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Ismael Ivo, l’addio al celebre coreografo e danzatore brasiliano

                                Ismael-Ivo

Per fare il coreografo bisogna tenere gli occhi rivolti al futuro. La coreografia è un pensiero interiore”, diceva Ismael Ivo, talento puro della creazione, già direttore della Biennale Danza di Venezia, co-fondatore del viennese ImPulsTanz e direttore del Balé da Cidade de São Paulo. Tra le tremende vittime del covid-19 covid-19 figura purtroppo anche il celebre coreografo brasiliano. Il famoso danzatore è morto a soli 66 anni. Imael Ivo era stato ricoverato oltre un mese fa in un ospedale di São Paulo, la città dove era nato nel 1955. Ismael era una delle figure che maggiormente, negli ultimi 40 anni, ha segnato il mondo dell’arte inteso come danza e coreografia.

Ismael Ivo: l’intensa carriera nel mondo della danza

Di origini modeste, padre muratore e madre addetta alle pulizie, Ismael Ivo aveva si forma in recitazione e danza al Ruth Rachou Dance Center della sua città natale prima di essere chiamato nel 1983 come danzatore nella compagnia di Alvin Ailey a New York. Fin da adolescente si interessa alla danza e ben presto capisce la sua vocazione. Ottiene borse di studio in scuole di danza moderna ed entra a far parte del corpo di ballo maschile al Teatro Galpão di San Paolo. Il coreografo Klauss Vianna gli permette di unirsi al gruppo di danza sperimentale del Teatro Municipal, dove Ismael rimane per un anno.

Nel 1985 si trasferisce in Europa e fonda a Vienna con Karl Regenburger il festival di danza contemporanea ImPuls, da lui anche diretto per oltre 15 anni

A Berlino stabilisce una lunga collaborazione finita nel 1996 con una figura di rilievo del teatro-danza tedesco come Johann Kresnik. Fra il 1997 e il 2000 diviene coreografo capo al Deutsches Nationaltheater di Weimar. Dopo il grande successo a Venezia con l’assolo Mapplethorpe nel 2002nel 2005 è nominato direttore del Settore Danza della Biennale di Venezia, incarico tenuto per 7 anni fino al 2012. Proprio la Biennale parla di “una perdita per tutto il mondo della danza ma anche per una città come Venezia, che lo aveva amato per il suo carisma e la sua gioia di vivere, nonché per un’istituzione dove aveva contribuito a far crescere e consolidare a livello internazionale il settore Danza”. Dal gennaio 2017 era direttore del Balé da Cidade de São Paulo al Theatro Municipal, di cui era condirettore artistico con il direttore musicale Roberto Minczuk.

Sono innumerevoli le collaborazioni di Ismael Ivo con figure carismatiche della danza contemporanea come Pina Bausch, William Forsythe, Márcia Haydée, Yoshi Oida e Koffi Koko

Nel 2003 con l’artista performativa Marina Abramović aveva preso parte al programma di culto “Durch die Nacht mit …” prodotto dall’emittente culturale franco-tedesca Arte. Ismael Ivo torna in Brasile nel 2017, dopo oltre tre decenni, per operare come coreografo a San Paolo. Nel giugno 2020 è colpito da due ictus, superati senza conseguenze. Ismael Ivo muore a causa del Covid-19 l’8 aprile 2021.

Si dice che la sua attenzione all’uso del corpo da parte di Ismael Ivo venisse da un attento studio della fotografia di Mapplethorpe

A Venezia, dove è giunto nel 2002 e ha avuto, dal 2005 al 2012 il ruolo di direttore del settore Danza della Biennale di Venezia, Ismael Ivo costruisce spettacoli destabilizzanti per la forza creativa e per il messaggio potente, quasi extra-corporeo che diffondevano. Alcuni hanno fatto scandalo, come il Mercato del corpo nel quale i ballerini venivano posti all’asta diventando oggetti, una performance di denuncia della mercificazione umano, del “tutto ha un prezzo”.

Sono ancora un ottimista, ma non è facile. Viviamo in tempi difficili”, aveva dichiarato alcuni anni fa Ismael Ivo in un’intervista al quotidiano austriaco die Presse nel giugno 2016: “Non possiamo risolvere i problemi, ma l’arte può rifletterli. Il mio corpo è sempre stato politico”.

LEGGI ANCHE: La Biennale di Architettura 2021 dialoga con il Festival Internazionale di Danza Contemporanea

 

Elena Parmegiani

www.giornaledelladanza.com 

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