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Tag Archives: Mikhail Baryshnikov

Panoramica sui grandi nomi della danza mondiale

La danza è molto più di un semplice movimento del corpo: è espressione di cultura, emozione e innovazione. Nel corso della storia, alcuni coreografi e ballerini hanno saputo rivoluzionare questo mondo, lasciando un’impronta indelebile che ancora oggi influenza spettacoli e insegnamenti. Scopriamo alcune delle icone che hanno cambiato la scena della danza. MARTHA GRAHAM: la rivoluzionaria del movimento moderno Considerata la madre della danza moderna americana, Martha Graham (1894-1991) ha introdotto un linguaggio coreografico basato sull’espressività interna e sulla tensione muscolare. La sua tecnica, conosciuta come Graham technique, rompeva con i rigidi schemi del balletto classico, enfatizzando contrazioni e rilasci del corpo per trasmettere emozioni profonde. Attraverso opere come Appalachian Spring, Graham ha dimostrato che la danza poteva raccontare storie complesse, sociali e psicologiche, aprendo la strada a generazioni di coreografi moderni. RUDOLF NUREYEV: la leggenda del balletto classico Rudolf Nureyev (1938-1993) è stato uno dei ballerini più carismatici del XX secolo. La sua tecnica impeccabile e la presenza scenica magnetica hanno elevato il balletto a una forma d’arte globale. Nureyev non solo eccelleva in performance classiche come Il lago dei cigni e Giselle, ma ha anche portato una nuova interpretazione dei ruoli maschili nel balletto, rompendo stereotipi e ispirando ...

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Il direttore artistico e coreografo Enrique Gasa Valga “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Giselle. Il balletto contemporaneo prediletto? Petite Morte di Jiří Kylián. Il Teatro del cuore? Théâtre du Châtelet di Parigi. Un romanzo da trasformare in balletto? Faust di Johann Wolfgang von Goethe. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Tango di Carlos Saura. Il costume di scena indossato che hai preferito? Quello per Dionysos nella coreografia di Maurice Béjart. Quale colore associ alla danza? Viola. Che profumo ha la danza? Polvere del teatro. La musica più bella scritta per balletto? Le Sacre di Igor Stravinsky. Il film di danza irrinunciabile? Il film con Mikhail Baryshnikov Il sole a mezzanotte (titolo originale White Nights) diretto da Taylor Hackford. I tuoi miti della danza del passato, uomo e donna? Carlos Acosta e Kang Sue-jin. Il tuo “passo di danza” preferito? Double revoltade. Chi ti sarebbe piaciuto essere tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Albertch di Giselle, me lo sono perso! Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Maurice Béjart. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa Le diresti? Continuiamo a provare… Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Fallimento, ripetizione, amore. Come ti vedi oggi allo specchio? Stanco ma fortunato! Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com © ...

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Il primo ballerino e coreografo José Perez “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Lo Schiaccianoci. Il balletto contemporaneo prediletto? Le Sacre du Printemps. Il Teatro del cuore? Semperoper Dresden, Germania. Un romanzo da trasformare in balletto? Ho fatto due coreografie mie: Carmen e Cleopatra. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Victor – La storia segreta del dott. Frankenstein (Victor Frankenstein) diretto da Paul McGuigan. Il costume di scena che preferisci nel grande repertorio classico? Quello nel balletto La bisbetica domata. Quale colore associ alla danza? Rosa. Che profumo ha la danza? Passione. La musica più bella scritta per balletto? Lago dei cigni di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Il film di danza irrinunciabile? Ne avrei tanti da elencare. Mi piacciono tutti! I tuoi miti della danza del passato? Mikhail Baryshnikov e Carlos Acosta. Il tuo “passo di danza” preferito? Double cabriole. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita tra i grandi del balletto? Di sicuro con la mia esperienza mi sarebbe piaciuto essere un grande direttore di balletto per cercare di portare il meglio ai danzatori. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? John Neumeier. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa Le diresti? Brava, brava! Un pensiero per descrivere la disciplina della danza? Amore, passione, dedizione ...

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Il Gala Fracci alla Scala giunge alla quinta edizione e raddoppia 

Prosegue il tributo della Scala e dei suoi artisti a Carla Fracci che è stata e rimane una figura-cardine della storia della danza, fonte di ispirazione per generazioni di giovani, non solo nel mondo del balletto. Il direttore Frédéric Olivieri porta avanti la tradizione istituita dal 2022 da Manuel Legris, per celebrare nel nome di questa grandissima stella la danza e il balletto. Sulla scia del tutto esaurito delle precedenti edizioni, l’appuntamento raddoppierà: nell’anno che coincide con i 5 anni dalla scomparsa e con i 90 anni dalla nascita di Carla Fracci saranno due le date in cui omaggiare il suo mito attraverso lo smisurato e ricchissimo repertorio dei suoi ruoli d’elezione e dei balletti da lei interpretati, che rivivranno attraverso il Corpo di Ballo, i Solisti, i Primi ballerini, le Étoile e gli ospiti internazionali. Tornano alla Scala (il 3 febbraio) Marianela Nuñez, stella del Royal Ballet e, il 31 gennaio, Jacopo Tissi, primo ballerino presso il Dutch National Ballet; sarà invece un debutto sul palcoscenico scaligero il 31 gennaio per Maia Makhateli, prima ballerina al Dutch National Ballet e su entrambe le recite per Patricio Revé, già primo ballerino del Queensland Ballet e del Balletto Nazionale di Cuba, ...

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Lo Schiaccianoci: un’analisi delle coreografie internazionali

Lo Schiaccianoci di Čajkovskij, dal suo debutto nel 1892 a San Pietroburgo, ha assunto nel tempo forme coreografiche straordinariamente diverse. Ogni paese, compagnia e coreografo ha reinterpretato il balletto adattandolo alle tradizioni locali, al pubblico e alle tendenze artistiche. Analizzare queste versioni offre uno sguardo unico sulle molteplici possibilità di interpretazione di uno stesso classico. 1. Versione russa: la tradizione classica Coreografi principali: Marius Petipa e Lev Ivanov (originale 1892), versioni di Aleksandr Gorskij, Fyodor Lopukhov, Vasilij Vainonen, Jurij Grigorovič, Nikolaj Tsiskaridze Stile: Classico accademico rigoroso, linee pulite, grande attenzione alla tecnica dei passi, variazioni tradizionali per il corps de ballet. Caratteristiche distintive: Clara è spesso una bambina sul palco, ma la precisione dei movimenti rimane alta. Le scene del regno dei dolci e della battaglia dei topi sono grandiose, con scenografie elaborate. Coreografie fedeli al libretto originale, con qualche aggiunta di virtuosismi contemporanei. Esempio: Il Bolshoi e il Mariinsky mantengono il repertorio quasi intatto, enfatizzando l’aspetto fiabesco e la purezza della danza classica. 2. Versione americana: spettacolo e teatralità Coreografi principali: George Balanchine (New York City Ballet, 1954), Peter Martins, Mikhail Baryshnikov Stile: Classico con influenze neoclassiche, forte enfasi sulla musicalità e sul ritmo. Caratteristiche distintive: La storia è resa ...

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Shirley MacLaine ha ricevuto il premio “Dancer Hall of Fame”

Shirley MacLaine è tornata sotto i riflettori. A 91 anni, l’attrice premio Oscar ha fatto una rarissima apparizione pubblica durante l’evento inaugurale del Dance Hall of Fame al Gloria Kaufmann Performing Arts Center di Los Angeles, dove le è stato conferito il primo Lifetime Achievement Award — un riconoscimento che, da quest’anno, porterà per sempre il suo nome. La star di Voglia di tenerezza è stata inserita nella Dance Hall of Fame insieme a Mikhail Baryshnikov, Kenny Ortega e Misty Copeland. Sono stati omaggiati anche i defunti ballerini Gene Kelly, Bob Fosse, Alvin Ailey, Jerome Robbins e Stephen “Twitch” Boss. Un ritorno inatteso quello di Shirley MacLaine, accolto da una standing ovation, che ha confermato ancora una volta l’aura magnetica di un’icona che non ha mai smesso di stupire. Salita sul palco con passo calmo ma deciso, MacLaine ha accolto il premio con emozione visibile, definendolo «pesante e bellissimo» e soprattutto «il più significativo» della sua lunga carriera. Non un’affermazione banale, considerati oltre settant’anni di lavoro nel cinema, nel teatro e in televisione. Per l’attrice, però, il senso del premio va oltre la celebrazione artistica: affonda le radici nella sua storia personale. «La danza è parte del motivo per cui ...

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L’evoluzione della danza e del balletto al maschile

1. Origini antiche: il corpo maschile come forza rituale Nelle società antiche la danza maschile era spesso: * rituale (riti religiosi, guerrieri, di passaggio) * comunitaria * legata a forza, resistenza, abilità fisica – Esempi: danze guerriere greche (Pirrico), danze tribali africane, danze sciamaniche asiatiche. 2. Medioevo e Rinascimento: la danza come arte di corte Tra XV e XVI secolo: * i nobili uomini partecipavano ai balli di corte * la danza richiedeva controllo, eleganza, postura. Nasce la danza codificata che porterà al balletto. Gli uomini iniziano a diventare maestri di danza nelle corti europee. 3. Il Balletto (XVII-XIX sec.): centralità e poi marginalizzazione Periodo barocco e classico * Alla corte di Luigi XIV gli uomini sono protagonisti (il re stesso danza). * Ruoli maschili energici, salti, tecnica virtuosistica. Ottocento romantico * Le donne diventano centro del balletto (ballerina eterea). * Gli uomini spesso hanno ruoli di sostegno (partner, porteur), anche se esistono grandi virtuosi. 4. Novecento: rivoluzione della mascolinità in danza Con la modern dance e l’avanguardia: * Isadora Duncan, Rudolf Laban, Martha Graham ridefiniscono il corpo maschile come espressivo, non solo “forte”. * Con Vaslav Nijinsky la danza maschile torna al centro: fisicità esplosiva, ruoli psicologici. * Negli ...

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Ricordando Mikhail Baryshnikov in “Sex and the City”

Quando Mikhail Baryshnikov compare per la prima volta sullo schermo di Sex and the City, nella sua interpretazione dell’enigmatico artista Aleksandr Petrovsky, lo spettatore percepisce subito che qualcosa sta per cambiare. Non è solo un nuovo interesse amoroso per Carrie Bradshaw: è l’ingresso di un’energia totalmente diversa, quasi straniante, che porta la serie verso un tono più maturo, complesso e, per certi versi, controverso. La scelta di Baryshnikov fu una piccola rivoluzione narrativa. La serie, fino a quel momento, aveva inserito figure maschili più o meno credibili come partner per Carrie, ma mai un personaggio che fosse al di fuori del suo mondo. Mr. Big rappresentava il fascino del potere newyorkese, Aidan quello della semplicità e dell’affetto stabile. Petrovsky, invece, incarnava l’esotismo intellettuale, l’arte che divora tutto, perfino i sentimenti. Il ballerino, già icona della danza mondiale, portò alla serie un’aura di raffinatezza internazionale impossibile da replicare. La sua naturale eleganza e la sua recitazione minimalista, quasi trattenuta, si sposavano perfettamente con l’atmosfera rarefatta che circondava il personaggio. L’arrivo di Petrovsky rappresentò uno dei rari momenti in cui Carrie si confronta con un mondo che non può plasmare secondo le sue regole. Lui non è affascinato dalla città, dalle uscite ...

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Il primo solista e coreografo Valentino Zucchetti “allo specchio”

Balletto classico preferito? Romeo e Giulietta di Kenneth MacMillan. Balletto contemporaneo preferito? Shoot the moon di Lightfoot/Leon. Il teatro del cuore? Royal Opera House. Un romanzo da trasformare in un balletto? Ce ne sono moltissimi, Dorian Gray, Perfume, Benjamin Button, Dr. Jackyl and Mr. Hide. Un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? La dolce vita. Il costume di scena che hai indossato e che hai preferito? The Wind di Arthur Pita, un costume molto realistico da Cow Boy. Quale colore associ alla danza? Bianco. Che odore ha la danza? Sudore. La musica più bella scritta per il balletto? Tecnicamente non scritta per il balletto stesso ma l’orchestrazione di Liszt per Mayerling di MacMillan è un capolavoro. Il film di danza imperdibile? White Night con Mikhail Baryshnikov. Due miti della danza del passato, maschile e femminile? Fernando Bujones e Sylvie Guillem. Il tuo “passo di danza” preferito? Grand Jeté. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio del balletto classico? Rudolf in Mayerling. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Jiří Kylián. Ripensandoci, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Che l’arte che lei rappresenta è tutt’oggi parte vitale della nostra cultura ...

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La coreografa e direttrice Christine Hassid “allo specchio”

Balletto classico preferito? Giselle. Balletto contemporaneo preferito? Nelken di Pina Bausch. Il Teatro del cuore? L’Opéra de Paris. Un romanzo da trasformare in un balletto? Preferirei dire un’opera: Tosca. Un film da cui trarre uno spettacolo di balletto? Amadeus. Il costume di scena che hai indossato e che hai preferito? Il costume indossato da Rudolf Nureyev ne Le Spectre de la rose. Quale colore associ alla danza? Bianco. Che odore ha la danza? Caramello, Ambra, Vaniglia, Sandalo, Muschio. La musica più bella scritta per il balletto? Il lago dei cigni. Il film di danza imperdibile? White Night con Mikhail Baryshnikov. Due miti della danza del passato, maschile e femminile? Maurice Béjart e Pina Bausch. Il tuo “passo di danza” preferito? L’arabesque piqué. Chi avresti voluto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio del balletto classico? Paquita. Chi è stato il genio per eccellenza dell’arte coreografica? George Balanchine. Ripensandoci, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Fai qualcosa perché il patrimonio della danza sta lentamente scomparendo. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Disciplina, forza di volontà, sacralità. Come ti vedi oggi allo specchio? Sono orgogliosa del mio percorso e delle mie lotte. Se dovesse finire domani, potrò sempre guardarmi ...

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