È arrivata la nomina a solista del Bolshoi, dopo essere stato già demisolista della compagnia. Quando hai ricevuto la notizia, qual è stato il primo pensiero che ti è passato per la testa? È stata subito una grande emozione. Dentro di me ho provato tanta felicità, un senso di tranquillità e, insieme, una grande responsabilità per questa nomina importante. Ora si punta sempre più in alto, senza paura. Hai studiato alla Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala e sei arrivato fino al Bolshoi: quanto della formazione ricevuta a Milano senti ancora oggi nel tuo modo di essere danzatore? Sì, gli insegnamenti appresi in Accademia restano sempre dentro di me. Quando sono arrivato al Bolshoi ho continuato ad arricchirmi, cercando di apprendere il più possibile giorno dopo giorno. Il passaggio da demisolista a solista rappresenta un cambiamento importante anche nella responsabilità artistica. Che cosa significa per te questo nuovo ruolo all’interno del Bolshoi? Questo ruolo mi dà grande soddisfazione: tutti gli sforzi e i sacrifici fatti mi sono stati riconosciuti. Ora la responsabilità è più grande, ma non mi spaventa; anzi, mi dà la forza di credere di poter arrivare sempre più in alto. Essere italiano e diplomato alla Scala ...
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