
«Questo dittico va oltre la semplice unione di due stili distintivi. Segna un felice incontro tra il mondo classico del balletto, la danza contemporanea e la danza afro-caraibica. Ciò fa sperare in un repertorio più inclusivo e aperto al mondo.» (Mouvement)
Domenica 11 ottobre 2026, alle ore ore 18, al Teatro Municipale Valli di Reggio Emilia, la XVIII edizione del Festival Aperto della Fondazione I Teatri è la volta del Ballet de l’Opéra national du Rhin— il CCN di Mulhouse diretto da Bruno Bouché — con un dittico a due firme: la prima italiana di Ici, creazione del coreografo Léo Lérus, e The Look (2019) di Sharon Eyal.
Dodici danzatori nel primo pezzo, diciassette nel secondo. Si affiancano le radici creole di Lérus e la trance futurista di Eyal — due voci della scena contemporanea legate da una complicità artistica e umana di lunga data — in un progetto nato su invito del CCN di Mulhouse.
Ici è la creazione di Léo Lérus per dodici interpreti del Ballet du Rhin — assoli e quadri d’insieme di rara intimità, che portano sensibilità ed energia contemporanee dentro le tradizioni coreografiche e musicali della Guadalupa, isola in cui il coreografo è nato e che custodisce la memoria del tempo della schiavitù. La partitura originale di Denis Guivarc’h è costruita a partire da registrazioni dei cicloni Ernesto (2024) e Maria (2017): il vento, l’acqua, la materia atmosferica entrano letteralmente nel suono del pezzo, come eco e sedimento di una geografia che non si lascia addomesticare. Costumi di Bénédicte Blaison, luci di Chloé Bouju.
The Look è una creazione del 2019 di Sharon Eyal per diciassette danzatori. Il titolo, racconta la coreografa, rimanda a un’idea cara a Gandhi — nessuno può ferirmi senza il mio permesso — e lavora sulla capacità del corpo, della mente e delle comunità di resistere alla violenza e all’oppressione. In scena le sagome scure degli interpreti si fondono fino a diventare una cosa sola: un organismo, un ecosistema, un microcosmo. Un insieme che guarda il pubblico dritto negli occhi e respira, si dispiega, ondeggia, portato dal flusso sonoro ipnotico di Ori Lichtik, dai colori tribali e post-industriali. Costumi di Rebecca Hytting, luci di Alon Cohen.
Léo Lérus
Nato in Guadalupa, Léo Lérus è una delle voci più riconoscibili della nuova coreografia europea. Il suo lavoro mette al centro le tradizioni della danza caraibica — in particolare il gwoka guadalupense, patrimonio immateriale UNESCO — attraversandole con il vocabolario del contemporaneo, senza citazione folcloristica. Ici è una delle sue più recenti creazioni per una grande compagnia europea.
Sharon Eyal
Israeliana, formatasi nella Batsheva Dance Company di Ohad Naharin — di cui è stata interprete di punta e, poi, house choreographer — Sharon Eyal ha fondato nel 2013 L-E-V con Gai Behar. La sua scrittura, costruita su micro-movimenti ossessivi, posture bassissime e un rigore tecnico assoluto, è diventata negli anni una delle firme più riconoscibili e replicate della coreografia internazionale. Ha creato per il Nederlands Dans Theater, il Ballet de l’Opéra de Paris, lo Staatsballett Berlin, la Royal Swedish Ballet, oltre che per il Ballet du Rhin.
Il Ballet de l’Opéra national du Rhin
Fondato nel 1972 e con sede a Mulhouse, il Ballet de l’Opéra national du Rhin è uno dei principali Centres Chorégraphiques Nationaux francesi, diretto dal 2017 da Bruno Bouché. La compagnia è composta da trentadue danzatori ed è nota per un repertorio che tiene insieme il grande balletto classico, le voci chiave della coreografia contemporanea del Novecento e le commissioni ai coreografi d’oggi.
In scena
Ici — coreografia di Léo Lérus in collaborazione con gli interpreti, composizione sonora di Denis Guivarc’h, costumi di Bénédicte Blaison, luci di Chloé Bouju.
The Look — coreografia di Sharon Eyal, musica di Ori Lichtik, costumi di Rebecca Hytting, luci di Alon Cohen.
Produzione: CCN • Ballet de l’Opéra national du Rhin. Direttore: Bruno Bouché.
Biglietti in vendita online e in biglietteria: www.iteatri.re.it
Michele Olivieri
Foto di Agathe Poupeney
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