
Il 19 maggio, alle ore 19, la Grande Sala del Teatro dell’Opera e del Balletto della Baschiria ospiterà un gala commemorativo dedicato a una delle figure più influenti della danza del XX secolo: il coreografo Yuri Grigorovich, ad un anno dalla sua scomparsa.
L’evento non sarà soltanto un omaggio celebrativo, ma anche un vero e proprio percorso storico attraverso l’eredità estetica e drammaturgica di un artista che ha profondamente segnato l’identità del balletto sovietico e internazionale, soprattutto durante l’epoca d’oro del Teatro Bol’šoj di Mosca.
In quel contesto, Grigorovič contribuì a ridefinire il linguaggio coreografico del balletto classico, fondendo monumentalità scenica, disciplina drammatica e una forte tensione narrativa, elementi che ancora oggi caratterizzano le sue produzioni.
Le sue creazioni non furono semplici reinterpretazioni del repertorio tradizionale, ma vere e proprie riscritture sceniche. Balletti come Spartacus, Il lago dei cigni o Lo Schiaccianoci non solo consolidarono la sua fama, ma divennero modelli interpretativi esportati nei principali teatri del mondo, influenzando generazioni di coreografi e danzatori.
Il gala della Baschiria si inserisce in questa eredità viva: il Teatro dell’Opera e del Balletto della Baschiria è infatti una delle istituzioni che ha mantenuto in repertorio ben otto sue produzioni, tra cui Don Chisciotte, Il corsaro, La leggenda dell’amore e Raymonda.
Quest’ultima, su musica di Aleksandr Glazunov, rappresenta uno dei punti più alti del balletto narrativo tardo-romantico, riletto da Grigorovič con un’impronta scenica più drammatica e strutturata rispetto alle versioni ottocentesche.
La prima parte della serata sarà dedicata a estratti coreografici tratti proprio da queste opere, interpretati dai principali solisti della compagnia.
Si tratta di un repertorio che, storicamente, ha funzionato come scuola di formazione artistica: le coreografie di Grigorovič richiedono infatti una combinazione rigorosa di tecnica accademica, resistenza fisica e intensità teatrale, elementi che hanno contribuito alla crescita di intere generazioni di interpreti nel panorama russo.
La seconda parte del programma presenterà il secondo atto di Raymonda, momento centrale dell’opera originale, in cui si sviluppa il celebre contrasto tra lirismo cortese e tensione drammatica.
Le parti principali saranno affidate ad artisti del Teatro Musicale di Mosca intitolato a Teatro Stanislavskij e Nemirovič-Dančenko, tra cui Anfisa Oščepkova nel ruolo di Raymonda e Marcello Pelizzoni nel ruolo di Jean de Brienne, mentre il personaggio di Abderakhman sarà interpretato dal primo ballerino del teatro ospitante.
In questo intreccio di istituzioni, repertori e interpreti, il gala si configura come un ponte tra tradizione e memoria: non solo un tributo a un singolo artista, ma la testimonianza di una scuola coreografica che ha contribuito a definire l’identità stessa del balletto classico del Novecento, con un’influenza che continua a essere visibile sulle scene contemporanee.
Michele Olivieri
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