
“C’è un proverbio che dice: Se vuoi distruggere una nazione, distruggi la sua lingua”. Parte da qui il racconto di Marah Haj Hussein, originaria di Kofor Yassif, nella Palestina occupata, e attualmente residente ad Anversa. In un percorso tra geografie, voci e immaginari, Language: no broblem esplora il multilinguismo come condizione di identità e resistenza. Tra danza e drammaturgia, Hussein interseca il racconto di un viaggio in treno in Belgio, in cui la protagonista vive incontri intriganti, alle storie della sua famiglia in Palestina, che vivono in uno stato occupato. La relazione tra l’arabo palestinese, la lingua madre dei suoi familiari, e l’ebraico, idioma ufficiale dello Stato, rivela uno degli aspetti spesso messi a tacere del colonialismo: i meccanismi attivi ma sottili che, progressivamente e lentamente, attraverso le generazioni, assicurano che la lingua dei coloni prevalga su quella dei nativi. Ad emergere sono allora le forme stratificate di pressione, violenza e dominio che una lingua può esercitare su un’altra, causandone la continua trasformazione e alterazione. Il teatro diventa così un palcoscenico in cui realtà antagoniste, confuse e intrecciate, vengono messe in frizione. Con umorismo, rabbia e amore e assurdità, lo spettacolo abbraccia innanzitutto i limiti della traducibilità di una lingua, per continuare a riflettere sui processi di resistenza e sul progressivo meccanismo di potere che, di generazione in generazione, assicura la supremazia della lingua del colonizzatore.
In occasione dello spettacolo e nell’ambito del Public Program di Triennale Milano, giovedì 2 aprile alle ore 11.00 presso Fondazione Giangiacomo Feltrinelli Marah Haj Hussein condurrà un laboratorio gratuito di due ore dedicato ai metodi e ai processi creativi che guidano il suo lavoro. Unendo movimento e parola, il workshop prende avvio da una pratica fisica condivisa di esercizi collettivi di danza e composizione fisica, volti a sviluppare connessioni corporee in differenti configurazioni spaziali e a sperimentare forme di improvvisazione condivisa. Il laboratorio si tiene in lingua inglese ed è rivolto a chiunque si senta a proprio agio e sia pronto a muoversi, lavorare con gli altri attraverso il contatto fisico e improvvisare sia con il testo che con il movimento. La partecipazione di professionisti è incoraggiata. Info e iscrizioni sul sito di Triennale Milano.
Marah Haj Hussein è una ballerina, attrice e creatrice originaria di Kofor Yassif, nella Palestina occupata. Attualmente vive ad Anversa, dove nel 2021 ha conseguito la laurea triennale in Danza presso il Conservatorio Reale di Anversa e nel 2023 il master in Arte Drammatica presso il KASK di Gand. Fondendo queste due discipline, Marah sfida la delimitazione che separa il testo dal movimento, cercando al contempo possibili modi per consentire a entrambi di entrare nello spazio performativo. Nel suo lavoro, Marah indaga la definizione di lingua madre in un contesto multilingue, esplorando al contempo le dinamiche di potere tra le lingue. Con Language: no broblem Marah ha vinto il Roel Verniers Prize dell’Het Theaterfestival nel 2023, dove nel 2025 si è aggiudicata il premio per la performance più acclamata per gli under 35 ai prestigiosi The Sector Awards, organizzati dal festival di Anversa in collaborazione con in teatri NTGent, KVS e Toneelhuis.
1-2 aprile
ore 19.30
Triennale Milano Teatro
Viale Alemagna 6
Milano
Marah Haj Hussein / Monty PSE/BE
Language: no broblem
concept e performance: Marah Haj Hussein / sound design: Anton Lambert / musica e composizione: Verena Rizzo / projection mapping e tecniche: Koen de Saeger / drammaturgia: Krystel Khoury / scenografia e tessuti: Agnese Forlani / décor: Mohamed Sultan / progettazione luci: Pol Seif / coproduzione: Monty & Moussem / finanziamento: Het TheaterFestival e Fonds voor Nieuwe Makers van Stad Antwerpen / ringraziamenti: Kaaitheater, Toneelhuis, Kunstcentrum BUDA, A Two Dogs Company, DeSingel, hetpaleis, Thomas Bellinck, Barakat Haj, Lubna Haj, Luna Haj, Hala Haj, Sari Haj, Moanes Fahoum, Anan Saadi, Fadia Shehadeh e Hashem Shehadeh
durata: 70’
Performance in arabo, ebraico, inglese, olandese con sovratitoli in italiano. Lo spettacolo è accessibile a persone sorde e ipoudenti attraverso il sistema MobileConnect di Sennheiser. È necessario uno smartphone e si consigliano cuffie con cavo per una qualità audio migliore.
INFO
Biglietteria Triennale Milano
T. 02 72434239 | e-mail biglietteria@triennale.org
Viale Alemagna 6, Milano
I biglietti si possono acquistare sui siti www.triennale.org e tickets.triennale.org oppure presso la biglietteria di Triennale Milano.
Triennale Milano
viale Alemagna 6
20121 Milano
T. +39 02 724341
triennale.org
Michele Olivieri
Foto di Boris Breugel
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