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Susanna Egri, un secolo di danza al Teatro Carignano di Torino

Il 16 luglio 2026 Torino rende omaggio a Susanna Egri, artista, pioniera della televisione italiana, custode della memoria del Grande Torino e fondatrice di una delle realtà più importanti della danza contemporanea italiana.

Una serata speciale al Teatro Carignano ripercorrerà un secolo di storia attraverso quattro creazioni della Compagnia EgriBiancoDanza, in dialogo tra passato, presente e futuro.

Ci sono vite che coincidono con la storia di un Paese. Quella di Susanna Egri appartiene a questa categoria: una vicenda umana e artistica attraversata dal Novecento, dalle sue tragedie, dalle sue rinascite e dalle sue rivoluzioni culturali.

Nata nel 1926, Susanna Egri ha attraversato quasi un secolo trasformando la danza in un linguaggio universale capace di raccontare la memoria, l’identità e la ricerca dell’uomo contemporaneo.

La sua biografia intreccia alcuni dei momenti più significativi della cultura italiana ed europea: dall’esilio durante gli anni della guerra alla nascita della televisione pubblica, dai grandi palcoscenici internazionali alla costruzione di un progetto artistico destinato alle nuove generazioni.

Il nome di Susanna Egri è legato anche a una delle pagine più commoventi dello sport italiano. Era figlia di Ernő Egri Erbstein, allenatore e dirigente del leggendario Grande Torino, la squadra simbolo del calcio italiano del dopoguerra scomparsa tragicamente il 4 maggio 1949 nella tragedia di Superga.

Erbstein, ungherese di origine e figura innovativa nel mondo calcistico, fu molto più di un allenatore: introdusse metodi moderni di preparazione atletica e contribuì alla costruzione di una squadra entrata nella leggenda.

La sua morte, insieme a quella dei giocatori, dello staff tecnico e dei giornalisti presenti sull’aereo, segnò profondamente la storia nazionale.

Susanna portò con sé quella memoria familiare trasformandola in una testimonianza di resilienza. La sua vita artistica divenne anche un percorso di ricostruzione dopo le fratture della storia.

Durante la Seconda guerra mondiale Susanna Egri visse l’esperienza dell’esilio in Ungheria, un periodo difficile che segnò profondamente la sua sensibilità.

In quegli anni la danza rappresentò per lei non soltanto una disciplina artistica, ma uno spazio di libertà e di espressione.

Formatasi nella grande tradizione europea della danza, studiò con alcuni dei più importanti maestri del Novecento e sviluppò una visione personale, capace di unire rigore tecnico, profondità interpretativa e attenzione alla contemporaneità.

La sua carriera la portò sui palcoscenici di prestigiosi teatri internazionali, dove si affermò come interprete e successivamente come coreografa. La sua ricerca non rimase mai chiusa nella celebrazione della forma: Egri ha sempre considerato la danza un mezzo per interrogare la società, la storia e l’essere umano.

Tra le molte vite artistiche di Susanna Egri c’è anche quella legata agli inizi della televisione italiana. Fu protagonista della stagione pionieristica della RAI, quando il nuovo mezzo televisivo cercava ancora un proprio linguaggio.

Negli anni della nascita della televisione pubblica, la danza trovò nello schermo un nuovo territorio creativo. Susanna Egri contribuì alla sperimentazione di nuove forme di spettacolo televisivo, partecipando alla realizzazione del primo “teleballetto” originale, una delle prime esperienze in cui la coreografia veniva pensata specificamente per il linguaggio della telecamera e non semplicemente trasferita dal palcoscenico.

Quella intuizione anticipò un cambiamento fondamentale: la danza poteva vivere anche attraverso immagini, montaggio e nuove possibilità narrative.

Nel corso della sua carriera Susanna Egri ha scelto di affiancare alla dimensione artistica quella educativa e progettuale. Dalla sua visione è nata la Compagnia EgriBiancoDanza, realtà che negli anni è diventata un punto di riferimento per la produzione e la diffusione della danza contemporanea.

Il progetto, sviluppato insieme a Raphael Bianco, ha dato vita anche alla Fondazione Egri per la Danza, oggi riconosciuta come Centro di Rilevante Interesse per la Danza, luogo di produzione, formazione, ricerca e promozione culturale.

La Fondazione rappresenta il compimento di un’idea che Susanna Egri ha perseguito per tutta la vita: creare uno spazio in cui la danza non fosse soltanto spettacolo, ma patrimonio condiviso, laboratorio di pensiero e strumento di dialogo tra generazioni.

Per celebrare il centenario della nascita di Susanna Egri, la Compagnia EgriBiancoDanza insieme al Teatro Stabile di Torino nell’ambito del festival TorinoDanza dedica una serata speciale alla sua straordinaria eredità artistica. Il 16 luglio 2026, sul palcoscenico del Teatro Carignano di Torino, quattro creazioni accompagneranno il pubblico in un viaggio dalle origini di questa storia fino a una nuova produzione presentata in anteprima.

Non sarà soltanto una celebrazione del passato, ma un incontro tra generazioni: artiste e artisti, coreografe e coreografi, danzatrici e danzatori chiamati a confrontarsi con un’eredità che continua a interrogare il presente.

Il centenario di Susanna Egri diventa così un’occasione per ricordare come la danza possa essere memoria e innovazione, disciplina e libertà, radici profonde e movimento continuo.

Una vita lunga cento anni, ma ancora capace di guardare avanti.

Michele Olivieri

www.giornaledelladanza.com

©️ Riproduzione riservata

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