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Roberta Ferrara dirige il primo master universitario di Danza Contemporanea in Italia

Un traguardo storico per la danza contemporanea italiana prende forma in Puglia. La coreografa e direttrice artistica Roberta Ferrara guiderà il primo Master universitario in Contemporary Dance Performance in Italia, un progetto che segna un punto di svolta nella formazione coreutica nazionale e che avrà sede a Bari. Il nuovo percorso accademico nasce dall’evoluzione di un programma di formazione che Ferrara cura da oltre quindici anni e che negli anni ha acquisito un forte richiamo internazionale, attirando danzatori provenienti da tutto il mondo: Giappone, Grecia, Spagna, Belgio, Canada, Germania, Francia, Albania, Ungheria, Ucraina, Corea e Stati Uniti. Un’esperienza consolidata che oggi compie un passo decisivo trasformandosi in un Master universitario di alto livello, validato dalla Leeds University e dalla Northern School of Contemporary Dance, prestigiosa istituzione britannica fondata nel 1985 e tra le più autorevoli nel panorama europeo della danza. Con questo progetto Bari entra nella storia della formazione coreutica internazionale: sarà infatti la città pugliese ad ospitare il primo master universitario italiano dedicato alla performance in danza contemporanea. Una scelta che proietta la Puglia al centro della scena culturale europea, trasformandola in un punto di riferimento per coreografi, artisti e giovani danzatori che scelgono la formazione come percorso di vita. Alla ...

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Addio a Jacqueline Rayet, già étoile dell’Opéra di Parigi

La scomparsa di Jacqueline Rayet, avvenuta il 17 aprile 2026 a Parigi, segna la fine di una delle figure più raffinate e discrete del balletto francese del secondo Novecento. Non era soltanto una grande interprete: era una custode silenziosa di una tradizione coreutica che, attraverso il suo stile, ha continuato a vivere ben oltre i riflettori del palcoscenico. Nata in Francia, esattamente a Parigi il 26 giugno 1932, Rate si formò all’interno della rigorosa scuola dell’Opéra di Parigi, una delle istituzioni più antiche e prestigiose al mondo. Qui assimilò quella purezza di linea, quella precisione musicale e quell’eleganza sobria che costituiscono la cifra distintiva della scuola francese. Fin dagli anni della formazione, mostrò una qualità rara: la capacità di coniugare disciplina tecnica e naturalezza espressiva. Entrata nel corpo di ballo dell’Opéra, la sua ascesa fu costante e meritata. Negli anni Cinquanta e Sessanta, periodo di grandi trasformazioni per il balletto europeo, Jacqueline Rayet si impose come una presenza autorevole e al tempo stesso misurata. Non cercava l’effetto, né indulgava in virtuosismi fini a sé stessi; il suo era un stile costruito sull’equilibrio, sulla chiarezza del gesto e su una musicalità quasi interiore. Divenuta étoile, interpretò ruoli centrali del repertorio classico ...

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La Bayadère veneziana di Carlos Acosta a Birmingham (2027)

Il Birmingham Royal Ballet si prepara a segnare una tappa significativa nella propria storia recente con una nuova, ambiziosa produzione di La Bayadère, presentata al Birmingham Hippodrome nel febbraio 2027, uno dei principali poli teatrali del Regno Unito. Questo allestimento, firmato da Carlos Acosta, si distingue sin dalle sue premesse per una scelta di rilettura radicale: l’azione, originariamente ambientata in un’India immaginata secondo i canoni dell’esotismo ottocentesco, viene trasposta nella Venezia rinascimentale, con tutte le implicazioni simboliche, estetiche e drammaturgiche che tale spostamento comporta. Per comprendere la portata di questa operazione, è necessario ricordare che La Bayadère, creata nel 1877 al Teatro Bol’šoj Kamennyj di San Pietroburgo con coreografia di Marius Petipa e musica di Ludwig Minkus, rappresenta uno dei vertici del balletto classico imperiale russo. L’opera, intrisa di un immaginario orientalista tipico del XIX secolo, si fonda su una trama di amore tragico, rivalità e vendetta, culminante nella celebre scena del Regno delle Ombre, uno dei momenti più iconici dell’intero repertorio coreutico. Proprio questa scena, con la sua struttura ipnotica e la purezza geometrica del corpo di ballo, costituisce una sorta di banco di prova per ogni nuova interpretazione. L’intervento di Acosta si inserisce in una più ampia tendenza ...

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Analisi del personaggio di Siegfried: tecnica, interpretazione e storia

Siegfried è uno dei ruoli maschili più iconici e complessi del repertorio classico, un personaggio che richiede non solo un’eccellenza tecnica straordinaria, ma anche una profonda maturità interpretativa. Non è semplicemente il principe innamorato del Lago dei cigni: è un giovane uomo in formazione, alle prese con le prime responsabilità, con l’amore e con le illusioni che la vita gli presenta. Ogni gesto, ogni movimento, ogni sguardo contribuisce a raccontare la sua crescita interiore, rendendo il ruolo tanto drammaticamente ricco quanto fisicamente impegnativo. Storicamente, Siegfried nasce nella grande stagione del balletto romantico attraverso la coreografia originale di Marius Petipa e Lev Ivanov alla fine del XIX secolo. La figura del principe romantico riflette l’ideale dell’eroe giovanile: nobile, puro e desideroso di amore autentico. Tuttavia, il balletto lo sviluppa come un personaggio complesso, la cui crescita emotiva è strettamente intrecciata con la storia. Siegfried non è un eroe statico: attraversa una trasformazione continua, che si manifesta nella gestualità, nell’uso dello spazio scenico e nella dinamica del movimento. La sua ingenuità iniziale e la sua vulnerabilità di fronte all’inganno di Odile creano una tensione drammatica che accompagna tutta la seconda parte del balletto, rendendo la sua evoluzione palpabile e coinvolgente per il ...

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Il Festival Civitanova Danza presentata la sua 33ª edizione dal 3 luglio al 2 agosto

Il festival Civitanova Danza celebra la sua 33ª edizione dal 3 luglio al 2 agosto, confermandosi un punto di riferimento per la scena coreutica nazionale. Promosso dalla Città di Civitanova Marche, dall’Azienda Teatri di Civitanova e dall’AMAT, con il sostegno di MiC e Regione Marche, il festival – dedicato a Enrico Cecchetti – propone otto appuntamenti tra prime nazionali, residenze artistiche e progetti partecipativi. Il filo conduttore resta lo slogan “Civitanova danza tutto”, che riflette l’apertura a linguaggi, culture e stili differenti. L’inaugurazione, il 3 luglio al Teatro Rossini, è affidata a Näss (Les gens) del coreografo Fouad Boussouf, direttore di Le Phare – Centre chorégraphique national du Havre Normandie, presentato in prima nazionale. Ispirato alla tradizione musicale marocchina dei Nass el Ghiwane, lo spettacolo unisce energia contemporanea e radici culturali in una performance corale e acrobatica interpretata da sette danzatori. Il lavoro esplora il dialogo tra passato e presente, fondendo dimensione urbana e spirituale. Momento centrale è l’11 luglio con il Festival nel festival, una maratona che intreccia spettacoli e partecipazione pubblica. Si apre in Piazza XX Settembre (ore 19) con Carmen. Nous sommes toustes des étoiles di Anna Basti, progetto che coinvolge cittadini non professionisti, attraverso un laboratorio ...

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Analisi del personaggio di Clara: tecnica, interpretazione e storia

Il personaggio di Clara, protagonista de Lo Schiaccianoci, occupa un posto singolare nel repertorio del balletto classico, poiché si colloca al confine tra infanzia e maturazione artistica, tra racconto fiabesco e costruzione coreografica di grande raffinatezza. Analizzare Clara significa confrontarsi con un ruolo che, pur non essendo tecnicamente virtuosistico quanto altri grandi ruoli del repertorio ottocentesco, richiede una sensibilità interpretativa estremamente precisa e una consapevolezza stilistica che varia sensibilmente a seconda delle tradizioni coreografiche. Dal punto di vista storico, Lo Schiaccianoci nasce alla fine del XIX secolo nel contesto del teatro imperiale russo, su musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij e coreografia originaria di Marius Petipa, poi realizzata in larga parte da Lev Ivanov. Il libretto si ispira al racconto di E. T. A. Hoffmann, filtrato attraverso una versione più addolcita di Alexandre Dumas padre. In questo contesto, Clara emerge come una figura centrale ma sfuggente: una bambina borghese, immersa nell’atmosfera natalizia, che attraversa una dimensione onirica dove il confine tra realtà e fantasia si dissolve progressivamente. Originariamente, il ruolo di Clara (talvolta chiamata Masha nella tradizione russa, oppure Marie nella tradizione russa e nella versione di Balanchine) era affidato a una giovane allieva della scuola imperiale, il che spiega l’assenza ...

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Cotillon (balletto): storia, personaggi, curiosità e trama

Cotillon di George Balanchine rappresenta una delle creazioni più enigmatiche e affascinanti del primo periodo americano del coreografo, un’opera che riflette pienamente il suo passaggio verso una nuova concezione del balletto, sospesa tra memoria della tradizione e sperimentazione neoclassica. Creato nel 1932 su musica di Emmanuel Chabrier, il balletto si inserisce in un contesto artistico profondamente diverso rispetto a quello dei Ballets Russes, segnando una fase di transizione in cui Balanchine inizia a sviluppare un linguaggio sempre più personale. Dal punto di vista storico, Cotillon nasce in un’epoca in cui il balletto europeo stava attraversando una crisi di identità, mentre negli Stati Uniti si aprivano nuove possibilità creative. Dopo la morte di Sergej Djagilev nel 1929, molti artisti legati ai Ballets Russes si trovarono a ridefinire il proprio percorso. Balanchine, trasferitosi negli Stati Uniti, iniziò a lavorare in un contesto meno vincolato dalle convenzioni europee, dando vita a una serie di opere che esploravano nuove forme di espressione coreografica. Cotillon si distingue per la sua struttura apparentemente narrativa, che richiama l’atmosfera dei balli aristocratici ottocenteschi, ma che in realtà si sviluppa in una dimensione quasi onirica e simbolica. Il titolo stesso evoca una danza sociale, elegante e codificata, ma Balanchine utilizza questo riferimento ...

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Orsolina28 Art Foundation ‒ Stagione 2026: ritorno alle origini

Celebrare ciò che ci rende umani in un mondo sempre più frammentato. Con questa missione Orsolina28 Art Foundation inaugura la sua Stagione 2026, un traguardo significativo che coincide con il decimo anniversario della sua istituzione. Sotto la direzione artistica della fondatrice Simony Monteiro, la Fondazione si conferma un polo d’eccellenza internazionale, rinnovando la propria vocazione internazionale attraverso un programma che pone al centro la creazione coreografica contemporanea, con un focus costante su innovazione e talento. Il filo conduttore di quest’anno è un ritorno alle origini. In un mondo sempre più frammentato, dominato da conflitti, dall’avvento di nuove tecnologie e dalla minaccia del riscaldamento globale, la stagione di Orsolina28 porta l’attenzione su ciò che ci rende umani. Al centro di quello che facciamo c’è un desiderio molto semplice: creare uno spazio in cui si possa essere completamente umani, dove esplorare, esprimersi, cambiare idea, e dove questo cambiamento non sia solo accettato ma accolto ‒ dichiara Simony Monteiro ‒ Quanto accade qui, tra persone, in tempo reale, in uno spazio condiviso, ha un valore unico e insostituibile. Il cuore della stagione è rappresentato dalle residenze artistiche: periodi di lavoro in cui coreografi e danzatori abitano gli spazi della Fondazione sviluppando nuovi progetti. ...

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Viareggio Capitale Internazionale della Danza, edizione 2026

L’arte coreutica torna protagonista sul litorale toscano. Presentata ufficialmente la VI Edizione del Festival della Danza Città di Viareggio e le International Ballet Master Classes (IBMC). L’iniziativa, promossa con lungimiranza dal Comune di Viareggio fin dal 2021, si conferma un appuntamento di respiro globale capace di coniugare alta formazione, spettacolo e solidarietà. Sotto la guida del Primo Ballerino Andrea Volpintesta al suo quinto anno di Direzione Artistica, e in collaborazione con la Fondazione Festival Pucciniano, l’edizione 2026 trasformerà il Gran Teatro Giacomo Puccini di Torre del Lago nel cuore pulsante della danza d’eccellenza. Alta Formazione e Perfezionamento con l’Accademia Pucciniana Le IBMC 2026 (27 aprile-3 maggio) si confermano una porta d’accesso privilegiata al professionismo. Durante la settimana di Master Classes, si terranno le selezioni per l’accesso diretto al Corso di Formazione e Perfezionamento di Danza Classica e Contemporanea 2026/27 dell’Accademia Pucciniana, istituzione che vanta la Direzione Artistica del Maestro Placido Domingo. Il settore danza dell’Accademia sarà curato personalmente da Sabrina Brazzo (Étoile, già Prima Ballerina del Teatro alla Scala) e Andrea Volpintesta. Il parterre di docenti per le IBMC 2026 schiera nomi di rilievo internazionale provenienti dai più prestigiosi contesti Accademici Internazionali: Sabrina Brazzo & Andrea Volpintesta (Teatro alla Scala); ...

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Analisi di Drosselmeyer: tecnica, interpretazione e storia

Drosselmeyer è una delle figure più enigmatiche e affascinanti del balletto Lo Schiaccianoci, un personaggio che sfugge a definizioni univoche e che, proprio per questa sua natura ambigua, rappresenta una sfida interpretativa di grande profondità. Non è semplicemente un comprimario o un narratore, ma il motore stesso della vicenda: colui che innesca il passaggio dal mondo reale a quello fantastico, dal quotidiano all’onirico. Analizzarne la tecnica, l’interpretazione e la storia significa entrare nel cuore stesso del linguaggio del balletto classico e del suo rapporto con il teatro e la narrazione. Dal punto di vista storico, Drosselmeyer nasce nell’adattamento coreografico del racconto romantico di E.T.A. Hoffmann, Schiaccianoci e il re dei topi, filtrato attraverso la versione più edulcorata di Alexandre Dumas. Quando il balletto debuttò nel 1892 con la musica di Čajkovskij e la coreografia iniziale di Marius Petipa (sviluppata poi da Lev Ivanov), il personaggio di Drosselmeyer si configurò immediatamente come figura liminale: padrino della protagonista Clara (o Marie, a seconda delle versioni), inventore eccentrico, mago, burattinaio, ma anche potenziale manipolatore degli eventi. Nel corso delle diverse riprese storiche, il suo ruolo si è ampliato o contratto, ma ha sempre mantenuto questa aura di mistero. Dal punto di vista tecnico, ...

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