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La coreografia Pelican di Rauschenberg: l’errore che diventò performance

La storia di Pelican occupa un luogo singolare e quasi mitico all’interno delle avanguardie artistiche americane degli anni Sessanta. Non si tratta soltanto di una coreografia, ma di un episodio in cui errore, caso e gesto creativo si intrecciano fino a generare una delle esperienze più eccentriche e fugaci del rapporto tra arti visive e danza. L’opera nasce nel 1963 da una circostanza accidentale: un errore di programma attribuì a Robert Rauschenberg la qualifica di coreografo in un contesto performativo legato al circuito della danza sperimentale newyorkese. L’artista, già profondamente immerso nell’ambiente del Judson Dance Theater e vicino a coreografi e danzatori come Trisha Brown, decise di non correggere l’errore ma di assumerlo come possibilità creativa, trasformandolo in un’opera vera e propria. Pelican viene così concepita come una performance ibrida, costruita su una struttura aperta e non narrativa, in cui il movimento nasce dall’interazione tra corpi, oggetti e spazio. I performer utilizzano pattini a rotelle, biciclette e grandi elementi scenici, tra cui imponenti “ali” in forma di paracadute che diventano dispositivi di trasformazione del corpo nello spazio. L’idea non è quella di rappresentare qualcosa, ma di mettere in atto una condizione di instabilità controllata, dove il rischio fisico diventa parte ...

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La stagione 26-27 del National Ballet of Canada segna il 75° anniversario

La stagione 2026-27 del National Ballet of Canada si apre come una delle più significative della sua storia recente, segnando il 75° anniversario della compagnia con un cartellone che alterna grandi classici del repertorio narrativo, capolavori del Novecento e nuove creazioni commissionate a coreografi contemporanei. È una stagione costruita come una sorta di autoritratto artistico: uno sguardo sul passato che non rinuncia a interrogare il presente e a proiettarsi verso il futuro del linguaggio coreografico. L’inaugurazione è affidata a Romeo and Juliet di John Cranko, in scena dal 31 ottobre all’8 novembre 2026. Si tratta di uno dei titoli più emblematici del balletto narrativo del Novecento, tornato nel repertorio della compagnia dopo anni di assenza e ripreso proprio in occasione delle celebrazioni anniversarie. La coreografia, costruita sulla partitura di Sergej Prokof’ev, mette al centro la tensione tra dramma e lirismo, affidando alla danza il compito di tradurre in gesto la tragedia shakespeariana. È un titolo che, nella tradizione del National Ballet, rappresenta anche un banco di prova tecnico e interpretativo per il corpo di ballo. La stagione prosegue con Emergence di Crystal Pite e Silent Screen di Sol León e Paul Lightfoot, in programma dal 13 al 20 novembre 2026. ...

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Il danzatore professionista Francesco Mezzoli “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Il mio balletto preferito è da sempre Lo Schiaccianoci. Mi affascinano la sua trama e la sua straordinaria musica. Inoltre, è stato uno dei primi balletti che ho interpretato appena entrato alla Scuola di Ballo dell’Accademia del Teatro alla Scala ed è stato anche il primo balletto che ho danzato da professionista, una volta entrato in compagnia. Per questo motivo ho un legame molto forte e speciale con quest’opera. Il balletto contemporaneo prediletto? Attualmente non saprei indicarne uno in particolare. Fin da piccolo sono sempre stato maggiormente affascinato dal balletto classico e ho dedicato gran parte della mia attenzione a questo repertorio. Il Teatro del cuore? Il Teatro alla Scala di Milano. Fin da bambino ho sempre sognato di danzare su quel prestigioso palcoscenico e ho avuto la fortuna di poterlo fare quando ero allievo dell’Accademia. È stata una delle emozioni più belle della mia vita. In futuro mi piacerebbe tornare ad esibirmi alla Scala come ballerino professionista e non più come allievo. Un romanzo da trasformare in balletto? Anna Karenina di Lev Tolstoj. È un romanzo che possiede tutti gli elementi ideali per essere trasformato in balletto: passione, tradimento, grandi emozioni, scene di forte impatto ...

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“Anima Flegrea”: al via l’edizione 2026 del Festival Internazionale della Cultura e della Danza

Il legame profondo tra l’arte coreutica, la grande tradizione culturale e la suggestione storica del territorio si rinnova a Bacoli, dove, tra giugno e settembre 2026, prende vita la quarta edizione del Festival Internazionale della Cultura e della Danza “Anima Flegrea”. Il progetto, nato dall’intuito e dalla direzione artistica del Maestro Antonio Colandrea, è promosso dal Comune di Bacoli e dall’Associazione AR-TU, con il sostegno della Regione Campania. Concepito come un viaggio itinerante di valorizzazione, il Festival associa alle sue tappe un prestigioso premio volto a celebrare le più lucide eccellenze della Cultura e dell’Arte, articolandosi quest’anno in quattro grandi appuntamenti capaci di unire lo spettacolo dal vivo alla narrazione dei luoghi più iconici della costa flegrea. Il sipario ideale della kermesse si alzerà lunedì 22 giugno 2026, alle ore 21:00, nella raffinata cornice del Resort Punta Pennadio Lido, con la serata Avant Première, l’evento inaugurale che ospita la conferenza stampa di presentazione dell’intera rassegna, alla presenza della madrina Veronica Maya, l’incontro vede gli interventi istituzionali del Sindaco di Bacoli Josi della Ragione, del Vicesindaco Mauro Cucco, della Presidente dell’Associazione AR-TU Monica Carannante, accanto alla visione dell’imprenditrice Rossella Bentivoglio e dello stesso Direttore Artistico Antonio Colandrea. La parola cede poi ...

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La Stagione 2026/2027 del Teatro Morlacchi di Perugia

Il Direttore del TSU Nino Marino: «La nuova Stagione del Teatro Morlacchi nasce dal desiderio di immaginare un teatro capace di tenere insieme mondi diversi: grandi interpreti della scena italiana, nuove generazioni di artisti, classici, teatro di regia, nuove scritture, spettacoli tratti da importanti opere letterarie, danza, teatro civile. Linguaggi differenti che convivono senza gerarchie, mettendo in dialogo pubblici ed esperienze diverse. In un tempo in cui tutto tende a separarci e semplificarci, il teatro continua a essere uno dei pochi luoghi dove le persone possono ancora vivere qualcosa insieme, nello stesso spazio e nello stesso momento. Per questo il Morlacchi prova a essere un teatro aperto, popolare e contemporaneo. Accanto alla prosa, la danza occupa uno spazio sempre più centrale attraverso esperienze internazionali che intrecciano corpo, immagine, musica e nuove forme della scena, trasformando il palcoscenico in un luogo di immersione e scoperta. Il Teatro Ridotto si conferma invece spazio di prossimità e sperimentazione, dedicato all’incontro diretto tra artisti e spettatori. Ci sarà inoltre una nuova edizione di “Perché non ballate?”, rassegna diventata negli anni un punto di riferimento per osservare le nuove traiettorie della danza. Più che una successione di spettacoli, la prossima sarà una Stagione pensata per ...

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Pastorale (balletto): storia, personaggi, curiosità e trama

Nel vasto e affascinante universo dei Ballets Russes, compagnia che rivoluzionò profondamente il linguaggio della danza nel primo Novecento, esistono opere che, pur non avendo raggiunto la fama di capolavori come L’Uccello di Fuoco o Petruška, conservano un enorme valore storico e artistico. Tra queste figura Pastorale, un balletto in due atti presentato per la prima volta il 29 maggio 1926 al Théâtre Sarah-Bernhardt di Parigi. Lo spettacolo nacque dall’incontro tra alcune delle personalità più innovative dell’epoca: Serge Diaghilev, instancabile promotore delle avanguardie artistiche europee, il giovane coreografo George Balanchine, destinato a diventare una delle figure più influenti della danza del XX secolo, il librettista Boris Kochno e il compositore francese Georges Auric. Quando Pastorale debuttò sulle scene parigine, il mondo dello spettacolo stava vivendo una fase di profonde trasformazioni. Il cinema, ancora muto ma già amatissimo dal grande pubblico, stava modificando il modo di raccontare storie e di immaginare la realtà. Kochno colse perfettamente questo clima di cambiamento e costruì una vicenda leggera, ironica e sorprendentemente moderna, ambientata non tra principi, fate o creature mitologiche, ma nel contesto di una troupe cinematografica impegnata nelle riprese di un film all’aperto. Una scelta insolita per l’epoca e particolarmente innovativa per il ...

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Excelsior, lo storico spettacolo dei Colla torna al Piccolo Teatro

A dieci anni dalla sua ultima rappresentazione sui palcoscenici nazionali e internazionali, Excelsior, storico spettacolo della Compagnia, è riproposto al Teatro Grassi di Milano, per sole dieci repliche dal 17 giugno. Tranne leggeri e necessari lavori di restauro, lo spettacolo è proposto nella sua integrità e con una rivisitazione a sorpresa, introdotta da Eugenio Monti Colla nel 2015. Il ballo Excelsior, nato in epoca positivista, fu rappresentato la prima volta a Milano, al Teatro alla Scala, l’11 gennaio 1881. Autore del libretto e della coreografia, Luigi Manzotti, della musica Romualdo Marenco. Il successo del ballo fu travolgente e fu ripreso spesso negli anni successivi fino 1916. Secondo la consuetudine del tempo, passò alla piccola ribalta delle marionette: la sua prima rappresentazione ebbe luogo al Teatro Gerolamo di Milano l’8 marzo 1884 per opera della compagnia di Luciano e Rinaldo Zane. Nel 1895 tocca alla Carlo Colla & Figli mettere in scena Excelsior con il titolo Civiltà e Progresso. Con il nome definitivo di Excelsior, lo spettacolo approda al Teatro Gerolamo quando la Compagnia ci entra nel 1906: in quegli anni il Gran Ballo scaligero cominciava a vedersi meno, divenendo unico retaggio del teatro delle marionette e, più particolarmente, della Compagnia ...

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Raffaele Paganini nuovo Direttore Artistico di Art Village: al via una nuova stagione tra formazione, spettacolo e giovani talenti

Art Village inaugura una nuova fase del proprio percorso culturale con la nomina di Raffaele Paganini a Direttore Artistico delle sedi di Roma e Torino. Una scelta che segna un importante passaggio strategico per la realtà dedicata alla formazione, alla produzione e alla diffusione della cultura artistica, con l’obiettivo di rafforzare il proprio ruolo nel panorama nazionale delle arti performative. Celebre ballerino e interprete della scena artistica italiana e internazionale, Paganini metterà la propria esperienza al servizio dello sviluppo culturale e creativo di Art Village, contribuendo alla definizione di una nuova visione progettuale orientata alla crescita dei giovani talenti e alla valorizzazione delle diverse discipline artistiche. Nel suo nuovo incarico, il Direttore Artistico sarà chiamato a guidare le attività dedicate alla danza, al teatro e alla musica, promuovendo percorsi formativi innovativi, produzioni originali, workshop, eventi speciali e collaborazioni con professionisti e istituzioni del settore. L’obiettivo è consolidare il posizionamento di Art Village come punto di riferimento per la formazione artistica e la sperimentazione culturale. La nomina si inserisce all’interno di un percorso di crescita che negli ultimi anni ha visto Art Village ampliare la propria offerta, favorendo il dialogo tra linguaggi creativi differenti e creando opportunità concrete per artisti emergenti ...

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Il danzatore Tommaso Spadaccino “allo specchio”

Balletto classico preferito? Romeo e Giulietta. Balletto contemporaneo preferito? Dante Project di Wayne McGregor. Il teatro del cuore? Teatro alla Scala di Milano, Opéra de Paris, Teatro dell’Opera di Roma. Un romanzo da trasformare in balletto? Odissea. E invece un film da cui trarre uno spettacolo di balletto? Il favoloso mondo di Amélie. Il costume di scena che hai indossato e che hai preferito? Season’s Canon. A quale colore associ la danza? Rosso. Che profumo ha la danza? La danza ha un profumo unico e inconfondibile, quello che ogni ballerino riconosce all’istante: il profumo delle sale di danza, fatto di impegno, passione, emozioni e sogni condivisi. La musica più bella mai scritta per un balletto? Romeo e Giulietta, motivo per cui è il mio preferito. Il film sulla danza imperdibile? Billy Elliot. Due leggende della danza del passato, uomo e donna? Michail Baryšnikov e Carla Fracci. Il tuo “passo di danza” preferito? Grand jeté. Tra i personaggi del grande repertorio classico, chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale? Romeo. Chi è stato il genio per eccellenza della coreografia? Jiří Kylián. Guardandoti indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? La ringrazierei per aver abbellito il mondo con la sua arte ...

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TCBO: l’eleganza minimalista di Edward Clug per “Cluster”

Presenta quattro opere insieme Cluster, lo spettacolo del coreografo di fama internazionale Edward Clug con il Balletto del Teatro Nazionale Sloveno di Maribor che fonde danza classica, neoclassica e contemporanea, in scena per la Stagione di Danza 2026 del Teatro Comunale di Bologna. Proof e Mutual Comfort, entrambe presentate in prima italiana, Handman e infine Cluster, che dà il titolo al lavoro, offrono al pubblico del Comunale Nouveau, mercoledì 24 e giovedì 25 giugno alle ore 20.30, una combinazione sorprendente di movimento poetico, profondità intellettuale e virtuosismo tecnico: sono infatti tra le coreografie più suggestive create da Clug tra il 2015 e il 2022 per i Nederlands Dans Theater 1 e 2. Nata nel 2017, Proof esplora i temi della fragilità e della resilienza umana, ricreando un mondo ipnotico di ritmo e introspezione sulle note dei Radiohead e di Thom Yorke, con le luci di Tom Visser, le scene di Marko Japelj e i costumi di Leo Kulaš. «I Radiohead trasformano le emozioni contemporanee, come trauma, isolamento, perdita di connessione con sé stessi o con la società, in bellezza – spiega Clug – attraverso il loro processo artistico. Quella bellezza viene vissuta anche attraverso gli sforzi dei danzatori, le immagini ...

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