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Il direttore artistico Alexei Kremnev “allo specchio”

Qual è il tuo balletto classico preferito? Da danzare: Giselle. Qual è il tuo balletto contemporaneo preferito? Da danzare: La Dama delle Camelie. Da vedere: Mayerling, Apartment e Sygnes. Quale teatro occupa un posto speciale nel tuo cuore? Il Bol’šoj e l’Opéra di Parigi. Quale romanzo ti piacerebbe maggiormente vedere adattato in un balletto? Qualcosa che possa parlare al pubblico più giovane… E quale film pensi potrebbe diventare un ottimo balletto? Vi presento Joe Black (Meet Joe Black). Quale costume di scena ti è piaciuto di più indossare? Praticamente tutti. Mi sono piaciuti tutti i ruoli che ho interpretato; proprio per questo, per sentirmi autentico in ciascun personaggio, dovevo riuscire a sentirmi a mio agio e naturale in ogni costume. Quale colore associ alla danza? Ogni opera è diversa, quindi in ciascuna c’è una grande varietà di colori. Di che profumo sa la danza? Per me, il profumo più bello è quello delle quinte del Bol’šoj e dell’Opéra di Parigi (prima della ristrutturazione). Qual è il brano musicale più bello mai scritto per un balletto? Ce ne sono così tanti che sarebbe davvero ingiusto sceglierne uno solo. Quale film di danza consideri imprescindibile? Purtroppo non ce ne sono molti, ma ...

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Orsolina28 Art Foundation – Paris Opera Junior Ballet: “Glimpses of Dance”

La nuova generazione del Paris Opera Junior Ballet dà il via alla stagione 2026/2027 presso Orsolina28 Art Foundation con una residenza di tre settimane, durante la quale i ballerini si concentrano su tre opere: due brani di repertorio di Julian Nicosia e William Forsythe e una nuova creazione di Anna Hop. Eternal Rift, creato nel 2025 da Julian Nicosia, esplora ciò che il coreografo descrive come “una silenziosa frattura che attraversa il tempo e la pelle, invisibile ma sempre percepibile”. L’opera si svolge in quello spazio sospeso tra il contatto e il distacco, tra il trattenere e il lasciar andare. Da questa tensione emerge un nuovo respiro, un battito condiviso in cui i corpi cercano di separarsi ma rimangono legati da un filo invisibile. Attraverso un linguaggio coreografico al tempo stesso fisico e astratto, l’opera esamina il legame, il distacco e l’impermanenza del movimento. Accompagnata dalla colonna sonora organica ed elettronica di Janiv Oron e Michael Anklin, Eternal Rift diventa un paesaggio di emozioni allo stato puro, dove l’intensità collettiva incontra la fragilità dell’espressione individuale. Creato nel 1996 da William Forsythe, The Vertiginous Thrill of Exactitude costituisce la conclusione di uno studio in sei parti sulla danza classica, intitolato Six ...

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Giselle: il capolavoro romantico torna alla Scala

Il Balletto del Teatro alla Scala diretto da Frédéric Olivieri inaugura il ritorno in palcoscenico dopo la pausa estiva con uno dei massimi capolavori della storia della danza: Giselle, titolo imprescindibile del repertorio romantico che dall’1 al 23 ottobre torna a vivere sul palcoscenico scaligero in una delle produzioni più rappresentative della tradizione classica internazionale. L’allestimento, che sarà inoltre oggetto di una registrazione realizzata da Rai Cultura, consentirà di documentare e diffondere una delle pagine più significative del patrimonio coreutico custodito dal Teatro alla Scala, contribuendo alla valorizzazione di un’opera che da oltre un secolo e mezzo continua a rappresentare il paradigma del balletto romantico. Assente dalla programmazione milanese dal 2022, ma accolta con grande entusiasmo dal pubblico internazionale durante la tournée del Corpo di Ballo a Shanghai nel 2024, Giselle ritorna nella storica coreografia di Jean Coralli e Jules Perrot, proposta nella celebre ripresa di Yvette Chauviré, interprete leggendaria e custode della più autentica tradizione dell’École française. La sua versione rappresenta uno dei più autorevoli punti di riferimento nella trasmissione dello stile romantico, capace di preservarne la purezza formale, l’equilibrio drammatico e quella particolare qualità poetica che continua a renderla un modello interpretativo per generazioni di ballerini. Presentato all’Opéra ...

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Carla Fracci e Giselle: l’identificazione perfetta

Esistono grandi ballerine che interpretano un ruolo e, più raramente, artiste che finiscono per incarnarlo fino a diventarne il riferimento storico. Carla Fracci appartiene senza alcun dubbio alla seconda categoria. Se la sua carriera è stata straordinariamente vasta – comprendendo i grandi titoli del repertorio classico, neoclassico e contemporaneo – è in Giselle che la ballerina milanese ha raggiunto una forma di identificazione artistica pressoché assoluta, tanto da essere universalmente riconosciuta come la Giselle del Novecento. Il balletto di Adolphe Adam, su libretto di Théophile Gautier, Jules-Henri Vernoy de Saint-Georges e Jean Coralli, rappresenta probabilmente la più alta espressione del Romanticismo coreutico. La sua protagonista attraversa una trasformazione drammatica senza eguali: giovane contadina ingenua e innamorata nel primo atto, spirito ultraterreno e incarnazione del perdono nel secondo. È un percorso che richiede non soltanto una tecnica impeccabile, ma anche una profondissima maturità interpretativa. Carla Fracci seppe fondere entrambe le dimensioni con una naturalezza che pochi artisti hanno mai raggiunto. Diplomatasi alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala nel 1954, Carla Fracci si impose rapidamente come una delle maggiori promesse della danza italiana. Fu proprio il repertorio romantico a rivelare pienamente la sua personalità artistica. Negli anni Sessanta la sua ...

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Rudolf Nureyev scrisse il suo testamento artistico con “La Bayadère”

Fu l’ultima grande impresa creativa della sua vita, il coronamento di un percorso artistico straordinario e, al tempo stesso, un commovente congedo dalle scene. Quando ne completò la coreografia per il Balletto dell’Opéra di Parigi nel 1992, Nureyev era ormai gravemente malato, ma la sua inesauribile energia creativa e il suo perfezionismo lo spinsero a lavorare fino all’ultimo, consegnando alla storia una delle più imponenti e raffinate riletture del capolavoro di Marius Petipa. Il rapporto di Nureyev con La Bayadère affondava le sue radici molto lontano nel tempo. Già nel 1963, pochi anni dopo la sua clamorosa fuga dall’Unione Sovietica, aveva allestito una versione della sola scena de Il Regno delle Ombre, considerata da sempre uno dei vertici assoluti del balletto classico. Quel celebre quadro, con la sua interminabile discesa delle trentadue Ombre lungo la rampa, incarnava per Nureyev l’essenza stessa dell’accademismo: purezza della linea, assoluto controllo del movimento, musicalità e spiritualità fuse in una visione quasi metafisica della danza. Per quasi trent’anni il desiderio di affrontare l’intero balletto rimase vivo. L’occasione arrivò con il Balletto dell’Opéra di Parigi, compagnia della quale era stato direttore della danza dal 1983 al 1989 e che aveva profondamente trasformato, imponendo una nuova concezione ...

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Hugo Marchand protagonista al “New York City Center”

Quando un grande interprete sale sul palcoscenico, il pubblico non assiste soltanto a uno spettacolo: entra in contatto con una storia fatta di disciplina, emozione e ricerca artistica. È questa la dimensione che accompagna Hugo Marchand, étoile dell’Opéra di Parigi, protagonista di una nuova avventura internazionale al New York City Center. Il suo debutto nella prestigiosa istituzione americana rappresenta molto più di una semplice tournée. È l’incontro tra due grandi tradizioni culturali che condividono la stessa convinzione: la danza è un linguaggio capace di superare confini geografici, differenze linguistiche e barriere culturali. Secondo il programma annunciato dal New York City Center, Hugo Marchand sarà protagonista di quattro rappresentazioni, dal 23 al 26 luglio 2026. In scena presenterà un gala da lui ideato e interpretato, con artisti del Balletto dell’Opéra di Parigi e del Béjart Ballet Lausanne. Il programma include, tra gli altri: Boléro di Maurice Béjart (con Hugo Marchand nel ruolo principale); il passo a due da Le Parc di Angelin Preljocaj, con Dorothée Gilbert; Sonatine di George Balanchine; Trois gnossiennes di Hans van Manen; L’esprit du Bleu di Carolyn Carlson. Negli ultimi anni Marchand si è imposto come uno degli interpreti più raffinati della scena internazionale. La sua tecnica ...

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Danza: Sylvie Guillem entra nel progetto “Stelle di Domani”

Una delle più grandi leggende della danza mondiale sposa il progetto Stelle di Domani del Balletto di Venezia. Sylvie Guillem sarà infatti Maître de Ballet della terza edizione dell’iniziativa ideata e diretta da Alessio Carbone, già primo ballerino dell’Opéra di Parigi e fondatore del Balletto di Venezia, che si terrà dal 10 luglio al 3 agosto. “Non esistono scorciatoie per fare esperienza. Questa affermazione è ancora più vera, e allo stesso tempo più ingiusta, quando si parla di carriere brevi come quelle dei danzatori. Se la mia esperienza e il mio percorso di vita possono aiutare qualcuno a guadagnare un po’ di tempo lungo il proprio cammino, allora sono felice di poterli condividere”, dichiara Sylvie Guillem. Presente in questa stagione anche l’étoile internazionale Olga Smirnova, che guiderà nel loro primo contratto professionale quattordici giovani danzatori dai 17 ai 19 anni, selezionati tra le migliori accademie del mondo – dall’École de Danse de l’Opéra National de Paris all’Académie Princesse Grace di Montecarlo, dall’Accademia Teatro alla Scala all’American Ballet Theater Studio Company, dal Royal Danish Ballet School al Royal Ballet School di Londra. Patrocinato dal Ministero della Cultura, il progetto porterà gli artisti in un tour tra Venezia, Dublino, Firenze, Moncalvo e ...

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Shéhérazade (balletto): storia, personaggi, curiosità e trama

Pochi balletti nella storia della danza hanno saputo incarnare il fascino dell’Oriente immaginato dall’Europa del primo Novecento quanto Shéhérazade. Sensuale, lussureggiante, provocatorio e rivoluzionario, questo capolavoro nato per i Ballets Russes di Sergej Djagilev rappresenta ancora oggi una delle pietre miliari del teatro coreografico moderno. A più di un secolo dalla sua creazione, il suo nome continua a evocare immagini di palazzi favolosi, sete preziose, passioni travolgenti e una libertà espressiva che cambiò profondamente il modo di concepire il balletto. Presentato per la prima volta il 4 giugno 1910 all’Opéra di Parigi, Shéhérazade nacque dall’incontro di alcune delle più straordinarie personalità artistiche dell’epoca. La musica era quella dell’omonima suite sinfonica composta nel 1888 da Nikolaj Rimskij-Korsakov, mentre la coreografia venne affidata a Michail Fokine. A rendere l’opera un evento destinato a entrare nella leggenda furono soprattutto le scenografie e i costumi di Léon Bakst, il cui immaginario cromatico trasformò il palcoscenico in un’esplosione di colori, tessuti e suggestioni orientali mai viste prima. L’ispirazione deriva liberamente dalle celebri raccolte delle Mille e una notte, ma il balletto non racconta la storia della narratrice Shéhérazade. Al contrario, sviluppa una vicenda autonoma ambientata in un harem persiano, dove desiderio, tradimento e vendetta si ...

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L’ex principal del SFB, maître e pedagogo Pascal Molat “allo specchio”

Balletto classico preferito? La Bayadère, per la tradizione del balletto esotico, il classicismo, la produzione e la musica. Balletto contemporaneo preferito? Molto difficile, ma direi In the Middle, Somewhat Elevated. Ha cambiato per sempre il linguaggio della danza: tagliente, impavido, architettonico e al tempo stesso profondamente musicale. Ho avuto la possibilità di danzarlo moltissime volte con diverse compagnie. Il teatro del cuore? Naturalmente il Palais Garnier. La sua storia, il suo mistero e la sua atmosfera incarnano ancora per me l’anima del balletto, oltre al fatto che lì ho trascorso la mia infanzia da studente, incrociando nei corridoi le étoiles. Ricordi magnifici. Un romanzo da trasformare in balletto? Il Piccolo Principe di Saint-Exupéry: poetico, filosofico, intimo. Potrebbe diventare un balletto profondamente emozionante e visivamente magico. E, in uno stile completamente diverso, I tre moschettieri di Alexandre Dumas. E invece un film da cui trarre uno spettacolo di balletto? Moulin Rouge. Il costume di scena che hai indossato e che hai preferito? Probabilmente “Brown Boy” in Dances at a Gathering: elegante, soffice, con pantaloncini marroni aderenti e cintura. E mi piaceva anche indossare gli stivali. A quale colore associ la danza? A un blu profondo di mezzanotte: nobile, infinito, misterioso, con ...

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Il Teatro alla Scala ha annunciato la Stagione di Balletto 26/27

La seconda Stagione di Balletto firmata da Frédéric Olivieri fa della continuità la propria forza e il vero propulsore per nuove sfide artistiche e stilistiche; tornano importanti titoli del repertorio, per coinvolgere l’intera Compagnia, fare tesoro della maturazione acquisita dagli artisti già cimentatisi nei ruoli, ma anche per offrire chances alle nuove generazioni, del Corpo di Ballo e quelle che sempre più accorrono in Teatro; si accolgono nuove firme, per permettere agli artisti di affrontare stili inconsueti consolidando le doti di curiosità, versatilità e impegno che tanto consenso hanno generato nel pubblico con le recenti proposte in cartellone. La nuova Stagione propone sette programmi, ma nove titoli, essendo una serata a dittico e una a trittico; cinque le riprese, di cui tre a serata intera, e quattro nuovi ingressi, tra cui, vero momento clou nella nuova programmazione, l’acclamata rivisitazione di Giselle firmata da Akram Khan: nata nel 2016 come produzione esclusiva dell’English National Ballet, viene ora affidata agli artisti del Balletto della Scala. E sarà una prima nazionale, non essendo mai stata rappresentata prima d’ora nel nostro Paese. Dal grande repertorio, torna ad allietare le feste Lo Schiaccianoci di Rudolf Nureyev, che apre la Stagione; titolo ideale e sempre atteso, ...

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