolare nel panorama della danza contemporanea. Le sue opere, spesso descritte come esplosive e ipnotiche, hanno la capacità di catturare lo spettatore attraverso un linguaggio fisico intensamente espressivo, come già dimostrato in lavori come Vertical Road, presentato anche in Danimarca nel 2016. Le sue creazioni affrontano con profondità temi quali identità, migrazione e memoria culturale, intrecciando esperienze personali e riflessioni universali. Con Lady Macbeth, Khan torna a confrontarsi con la grande tradizione letteraria, traendo ispirazione da una delle tragedie più celebri di William Shakespeare. Tuttavia, la sua non è una semplice trasposizione coreografica: il punto di vista si sposta con decisione sulla figura femminile, trasformando Lady Macbeth da presenza secondaria a fulcro drammatico dell’intera narrazione. L’opera diventa così una sorta ...

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Osipova e Dupont a sorpresa: Les Étoiles 2026 a Milano

Les Étoiles, il gala internazionale a cura di Daniele Cipriani che offre la possibilità di vedere concentrati in un unico spettacolo alcuni nomi di punta del balletto mondiale, ritorna al Teatro degli Arcimboldi, Milano 11 (ore 21) e 12 aprile (ore 17) 2026, con una grande sorpresa. Anzi, due. Arrivano due stelle tra le più luminose a Les Étoiles: dall’Opéra di Parigi, Aurélie Dupont (11 aprile) e dal Royal Ballet di Londra, Natalia Osipova (12 aprile). Sono loro le étoile a sorpresa: tradizione del gala che a Milano, eccezionalmente è duplice. L’appuntamento milanese vede la partecipazione delle seguenti stelle: Davide Dato (Opera di Vienna) e Cassandra Trenary (Opera di Vienna, già principal con l’American Ballet Theatre), Hugo Marchand (Opéra National de Paris), Tatiana Melnik e Motomi Kiyota (Balletto Nazionale Ungherese). Insieme a loro, la estrella spagnola Sergio Bernal, presenza imprescindibile dei gala Les Étoiles, nonché Sasha Riva e Simone Repele (Riva & Repele, Ginevra), i coreografi residenti della Daniele Cipriani Entertainment. Il cast si arricchisce ulteriormente della partecipazione straordinaria di Luciana Savignano, nome leggendario del balletto italiano. Ѐ con profondo dispiacere che dobbiamo annunciare che Marianela Núñez, attesa al gala insieme a Patricio Revé, non sarà presente a causa di ...

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Lu Chieregati in residenza al Lavatoio di Santarcangelo

Il Lavatoio accoglie la residenza artistica di Lu Chieregati, ricercator* e performer attiv* nei campi della coreografia, del drag/trasformismo e della narrativa speculativa. La sua ricerca per LXS BACANTES – a CoreoGenealogy è sostenuta dal percorso di cross-residency attivo tra Santarcangelo dei Teatri e il centro Graner di Barcellona, un programma di scambio sostenuto dall’Institut Ramon Llull nell’ambito del sostegno alle residenze internazionali. Venerdì 10 aprile alle ore 19:00 al Teatro Il Lavatoio la condivisione pubblica del percorso, per un confronto con la comunità di Santarcangelo ad ingresso gratuito.  LXS BACANTES – a CoreoGenealogy nasce dall’esigenza di rileggere criticamente Le Baccanti di Euripide da una prospettiva femminista, intersezionale e decoloniale. In contrasto con le interpretazioni canoniche che hanno privilegiato le figure maschili ed egemoniche della narrazione, il progetto sposta l’attenzione verso le esistenze periferiche che popolano l’opera: le Baccanti – corpi e soggettività storicamente relegati in secondo piano, associati all’eccesso, alla follia o al caos. Questa riscrittura si propone di restituire agency, complessità e potenza politica a ciò che è stato emarginato all’interno dei canoni culturali occidentali. Articolando drammaturgia, movimento, scrittura, storia e narrativa speculativa, il progetto cerca di ampliare le possibilità della narrazione scenica e di affermare la danza come spazio legittimo per ...

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“Sogno di una notte di mezza estate” al Municipale di Piacenza

Si conclude domenica 12 aprile alle ore 16 la Stagione Danza del Teatro Municipale di Piacenza, con il balletto Sogno di una notte di mezza estate, nuova produzione della compagnia piacentina Étoile Ballet Theatre, nella messa in scena e con le coreografie di Ines Albertini e Walter Angelini. Ispirato alla celebre commedia di William Shakespeare, sulle musiche di Felix Mendelssohn, il balletto trasporta gli spettatori in una notte incantata, dove si alternano i destini di quattro giovani innamorati che incontreranno fate e folletti. Le loro avventure si intrecciano con le dispute dei sovrani delle fate, Oberon e Titania, creando un mondo di magia, amore e comicità. Oberon, astuto e vendicativo, ordina al suo servo Puck di scatenare sortilegi, capovolgendo desideri e amori. Titania, ignara, cade vittima di un sortilegio, innamorandosi di una creatura grottesca. Ma la notte, come ogni sogno, non è destinata a durare e, tra risa e incantesimi, ogni cosa torna a posto. Composta in parte già in giovanissima età, la celebre ouverture fu scritta da Mendelssohn nel 1826, a soli diciassette anni. A distanza di anni, nel 1842, il compositore completò le musiche di scena su incarico del re di Prussia, integrando nuovi numeri alla pagina giovanile. ...

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Annunciato l’addio alle scene di Dorothée Gilbert all’Opéra

  A quarantatré anni, quando l’arte ha ormai raggiunto quella maturità rara in cui tecnica ed espressione si fondono in un linguaggio unico e inconfondibile, Dorothée Gilbert si prepara a lasciare le scene. Non è un addio improvviso né inatteso, ma piuttosto il compimento naturale di un percorso straordinario, costruito con disciplina, grazia e una dedizione assoluta al balletto. La sua uscita di scena, prevista per il prossimo ottobre, segnerà la fine di un’epoca per l’Opéra di Parigi e per tutti coloro che, nel corso degli anni, hanno riconosciuto in lei una delle interpreti più luminose della sua generazione. Entrata alla Scuola di danza dell’Opéra nel 1995, quando era ancora bambina, Gilbert ha incarnato fin dall’inizio quell’ideale di rigore e perfezione che contraddistingue la tradizione francese. In quelle sale cariche di storia, dove ogni gesto è tramandato come un’eredità preziosa, ha forgiato il proprio stile, assimilando una tecnica cristallina e sviluppando al tempo stesso una sensibilità artistica sempre più profonda. Il suo ingresso nel corpo di ballo a soli diciassette anni è stato il primo passo di una carriera rapida e brillante, segnata da una costante ascesa e da riconoscimenti sempre più significativi. Nel corso degli anni, Dorothée Gilbert ha ...

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“Danza in Corsia” l’iniziativa del Balletto di Siena di Marco Batti

“Danza in Corsia”: a Siena la danza entra nei reparti dell’ospedale Santa Maria alle Scotte come progetto di welfare culturale per l’umanizzazione delle cure. Portare la bellezza della danza nei luoghi dell’assistenza e offrire ai pazienti e agli operatori sanitari un momento di sollievo ed emozione. È questo l’obiettivo di “Danza in Corsia”, il progetto promosso dall’Azienda ospedaliero-universitaria Senese in collaborazione con la Compagnia Balletto di Siena per “curare anche con la cultura”. L’iniziativa, ideata dal Direttore Artistico del Balletto di Siena, dottor Marco Batti è stato accolto con entusiasmo dal Direttore generale dell’Aou Senese, professor Antonio Barretta, ed è curato dalla dottoressa Ines Ricciato, direttrice UOC Comunicazione, Informazione e Accoglienza. L’iniziativa nasce nella stagione estiva 2025 come esperienza sperimentale, con l’idea di portare l’arte direttamente negli spazi ospedalieri attraverso brevi performance coreutiche dedicate ai pazienti in terapia. Il primo appuntamento si è svolto nel day hospital dell’Oncologia medica, dove i primi ballerini del Balletto di Siena Chiara Gagliardo e Giuseppe Giacalone si sono esibiti sulle note de Il Lago dei cigni di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Una performance accolta con grande partecipazione da pazienti e operatori sanitari, che ha segnato il primo ingresso della danza all’interno dell’ospedale senese. In occasione ...

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Balanchine e il balletto americano: una storia narrata in libro

Nel panorama degli studi dedicati alla danza del Novecento, il volume Balanchine Finds His America: A Tale of Love Lost and Ballet Reborn, scritto dalla storica della danza Elizabeth Kendall, rappresenta uno dei contributi più recenti e penetranti alla comprensione della figura di George Balanchine e del momento in cui il balletto, giunto sulle coste degli Stati Uniti come tradizione importata dall’Europa, cominciò a trasformarsi in un’arte autenticamente americana. Il libro non è soltanto una biografia del coreografo, né una semplice cronaca delle sue creazioni: è piuttosto il racconto di un passaggio storico, quello in cui una tradizione artistica profondamente radicata nella cultura europea trova una nuova forma e una nuova vitalità nel contesto culturale degli Stati Uniti. Quando Balanchine arriva in America nel 1933, non è ancora la figura leggendaria che diventerà negli anni successivi. Nato a San Pietroburgo e formato nella rigorosa disciplina della scuola imperiale russa, aveva già vissuto la stagione tumultuosa della rivoluzione e aveva partecipato alle esperienze artistiche più innovative dell’Europa tra le due guerre. Tuttavia il suo arrivo negli Stati Uniti segna un momento di incertezza. L’America che lo accoglie è un Paese nel quale il balletto non possiede ancora una tradizione stabile; il ...

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