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Vera Colombo, la signora della danza scaligera

Ci sono artisti che appartengono alla memoria di un teatro e altri che, con il tempo, finiscono per appartenere alla sua storia. Vera Colombo appartiene alla storia della Scala. Il suo nome evoca una stagione irripetibile della danza italiana, gli anni della rinascita del grande teatro milanese dopo la guerra, quando la tradizione della scuola scaligera incontrava i nuovi linguaggi della coreografia internazionale e sul palcoscenico si alternavano personalità destinate a diventare leggenda. Ricordare Vera Colombo significa dunque ricordare non soltanto una grande prima ballerina, ma una donna che ha rappresentato, con una rara combinazione di eleganza, rigore e sensibilità, una precisa idea della danza e del teatro. Nata a Milano il 10 agosto 1931, Vera Colombo entrò giovanissima nella Scuola di Ballo della Scala, una delle istituzioni più severe e prestigiose della formazione coreutica europea. Lì apprese quella disciplina quotidiana, quasi ascetica, che è alla base della grande danza: la pazienza, la precisione, il controllo del corpo, l’ascolto della musica, il rispetto assoluto della coreografia. Si diplomò nel 1952 e appena due anni dopo, nel 1954, venne nominata prima ballerina. Avrebbe mantenuto quel ruolo fino al 1975, per oltre vent’anni di straordinaria attività artistica. Erano gli anni in cui ...

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ORIZZONTI VERTICALI 2026: “Alba e Tramonto”

Il Festival Orizzonti Verticali, giunto alla sua quattordicesima edizione e conclusosi il 2 agosto a San Gimignano, approda quest’anno a Castiglione d’Orcia dal 10 al 22 agosto 2026, integrando e ampliando l’ottava edizione di “Alba e Tramonto”, guidata per la prima volta da Patrizia de Bari e Tuccio Guicciardini. Prende il via così un progetto che guarda alla costruzione di un festival diffuso, capace di mettere in relazione territori, comunità e patrimoni culturali attraverso un disegno condiviso e di lungo periodo. Il riconoscimento di Patrimonio Mondiale UNESCO e il passaggio della Via Francigena sono due elementi di straordinario valore che accomunano San Gimignano e Castiglione d’Orcia, e non si tratta solo di una coincidenza geografica, ma di un legame culturale profondo. Se nel Medioevo la Francigena era il cammino dei pellegrini, delle idee, delle merci e delle culture, oggi – dichiarano i direttori artistici – può tornare a essere una via di attraversamento e di incontro, un itinerario capace di collegare esperienze artistiche, comunità e luoghi attraverso un autentico pellegrinaggio culturale.  Il nostro orizzonte è quello di costruire una rete che superi i confini del singolo festival e trasformi il territorio in uno spazio condiviso di ricerca, creazione e partecipazione. Favorendo ...

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Sydney Dance Company: un viaggio lungo 40 anni

Quarant’anni di incontri, ricerca, movimento e immaginazione prendono vita nella celebrazione di Sydney Dance Company at the Wharf, un progetto speciale che apre le porte della sede della compagnia al pubblico per raccontare l’anima di un luogo diventato simbolo della danza contemporanea australiana. Dal 22 agosto al 16 ottobre, il Walsh Bay Arts Precinct ospiterà un programma ricco di appuntamenti pensati per accompagnare gli spettatori dentro la storia del Wharf 4/5: uno spazio che dal momento in cui è diventato la casa della Sydney Dance Company ha accolto generazioni di danzatori, coreografi, artisti, studenti e appassionati, trasformandosi in un punto d’incontro tra creazione artistica, formazione e comunità. Affacciato sulle acque del territorio Gadigal, il Wharf non è semplicemente un edificio destinato alle prove e agli spettacoli. È un luogo vivo, dove le idee prendono forma, dove nuovi linguaggi della danza vengono sperimentati e dove il rapporto tra artisti e pubblico continua a rinnovarsi. Il cuore delle celebrazioni sarà Current, la nuova stagione in programma dal 3 al 20 settembre nel suggestivo Neilson Studio della compagnia. Uno spazio raccolto e intimo che ospiterà tre prime mondiali firmate da Raghav Handa, Jenni Large e Azzam Mohamed, insieme alla prima australiana di E2 ...

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La “prima ballerina professionista” attestata dalle fonti storiche

Nel panorama della storia della danza, il nome di Mademoiselle de Lafontaine occupa un posto fondamentale: nel 1681, a Parigi, divenne la prima ballerina professionista di cui si abbia documentazione storica, inaugurando una nuova epoca per il balletto europeo. La sua apparizione sulle scene dell’Académie Royale de Danse, istituita da Luigi XIV, rappresentò un momento di svolta: per la prima volta una donna veniva riconosciuta pubblicamente come interprete principale di un’arte fino ad allora strettamente legata agli ambienti di corte. Prima della sua affermazione, infatti, la presenza femminile nei balletti era fortemente limitata. Nelle rappresentazioni ufficiali i ruoli delle donne venivano spesso affidati a giovani danzatori uomini, poiché alle attrici e ballerine era vietato esibirsi pubblicamente. Le poche figure femminili ammesse alla danza occupavano generalmente posizioni secondarie, lontane dal prestigio riservato ai protagonisti maschili. Formata secondo la tradizione dell’aristocrazia dell’epoca attraverso l’insegnamento dei maestri di corte, Lafontaine seppe trasformare la tecnica appresa in uno stile personale, elegante e ricco di grazia. La sua danza, descritta dalle cronache come armoniosa e raffinata, univa precisione dei movimenti ed espressività, conquistando il pubblico parigino e facendole guadagnare l’appellativo di Regina della danza. La sua carriera contribuì anche all’evoluzione dell’immagine della ballerina sul palcoscenico. ...

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I grandi coreografi nella storia della danza: Roland Petit

Roland Petit appartiene a quella rara schiera di artisti capaci di trasformare la danza in un linguaggio in grado di raccontare l’animo umano con immediatezza, raffinatezza e profondità. La sua arte nasce dall’incontro tra la grande tradizione del balletto classico e una sensibilità moderna, attenta alle inquietudini, alle passioni e alle contraddizioni dell’uomo contemporaneo. Nelle sue creazioni il gesto non è mai semplice virtuosismo, ma diventa parola, emozione, memoria. Il mondo coreografico di Petit è attraversato da una straordinaria eleganza teatrale. La sua danza possiede il fascino della misura: ogni movimento sembra trovare il proprio equilibrio tra precisione tecnica e libertà espressiva, tra rigore e poesia. Pur conoscendo profondamente la disciplina del balletto accademico, egli non rimane prigioniero delle sue forme, ma le rinnova attraverso un linguaggio più vicino alla vita, capace di accogliere il carattere, il sentimento e la fragilità dei personaggi. Una delle qualità più riconoscibili della sua arte è la capacità di creare atmosfere intense con pochi elementi essenziali. Nei suoi balletti lo spazio scenico diventa un luogo dell’anima, dove luci, musica, costumi e movimento concorrono a costruire immagini di grande forza evocativa. Petit possiede un raro senso della teatralità: sa dare alla danza una dimensione narrativa ...

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Addio a Hope Clarke, la pioniera della danza americana

È scomparsa a 85 anni Hope Clarke, artista straordinaria e figura di riferimento nella storia della danza e del teatro musicale statunitense. Danzatrice, attrice, coreografa e regista, Clarke ha attraversato più di sei decenni di spettacolo americano lasciando un segno profondo nella cultura afroamericana e nelle arti performative contemporanee. Nata a Washington D.C. nel 1941, Hope Clarke è cresciuta artisticamente in un’epoca decisiva per la cultura degli Stati Uniti, quando la danza diventava non solo espressione artistica, ma anche strumento di identità, emancipazione e racconto sociale. Il suo talento la portò a entrare in contatto con alcune delle più importanti esperienze della danza moderna americana, collaborando con la Katherine Dunham Dance Company e con l’Alvin Ailey American Dance Theater, due realtà fondamentali nella valorizzazione delle radici afroamericane attraverso il movimento e la coreografia. Nel 1959 arrivò una delle prime grandi svolte della sua carriera: Clarke entrò nella compagnia nazionale di tournée di West Side Story, uno degli spettacoli destinati a cambiare per sempre la storia del musical americano. Da quel momento iniziò un lungo percorso nel teatro musicale, fino alla consacrazione sui palcoscenici di Broadway. Tra le sue interpretazioni più significative figurano Hallelujah, Baby! (1967), Purlie  (1970) e Don’t Bother ...

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Addio ad Abbe Lane, regina del cha cha cha

Con la scomparsa di Abbe Lane, avvenuta il 25 aprile 2026 all’età di 93 anni e resa nota solo nei giorni scorsi dalla famiglia, se ne va una delle ultime grandi protagoniste dell’età d’oro del varietà internazionale. Cantante, attrice, ballerina e showgirl, Lane è stata soprattutto una performer completa: una donna capace di fondere canto, recitazione e danza in uno stile personale, sensuale e travolgente, che conquistò gli Stati Uniti ma trovò un terreno particolarmente fertile anche in Italia. Celebre per la sua bellezza e il suo temperamento, Lane fu soprattutto una performer completa, cresciuta nel mondo del musical e dotata di una presenza scenica che trovava nella danza uno dei suoi punti di forza. Nata a Brooklyn il 14 dicembre 1932 con il nome di Abigail Francine Lassman, iniziò la carriera giovanissima a Broadway. Prima ancora di imporsi come cantante, fu infatti ballerina in produzioni teatrali come Barefoot Boy with Cheek e As the Girls Go. Quell’apprendistato le diede una padronanza del palcoscenico rara anche tra le grandi interpreti della sua generazione: ogni esibizione era costruita come un piccolo spettacolo, nel quale il movimento aveva la stessa importanza della voce. La svolta arrivò con l’incontro e il matrimonio con ...

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Origini e storia del diadema nella danza classica

Il diadema è oggi uno degli elementi più riconoscibili dell’immaginario della danza classica: una piccola corona luminosa che impreziosisce il capo delle ballerine, evocando eleganza, grazia e un mondo sospeso tra realtà e fantasia. La sua nascita, però, non è legata soltanto al desiderio di decorare il costume, ma all’evoluzione stessa del balletto e del suo linguaggio scenico. Le prime forme di ornamento del capo nella danza risalgono alle corti europee del XVII e XVIII secolo, quando il balletto era ancora strettamente collegato alle feste aristocratiche. Le danzatrici indossavano acconciature elaborate, nastri, gioielli e accessori preziosi che riflettevano il gusto dell’epoca e il prestigio dei personaggi interpretati. Con il tempo, questi ornamenti iniziarono ad assumere anche un valore narrativo: indicavano il rango, la natura o il ruolo del personaggio sulla scena. La diffusione del diadema come simbolo della ballerina classica avvenne soprattutto durante il XIX secolo, nell’età del balletto romantico. In questo periodo nacquero opere ambientate in mondi fantastici, popolati da fate, principesse e creature soprannaturali. Spettacoli come La Sylphide e, successivamente, Il lago dei cigni contribuirono a creare l’immagine della danzatrice eterea, vestita con tutù leggero e adornata da elementi luminosi, tra cui il diadema. Il diadema divenne così ...

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Call per performer e danzatori per “The Last Supper” – Strasburgo

Studio Nikunja apre una call internazionale rivolta a performer professionisti e danzatori interessati a partecipare a The Last Supper, progetto di performance della durata di 24 ore previsto per il debutto a Strasburgo, in Francia, alla fine di ottobre 2026. L’obiettivo è individuare da tre a cinque performer la cui presenza artistica, sensibilità, dedizione e apertura alla ricerca performativa siano in sintonia con la natura del progetto. Sono particolarmente incoraggiate le candidature di artisti con sede o collegamenti con la regione Basilea–Strasburgo, ma la partecipazione è aperta senza limitazioni geografiche a performer provenienti da tutte le regioni e nazionalità. La call è rivolta ad artisti di ogni età, origine e background culturale, che lavorano attraverso differenti linguaggi della performance contemporanea. Sono particolarmente benvenuti artisti con esperienza nelle seguenti pratiche: durational performance; butoh; movimento sperimentale; danza contemporanea; pratiche corporee e forme performative interdisciplinari. Si ricercano  performer per il progetto in corso e per collaborazioni a lungo termine, con artisti il cui lavoro manifesti un profondo impegno personale verso l’arte e la pratica artistica intesa come forma di ricerca sulla condizione esistenziale dell’essere umano. Nel corso degli anni, Studio Nikunja ha sviluppato e presentato progetti in diversi contesti internazionali, tra cui Ginevra, ...

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Nel ricordo di Germinal Casado tra danza, arte e visione

Il mondo della danza ricorda una delle personalità più originali e complete del Novecento, Germinal Casado: un artista capace di attraversare i confini tra movimento, pittura, teatro e immagine, trasformando ogni esperienza creativa in una ricerca di bellezza e armonia. Nato a Casablanca il 6 agosto 1934 da una famiglia di origine spagnola, Germinal Casado ebbe un percorso artistico singolare e fuori dagli schemi. Prima ancora della danza, furono le arti figurative a catturare la sua attenzione: il disegno, la composizione, il rapporto tra forme e colori avrebbero rappresentato una componente fondamentale della sua sensibilità. Questa formazione visiva rimase sempre presente nel suo modo di concepire il palcoscenico, dove il corpo del danzatore non era mai separato dallo spazio, dalla luce e dall’immagine. La sua scelta di dedicarsi alla danza arrivò all’età di diciotto anni, quando iniziò un percorso di formazione con maestri di grande prestigio. In breve tempo dimostrò un talento e una presenza scenica tali da condurlo verso importanti compagnie europee. Dopo le prime esperienze professionali con Paul Goubé e con i Grands Ballets du Marquis de Cuevas, nel 1957 incontrò Maurice Béjart, l’artista che avrebbe segnato una svolta decisiva nella sua carriera. Entrato nel Ballet du XXe ...

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