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Selezioni alla Scuola di Ballo del Teatro San Carlo di Napoli

Il Teatro di San Carlo di Napoli avvia le selezioni per l’ammissione ai corsi propedeutici al Diploma Accademico in Danza Classica della Scuola di Ballo per l’anno 2026/2027, riservate ai candidati in età compresa tra i 7 e i 16 anni (ammessi gli 8 anni compiuti entro il 31 agosto 2026 e i 15 anni entro il 31 dicembre 2026). Le audizioni si svolgeranno il 13 aprile 2026 nella sede della Scuola di Ballo, all’interno del Teatro San Carlo. Per i più piccoli è previsto un esame fisico-attitudinale, per i candidati dai 10 ai 15 anni una lezione di danza classica. Le domande, contenenti la documentazione richiesta, dovranno essere inviate entro e non oltre il 28 marzo 2026 all’indirizzo scuolaballo@teatrosancarlo.it. Il bando completo è disponibile al seguente link: https://www.teatrosancarlo.it/wp-content/uploads/2026/02/bandoaudizioni2026-2027.pdf. Per info e contatti: scuolaballo@teatrosancarlo.it Tel.: 081 7972.470 oppure 081 7972.471 La Redazione  Foto di Teatro San Carlo di Napoli www.giornaledelladanza.com ©️ Riproduzione riservata

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“Moving Shadows – Our World!”: la poesia delle ombre a Milano

Manca sempre meno all’arrivo di Moving Shadows – Our World!, uno spettacolo capace di sorprendere e incantare pubblici di tutte le età, in programma mercoledì 25 marzo al Teatro Lirico Giorgio Gaber di Milano. Un appuntamento atteso che porta sul palcoscenico una forma di teatro visivo unica nel suo genere, dove la danza, la narrazione e l’arte delle ombre si fondono in un linguaggio scenico poetico e profondamente suggestivo. Alla base di questo spettacolo vi è il talento della celebre compagnia Die Mobilés, formazione tedesca che negli ultimi anni ha conquistato il pubblico internazionale con un’arte raffinata e sorprendente. Il gruppo è diventato noto a livello globale dopo la partecipazione al popolare programma televisivo America’s Got Talent, dove le loro coreografie di ombre hanno stupito pubblico e giuria, dimostrando quanto questa forma artistica possa trasformarsi in uno spettacolo contemporaneo di grande forza emotiva. Moving Shadows – Our World! è molto più di un semplice spettacolo di danza: è un viaggio nell’immaginazione. Grazie ad un sapiente gioco di luci, corpi e prospettive, gli interpreti costruiscono sullo schermo scenico figure, paesaggi e personaggi che prendono vita attraverso la sola presenza dei loro corpi. Le ombre diventano così materia narrativa, capace di evocare ...

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Cyd Charisse: il passo perfetto tra balletto e cinema

L’8 marzo si ricorda la nascita di Cyd Charisse (Amarillo, 8 marzo 1922 – Los Angeles, 17 giugno 2008), una delle figure più eleganti e magnetiche della storia del musical cinematografico. Celebre per le sue linee perfette, per l’eccezionale tecnica classica e per un carisma scenico unico, Charisse fu acclamata dalla critica del suo tempo come una delle più grandi ballerine mai apparse sul grande schermo. Nel 2000 fu anche la prima artista a ricevere il prestigioso Premio Nižinskij per la danza, riconoscimento che suggellò definitivamente il suo ruolo nella storia della danza. La sua formazione affonda le radici nella grande tradizione del balletto europeo trapiantata negli Stati Uniti. Ancora bambina, trasferitasi con la famiglia a Los Angeles per motivi di salute (la danza era stata consigliata dai medici per rinforzarne il fisico dopo una malattia infantile), iniziò a studiare presso la scuola dei maestri russi Adolph Bolm e Bronislawa Nijinska, due figure fondamentali della diffusione della cultura coreutica dei Ballets Russes negli Stati Uniti. Il talento della giovane Tula Ellice Finklea – questo il suo vero nome – si rivelò precocemente: a soli tredici anni entrò infatti nella compagnia dei Ballets Russes con il nome d’arte di Siderova, iniziando ...

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Il Balletto dell’Opéra di Parigi al Louvre tra danza e scultura

Nel cuore di Parigi, là dove l’arte attraversa i secoli e dialoga con il presente, il Musée du Louvre apre le sue porte ad un evento di rara suggestione: due serate dedicate alla danza del Ballet de l’Opéra national de Paris, previste il 18 e 19 aprile, sotto l’iconica Pyramide du Louvre. L’occasione è offerta dalla mostra Michelangelo Rodin, Corps vivants, un percorso espositivo che mette in dialogo due giganti della scultura occidentale: Michelangelo Buonarroti e Auguste Rodin. L’incontro tra danza e scultura si presenta come un naturale prolungamento dell’esposizione: se Michelangelo e Rodin hanno saputo dare forma alla tensione e alla vitalità del corpo umano nella pietra e nel bronzo, la danza ne restituisce la dimensione effimera e pulsante, trasformando la materia in movimento. Per queste due serate eccezionali, il pubblico avrà l’opportunità di assistere ad un programma che riunisce alcuni dei più celebri pas de deux del repertorio dell’Opéra di Parigi, accanto a una creazione originale firmata dal coreografo Yvon Demol, concepita appositamente in dialogo con le opere esposte. L’intento è quello di esplorare la relazione profonda tra gesto coreografico e forma plastica, in un gioco di rimandi che attraversa epoche e linguaggi artistici. Protagoniste della serata saranno ...

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All’Arena di Verona Chiara Bersani apre le Paralimpiadi [RECENSIONE]

La serata inaugurale delle Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026 all’Arena di Verona ha aperto i Giochi con una cerimonia intitolata Life in Motion, un titolo che ha guidato l’intero racconto scenico della serata. L’antico anfiteatro si è trasformato in uno spazio performativo attraversato da musica, coreografie, proiezioni luminose e interventi artistici che hanno costruito una narrazione corale dedicata al movimento come forma di vita, relazione e trasformazione con la regia di Marco Boarino e le coreografie di Yoann Bourgeois. L’impianto della cerimonia ha alternato grandi quadri collettivi a momenti più concentrati sulla presenza dei singoli performer. Le coreografie di gruppo hanno occupato l’intera arena con traiettorie circolari e movimenti fluidi, disegnando nello spazio immagini che richiamavano il viaggio, l’energia e la dimensione condivisa dello sport. Le luci e le proiezioni hanno accompagnato queste sequenze trasformando la pietra dell’Arena in una superficie narrativa, capace di suggerire paesaggi, percorsi e atmosfere diverse nel corso della serata. Tra le presenze artistiche più significative c’è stata l’artista, regista e coreografa Chiara Bersani, coinvolta dall’organizzazione non soltanto come performer ma anche come consulente nella costruzione dell’avvenimento. Il suo contributo è stato parte integrante dell’impianto dell’evento, in particolare nel modo in cui il corpo e il movimento ...

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Buon compleanno a Carolyn Carlson: l’eleganza del gesto

Nel giorno del suo compleanno, il pensiero corre lieve verso Carolyn Carlson, figura luminosa della danza contemporanea internazionale, pellegrina instancabile del gesto e del silenzio. Non è soltanto una coreografa: è un’alchimista del movimento, capace di trasformare lo spazio in respiro e il tempo in materia viva. Nata in Oakland, ma artisticamente cittadina del mondo, Carolyn Carlson ha attraversato i continenti come si attraversa un sogno: lasciando tracce leggere eppure indelebili. Dall’eco visionaria del teatro-danza europeo alla profondità meditativa delle sue creazioni più intime, la sua arte ha sempre cercato l’invisibile, quell’istante sospeso in cui il corpo diventa poesia. La sua lunga collaborazione con Alwin Nikolais ha affinato in lei il senso della composizione come architettura luminosa; ma è nella maturità creativa che la sua cifra si è fatta inconfondibile: una scrittura coreografica che unisce disciplina e abbandono, rigore e vertigine. Opere come Blue Lady restano pietre miliari, confessioni danzate che scavano nell’identità femminile con grazia e ardimento. In Venezia, dove ha guidato il settore danza della Biennale di Venezia, ha lasciato un segno profondo, contribuendo a rendere la città lagunare un crocevia pulsante di ricerca e sperimentazione. E in Parigi ha consolidato un dialogo fertile con la scena europea, ...

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Belle Époque in mostra alla Pergola con echi dei Ballets Russes

Il laboratorio sartoriale di Manifatture Digitali Cinema Prato – Fondazione Sistema Toscana, ha ospitato, tra il 2025 e il 2026, nove corsi per la creazione dei costumi e decorazione del tessuto, in collaborazione con la Fondazione Teatro della Toscana e il suo Laboratorio d’Arte, attivati grazie al Fondo sociale europeo Plus (FSE+). I corsi, diretti da Silvia Salvaggio, hanno previsto 360 ore di lezione, andando a coinvolgere 150 partecipanti, per la creazione di dodici abiti in stile Belle Époque, unici e preziosi, frutto di un accurato lavoro di ricerca storica e artigianale. I costumi saranno in esposizione nella Sala Oro del Teatro della Pergola di Firenze, dall’8 marzo all’8 aprile, nel corso dell’iniziativa dal titolo Belle époque, tra eleganza e rivoluzione femminile, a cura di Elena Bianchini e Luigi Formicola. L’inaugurazione della mostra si tiene domenica 8 marzo, alle ore 12.30, al Teatro della Pergola, a ingresso libero. L’esposizione sarà poi visitabile, fino all’8 aprile in occasione di spettacoli, concerti e visite guidate al Teatro della Pergola: l’accesso è riservato ai possessori del relativo biglietto a partire da un’ora prima dell’evento. In alternativa, è possibile prenotare visite gratuite dedicate scrivendo a pergola@teatrodellatoscana.it. L’evoluzione della moda nella Belle Époque All’alba del ...

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Onorificenza francese a Ted Brandsen e Olga Smirnova

Giovedì 5 marzo 2026, le onorificenze francesi di Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres (Cavaliere dell’Ordine delle Arti e delle Lettere) sono state conferite a Ted Brandsen e Olga Smirnova da François Alabrune, Ambasciatore di Francia nei Paesi Bassi, durante una cerimonia tenutasi presso la residenza francese all’Aia. Questa onorificenza dello Stato francese nel campo delle arti e delle lettere riconosce le persone che si sono distinte in ambito artistico o letterario, nonché coloro che hanno contribuito alla diffusione e all’influenza delle arti e delle lettere in Francia e nel mondo. François Alabrune, Ambasciatore di Francia nei Paesi Bassi: “Devo osservare quanto straordinariamente viva sia oggi la danza nei Paesi Bassi, praticata non solo da professionisti olandesi, ma anche da artisti internazionali. È inoltre notevole vedere come le principali istituzioni di danza olandesi abbiano accolto artisti e interpreti provenienti da tutto il mondo. Per entrambi, il Dutch National Ballet è stato quel luogo di rinnovamento e di accoglienza che vi ha offerto una casa da cui poter crescere.” Parole speciali per Ted Brandsen: “(…) Negli ultimi vent’anni la sua reputazione, il suo metodo e le sue coreografie hanno portato la compagnia verso nuovi traguardi e, sotto la sua ...

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L’histoire de Manon: storia, personaggi, curiosità e trama

Tra i grandi balletti narrativi del Novecento, L’histoire de Manon occupa un posto speciale per la sua capacità di fondere dramma psicologico, sensualità e tragedia in una coreografia intensa e cinematografica. Creato dal celebre coreografo britannico Kenneth MacMillan, questo balletto in tre atti racconta l’ascesa e la caduta della giovane Manon, protagonista di una storia d’amore passionale che si trasforma lentamente in una tragedia inevitabile. L’histoire de Manon debuttò il 7 marzo 1974 presso la Royal Opera House di Londra, interpretato dal Royal Ballet con protagonisti i primi ballerini Antoinette Sibley (Manon) e Anthony Dowell (Des Grieux) insieme a David Wall (Lescaut), Dereck Rencher (Monsieur G.M.), Monica Mason (l’amante di Lescaut), David Drew (il carceriere). Sir Kenneth MacMillan si ispirò al romanzo del XVIII secolo Histoire du chevalier des Grieux et de Manon Lescaut scritto dall’abate Antoine François Prévost nel 1731. L’opera letteraria aveva già dato origine a famose versioni operistiche, come Manon di Jules Massenet e Manon Lescaut di Giacomo Puccini. Per la partitura del balletto, tuttavia, MacMillan non utilizzò una di queste opere: scelse invece una selezione orchestrale di brani del compositore francese Jules Massenet, arrangiati e orchestrati appositamente dal direttore e compositore Leighton Lucas. Il balletto ruota ...

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Opus Ballet omaggia Eleonora Duse al Teatro Ponchielli

“Recitare? Che brutta parola! Se si trattasse di recitare soltanto; io sento che non ho mai saputo né saprò recitare! Quelle povere donne delle mie commedie mi sono talmente entrate nel cuore e testa, che mentre io m’ingegno di farle capire alla meglio a quelli che mi ascoltano, quasi volessi confortarle… sono esse che, adagio adagio, hanno finito per confortare me! Come – e perché, e da quando – mi sia successo questo “ricambio” affettuoso, inesplicabile e innegabile tra quelle donne e me… sarebbe troppo lungo e anche difficile – per esattezza – a raccontare. Il fatto sta che, mentre tutti diffidano delle donne io me la intendo benissimo con loro! Io non guardo se hanno mentito, se hanno tradito; se hanno peccato, se nacquero perverse, purché io senta che esse hanno pianto, hanno sofferto o per mentire o per tradire o per amare… io mi metto con loro e le frugo non per mania di sofferenza ma perché il compianto femminile è più grande e più dettagliato, è più dolce e più completo di quello che ne accordano gli uomini!”. Il lavoro si divide in due, e la divisione segue la marcia della Duse verso un’arte sempre più consapevole. ...

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