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Biennale di Venezia: 20. Festival Internazionale di Danza Contemporanea

  Intervento di Sir Wayne McGregor Direttore del Settore Danza della Biennale di Venezia Time Does Not Exist Il brillante fisico Carlo Rovelli, noto per il suoi studi sulla gravità quantistica e sulla filosofia della scienza, sostiene che il tempo, così come lo intendiamo, non esiste nel senso convenzionale del termine. Le sue teorie mettono in discussione la percezione tradizionale del tempo come entità continua e fluida, suggerendo invece che il tempo sia profondamente intrecciato con il tessuto della fisica e la nostra comprensione dell’universo. La teoria relazionale di Rovelli considera il tempo non come una dimensione assoluta, ma come una relazione tra eventi, che emerge dall’interazione tra sistemi. La nostra percezione del tempo, sostiene, è soggettiva, influenzata dai processi cognitivi, e, a livello quantistico, il concetto tradizionale può fallire completamente. Il tempo è un prodotto di relazioni e stati in evoluzione, non un aspetto fondamentale della realtà, il che invita a un profondo ripensamento del modo in cui concettualizziamo il tempo. Le idee di Rovelli sulla non linearità e la molteplicità del tempo mi sono rimaste impresse nella mente mentre mi immergo nella storia del Festival della Biennale Danza, che nel 2026 festeggerà il suo ventesimo compleanno ‘ufficiale’. Rivisitando ...

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All’Opéra di Parigi torna il “Roméo et Juliette” di Noureev

A oltre quarant’anni dalla sua creazione per l’Opéra national de Paris, il mitico Roméo et Juliette di Rudolf Noureev torna per l’undicesima volta sul palcoscenico parigino. Dal 2 aprile al 12 maggio 2026, l’Opéra Bastille ospiterà 21 rappresentazioni di uno degli allestimenti più spettacolari del repertorio novecentesco, su partitura di Sergueï Prokofiev. Portata al rango di mito universale da William Shakespeare, la tragedia degli amanti di Verona ha trovato nel XX secolo una nuova forma espressiva grazie alla musica di Prokofiev (1935), potente e vibrante, capace di tradurre in suono la violenza delle faide e l’estasi dell’amore. Nel 1984 Noureev trasformò questa partitura in un affresco coreografico fastoso e cinematografico, costruendo una Verona rinascimentale ricca di dettagli, tensione e sensualità. L’allestimento si distingue per i suoi 286 costumi, le scenografie monumentali e la presenza in scena di oltre 80 danzatori del Balletto dell’Opéra. Balli sontuosi, schermaglie giovanili e duelli drammatici scandiscono il percorso dei protagonisti: un Romeo che matura sotto il peso della passione e una Giulietta impetuosa che entra tragicamente nell’età adulta. La coreografia di Noureev scava nei caratteri, rendendo la narrazione intensa e quasi cinematografica. Date delle rappresentazioni: Giovedì 2 aprile (19:30) Sabato 4 aprile (19:30) Domenica 5 ...

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Cornelia Dance Company al Festival D’Autunno di Catanzaro

La nuova produzione di Cornelia Dance Company indaga il tema del cambiamento climatico e debutta in prima nazionale il 10 ottobre al Festival D’Autunno di Catanzaro (Teatro Comunale). Attraverso il corpo i danzatori interpretano gli effetti estremi del calore e del gelo pensando alle grandi estinzioni di massa con l’obiettivo di aprire uno spazio di riflessione sul tema eco-ambientale attraverso atti fisici e poetici. To my skin è un dittico di danza contemporanea che propone due interpretazioni distinte ma complementari di questo tema così urgente nella declinazione delle visioni proposte da Mauro de Candia con Before/After ed Antonio Ruz con Ardor. Before/After di Mauro de Candia è composto da strutture apparentemente statiche, che si rivelano soggette a trasformazioni parzialmente prevedibili. Corpi che fendono come schegge lo spazio che li circonda creando movimento come se la pelle stessa implodesse sotto il peso del gelo. Con questa creazione, Mauro de Candia rompe i confini fragili tra uomo e natura che si incrinano e si dissolvono. In Ardor di Antonio Ruz il corpo cede, lento, sotto il morso del calore. Non si frantuma: si fa magma. Ogni scioglimento è metamorfosi, ogni collasso è anche una forma di difesa. Questa danza incandescente, diretta da ...

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20 neodiplomati alla Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala

Si è appena concluso il percorso formativo per venti talentuosi allievi della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala, diretta da Frédéric Olivieri. L’esame di diploma ha segnato l’apice di anni di intenso studio e dedizione per undici ragazze e nove ragazzi, pronti a intraprendere le carriere professionali nei maggiori teatri e compagnie di danza internazionali. L’edizione di quest’anno si è distinta per l’eccezionale livello raggiunto dagli studenti. Ben sette diplomati hanno conseguito il massimo dei voti (Trenta trentesimi) in danza classico-accademica, sotto la guida di Paola Vismara per la classe femminile e Leonid Nikonov per quella maschile. Due allievi hanno inoltre brillato anche nella danza moderno-contemporanea, ottenendo il punteggio più alto, sotto l’egida di Emanuela Tagliavia. Ecco i nomi dei neo-diplomati, futuri protagonisti del panorama tersicoreo: Elisa Alieri, Sienna Bingham, Chiara Cecconi, Constance Colin, Anna Ercoli, Laura Farina, Gisele Odile Ghidoli, Benedetta Giuliano, Zakhlin Gudeva, Daisy Libero, Haruna Nagatake, Alessio Alfonsi, Giovanni Bellucci, Gioele Castagna, Andrea Cipolla, Gabriel Deidenbach Spadaro, Francesco Della Valle, Enrico Farina, Oichiro Hontani e Francesco Mezzoli. La commissione esaminatrice, presieduta dal Direttore Frédéric Olivieri e composta dal corpo docente della Scuola (Grettel Martinez Camacho, Walter Madau, Leonid Nikonov, Tatiana Nikonova, Giulia Rossitto, Sophie Sarrote, Elisa ...

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All’Opéra Bastille dopo 10 anni torna “La Bella Addormentata” di Nureyev

“La Bella Addormentata nel Bosco”, nella versione di Rudolf Nureyev, su musica di Pyotr Ilyitch Tchaikovsky, ritorna dopo più di dieci anni di assenza a Parigi in scena all’Opéra Bastille in due riprese (dal 8 marzo al 23 aprile e poi dal 27 giugno al 14 luglio) offrendo al pubblico l’opportunità di scoprire più di sette coppie diverse nei ruoli di Aurore e del Principe Désiré, con le scenografie di Ezio Frigerio e i costumi di Franca Squarciapino. Quando Rudolf Nureyev si recò a Parigi nel 1961 per la tournée con il Kirov, poco prima della sua richiesta di asilo politico, affascinò il pubblico dell’Opéra Garnier nel ruolo del Principe nella “Bella addormentata”. Trent’anni dopo, ha proposto con il “Balletto Nazionale dell’Opéra di Parigi” una nuova coreografia di quest’opera che considerava “il balletto dei balletti”. Pur conservando la magia spettacolare del balletto e della musica di Tchaikovsky dal fascino frizzante, riequilibra la coreografia originale di Marius Petipa concedendo maggiore spazio ai ruoli maschili, in particolare a quello del Principe. Per dieci anni assente dal palco dell’Opéra Nazionale di Parigi, non c’è dubbio che Aurore e Désiré, la Fata dei Lillà e l’Uccellino Azzurro, senza dimenticare la terribile Carabosse, sapranno affascinare ...

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18 neodiplomati alla Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala

Si è da poco concluso l’esame di diploma finale per diciotto allievi della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala diretta da Frédéric Olivieri (10 ragazze e 8 ragazzi) che hanno raggiunto l’agognato traguardo, sotto la guida di Tatiana Nikonova e Walter Madau per la danza classico-accademica, e di Emanuela Tagliavia, per la danza moderno-contemporanea: Stefania Boanta, Arianna Cipolla, Eleonora Dal Pos, Melania Di Luozzo, Chiara Ferraioli, Fabiana Laneve, Varvara Lobanova, Maddalena Mosca, Aleksandra Piatko, Jazmin Gonzales Viola, Davide Alphandery, Riccardo Cialfi, Kevin Crapisi, Bruno Garibaldi, Alfonso Maria Guerriero, Antonino Modica, Sergio Napodano, Vincenzo Petronzi. La commissione esaminatrice, formata dal Direttore Frédéric Olivieri e dal corpo insegnante della Scuola (Walter Madau, Leonid Nikonov, Tatiana Nikonova, Gerardo Porcelluzzi, Giulia Rossitto, Elisa Scala, Emanuela Tagliavia, Maurizio Vanadia, Paola Vismara), quest’anno comprendeva come commissari esterni Federico Bonelli, oggi Direttore Artistico del “Northern Ballet” di Leeds, Manuel Legris, Direttore del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala e Damiano Pettenella, Lead Ballet Master and Head of Ballet Education of “Tanz mit!” al “Ballett am Rhein”. Il diploma giunge alla fine di un lungo percorso, per alcuni di loro iniziato sin dal primo corso, appena undicenni. Gli ultimi anni sono stati particolarmente impegnativi, contrassegnati da ...

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GD Web TV: Van Manen, Forsythe, Arqués – Dutch National Ballet

Il Dutch National Opera & Ballet, ensemble di base ad Amsterdam, presenta la pièce Van Manen, Forsythe, Arqués, perfetto esempio della migliore danza contemporanea internazionale. Da segnalare che uno di questi balletti è una delle ultime creazioni di Juanjo Arqués, Young Creative Associate della compagnia. Il Dutch National Opera & Ballet crea, produce e porta sul palco creazioni tradizionali ed innovative, di altissima qualità, nonché punto di riferimento per molte altre compagnie internazionali. Eccone un piccolo estratto: www.giornaledelladanza.com Foto di Joris Jan Bos

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La scena rivela la verità su chi si è: intervista a Lorena Baricalla

La scena rivela la verità su chi si è: intervista a Lorena Baricalla

  Artista internazionale dai molteplici talenti Lorena Baricalla è Etoile, Cantante ed Attrice nonché Coreografa, Writer e Produttrice. Ha sviluppato la sua carriera in più di 35 paesi nel mondo, in teatro e televisione. Nata da una famiglia di Monaco da più di cinque generazioni con origini italiane, francesi, ceche e tedesche, vive da sempre a Monte-Carlo. Lorena Baricalla scopre la danza all’età di quattro anni quando incontra la grande maestra russa Marika Besobrasova, della quale sua madre era stata l’allieva, ed esprime da quel momento il suo desiderio di danzare. È per lei del tutto naturale decidere a dodici anni di farne una carriera e segue per questo una formazione professionale all’Accademia di Danza Classica “Principessa Grace” di Monte-Carlo diretta da Marika Besobrasova. Si diploma giovanissima, a diciassette anni, ottenendo il massimo dei voti “Mention Très Bien”. Sulle scene dall’età di quattro anni, ottiene a dieci anni il suo primo contratto professionale per una serie di spettacoli alla “Salle des Etoiles” di Monte-Carlo. Dai quattordici ai sedici anni lavora anche nei balletti delle Stagioni Liriche dell’Opera di Monte-Carlo. Partecipa ai numerosi spettacoli organizzati dall’Accademia nel Principato, in Italia e in Francia danzando il repertorio classico. A conclusione dei suoi ...

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Choreographic bodies è il libro di Letizia Gioia Monda sulla Motion Bank di Forsythe

Un oggetto non possiede il suo nome al punto che non si possa trovargliene un altro che gli si adatti meglio. René Magritte Choreographic bodies è il nuovo volume sull’esperienza della Motion Bank nel progetto multidisciplinare di Forsythe edito dalla Dino Audino Editore e scritto da Letizia Gioia Monda. Il libro è frutto infatti di uno studio che la coreografa e performer con un background in danza classica e contemporanea conduce da anni sulla body knowledge. La scrittrice ha svolto la sua ricerca con l’appoggio ed il dialogo costante dei membri della Comunità Motion Bank. L’ultimo grande progetto interdisciplinare del coreografo William Forsythe, la Motion Bank dal 2010 ha aperto un importante spazio d’indagine scientifica nel campo della performance coreutica. Il nucleo delle ricerche portate avanti dalla Motion Bank è costituito dal concetto di score. Lo score è una tecnica, uno strumento digitale, un algoritmo necessario per leggere la danza dell’essere umano, acquisire informazioni e far evolvere la conoscenza contenuta nella pratica coreutica. Il corpo del performer è il primo score a essere analizzato dall’autrice, che mette in luce il cambiamento neurofisiologico del corpo durante la formazione in una tecnica coreutica e poi nel training fisico. Una larga parte del ...

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“L’enigma, l’estro, la grazia”: l’ultimo sapiente studio sulla danza della grande Vittoria Ottolenghi

Dopo Mi è caduta la danza nel piatto e La danza, due opere entrambe pubblicate nel 2008, l’ultimo importante studio sulla danza che ci ha lasciato la “Signora” della critica è L’enigma, l’estro, la grazia, edito postumo nel 2014 dalla Mimesis Edizioni, a cura di Francesca Adamo che, nella Prefazione a questo piccolo volume, spiega molto bene quale sia stato l’obiettivo perseguito dall’autrice nel concepire questa sua ultima storica e partecipata riflessione sulla presenza, o meglio, sulla fusione delle categorie del “dionisiaco” e dell’ “apollineo” nel mondo della danza e del balletto: «La consapevolezza dell’impossibilità di ridurre la danza, etichettarla o anche solo studiarla attraverso una di queste due categorie, l’apollineo e il dionisiaco, sta alla base della riflessione che Vittoria Ottolenghi svolge all’interno di questo saggio. La vera sfida proposta non è quella di categorizzare il balletto, assegnare a una o all’altra rappresentazione un’etichetta, quanto partire dalle immagini di “un’umanità non esplicitamente danzante” per arrivare quasi a delineare il noema della danza: un prodotto artistico “per accumulazione”» Il risultato di queste premesse emerge in tutta la sua evidenza: il saggio si presenta infatti come un excursus storico che attraversa millenni di storia iconografica e coreografica al fine di dimostrare ...

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