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XXIII edizione del festival di danza contemporanea Hangartfest: omaggio a Pina Baush

Con la riapertura, dopo la pausa invernale, della Maddalena Centro Arti Performative, Hangartfest inaugura una nuova stagione di attività, racchiusa nel titolo evocativo e programmatico La danza che verrà.

Questa progettualità trova una prima concreta declinazione nel contesto delle celebrazioni legate alla Giornata Internazionale della Danza, con due eventi in programma domenica 26 aprile patrocinati dal Comune di Pesaro.

Alle 11.30, DANCE! The NELKEN Line, ispirata alla celebre coreografia di Pina Bausch, partirà dalla Palla di Pomodoro (Piazzale della Libertà).

La passeggiata danzante dà vita a una festa in movimento aperta alla comunità, pensata per accogliere la primavera attraverso il linguaggio della danza. Ispirata allo spettacolo Nelken (1982), è oggi un rito collettivo diffuso in tutto il mondo come omaggio alla coreografa tedesca, in cui una sequenza semplice e accessibile coinvolge i cittadini, danzatori e curiosi in un cammino condiviso che evoca le quattro stagioni.

La partecipazione all’iniziativa, realizzata su gentile concessione della Fondazione Pina Bausch, in collaborazione con AMAT e con la partecipazione di alcuni allievi del Liceo Musicale e Coreutico Marconi, è gratuita e aperta a tutti, con iscrizione e frequenza del laboratorio di preparazione alla Maddalena il 24 aprile alle ore 21.00.

Alle 18.00 alla Maddalena Centro Arti Performative il secondo appuntamento della giornata è con Young Up!, piattaforma coreografica dedicata a giovani autori della danza contemporanea tra i 18 e i 26 anni. In scena i lavori degli artisti selezionati, che presentano al pubblico le proprie creazioni in una restituzione dal vivo, offrendo l’occasione di scoprire da vicino nuovi talenti e traiettorie emergenti, con un momento finale di confronto tra artisti, spettatori e operatori del settore.

Da quest’anno il progetto si sviluppa in collaborazione con RH Plus – Residenze per artisti nei territori, rete marchigiana dedicata alla danza contemporanea, promossa da Hangartfest insieme a HUNT CDC (Ancona), ART HUB (Matelica) e Being in Motion (Cupra Marittima). I partner della rete sostengono la creazione offrendo residenze artistiche e percorsi professionalizzanti e ne favoriscono la circuitazione ospitando alcuni tra i progetti considerati più meritevoli all’interno della programmazione dei rispettivi festival del territorio, a Matelica, Montecosaro, Ancona e Ascoli Piceno.

Gli appuntamenti del 26 aprile si inseriscono in un calendario più ampio che accompagnerà l’intero 2026. Tra i momenti centrali, VIDEOBOX, in programma dal 21 al 28 giugno in collaborazione con la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro.

Il festival, giunto alla VI edizione, è dedicato alla videodanza e coinvolge giovani registi e studenti del territorio. Tra i focus, un laboratorio gratuito di produzione video rivolto agli studenti, incontri dedicati al rapporto tra arte e nuove tecnologie, oltre alla presentazione dei semifinalisti di Interfaccia Digitale 2026, premio internazionale dedicato alla screendance e alla ricerca coreografica audiovisiva, che culmina nella cerimonia conclusiva con la proclamazione del vincitore e delle menzioni speciali.

Le proposte proseguono dal 4 al 20 settembre con la XXIII edizione del festival di danza contemporanea Hangartfest, che si conferma anche quest’anno concentrato nei tempi e diffuso sul territorio, toccando diversi luoghi: dalla Maddalena a Villa Imperiale, dalla galleria d’arte Spazio TORRSO di Michele Cotelli alle vie del centro storico, fino ai borghi dell’entroterra, in collaborazione con il FeM Festival di Micro Architettura.

Accanto alla programmazione artistica, Hangartfest porta avanti progetti di sensibilizzazione del pubblico che sono ormai parte integrante della sua identità. Tra questi i Gaze Lab – Italia, nell’ambito del progetto europeo GLARE – Gaze, Live Art, Research & Engagement, con appuntamenti dedicati alla cultura visuale e agli ecosistemi digitali. In dialogo con questo percorso si inserisce anche Occhi da Marziani, progetto di osservazione del processo creativo dei coreografi Lucia Mauri e Michele Ifigenia Colturi, residenti al Festival per il triennio 2025/2027.

Sara Zuccari

Direttore www.giornaledelladanza.com

Foto di Ulli Weiss

© Riproduzione riservata

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