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Tag Archives: Danza classica

Le Kessler: l’ultima uscita di scena di due vite danzate

Quando la notizia della morte delle gemelle Kessler ha iniziato a circolare, il mondo dello spettacolo ha avuto la sensazione che si fosse spenta un’intera epoca. Non due artiste, ma un gesto, un ritmo, un modo di stare sul palco che non apparteneva più a nessuno. Alice ed Ellen se ne sono andate insieme, così come avevano vissuto: sincronizzate, complementari, inseparabili. La loro storia, prima ancora che fatta di canzoni, lustrini e prime serate, è una storia di danza. Non la danza come ornamento, ma come spina dorsale di un percorso artistico che ha definito la loro identità. Le Kessler non si sono limitate a “battere il tempo”: l’hanno scolpito, gli hanno dato una forma. Sin da bambine, la danza fu la loro prima lingua. Non imparavano solo passi, imparavano disciplina, equilibrio, ascolto reciproco. Chiunque abbia provato a muoversi in perfetta simmetria con un’altra persona sa quanto questo richieda fiducia totale. Per le Kessler, la danza era questo: un patto. Un patto che sarebbe durato tutta la vita. Quando da ragazze attraversarono i confini della Germania per cercare un futuro nel mondo dello spettacolo, non portarono con sé che una valigia e la loro formazione classica. Ma quella formazione, che ...

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World Ballet Day 2025: la danza apre le porte al mondo

Il 12 novembre 2025 il mondo della danza classica si prepara a un evento unico: il World Ballet Day, la maratona digitale che collega le più prestigiose compagnie di balletto internazionali in un’unica esperienza globale. Da Londra a Melbourne, da San Francisco ad Amsterdam, i sipari si sollevano virtualmente per offrire a milioni di spettatori uno sguardo dietro le quinte, tra lezioni, prove e interviste esclusive. Quest’anno il tema scelto è “Access Becomes Art”. Non si tratta solo di un titolo suggestivo: la danza classica, da sempre considerata un’arte d’élite, invita artisti e pubblico di ogni provenienza e abilità a sperimentare e partecipare. Il messaggio è chiaro: la bellezza del balletto non è riservata a pochi, ma è un patrimonio universale. Sul sito ufficiale dell’evento (worldballetday.com), è possibile accedere a tutti i contenuti delle compagnie partecipanti: streaming gratuiti di prove, classi aperte, dietro le quinte e momenti di creazione artistica. Le trasmissioni sono pensate per coprire l’intera giornata, permettendo agli spettatori di ogni fuso orario di godere dell’evento. Tra le compagnie protagoniste troviamo: The Royal Ballet (Londra), con lezioni e prove dal Covent Garden; Australian Ballet (Melbourne), che esplorerà collaborazioni con artisti aborigeni; San Francisco Ballet (USA), con sperimentazioni digitali ...

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Roberto Bolle alla chiusura dei Giochi Olimpici Invernali 2026

Roberto Bolle sarà il volto principale della cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici Invernali Milano‑Cortina 2026, in programma il 22 febbraio 2026 nell’Arena di Verona. L’evento, dal titolo Beauty in Action, unirà sport, arte e cultura in una cornice storica unica, trasformando l’anfiteatro romano in un palcoscenico globale. Bolle, che da sempre porta la danza classica oltre i confini dei teatri, ha commentato: «L’Arena di Verona è un luogo che amo profondamente. Essere parte di questa cerimonia è un’emozione unica, un’occasione per mostrare la bellezza in movimento a tutto il mondo». La sua presenza sottolinea il ruolo della danza come linguaggio universale, capace di emozionare e unire, anche in contesti sportivi di grandissima portata. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com ©️ Riproduzione riservata

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European Classical Ballet: la tournée italiana di “Swan Lake”

Dal 6 al 12 novembre 2025 l’European Classical Ballet, diretto da Andrey Scharaev, sarà protagonista di una tournée italiana con una nuova produzione de Il Lago dei Cigni, su musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Al centro di questa rilettura si distingue, nel duplice ruolo di Odette/Odile, la straordinaria Jana Salenko, prima ballerina dello Staatsballett Berlin e interprete tra le più raffinate del repertorio classico, affiancata da Kalle Wigle nel ruolo del Principe Siegfried. La compagnia, composta da oltre trenta danzatori provenienti da diverse accademie europee, si distingue per la compattezza stilistica e l’equilibrio tecnico che caratterizzano ogni sezione coreografica, dalle danze di corte alla celebre scena dei cigni bianchi. La produzione si muove nel solco della tradizione coreografica di Marius Petipa e Lev Ivanov, conservandone l’impianto drammaturgico ma condensandolo in due atti di intensa coerenza narrativa. La riduzione, curata da Scharaev, non altera l’equilibrio tra virtuosismo e lirismo. L’approccio è filologico e rispettoso, ma attento alla leggibilità contemporanea, con un ritmo più dinamico e una resa visiva adatta alle esigenze della tournée. L’impianto visivo unisce fondali pittorici e proiezioni digitali, mentre costumi e luci mantengono la grazia del repertorio ottocentesco. L’allestimento privilegia un’estetica sobria e funzionale, con scene mobili e ...

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Le cinque posizioni fondamentali della Danza Classica

La danza classica è una disciplina che unisce tecnica, grazia e rigore, costruita su fondamenta precise che ne definiscono l’estetica e il movimento. Alla base di questa arte troviamo le cinque posizioni fondamentali dei piedi, codificate nel XVII secolo alla corte del Re Sole, Luigi XIV, e ancora oggi immutate nei metodi delle principali scuole di balletto del mondo. Queste posizioni non sono semplici pose, ma rappresentano il punto di partenza di ogni passo, salto o rotazione. Vediamole una per una. Prima posizione: la prima posizione è l’essenza della danza classica: i talloni si toccano e le punte dei piedi si aprono verso l’esterno, idealmente formando una linea retta. Il peso è distribuito equamente su entrambi i piedi e il corpo si eleva verso l’alto con leggerezza. È una posizione di stabilità e controllo, ma anche di apertura verso il movimento. Seconda posizione: a partire dalla prima posizione, i piedi si allontanano lateralmente mantenendo le punte rivolte all’esterno. La distanza tra i talloni è di circa una lunghezza di piede. Questa posizione offre maggiore stabilità e prepara il corpo ai movimenti ampi, come plié o port de bras, favorendo una postura ben radicata ma fluida. Terza posizione: un piede si ...

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La salvaguardia dello “stile” nella danza classica accademica

Nel silenzio di una sala prove, interrotto solo dal cigolio del legno e dal fruscio lieve delle punte, la danza classica continua a raccontare storie senza tempo. Quando un gesto diventa solo un’esecuzione, e non più un’evocazione, qualcosa si perde. Non è la tecnica a svanire — quella oggi è affinata, analizzata, potenziata — ma lo spirito che ne guidava la forma. Parlare di stile nella danza classica significa interrogarsi sulla sua identità profonda. Non basta replicare le posizioni, rispettare le linee, contare i tempi. Lo stile è ciò che trasforma un passo corretto in un passo vivo. È quel dettaglio invisibile che collega il danzatore alla sua Scuola, alla sua epoca, e soprattutto alla sua intenzione. Senza stile, la danza classica diventa una lingua morta: comprensibile, ma muta. Ogni scuola porta con sé una visione del mondo. L’eleganza sobria della Scuola francese, la teatralità ampia di quella russa, il virtuosismo dell’italiana: sono varianti di uno stesso alfabeto, ma nessuna è intercambiabile. Salvaguardare lo stile significa quindi proteggere questa pluralità, non uniformarla. Lo stile si trasmette da corpo a corpo, da uno sguardo ad un gesto corretto in silenzio. Non basta guardare un video d’archivio per comprendere cosa fosse davvero ...

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Viaggio nel dizionario francese dei codici accademici

Parlare con i piedi, pensare con il corpo, scrivere nell’aria: questa è l’essenza della danza classica. Ma ogni arte, anche la più eterea, ha bisogno di un linguaggio preciso, condiviso, scolpito nel tempo. E nella danza classica, questo linguaggio ha un nome e una lingua: il dizionario francese dei codici accademici. Non si tratta di un semplice elenco di termini, ma di un alfabeto in movimento, un sistema codificato che unisce generazioni di danzatori in ogni angolo del mondo. È un lessico nato a corte e cresciuto nei teatri, conservato nelle accademie, inciso nella memoria muscolare di chi balla. Nel XVII secolo, mentre l’Europa si agitava fra guerre e rivoluzioni, alla corte di Luigi XIV prendeva forma un’arte silenziosa e potentissima: la danza come disciplina accademica. Il Re Sole, che amava danzare tanto quanto governare, capì il potere del gesto ben ordinato. Nel 1661 fondò l’Académie Royale de Danse, chiamando a sé i migliori maestri per codificare i movimenti che fino ad allora erano stati lasciati all’intuizione. Fu così che nacquero le cinque posizioni dei piedi, l’en dehors, il principio dell’aplomb. Parole francesi, certo, ma che descrivevano idee universali di forma, equilibrio, armonia. Il francese non fu una scelta casuale: ...

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Danza Classica: un atto di bellezza e cura verso sé stessi

C’è una bellezza silenziosa nella danza classica, che non vive solo sul palcoscenico ma si costruisce, giorno dopo giorno, in sala. Non è fatta di applausi né di riflettori, ma di attenzione, disciplina e amore per ogni dettaglio. È una forma d’arte, sì, ma anche un modo profondo e personale di prendersi cura di sé. Quando si entra in sala danza, si lascia fuori il rumore del mondo. Il tempo si dilata, il respiro si fa più lento, il corpo diventa presenza. Ogni movimento – anche il più semplice – è un atto di consapevolezza: una scelta di esserci, di ascoltarsi, di ricercare armonia tra mente e corpo. A differenza di ciò che molti pensano, la danza classica non è solo rigore. È anche gentilezza: verso i propri limiti, verso il corpo che cambia, verso gli errori che insegnano. Si impara a migliorare senza giudicarsi, a cadere senza punirsi, a riprovare con pazienza. Ogni lezione diventa così una forma di dialogo interiore, in cui la disciplina non è una costrizione, ma una cura quotidiana. In un’epoca in cui il corpo è spesso oggetto di confronto o controllo, la danza classica ci invita a riconoscerlo come casa. Un luogo da ascoltare, ...

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Il TAM Ballet inaugura la prima stagione di danza del Teatro Arcimboldi con “La Fille Mal Gardée”

A partire dal 19 ottobre 2025, il Teatro Arcimboldi di Milano entrerà ufficialmente nel panorama nazionale delle istituzioni coreutiche con l’inaugurazione della sua prima stagione di balletto. Un debutto significativo, non solo per la scelta di proporre un classico senza tempo come La Fille Mal Gardée, coreografia di Marat Gaziev ripresa da Egor Scepaciov, ma anche per la fondazione della compagnia stabile TAM Ballet, diretta da Caterina Calvino Prina e nata dalla visione artistica di Gianmario Longoni. La proposta artistica si presenta come un’operazione strategica e culturale a lungo termine: dare una casa stabile alla danza classica nel più grande teatro milanese per capienza, con una programmazione di alto profilo, radicata nella tradizione ma aperta all’innovazione e alla contaminazione. Considerato il balletto più antico ancora in repertorio nelle compagnie internazionali (debuttò a Bordeaux nel 1789), La Fille Mal Gardée è un’opera che  si è evoluta nel tempo attraverso innumerevoli rivisitazioni coreografiche e musicali. La versione proposta dal TAM Ballet, con musiche di Peter Ludwig Hertel, eseguite dall’Orchestra Filarmonica Italiana diretta dal M° Marco Dallara, punta su un equilibrio tra comicità di situazione e raffinatezza tecnica, valorizzando l’accessibilità narrativa e la brillantezza teatrale dell’opera. La storia – l’amore tra Lise e Colas ...

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Teatro Arcimboldi: annunciata la stagione 2025/2026

La stagione teatrale 2025/2026 del Teatro Arcimboldi di Milano si preannuncia come un’autentica celebrazione della danza, un viaggio emozionale e visivo che attraversa il tempo e lo spazio, portando sul palco una selezione di eventi che spaziano dai grandi classici alle produzioni contemporanee più innovative. Con il suo inconfondibile mix di tradizione ed avanguardia, il TAM non solo si conferma come uno dei punti di riferimento culturali di Milano, ma si afferma anche come un dinamico laboratorio creativo, capace di ospitare le sfide artistiche più audaci e di promuovere la crescita di nuove forme di espressione coreutica. Il Teatro Arcimboldi continua a rappresentare un palcoscenico privilegiato per la danza, dove artisti di fama internazionale e giovani talenti si incontrano in un dialogo continuo, dando vita a performance che spingono i confini della tecnica e dell’emozione. L’offerta della stagione 2025/2026 rispecchia questa vocazione, proponendo un’ampia varietà di stili e linguaggi, che vanno dal balletto classico, alla danza contemporanea, fino alle performance che sfidano le convenzioni. Quest’anno il TAM si distingue per l’attenzione riservata alla contaminazione e alla sperimentazione, ospitando numerosi progetti che mescolano danza, musica, arti visive e nuove tecnologie. Ogni spettacolo non sarà solo un’esibizione, ma una vera e propria ...

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