La scomparsa della ballerina russa Ninel Alexandrovna Petrova, avvenuta il 7 marzo 2026 a San Pietroburgo, ha suscitato commozione negli ambienti della danza classica internazionale. Con lei se ne va una delle ultime testimoni dirette di un’epoca cruciale nella storia del balletto russo, una generazione di artisti cresciuti all’ombra della grande tradizione accademica di Leningrado e formatisi in un periodo storico segnato da profondi mutamenti politici e culturali. La sua lunga vita, durata oltre un secolo, attraversò infatti alcune delle fasi più drammatiche e allo stesso tempo più feconde della cultura coreutica del Novecento, dalla stagione sovietica del dopoguerra fino alla rinascita artistica della Russia contemporanea. Nata a Leningrado il 15 marzo 1924, Petrova crebbe in una città che rappresentava uno dei centri mondiali del balletto. Fin dall’infanzia entrò in contatto con quell’ambiente artistico straordinariamente ricco che aveva ereditato la tradizione del balletto imperiale russo. La madre di Ninel Petrova era amica della famosa ballerina Vera Fokina, moglie del grande maestro Michel Fokine, ballerino e coreografo tra i più influenti innovatori del balletto del XX secolo il quale collaborò con figure del calibro di Anna Pavlova e Sergei Diaghilev. Le due famiglie erano inoltre vicine di casa, circostanza che contribuì ...
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