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Teatro dell’Opera di Roma a tutta danza in “La bella addormentata” con Marianela Nuñez e “Le Parc” con Eleonora Abbagnato

Il Teatro digitale del Teatro dell’Opera di Roma, dopo le prime quattro settimane di programmazione, propone ogni giorno, senza soluzione di continuità, un nuovo appuntamento: una ampia e varia selezione, a titolo gratuito, degli spettacoli applauditi nelle ultime stagioni, sul canale youtube del teatro. Si Parte con il balletto più classico del repertorio romantico, La bella addormentata che, grazie alla musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij, non smette mai di far sognare il pubblico di grandi e piccoli. La versione è quella di Jean-Guillaume Bart, andata in scena nel settembre 2018, con Marianela Nuñez, principal dancer al Royal Ballet di Londra, per la prima volta al Teatro dell’Opera, e Vladislav Lantratov, con le magnifiche scene e i preziosi costumi di Aldo Buti. (Giorni di programmazione: mercoledì 15 e sabato 18 aprile). Per gli amanti della danza un titolo che è da subito diventato un’icona della nuova danza di fine ottocento, Le Parc che Angelin Preljocaj – coreografo francese d’origine albanese appartenente alla seconda generazione della “nouvelle danse” – ha creato per i ballerini dell’Opéra di Parigi. Al Costanzi è andato in scena nel maggio 2016 con Eleonora Abbagnato e Stéphane Bullion protagonisti dei raffinati e delicati giochi nei sentieri dell’amore. (Giorni di programmazione: mercoledì 22 e sabato 25 aprile). Sara ...

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Julio Bocca: sono stato io a chiedere a mia madre di studiare danza per fare il ballerino

Julio Bocca argentino, danzatore tra i più brillanti e irripetibili della scena mondiale, con le sue performance perfette ha incantato e sedotto le platee dei teatri più importanti, diventando nell’immaginario di tutti una stella, un’icona della danza mondiale. Gentile Julio, andando indietro nel tempo quali sono i primi ricordi che affiorano legati alla danza? Com’è nata questa sua nobile passione? Mio nonno era italiano, nella nostra casa c’è sempre stata l’arte. Vengo da una famiglia della classe media, mio nonno ha fatto studiare a mia madre il piano, il violino, la danza. L’arte è sempre stata al primo posto nella mia famiglia, sono stato io a chiedere a mia madre di studiare danza per fare il ballerino. Quali sono i ricordi più belli legati a tutto il periodo alla scuola di ballo del Teatro Colòn? La prima scuola che ho frequentato è “Expresión Corporal”, la Scuola Nazionale di Danza qui a Buenos Aires. Ho iniziato a 7 anni. Il mio maestro era un ballerino del Teatro Colòn, e ha proposto a mia mamma di presentarmi lì. Sono andato a fare l’audizione quando avevo 8 anni, ma per entrare il limite era di 10. Essendo l’unico uomo mi hanno preso comunque ...

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L’impatto psicologico dell’infortunio sul danzatore

L’infortunio è uno dei problemi più sentiti e temuti dai ballerini, sia professionisti che amatori. Questi incidenti di percorso, infatti, comportano una temporanea interruzione dell’attività, evento che può far perdere tempo prezioso, opportunità lavorative o semplicemente interrompere fino a data da destinarsi il benessere procurato dalla danza. E’ dunque evidente che ogni infortunio genera ripercussioni non solo sul corpo del danzatore ma anche sul suo stato psicologico. Nadine Kaslow, ex danzatrice, ora Professoressa di Psicologia all’Emory University di Atlanta e psicologa dell’Atlanta Ballet, dichiara che molti danzatori trovano nella danza la loro identità psicologica e sociale. Perdendola si sentono come se avessero perso tutto, in loro nascono l’insicurezza nelle proprie capacità e un doloroso senso di vuoto. Il ballerino è talmente concentrato sulla danza, infatti, che accantona ogni altro pensiero o preoccupazione, ed è considerato da tutti (e da se stesso) quasi infallibile. Dopo un infortunio però il danzatore si scontra con la cruda realtà: è un essere umano, e i sentimenti e le paure che vivono comunemente le persone affiorano anche in lui che si trova a doverli affrontare senza poter contare su ciò che gli dona forza e sicurezza, e che lo aiuta a ridurre lo stress quotidiano, ...

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Roberto Capucci firma i costumi di Prometeo per il Festival dei Due Mondi di Spoleto

Quando la danza incontra una delle più grandi firme dell’alta moda italiana non può che nascere un binomio avvincente. Roberto Capucci firmerà i costumi del concerto in forma scenica intitolato “Le creature di Prometeo, Le creature di Capucci”. Lo spettacolo si svolgerà il 28 agosto 2020 al Festival dei Due Mondi di Spoleto. Nell’anno in cui ricorre il 250° anniversario della nascita di Ludwig van Beethoven, la Fondazione Carlo Felice di Genova dà vita ad un inedito incontro tra arti. Un evento che mira a celebrare il genio creativo di storici protagonisti distanti nel tempo e vicini nell’estro. Da un lato troviamo Ludwig van Beethoven con l’unica tra le sue opere nata per il balletto. La composizione in due atti “Le Creature di Prometeo” (Die Geschöpfe des Prometheus), Op.43, commissionata dal coreografo Salvatore Viganò e con debutto a Vienna nel 1801. Dall’altro Roberto Capucci, maestro dell’alta moda internazionale. Il grande couturier, innovatore di stile, capace di far dialogare gli abiti con la natura, l’arte e l’architettura, è qui protagonista con una serie di bozzetti dal forte impatto visivo. Le creazioni sono state da poco esposte nella mostra “Capucci Dionisiaco. Disegni per il teatro”. I due processi artistici si incontrano in ...

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Le dodici cose che solo i ballerini possono capire

Chi ha ballato nella sua vita, professionalmente o a livello amatoriale ma con passione, lo sa bene: bisogna essere un po’ folli per dedicarsi alla danza, sentirla nel profondo e amarla visceralmente. Di seguito elenchiamo una lista esplicativa di situazioni che distinguono i bizzarri ballerini dai ‘comuni mortali’. ‘Non posso, ho danza’. E’ la frase più ripetuta, quasi un mantra, quando gli amici propongono un’uscita serale e il ballerino ha lezione di danza. La vita del danzatore, infatti, consiste in poche attività che si ripetono come routine coreografiche: andare a scuola o al lavoro, poi a lezione di danza, quindi tornare a casa. Questa sequenza si ripete all’infinito. Il danzatore approfitta di qualsiasi elemento di arredo urbano per improvvisare una seduta di stretching e dare sollievo ai muscoli indolenziti per il lavoro in sala. Allo stesso modo, ovunque si trovi, al supermercato o in ufficio, marca le sequenze coreografiche per introiettare i passi e il ritmo alla perfezione, guadagnandosi occhiate incerte dai presenti. Ma non gli importa, la danza viene prima. Il ballerino deve spesso spiegare a familiari e amici che la lezione di danza non è un pericoloso addestramento corpo a corpo dei Navy Seal. I lividi, le botte ...

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Butoh Festival Amsterdam: al via la IV edizione

Butoh

Il 9 e il 10 ottobre 2020 Amsterdam ospiterà il Butoh International Festival, evento attesissimo a livello internazionale con 13 performers provenienti da Argentina, Brasile, Francia, Italia, Giappone, Regno Unito e 12 performances.  Gli artisti che prenderanno parte al Festival sono Adrien Gaumé (Francia); Cécile Raymond (Francia); Elisabeth Damour (Francia); Kea Tonetti (Italia);  Juju Alishina (Giappone); Lorna Lawrie (Argentina); Luan Machado (Brasile); Rebecca Buckle (Regno Unito); Suzi Cunningham (Regno Unito);  Teruyuki Nagamori (Giappone); Tina Besnard (Francia); Tivitavi  (Italia); Valeria Geremia (Italia). Sarà l’unico festival di danza Butoh prodotto quest’anno nel mondo, da marzo. Butō (舞踏? talvolta riportato come butoh) è il nome di varie tecniche e forme di danza contemporanea ispirate dal movimento Ankoku-butō (暗黒舞踏? “danza tenebrosa”) attivo in Giappone negli anni cinquanta. Aspetti tipici del butō sono la nudità del ballerino, il corpo dipinto di bianco, le smorfie grottesche ispirate al teatro classico giapponese, la giocosità delle performance, l’alternarsi di movimenti estremamente lenti con convulsioni frenetiche. Non esiste una messa in scena tipica del butō. Le sue origini vengono fatte risalire a Tatsumi Hijikata e a Kazuo Ōno. Il primo spettacolo butō fu presentato un festival di danza giapponese da Tatsumi Hijikata nel 1959 col nome di Kinjiki (禁色? ...

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Al via la 40ª edizione di Oriente Occidente Dance Festival a Rovereto

Prende il via dal 3 al 12 settembre 2020 la 40 esima edizione di Oriente Occidente Dance Festival a Rovereto. La kermesse torna in una versione rivisitata a causa del covid-19. L’evento sarà caratterizzato dal distanziamento fisico, ma anche da tanta voglia di ripartire e di tornare nuovamente a sognare e a ballare. L’edizione di quest’anno punterà tutto sui temi di forza e fragilità, presenza e movimento, contatto e distanza, solitudine e socialità. Come siamo cambiati in questo tempo di isolamento? Qual è oggi la nostra visione sul corpo? Cosa ci hanno fatto l’assenza di contatto fisico, la paura del contagio, l’incertezza diffusa sul futuro, le contraddizioni delle tecnologie, la fragilità che ha invaso il mondo? Siamo oggi più consapevoli della nostra finitezza? Quali pratiche per sopravvivere? Oriente Occidente Dance Festival si interroga sul particolare momento attuale che stiamo vivendo. A tal proposito si coinvolgeranno artisti, intellettuali e pubblico in una riflessione che si sintetizza nel binomio corpo politico/corpo poetico. Per far fronte al propagarsi della pandemia abbiamo tutti assunto comportamenti responsabili. Ciò ci ha portato a modificare le nostre abitudini quotidiane. Ma anche il nostro modo di lavorare, di relazionarci con l’altro. Così è stato per l’Oriente Occidente Dance Festival. Gli ...

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Perché il danzatore considera normale ballare nonostante il dolore?

  Il dolore è il modo attraverso cui il corpo comunica che qualcosa non va e svolge dunque una funzione fondamentale nella sopravvivenza dell’individuo. I nocicettori o recettori del dolore sono sparsi ovunque nel nostro corpo e svolgono l’essenziale funzione di identificare stimoli pericolosi e di segnalare la necessità di reagire a un danno all’integrità fisica. L’esperienza del dolore è complessa, in quanto determinata dalla dimensione affettiva e cognitiva, da esperienze passate, dalla struttura psichica e da fattori socio-culturali, e crea disagio fisico e psicologico. Costringersi a ignorare il dolore e a sopportarlo senza affrontarne le cause, rischia di metterci in condizione di non avere più accesso a queste essenziali informazioni fornite dal corpo. I ballerini sono noti per continuare a ballare nonostante tutto, perché un certo livello di dolore fa parte dell’essere un danzatore. Ecco perché è necessario saper distinguere tra dolore ‘buono’ e dolore ‘cattivo’. Il primo può essere definito come sensazione di indolenzimento che si verifica per esempio quando il corpo viene spinto al punto di tensione durante lo stretching. Il secondo invece può essere invalidante e impedire di eseguire normalmente i passi e la pratica. Il problema è che spesso i ballerini non si fermano neppure ...

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Al via la quarta edizione del Festival Internazionale della Danza e delle Danze

Ritorna a Nepi dal 20 al 22 agosto la quarta edizione del prestigioso Festival Internazionale della Danza e delle Danze. Le tre serate vedranno l’alternarsi di numerosi ospiti. Tra le personalità di questa edizione 2020 ci sono: Carla Fracci, Lorella Cuccarini, Luciana Savignano. Ed ancora: Samuel Peron, Anastasia Kuzmina, Alma Manera, Micha Van Hoecke, Alviero Martini, Roberta Beccarini. Il Festival Internazionale della Danza e delle Danze è fondato da Paolo Tortelli e Maria Pia Liotta. L’organizzazione è curata da Alta Classe Accademia dello Spettacolo, sotto la direzione artistica di Maria Pia Liotta e con il patrocinio del Comune di Nepi. La kermesse prevederà tre giorni di grandi esibizioni con ospiti prestigiosi e rappresentanti autorevoli del settore tersicoreo. Dopo due anni di assenza il Festival ritorna nella sua sede di origine, Nepi, fortemente voluto dall’Amministrazione Comunale e dal Sindaco Franco Vita. Un’importante novità di questa edizione è rappresentata dalla giornata di apertura. L’opening non si terrà all’interno del Castello dei Borgia ma nella Piazza del Comune di Nepi. L’apertura ufficiale prevederà la presenza di Carla Fracci. Il Sindaco vuole omaggiare la grande Signora della Danza della cittadinanza onoraria, insieme al direttore artistico del Festival Maria Pia Liotta. E proprio quella sera Carla Fracci compie ...

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E.sperimenti Dance Company in scena con “50 min/50 mq”

Tra le compagnie di danza italiane più attive in Estremo Oriente, già all’interno di #WeAreItaly promosso dal Ministero degli Affari Esteri e con date a Budapest, Helsinki, Hong Kong, Singapore, Jakarta, Kuala Lumpur, E.sperimenti Dance Company torna in scena con lo spettacolo 50 min 50 mq. La tournée nazionale vedrà la compagnia sul palco l’8 agosto a Ciciliano (Roma) e il 28 agosto a Corinaldo (AN) per il Festival Danza Urbana Corinaldo. 50 mq: la dimensione di un palco, ma anche la dimensione dei monolocali dove tanti di noi hanno trascorso settimane di quarantena. È così che l’esperienza della clausura si fa spettacolo di danza con ironia, danzando – anche – sulle strofe di Alessandro Mannarino “esci, vai fuori, vivi”. Compagnia professionistica italiana dal respiro internazionale, diretta da Patrizia Salvatori, E.sperimenti Dance Company in quarantena non ha mai sospeso le prove, sfruttando le piattaforme digitali. I suoi danzatori hanno lavorato ogni giorno, mettendosi in gioco e creando le loro partiture, ognuno nella propria casa, uniti solo dal supporto video digitale. È nato così 50 min 50 mq: uno spettacolo positivo ed emozionale, in cui l’artista che è dentro ciascuno di noi, stretto proprio in 50 mq, travalica le pareti, corre da stanza a stanza e disegna un invisibile filo immaginario che continua ad unire tanti corpi, menti, linguaggi ed ...

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Biomeccanica del danzatore e prevenzione degli infortuni

Uno dei compiti più importanti dell’insegnante di danza consiste nella preservazione e nel miglioramento della salute dei propri allievi che, per poter raggiungere la perfetta fusione tra movimento, corpo e arte, devono sottoporsi a stress sia dal punto di vista fisico che psicologico. Per sfruttare a fondo i benefici offerti dalla danza ed evitare che il suddetto stress fisiologico provochi infortuni con conseguenti patologie, è essenziale conoscere a fondo la biomeccanica del corpo e comprendere le modalità con cui esso si muove nello spazio, nel compiere gesti quotidiani e movimenti più complessi, come nel caso dei danzatori. Il movimento, infatti, è una fondamentale funzione organica da cui dipendono il benessere e la qualità della vita di ogni individuo. Tornando alla danza e riferendoci in particolare a quella classica, l’insegnante per esempio deve sapere qual è l’età giusta per l’uso delle scarpette da punta, ossia non prima degli 11-12 anni, e deve essere in grado di frenare la smania di allievi e genitori se lo sviluppo osseo-cartilagineo di piede e colonna non è ancora avvenuto pienamente. In linea generale, è necessario considerare l’età dell’allievo e la sua padronanza della tecnica, perché eventuali posizioni errate in mezza in mezza punta si accentuano ...

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PROSPETTIVE01 – Ezio Tangini: “Il Butoh per me è la ricerca di una danza autenticamente vera”

“Prospettive01” è una rubrica rivolta ad artisti e contesti che rappresentano un mondo di talenti in continua evoluzione. Ideata e curata da Lorena Coppola, la rubrica si propone di raccogliere una serie di interviste e di articoli mirati a dar voce e spazio a tutte le fasce creative del mondo coreutico che costituiscono giovani realtà in via di sviluppo ed espansione, progetti innovativi, o realtà già consolidate, di spiccato talento, meritevoli di attenzione. Un luogo di rivelazione e di incontro di nuove prospettive. Il 9 e 10 ottobre 2020 Amsterdam ospiterà il Butoh International Festival, organizzato da Ezio Tangini, direttore artistico, danzatore e artista poliedrico, membro della compagnia “In Between”, che, in questa intervista esclusiva, si racconta al Giornale della Danza. Come si è avvicinato alla danza Butoh e in che momento della Sua carriera artistica? Ho frequentato il primo laboratorio intensivo di un mese condotto da Masaki Iwana, in Normandia nel 1998, su indicazione di una collega. Ho partecipato ad altri quattro intensivi di Masaki Iwana. Nel corso dell’ultimo intensivo, nel 2003, ho fondato, assieme a tre colleghi, la compagnia di danza “In Between”. Quali sono stati i suoi principali Maestri? Masaki Iwana e Silvia Rampelli. Con il termine ...

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