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La stagione 26-27 del National Ballet of Canada segna il 75° anniversario

La stagione 2026-27 del National Ballet of Canada si apre come una delle più significative della sua storia recente, segnando il 75° anniversario della compagnia con un cartellone che alterna grandi classici del repertorio narrativo, capolavori del Novecento e nuove creazioni commissionate a coreografi contemporanei. È una stagione costruita come una sorta di autoritratto artistico: uno sguardo sul passato che non rinuncia a interrogare il presente e a proiettarsi verso il futuro del linguaggio coreografico. L’inaugurazione è affidata a Romeo and Juliet di John Cranko, in scena dal 31 ottobre all’8 novembre 2026. Si tratta di uno dei titoli più emblematici del balletto narrativo del Novecento, tornato nel repertorio della compagnia dopo anni di assenza e ripreso proprio in occasione delle celebrazioni anniversarie. La coreografia, costruita sulla partitura di Sergej Prokof’ev, mette al centro la tensione tra dramma e lirismo, affidando alla danza il compito di tradurre in gesto la tragedia shakespeariana. È un titolo che, nella tradizione del National Ballet, rappresenta anche un banco di prova tecnico e interpretativo per il corpo di ballo. La stagione prosegue con Emergence di Crystal Pite e Silent Screen di Sol León e Paul Lightfoot, in programma dal 13 al 20 novembre 2026. ...

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La Stagione 2026/2027 del Teatro Morlacchi di Perugia

Il Direttore del TSU Nino Marino: «La nuova Stagione del Teatro Morlacchi nasce dal desiderio di immaginare un teatro capace di tenere insieme mondi diversi: grandi interpreti della scena italiana, nuove generazioni di artisti, classici, teatro di regia, nuove scritture, spettacoli tratti da importanti opere letterarie, danza, teatro civile. Linguaggi differenti che convivono senza gerarchie, mettendo in dialogo pubblici ed esperienze diverse. In un tempo in cui tutto tende a separarci e semplificarci, il teatro continua a essere uno dei pochi luoghi dove le persone possono ancora vivere qualcosa insieme, nello stesso spazio e nello stesso momento. Per questo il Morlacchi prova a essere un teatro aperto, popolare e contemporaneo. Accanto alla prosa, la danza occupa uno spazio sempre più centrale attraverso esperienze internazionali che intrecciano corpo, immagine, musica e nuove forme della scena, trasformando il palcoscenico in un luogo di immersione e scoperta. Il Teatro Ridotto si conferma invece spazio di prossimità e sperimentazione, dedicato all’incontro diretto tra artisti e spettatori. Ci sarà inoltre una nuova edizione di “Perché non ballate?”, rassegna diventata negli anni un punto di riferimento per osservare le nuove traiettorie della danza. Più che una successione di spettacoli, la prossima sarà una Stagione pensata per ...

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Soirée Vibrations (Micaela Taylor, Mats Ek, Crystal Pite) al Palais Garnier

Nel panorama della danza contemporanea, poche serate riescono a condensare in un unico percorso artistico visioni tanto differenti e complementari come quelle proposte da Vibrations, un incontro tra tre grandi firme della coreografia internazionale: Micaela Taylor, Mats Ek e Crystal Pite. Tre sensibilità, tre linguaggi scenici, tre modi di intendere il corpo e il movimento che, pur nella loro diversità, dialogano tra loro dando vita a un’esperienza intensa, emotiva e profondamente immersiva. Ad aprire la serata è Dreams This Way, prima collaborazione tra la coreografa americana Micaela Taylor e il Balletto dell’Opéra di Parigi. La pièce, interpretata da quindici danzatori, esplode sulla scena con un’energia urbana, fisica e pulsante, capace di fondere tecnica classica e influenze contemporanee in un flusso continuo di movimento. Taylor costruisce un universo coreografico dinamico e atletico, in cui il corpo diventa strumento di espressione immediata, attraversato da tensioni, impulsi e vibrazioni collettive. La sua scrittura coreografica, fortemente radicata nella cultura urbana e nella musicalità del gesto, restituisce una danza viva, istintiva e profondamente contemporanea. Con Solo for Two, Mats Ek introduce invece una dimensione più intima e introspettiva. Il grande coreografo svedese, alla sua settima opera entrata nel repertorio del Balletto dell’Opéra di Parigi, affronta ...

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Festival Aperto celebra la sua XVIII edizione a Reggio Emilia

Oltre 30 spettacoli, più di 60 repliche, 15 tra produzioni e coproduzioni, prime assolute e prime italiane. Musica e danza contemporanea, performance, jazz, circo contemporaneo. Tra Teatro Municipale Valli, Teatro Ariosto, Teatro Cavallerizza, Sala Verdi, Collezione Maramotti, Reggiane Parco Innovazione, Teatro Piccolo Orologio, Palestra della Scuola Aosta e altri luoghi della città. “Benvenuti in tempi interessanti” è il titolo di un libro di Slavoj Žižek, che riprende quella che viene spesso citata come un’antica maledizione cinese: possa tu vivere in tempi interessanti.  Eppure, in quella formula, convivono minaccia e promessa. Augurio e maledizione, interessante e inquietante, sono come il sorriso e il ghigno: lo scarto è minimo, ma grande è la differenza che esso innesca, quella fra una chiusura e un’apertura di prospettiva. L’arte, il pensiero, il teatro, scorgono e abitano quel piccolo spostamento d’asse fecondo di conseguenze, visioni, immaginazione: il destino non è scritto, l’impossibile accade. Il programma è costruito tra musica, danza, arti performative, una fitta rete di partner italiani ed europei, e una schiera di artisti — italiani e internazionali — che attraversano le frontiere dei linguaggi e delle geografie. Le Reggiane, dentro la città Aperto esce dai teatri. Quest’anno con più decisione che mai. Il Parco Innovazione ...

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Giunge alla 26ᵃ edizione il festival di danza INTERPLAY

C’è una città che, ogni primavera, smette di guardare la danza come spettacolo e comincia a viverla come esperienza collettiva. Giunto alla sua 26° edizione, il Festival Internazionale di Danza Contemporanea & Performing Arts promosso dall’Associazione Culturale Mosaico Danza torna dal 26 maggio al 27 giugno 2026, con due appuntamenti speciali il 3 luglio e il 16 settembre, confermandosi uno dei riferimenti più solidi e visionari del panorama coreutico italiano. Sotto la direzione artistica di Natalia Casorati, Interplay/26 si dispiega attraverso tre teatri, cinque spazi multidisciplinari e contesti outdoor, attraversando luoghi centrali e periferici della città in un’ottica dichiarata di accessibilità, riequilibrio territoriale e dialogo con lo spazio urbano. Il programma conta 28 spettacoli, con 16 creazioni di coreografi e coreografe italiane, 12 produzioni di artisti europei provenienti da 7 paesi e 5 lavori di artisti da 3 paesi extra UE — per un totale di 9 prime nazionali. Un confronto dinamico, all’insegna della sperimentazione e dell’innovazione, che intreccia visioni estetiche, poetiche e coreografiche eterogenee. Il programma, come nelle ultime edizioni, è strutturato attorno a quattro macro-aree tematiche, che disegnano una mappa poetica e politica della danza contemporanea. RITUALI CONTEMPORANEI raccoglie gli spettacoli in cui il corpo diventa dispositivo sensibile, ...

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Aterballetto a Modena con tre coreografie di levatura internazionale

Si terrà venerdì 22 maggio 2026 alle ore 20.30 per la stagione di Danza al Teatro Comunale di Modena uno spettacolo del Centro Coreografico Nazionale/Aterballetto con tre diverse coreografie firmate da coreografi eccellenti del panorama internazionale. Sedici danzatori della compagnia reggiana si faranno interpreti di tre differenti cifre stilistiche e mondi artistici, incontrando la foga profana di Diego Tortelli (Glory Hall), la rarefazione delle linee del francese Angelin Preljocaj (Reconciliatio) e l’organicità degli insiemi di Crystal Pite (Solo Echo). Un viaggio oscillante tra una profana sensualità, il lirismo di un incontro angelico e un nuovo umanesimo derivante da solide catene umane immaginate dall’artista canadese. Caratterizzato da una gestualità volutamente ‘bulimica’, come il desiderio sessuale che sottende il titolo, Glory Hall mette in luce la bravura dell’intero organico prima di cedere il passo, nel momento centrale della serata, alle due interpreti femminili di Reconciliatio. Estratto da un lavoro da serata intera dal titolo Suivront mille ans de calme, ispirato alla lettura dell’Apocalisse, il duetto di Preljocaj vede Estelle Bovay e Arianna Kob incarnare due candide figure in body alato, danzanti il mistero della simbiosi sulla Sonata al chiaro di luna di Ludwig van Beethoven. L’ispirazione di Solo Echo arriva a Crystal ...

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Tortelli, Preljocaj, Pite con il CCN/Aterballetto a Modena

Torna a Modena il Centro Coreografico Nazionale / Aterballetto, che venerdì 22 maggio alle ore 20.30 danzerà sul palco del Teatro Comunale Luciano Pavarotti per una serata all’insegna della grande danza contemporanea. Il programma presentato è un trittico di grande qualità, con le firme di tre grandi coreografi del panorama internazionale: Diego Tortelli con Glory Hall, Angelin Preljocaj con il duetto Reconciliatio e la canadese Crystal Pite con Solo Echo. Apre lo spettacolo il pezzo corale Glory Hall del bresciano Diego Tortelli, coreografo che collabora con il CCN da molto tempo e al quale è stata recentemente affidata la creazione della cerimonia di chiusura delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026. In uno spazio nero ma mai realmente oscuro, la coreografia si sviluppa come un rito estatico dove sensualità e spiritualità si intrecciano, creando un gioco continuo tra piacere, virtuosismo e la ricerca di una personale versione di gloria. Segue il passo a due della serata, tutto al femminile, Reconciliatio, firmato da Angelin Preljocaj, coreografo di fama internazionale, che propone una suggestione poetica tratta da una lettura attenta, ma non letterale, del testo dell’Apocalisse di San Giovanni, sulle note della Sonata al chiaro di luna di Beethoven. Infine, i danzatori del CCN/Aterballetto ...

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Crystal Pite nel progetto site specific per Collezione Maramotti

La coreografa canadese Crystal Pite è una voce celebre della danza contemporanea da oltre 35 anni. È apprezzata a livello internazionale per creazioni che affrontano con coraggio temi quali il trauma, la dipendenza, il conflitto, la coscienza e la mortalità; la sua visione audace e originale le ha valso un riconoscimento internazionale e ha ispirato un’intera generazione di artisti della danza. Il suo nuovo progetto – parte del programma di Festival Aperto 2026 – è una collaborazione tra Fondazione I Teatri / Festival Aperto, Collezione Maramotti, la sua compagnia di danza Kidd Pivot e la prestigiosa compagnia di danza contemporanea Nederlands Dans Theater (NDT), dove è Coreografa Associata dal 2008. In questo progetto si incrociano percorsi che hanno già cambiato la danza contemporanea: la creazione prenderà forma in dialogo con l’architettura della Collezione Maramotti e con le sue opere e sarà interpretata da danzatori di NDT 1 e Kidd Pivot, proseguendo la collaborazione avviata nel 2009 tra Fondazione I Teatri, Collezione Maramotti e Max Mara con l’obiettivo di creare un dialogo tra coreografia e arti visive. La danza come forza che abita un corpo umano Per Crystal Pite, l’arte del fare è il canale che conduce verso l’arte. Partendo dalla ...

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Giornata Internazionale della Danza 2026: il messaggio di Crystal Pite

La Giornata Internazionale della Danza è stata creata dal Comitato della Danza dell’International Theatre Institute, il principale partner dell’UNESCO per le arti performative. Dalla sua creazione nel 1982, l’International Dance Committee e l’International Theatre Institute selezionano un’importante personalità della danza per scrivere ogni anno un messaggio per la Giornata Internazionale della Danza.In questo giorno si celebra il valore e l’importanza della forma d’arte della danza, anche per sensibilizzare le istituzioni che non hanno ancora riconosciuto il suo valore per le comunità e per l’individuo. Quest’anno è stata scelta la coreografa canadese Crystal Pite (di seguito il messaggio 2026)   Gli esseri umani si muovono: le nostre braccia si allungano, le ginocchia cedono, la testa annuisce, il petto si inarca, la schiena si incurva, saltiamo, alziamo le spalle, stringiamo i pugni, ci solleviamo e ci respingiamo a vicenda. Tutto questo è sia linguaggio che azione. È ciò che il corpo ha da dire rispetto al bisogno, alla sconfitta, al coraggio, alla disperazione, al desiderio, alla gioia, all’ambivalenza, alla frustrazione, all’amore. Queste immagini appaiono vivide e cariche di significato nella nostra mente perché abbiamo sentito queste cose in maniera così pura nel corpo: ci siamo emozionati. Siamo danzatori, tutti noi lo siamo. La vita ci muove; la vita ci danza. ...

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Crystal Pite: quando la danza smette di essere solo danza

Nel panorama della danza contemporanea internazionale, la figura di Crystal Pite si impone come una presenza capace di ridefinire in profondità il modo in cui il corpo, la parola e la scena possono dialogare tra loro. Il suo lavoro non si limita a costruire coreografie, ma sviluppa veri e propri sistemi di pensiero incarnato, in cui il movimento diventa una forma di linguaggio complessa, stratificata, capace di attraversare territori emotivi, politici e filosofici senza mai rinunciare a una chiarezza comunicativa sorprendente. La sua formazione, radicata nel mondo del balletto e della danza contemporanea nordamericana, si intreccia con una sensibilità teatrale che la porta a concepire ogni creazione come una drammaturgia in movimento. In questo senso, il suo stile non può essere ridotto a un insieme di caratteristiche formali riconoscibili, ma va compreso come una tensione costante tra controllo e perdita, tra struttura e caos. Nei suoi lavori, il corpo non è mai soltanto estetico: è un luogo di conflitto, di memoria, di trasformazione. Le sequenze coreografiche si sviluppano spesso come organismi viventi, in cui gruppi di danzatori si muovono come masse fluide, attraversate da impulsi collettivi che sembrano emergere da una coscienza condivisa. Uno degli aspetti più distintivi del linguaggio ...

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