
Il balletto classico preferito?
Giselle.
Il balletto contemporaneo prediletto?
Non ne ho uno preferito.
Il Teatro del cuore?
Teatro alla Scala.
Un romanzo da trasformare in balletto?
Il gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.
Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto?
La vita è bella di Roberto Benigni.
Il costume di scena indossato che hai preferito?
Tatiana (Onegin, terzo atto).
Quale colore associ alla danza?
Rosa.
Che profumo ha la danza?
Difficile da descrivere: legno, misto a velluto, lacca, rossetto… un profumo unico.
La musica più bella scritta per balletto?
Ce ne sono troppe meravigliose per sceglierne una sola.
Il film di danza irrinunciabile?
Non mi piacciono molto i film di danza.
Due miti della danza del passato, uomo e donna?
Carla Fracci e Rudolf Nureyev.
Il tuo “passo di danza” preferito?
Più che un passo preciso adoro gli adagi.
Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico?
Giulietta.
Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica?
Ce ne sono stati tanti.
Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti?
Che mi avrebbe accompagnato a lungo…
Tre parole per descrivere la disciplina della danza?
Rigore, costanza, impegno.
Come ti vedi oggi allo specchio?
Serena e in pace con me stessa e con il mio percorso.
Michele Olivieri
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