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Morte a Venezia: il ritorno ad Amburgo del capolavoro di Neumeier

Tornare a Morte a Venezia significa attraversare una soglia fragile: quella che separa l’arte dalla vita, il controllo dall’abbandono, la bellezza dalla dissoluzione. A gennaio, per sole cinque rappresentazioni, il capolavoro coreografico di John Neumeier riappare sulle scene dell’Hamburg Ballett come un evento raro, quasi rituale, capace di interrogare ancora una volta lo spettatore sul senso ultimo della creazione artistica. Ispirato alla novella di Thomas Mann, il balletto di Neumeier non è una semplice trasposizione danzata di un classico della letteratura, ma una riflessione profonda e personale sul destino dell’artista moderno. Al centro della scena c’è Gustav von Aschenbach, non più scrittore ma coreografo: una scelta che permette a Neumeier di sovrapporre la figura del protagonista a quella dell’artista-creatore per eccellenza, il coreografo stesso, impegnato in una lotta incessante con il proprio linguaggio e con i propri limiti. Aschenbach è un uomo esausto. Il suo corpo, come la sua mente, sembra irrigidirsi in una disciplina che non produce più bellezza. La crisi creativa che lo consuma non è un semplice blocco, ma una frattura esistenziale: l’arte, che per tutta la vita è stata rifugio e ragione, improvvisamente non basta più. È in questo stato di aridità che nasce la fuga ...

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Addio a Hans van Manen, il coreografo dell’essenziale

Con la scomparsa di Hans van Manen (1932-2025) il mondo della danza perde una delle sue menti più lucide, radicali e raffinate. Coreografo olandese di statura internazionale, van Manen ha attraversato oltre mezzo secolo di storia del balletto e della danza contemporanea lasciando un segno indelebile: ha dimostrato che la danza può essere arte bella nel senso più profondo del termine, capace di unire rigore formale, intelligenza musicale ed emozione senza mai cedere all’eccesso. Nato nei Paesi Bassi, si forma come danzatore prima di affermarsi come coreografo. Dopo gli esordi negli anni Sessanta, entra in contatto con le grandi correnti europee del rinnovamento coreutico, ma sceglie una strada personale: non la rottura totale con il balletto classico, né l’abbandono della tecnica, bensì la sua trasfigurazione. È stato figura centrale per compagnie come il Nederlandse Dans Theater e il Dutch National Ballet, ma le sue opere sono state rappresentate dalle più importanti compagnie del mondo come quella del Teatro alla Scala. Van Manen non ha mai cercato lo scandalo o la provocazione fine a sé stessa: la sua rivoluzione è stata silenziosa, costruita passo dopo passo, gesto dopo gesto. La sua cifra stilistica è immediatamente riconoscibile. Linee pulite, geometrie perfette, movimenti ...

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Répétiteur: il prezioso custode della memoria coreutica

In ogni grande spettacolo di danza, tra le luci di scena e gli applausi, si cela una presenza invisibile ma determinante. Non sale sul palco, non indossa tutù né scarpe da punta, eppure la sua impronta è in ogni gesto, in ogni pausa carica di significato, in ogni respiro condiviso sul palcoscenico. È il ripetitore, custode di un sapere che non si legge nei libri, ma si trasmette con il corpo, la voce e la pazienza. Il ripetitore è, per molti versi, un traduttore del tempo. Traduce la visione del coreografo in linguaggio vivo, plasmato sul corpo dei danzatori di oggi. Il suo compito va oltre l’insegnamento tecnico: egli ricostruisce atmosfere, intenzioni, silenzi, tensioni emotive. Dove il coreografo ha lasciato un’impronta, il répétiteur la rianima, passo dopo passo. Non si limita a correggere posizioni sbagliate o a contare i tempi musicali: scava nella memoria del balletto per riportare alla luce ciò che rischia di sbiadire — un accento, uno sguardo, un’ombra che attraversa la scena. Questa figura professionale non si improvvisa: spesso si tratta di ex ballerini che hanno vissuto in prima persona le opere che ora trasmettono. Alcuni hanno lavorato a stretto contatto con i coreografi originali. Altri sono ...

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“Cranko” esce il film del coreografo e artista tra i più importanti del ‘900

È stato uno dei più grandi coreografi della storia della danza, un artista che, come nessun altro, ha creato immagini e scene per i grandi temi dell’umanità: la vita, l’amore e la morte. Il suo nome rappresenta un successo celebrato in tutto il mondo come il «miracolo del balletto di Stoccarda», come evento storico dell’arte: John Cranko (1927-1973). Il film CRANKO disegna un ritratto sensibile e commovente dell’affascinante coreografo e artista che ha plasmato il balletto in Germania come nessun altro: all’inizio degli anni 1960, Cranko viene a Stoccarda, dove inizia a rispolverare il balletto: Mette insieme una compagnia straordinaria con i cui ballerini porta il Balletto di Stoccarda in cima al mondo. Direttore Joachim A. Lang (FÜHRER UND VERFÜHRER, MACKIE MESSER – BRECHTS DREIGROSCHENFILM) racconta in CRANKO il dramma profondamente umano di una pop star del balletto. Descrive gli alti e bassi della vita di un’anima solitaria e fragile, alla ricerca dell’amore e del riconoscimento, e accompagna lo spirito scomodo di un artista eccezionale quasi ossessionato che cerca senza compromessi e autodistruttivo la perfezione artistica per le sue visioni. Nel processo, le coreografie di Cranko, che sono ancora oggi pionieristiche, si risvegliano a una nuova vita nelle scene di ...

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Francesco Ventriglia: torno a casa, torno in Italia! [INTERVISTA ESCLUSIVA]

Francesco Ventriglia, studia presso la Scuola di Ballo della Scala dove si diploma nel 1997, entrando immediatamente nel Corpo di Ballo scaligero. Nel 1998 debutta come ballerino solista con “In the Middle Somewhat Elevated” di Forsythe e nel 1989 interpreta l’“Idolo d’oro” nella “Bayadère” di Natalia Makarova. Oltre al repertorio classico, le sue esibizioni si avvalgono di grandi coreografi da Balanchine ad Ailey, da Neumeier a Cranko, da Preljocaj a Godani, da Kylián a Béjart. Roland Petit lo vuole per il ruolo di Toreador nella “Carmen” e di Quasimodo nel “Notre Dame de Paris”. Con Silvie Guillem è Hilarion in “Giselle” al Metropolitan e al Covent Garden. All’attività di interprete affianca quella di coreografo: tra i tanti suoi lavori citiamo “La solitudine del gigante”, “Mandorle” e “Giallo ‘700”. Nel 2006 allestisce tre sue creazioni per Roberto Bolle: “La lotta” che debutta a Roma, il “Concerto di Capodanno” dalla Fenice di Venezia e “Il mito della Fenice” al Teatro Smeraldo di Milano. Fonda la compagnia “Eliopoli” con la quale presenta alla Biennale di Venezia 2007, “Il mare in catene”. Realizza nel 2007, per l’Arena di Verona, “Sogno di una notte di mezza estate” e “Jago, l’onesta poesia di un inganno” con le celebri étoiles Eleonora Abbagnato e Alessandro Riga. Nel 2008 al Bolshoj ...

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Addio a Gino Landi, coreografo, regista e maestro del varietà del sabato sera

È morto a Roma all’età di 89 anni Gino Landi   celebre coreografo e regista del mondo dello spettacolo leggero, della tv e del teatro. All’inizio voleva fare il ballerino ma poi vira verso la coreografia, suo terreno ideale di ispirazione anche per l’ampia visione dello spazio del palcoscenico.  Gino Landi il debutto in teatro Gino Landi figlio di due artisti di varietà, che caldeggiano i suoi studi di danza sotto la guida di Oreste Fraboni. Debutta in teatro come ballerino, ma ben presto si accorge di non amare esibirsi davanti al pubblico e sceglie di dedicarsi alla composizione coreografica. Nel 1957 la sua firma compare per la prima volta sulla locandina di Non sparate alla cicogna di Macario, dopodiché è autore dei balletti di Io e l’ipotenusa (1959) e di Cieli alti (1962). Nel frattempo entra alla Rai con la qualifica di regista (1958) chiamato a realizzare le coreografi e per Buone vacanze (1959) e per Giardino d’inverno (1961). Intanto la sua carriera teatrale si consolida grazie ai successi di Febbre azzurra (1965), L’onorevole (1965) e Non sparate al reverendo (1967, nuova collaborazione con Macario). Gli anni d’oro con Garinei e Giovannini Dal 1969 inizia un importante sodalizio con Garinei e Giovannini che lo vogliono creatore dei balletti di tutti i loro principali spettacoli, da Angeli in bandiera ad Alleluja brava gente (1970), da Aggiungi un posto a tavola (1974) ...

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Ismael-Ivo

Ismael Ivo, l’addio al celebre coreografo e danzatore brasiliano

                       “Per fare il coreografo bisogna tenere gli occhi rivolti al futuro. La coreografia è un pensiero interiore”, diceva Ismael Ivo, talento puro della creazione, già direttore della Biennale Danza di Venezia, co-fondatore del viennese ImPulsTanz e direttore del Balé da Cidade de São Paulo. Tra le tremende vittime del covid-19 covid-19 figura purtroppo anche il celebre coreografo brasiliano. Il famoso danzatore è morto a soli 66 anni. Imael Ivo era stato ricoverato oltre un mese fa in un ospedale di São Paulo, la città dove era nato nel 1955. Ismael era una delle figure che maggiormente, negli ultimi 40 anni, ha segnato il mondo dell’arte inteso come danza e coreografia. Ismael Ivo: l’intensa carriera nel mondo della danza Di origini modeste, padre muratore e madre addetta alle pulizie, Ismael Ivo aveva si forma in recitazione e danza al Ruth Rachou Dance Center della sua città natale prima di essere chiamato nel 1983 come danzatore nella compagnia di Alvin Ailey a New York. Fin da adolescente si interessa alla danza e ben presto capisce la sua vocazione. Ottiene borse di studio in scuole di danza moderna ed entra a far ...

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Jiří Kylián: vita e carriera del celebre coreografo della danza internazionale

  Jiří Kylián è tra i più celebri ed influenti coreografi del dopoguerra. Nasce a Praga il  21 marzo del 1947. Kylian studia danza nella sua città d’origine, frequentando lezioni di danza classica, danza moderna, folk e jazz, e studiando parallelamente al conservatorio. A vent’anni, vince una borsa di studio alla Royal Ballett di Londra. Questo getta le basi a Jiri Kylian di costruirsi sin da subito un promettente futuro creativo. Debutta quindi al Nederlands Dans Theater e diventa prima co-direttore artistico e poi unico della compagine maggiore d’Olanda. Appena trentenne Jiří Kylián scrive il proprio nome tra i grandi della danza e del balletto del Novecento, coreografando in giro per il mondo Nel 2008 la Regina Beatrice dei Paesi Bassi gli conferisce la prestigiosa medaglia d’onore per l’arte e la scienza, coronando un rapporto senza tempo tra il coreografo di Praga ed i diciassette milioni di abitanti dei Paesi Bassi. Per ben due volte Jiří Kylián consegue il prestigioso “Prix Benois de la Danse” nel 1993 e nel 1999 in qualità di coreografo. Sublime è il suo omaggio a Wolfgang Amadeus Mozart del “Petite Mort“, composta per il Salzburg Festival del 1991 per il bicentenario dalla morte del compositore ...

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Kristian Cellini: “Non mi piace essere un coreografo dittatore, cerco la complicità con i miei ballerini” [INTERVISTA ESCLUSIVA]

Talento, tecnica, determinazione, ambizione. Kristian Cellini è tra i più grandi coreografi internazionali. Nasce come ballerino per poi divenire un affermato e stimato insegnante e coreografo di danza. Vanta oltre trent’anni di carriera con collaborazioni dal calibro di Carla Fracci, Raffaelle Paganini, Andrea Bocelli, Placido Domingo, Gheorghe Iancu, Luciana Savignano, Daniel Ezralow, Micha Van Hoecke, Renato Greco. Nel 1993 riceve il “Premio Paride” e nel 2004 il premio “Ballerino d’Argento” come miglior ballerino. Il suo indiscusso talento è stato ammirato nei più importanti varietà e spettacoli televisivi Rai e Mediaset. Direttore Artistico della prestigiosa kermesse Peccioli in Danza, Kristian Cellini si racconta in un’intervista esclusiva al Giornale della Danza. Intervista esclusiva del Giornale della Danza a Kristian Cellini Soli pochi giorni fa l’abbiamo vista protagonista della kermesse Dance Open America, l’importante competizione statunitense che si svolge a Miami. Che esperienza è stata? Ho portato due coreografie nelle serate di gala della manifestazione statunitense. Due passi a due: il primo intitolato “Incontri” con le star Giullame Coté e Heather Odgen esclusivamente creato per loro con musiche originali di Marco Zurzolo, il secondo pas de deux era estratto dalla mia coreografia “Empatia”, ed è stato interpretato da Francesco Porcelluzzi e dal famoso ...

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Don Lurio, l’indimenticabile signor Dadaumpa delle gemelle Kessler

Don Lurio, nome d’arte di Donald Benjamin Lurio, è stato tra i più grandi ballerini, coreografi, conduttori e cantanti. Un grande artista a 360 gradi. Nacque a New York nel 1933. Nel 1957 esordisce nella tv italiana nello show Crociera d’estate. Oltre alle sue doti di ballerino, deve soprattutto la sua popolarità alle indimenticabili apparizioni vicino alle altissime gemelle Kessler. Ha lavorato in numerose trasmissioni: Canzonissima, Giardino d’inverno,  Studio Uno,  Sabato sera – Hai visto mai? – Formula due – Chi? – Pronto chi gioca?, solo per citarne alcune. Nel 1992 è stato ospite di Partita doppia,  mentre tra le sue apparizioni più recenti si annovera quella dello studio di “Quelli che il calcio“. Ha recitato anche in “Pugni, pupe e marinai”, nel 1961, con Ugo Tognazzi. Don Lurio: il popolarissimo ballerino della tv italiana Di origine italiana, Don Lurio iniziò a studiare danza a Brodway con Bob Fosse e Jack Cole. Don Lurio era alto circa 160 cm ed aveva una corporatura molto esile, tipica di un ballerino classico. In Europa approdò con il suo tour in Francia con Roland Petit, a Parigi allestì le coreografie di Appuntamento mancato di Francoise Sagan. Già in Francia era considerato un punto di riferimento per ...

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