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Tag Archives: Friedrich Burgmüller

La Giselle di Vienna, coerenza e controllo interpretativo [RECENSIONE]

La diretta del 26 aprile dalla Wiener Staatsoper ha offerto una Giselle costruita con coerenza e senso della misura, capace di integrare con naturalezza gli elementi produttivi e artistici in un disegno unitario. L’appuntamento in streaming con il Balletto di Stato di Vienna ha reso evidente come questa produzione, firmata da Elena Tschernischova, si muova lungo una linea di equilibrio tra fedeltà al testo e attenzione alla sua tenuta nel presente, senza ricorrere a soluzioni forzate. La struttura coreografica e drammaturgica si sviluppa nel rispetto dell’impianto tradizionale su musiche di Adolphe Adam, qui integrate con intermezzi di Friedrich Burgmüller, ma ciò che emerge è soprattutto una volontà di lavorare sulle transizioni emotive più che sugli snodi narrativi. Il riferimento al libretto di Théophile Gautier, Jules-Henri Vernoy de Saint-Georges e Jean Coralli (da Heinrich Heine) resta saldo, ma viene attraversato da una sensibilità che tende a smussare i contrasti più marcati per privilegiare una continuità espressiva più sfumata. In questo contesto, la direzione musicale di Luciano Di Martino, alla guida dell’Orchestra dell’Opera di Stato di Vienna, si distingue per una gestione attenta delle dinamiche e dei colori, orientata verso la chiarezza del tessuto sonoro piuttosto che verso effetti di ampiezza. La ...

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I capolavori del balletto classico scomparsi nel tempo

Nel panorama della danza classica, alcuni titoli evocano immediatamente immagini cristallizzate nella memoria collettiva: Il Lago dei Cigni, Lo Schiaccianoci, Giselle. Tuttavia, accanto a queste opere immortali, esiste una costellazione di balletti perduti – lavori che un tempo brillavano sui palcoscenici imperiali d’Europa e che oggi sopravvivono solo in frammenti, testimonianze scritte o vaghe ricostruzioni. Questi balletti, dimenticati dalla scena ma non dalla storia, rappresentano tessere mancanti del mosaico che è la tradizione coreutica occidentale. LA FORÊT ENCHANTÉE (La Foresta Incantata) Coreografia: Jules Perrot Musica: Cesare Pugni Prima rappresentazione: Londra, 1845 Balletto fantastico con elementi mitologici e ambientazioni boschive, La Forêt Enchantée fu una delle prime collaborazioni di Perrot con Pugni, ma la coreografia originale è andata completamente perduta. Solo la musica (che sopravvive in partitura) è stata talvolta riutilizzata o riorchestrata. Il balletto fu un successo nella sua epoca, ma non è mai stato riproposto integralmente. LE ROI CANDAULE Coreografia: Marius Petipa Musica: Cesare Pugni Prima rappresentazione: San Pietroburgo, 1868 Un’opera grandiosa e sensuale, basata su un racconto di Erodoto, incentrata su potere, passione e tragedia. Le Roi Candaule fu uno dei primi capolavori di Petipa, ma fu ritirato dal repertorio dopo la morte di Pugni, e negli anni ...

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La Péri di Malahkov allo Staatsballet di Berlino

In scena allo Berlin Staatsballet La Péri, balletto ispirato da litografie storiche, che si rifà  ai balletti del XIX° secolo, come le Sylphids e le Villi, con fate, elfi e creature eteree. Il balletto La Péri debuttta all’ Opéra di Parigi nel 1843 con le musiche di Friedrich Burgmüller con le coreografie di Jean Coralli, su testi di Théophile Gautier. I péris orientali sono creature celesti che incarnano il desiderio, di un’ altra forma di esistenza, del principe Achmed. La storia narra che una bella péri appare a lui con il suo seguito gli promette riscatto, promette che la barriera tra cielo e terra potrà essere superata grazie alla forza dell’amore. L’ interpretazione del coreografo Vladimir Malakov del balletto, si esprime in uno stile di danza raffinata e delicata, caratteristica del periodo romantico. Le scene e costumi creati con amore da Jordi Roig ricreano un ambiente storico con un’ atmosfera esotica ed una magia unica. V ladimir Malahkhov si forma alla prestigiosa accademia del Teatro Bolshoi di Mosca, e diventa giovanissimo primo ballerino del Balletto Classico di Mosca, della Staatsballet di Vienna ed infine dell’ American Ballet Theatre. Insomma un balletto in due atti capace di trasportare lo spettatore in ...

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