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Arriva in Italia il Ballet Stars Gala – Omaggio alla Danza Classica organizzato da BiletItalia

Dal 10 febbraio arriva in Italia il Ballet Stars Gala – Omaggio alla Danza Classica, un evento straordinario organizzato da BiletItalia che riunisce sullo stesso palcoscenico solisti di danza provenienti dai più importanti teatri d’Europa e del mondo, impegnati nell’interpretazione di celebri variazioni del grande repertorio classico e contemporaneo. Il Programma Il Gala vuole offrire al pubblico un’occasione unica per poter ammirare dal vivo i protagonisti della danza internazionale e fa tappa a: Bari, Teatro Team, martedì 10 febbraio e Roma, Auditorium Conciliazione, mercoledì 11 febbraio  Il programma celebra la grande tradizione del balletto portando in scena le variazioni più famose de Il Lago dei Cigni, La Bella Addormentata, Lo Schiaccianoci, Il Corsaro, Don Chisciotte, Raymonda e La Sylphide. Un viaggio emozionante nell’eleganza, nella grazia e nella potenza espressiva della danza classica, capace di affascinare tanto gli appassionati quanto il grande pubblico di ogni età. I Ballerini Tra i protagonisti della serata spicca Nino Samadashvili, prima ballerina del Balletto Georgiano, vincitrice di concorsi internazionali e allieva della leggendaria Nina Ananiashvili. Al suo fianco Alexey Orlenco, primo solista dello Staatsballett Berlin. La coppia porta in scena il brillante pas de deux da Le Corsaire e interpreta anche la coreografia contemporanea Other Little Stories di Amilcar Moret Gonzalez, musica di Ezio Bosso, creata appositamente per loro. Il Gala accoglie inoltre Joy Womack, artista di fama internazionale e ...

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Le Loup (balletto): storia, personaggi, curiosità e trama

Le Loup è un balletto in un atto creato nel 1953 da Roland Petit per la sua compagnia, Les Ballets de Paris. La prima rappresentazione ebbe luogo al Théâtre des Champs-Élysées di Parigi, uno spazio simbolo dell’avanguardia artistica del Novecento. Il balletto nasce dall’incontro di alcune tra le menti più brillanti della cultura francese del tempo. La musica fu commissionata a Henri Dutilleux, che compose una partitura raffinata e modernissima, capace di fondere lirismo, tensione e ironia. Il soggetto e il libretto furono firmati da Jean Anouilh e Georges Neveux, drammaturghi di primo piano del teatro francese, e conferiscono all’opera un tono ambiguo, sospeso tra fiaba, simbolismo e psicologia. Con Le Loup, Petit si allontana dal balletto puramente narrativo ottocentesco e propone un teatro danzato essenziale, incisivo, profondamente moderno, in cui gesto, musica e dramma sono inscindibili. Il balletto presenta pochi personaggi, fortemente caratterizzati: Il Lupo: figura centrale e ambigua, incarnazione del desiderio, dell’istinto e della trasgressione. Non è solo una bestia, ma una presenza seducente e minacciosa. La Ragazza: giovane promessa sposa, divisa tra innocenza e attrazione verso l’ignoto. Il Fidanzato (o Giovane): rappresenta l’ordine sociale, la normalità e la sicurezza. Personaggi del villaggio: comparse che definiscono il contesto ...

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L’importanza della propedeutica nella danza classica

La danza classica è un’arte che unisce rigore e poesia, disciplina e leggerezza. Dietro l’apparente naturalezza dei movimenti, si nasconde un lavoro lungo e meticoloso, fatto di preparazione, ascolto e consapevolezza. In questo percorso, la propedeutica rappresenta una fase fondamentale e irrinunciabile: è il terreno su cui germoglia il danzatore, il momento in cui il corpo e la mente vengono educati al linguaggio della danza. La propedeutica nella danza classica non è una “danza semplificata”, ma un processo educativo profondo. Attraverso esercizi mirati, il corpo impara a riconoscere l’asse, l’equilibrio, la coordinazione e la relazione con lo spazio. Prima ancora di affrontare posizioni codificate e passi complessi, l’allievo sviluppa una percezione chiara del proprio corpo e delle sue possibilità. Questo lavoro preliminare permette di costruire una base funzionale, evitando forzature e compensazioni. Ogni movimento nasce così da una struttura corretta, rendendo la danza più fluida, armoniosa e sicura. Uno degli aspetti più importanti della propedeutica è la prevenzione degli infortuni. Nella danza classica, dove precisione e ripetizione sono essenziali, un’impostazione errata può causare tensioni, dolori e problematiche fisiche nel tempo. La propedeutica educa al rispetto del corpo, insegnando ad ascoltarlo e a riconoscerne i limiti. Attraverso un lavoro graduale su ...

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L’étoile e docente di repertorio Gabriella Cohen “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Da ballare, Giselle, in generale Il Lago dei Cigni. Il balletto contemporaneo prediletto? Apollon Musagète di George Balanchine, L’Enfant et les Sortileges di Jiří Kylián, Steps in the Street di Martha Graham. Il Teatro del cuore? La Scala per la mia giovinezza, il San Carlo per la mia crescita artistica, sempre grata ad Ugo Dell’Ara che per primo mi aprì le porte di questo grandioso Teatro. Un romanzo da trasformare in balletto? Novembre alle Porte di Chaim Potok e La promessa dell’Alba di Roman Gary. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Rebecca – La prima moglie di Alfred Hitchcock. Il costume di scena indossato che hai preferito? Tutti…Ognuno recava in sé il mistero ed il fascino del Personaggio. Quale colore associ alla danza? Banale e scontato ma, il rosa! Che profumo ha la danza? Pece mista a fatica ed impegno. La musica più bella scritta per balletto? I tre masterpieces ciaikovskiani… Il film di danza irrinunciabile? Il sole a Mezzanotte e l’intramontabile Scarpette Rosse. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Michail Baryšnikov e Natalija Makarova e, ovviamente Carla Fracci! Il tuo “passo di danza” preferito? Pas de basque scenico; ...

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“Arte in Danza”: Andrea Cagnetti interpreta Marthe Keller all’Institut de Danse du Val d’Aoste

L’Institut de Danse du Val d’Aoste ospita “Arte in Danza”, un nuovo progetto coreografico firmato da Andrea Cagnetti, che vede la danza farsi strumento di traduzione poetica e sensibile di un dipinto dell’artista americana Marthe Keller. Un incontro tra arti visive e movimento che indaga le dinamiche compositive, cromatiche ed emotive della pittura attraverso il corpo danzante. La collaborazione tra Cagnetti e Keller non è nuova: risale infatti al 2008 la prima performance condivisa, Agrume mistero, un’installazione coreografica presentata presso l’auditorium del St. Stephen di Roma, allora diretto da Agnes Martin. Questo nuovo capitolo rinnova e approfondisce un dialogo artistico già consolidato, inserendolo in un contesto formativo e performativo di respiro contemporaneo. Il processo creativo prenderà avvio sabato 24 gennaio 2026 e coinvolgerà gli allievi dell’Institut de Danse du Val d’Aoste. In accordo con la direttrice Elena Aloisio, il laboratorio sarà aperto anche a partecipanti esterni e al pubblico: come in uno showcase, sarà possibile assistere alle diverse fasi di costruzione della coreografia, offrendo uno sguardo privilegiato sul lavoro di ricerca e composizione. La creazione debutterà in scena a giugno 2026 in occasione dello spettacolo di fine anno dell’Institut, presso il Teatro Splendor di Aosta. Marthe Keller, nata e cresciuta ...

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“Echo + Fabula Mala”: dittico coreografico firmato Versiliadanza

Un dittico danzato che affianca due opere distinte, entrambe in prima italiana: una rilettura della leggenda della ninfa Eco e un percorso alla volta di quelle parti di noi che preferiamo non mostrare. Sabato 31 gennaio ore 21.00 al Teatro Cantiere Florida di Firenze (via Pisana 111 Rosso) debuttano “Echo – Anatomia di un riflesso” e “Fabula Mala”, doppia produzione coreografica firmata Versiliadanza. Protagonista e autrice di entrambe la dancemaker Valentina Sechi, già collaboratrice di artisti del calibro di Micha Van Hoecke e Davide Livermore, affiancata nella prima dal compositore e sound designer Alberto Maria Gatti e nel secondo dal danzatore Luca Tomao. In “Echo – Anatomia di un riflesso”, il corpo abita una camera di risonanza dove ogni gesto produce una memoria: ogni movimento ritorna come immagine, ogni respiro diventa luce e suono, ogni presenza si moltiplica fino a perdere il suo centro. Come Eco, la danzatrice è in un dialogo con la propria traccia: non risponde, ma rimbalza; non afferma, ma risuona. “Fabula Mala” esplora le emozioni che giudichiamo ignobili eppure proviamo, i pensieri di cui ci vergogniamo, quel male che cerchiamo di non vedere e che tuttavia è necessario per renderci completi. Attraverso il corpo che ascolta, il movimento scioglie i nodi. La musica accompagna e suggerisce, guidando luce e ombra a riconoscersi non ...

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La danza rompe i blocchi mentali e insegna ad abbracciare il cambiamento

Chi danza con costanza raramente resta intrappolato in schemi mentali, spesso negativi, perché il movimento elimina i loop comportamentali, circoli viziosi difficili da eliminare che condizionano la qualità di vita. La maggior parte delle persone infatti ripete gli stessi pattern non per scelta, ma perché il corpo e di conseguenza il cervello preferiscono ‘tensioni’ che già conoscono, che sono familiari. La danza insegna a interrompere questo loop. ‘Costringe’ il corpo e il cervello a eseguire gesti non familiari, nuovi e sconosciuti, spezzando abitudini disfunzionali e limitanti. Quando al ballerino viene chiesto di cambiare ritmo o usare il lato del corpo non dominante, il fisico si adatta. Ciò genera e stimola flessibilità mentale anche sotto stress. Il sistema nervoso smette di considerare il cambiamento come una minaccia, e lo interpreta come un’opportunità, un nuovo obiettivo. Quindi, contrariamente alle altre persone, il danzatore è in grado di cambiare quello che non gli sta più bene, una relazione, un lavoro, senza necessariamente raggiungere il ‘punto di rottura’, che pesa sul benessere psicofisico. Il suo sistema nervoso possiede un modello di uscita da ciò che non vuole più e un modello di entrata in qualcosa di nuovo, senza che la sua identità collassi. Molte ...

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Al Carcano di Milano “Carmen – Contemporary Dance Piece”

Carmen è una donna. Carmen è tante donne. È un’idea, un ideale. È il volto del desiderio che non chiede permesso. È la lotta contro la paura del diverso, la ribellione silenziosa che grida sotto pelle. Carmen sfida l’ordine prestabilito, mette in discussione i ruoli, rompe le maschere di genere con la forza del suo essere. È la conseguenza di tutto ciò che deve cambiare, la crepa che apre il muro, la voce che scuote il silenzio. Carmen è la tempesta prima della quiete. È l’inizio di qualcosa di nuovo. Carmen è rivoluzione. Dal 23 al 25 gennaio 2026, il palco del Teatro Carcano di Milano ospiterà Carmen – Contemporary Dance Piece, una rilettura contemporanea, portata in scena da Formazione Tam (comparto di danza contemporanea di Aub), prodotta dall’Accademia Ucraina di Balletto. Il balletto, che vede la regia e la coreografia firmate da Davide Iacobone, si allontana dalla tradizione per trasformare i protagonisti José e Carmen in marionette simboliche di una guerra di ideali che travalica i loro destini individuali. In questa versione, il palco si trasformerà in un’aula di tribunale. Attraverso un sapiente uso di flashback, la narrazione ricostruisce i fatti come prove a sostegno di una tesi, analizzando ...

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Loïe Fuller: 5 curiosità sulla sua arte e la sua vita

Trasformò il corpo in pura forma: Nelle sue danze il corpo quasi scompariva: grazie a lunghissimi veli di seta mossi con bacchette nascoste, Fuller creava figure astratte come fiori, fiamme o farfalle, rompendo con la danza narrativa tradizionale. Fu una pioniera dell’illuminazione teatrale: Sperimentò luci colorate, riflettori mobili e proiezioni, arrivando a brevettare sistemi di illuminazione scenica. Il suo lavoro anticipò l’uso creativo della luce nel teatro e nel cinema. Collaborò con scienza e tecnologia: Era affascinata dalla scienza e frequentò ambienti scientifici d’avanguardia: collaborò anche con Marie Curie, interessandosi agli effetti luminosi di sostanze fosforescenti e radioattive (all’epoca non ancora considerate pericolose). In America non fu capita, in Europa idolatrata: Negli Stati Uniti il suo stile fu giudicato troppo sperimentale; in Francia invece divenne un mito della Belle Époque, celebrata da artisti come Toulouse-Lautrec e Stéphane Mallarmé. Simbolo di emancipazione femminile e queer: Loïe Fuller fu una donna indipendente, imprenditrice di se stessa, con una compagnia composta quasi solo da donne e relazioni affettive femminili. Oggi è considerata una figura chiave della storia queer e femminista delle arti performative. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com ©️ Riproduzione riservata

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Il maître de ballet Marco Bellone “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Lago dei cigni. Il balletto contemporaneo prediletto? Decadence di Ohad Naharin. Il Teatro del cuore? Teatro Massimo di Palermo (non solo perché è il teatro della mia città natale, ma principalmente per le esperienze che mi ha regalato). Un romanzo da trasformare in balletto? Il ritratto di Dorian Grey di Oscar Wilde. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? La città incantata di Hayao Miyazaki. Il costume di scena indossato che hai preferito? Il Cinese in Parade disegnato da Pablo Picasso. Quale colore associ alla danza? Tutti per le sue infinite sfaccettature. Che profumo ha la danza? L’odore del dietro le quinte. La musica più bella scritta per balletto? Romeo e Giulietta di Sergej Prokof’ev. Il film di danza irrinunciabile? Il sole a mezzanotte (White Nights) di Taylor Hackford, con protagonista Michail Baryšnikov. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Rudolf Nureyev e Carla Fracci. Il tuo “passo di danza” preferito? Tour en l’air. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Mercuzio. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Pina Baush. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Grazie. ...

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