Il balletto classico preferito? Manon. Ma il Romeo di MacMillan è quello che ha più significato per me. Il balletto contemporaneo prediletto? In the Upper Room di Twyla Tharp. Il teatro del cuore? La Royal Opera House. Un romanzo da trasformare in balletto? Il gabbiano di Jonathan Livingston. Un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Il filo nascosto (Phantom Thread) diretto da Paul Thomas Anderson. Il costume di scena che hai preferito indossare? Romeo ed Oberon. Quale colore associ alla danza? Tutti. Che profumo ha la danza? Sudore. La musica più bella scritta per balletto? Chopin per La Dame aux camélias e Massenet per Manon. Il film di danza irrinunciabile? ABT Now. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Anthony Dowell e Irina Kolpakova. Il tuo passo di danza preferito? Piqué arabesque enveloppé en dehors, il primo passo della variazione di Des Grieux nel primo atto di Manon. Chi ti sarebbe piaciuto essere, nella vita reale, tra i personaggi del grande repertorio della danza? Sicuramente nessuno di loro. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Kenneth MacMillan. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Esisti davvero!? Tre parole per descrivere la disciplina della ...
Read More »Acosta Danza Yunior – “Next Generation”: tra radici e fuga
Il 9 e 10 giugno 2026 al Lighthouse Poole e, successivamente, dal 17 al 20 giugno 2026 al Sadler’s Wells East, Acosta Danza Yunior ‒ la nuova formazione giovanile nata nel 2023 per iniziativa di Carlos Acosta ‒ debutterà nel Regno Unito con Next Generation. L’apertura della serata è affidata a Susana Pous con Fuga, un lavoro che affronta in modo diretto il tema della migrazione cubana. La coreografia costruisce una drammaturgia della costrizione, comprimendo i danzatori in uno spazio scenico ridotto che genera una fisicità nervosa, fatta di interruzioni narrative, tensioni irrisolte e vuoti geometricamente controllati. A seguire, Mundo Interpretado, di Juliano Nunes, che sviluppa una scrittura coreografica che oscilla tra dimensione emotiva e tensione spirituale. Il lavoro dialoga con le arti visive grazie all’installazione dell’artista cubana Glenda León, che dissemina lo spazio scenico di ninfee, creando un paesaggio rarefatto e di forte impatto estetico. Lo spettacolo include una nuova creazione di Didy Veldman, che esplora la decostruzione del movimento e l’esaltazione della fisicità dei giovani interpreti. Il lavoro si concentra sull’eredità della tradizione tecnica cubana, mettendone in luce rigore, resistenza e potenzialità espressive in chiave contemporanea. A chiudere il programma è Capriccio, di Kit Holder, ispirato all’immaginario surrealista di René ...
Read More »NID Platform compie dieci anni: il Piemonte ospita la grande vetrina della danza contemporanea italiana
Compie dieci anni e arriva per la prima volta in Piemonte NID Platform – Nuova Piattaforma della Danza Italiana, la prestigiosa manifestazione dedicata alla promozione della più recente produzione coreografica nazionale in ambito italiano e internazionale. Dall’1 al 4 settembre 2026, Collegno, Moncalieri, Torino e Venaria Reale diventeranno il cuore pulsante della danza contemporanea con spettacoli, performance, incontri e momenti di confronto professionale. L’edizione del decennale porta il titolo “Coreografie del possibile”, un tema che richiama i principi fondanti della danza – corpo, gesto, spazio e tempo – e la capacità di costruire nuove connessioni tra artisti, istituzioni, territori e pubblici. La manifestazione si conferma così uno degli appuntamenti più attesi del panorama coreutico contemporaneo. Una piattaforma internazionale per la danza italiana Nata nel 2012 dagli operatori della distribuzione della danza riuniti nell’ambito di ADEP in sede Federvivo-AGIS, NID Platform rappresenta oggi un osservatorio privilegiato della scena coreografica italiana, capace di valorizzare sia le realtà emergenti sia le compagnie già affermate. Fondamentale il sostegno del Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo, insieme alla Regione Piemonte, con il coordinamento della Fondazione Piemonte dal Vivo e il contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo. La dimensione internazionale è inoltre rafforzata dalle ...
Read More »Luciana Savignano nel “Rito di primavera” di Susanna Beltrami
Domenica 31 maggio, alle ore 21.00, i Bagni Misteriosi del Teatro Franco Parenti di Milano diventeranno il palcoscenico di Rito di primavera, la potente creazione coreografica firmata da Susanna Beltrami con protagonista l’étoile Luciana Savignano insieme a settanta danzatori di DanceHaus. All’interno della Festa di primavera ai Bagni Misteriosi, l’evento si annuncia come uno dei momenti più attesi: una performance immersiva capace di fondere danza contemporanea, musica, natura e architettura urbana in un’unica grande esperienza collettiva. Nella luce sospesa della sera, tra acqua riflessa, geometrie di vetro e silenzi urbani, il Rito di primavera prende forma come una cerimonia laica dedicata alla rinascita. La celebre partitura di Igor Stravinsky rivive attraverso il linguaggio fisico e visionario di Susanna Beltrami, che da anni esplora il rapporto tra corpo, memoria e trasformazione. La coreografia si sviluppa come un grande affresco umano: movimenti corali, tensioni ancestrali, impulsi vitali attraversano la scena trasformando i Bagni Misteriosi in uno spazio rituale dove il pubblico non assiste semplicemente a uno spettacolo, ma viene coinvolto in un’esperienza sensoriale e quasi ipnotica. Il dialogo con l’acqua, elemento centrale della location, amplifica la forza evocativa della performance. Le superfici liquide diventano specchi di luce e movimento, mentre il corpo ...
Read More »Il principal dancer Filippo Montanari “allo specchio”
Il balletto classico preferito? Giselle di Jean Coralli e Jules Perrot. Il balletto contemporaneo prediletto? In The Middle, Somewhat Elevated di William Forsythe. Il Teatro del cuore? Il Teatro dell’Opera di Tbilisi occupa un grande spazio nel mio cuore in quanto ho debuttato con i miei primi grandi ruoli. Ma il “primo vero amore” è stato il Teatro Bonci di Cesena che mi fece capire che la vita in teatro era ciò che mi serviva. Un romanzo da trasformare in balletto? Cime Tempestose di Emily Brontë. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Blue Valentine di Derek Cianfrance. Il costume di scena indossato che hai preferito? Il costume dell’ultima scena di Romeo e Giulietta. Quale colore associ alla danza? Bianco e Nero. Che profumo ha la danza? È davvero difficile associare la danza ad un “profumo”. Io la danza la associo agli odori più basici e oggettivi: per me è l’odore di uno studio, del palcoscenico da dietro le quinte, della platea, quello è il “profumo della danza”. La musica più bella scritta per balletto? Tante musiche mi piacciono, ma quella che mi fa crollare anche dopo averla ascoltata più volte è Romeo e Giulietta di Prokofiev. ...
Read More »Oltre il riflesso nello specchio: la danza come modo di essere
Di recente la danza viene spesso vista e considerata attraverso la lente deformante dei social media: sequenze frenetiche di passi, coreografie virali da quindici secondi finalizzate a catturare like. In questo triste scenario, il corpo rischia di diventare un oggetto da esibire e la danza mero strumento dell’ego. Ma la vera danza, quella che attraversa la storia dell’umanità fin dai suoi albori, non ha niente a che fare con l’esibizionismo. Al contrario, è un atto di umiltà. L’esibizionismo si nutre del giudizio esterno, ha bisogno di un pubblico da impressionare e di un primato da affermare. La danza, invece, nasce da una necessità interiore. Non lascia spazio al pensiero calcolatore perché la mente è interamente occupata a percepire il corpo, il movimento e le emozioni. Ballare non significa mostrare quanto si è bravi, ma scoprire quanto si è sinceri. Nel movimento autentico cadono le maschere sociali che indossiamo ogni giorno. La danza diventa una zona franca in cui l’ansia da prestazione lascia il posto alla meraviglia della presenza vera. Dal punto di vista psicologico, infatti, la danza agisce come catalizzatore emotivo, permette di incanalare e metabolizzare rabbia, tristezza, ansia e altre emozioni negative attraverso il gesto fisico. Eseguire un passo ...
Read More »Dopo vent’anni torna in scena “La Route de la soie”, capolavoro di Maurice Béjart
Dall’11 al 14 giugno 2026, il prestigioso Théâtre de Beaulieu accoglie il ritorno di uno dei lavori più emblematici del Béjart Ballet Lausanne: La Route de la soie, capolavoro firmato da Maurice Béjart e assente dalle scene da oltre vent’anni. Creato nel 1999, questo grande affresco coreografico conduce il pubblico lungo un itinerario immaginario che attraversa Turchia, Iran, India, Mongolia e Cina, trasformando il viaggio in una potente esperienza artistica e spirituale. Attraverso la danza, Béjart intreccia culture, simboli e tradizioni differenti, dando vita a un linguaggio universale capace di superare ogni confine geografico e culturale. La musica accompagna questo percorso come un filo invisibile che unisce epoche e mondi lontani: melodie ispirate alla tradizione veneziana e bizantina si fondono con sonorità turche, persiane, indiane, mongole e cinesi, arricchite da interventi elettronici contemporanei. Il risultato è una partitura intensa e immersiva, che amplifica la forza evocativa della scena. Pensato come una sorta di diario di viaggio visivo e sensoriale, La Route de la soie riflette i temi cari a Maurice Béjart: la scoperta dell’Oriente, la ricerca interiore, il dialogo tra civiltà e il continuo confronto tra spiritualità e modernità. Ogni quadro coreografico diventa una tappa di questa odissea, costruita attraverso ...
Read More »Il Ratto delle Sabine: il mito fondativo di Roma diventa un balletto in prima assoluta a Rieti con l’étoile Susanna Salvi
Danza, mito e identità culturale si incontrano in un nuovo spettacolo che reinventa uno dei miti fondativi della civiltà romana. Ideato e diretto dall’étoile Susanna Salvi, con le coreografie di Giovanni Castelli e gli artisti del Teatro dell’Opera di Roma, Il Ratto delle Sabine è prodotto da Mandala Dance Company. Lo spettacolo prende vita nell’ambito delle celebrazioni de L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026, rappresentando una grande occasione per la città di Rieti di interpretare, attraverso l’arte tersicorea, uno degli episodi più celebri dell’immaginario collettivo occidentale. Il 31 maggio 2026 il Teatro Comunale Flavio Vespasiano ospiterà la prima assoluta dello spettacolo, nuovo progetto ideato da Susanna Salvi, étoile italiana e interprete principale della produzione. Il Comune di Rieti, per il tramite dell’Amministrazione della Città dell’Aquila, ha affidato alla danzatrice la direzione artistica del progetto, realizzato con il patrocinio del Teatro dell’Opera di Roma. La produzione si inserisce nel programma di iniziative collegate a L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026 ed è firmata da Mandala Dance Company, compagnia di danza contemporanea diretta da Paola Sorressa, codirettrice artistica dell’evento insieme a Gianluca Bocchino. Il mito riletto in chiave contemporanea Il tema del Ratto delle Sabine, ampiamente interpretato dalla cultura occidentale nel corso ...
Read More »Il direttore artistico e coreografo Iñaki Urlezaga “allo specchio”
Il balletto classico preferito? Giselle. Il balletto contemporaneo prediletto? La sagra della primavera. Il teatro del cuore? Teatro Mariinskij. Un romanzo da trasformare in balletto? Ragione e sentimento di Jane Austen. Un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Ragione e sentimento di Ang Lee. Il costume di scena che hai preferito indossare? Qualsiasi di quelli disegnati da Yannis Georgiadis. Quale colore associ alla danza? Cambia ad ogni balletto. Che profumo ha la danza? Libertà. La musica più bella scritta per balletto? Quella di Prokofiev per Romeo e Giulietta. Il film di danza irrinunciabile? Un americano a Parigi. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Rudolf Nureyev e Isadora Duncan. Il tuo passo di danza preferito? Tutti i piccoli passi. Chi ti sarebbe piaciuto essere, nella vita reale, tra i personaggi del grande repertorio della danza? Spartacus. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Marius Petipa. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Grazie per tutte le meravigliose melodie. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Intelligenza, sensibilità e passione. Come ti vedi oggi allo specchio? Sorridente. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com © Riproduzione riservata
Read More »Biennale Danza 2026, Wayne McGregor presenta la compagnia over 40 WINN con Scirocco di John Neumeier
Alla Biennale Danza 2026 di Venezia il tempo diventa materia coreografica, memoria del corpo e possibilità di immaginare nuove forme di esistenza. È questo il cuore di “Time Does Not Exist”, il titolo scelto da Wayne McGregor per la ventesima edizione del Festival Internazionale di Danza Contemporanea della Biennale, in programma dal 17 luglio al 1° agosto 2026. Tra gli appuntamenti più attesi del festival spicca la prima mondiale di “When, If Not Now?”, progetto della nuova WINN Dance Company, compagnia nata con l’obiettivo di riunire artisti internazionali over 40 e ridefinire il concetto di età nella danza contemporanea. Il nome stesso della compagnia – acronimo di When If Not Now – è una dichiarazione d’intenti: dimostrare che arte, tecnica, esperienza e presenza scenica non hanno una data di scadenza. Sul palco saliranno alcune delle figure più importanti della danza mondiale, tra cui l’étoile Diana Vishneva e la principal dancer dell’Opera di Amburgo Silvia Azzoni, insieme a Mara Galeazzi, Igone de Jongh, Marijn Rademaker, Oleksandr Ryabko e Gil Roman. Un ensemble che riunisce interpreti dalla straordinaria esperienza artistica e provenienti da alcune delle più prestigiose compagnie internazionali. Per questa produzione, la Biennale ha coinvolto uno dei più grandi maestri della ...
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