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Lindsay Kemp: l’icona della danza contemporanea che ispirò David Bowie

Sperimentatore eccentrico e provocatorio, Linsay Kemp è un’icona della danza contemporanea. Artista poliedrico, inclassificabile, perfetto nei ruoli di ballerino, mimo, coreografo e regista. Kemp è stato fonte d’ispirazione per altrettante grandi personalità, che vanno ben oltre i suoi campi d’azione. Ne è un esempio l’influenza esercitata sulla musica di David Bowie e Kate Bush e anche sul cinema dell’amico e genio dell’avanguardia inglese Derek Jarman. Nel 1962 fondò la Lindsay Kemp Company e raggiunse la notorietà con Flowers (1969), pantomima ispirata a Notre-Dame-des-Fleurs. “Lo produssi con 500 sterline ricevute in eredità da una zia e da lì per 25 anni ho girato tutto il mondo, sempre attaccato per oscenità”, affermò il trasformista. L’abilità di Kemp era quella di coniugare gusto favolistico, eleganze figurative e morbidezze stilistiche.

Nato sull’Isola di vicino Liverpool e cresciuto nel nord dell’Inghilterra, Lindsay Kemp sin dall’infanzia s’innamora della danza, del teatro, del cinema

Orfano a soli due anni di padre, la madre si oppone e gli darà credito come artista soltanto quando lui otterrà l’esenzione dal servizio militare facendosi credere pazzo. Terminati gli studi si trasferisce a Londra dove frequenta la scuola del Ballet Rambert, quindi si perfeziona con grandi nomi della danza. Particolarmente significativa per Lindsay Kemp è l’esperienza formativa con il creatore di Bip. Dichiarerà infatti in più occasioni che Marceau gli ha “dato le mani”, giocando con le parole per indicare sia l’effettiva importanza delle mani nell’arte mimica, sia il pezzo “Le mani”. L’importanza che il mimo francese trasmise all’allievo britannico come “dono” tra artisti e maestri nell’arte mimica, che interpretano in modi totalmente differenti la loro arte. Lindsay lavora in varie compagnie di danza, teatro, teatro-danza, cabaret, musical, mimo, coreografa perfino spogliarelli. Nel 1962 fonda la sua prima compagnia, la The Lindsay Kemp Dance Mime Company.

 

Gli anni Sessanta

In questo periodo Lindsay Kemp continua a sviluppare la propria sintesi fra diversi linguaggi teatrali privilegiando un approccio personale e innovativo alla danza e al teatro. Nel 1968 nasce la prima produzione di Flowers… una pantomima per Jean Gênet, liberamente tratto da Nostra Signora dei Fiori di Jean Genet. Nel 1974 esordisce con una nuova versione di Flowers in un piccolo teatro londinese ottenendo un tale successo che quasi subito deve trasferirsi in un teatro più grande, poi al West End, infine, dopo mesi di trionfo assoluto, a New York On Broadway. Ha così inizio un ventennio ricchissimo di successi che porta Kemp e la sua compagnia in ogni angolo del mondo, ma soprattutto in Spagna e in Italia, dove dal 1978 in poi, torna puntualmente per onorare i suoi estimatori. Kemp è il precursore di un genere di danza onirico, ricco di contenuti e ispirazione, al limite dell’acrobatico e forte di effetti spettacolari ottenuti attraverso l’uso sapiente della musica e delle luci.

Lindsay Kemp ha forse ispirato il nascente Cirque nouveau ma certamente ha interpretato una delle correnti più fantasiose del teatro-danza europeo

Il famoso ballerino ha reinventato l’arte del mimo e ha influenzato molte compagnie che soprattutto, a partire dalla seconda metà degli anni settanta, hanno contribuito a rinnovare i fasti della danza classica e contemporanea. È proprio fra gli anni Settanta e Ottanta che Lindsay Kemp lascia un segno indelebile. Prima con la sua messa in scena dei concerti The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars del suo allievo David Bowie, una pietra miliare nel genere rock. In questi anni Kemp produce le sue opere più significative: Sogno di una notte di mezza estate (1980), Salomè (1977),  Mr. Punch’s Pantomime, macabra e divertentissima trasposizione in forma di teatro danza del personaggio di Mr. Punch. Ma anche  The Big Parade (1984, omaggio al cinema muto), Alice (19889 e Duende.

 

La relazione con David Bowie

Proprio di Bowie , Kemp aveva raccontato a Repubblica nel 2015:
Qualcuno mi aveva dato il suo Lp, il giorno prima, quello chiamato proprio David Bowie, dell’etichetta Deram. Mi ricordo la canzone: When I Live My Dream. M’innamorai subito della sua musica, della sua voce. Suonai il disco prima dello show e poi feci la mia entrata in scena. Lui era presente e fu molto lusingato.” Ed ancora:
Venne a trovarmi in camerino, e fu davvero amore a prima vista. Il giorno dopo ci vedemmo nel mio appartamento a Soho e cominciammo subito a pianificare tutto quello che avremmo potuto fare insieme. Si innamorò del mio mondo, rimase incantato soprattutto dal mio Pierrot. Cominciò a venire alle mie lezioni al centro di danza il giorno dopo, e preparammo insieme lo spettacolo Pierrot in Turquoise. La mia storia con Bowie è lunga e drammatica, di solito non amo parlarne. Quando lo faccio la reinvento un po’ come voglio, ricordandomi solo i momenti più belli”. Dopo la fine della loro relazione, Bowie si sposò con Angela, la “Angie” cantata dai Rolling Stones e madre del primogenito del Duca Bianco, Duncan Jones.

Nel cinema, oltre ai film di Celestino Coronado, Lindsay Kemp Circus e Sogno di una notte di mezza estate, Kemp lavora in più film di Ken Russell e Derek Jarkman e, in Italia, in Cartoline italiane

Negli anni Novanta continuano i successi della Linsay Kemp Company: Onnagata (1991), Cenerentola (1994) e Variété (1996). Nel 1993, Kate Bush, che ha cominciato la sua carriera come allieva di Kemp, lo ospita nel video musicale prodotto per il lancio del suo lp The Red Shoes. Nel 1996 crea e interpreta per la compagnia del  Teatro Nuovo di Torino il balletto Sogno di Hollywood. L’anno successivo esordisce nella regia lirica con una versione de Il Barbiere di Siviglia che affascina il pubblico e conquista la critica. Nelle stagioni dal 2005 al 2012 interpreta il ruolo della fata Carabosse ne La bella addormentata del Balletto del Sud con le coreografie di Fredy Franzutti.

 

Dal 2009 inizia la stretta collaborazione con la danzatrice Daniela Maccari, inizialmente chiamata a curare le coreografie dello spettacolo Cinderella

Nascerà così un rapporto di intensa collaborazione e di amicizia destinato a durare sino alla scomparsa di Kemp. Nel 2015, il dipartimento di Nuove Tecnologie dell’Arte dell’Accademia di belle arti di Brera ha avuto l’onore di consegnare all’artista il Diploma accademico di II livello honoris causa in Arti multimediali interattive e performative. A dicembre dello stesso anno Kemp collabora con l’artista Camilla Fascina per la realizzazione del video Time, cover di David Bowie.

Nel 2017 Firenze gli ha dedicato dieci giorni di eventi con mostre di suo disegni, bozzetti di costumi di scena e foto d’archivio

Oltre a master-class di teatrodanza e una rappresentazione di “Kemp dances” lo spettacolo che con la sua Lindsay Kemp Company porta in tour da due anni. Il 13 giugno del 2018 compare nel docu-film di Rai5/Rai Cultura “Bowienext – Nascita di una galassia” della regista Rita Rocca. È una delle sue ultime interviste nella quale Kemp racconta gli esordi dell’iconica rock star David Bowie.  Edoardo Gabbriellini ha firmato invece il film “Kemp. My best dance is yet to come” presentato al Biografilm Festival di Bologna e trasmesso su Sky Arte. Il documentario racconta l’ultimo anno di vita di Lindsay Kemp a Livorno, sua città d’elezione, tra memorie e tentativi di mettere in scena il suo ultimo spettacolo dedicato a Nosferatu. Kemp è morto il 25 agosto 2018, all’età di ottant’anni, a Livorno città nella quale risiedeva da diversi anni. Negli ultimi tempi aveva tenuto corsi di teatro e di danza presso il Teatro Goldoni.

Il celebre artista ha affermato. “Edonismo abissale. Questa è la mia filosofia. Mi piace fare ogni cosa in modo estremo, abissale. Bevo fino a ubriacarmi. Mangio fino ad ammalarmi. Non mi ‘piacciono’ le persone, mi innamoro. Odio l’odio. Sono terribilmente ubriaco di vita: questa è la sola cosa che conta”.

Elena Parmegiani

www.giornaledelladanza.com 

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