Oggi la danza internazionale celebra il compleanno di Laurent Hilaire (Parigi, 8 novembre 1962), figura monumentale della scena tersicorea contemporanea e supremo interprete di quell’inconfondibile magistero stilistico che radica le sue origini nell’alveo dell’Opéra National de Paris.
Formatosi alla storica École de Danse parigina, Hilaire ha incarnato fin dai suoi primi passi una sintesi rara di rigore geometrico, nobiltà di portamento e assoluto nitore accademico.
La sua rapida ascesa nelle fila del corpo di ballo d’Oltralpe è divenuta materia di leggenda storiografica quando, il 2 novembre 1985, Rudolf Nureyev volle nominarlo étoile sul palcoscenico del Palais Garnier al termine di una trionfale rappresentazione del Lago dei cigni.
Quel conferimento diretto, che superava per via gerarchica la consueta trafila istituzionale senza neppure il passaggio intermedio al rango di premier danseur, consacrò non soltanto la nascita di un ballerino di primissimo ordine, ma l’elezione del suo erede spirituale e tecnico di riferimento.
Sotto la guida partecipe del coreografo tartaro, Hilaire divenne l’interprete ideale delle riletture nureyeviane, assimilate ed esaltate in virtù di un’atleticità rigorosa piegata a una sensibilità teatrale profonda.
La sua carriera si è snodata attraverso le complessità articolate dei grandi classici, da La Bella addormentata a Raymonda, da Don Chisciotte a Romeo e Giulietta, distinguendosi al contempo come interlocutore privilegiato della creazione contemporanea.
Dai sodalizi stilistici con autori quali William Forsythe, Jiří Kylián, Roland Petit e Angelin Preljocaj, la sua figura ha saputo dimostrare una plasticità intellettuale capace di abbattere i confini tra l’accademicismo di matrice ottocentesca e i nuovi orizzonti del linguaggio gestuale del Novecento.
Terminata una parabola interpretativa vissuta nei massimi teatri del pianeta, Laurent Hilaire ha trasposto la propria profonda sapienza e la propria naturale autorevolezza nella pedagogia e nella direzione delle grandi istituzioni internazionali.
Già maître de ballet e associato alla direzione artistica dell’Opéra di Parigi, ha successivamente impresso una svolta cruciale guidando con straordinario equilibrio il corpo di ballo del Teatro Stanislavskij di Mosca, imponendosi come uno dei rarissimi maestri occidentali capaci di governare il rigore della tradizione russa.
Chiamato nel 2022 alla guida del Bayerisches Staatsballett di Monaco di Baviera, Hilaire prosegue oggi la sua opera di valorizzazione dell’eredità tersicorea, affiancando alla cura maniacale per la purezza del repertorio una costante ricerca rivolta alle tendenze coreografiche del XXI secolo.
Nel giorno del suo compleanno, il panorama coreutico tributa un doveroso omaggio a un artista che ha saputo elevarsi a modello di dedizione e rigore, la cui presenza in sala prova e sulla scena direzionale continua a illuminare con discrezione, eleganza ed eccellenza l’evoluzione del balletto mondiale.
Michele Olivieri
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