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Nureyev

Gala di Danza Omaggio a Rudolf Nureyev

Il 12 maggio 2026, all’Auditorium “10 Settembre 1943” di Isernia, la danza celebra uno dei suoi miti più luminosi con un Gala dedicato a Rudolf Nureyev, leggenda assoluta del balletto mondiale e artista capace di rivoluzionare per sempre il linguaggio del movimento. I primi ballerini e solisti di prestigiosi teatri internazionali accompagneranno il pubblico in un viaggio artistico che ripercorrerà le tappe fondamentali della straordinaria carriera dell’artista. Il programma della serata si articolerà come un racconto in danza, alternando grandi pagine del repertorio classico a momenti di ispirazione più contemporanea, nel segno della libertà espressiva che ha sempre contraddistinto Nureyev, con estratti da Il Lago dei Cigni, La Bella Addormentata nel Bosco, Lo Schiaccianoci, Giselle, Le Corsaire, Spartacus, Diana e Atteone, Le Burgeois e Don Chisciotte, un mosaico coreografico che riflette l’ampiezza del repertorio dell’artista e la sua capacità di attraversare stili e tradizioni diverse. Lo spettacolo, organizzato da Best Eventi e PS Live Group, si propone di restituire, attraverso una selezione accurata di estratti, la complessità artistica di Nureyev: interprete carismatico, coreografo rigoroso e innovatore capace di ridefinire il ruolo maschile nel balletto. Il “tartaro volante” non si limitò a interpretare il repertorio, ma ne operò una profonda trasformazione: ...

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Addio a Claude Bessy, leggenda dell’Opéra di Parigi

Claude Bessy è stata una figura centrale della danza francese del secondo Novecento, una personalità capace di incarnare al tempo stesso la disciplina rigorosa della tradizione accademica e una visione pedagogica moderna, destinata a lasciare un’impronta profonda nella formazione di generazioni di ballerini. Nata a Parigi nel 1932, in un contesto culturale ancora segnato dalle ferite della guerra ma animato da una forte volontà di rinascita artistica, si avvicinò alla danza in età precoce, mostrando fin da subito un talento fuori dal comune e una determinazione che sarebbe diventata una delle sue caratteristiche distintive. Entrata giovanissima alla Scuola dell’Opéra di Parigi, fu formata secondo i canoni più esigenti della scuola francese, dove precisione, eleganza e purezza della linea rappresentano valori imprescindibili. La sua ascesa fu rapida e, dopo l’ingresso nel corpo di ballo, iniziò a distinguersi per una tecnica brillante e una presenza scenica magnetica. Nel 1956 fu nominata étoile dell’Opéra di Parigi, consacrazione ufficiale di una carriera che fino a quel momento aveva già mostrato qualità eccezionali. Questo riconoscimento la collocò stabilmente tra le interpreti di riferimento della compagnia in un periodo di grande trasformazione artistica. Il suo repertorio era ampio e rivelava una versatilità rara: affrontò con successo i ...

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Gala per il 100° di Peter Wright al Birmingham Royal Ballet

Il Birmingham Royal Ballet dedica il prossimo 18 giugno una serata di particolare rilievo alla celebrazione del centenario di Sir Peter Wright, figura fondamentale non solo per la storia della compagnia, ma per l’intero sviluppo del balletto britannico del secondo Novecento. Più che un semplice omaggio, l’evento si configura come un percorso nella memoria artistica di Wright, costruito attraverso alcune delle pagine più emblematiche del grande repertorio classico, cui egli ha saputo conferire nel tempo una cifra stilistica riconoscibile e duratura. La serata si sviluppa come una successione di momenti tratti da titoli che hanno segnato in maniera decisiva la sua carriera e il profilo stesso della compagnia: Il lago dei cigni, La bella addormentata, Coppélia e Giselle. Opere che appartengono al cuore della tradizione accademica, ma che, attraverso le produzioni firmate o curate da Wright, hanno trovato una nuova vitalità scenica, capace di coniugare rigore formale e chiarezza narrativa. In esse si riflette quella visione del balletto che ha sempre contraddistinto il coreografo inglese: un teatro della danza in cui la costruzione drammaturgica, la musicalità e l’attenzione al dettaglio concorrono a creare un’esperienza pienamente immersiva. Questa prima parte della serata assume così il valore di una vera e propria ...

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Annunciato l’addio alle scene di Dorothée Gilbert all’Opéra

  A quarantatré anni, quando l’arte ha ormai raggiunto quella maturità rara in cui tecnica ed espressione si fondono in un linguaggio unico e inconfondibile, Dorothée Gilbert si prepara a lasciare le scene. Non è un addio improvviso né inatteso, ma piuttosto il compimento naturale di un percorso straordinario, costruito con disciplina, grazia e una dedizione assoluta al balletto. La sua uscita di scena, prevista per il prossimo ottobre, segnerà la fine di un’epoca per l’Opéra di Parigi e per tutti coloro che, nel corso degli anni, hanno riconosciuto in lei una delle interpreti più luminose della sua generazione. Entrata alla Scuola di danza dell’Opéra nel 1995, quando era ancora bambina, Gilbert ha incarnato fin dall’inizio quell’ideale di rigore e perfezione che contraddistingue la tradizione francese. In quelle sale cariche di storia, dove ogni gesto è tramandato come un’eredità preziosa, ha forgiato il proprio stile, assimilando una tecnica cristallina e sviluppando al tempo stesso una sensibilità artistica sempre più profonda. Il suo ingresso nel corpo di ballo a soli diciassette anni è stato il primo passo di una carriera rapida e brillante, segnata da una costante ascesa e da riconoscimenti sempre più significativi. Nel corso degli anni, Dorothée Gilbert ha ...

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Colau firma il suo lago in chiave siciliana [RECENSIONE]

Nella cornice monumentale del Teatro Massimo di Palermo, la cui storia affonda le radici nel fervore culturale della fine dell’Ottocento e che, inaugurato nel 1897 come il più grande teatro lirico d’Italia e tra i più imponenti d’Europa, continua a rappresentare un simbolo identitario della città, il nuovo allestimento de Il lago dei cigni andato in scena a gennaio nella Sala Grande si è imposto come un evento di rara intensità artistica e di forte impatto evocativo. Non si trattava soltanto della riproposizione di un caposaldo del repertorio classico sulle musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij, ma di una sua rifondazione poetica, resa possibile dalla visione coreografica di Jean-Sébastien Colau, qui anche direttore del Corpo di ballo, che ha saputo imprimere alla tradizione una nuova stratificazione semantica. Colau sceglie infatti di trasporre l’immaginario fiabesco del lago in una Sicilia intrisa di memorie letterarie e suggestioni visive riconducibili al mondo de Il Gattopardo, evocando così un universo aristocratico sospeso tra decadenza e splendore. Questa operazione, lungi dall’essere un mero esercizio estetico, si traduce in una riscrittura drammaturgica coerente, in cui il destino di Odette e Siegfried sembra inscriversi in una dimensione storica più concreta, quasi crepuscolare, dove il tema della trasformazione – ...

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Intervista esclusiva al ballerino e pedagogo Gabriel Stoyanov

GABRIEL STOYANOV è un ballerino classico, pedagogo e studioso bulgaro-svizzero, attivo nel panorama internazionale della danza. Nato a Sofia, ha iniziato il suo percorso artistico nella danza fin da bambino, entrando a soli cinque anni nell’ensemble folklorico “Rosna Kitka”, dove ha sviluppato le prime basi di movimento e disciplina artistica. La sua passione per il balletto classico si è accesa all’età di tredici anni, quando ha iniziato un intenso percorso formativo sotto la guida di Krassimira Koldamova, integrando così le radici folkloriche con la tecnica del balletto accademico. Dopo aver completato gli studi presso la National Academy of Music “Pancho Vladigerov” di Sofia, ottenendo il diploma e successivamente il Master in Pedagogia del Balletto, Stoyanov ha ampliato la sua formazione con un dottorato di ricerca (PhD) in Studi artistici – Arti coreografiche presso l’Accademia Vaganova di San Pietroburgo. Nel corso della sua carriera ha lavorato come insegnante, coach e artista ospite in diverse scuole e compagnie, in particolare in Svizzera, dove risiede e insegna, collaborando con istituzioni e centri di danza di alto livello. Stoyanov è noto per il suo approccio integrato alla formazione coreutica, unendo competenze pratiche, pedagogiche e teoriche, e per il suo impegno nella promozione della danza ...

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Magici Intrecci: il libro che fa danzare le storie classiche

Magici Intrecci di Claudia Roldan è un libro per ragazzi che riesce in un’impresa tutt’altro che semplice: avvicinare i giovani lettori al mondo del balletto classico trasformandolo in una storia coinvolgente, accessibile e profondamente attuale. Con uno stile chiaro e scorrevole, l’autrice costruisce un racconto capace di intrecciare tradizione e fantasia, rendendo vivi e vicini personaggi e atmosfere che spesso possono apparire lontani o difficili per chi non conosce questo universo. La trama si sviluppa attorno a quattro giovani protagoniste, ognuna con la propria personalità, i propri dubbi e le proprie aspirazioni. Queste ragazze si trovano legate da un destino comune che richiama e rielabora i grandi balletti classici: Il lago dei cigni, Lo Schiaccianoci, Giselle e Coppélia. Tuttavia, non si tratta di una semplice riproposizione delle storie originali: Roldan riesce a fonderle in un unico racconto armonioso, creando un mondo nuovo in cui elementi familiari si trasformano e si combinano in modi inaspettati. Uno degli aspetti più riusciti del libro è proprio questo intreccio narrativo. Le vicende dei celebri balletti diventano fili di una trama più ampia, che parla di crescita, amicizia e scoperta di sé. Le protagoniste non sono semplici eroine, ma ragazze in evoluzione, che imparano a ...

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Omaggio a Michel Fokine al Teatro Mariinsky di San Pietroburgo

Il 29 marzo 2026 il Mariinsky Theatre di San Pietroburgo offrirà al suo pubblico un’esperienza rara e preziosa: un recital dedicato ai balletti di Michel Fokine. Si tratta di una serata che non si limita alla semplice esecuzione di coreografie, ma che intende restituire la visione e l’anima di uno dei coreografi più rivoluzionari del XX secolo, il cui lavoro ha profondamente trasformato il linguaggio del balletto classico. La scelta di ospitare un programma così composito in forma di recital è significativa: permette di attraversare diverse sfumature della sua arte, dai pezzi più lirici e poetici a quelli di marcata teatralità, ripercorrendo l’evoluzione di un pensiero coreografico che ha cercato di liberare il corpo dai vincoli della pura tecnica accademica per restituirgli una voce espressiva completa. Michel Fokine, nato a San Pietroburgo nel 1880, si formò all’interno dell’Accademia Imperiale di Danza, dove il rigore tecnico era assoluto e le regole coreografiche codificate. Tuttavia, già in giovane età, il suo spirito critico lo portò a interrogarsi sulla rigidità di quel sistema, convinto che il balletto potesse essere molto più di una sequenza di movimenti eleganti. La sua visione prevedeva un’armonia totale tra danza, musica, scenografia e costumi, concependo ogni spettacolo come ...

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Patrick Dupond, l’étoile che fece risplendere la danza francese

Nel firmamento della danza classica del secondo Novecento, il nome di Patrick Dupond brilla con una luce singolare: quella dei talenti destinati a trasformare la disciplina in poesia e il gesto in memoria. Nato a Parigi il 14 marzo 1959, Dupond incarnò per oltre tre decenni l’eleganza ardente della scuola francese, diventando uno dei più carismatici interpreti della sua generazione. La sua formazione avvenne nel tempio stesso del balletto nazionale, l’Opéra National de Paris, dove entrò ancora bambino nella celebre scuola di danza. Il suo talento, precoce e travolgente, emerse con rapidità quasi vertiginosa: nel 1980, a soli ventun anni, venne nominato étoile del Balletto dell’Opéra, consacrazione riservata ai pochi artisti capaci di incarnare l’eccellenza assoluta. Dupond univa alla perfezione tecnica una presenza scenica magnetica. Il suo stile, potente e solare, sembrava fondere il rigore accademico con una vitalità quasi teatrale, rendendo ogni apparizione un evento. Nei grandi ruoli del repertorio classico — da Giselle al Lago dei cigni, fino ai capolavori del Novecento coreografico — la sua danza era insieme slancio e precisione, energia e lirismo. Nel 1990, lo Stato francese gli affidò una responsabilità storica: divenne direttore della danza dell’Opéra National de Paris. In quel ruolo guidò una ...

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Il primo ballerino Andrea Volpintesta “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Scegliere un balletto classico preferito, per un danzatore, è davvero complicato. Ho avuto la fortuna di interpretarne molti e ognuno mi è rimasto nel cuore. Posso dire sinceramente Manon di Kenneth MacMillan, Onegin di John Cranko, ma anche i balletti di Rudolf Nureyev, come Il lago dei cigni, La bella addormentata e Don Chisciotte. Non è uno solo, ma ben cinque: faccio davvero molta fatica a scegliere quale, tra questi, sia il mio preferito. Il balletto contemporaneo prediletto? Sicuramente In the Middle, Somewhat Elevated di William Forsythe e poi il balletto che ha fatto innamorare me e Sabrina Brazzo, quello che ha fatto scattare la scintilla tra di noi e cioè Now and Then di John Neumeier. Il teatro del cuore? Il teatro del cuore non può che essere il Teatro alla Scala. Per me, fin da bambino, è stato il teatro prediletto: il luogo in cui sognavo di arrivare, di studiare, di crescere e di ballare. Non ci sono riuscito subito, perché ho avuto una parentesi all’Aterballetto di Reggio Emilia, ma in età piuttosto giovane ho avuto la fortuna di entrare con la direzione di Elisabetta Terabust. Devo dire che ho realizzato il mio sogno, ...

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