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Addio a Daniel Léveillé, il coreografo dell’essenziale e dell’umano

La scomparsa di Daniel Léveillé (1952-2026) lascia un vuoto discreto ma profondo nel panorama della danza contemporanea. Non un artista dell’eccesso o dell’effetto, ma uno di quelli che hanno costruito un linguaggio intero a partire dalla riduzione, dal silenzio e dalla nudità del gesto. Il suo percorso si è sviluppato lontano dalle mode, seguendo una traiettoria coerente e quasi ostinata. Dopo la formazione e i primi anni di esperienza nella scena canadese, Léveillé ha scelto presto l’indipendenza creativa, fondando la propria compagnia e definendo una poetica personale riconoscibile: pochi elementi, movimenti essenziali, corpi esposti non come provocazione ma come condizione di verità. Nel suo lavoro, la danza non è mai decorazione. È piuttosto una forma di esposizione radicale: il corpo non interpreta, ma si presenta. Fragile, ripetitivo, a volte quasi immobile, diventa il luogo in cui si concentra una tensione emotiva che non ha bisogno di essere spiegata. La sua scrittura coreografica elimina il superfluo fino a lasciare ciò che resiste: respiro, peso, limite, presenza. Opere come Amour, acide et noix o La pudeur des icebergs hanno segnato una svolta nella percezione della danza contemporanea canadese e internazionale. In esse, Léveillé ha costruito un’estetica della sottrazione che non cerca mai ...

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16 maggio: anniversario dei teatri Fenice, Massimo e Regio

C’è una data che unisce tre tra i più prestigiosi teatri italiani: il 16 maggio. In momenti diversi della storia, proprio in questo giorno vennero inaugurati Teatro La Fenice, Teatro Massimo e Teatro Regio di Parma. 
Tre luoghi simbolo della lirica, ma anche grandi palcoscenici della danza e del balletto internazionale, dove il movimento del corpo ha dialogato per secoli con la musica, la scenografia e il mito. Inaugurata il 16 maggio 1792, La Fenice nacque nella Venezia elegante e cosmopolita del tardo Settecento, quando il balletto era parte essenziale dello spettacolo operistico. Nei teatri veneziani, infatti, la danza non era semplice intermezzo, ma elemento centrale della rappresentazione scenica. Nel corso dell’Ottocento, il teatro ospitò celebri compagnie europee e grandi étoile del tempo, contribuendo alla diffusione del balletto romantico italiano. Le atmosfere di Venezia — tra maschere, riflessi d’acqua e saloni dorati — sembravano fatte apposta per accogliere la grazia della danza. Anche dopo i devastanti incendi che la colpirono, La Fenice ha continuato a rinascere come il suo nome promette. E ancora oggi il suo palcoscenico ospita produzioni dove opera e balletto convivono in perfetto equilibrio, mantenendo viva una tradizione che appartiene all’anima stessa della città. Quando il 16 ...

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Annapaola Pace è il nuovo Direttore dell’Accademia Nazionale di Danza di Roma

Con la presente si annuncia la nomina di Annapaola Pace alla Direzione dell’Accademia Nazionale di Danza per il triennio accademico 2026/2029 che inizierà con il nuovo anno accademico, incarico che segna l’avvio di una nuova fase nel percorso artistico e istituzionale di una delle più prestigiose realtà dedicate alla formazione coreutica in Italia e in Europa. Questo passaggio avviene nel segno della continuità e del profondo rispetto per il lavoro eccellente svolto dalla Direttrice uscente, Annamaria Galeotti, alla quale si rivolge un sentito ringraziamento per l’impegno, la dedizione e l’autorevolezza con cui ha guidato l’Accademia negli anni del suo mandato. Sotto la sua direzione, l’Istituzione ha consolidato il proprio ruolo nel panorama nazionale e internazionale, promuovendo una visione della danza capace di coniugare rigore accademico, ricerca artistica e apertura al contemporaneo. La nomina di Annapaola Pace si inserisce in questo solco, con l’obiettivo di proseguire e rinnovare la missione dell’Accademia, valorizzandone l’identità storica e al contempo sostenendo nuove progettualità, linguaggi e prospettive nel costante dialogo tra tradizione e innovazione per promuovere l’eccellenza della formazione e favorire il confronto con le principali realtà artistiche e culturali a livello internazionale. Fondata a Roma nel 1940 per iniziativa della grande coreografa e pedagogista ...

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Marsia (balletto): storia, personaggi, curiosità e trama

Il balletto Marsia si inserisce in quella tradizione coreutica che guarda all’antichità classica come a una fonte inesauribile di simboli, conflitti e immagini potenti, rielaborando il mito greco in una forma spettacolare che unisce musica, danza e dramma. Al centro dell’opera si trova la figura di Marsia, il satiro audace che osò sfidare il dio Apollo in una gara musicale, incarnando uno dei racconti più crudi e significativi sul rapporto tra arte, hybris e punizione divina. La storia del balletto, nelle sue diverse versioni sviluppatesi tra Ottocento e Novecento, riflette l’interesse degli artisti per il contrasto tra istinto e razionalità. Il mito di Marsia, già noto nella letteratura antica e nelle arti figurative, viene reinterpretato in chiave coreografica enfatizzando il potenziale espressivo del corpo: la danza diventa il linguaggio ideale per rappresentare tanto l’ebbrezza selvaggia del satiro quanto la perfezione armonica del dio. Alcuni compositori e coreografi europei, attratti da questo soggetto, ne hanno dato letture differenti, talvolta accentuando l’aspetto tragico, altre volte quello simbolico. La trama si sviluppa attorno alla scoperta, da parte di Marsia, del flauto abbandonato da Atena. Lo strumento, che nella tradizione mitologica possiede un suono penetrante e quasi magico, diventa nelle mani del satiro un ...

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Omaggio a Michel Fokine al Teatro Mariinsky di San Pietroburgo

Il 29 marzo 2026 il Mariinsky Theatre di San Pietroburgo offrirà al suo pubblico un’esperienza rara e preziosa: un recital dedicato ai balletti di Michel Fokine. Si tratta di una serata che non si limita alla semplice esecuzione di coreografie, ma che intende restituire la visione e l’anima di uno dei coreografi più rivoluzionari del XX secolo, il cui lavoro ha profondamente trasformato il linguaggio del balletto classico. La scelta di ospitare un programma così composito in forma di recital è significativa: permette di attraversare diverse sfumature della sua arte, dai pezzi più lirici e poetici a quelli di marcata teatralità, ripercorrendo l’evoluzione di un pensiero coreografico che ha cercato di liberare il corpo dai vincoli della pura tecnica accademica per restituirgli una voce espressiva completa. Michel Fokine, nato a San Pietroburgo nel 1880, si formò all’interno dell’Accademia Imperiale di Danza, dove il rigore tecnico era assoluto e le regole coreografiche codificate. Tuttavia, già in giovane età, il suo spirito critico lo portò a interrogarsi sulla rigidità di quel sistema, convinto che il balletto potesse essere molto più di una sequenza di movimenti eleganti. La sua visione prevedeva un’armonia totale tra danza, musica, scenografia e costumi, concependo ogni spettacolo come ...

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Ribelle e in punta di piedi: il libro di Georgina Pazcoguin

Nel mondo del balletto classico, la perfezione è spesso il valore più celebrato: corpi rigorosi, movimenti armoniosi e un rispetto quasi ossessivo della tradizione. Ma cosa succede quando una ballerina decide di rompere le regole senza perdere la grazia? Swan Dive: The Making of a Rogue Ballerina, memoir di Georgina Pazcoguin, racconta proprio questo: la storia di una danzatrice che ha trovato la propria voce sul palcoscenico, pur muovendosi all’interno di uno dei mondi più rigidi e codificati dell’arte. Fin dalle prime pagine, Pazcoguin conduce il lettore dietro le quinte del balletto professionistico, svelando le sfide, i sacrifici e le contraddizioni di una carriera che spesso appare scintillante dall’esterno. La sua narrazione è intensa e personale: non si limita ad elencare successi e premi, ma esplora le battaglie interiori di una donna che ha lottato per emergere in un ambiente in cui ogni deviazione dalla norma può essere percepita come rischio. Il termine rogue ballerina non è scelto a caso. Georgina racconta di come, sin dai primi anni di carriera, abbia sentito il bisogno di reinterpretare le regole del balletto senza snaturarlo. Che si tratti di piccole variazioni in una coreografia classica, di scelte stilistiche audaci o di prese di ...

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I balletti nelle riviste scintillanti della divina Wanda Osiris

Quando si parla di Wanda Osiris, il pensiero corre immediatamente ai boa di piume, alle scale scintillanti, ai turbanti, ai lustrini che riflettono la luce del proscenio. Ma dietro quell’immaginario abbagliante esisteva una macchina scenica perfetta, alimentata da un linguaggio coreografico unico nel panorama del varietà italiano. I balletti delle sue riviste non erano semplici intermezzi danzati: erano architetture di spettacolo, elementi fondanti di un’estetica che ha trasformato il teatro leggero in un rituale di seduzione, glamour e precisione. Nel mondo di Wanda Osiris ogni gesto era calibrato, ogni passo costruito per amplificare un’atmosfera di lusso “irraggiungibile”. I balletti che la circondavano – talvolta veri e propri cortei coreografati – non puntavano alla complessità tecnica fine a sé stessa, bensì alla raffinatezza del movimento, alla sincronia e a un’eleganza quasi scultorea. Le ballerine e i boys diventavano parte integrante della cornice che esaltava l’ingresso della diva, spesso orchestrato come un’apparizione: discese da scale monumentali, pedane mobili, scenografie che si aprivano come ventagli dorati. A differenza di molta rivista coeva, dove la danza rappresentava una pausa tra un numero comico e l’altro, negli spettacoli della Osiris i balletti assumevano un ruolo drammaturgico. Erano dispositivi narrativi che preparavano il pubblico all’arrivo della ...

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Anniversario della nascita di Maya Plisetskaya: un’eredità immortale

Il 20 novembre ricorre l’anniversario della nascita di Maya Plisetskaya, una delle figure più luminose e rivoluzionarie della danza del Novecento. Nata nel 1925, in un’epoca segnata da profonde tensioni politiche, Plisetskaya seppe trasformare il palcoscenico nel luogo in cui libertà, grazia e forza potevano convivere in equilibrio perfetto. Celebrata come prima ballerina assoluta del Teatro Bol’šoj, la sua arte non si limitò alla tecnica impeccabile: fu un’espressione radicale di personalità e coraggio. Le sue interpretazioni di “Il Lago dei Cigni”, “Carmen Suite” e “La Morte del Cigno” sono rimaste scolpite nella memoria collettiva per la capacità di ridefinire, di volta in volta, il linguaggio del balletto classico. Con il suo stile inconfondibile, caratterizzato da linee ardite e da una musicalità fuori dal comune, Plisetskaya dimostrò che la danza poteva essere insieme disciplina e dichiarazione d’identità. A distanza di decenni, la sua eredità continua a ispirare ballerini, coreografi e appassionati di tutto il mondo. Ricordare la sua nascita significa celebrare una donna che ha trasformato la fragilità del corpo umano in un gesto di pura eternità, lasciando in dono un’idea di danza che ancora oggi invita a guardare oltre i limiti, verso un volo sempre possibile. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com ©️ ...

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Matteo Bittante: la danza rende liberi

Matteo Bittante, si perfeziona presso l’Hamburg Ballettschule diretto da J. Neumeier con una borsa di studio. Ha lavorato per: Ballet National de Marseille Roland Petit; Teatro alla Scala di Milano; come solista al Stadtheater Bremenhaven, Compagnie Aenaon Daniel Lommel, Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Balletto dell’Esperia, eseguendo, tra gli altri, le coreografie di Neumeier, Petit, Duato, North, Dell’Ara, Nureyev, Bourmaister, Kemp, Berriel, Della Monica. Ha danzato accanto alle étoiles Myrna Kamara, Oriella Dorella, Carlotta Zamparo. Dal 2003 collabora con Susanna Beltrami come assistente coreografo in tutte le sue creazioni e come ballerino, della “Compagnia Susanna Beltrami”. Partner di Luciana Savignano negli spettacoli: “Tango di Luna”, “Il suo nome…Carmen”, “Ukijo-e”, “Le sacre”. Ballerino del Tour di Tiziano Ferro “Nessuno è solo”. Nel 2011 è cofondatore di Contart associazione artistica che si occupa di formazione del pubblico e promozione della danza contemporanea, dal 2014 fa parte del network DANCEHAUSpiù, sostenuto dal MIBACT. Nel 2012 da vita alla DanceHaus Company, giovane realtà milanese, nata in grembo all’Accademia Susanna Beltrami, con la quale partecipa al Festival Milanoltre 2012, collabora con il Teatro Coccia di Novara, il Festival Girovagando di Sassari e il Milano Pride Week 2013 con le produzioni; Paradise Loft, Carmen, RI, OUT, ...

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Eventi – I passaggi dell’anima, incontro con Jirí Kylián

Gallery la notizia attraverso le immagini Dopo il successo degli incontri de Le Storie della Danza Contemporanea della stagione 2013/2014, il percorso continua con un nuovo ciclo di incontri dedicato alla danza in relazione con le altre arti prodotto da Container 12. Gli incontri partono da una riflessione a più voci su quali siano le relazioni che la danza, nella sua molteplicità di percorsi, instaura con il paesaggio. Paesaggio culturale, spazio abitato dal danzatore, ambiente naturale, civilizzato, tecnologico, ma anche paesaggio fisico, inerente alla qualità del movimento e allo stato del corpo. Un percorso attraverso cui interrogarsi su come la danza, nel suo confrontarsi con le possibili declinazioni dell’idea stessa di paesaggio, si relazioni con la scena, la musica, il cinema, l’architettura. Sguardi incrociati sullo spettacolo dal vivo ideato per il teatro o altri spazi, ma anche esperienze nate per presentarsi al pubblico come performance, installazione, film. Dance Insights – incontri sulla danza di oggi – consta di quattro appuntamenti sul tema “danza e paesaggio” condotti tra gennaio e aprile 2015, oltre che dalla stessa curatrice, da esperti di vari settori: Silvia Poletti, critico di danza, Fabio Sartorelli, docente di Storia della Musica, Riccardo Blumer, architetto. Dance Insights – incontri ...

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