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Maria Taglioni: la prima ballerina romantica per la quale fu creato il tutù

Maria Taglioni nasce a Stoccolma nel 1804. E’ considerata la prima grande ballerina romantica di tutti i tempi. Maria è la protagonista indiscussa del balletto romantico e per lei il pittore Eugene Lamy crea il tutù, un costume leggero e vaporoso, con il sottogonna bianco, che sarebbe poi diventato l’emblema della ballerina romantica.

Maria Taglioni riscuote un successo mondiale grazie alla sua enfasi sentimentale e il tecnicismo che ne accentua la componente emotiva.

Lo stile romantico infatti è caratterizzato da movimenti dolci, braccia curve ed un’accentuata inclinazione in avanti del busto. Questo dona alla danzatrice un aspetto morbido e leggero. Il movimento delle gambe diviene più elaborato, elevando il livello tecnico.

Il periodo romantico nel balletto inizia intorno al 1830, seguendo di poco il movimento romantico nell’arte e nella letteratura. Come in questi due movimenti, anche nel balletto romantico è presente una forte caratteristica conflittuale tra uomo e natura.

I balletti romantici sono generalmente suddivisi in due atti. Il primo rappresentato alla luce del giorno e associato alla realtà; il secondo invece ha luogo di notte, in un mondo sovrannaturale, dove solitamente si svolge un finale tragico. L’epoca romantica ha accentuato il ruolo della ballerina. La protagonista femminile è divenuta la componente principale e parte essenziale del balletto, portando così in secondo piano il ruolo maschile. L’epoca d’oro del balletto romantico è associata inizialmente alla famiglia Taglioni, soprattutto perché è stata proprio Maria Taglioni a manifestare la novità della danza sulle punte.

” Danzo sulle punte per elevare l’anima dei miei movimenti.”, afferma Maria.

Maria Taglioni studia danza a Parigi con il Maestro Jean- Francois Coulon. Il padre di Maria, Filippo Taglioni, è una figura molto importante per tutta l’esistenza della danzatrice, poichè ne condiziona molto le scelte. Filippo, coreografo e ballerino, si occupa personalmente di formare la figlia, impartendole un ritmo di studio e di lezioni massacranti. Maria ripete gli esercizi di danza seguendo il volere del padre, studiando a volte anche durante la notte. Il fisico magro e ossuto della danzatrice acquisisce forme armoniose e un portamento capace di esprimere con estrema naturalezza grazia e mimica.

Maria però non demorde ed ottiene in brevissimo tempo dei risultati entusiasmanti. La danza è nel dna delle sue vene, un destino già scritto.

Filippo va oltre quei limiti che la società imponeva alle donne, credendo un futuro per l’amata figlia che non fosse quello di moglie e madre. Ma non c’è dubbio che nel profondo dell’animo di Filippo Taglioni cova anche una certa ambizione personale. Lui è direttore dei balli alla corte di Svezia e sua figlia rappresenta il modo migliore per raggiungere i suoi obiettivi. E dato che il talento non mancava, quella figlia sembra il segno del destino a seguire il suo desiderio di fama. 

Maria Taglioni debutta a Vienna nel 1882, ma è all’Opera di Parigi nel 1827 in cui avviene il trionfo grazie a “La Sylphide“, coreografata per lei da suo padre. Ed è proprio in quest’opera che appaiono le due grandi innovazioni del balletto romantico: il tutù e la danza sulle punte. La tecnica del balletto prevede un veloce gioco di gambe unito a movimenti lenti del busto. Maria introduce anche l’acconciatura à bandeaux che diviene successivamente la pettinatura tipica della danzatrice classica. Due bande di capelli lisci ricadenti da ambedue le parti della fronte, raccolti dietro la nuca.

Sempre nel 1827  Maria sposa il conte Gelbeit de Voisins, ma il matrimonio dura soltanto tre anni. Osannata in tutta Europa ottiene consensi anche alla Scala di Milano, nel 1841, e continua a danzare fino al 1848, all’età di 44 anni.

Maria Taglioni, per la sua avvenenza, è molto corteggiata. Grazie ai suoi ammiratori diviene persino proprietaria di prestigiosi palazzi a Venezia: Palazzo Barzizza, Palazzo Giustinian Businello, Palazzo Giustinan Lolin, Palazzo Corner Spinelli e adirittura la famosa Ca’d’Oro.

Filippo Taglioni non riesce a gestire la fortuna economica della figlia e la manda in bancarotta. Maria si vede sottrarre tutti i suoi beni e per mantenersi è costretta a dare lezioni di danza e portamento. Muore a Marsiglia nel 1884 all’età di ottant’anni.  Le viene dedicato un cratere di 31 km sul pianeta Venere.

 

Elena Parmegiani

www.giornaledelladanza.com 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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