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Tag Archives: Sergej Diaghilev

Thamar (balletto): storia, personaggi, curiosità e trama

Nel panorama scintillante e rivoluzionario dei Ballets Russes di Sergej Diaghilev, poche creazioni hanno saputo incarnare il mito dell’Oriente decadente, sensuale e crudele con la stessa forza magnetica di Thamar. Questo dramma coreografico in un atto, andato in scena per la prima volta il 20 maggio 1912 al Théâtre du Châtelet di Parigi, rappresenta una delle vette più alte del sodalizio artistico tra il coreografo Michail Fokin e il pittore e costumista Léon Bakst. Ispirato all’omonimo e cupo poemetto romantico del grande scrittore russo Michail Lermontov — a sua volta radicato nelle leggende oscure sulle rovine della torre di Tamara lungo le gole del fiume Kura in Georgia —, il balletto nacque dal disperato desiderio di replicare il trionfo esotico e selvaggio ottenuto pochi anni prima da Schéhérazade. Per farlo, Diaghilev si affidò alle ipnotiche e orientaleggianti musiche sinfoniche di Milij Balakirev, un brano originariamente concepito come poema sinfonico che fu adattato per la scena per sostenere la tensione drammatica e il crescendo febbrile della rappresentazione. L’azione si svolge all’interno di una torre cupa e solitaria situata tra le aspre montagne della Georgia, un luogo dominato da un’atmosfera di perenne minaccia e mistero. La scena, concepita magistralmente da Léon Bakst, ...

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Giselle dalla Scala: appuntamento imperdibile su Rai 5

Giovedì 8 ottobre, in prima serata alle ore 21.20, Rai 5 regala agli appassionati del grande balletto un appuntamento imperdibile con uno dei capolavori assoluti e più immortali della storia della danza romantica, Giselle, proposto in una magnifica ripresa televisiva che vede protagonisti il talento luminoso di Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko nei ruoli dei due sfortunati amanti. L’opera, pietra miliare del balletto d’azione, affonda le sue radici storiche nella Parigi della monarchia di luglio, debuttando con trionfo assoluto all’Académie Royale de Musique il 28 giugno 1841 su un libretto di Théophile Gautier e Jules-Henri Vernoy de Saint-Georges e sulle struggenti, evocative musiche di Adolphe Adam, pensate per dare un’anima sonora a ogni sfumatura psicologica e drammaturgica della vicenda. La celeberrima coreografia originale firmata da Jean Coralli e Jules Perrot — con i passi a due e le variazioni solistiche integrate da Marius Petipa nei decenni successivi — trova in questa produzione scaligera una delle sue espressioni più alte, nobilitata dal prezioso lavoro di ripresa curato nel 1950 dalla leggendaria étoile Yvette Chauviré, la quale impresse al titolo un sigillo di stile e di eleganza stilistica che da allora appartiene indissolubilmente al patrimonio genetico del Teatro alla Scala. La drammaturgia ...

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Nijinsky e Bronislava: il legame che trasformò la danza del ‘900

Ci sono fratelli nella storia dell’arte la cui vicinanza sembra appartenere alla biografia; e ce ne sono altri per i quali la parentela diventa una vera e propria forma di collaborazione creativa. Vaslav Nijinsky e Bronislava Nijinska appartengono alla seconda categoria. La loro storia non è semplicemente quella di un genio e della sorella che gli rimase accanto: è la storia di due artisti cresciuti nello stesso laboratorio familiare, formatisi attraverso la medesima disciplina, capaci per alcuni anni di sviluppare quasi un linguaggio privato del movimento e destinati infine a prendere strade differenti, pur rimanendo legati da un’eredità artistica comune. Per comprendere il rapporto fra i due bisogna liberarsi, anzitutto, da una delle distorsioni più persistenti nella storiografia del balletto: l’idea che Bronislava Nijinska sia importante soltanto perché fu la sorella di Nijinsky. La documentazione oggi disponibile racconta qualcosa di molto più interessante. Nijinska fu una danzatrice di primo piano e, soprattutto, una delle grandi coreografe del XX secolo. La sua enorme raccolta di documenti, conservata presso la Library of Congress, comprende carte personali, corrispondenza, quaderni coreografici, fotografie, programmi, disegni e scritti; una parte considerevole del materiale riguarda proprio il fratello. Il loro rapporto nasce in una famiglia di danzatori ...

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Un giorno, tre debutti entrati nella storia del balletto

Il 25 giugno emerge nella storia della danza come una data che, a distanza di decenni, sembra richiamare a sé trasformazioni decisive del linguaggio coreutico. Nel 1910, a Parigi, i Ballets Russes di Sergej Diaghilev presentano L’Oiseau de feu, su musica di Igor Stravinskij, allora giovane compositore destinato a ridefinire il Novecento musicale. La coreografia è di Michel Fokine, che guida una rivoluzione estetica fondata sull’unità tra gesto, musica e immagine. Le scene e i costumi, firmati da Aleksandr Golovin e Léon Bakst, contribuiscono a creare un universo visivo ardente e fiabesco. Tra gli interpreti principali spicca Tamara Karsavina nel ruolo dell’Uccello di Fuoco, figura leggera e luminosa che incarna la nuova poetica del balletto moderno. Nello stesso contesto debutta anche Les Orientales, ancora legato alla stessa stagione dei Ballets Russes e alla sensibilità coreografica di Fokine con alcuni segmenti di Marius Petipa, dove l’Oriente non è rappresentazione realistica ma costruzione immaginaria, filtrata attraverso il gusto europeo per l’esotico. Anche qui la compagnia riunisce alcuni dei suoi danzatori più rappresentativi, in un mosaico di quadri scenici che privilegiano atmosfera e suggestione più che narrazione. Tra gli interpreti si trovano leggendari artisti: Vaslav Nijinsky (Danse Siamoise e Kobold), Tamara Karsavina (Danza ...

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Parade (balletto): storia, personaggi, curiosità e trama

Il balletto Parade, creato dai Sergej Djagilev per i Ballets Russes nel 1917, rappresenta uno dei momenti più rivoluzionari e provocatori della storia della danza del Novecento, un’opera che nasce dall’incontro tra musica, pittura, teatro e avanguardia in un’unica visione estetica radicale. La sua genesi si colloca nel pieno della Parigi in guerra, dove l’arte cercava nuove forme di sopravvivenza e di scandalo, e dove Djagilev riuscì ancora una volta a riunire alcune delle menti più audaci del suo tempo per dare vita a un esperimento senza precedenti. L’idea di Parade prende forma dall’incontro tra il poeta e visionario Jean Cocteau e il compositore Erik Satie, con la decisiva partecipazione del pittore Pablo Picasso, chiamato a concepire scene e costumi in uno stile cubista che avrebbe sconvolto il pubblico. La coreografia fu affidata a Léonide Massine, che interpretò il progetto come una rottura definitiva con il balletto classico, trasformando la scena in uno spazio ibrido tra circo, teatro di strada e modernità urbana. L’opera debuttò al Théâtre du Châtelet di Parigi il 18 maggio 1917 e suscitò immediatamente reazioni contrastanti, tra entusiasmo e scandalo, soprattutto per la sua estetica considerata troppo “americana” e dissonante rispetto ai gusti dell’epoca. Al centro ...

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Balletto: storia di una grande arte in un solo libro

Il volume Balet. Istorija velikogo iskusstva v odnoj knige (in italiano: Balletto. Storia di una grande arte in un solo libro) si presenta come un’opera di sintesi ambiziosa, pensata per offrire in un unico percorso narrativo una visione completa e accessibile della storia del balletto. Pubblicato dalla casa editrice Eksmo, una delle più importanti realtà editoriali russe nel campo della divulgazione culturale, il libro è scritto in lingua russa ed è concepito per un pubblico ampio: non solo studiosi o appassionati di danza, ma anche lettori curiosi che desiderano avvicinarsi a questa forma d’arte. L’opera conta circa 200-250 pagine (a seconda dell’edizione), è uscita negli anni recenti – indicativamente nel primo ventennio del XXI secolo – e si inserisce in una collana che mira a raccontare grandi fenomeni artistici “in un solo libro”, con un taglio chiaro ma non superficiale. Gli autori, specialisti nell’ambito della storia della danza e della cultura teatrale, adottano un approccio narrativo che intreccia rigore storico e fluidità espositiva. Ciò che colpisce fin dalle prime pagine è la volontà di raccontare il balletto come un organismo vivo, in continua trasformazione, piuttosto che come una sequenza rigida di eventi. La narrazione prende avvio dalle corti rinascimentali italiane ...

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Serge Lifar e la rinascita del balletto europeo nel Novecento

Serge Lifar occupa un posto singolare nella storia del balletto del Novecento: figura carismatica e determinante, fu al tempo stesso interprete, riformatore e teorico, capace di traghettare la danza classica fuori dall’ombra dei Ballets Russes verso una nuova identità europea. Nato a Kiev il 2 aprile 1905, in un contesto culturale ancora segnato dalla tradizione imperiale russa, si formò inizialmente lontano dai grandi centri coreutici, ma la sua vocazione lo portò rapidamente a incrociare il destino di Sergej Djagilev, incontro decisivo che lo proiettò sulla scena internazionale. Lifar entrò nei Ballets Russes negli anni Venti, in un momento in cui la compagnia stava già attraversando una fase di trasformazione. Non era un virtuoso nel senso accademico tradizionale, ma possedeva una presenza scenica magnetica, una qualità plastica del movimento e una sensibilità musicale che lo resero presto uno dei protagonisti. Djagilev intuì in lui non solo un danzatore, ma un possibile erede spirituale, e lo incoraggiò a sviluppare una propria visione coreografica. In questo ambiente, a contatto con artisti d’avanguardia, musicisti e scenografi innovativi, Lifar maturò l’idea che il balletto dovesse emanciparsi tanto dal puro virtuosismo quanto dalla narrazione ottocentesca. Dopo la morte di Djagilev nel 1929, Lifar si trovò a ...

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La Sagra della Primavera: storia, personaggi, curiosità e trama

La Sagra della primavera è uno dei capolavori assoluti del teatro musicale del Novecento, un’opera che ha segnato una frattura radicale nella storia della musica e della danza. Il balletto nacque dalla collaborazione tra il compositore Igor Stravinsky e l’impresario dei Ballets Russes Sergej Diaghilev, che tra il 1911 e il 1913 commissionò la partitura destinata alla sua celebre compagnia. Fin dall’inizio il progetto fu concepito come qualcosa di profondamente nuovo: Stravinsky, affascinato da visioni arcaiche e rituali, immaginò inizialmente di intitolare l’opera Il Grande Sacrificio, mentre Diaghilev preferì per un certo periodo il titolo La Coronazione della Primavera, prima di scegliere definitivamente La Sagra della primavera. Il balletto venne presentato con il sottotitolo Quadri della Russia pagana e racconta un rito primordiale in cui una giovane fanciulla, designata come Eletta, danza fino alla morte per propiziare il ritorno della primavera e garantire prosperità alla comunità. La coreografia fu affidata al leggendario danzatore e coreografo Vaslav Nijinsky. In un primo momento Diaghilev aveva pensato a Michel Fokine, ma quest’ultimo, turbato dalla radicalità della partitura di Stravinsky, rinunciò al progetto; si considerò anche il nome di Aleksandr Gorskij, prima che la scelta definitiva ricadesse su Nijinsky. Il coreografo lavorò alla creazione ...

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Tamara Karsavina, eterna nel respiro e nell’anima del balletto

Nel grande affresco della storia del balletto europeo tra XIX e XX secolo, la figura di Tamara Karsavina emerge con una luminosità singolare, come incarnazione di un’epoca nella quale la tradizione imperiale russa si incontrò con le avanguardie artistiche della modernità. La sua vicenda artistica non rappresenta soltanto la carriera di una ballerina straordinaria, ma si intreccia profondamente con le trasformazioni estetiche e culturali che ridefinirono il linguaggio della danza nel primo Novecento. In lei si condensarono infatti la disciplina raffinata della scuola accademica di San Pietroburgo, la sensibilità drammatica del teatro moderno e l’audacia sperimentale che caratterizzò la rivoluzione dei Ballets Russes. Nata a San Pietroburgo il 9 marzo 1885, in una città che allora costituiva uno dei più splendidi centri artistici dell’Europa imperiale, Karsavina crebbe in un ambiente nel quale la danza non era soltanto professione ma autentica tradizione familiare. Suo padre, il ballerino Platon Karsavin, apparteneva al prestigioso corpo di ballo del Teatro Mariinsky, istituzione nella quale la tradizione coreutica russa aveva raggiunto uno dei vertici della propria perfezione tecnica e stilistica. In quel contesto, la giovane Tamara venne educata secondo i severi principi della scuola accademica imperiale, frequentando la Scuola di Balletto Imperiale, laboratorio pedagogico nel ...

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L’assistente eterna di Micha van Hoecke: Miki Matsuse “allo specchio”

Il balletto classico preferito? La morte del cigno. Il balletto contemporaneo prediletto? La Sagra della Primavera di Maurice Béjart. Il Teatro del cuore? Il Teatro Alighieri di Ravenna. Un romanzo da trasformare in balletto? Tattoos di Yasunari Kawabata. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Story of an Unknown Actor diretto da Aleksandr Zarkhi. Il costume di scena indossato che hai preferito? L’abito bianco di Marella Ferrera. Quale colore associ alla danza? Rosso scuro/bordeaux. Che profumo ha la danza? Di canfora… ha ha ha! La musica più bella scritta per balletto? Il compositore è C. W. Gluck, ma non saprei scegliere un’opera in particolare. Il film di danza irrinunciabile? West Side Story di Jerome Robbins, indimenticabile George Chakiris. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Vladimir Vassiliev ed Ekaterina Maximova. Il tuo “passo di danza” preferito? Il pas de liaison, in genere. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Mio marito, Micha Van Hoecke. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Sergej Diaghilev. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Esistere pienamente, lasciandosi attraversare dalla gioia della vita. Tre parole per descrivere ...

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