
Qual è il tuo balletto classico preferito?
Sylvia di Frederick Ashton.
Qual è il tuo balletto contemporaneo preferito?
Manon di Kenneth McMillan.
Quale teatro occupa un posto speciale nel tuo cuore?
Covent Garden.
Quale romanzo ti piacerebbe maggiormente vedere adattato in un balletto?
Il deserto dei tartari di Dino Buzzati.
E quale film pensi potrebbe diventare un ottimo balletto?
Melancholia di Lars Von Trier.
Quale costume di scena ti è piaciuto di più indossare?
Arlecchino nella Traviata di Franco Zeffirelli.
Quale colore associ alla danza?
Il colore del cielo e delle sue infinite possibilità.
Di che profumo sa la danza?
Velluto rosso di tutti i teatri.
Qual è il brano musicale più bello mai scritto per un balletto?
Tutte le sinfonie di Tchaikovsky.
Quale film di danza consideri imprescindibile?
The Company di Robert Altman.
Chi sono le tue due leggende della danza del passato, un uomo e una donna?
Rudolf Nureyev e Margot Fonteyn come icone di stile e classe immortale.
Qual è il tuo passo o movimento di danza preferito?
Grande allegro.
Tra i grandi personaggi del repertorio del balletto classico, quale avresti voluto essere nella vita reale?
La fata dei Lillà!
Chi consideri il più grande genio della coreografia di tutti i tempi?
Marius Petipa e William Forsythe.
Se potessi tornare indietro nel tempo e incontrare Tersicore, cosa le diresti?
Grazie di tutta questa folle avventura!
In tre parole, come descriveresti la disciplina della danza?
Dedizione, consapevolezza, creatività.
Quando oggi ti guardi allo specchio, cosa vedi?
Purtroppo un po’ sovrappeso!
Michele Olivieri
Foto Lucía Marote
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