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Tag Archives: Mikhail Baryshnikov

Mikhail Baryshnikov e il silenzio di Benedetto XVI

Il 21 novembre 2019 il New Riga Theatre (Jaunais Rīgas Teātris) ospitò la prima mondiale di The White Helicopter, spettacolo scritto e diretto dal regista lettone Alvis Hermanis, con Mikhail Baryshnikov nei panni di Papa Benedetto XVI (Joseph Ratzinger). L’opera nacque a partire da un episodio destinato a restare tra i più singolari della storia recente della Chiesa cattolica: le dimissioni del pontefice, annunciate l’11 febbraio 2013 ed effettive dal 28 febbraio dello stesso anno. Il teatro di Hermanis non cercò mai la ricostruzione storica né la spettacolarizzazione del potere ecclesiastico. Al contrario, scelse un dispositivo scenico sobrio, quasi trattenuto, per osservare le ore che precedettero il congedo definitivo di un papa che, per la prima volta dopo secoli, aveva deciso di rinunciare al proprio ministero. Il titolo stesso rimandava all’elicottero bianco che, nel pomeriggio dell’ultimo giorno di pontificato, allontanò Benedetto XVI dal Vaticano verso Castel Gandolfo: un’immagine che nel tempo aveva assunto il valore di un’icona contemporanea della rinuncia. La drammaturgia si sviluppò in uno spazio essenziale, lontano dalla monumentalità delle rappresentazioni religiose e politiche. L’azione scenica si concentrò su frammenti di quotidianità, conversazioni private e silenzi, costruendo una narrazione che procedeva per sottrazione più che per accumulo. Il ...

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La Coryphée Emma Mardegan “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Il Lago dei cigni che trovo sia il balletto classico per eccellenza ma adoro anche Giselle e Manon per la loro drammaticità. Il balletto contemporaneo prediletto? Bella Figura di Jiří Kylián e The Four Seasons di David Dawson anche se è più neo classico. Il Teatro del cuore? Il mio, dove ballo da già 7 anni, il Dutch National Ballet. Un romanzo da trasformare in balletto? Orgoglio e Pregiudizio, un grande tributo all’amore a lieto fine. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? The Shape of Water, un amore impossibile e complesso. Il costume di scena indossato che hai preferito? Ne ho diversi, ho adorato i costumi di Diamonds in Jewels e i tutú di Henriette della nuova produzione di Raymonda di Rachel Beaujean. Quale colore associ alla danza? Non credo di riuscire ad associare solo un colore alla danza dato che i sentimenti e le emozioni che sa trasmettere vanno oltre lo spettro dei colori. Che profumo ha la danza? La danza per me ha il profumo del backstage: sudore, pece e sipario di velluto. La musica più bella scritta per balletto? Penso Il lago dei cigni di Tchaikovsky: varia dalla musica ...

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Il maestro e direttore d’orchestra Felix Korobov “allo specchio”

Qual è il tuo balletto classico preferito? La Bella Addormentata. Il balletto contemporaneo che ami di più? I balletti di John Neumeier. Qual è il teatro del tuo cuore? Il Teatro alla Scala e la compagnia dello Stanislavskij. Quale romanzo vorresti trasformare in balletto? I romanzi di Evelyn Waugh. E quale film potrebbe diventare, secondo te, uno splendido balletto? Un uomo, una donna di Claude Lelouch. Il costume di scena che hai preferito nella storia della danza? Il costume di Anna Pavlova per la Morte del Cigno. A quale colore associ la danza? Il bianco e il crema. Che profumo ha la danza? L’odore delle quinte del teatro: sudore, adrenalina e piacere. La musica più bella mai scritta per un balletto? Quella di Čajkovskij. Il film sulla danza a cui non rinunceresti mai? Perché la gente applauda dell’Accademia Vaganova. Due miti della danza del passato, un uomo e una donna? Enrico Cecchetti e Anna Pavlova. Il tuo “passo di danza” preferito? Ogni passo nel balletto ha la sua bellezza. Tra i personaggi del grande repertorio classico, chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita? Il Boléro di Maurice Béjart. Chi è stato il genio assoluto dell’arte coreografica? Petipa, Neumeier e Baryshnikov. Se oggi ...

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La prima ballerina Filipa De Castro “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Giselle. Il balletto contemporaneo prediletto? Cantata di Mauro Bigonzetti. Il teatro del cuore? Teatro Nacional de São Carlos. Un romanzo da trasformare in balletto? La vita di Isabella La Cattolica. Un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Schindler’s List. Il costume di scena che hai preferito indossare? Il costume di Fratres, disegnato da Carlos Pinillos. Quale colore associ alla danza? Bianco. Che profumo ha la danza? Di vecchio teatro. La musica più bella scritta per balletto? Sergei Prokofiev. Il film di danza irrinunciabile? Dancers con Mikhail Baryshnikov, Alessandra Ferri, Gelsey Kirkland Kent. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Mikhail Baryshnikov e Natalia Makarova. Il tuo passo di danza preferito? Grand jeté. Chi ti sarebbe piaciuto essere, nella vita reale, tra i personaggi del grande repertorio della danza? Diana. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? George Balanchine e Jiří Kylián. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Ispirami ad affrontare la mia carriera. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Perseveranza, forza, obiettivi. Come ti vedi oggi allo specchio? La danzatrice che ho sempre voluto essere. Michele Olivieri Foto di Filipa De Castro www.giornaledelladanza.com © Riproduzione riservata

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Il direttore artistico José Manuel Ghiso “allo specchio”

Il balletto classico preferito? La Bayadère. Il balletto contemporaneo prediletto? Minus 16. Il teatro del cuore? Municipal Theatre of Chile. Un romanzo da trasformare in balletto? Manon Lescaut. Un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Onegin. Il costume di scena che hai preferito indossare? Costume di Bayadère. Quale colore associ alla danza? Il colore carne. Che profumo ha la danza? Il sudore del lavoro. La musica più bella scritta per balletto? La Dame aux camélias. Il film di danza irrinunciabile? Il Sole di mezzanotte. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Marcia Haydée e Mikhail Baryshnikov. Il tuo passo di danza preferito? Doppio tour en l’air. Chi ti sarebbe piaciuto essere, nella vita reale, tra i personaggi del grande repertorio della danza? Sigfrido ne Il lago dei cigni. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? John Cranko e Kenneth MacMillan. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Grazie per l’arte della danza. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Passione, impegno, soddisfazione. Come ti vedi oggi allo specchio? Mi vedo come un artista realizzato e felice che ha raggiunto il suo sogno. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com © Riproduzione riservata

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Margot Fonteyn: un omaggio alla divina nel 107° dalla nascita

Dame Margaret Evelyn Hookham, conosciuta con il nome d’arte di Margot Fonteyn (Reigate, 18 maggio 1919 – Panama, 21 febbraio 1991) è considerata tra le più grandi ballerine di tutti i tempi. Ha trascorso l’intera carriera come artista del Royal Ballet (ex Sadler’s Wells Theatre Company), ed è stata nominata prima ballerina assoluta. Essere riconosciute con tale titolo è un grande onore, tradizionalmente riservato solo a ballerine eccezionali. La Fonteyn fu designata nel 1979, come premio per il suo 60º compleanno. Il titolo fu ratificato da Sua Maestà la Regina Elisabetta II in qualità di patrona della compagnia inglese di balletto. I primi anni li trascorse in Cina, dove la famiglia si trasferì per seguire il lavoro del padre. All’inizio della sua carriera, Margaret trasformò il cognome Fontes in Fonteyn (lo stesso fece suo fratello) e iniziò a prendere lezioni di danza classica all’età di quattro anni, studiando sia in Inghilterra che in Cina. La sua formazione a Shanghai avvenne con il ballerino russo espatriato Georgy Goncharov, contribuendo al suo continuo interesse per il balletto russo. La compagna di Goncharov, Vera Volkova, divenne in seguito influente nella carriera e nella formazione di Fonteyn. Tornata a Londra all’età di quattordici anni, ...

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La prima ballerina Nino Samadashvili “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Giselle, Il lago dei cigni, Romeo e Giulietta. Il balletto contemporaneo prediletto? Petite Mort di Jiří Kylián. Il teatro del cuore? Adoro il mio teatro (Teatro Nazionale Georgiano dell’Opera e del Balletto di Tbilisi) e la Royal Opera House. Un romanzo da trasformare in balletto? Poiché amo molto leggere, potrebbe essere molto interessante L’amore ai tempi del colera di Gabriel García Márquez. Un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? My Fair Lady di George Cukor. Il costume di scena che hai preferito indossare? Amo tutti i miei costumi, in particolare quelli creati da Kirill Gassiline per La Bayadère, il costume di Nikiya per le Snake variations, l’abito di Giulietta per la scena del balcone e il tutù del Cigno Bianco. Quale colore associ alla danza? Per me la danza è estremamente colorata: non riesco ad associarla a un solo colore. Che profumo ha la danza? A mio avviso ha il profumo del gelsomino. La musica più bella scritta per balletto? Prokofiev Romeo e Giulietta, Cenerentola, 
Adolphe Adam Giselle, in particolare il secondo atto. Il film di danza irrinunciabile? Amo il film Dancers con Mikhail Baryshnikov, Alessandra Ferri e Julie Kent. Inoltre White Nights – ...

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Baryshnikov in DON Q, il film che trasforma l’assenza in arte

Dalle prove di movimento tra Mikhail Baryshnikov e Israel Galván nasce DON Q, un progetto ispirato al Don Chisciotte di Miguel de Cervantes che attraversa teatro, cinema e arte visiva. Pensato originariamente come una produzione scenica a partire da un concetto di Robert Wilson, il lavoro prende oggi vita sotto forma di film, trasformando ciò che non è stato realizzato in una nuova possibilità creativa. Un’opera in cui l’assenza diventa parte integrante del processo artistico, sospesa tra memoria, presente e futuro. DON Q vede la collaborazione di Mikhail Baryshnikov, con testo di Darryl Pinckney e canzoni di James Fenton. La drammaturgia e la regia sono firmate da Charles Chemin, mentre il design visivo e i costumi sono curati da Annick Lavallée-Benny. Le riprese e il montaggio sono affidati a Lisa Rinehart e Jennifer Hamblett per Mighty Egg Productions. La coreografia è di Israel Galván, con illuminazione di Marcello Lumaca, suono di Dario Felli e assistenza alla regia di Thaiz Bozano. La produzione creativa è di EdM Productions, con produttori associati Simona Fremder e Huong Hoang per le fasi di ricerca e sviluppo. Il progetto è prodotto dal Teatro Stabile di Catania in associazione con Baryshnikov Productions, The Watermill Center e ...

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#InternationalDanceDay: gli aforismi dei grandi maestri

La danza è un’arte che sfugge alle parole, eppure i più grandi interpreti della sua storia hanno spesso cercato di raccontarla attraverso frasi brevi, intense, capaci di racchiudere un universo in poche righe. Gli aforismi dei maestri non spiegano la danza: la evocano, ne suggeriscono il mistero, il rigore e la libertà. Nelle parole di figure come Martha Graham, Rudolf Nureyev, Mikhail Baryshnikov o Isadora Duncan, il movimento diventa pensiero, emozione, visione. Questa raccolta riunisce alcune delle loro riflessioni più celebri: lampi di verità che continuano a ispirare chi danza e chi guarda.   “La danza è il linguaggio nascosto dell’anima.” — Martha Graham “Non cerco di danzare meglio degli altri, ma solo meglio di me stesso.” — Mikhail Baryshnikov “La più autentica espressione di un popolo è nella sua danza e nella sua musica.” — Agnes de Mille “Danza per te stesso. Se qualcuno capisce, bene. Se no, non importa.” — Louis Horst “I grandi danzatori non sono grandi per la loro tecnica, ma per la loro passione.” — Martha Graham “Credo che la danza venga dal popolo e che debba sempre tornare al popolo.” — Alvin Ailey “Danzare è creare una scultura visibile solo per un istante.” — ...

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Catania Contemporanea / FIC Festival 2026, svelato il programma

Un organismo vivo, una visione di rete unica nel suo genere, in cui le eccellenze della città si intrecciano in un progetto condiviso, trasformando il capoluogo etneo in un laboratorio multidisciplinare di arti, relazioni e futuro. Catania Contemporanea / FIC Festival nasce nel 2018, ideato e curato dal Centro di Rilevante Interesse per la Danza Scenario Pubblico, per contribuire allo sviluppo della città attraverso le arti contemporanee. In programma dal 29 aprile al 10 maggio 2026, con 38 eventi e circa 200 artisti italiani e internazionali, il Festival costruisce un’esperienza diffusa e immersiva. Giunto alla sua settima edizione, il Festival inaugura nel 2026 un nuovo corso fondato su una visione condivisa e su un assetto organizzativo rinnovato: la costituzione di un Comitato promotore formato da alcune delle più significative realtà culturali, artistiche e formative del territorio. Un sistema di eccellenze già consolidato in anni di collaborazione – Associazione Musicale Etnea, Conservatorio Vincenzo Bellini, DISUM/Università di Catania, Fondazione OELLE Mediterraneo Antico ETS, Isola Catania, Scenario Pubblico / Compagnia Zappalà Danza, Teatro Stabile di Catania – che, sotto la direzione artistica di Roberto Zappalà, concorre alla costruzione del Festival attraverso un modello di lavoro corale: una visione unitaria e, al tempo stesso, ...

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