
Dopo lo straordinario successo registrato a Orsolina28 Art Foundation e al Colours International Dance Festival di Stoccarda nel giugno 2025, dal 19 al 22 novembre 2026, Turning of Bones arriva sul palco del Theaterhaus Stuttgart con la Gauthier Dance // Dance Company. Firmata da Akram Khan — tra i coreografi più influenti e visionari della scena contemporanea — la creazione propone un’intensa riflessione su memoria, identità e temporalità, mettendo in dialogo la danza con le grandi questioni del presente: dalle crisi ambientali alle fratture culturali e spirituali. Il titolo prende forma dalla tradizione ancestrale del Famadihana malgascio, un rito di riscoperta e rinnovamento delle relazioni con gli antenati, attraverso la risistemazione fisica e simbolica dei loro resti ossei.
Lungi dall’essere un gesto funerario o macabro, esso rappresenta un atto d’amore e di continuità generazionale, una riconnessione viva tra presente e passato che assume connotati di resistenza culturale e spirituale. Akram Khan coglie in questa pratica la chiave per una riflessione coreografica che va oltre l’autobiografia: Turning of Bones diventa un archetipo attraverso cui sondare le tensioni della contemporaneità, in cui il ritorno alle radici si configura come una necessità profonda di ricostruzione dell’identità, sia personale che collettiva. In un mondo globalizzato e frammentato, il gesto rituale del “rivoltare le ossa” è metafora della volontà di riappropriazione di ciò che il tempo e la storia sembrano aver disperso.
L’opera si configura come un corpus composito, un collage coreografico in cui Khan rielabora selezioni di alcune delle sue creazioni più emblematiche – da DESH a iTMOi, da Jungle Book Reimagined a Mud of Sorrow – secondo una logica di stratificazione e rimeditazione. Questa pratica di revisione critica, assimilabile a una riflessione meta-artistica, permette di restituire allo spettatore un’esperienza di ascolto del corpo come archivio vivente di memorie, dolori e speranze.
Attraverso un linguaggio ibrido che fonde la precisione e la virtuosità del kathak con le astrazioni e le tensioni del contemporaneo, i danzatori si muovono in uno spazio interiore sospeso tra vulnerabilità e forza, tra la perdita e la riconciliazione. Il corpo, in questa prospettiva, non è mero strumento di espressione, ma veicolo di un sapere ancestrale che attraversa le generazioni e gli orizzonti culturali.
La partitura musicale affidata ad Aditya Prakash si distingue per l’audace sintesi tra la musica classica dell’India del Sud e le esplorazioni del jazz contemporaneo. La composizione sonora assume un ruolo dialogico e performativo, andando oltre la funzione di accompagnamento per articolare un paesaggio emotivo e simbolico che amplifica la valenza rituale della danza.
Il suono, con le sue dinamiche oscillazioni, si intreccia al gesto, sfidandolo e sostendolo, tracciando un percorso sensoriale che induce lo spettatore a una presenza attenta e immersiva, quasi ipnotica. La musica diventa così un altro strato di memoria, un terreno comune su cui si confrontano e si fondono tradizione e innovazione.
In un momento storico segnato da rapidi mutamenti sociali e culturali, Turning of Bones si inserisce in un discorso più ampio sulle fratture dell’identità postcoloniale, sulle emergenze ambientali e sulle crisi spirituali che attraversano la contemporaneità globale. Khan propone una concezione del tempo che sfida la linearità occidentale, valorizzando invece un tempo circolare e rituale, capace di connettere presente, passato e futuro in un continuum di senso.
Questa riflessione assume un’importanza particolare per un pubblico di operatori e studiosi della danza, chiamati a interrogarsi sul ruolo dell’arte come strumento di rinnovamento culturale e sociale. Turning of Bones diventa, così, non solo un’opera da osservare, ma un dispositivo performativo capace di aprire spazi di dialogo e di cura della memoria collettiva.
ORARI & INFO
Giovedì 19 novembre 2026 – ore 20:00
Venerdì 20 novembre 2026 – ore 20:00
Sabato 21 novembre 2026 – ore 20:00
Domenica 22 novembre 2026 – ore 19:00
Theaterhaus Stuttgart (Halle T1)
Stoccarda, Germania
Infoline +49 711 402070
Lorena Coppola
Photo Credits: Jeanette Bak
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