Il lavoro di Patrizia Cavola e Ivan Truol recupera giochi di strada, conte e filastrocche dell’infanzia per interrogare le trasformazioni delle relazioni tra le nuove generazioni nell’era dei dispositivi digitali. Che cosa resta del gioco quando viene meno l’incontro con l’altro? In un’infanzia sempre più segnata dalla presenza dei dispositivi digitali, Anghingò riporta al centro il corpo, la voce e la dimensione collettiva del giocare. La creazione di Patrizia Cavola e Ivan Truol, direttori artistici di Compagnia Atacama, debutta il 7 e 8 novembre 2026 al Teatro Villa Lazzaroni di Roma. Ispirato al libro Amblimblè – Rime e riti dei giochi di strada di Piero Dorfles, lo spettacolo trasforma giochi di strada, conte e filastrocche in una partitura coreografica che riflette sui cambiamenti nelle modalità di relazione e condivisione tra le nuove generazioni. Il progetto guarda a un tempo in cui la strada era uno spazio di incontro e il gioco un’esperienza condivisa, fatta di regole da concordare, rispettare e talvolta mettere alla prova. Le conte scandivano l’inizio delle partite, le filastrocche accompagnavano i movimenti e il gruppo diventava il luogo in cui imparare a confrontarsi con gli altri. È questo patrimonio di gesti, suoni e consuetudini a diventare materia ...
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