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Tour de France en pointe: 10 “tappe” imperdibili nella nuova stagione francese di danza

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Non solo Opéra di Parigi, in Francia, che assicura al pubblico una proposta varia e interessante, portata in scena nei grandi teatri cittadini e successivamente in tutto il Paese in tournée o attraverso canali di comunicazione.

Se vi trovaste in Francia durante la stagione 2014/2015, ci sono alcuni appuntamenti che proprio non bisogna perdersi, e che abbiamo individuato per voi tra le tante proposte.

Il primo titolo non è in scena a Parigi, ma al Monaco Dance Forum, La Bisbetica Domata (in francese: La Mégère apprivoisée) di Jean-Christophe Maillot, coreografia creata per il Bolshoï, che porta sempre con sé talento e grande tradizione tecnica, ma non smette di stupire confrontandosi con un coreografo straniero (per la prima volta chiamato dalla stessa compagnia) noto per il suo stile neo-classico. Un’altra occasione per vedere, dopo il debutto del luglio 2014, questa nuova creazione, per concludere l’anno (andrà in scena dal 19 al 21 dicembre) nella cornice di Monte Carlo.

Avviciniamoci a Parigi, fermandoci all’Opéra Royal di Versailles, dove ritorna in marzo il Malandain Ballet Biarritz con Cenerentola (Cendrillon) di Thierry Malandain, balletto che debuttò proprio nel contesto dell’Opéra Royal, in un luogo magico dove non solo la musica risalta ancora di più, ma soprattutto i ballerini sono messi ancora più in lucenella loro bravura e nei contrasti di tecnica classica e contemporanea dal medesimo contrasto tra luogo classico e scenografia contemporanea (minimale, fatta di scarpette…).  

A Parigi, due i titoli che abbiamo selezionato: Paquita di Pierre Lacotte messo in scena dal Corpo di Ballo dell’Opéra di Parigi, e Up & Down dell’Eifman Ballet al Theatre des Champs-Elysées.

Paquita perché è un balletto divertente, perfetto per un week end veloce a Parigi, per distrarsi con una commedia romantica in forma di balletto. Balletto danzato come sempre ai massimi livelli, visto che è uno dei cavalli di battaglia della compagnia francese, che passa con tranquillità dalle serate come quella dedicata al duo Cullberg/DeMille della scorsa stagione a quelle come questa: dove a farla da padrona è una giovane sognatrice che ipnotizza il pubblico con i suoi fouettés (ma se volete dimostrarvi letterati e cinefili, oltre che appassionati di balletto, non avete che da aspettare la fine di maggio per Les enfants du paradis, meraviglia di balletto dell’Opéra basato sui testi di Prévert e sul film di Carné…).  Up & Down dell’Eifman Ballet perché in mezzo a tutta questa febbre da feste alla Gatsby provocata dal film di Luhrmann, potrete dire di aver reso meno rigido il febbraio parigino con un balletto di qualità ispirato a un libro di Fitzgerald meno mainstream per il momento: Tenera è la notte. Con tanto di musiche di Gershwin in un teatro sui viali più famosi del mondo, alla faccia di Gatsby.

Chiudiamo la proposta più classica con un’altra ottima compagnia, il Ballet de l’Opéra de Bordeaux, che ci traghetta verso la danza contemporanea con una serata, in marzo, dal titolo Quatre Tendances, dedicata a coreografi come felix Blaska, Carolyn Carlson (con l’intenso If to leave is to remember) e con il debutto della nuova creazione dell’israeliano Ohad Naharin.

Veniamo ora alle proposte contemporanee, tornando a Parigi, dove all’Opéra debutta, il 6 gennaio, il Balletto Reale di Svezia con la nuova coreografia di Mats Ek: Romeo e Giulietta; una versione tutta personale del coreografo di una Giselle animatrice di polemiche e di balletti che fanno spesso discutere ma che non mancano mai di intensità e spunti di riflessione molto moderni.

Sempre a Parigi, ma al Theatre de Chaillot, dal 26 dicembre, la Compagnia Fetes Galantes, un’inedita Bella Addormentata creata da Béatrice Massin, coreografa che rielabora la danza barocca, non riproponendola, ma riprendendone gesti e musicalità. E la musica è importante per lo sviluppo della storia: la bella Aurora si addormenta ascoltando Lully e si sveglia con Mozart.

Al Theatre du Chatelet dall‘8 aprile, una ventata di Hollywood con il futuro direttore Danza all’Opéra, Benjamin Millepied con il suo L.A. Dance Project, che, se ve li siete persi alla biennale in settembre, ripropongono le creazioni di Roy Assaf, dello stesso Millepied e una prima mondiale ancora top secret.  

E, parlando di biennale, trasferiamoci a Lione, dove il Balletto dell’Opera riesce da qualche anno ad interpretare le complesse e fisiche coreografie di Anne Teresa De Keersmaeker, come, in aprile prossimo, Drumming Live, uno dei suoi lavori migliori.

Infine, a Tolosa in giugno, Eh bien, dansez maintenant! del Ballet du Capitole, una serata un po’ italiana per la presenza, insieme a Walking Mad di Inger, sarà eseguita anche Cantata di Bigonzetti, dove l’amore viene cantato dalle musiche, ma soprattutto dai gesti dei ballerini.

Greta Pieropan

www.giornaledelladanza.com

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