
Torna a Torino Interplay, il festival dedicato alla danza contemporanea diretto da Natalia Casorati, in programma dal 26 maggio al 27 giugno. L’edizione 2026 propone 28 spettacoli e 9 prime nazionali, con artisti provenienti dall’Europa e da Paesi extraeuropei, confermando la vocazione internazionale della rassegna.
Ad aprire il festival sarà la compagnia belga Wooshing Machine con Ma l’amor mio non muore | Epilogue: in scena Carlotta Sagna, Alessandro Bernardeschi e Mauro Paccagnella, protagonisti di una performance ironica e tagliente che riflette sul destino del corpo e sul trascorrere del tempo.
Tra gli ospiti internazionali torna in Italia la coreografa francese Leïla Ka con Maldonne, spettacolo premiato nel 2024 e costruito attorno a un quintetto femminile sospeso tra fragilità, memoria e ribellione. Dalla Puglia arriva invece Equilibrio Dinamico con People Used To Die, creazione firmata dal collettivo (LA)HORDE che porta in scena l’energia urbana del jumpstyle.
La Spagna sarà rappresentata da Guy Nader e Maria Campos con Natural Order of Things e dalla compagnia Ertza con Un’we, lavoro dedicato alle diseguaglianze del mondo contemporaneo. Dal Libano giunge invece Bassam Abou Diab con una creazione partecipativa sviluppata durante una residenza al Living Lab di Mosaico Danza.
Ampio spazio anche alla scena italiana: Adriano Bolognino presenterà Last movement of hope, duetto sulla fragilità dei rapporti umani; Andrea Costanzo Martini e Francesca Foscarini porteranno in scena l’ironia di Pas de Cheval; Stefania Tansini debutterà con Studi per M., ispirato all’universo di Marcel Proust e alla memoria del corpo. In cartellone anche Daniele Ninarello con il Balletto Teatro di Torino e un assolo firmato dalla coreografa taiwanese Jye-Hwei Lin.
Tra gli spettacoli serali figurano inoltre Cani Lunari di Francesco Marilungo e Strano di Carlo Massari, programmato oltre la chiusura ufficiale del festival, il 3 luglio.
Interplay dedica infine attenzione ai giovani autori emergenti, con lavori di Francesca Santamaria, Parini Secondo, Vittorio Pagani, Pablo Ezequiel Rizzo, YOY Performing Arts e Collettivo Lattea.
Sara Zuccari
Foto Andrea Nicotra
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