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Tag Archives: Danza – neuroscienze.

La danza cura corpo e mente

Esistono esperienze dolorose che si insediano tanto in profondità da compromettere la qualità di vita e talvolta la salute cognitiva. Nei casi di traumi psicologici come un lutto, un abuso o un abbandono, la mente attiva meccanismi di difesa che congelano il ricordo e disconnettono la persona dal proprio vissuto emotivo. Il movimento può diventare la chiave per sbloccare le ferite emotive e la danza, come arte, ha ancor più la possibilità di ristabilire il benessere mentale e fisico. Le memorie traumatiche rimangono nelle strutture subcorticali del cervello sotto forma di tensioni muscolari, risposte d’allarme eccessive o uno stato di rigidità costante. La danza agisce direttamente sui livelli neurobiologici, riequilibra il sistema nervoso e ripristina il senso di controllo. Uno degli effetti più distruttivi del trauma infatti è la perdita di controllo: l’evento traumatico fa sentire la persona impotente e alla mercé degli altri o delle circostanze. Memorizzare un passo, eseguire una sequenza o una coreografia richiedono intenzione e consapevolezza. Ogni volta che il corpo risponde a un comando della mente, il cervello riceve un segnale preciso: ‘ho di nuovo il controllo sui miei movimenti e sul mio spazio’. È qui che scatta la presa di coscienza corporea. Il cervello ...

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Consumare passi o imparare a danzare? La sfida della didattica coreutica oggi

Viviamo nell’era della sovrastimolazione e della fame insaziabile del nuovo. Se qualcosa non cambia o succede subito, ci si annoia. Questa dinamica disfunzionale ha contagiato anche le sale di danza, dove sempre più spesso si scambia la quantità di materiale coreografico con la qualità dell’insegnamento: più passi, più sequenze, più novità. Ma accumulare movimenti non significa imparare. La pedagogia e le neuroscienze infatti ricordano una verità fondamentale: il cervello ama la novità, ma il corpo cresce con la ripetizione. Il sistema nervoso è biologicamente programmato per reagire agli stimoli rilasciando dopamina. Il “nuovo” ci dà una scossa immediata di gratificazione, ma è una soddisfazione effimera. Quando questa logica viene applicata alla danza, si crea un cortocircuito, allievi che consumano passi e coreografie senza mai metabolizzarli davvero. Accelerare i tempi per inseguire la ridotta soglia di attenzione produce esecutori di movimenti, non ballerini e annulla una parte fondamentale della danza, il lato artistico. Il cervello ha bisogno di tempo per introiettare le informazioni, viverle, tradurle in movimento e comunicarle. Ogni volta che un gesto viene eseguito con intenzione, ripetuto nel tempo e corretto, i circuiti neurali si rafforzano. La guaina mielinica che avvolge i neuroni si ispessisce, trasformando un movimento in ...

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